C’est la vie

Dove eravamo rimasti?

Cosa si parlerà nel prossimo episodio il momento in cui si rinnamorò di lei durante la pausa (100%)

Un giorno qualsiasi... -3

Qual’è la cosa più terribile di lasciarsi? Rinnamorarsi della persone che ti ha lasciato. A me è successo poco prima che iniziasse la “pausa di riflessione”. Tra virgolette perché al contrario di Margherita io ero praticamente certo di quello che sarebbe successo. Ero certo prima che mi lasciassi riincantare nel suo bellissimo sorriso e nel suo stupefacente sguardo. Come è successo tutto ciò?

Tutto iniziò quando la rividi a Natale. Come al solito in quella serata mi pareva tutto normale, sospettavo qualcosa ok, ma come potevo sapere io la triste verità ? Io che quelle feste le odiavo com tutto me stesso avevo costretto i miei amici a venire, così non potevo avere una scusa per andarmene. Io che avevo fatto tutto questo perché quando il giorno prima mi aveva detto che la davo per scontata io ci ero rimasto malissimo. Quindi quello , fare una cosa che non avrei mai fatto, mi pareva un buon modo per dimostrarmelo. Poi venne quella serata. Penso che da quel momento ho iniziato ad odiare al sushi, ma questa è un’altra storia. Sta di fatto che mentre mi diceva della pausa il mio cervello era diviso perfettamente in due- Una parte rifletteva su quanto ero destinato ad essere fottuto da questa catena di eventi, l’altra, quella dell’ingenuo e felicemente immaturo Elia, riusciva a pensare solo ad una cosa. Pensava: “Quanto sono belli quegli occhi. Li guardo e mi perdo, niente ha più importanza davanti a loro. Sembrano come un faro per un marinaio. Uauh. Poi quelle labbra? quelle labbra bellissime che si muovono in modo così sinuoso. Sono magnifiche, tutte quelle parole che fluiscono da quelle labbra non possono essere cattive. La cattiveria per lei è solo una facciata in realtà è proprio una bella persona. ” Per fortuna che non ho ascoltato solo quella parte perché sennò non avrei capito quello che diceva. Invece l ho capito. Ho capito che mi dava un mese. Solo che poi passai dei giorni orribili. Da schifo. Davvero orribili, poi la vidi a capodanno. Ci eravamo sentiti da alticci e avevamo(avevo) deciso di parlarci. Odiai quella decisione. Quel pomeriggio fu terribile. Lei non mi voleva lì. Successero cose che dimostrarono il contrario, ma non mi voleva lì. Io ero sempre più perdutamente innamorato di lei e lei invece mi stava lasciando andare. Poi la rividi un altro giorno. Ormai per quel giorno avevo analizzato il nostro rapporto e avevo capito che non l’amavo più. Non l’amavo più come prima, la amavo molto di più. Per esempio prima della pausa non riuscivo a sopportare quella stupida faccia imbarazzata. Ora morirei per rivederla. 

Quella giornata, a pensarci adesso, fu la penultima volta che la vidi. Quella giornata il mio livello di innamoramento raggiunse dei livelli incredibili. Basti pensare che le regalai l ennesimo peluche e i leggendari 26 cioccolatini. Quella era stata un’idea geniale. Le sarei apparso di fronte con l ultimo cioccolatino dicendole che la amavo e che comunque avrei rispettato la sua decisione,ma che la avrei aspettata. La avrei aspettata perché la ritenevo dannatamente importante e perderla così era inammissibile. Ripensandoci poi… Di quel “viaggio impossibile” ne pagai praticamente la metà. Però o me ne pento. Era la cosa giusta da fare. Peccato che il piano non fosse a prova di Margherita.

Ritorniamo a quella giornata. Con lei la passai in un pendolo di speranza e di accettazione. Vedevo(speravo) che era confusa, sapevo(speravo) di poter fare qualcosa, Ero sicuro(speravo) di poter trovare un modo per farle capire che io ero quello giusto. E lei… Lei era uauh. Era bellissima,più del solito. Emanava una luce particolarissima che non vedrò mai più. Era così carina mentre trovava delle giustificazioni alla nostra situazioni. Era bellissima quando parlava e l’unica cosa che avrei voluto dirle era che il fortissimo pezzo del puzzle ero io. Io potevo essere un pezzo riutilizzabile. Potevamo assieme trovare un modo per farmici stare nel suo puzzle senza rovinare niente. Sarebbe stato bellissimo. Avremmo potuto ricominciare. Ce l’avremmo fatta.

Questo era quello che pensavo quel pomeriggio. ora penso solo:

“Andiamo”

Strano,perché ho sempre odiato questa parola. Ti ricordi il motivo?

Quando lei partì, la sensazione di follia amorosa non se ne andò. Fino a quella chiamata skype del cavolo ci avevo creduto. Avevo pensato a moltissime possibili soluzioni. Riuscivo a pensare a solo una cosa.L’avrei assolutamente riconquistata. Il perché è molto semplice… 

Poi però, in meno di una settimana diventai solo un amico. Lì … Fu lì… che…

“Andiamo”. 

Ripensare a quel giorno mi fa sorridere. Non me ne pento. Non me ne pento assolutamente. Quel giorno mi sono innamorato per l’ennesima volta di Margherita. De l’ennesima versione di Margherita. Di quella stessa Margherita che , forse, leggerà questi 5000 cararatteri e che spero sarà giusto un pelo confusa. O la nuova Margherita che saprà che fare. Qualunque versione tu sia, che non commenterai come al solito solo perché è un “gioco”, beh sai… “andiamo”.

di cosa parlerà il prossimo episodio?

  • quello che successe davvero il giorno in cui litigammo e lei disse che Elia la dava per scontata (0%)
    0
  • di quel suo compleanno non passato assieme a Margherita (50%)
    50
  • di quel giorno della bici (50%)
    50
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