Il buon Pastore

L’Imam

Aprii l’acqua calda del lavello e ci tuffai il volto.

Espirai lentamente, per poi alzare gli occhi.

Davanti a me si trovava un tipo che mi osservava con sguardo truce, accusatorio.

Lo stronzo che mi osservava aveva una serie di cicatrici lungo il lato destro della tempia che scendevano fino al suo sopracciglio, i capelli bianchi lo rendevano solo un vecchio bastardo.

Una parte di me intuiva che quelle cicatrici se le era procurate in guerra, probabilmente a Kabul.

Gli doveva esser esploso vicino un colpo di mortaio a giudicare dalla profondità degli sfregi.

I suoi occhi azzurri continuarono a fissarmi immobili.

“Fanculo a te amico.” Dissi allo specchio, sorridendomi.

Qualcuno bussò alla porta, senza voltarmi domandai “Chi è?”
“Signore. Il detenuto 45532 ha deciso di parlare”
“Era ora, ci ha messo più degli altri. Ma alla fine cedono tutti”  borbottai  “Dammi cinque minuti”.

Ripensai a come ero cambiato negli anni.

Dopo l’undici settembre in Congresso aveva varato il Terrorist Act, in cui si prevedevano nuove leggi repressive nei confronti di terroristi e simili, aumentando a dismisura il potere di FBI e CIA.
Al contempo si sanciva la nascita del Dipartimento per la Sicurezza Territoriale, il DST, un organismo sovra federale con la totale immunità civile,penale e militare operante in tutta l’America.

Quando mi proposero di entrarvi non ebbi nessun dubbio: era la mia occasione per vendicarmi per tutto ciò che i terroristi mi avevano tolto.

Prima di uscire dalla stanza lancia un’ultima occhiata allo specchio.

Il vecchio vestiva un’uniforme nera, senza nessun segno distintivo dell’arma di appartenenza o il nominativo.

Nessun pezzo del corpo era lasciato allo scoperto, un mantello nero di tenebra mi avvolgeva, non ero altro che un fantasma, un angelo nero, ero il Nulla.

Azazel

***

L’imam era tenuto sospeso dal suolo tramite le manette appese ad un gancio pendente dal soffitto i suoi piedi erano a quasi 40 centimetri dal pavimento.

“Fatelo scendere” ordinai, andando a incrociare le mani dietro la mia schiena. 

“Azazel ” disse il numero 4 porgendomi dei documenti. “Abbiamo applicato il regime standard” continuò a riferire, per poi porgermi il saluto.

Il regime standard…l’unica cosa per cui ringrazio l’esistenza dei burocrati. Non esiste sulla faccia della terra gente che riesca a redimere un documento di 200 pagine su come torturare un sospetto terrorista. E soprattutto come eseguire il tutto legalmente.

Il regime standard corrispondeva a un trattamento tutto sommato morbido: il prigioniero veniva spesso spostato di cella, sempre a volto coperto, in modo che non potesse avere una concezione geografica dei propri movimenti. Le celle misuravano due metri per quattro, composte da una branda bassa e un orinatoio unico, non esistevano finestre.

La violenza fisica si limitava a colpi in zone non vitali o particolarmente importanti. Bisognava prediligere le gambe o le spalle, avendo cura di colpire i nervi.

Il regime comportava inoltre l’applicazione del metodo dell’interruzione del sonno, attraverso fari luminosi o sonori. I ragazzi si divertivano come dei matti a far partire musica a tutto volume nelle celle dei detenuti, spesso canzoni hard metal di gruppi simpatizzanti per il nazismo.

Più di una volta mi ritrovai a benedire i nazisti dell’Illinois per la loro musica, non esisteva nulla di meglio per sfibrare i nervi dei detenuti.

L’Imam venne fatto scendere da 3 e 5, che dovettero sorreggerlo quando questi toccò terra. Una volta sistemato su una sedia, 5 gli strappò il cappuccio che gli ricopriva il capo.
Il volto dell’uomo era segnato da numerosi echimosi, il labbro era rotto in più punti e il naso era evidentemente stato rimesso nella sua sede con ben poca grazia. Sangue rappreso gli sporcava sia il volto che il camice bianco da detenuto.

“Benvenuto caro Imam” gli dissi portandomi verso di lui, sentivo già l’odore della paura pura e ciò mi mandava in orgasmo le narici.

Presi posto di fronte a lui e lo osservai meglio.

La barba gli era stata strappata da qualcuno dei ragazzi, le pesanti occhiaie mi fecero intuire che non dormiva da parecchie ore.
Un lavoro eseguito alla perfezione.

“Non le chiederò se lei sa perché è qui. Perché lei sa già cos’è questo luogo, e conosce perfino i motivi per cui le persone vengono inviate qui. Quindi giungerò subito al punto”.

Presi il fascicolo consegnatomi da 4 e lo aprì. Poggiai sul tavolo alcuni fogli.

“Mi convinca che lei non sa nulla del carico di armi che abbiamo intercettato al porto, ne dei tre ragazzi che abbiamo arrestato il mese scorso nella sua moschea”.

Mi misi comodo nella sedia e incrocia le dita.

Ora tutto quello che volevo erano tre semplice cose.

La prima che lui confessasse i crimini dei suoi giocani, in modo da poter procedere col caso.

La seconda che lui potesse fornirmi altri dettagli sulla cellula terroristica che intendeva colpire in città.

L’ultima cosa era quella cui tenevo di più: che lui non volesse collaborare con noi.

Perché, in quel caso, la serata sarebbe divenuta Finalmente interessante.

“ Allora caro Imam… ha deciso cosa fare della sua…vita?”

  • “Signore…io non so chi lei sia…ma si fotta” (14%)
    14
  • “Potrei aiutarvi…ma alle mie condizioni…” (86%)
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  • “Va bene… basta che mi lasciate andare…” (0%)
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88 Commenti

  • Bene, pare che mi sia allontanato proprio quando cominciava il bello.
    Mea culpa. Colpo di scena, doppio colpo di scena, finale giustamente sadico.
    Quella storia della lupara caricata a monete l’ho letta pure in un intrepido d’epoca, mi pare. Hai condotto con originalità e bravura una storia che poteva appiattirsi verso lo ‘spara spara’. La tua Torre rimane un nazista, però, poveraccio, lui crede davvero in quel che fa.
    ‘Tutti moriremo a stento’ è una citazione (è una citazione?) che non pensavo di leggere in queste righe.
    Ma ‘Isdraele’, perché? Hai forse paura di rappresaglie da parte di agenti del Mossrad??
    Non sono d’accordo con te sui commenti, nel senso che io sono qui anche per sentire la voce di chi mi legge e non mi importa se scrive a sua volta, anche perché i ‘soli lettori’ su questa piattaforma non mi sembrano proprio moltissimi (o almeno non c@g@n0 me)
    A presto… ah, no, a subito, hai già cominciato un altro racconto.

    • Hei ciao caro.: )

      Si, ad un certo punto sei sparito, ho pensato ti avesse preso la CIA. 😉

      In ogni caso, no dai, la Torre non è un nazista. Ha solo la tessera numero 3 del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi XD

      Tutti morimmo a stento ” è una citazione si. L’ho ripresa dalla Ballata degli Impiccati di De André. L’album è storia di un impiegato, del 67 se non vado errato.

      Isdrarle è semplice.. mi è partita la D chissà perché. E siccome rileggo sempre (oh, come no) allora ecco spiegato l’arcano: )

      Per quanto riguarda i commenti.

      Forse mi sono espresso male io. Personalmente, come dicevo, non amo postare i.commenti, ma è un difetto mio.

      E intendevo dire che sarebbe bello avere una “classe,” di lettori puri che commentano ma..nada per cui, avanti tutta 🙂

  • OK, siamo arrivati alla fine… e direi che questa è già una bella soddisfazione.
    Se intendi rimanere nel genere, ti proporrei di fare un pensierino anche ad un sequel del tuo primo racconto “Diario di un vivo morente.” Cosa starà facendo adesso Dimitri?

  • GRANDO! GRANDO!!!!!

    La Lupara è un colpo di maestro come la tortura che infierisci! Godo come un suino fa lo stesso ????

    Grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee …. beh sì due chiacchiere le farei in ogni caso molto molto volentieri ma tiriamo un po’ di somme 🙂

    • Grazie mille Danio, spero di avervi divertito: )

      Per quanto riguarda il prossimo, mi tocca fare un po’ di pubblicità, sennò non mi legge nessuno XD

      Comunque, posso farti una domanda?

      Siccome tu sei un più attivo di me nel sito, a livello di social e di storie (fra parentesi, leggo sempre il tuo e voto, anche se non commento sei sempre nel mio cuore 😉 ) secondo te quale genere sta iniziando a tirare più di altri?

      Perché vedo che horror siamo sempre in secondo piano, volevo sapere una tua opinione a riguardo del genere di tendenza

      • Come non commenti! Basta, ti tolgo il saluto!
        Ah ah ah…dai, grazie per questa tua ” dichiarazione d’amore” 😉
        Su The Incipit, per quello che posso notare, Fantascienza e Avventura vanno per la maggiore. A ruota, vedo il Fantasy, il Giallo subito seguito dall’Horror. Eros e Humor sono più staccati, così come lo Storico. Dimenticavo il Rosa che, secondo me, è il più ballerino tra tutti.
        Ad ogni modo, sono sempre convinto che il genere sia più che altro un’indicazione. Ho letto racconti che, in un colpo solo, ne raggruppavano due se non tre 🙂
        Spero di esserti stato d’aiuto…ciao 😉

  • Voto perchè è qui.
    Leggo sempre con piacere i tuoi capitoli, perchè esci dalla banalità e sono sempre molto ricercati e particolari.
    Anche la storia. La tua è una ricerca.
    Ti riporto alcune delle frasi che mi sono piaciute di più:

    …Il volto del senatore si distese in un lieve sorriso, piccole rughe ne adornarono il volto rendendolo simile ad un rapace. –
    Bella l’associazione al rapace, le uso sempre anch’io le associazioni con gli animali, ma non ripetere la parola volto due volte, basta una.

    Nuovamente mi ritrovai ad annaspare in mezzo ai mille pensieri che si riversavano nella mia testa, l’unica cosa che riuscì a balbettare fu un semplice …Bella.

    disse con rabbia il senatore, stringendo i pugni e battendoli sulla preziosa scacchiera, le pedine si dispersero attorno a noi, rimbalzando sul pavimento di marmo. – Mi sono immaginata la scena.

    …quando i suoi occhi gelidi si posarono su di me, ero certo di aver firmato la mia condanna a morte. Con poche parole dici molto.
    il posto dove vi è l’unica possibilità di sopravvivere alle angherie del mondo.>e mentre diceva questo si alzò in piedi, ed iniziò a muoversi per la stanza in modo disarmonico e rabbioso. Non mettere la virgola prima di ed.

    Il poveretto zoppica vistosamente, è un cencio umano che si muove reggendosi al mio aiutante. – Fantastica quella del cencio umano.
    Continua con la ricerca nelle descrizioni.

    • Hei ale, grazie mille per esser passata ^^

      Beh, stavolta mi prendo lo spazio per risponderti come si deve 🙂

      La mia storia non è proprio una ricerca, è un continuo tentativo di giungere ad una risposta.
      La mia ricerca, a livello interiore, di scrittore e umano inizia ben prima di riportare queste parole al computer.
      Quello che io vi offro sono le mie idee, i miei pensieri, l’esito di questa ricerca continua e insaziabile che mi muove.

      La ripetizione che hai trovato nella descrizione del volto del senatore che si tramuta per un momento in rapace (che è un “concetto” che io fisicizzo molto) è una sorta di marcatura del concetto. Grammaticalmente sbagliata, stilisticamente orrenda ma amorevolmente corretta nella mia testa 😛

      L’annaspare nei pensieri è una cosa che a me succede sempre. spesso mi trovo a dire una cosa e la mente già 5 passi avanti. E credo che sia una cosa comune col nostro amico.

      La scena del senatore che batte i pugni sulla testiera l’ho scorsa centinaia di volte nella mia mente. ho cambiato spesso angolazione, filtro di colore, azione. Ma devo dire che si, rende abbastanza bene l’idea.

      Si, la virgola dopo l’ed è partita a cazzum, lo ammetto in pieno, mea culpa XD

      Il cencio umano non è altro che come mi sento io al mattino al lavoro, la situazione non è troppo diversa 😉

      E fidati, continuerò la mia ricerca sulle descrizione, nel tentativo di trovare il modo migliore per farvele fluire.

    • A volte è necessario tirare la storia dove si vuole. Il rischio è quello di ritrovarsi una storia talmente ampia da non riuscire ad esaurirla in 5 mila caratteri.

      E’ solo una necessità obbligatoria, credimi.

      Ma sono certo che saprai capire che il problema non risieda nella mia “crudezza” di scrittore, ma da un obbligo.

  • Buona la seconda parte. Meno la prima. Di nuovo: Parla come mangi

    Nel primo pezzo davvero io lo capisco, ma è realmente complicato questo giro di parole per un lettore semplice che vuole leggere una semplice storia.

    Ormai ti conosco e non mi opporrò ma rischi seriamente di farti male. Poi non dire che non ti avevo avvertito 😀

    Mi piace molto la parte dell’incontro con il senatore. Comunque io reputo il pezzo poi importante la Torre dopo la Regina. 🙂

    • Beh che dire…capisco tutta la tua “critica” e per carità, sotto un certo punto di vista la condivido ma, mi duole ricordarti, che questa non è una “semplice” storia.

      L’impostazione del racconto denota che è una storia un po’ ad ampio respiro, e che quindi richiede una certa attenzione allo svolgimento dei fatti e dei personaggi.

      Poi vabbè, trovo che il linguaggio che uso sia adatto al contesto, poi de gustibus non disputando est.

      • capisco il concetto. Tu vuoi che i lettori si adattano allo scrittore 🙂

        A suo modo non è insensato come ragionamento.

        Ecco la differenza sostanziale che c’è tra me e te …. io miro ad essere comprensibile ad un maggior numero di lettori, buoni o cattivi che siano. Tu punti ad una elitè di lettori.

        Ci sta. Siamo due filosofie diverse 😉

  • Ciao SilentiUmbra,
    ho notato che alcune persone, nel procedere con i capitoli, pur avendo già buone basi, migliorano in modo impressionante, e tu sei uno di questi.
    Non m’interessa parlare di morale, era una specie di battuta infelice, invece m’interessa parlare della tua scrittura curata, chirurgica e d’effetto.
    Ti potrei riportare molte, molte cose dei tuoi capitoli che mi sono piaciute, ma non lo farò perchè sono davvero troppe.
    Adesso voto il cavallo, m’interessa molto più della morale.

    Una voce gracidò nella mia radio. Bravo.

    Lasciate che vi racconti una storia amici miei, una storia in cui compaiono personaggi secondari, leggendari protagonisti, violenza e sangue. Lasciate che vi spieghi come un uomo immaginario cerchi in ogni modo di difendere il suo paese, in un machiavellico gioco di parole e immagini. – Come si può non proseguire a leggere il capitolo con un’introduzione così?

    Lasciate che vi dica una cosa: avete appena letto come questo storia muore, assieme a colui che vi ha portato fino al quinto capitolo. -Qua entri proprio nella testa del lettore.

    o per il suo perenne ghigno. Fantastica la descrizione di quella specie di nazista, ricorda un po’ il mio Klaus, anche lui simpatizzante nazista e sempre con un ghigno stampato in faccia.

    era quella di un qualche medico nazista. Se mi posso permettere, io qua avrei messo: era quella di un medico nazista, togliendo il qualche.
    Infine, io non sono d’accordo per nulla con Valerio. No, assolutamente no.
    Il tuo bello è la scrittura ricercata. Perchè vedi, se tu avessi una scrittura ricercata ma priva di contenuto allora potrei capire, ma siccome i concetti sono chiari va da sè…
    Ci sono poche persone che scrivono con un linguaggio forbito oggi come oggi, continua a fare la differenza!

    • Beh cara, ammetto che quando ho letto il tuo commento mi è partito un “e la.madonna ” alla Renato Pozzetto XD

      Non posso esimermi dal ringraziarti per le parole e per l’attenzione con cui leggi il testo, sarà un piacere continuare a migliorarmi per fornirvi un testo degno di questo nome 🙂

  • Allora se posso dirtelo obiettivamente è un buon episodio. Forse il migliore che hai scritto finora. Una cosa però devo dirtela e si riflette sia sulla parte iniziale-media del racconto che nelle opzioni: PARLA COME MANGI!

    Sei troppo forbito, bello mio. E capisco anche i soliti 5mila caratteri ma un po’ di semplicità (anche in vista di un personaggio come il tuo) non guasterebbe 🙂

    La morale. Godo troppo a vedere rosolarsi la gente per una morale che si rammenta in quel momento e per sempre e che non si è mai cagato sopra perché tanto “non gli toccava” 🙂

  • Ciao,

    Voto il principio, del resto avendo un’arma puntata contro gli starà scorrendo tutta la vita davanti… Non ho ben capito se gli stava venendo un infarto prima dell’esplosione o se era solo una sorta di premonizione. Per toglierti il dubbio che sia uno scassapalle, aggiungo che ho trovato un po’ pesante che dopo il ‘sapore metallico’ ci fosse un ‘rumore metallico’, lo so, è una cretinata.
    Alla prossima!

    • Prima dell’esplosione credo che il nostro Colonnello avesse un misto fra un infarto del miocardio, una premonizione e un presentimento.
      Insomma, un gran brutto quarto d’ora.

      Per quanto riguarda l’assonanza sapore-rumore ammetto che è fatto apposto, quasi un “riprendere” una sensazione provata poco prima.

      Suona male, lo ammetto, ma rende un po’ il concetto 😉

  • Ho votato per la guerriglia.
    Preciso e scientifico, ma sei anche in grado di penetrare l’animo umano e di descriverlo con sapienza. Mi è piaciuto. Argomento forte, non per tutti, ma molto interessante.
    Alcuni tuoi passaggi che mi hanno colpito:
    il prigioniero veniva spesso spostato di cella, sempre a volto coperto, in modo che non potesse avere una concezione geografica dei propri movimenti –
    Le privazioni, i compagni morti, le speranze infrante… Come sempre un senso di disagio mi attraversò quando rividi le immagini di quel periodo, strinsi i denti con forza.

  • Voto che non giungono a destinazione, in fondo il compito dei lettori è appunto ‘cambiare il corso della storia’, no?
    Ho l’impressione che questa quarta parte sia un po’ meno ‘pensata’ delle altre, come se avessi fretta di rispettare una scadenza. Occhio, noi sappiamo aspettare, mentre una frase poco efficace o un errore di battitura rimane lì nei secoli dei secoli!
    A presto

  • Bello ciao!
    Allora ho letto il capitolo e …. figliolo, che mi combini ? Libera tutta la tua forza dai! E soprattutto perché mi fai un colonnello che si commuove ? Sinceramente viene difficile da pensare.

    Inteso bello come emozioni ma forse un filino irrealistico.

    Sto diventando sempre più rompipilli … non volermene vecchio. Sono sicuro che tu faresti la stessa cosa 🙂 E detto questo, prosegui ancora bene. E Iddio benedica la Patria infangata da alti traditori. 🙂

    Scelgo l’esplosione 🙂

  • Devo ammettere che sono ancora sul dubbio se sia stata una buona idea per il grassetto! Penso di sì nel complesso.

    Non so se ti sia tirato una zappa sui piedi rilevando subito dettagli importanti (possibile o certo corrotto, finanziatore dell’organizzazione, ecc.) … più che altro ormai mi conosci, preferisco farle raccontare alla storia. Per dirla in poche parole meno descrittivo e più narrativo.

    Detto questo però ci sono anche qualità e pregi nel racconto, Umbra. 🙂

    Ben descritto il senatore rompicoglioni: magari (previo limite 5000 caratteri) sarebbe stato bello vedere anche la disistima del Senatore nei riguardi del colonnello 🙂

    Forse il dettaglio del Senatore in videochat suppongo si poteva un po’ scrivere 😉

    Ma a parte questo non mi pare sia malaccio. Mi piace l’idea della Talpa e del silenzio che sbigottisce il Colonnello.

    Ho scelto il contatto con la Polizia 🙂 Mi piacciono i tuoi ragazzi ma è tempo di dare qualche altro dettaglio all’infuori. E poi l’idea di qualche favore, mi stuzzica alquanto 😛

    Buon proseguimento 🙂

  • Voto per i favori…. devo però farti notare che in questo capitolo mi sei sembrato un po’ confuso su che tipo di narrazione usare, se in terza o in prima persona… 🙂 specialmente all’inizio! Bello il richiamo a cod, ma mi sa che se uno non ha avuto modo di giocarci o sapere del gioco, l’antifona potrebbe non coglierla 😉

  • Certo che il protagonista a sadismo sta messo bene ( o male) … Ho letto questi due episodi e nonostante le atmosfere molto “American” che sinceramente non trovo più entusiasmanti da un po’ di tempo, ho trovato questa storia godibile ed interessante. Soprattutto la narrazione in prima persona che a me piace molto. Sono incuriosito e seguirò con attenzione lo svolgersi di questa situazione 😉

    • Diciamo che ha un lato oscuro ben marcato il nostro Azazel 🙂

      Ma non è poi troppo dissimile ai bambini che con la lente di ingrandimento passano il pomeriggio a bruciare le formiche in giardino…a dire il vero credo che questa che descrivo possa essere una delle evoluzioni possibili di quel bimbo, chi lo sa.

      L’atmosfera da “Yea yea Amerika! ” neppure a me fanno impazzire, lo ammetto, ma Sono necessarie ai fini della vicenda in quanto alcune dati che ho messo e forniró sono reali, per cui mi “tappo” il naso e persevero 🙂

      Comunque grazie per esser passato, pure io sono molto curioso di vedere cosa riuscirai a creare tu col tuo ^^

  • Eccomi! Ammetto che non bazzico mai nel genere horror perchè personalmente zombie e psicopatici alla freddie non mi piacciono, motivo per cui bisognerebbe invece inserire la categoria thriller, in cui per ora rientra il tuo…. che invece mi piacciono molto!
    Ottimo incipit, interessante inizio, anche se ho da contraddirti su un punto!
    Uno che scrisse un manuale di tortura per far confessare i prigionieri c’è stato già nel medioevo: nicholas eymerich, un dominicano capo della santa inquisizione spagnola…. o ti riferivi al suo trattato? (Anche se non credo perchè non mi pare che il waterbording non mi pare fosse in uso nella spagna medievale…)
    Comunque al di la di ciò, voto per sapere che si è perso della vita cittadina, ti faccio i complimenti ancira e seguo perchè voglio vedere che fine fanno i terroristi… o i comuni cittadini, nel caso! 😉

    • Ciao cara, grazie per esser passata 🙂

      No, non mi riferivo al manuale dell’inquisitore, anche perché il protagonista non è un Gesuita spagnolo :p

      Il manuale a cui faccio riferimento io è quello redatto dagli organi americani di sorveglianza in seguito all undici settembre, di cui si cenno anche nel Terrorist Act approvato dal Congresso Americano nel primo 2012.

      Il suddetto manuale è di fatto venuto alla luce in seguito alle indagini avvenute nella prigione di Guantanamo q Cuba, forse ricorderai che alcuni anni fa sui giornali di tutto il mondo vennero pubblicate le foto di presunti terroristi torturati in quella prigione (famosa divenne la foto del detenuto incappucciato con dei fili elettrici sui genitali) .

      Il racconto, seppur con ampie note da me inventate, tratta di argomenti reali, riferimenti a torture o leggi americane è tutto reale.

      Ti ringrazio ancora per il passaggio, a stasera per il prossimo capitolo: )

    • Ciao Danio 🙂

      Il waterbording è una tortura introdotta in epoca moderna, di per se ha solo una decina d’anni di storia.

      È ancora oggi largamente utilizzata dai servizi segreti americani negli interrogatori, è balzata agli “onori” della cronaca dopo le vicende accadute nella prigione federale di Guantanamo

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