Rotte sotto vento

Dove eravamo rimasti?

Jared viene finalmente colto da "una gioia" che rinnova il suo spirito d'iniziativa... ...decide quindi di salire in coperta per comunicare al timoniere un cambiamento di rotta. (50%)

Rotta verso Casa

Quando Jared raggiunse il ponte di coperta fu investito da una sferzata d’aria salmastra che profumava di mare e libertà.

Soffermatosi nei pressi dell’albero maestro prese a contemplare i dintorni scrutando ogni angolo della nave. Nessuno sembrava avesse fatto caso a lui, ognuno intento in qualcosa di più importante da fare, come giocare a carte o bere.

Turnull era al timone e quando Jared si avvicinò fece per indicargli un punto all’orizzonte non molto distante.

«La tempesta si sta muovendo verso di noi… E’ probabile che ci raggiunga verso sera.»
«Aggiriamola…»
«Sei sicuro di volerla aggirare Jad? Significa prolungare il viaggio di almeno un giorno e mezzo sperando che non continui a muoversi. Dovremo tagliarla nel mezzo.»
«No.  Aggiriamola.  Non andremo a Vernum.»
«Come no? E per i rifornimenti? Siamo quasi a secco.»
«Immettiti sulla rotta commerciale di Yarde, deprederemo la prima nave che incontreremo lungo il percorso.»
«Vuoi assalire una nave?»

La notizia rese Turnull particolarmente sorpreso, ma l’altro, con gli occhi puntati verso la tempesta, gli lasciò tutto il tempo necessario ad elaborare l’ordine, carburarlo e eseguirlo.

La Gertrude virò lasciando scivolare la visuale sulla tempesta da tribordo a poppa e non appena la direzione mutò, cominciarono a riecheggiare ordini in coperta destinati a tutti i mozzi pronti ad adeguare l’andamento delle vele.

Si animò un via vai frenetico e formicolante, tale da ridestare l’attenzione dei membri sotto coperta. Alcuni di loro si recarono in coperta per domandare come mai la nave stesse modificando la propria direzione. Intanto Jared, posizionatosi a ridosso del castelletto di poppa, prese ad elargire incitazioni come un fomentatore di masse:

«Preparate i canoni, lucidate le palle di piombo ed affilate le vostre lame, brutti pezzenti. Scommetto che vi si sono incrostate le ossa di denti di cane per quanto siete stati in ammollo a non fare niente.»

I commenti spiccioli, le battute sarcastiche e le peggiori contro battute oscene si sprecarono nel borbottio generale, tra risate, latrati e qualche rutto a mezza bocca.

Jared appariva divertito ed allo stesso tempo inquietante grazie all’insana luce che trapelava dallo sguardo avido di vendetta e pregno di frustrazione. Il dolore, la disperazione, il rammarico, ogni emozione nefasta stavano cedendo il posto a sentimenti rinnovati e letali.

«Assalteremo ogni mercantile, nave da trasporto o peschereccio da qui al mare Centrale.»

L’annuncio levò un boato di apprezzamento generale. La ciurma sembrava esaltata dall’idea di poter abbordare una nave. La metà della platea applaudiva mentre l’altra si concedeva fischi ed urla di giubilo ed incitazione. Il chiasso calò appena Jared riprese a parlare.

«Faremo provviste saccheggiando tutte le navi che incroceremo fino all’approdo di Flear dove arriveremo, se il vento ci assiste e la sorte pure, tra più o meno sette giorni.»

Calò un improvviso silenzio su tutto il ponte. La ciurma si ammutolì.
Solo una voce tra i tanti si fece largo nel silenzio, accompagnata da un tuono in lontananza. 

«A Flear?»
«Si.»
Poi anche ad altri, lentamente, tornò il dono della parola.
«Siamo pazzi? Non possiamo tornare a Flear…»
«E’ pericoloso tornare lì.»
«Ci appenderanno tutti agli alberi della Gertrude e poi le daranno fuoco o almeno questa è stata l’ultima promessa di Docs Lo Sventratore.»
«Ci ammazzeranno!»

Si susseguirono una trafila di incertezze e contrarietà che fecero calare tutta l’eccitazione montata addosso ad ogni membro dell’equipaggio dopo avere avuto l’incentivo ad armarsi per arrembare ogni nave a tiro.

Lo stesso senso di incertezza e lo sconforto furono rigettati in mare da Jared che osservando tutti gli uomini discutere tra loro sull’intenzione di far ritorno in un porto temuto, aggiunse:

«Ecco cosa intendevo: siete diventati tutti delle mammolette. Non vi si sono solo incrostate le ossa, avete anche perso il coraggio. Vi siete rammolliti come dei cannolicchi senza guscio. DITE AL CUOCO DI PREPARARE LA PENTOLACCIA! Stasera ceneremo con una bella zuppa di vongole.»

Denigrando ognuno di loro con un plateale gesto del braccio ad indicarli, Jared sapeva bene che ledergli l’orgoglio e solleticargli l’onore avrebbe prodotto l’effetto voluto.

Il più permaloso del gruppo esordì immediatamente con un tuonante: 

«NON HO PAURA DI DOCS!»

Seguirono a catena titubanti cenni di condivisione, poi trilli di assenso, culminando nei soliti schiamazzi di esaltazione generale ai quali Jared diede un altro piccolissimo contributo affinché divenissero conclamati inni di auto motivazione.

«Torneremo a Flear e scorticheremo vivo Docs con tutta la sua ciurma di stoccafissi! E’ ora di tornare a Casa!»

Quando il malcontento fu soppiantato da una rinnovata dose di accondiscendenza, Jared fu soddisfatto quindi tornò accanto al timone e di lì a poco sostituì Turnull governando la Gertrude che, lasciandosi la tempesta alle spalle, filò liscia scomparendo pian piano all’orizzonte.

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61 Commenti

  • Bene, hai condotto in porto il racconto e mi scopro a immaginare cosa mai sarà successo alle vite dei tuoi pirati nel cantuccio buio dove dimorano le storie non scritte.
    Il racconto mi è piaciuto, tu scrivi bene e… basta, scrivo sempre le solite cose.
    Ciao, spero a presto

  • Cambia rotta.
    Nemi, sei la dimostrazione che su theincipit c’è qualcosa che non va: siamo troppi autori e pochi lettori, gli autori si fanno lettori solo per avere un obolo in cambio; i ‘veri’ lettori, quando ci sono, sono avarissimi di commenti, forse perché loro non ne hanno niente in cambio. Così storie banalotte hanno evidenza e di conseguenza hanno ancor più autori/lettori che aggiungono commenti a valanga per avere visibilità verso altri lettori/autori. È un sistema dal quale non sono fuori, ovviamente, ma cerco di essere il più obiettivo possibile e cerco di commentare solo ciò che mi piace o ciò che veramente mi dispiace!
    Tu hai scelto di non mischiarti a questa bolgia scalmanata e ti stimo per questo.
    Ma continuo a pensare che dovresti farti un po’ di sana autopromozione (oh, non dico quella a pagamento del sito, sia chiaro!), ne otterresti soddisfazione e regaleresti a chi non ti conosce un’autrice decisamente molto valida.

    A presto!

  • Nemi! Finalmente sei tornata!
    Adesso che sono qui da qualche mese posso dire che per stile e atmosfere, sei una delle autrici che preferisco qui dentro. E dico autrici comprendendo anche gli autori, ovviamente. È incredibile quanto sia denso il capitolo, rimango rapito davanti all’incipit di questo capitolo che in poche parole mi crea un’immagine nella mente, un’immagine per me insolita, voglio dire, non scrivi ‘si prende un caffè’, descrivi una situazione che tu immagini e io non conosco per nulla, eppure è chiara e stampata davanti a me.
    Ho solo una domanda: come mai metti i dialoghi in corsivo? Tra le mille opzioni di formattazione, questa è una che non ho mai visto, se non nei casi di racconto dentro un racconto.

    • Ti ringrazio per l’apprezzamento 🙂
      Mi fa piacere leggere l’effetto che suscitano certe descrizioni.
      Riguardo al testo in corsivo dei dialoghi, temo che la scelta sia condizionata da recessi mentali risalenti all’educazione impartita alle scuole elementari. La differenziazione dei dialoghi dal testo descrittivo trovo che sia comunque necessaria.

  • Avrei votato per essere direttamente a Vernum, ma poi ho votato per il presente (stupidamente pensando che ormai le votazioni fossero andate avanti già da un po’). Oh, beh 🙂
    Capitolo sempre ben scritto, e quindi è un piacere leggere nonostante sia passato tanto tempo.

  • Ciao, ho recuperato un po’ di capitoli.
    Originale e ben scritta.
    E’ stata la trama a portarmi qui, e l’istinto non sbagliava.
    Ho votato per i sogni, m’interessa conoscere come affronti i sogni.

  • Ciao,

    Come sostieni tu ‘ami scrivere’ e a mio modesto parere lo fai molto bene. Non conosco il motivo di quelle che chiami ‘incertezze’, ma ti posso assicurare che sono tremendamente curioso di leggere anche qualcos’altro di ciò che scrivi. Potresti anche linkare il tuo blog, non ci hai pensato?

  • Ciao,

    Leggo solo ora la tua storia, mi piace.Molto coinvolgente,ben descritta, originale. Mi piace, sicuramente.
    Devo però confessare che le prime 4 o 5 righe, proprio l’incipit dell’incipit, sono quelle che mi hanno convinto meno, tanto da incuriosirmi sul perché di una così strana differenza di stili. Magari la noto solo io, non so e in ogni caso non è particolarmente importante.
    Te lo scrivo – e scusami per il poco tatto – solo perché sono stato tentato di abbandonare troppo presto la lettura. Mi sarei perso un nel racconto che ora seguo.
    A presto!

    • Purtroppo quelle 4,5 righe iniziali godono di uno stile differente a causa di un errore di formattazione non voluto, chiamiamolo un refuso stilistico. Apprezzo molto il tuo parere comunque e non trovo affatto mancanza di tatto. Grazie per i commenti positivi 🙂

      Approfitto anche per comunicare che la storia sta procedendo a rilento a causa di alcuni imprevisti che mi tengono lontana dal PC ma conto di inserire il seguito molto presto!

  • Ciao Neminside! Bel racconto, pulito e chiaro! 🙂 Al quinto ne volevo sapere di piú sul rubino ma son arrivato tardi grr -.- 😛

    Ho scelto Fanie trattiene Jared, mi piacerebbe vedere le differenze psicologiche tra i due, oltre che sapere di piú su quello che hanno combinato.

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