Agenzia Governativa per il Controllo dei Capitali Privati

Visione

Manfred amava i cartoni animati. Attendeva impazientemente la fine delle lezioni e il rientro a casa, nel tardo pomeriggio, per poter guardare le trasmissioni governative dedicate ai bambini. La Visione aveva un intero universo di canali dedicati ai più piccoli:così tanta libertà, che quasi è un peccato dover scegliere!, come diceva la pubblicità. “Ed è vero!”, pensava Manfred: la Visione era davvero per tutti, perché per fortuna non era riservata solo all’informazione e a quei noiosissimi programmi in cui gli adulti non facevano altro che parlare e parlare e parlare.

O almeno questo aveva capito Manfred della Visione; perché in realtà, a lui, dopo le ore passate alla scuola pubblica e in giro per centri commerciali con Mary, interessava solo arrivare a casa e sapere che c’erano i cartoni. Neanche Il Mondo lo appassionava più come all’inizio. Era un rompicapo, d’accordo, ma davvero non si riusciva a capire quale ne fosse il senso o solo semplicemente se ne avesse uno. Insomma, dei giocattoli stava iniziando a stufarsi.

Arrivati a casa Manfred era libero di starsene per i fatti suoi. Dopo qualche ora rientrava la mamma da uno dei suoi diecimila impegni in giro per la città, mentre Mary preparava la cena in cucina. In realtà Mary non si chiamava così, ma i genitori di Manfred davano quel nome ad ogni aliena che assumevano come balia e governante: “Si tratta di una questione di praticità” diceva sempre papà, spiegando che chiamando tutte le aliene allo stesso modo non avrebbero dovuto sforzarsi ad imparare i loro assurdi nomi impossibili da pronunciare (c’era da diventare pazzi con quelli!) ogniqualvolta si fossero trovati costretti ad assumere nuovo personale per la casa. D’altra parte i rimpatri forzati di immigrati scortesi irregolari erano all’ordine del giorno, e nonostante i signori Evans controllassero attentamente le referenze del nuovo personale, era capitato già in quattro occasioni che assumessero alieni poi rivelatisi dei gran maleducati, elementi decisamente poco raccomandabili (due governanti, uno degli autisti di papà e una delle donne delle pulizie). Le norme interplanetarie, fissate durante gli accordi per la regolamentazione dei flussi d’immigrazione fra i principali pianeti della Via Lattea, parlavano chiaro: i terrestri avrebbero accolto nuovi alieni solo ed esclusivamente a patto che venissero rispettate alcune clausole fondamentali, la principale delle quali era appunto l’obbligo alla gentilezza e alla socievolezza da parte degli ospiti. Un modo molto efficace escogitato dai terrestri per tutelarsi nei confronti dell’aggressività sempre latente in diverse razze aliene che avevano, però, un disperato bisogno di lavorare.

Questa Mary non era male. Era molto cortese e poi era una cuoca straordinaria: faceva il miglior pasticcio della Terra! Nemmeno la governante della nonna era altrettanto brava. Chissà cosa stava preparando adesso? Manfred, immerso nella Visione, non riusciva a capirlo, per quanto cercasse di interpretare gli odori che provenivano dalla cucina.

Oh, che giornata! Sono stanchissima!” la signora Evans, la mamma di Manfred, esordiva sempre con quel ritornello, appena varcata la soglia di casa.

Yu-huuu – continuava poi – c’è nessuno in casa? Manfred, Mary, forza! Mamma è tornata!”

A quel richiamo, Mary (come tutte le Mary prima di lei) si precipitava accogliendo cerimoniosamente la padrona: “Bentornata signora, ha passato una bella giornata? È stanca?”

Enormemente stanca, cara Mary, enormemente…” la ignorava la signora scaricandole la borsa, e la Mary di turno – dopo aver reso il suo omaggio – tornava nelle sue stanze ben sapendo che i suoi doveri erano quelli di mantenere la casa in ordine e un comportamente beneducato per mandare a casa quasi tutto lo stipendio alla fine del mese.

Manfred, invece, non rispondeva mai al richiamo della madre, era lei che andava a svegliarlo dalla Visione in soggiorno.

Su cosa vuoi scoprire di più?

  • Il lavoro di papà Evans (33%)
    33
  • I programmi preferiti della signora Evans (17%)
    17
  • I programmi preferiti di Manfred (50%)
    50
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38 Commenti

  • Il tutto è ben scritto, lo sai fare davvero bene; ma ho un dubbio sulla trama.
    Riprende temi epoca personaggi e ambienti di Omuncoli ma i due sono inconciliabili: là i bambini, accompagnati dalle balie aliene, compravano uno dopo l’altro i giocattoli alla moda, qui il minimo acquisto futile è passibile d una pena di prigione.
    Mi piace molto la seppur minima vittoria morale di Marie sul finale.
    Ciao

    • Ciao Befana e scusa l’attesa, grazie perché sollevi una critica molto utile al mio lavoro.
      Le idee mi vengono un po’ alla volta, quindi sì, sicuramente andando a lavorare sui racconti ci sarà da limare per renderli più coerenti fra loro (ho scritto, prima di conoscere TheIncipit, un primo racconto con questo stesso scenario e ora vorrei scriverne un quarto che chiuda il ciclo, vediamo se ce la faccio).
      In realtà nella mia mente le cose andrebbero così: gli acquisti sono regolati da permessi, quindi tutto passa sempre attraverso l’Agenzia. Ci sono acquisti concessi e acquisti negati. Nel pacchetto che il signor Evans porta a casa non sappiamo cosa c’è, non sappiamo come se l’è procurato… e soprattutto non sappiamo quanto ha rubato prima di quell’acquisto.
      Il prossimo racconto però, sarà qualcosa di completamente differente, quindi ci tornerò sopra fra qualche mese. Grazie ancora!

  • Ciao,

    Ah ah, quindi Mary è una collaboratrice. Ben gli sta, imparano ad essere arroganti.
    Simpatico, anche se ti confesso che ad una prima lettura non avevo collegato l’arresto alla possibile delatrice, ed è piuttosto strano, visto che l’avevo pure supposto in anticipo.

    Ciao a presto

  • Io dico che Mary annuncia le dimissioni e penso che non sia estranea al trappolone che ha inguaiato il signor Evans.
    Solo una cosa non mi è chiara: se ‘gli acquisti erano proibiti’ per quale motivo esistono ancora i centri commerciali?
    Ciao, aspetto il finale

    • Ecco l’ultima puntata! Il sondaggio alla fine della nona puntata non è andato come volevi tu, ma ho inserito un aggancio all’interno della storia: lo sguardo fra Mary e Manfred può voler dire molte cose. Spero ti piaccia!
      Riguardo agli “acquisti proibiti”, non sono proibiti in generale, sono proibiti se non autorizzati dall’Agenzia, quindi i centri commerciali servono per chi ha l’autorizzazione. Grazie di aver sollevato il dubbio però, è una cosa che devo raddrizzare in altre storie (vedi ad esempio il mio precedente “Omuncoli” qui su TheIncipit) che si svolgono nello stesso scenario.

  • Avrei detto che i più avessero votato per l’aneddoto. E invece, ad occhio, mi pare di essere l’unico. Un po’ un peccato: poteva essere più rivelatore che tante altre cose. Però suppongo che l’aumento vada altrettanto bene, specialmente se può essere l’occasione per generare un po’ di conflitto.
    Come per Omuncoli, un’altra storia sulla vena del fantascientifico-quotidiano (passatemi il termine). E devo dire che apprezzo.

  • Ciao,

    Interessante storia, originale e coinvolgente. Nell’atmosfera generale mi ha ricordato certa fantascienza ‘classica’ degli anni ’60, ma i fatti da cui prende spunto sono purtroppo molto attuali. Aspetto il seguito e nel frattempo voto per l’aumento. La marcata vena razzista di papà e mamma Evans non aspetta altro per esplodere.

    • Beh, una “discussione” non è un “litigio”, ma uno scambio di punti di vista e si possono anche solo dire cose violente.
      Comunque la mia intenzione è che la situazione, da questa iniziale calma apparente, si animi fino al tracollo finale. Questa richiesta d’aumento da parte della balia aliena sicuramente aggiungerà nuovi elementi di tensione.

  • Ciao! Mi piacerebbe avere una descrizione di questi profughi alieni e della famiglia, perchè ancora non ho capito chi è l’alieno e chi il terrestre! Ed ho il forte dubbio che il terrestre sia Mary… 😀
    Ammetto che io sto con Manfred e preferisco i puffi (che penso sia da dove hai tratto spunto) ai telegiornali noiosi! 🙂 seguo per capire che mai succederà, e voto per il notiziario, anche se sono in minoranza, ma chissà!

    • Ciao e grazie, intanto!
      Gli alieni (e quindi anche questa Mary) sono proprio alieni immigrati sulla terra (magari trovo un punto in cui spiegarlo; l’avevo inserito nell’altro racconto che ho scritto, “Omuncoli”, che ha lo stesso scenario, ma qua effettivamente ancora non l’aveva scritto).
      I puffi sono l’ispirazione, perché mi serviva una comunità tipo la loro, un po’ “comunista” ma non troppo.
      Grazie ancora della lettura e del commento, ora vado a leggere la nuova puntata dei tuoi “detti”!

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