Lemures

Dove eravamo rimasti?

La situazione si fa complicata...cosa accade ora? Edison rapisce Abigail e si rintana nella "Caverna dei Nuotatori" (80%)

L’astuzia è Donna

Il sole era ormai alto nel cielo e la sabbia ardeva al contatto con la sua fiamma di luce. Accompagnato da un grugnito animalesco, Edison si lanciò su Abigail, incapace di reagire fisicamente e in grado solamente di urlare. La sollevò di peso e, con un’agilità che non gli apparteneva, si diresse verso l’interno della “Caverna dei Nuotatori”. Nick e Barrett si rialzarono faticosamente, storditi dalla forza violenta che Edison aveva scaricato su di loro.

«Edison!» l’urlo di Almásy uscì veemente, come a voler scaricare tutta la rabbia repressa in un colpo solo. L’uomo, ormai a pochi passi dall’ingresso della grotta, si voltò, mostrando un sorriso compiaciuto. Di sfida.

«Lei è mia!» gridò con voce tonante, quasi ultraterrena, facendo vibrare il cuore di Almásy. Poi, Edison e Abigail sparirono, inghiottiti dall’oscurità.

Ritornato in se, Almásy corse verso i due compagni e si sincerò delle loro condizioni. Poi, decisero unanimemente di entrare in una delle Jeep a loro disposizione, per ripararsi in parte dal sole cocente ed elaborare un piano.

«Che diamine succede, Almásy» chiese Barrett con rabbia frustrante. Un comandante deve sapere sempre con chi ha a che fare, conoscere preventivamente i propri avversari. E questa situazione paradossale – dove l’amico diventa nemico e non se ne conoscono le reali intenzioni – lo faceva sentire vulnerabile.  

«Ascoltate attentamente» esordì il conte. Il suo unico scopo, ora, era quello di salvare Abigail e, per farlo, aveva bisogno del massimo della lucidità da parte dei suoi due compagni. «Non sappiamo cosa sia successo ad Edison, né tantomeno quali siano le sua reali intenzioni con Abigail» pronunciando questa parole, un brivido lungo la schiena lo invase prepotentemente, costringendolo a fermarsi. Nick e Barrett percepirono la paura nel suo sguardo, ma cercò di scacciarla immediatamente, riprendendo a parlare. «Io propongo di entrare nella grotta e cercare di cogliere di sorpresa Edison – fece una pausa, come se volesse scegliere accuratamente quali pensieri, fra i milioni che correvano nella sua testa, trasformare in parole. «Noi siamo in tre e lui è da solo…non dovrebbe essere difficile neutralizzarlo».

«Preparo le torce» disse Nick con improvvisa urgenza. Sia lui che Barrett si fidavano ciecamente di Almásy e chiedere ulteriori spiegazioni sarebbe stata un’inutile perdita di tempo.

«No…niente torce» passò qualche secondo, durante i quali Almásy studiò le facce dei suoi due interlocutori. «Entrare con le torce significherebbe essere subito individuabili e quindi più vulnerabili. Dovremo agire nella totale oscurità…così, avremo più possibilità di sorprenderlo».

La camminata veloce di Edison seguiva un movimento regolare, perfetto. Nonostante il suo respiro, il cui affanno cresceva esponenzialmente ad ogni passo, l’uomo non sembrava intenzionato a cedere. Nemmeno l’improvviso rinsavimento di Abigail e il suo estenuante tentativo di dimenarsi sembravano scalfirlo. D’un tratto, il cammino del suo rapitore si fermò, interrotto dall’inaspettato cambiamento dell’ambiente circostante. La grotta, fino a quel momento un enorme stanza unica fatta di rocce, mostrava due cunicoli, apparentemente identici. In mezzo ai due percorsi, un lieve fascio di luce ne illuminava fiocamente gli imbocchi.

Una linea guida messa a disposizione da Madre Natura.

Quello sdoppiamento improvviso non provocò alcun dubbio nella mente di Edison, che scelse in quale direzione proseguire senza la minima esitazione. Abigail osservava quella sottile illuminazione allontanarsi sempre di più. Ma appena prima di ripiombare nel buio più totale, l’istinto di sopravvivenza prese il sopravvento e ne acuì l’ingegno. Cogliendo di sorpresa Edison, la donna riprese a dimenarsi con forza causando l’ira del suo rapitore, che la scaraventò a terra con una violenza inaudita. Un intenso malessere si impadronì del suo corpo, momentaneamente intorpidito dal dolore provocato dallo schianto al suolo. Ma il sorriso che si dipinse sul suo volto rivelò il pieno successo del suo piano. Senza che l’uomo se ne accorgesse, Abigail era riuscita a sfilarsi dal collo il ciondolo di proprietà dello stesso Edison – che l’uomo aveva perso durante la colluttazione con Almásy il giorno precedente – e a lanciarlo nella direzione dalla quale erano venuti. In quel modo, i suoi tre compagni avrebbero avuto un indizio su dove trovarla.

La felicità di Abigail, però, si spense in un istante. Vederla sorridere aveva scatenato l’ira di Edison, che la afferrò prepotentemente per i capelli per trascinarla verso l’ignoto, senza alcuna pietà.

Almásy e compagni nel frattempo sono entrati nella grotta e hanno raggiunto il bivio...come si comporteranno? A voi la scelta!

  • Almásy crede che la soluzione migliore sia restare uniti...ma prenderanno la direzione giusta? (60%)
    60
  • La scelta spetta sempre al capo: Almásy a sinistra, da solo, e gli altri due a destra (0%)
    0
  • Almásy decide di andare a destra e dice ai due compagni di andare a sinistra (40%)
    40
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53 Commenti

    • Ti ringrazio Serena! 😀 Sinceramente, quando l’ho cominciata mi aspettavo tutto tranne che prendesse questa piega. E’ stata una sorpresa molto piacevole…e questo, lo devo soprattutto a voi che mi avete seguito e indirizzato impeccabilmente! Alla prossima 🙂

  1. Il punto di vista della rapita si è già intuito in questo episodio e nell’ultima scena – comunque già una visione del suo punto vista trattandosi di una narrazione in terza persona limitata – per cui troverei interessante ( ma la platea mi smentisce) il punto di vista del rapitore. Certo svelerebbe i suoi piani rendendo tutto meno incredibile, ma servirebbe a comprendere il nodo della questione in modo più introspettivo. Spero non salterai all’uso della prima persona, non sarebbe un bel salto. Usa il punto di vista in terza limitata… Oppure fai come vuoi, mi piace in ogni caso e molto, il tuo modo di raccontare. 😉

  2. Un racconto storico non è mai facile da gestire perché, a differenza degli altri generi, ha bisogno di quel quid in più per essere credibile. Per questo motivo, nonostante il tuo incipit fosse veramente molto bello, ti ho tenuto d’occhio per un po’ prima di commentare. E devo dire che fin qui, non mi hai deluso. La tua storia è costruita molto bene, è intrigante e apprezzo abbastanza il tuo stile di scrittura – stai un po’ più attento alla punteggiatura e cerca di usare meno gerundi, piuttosto, se riesci, accorcia i periodi. Per il resto, bravo, ti seguo!

  3. ” Esiste un mondo dove l’asfalto si arrende all’imponenza della sabbia” … un attacco davvero valido. Un incipit interessante. Letto fin qui volentieri. Se l’attacco – sopracitato – fosse tematico, avresti rispettato in tutto e per tutto la costruzione narrativa di una buona struttura e quindi di una buona scrittura; spero si rivelerà tale. Seguo per scoprirlo. 😉

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