La Laguna dell’Amore Inaspettato

Dove eravamo rimasti?

Siamo giunti al termine di questa avventura amorosa. Nell'ultimo episodio come si chiuderanno le storie di Marco e Aurora? La sorpresa del pranzo con i genitori di Marco sarà un disastro. Marco se la prenderà con Aurora e i due si litigheranno malamente... (62%)

Finale Agrodolce

«Aurora… Vorresti spiegarmi cosa succede?»

«Beh… non lo vedi da solo? Stasera ceniamo con loro, i tuoi genitori.»

«Questo lo vedo anch’io per la miseria!»

«E allora cos’hai che ti lamenti?!» Fece finta di niente lei.

«Io non ci parlo più con loro! Soprattutto con mio padre.»

«Dai, ora calmati e sediamoci.» Mi strinse la mano e mi baciò. Per il momento riuscì a tranquillizzarmi. Per

il momento. Ci accomodammo.

«Mamma. Papà… Buon Natale. Lei è-»

«È un piacere conoscervi di persona, io sono Aurora.»

«Finalmente c’incontriamo mia cara; questo è mio marito Fabio.»

Io mi voltai dall’altra parte. Non ebbi né la voglia, né il coraggio, a dirla tutta, di guardare i miei negli occhi. Uno strano senso di disgusto, misto a disagio, mi colse impreparato. Le formalità intanto erano state sbrigate e aspettammo che passasse il cameriere, affinché potessimo scegliere quale menù natalizio ordinare. Fatta anche quest’ultima cosa, entrammo a mio malgrado in un discorso irritante quanto una zanzara nell’orecchio.

«Ohi! Vedi di non fare il coglione e cerca di sfruttare quest’occasione unica per chiarirti coi tuoi! Ci ho messo uno sbotto per farti questo regalo.» Mi sussurrò Aurora a voce fioca, ma con la sua tipica aggressiva spigliatezza.

«Io apprezzo lo sforzo, anche perché no oso pensare quanto tu abbia dovuto faticae-»

«Appunto! Bada che non te la perdono se rovini la serata…» La minaccia mi ferì al petto come una freccia scagliata con violenza da un arco; tuttavia non potei prometterle niente. Mi limitai ad assumere una smorfia di disappunto.

«Come stanno i nonni?» Provai a mostrare la mia buona volontà a quel diavolo in gonnella di Aurora.

«Al solito.» Rispose secco mio padre. Feci un altro paio di tentavi, cercando d’inserire anche mia madre ed Aurora. Tutto si può dire di quella ragazza, ma fuorché non ci tenesse a me.

La cena proseguì senza intoppi, proprio come richiesto da Aurora… fino a quando, servito il dolce…

«Adesso che la tensione è scesa, volevo dirvi che io e Marco siamo felici di questa opportunità. Significa tanto per-»

«Per me non è così.» Si pulì la bocca col tovagliolo mio padre, per poi gettarlo in modo cafone sul tavolo.

«Io vedo solo davanti a me un ingrato, un cane. Quello che ha rinnegato tutto ciò che aveva e che avrebbe potuto avere e per cosa? Per un capriccio! Ho acconsentito a questa ridicola cena solo per mettere in chiaro una volta per tutte questo punto.»

Non feci in tempo ad alzarmi dalla sedia e prendere Aurora per la mano per andarmene, che fu lei stessa a perdere le staffe.

«Lei è solo un vecchio acido, egoista e stupido! Per oltre un mese ho cercato di farvi incontrare al fine di farvi riappacificare e lei insulta Marco sputandogli veleno contro?! Adesso capisco perché Marco ha fatto quel che ha fat-»

«Adesso basta!» In quell’esatto momento, quando mio padre scattò dalla sedia e mollò un ceffone ad Aurora per zittirla, non ci vidi più. Gli saltai addosso. Ci fu una rissa e il ristorante chiamò la polizia locale, la quale ci buttò in cella per tutta la notte. Mia madre ed Aurora non subirono la medesima sorte mia e di mio padre. Ovviamente fummo collocati in celle separate, ma vicine. Non ci dicemmo nulla.  La mattina dopo, una volta sbattuti fuori dal commissariato, ci riunimmo a mia madre e alla mia fidanzata. Il viso di Aurora era pallido, inespressivo. Anzi, qualcosa riuscii a scorgere nel suo sguardo spento: delusione. Salutai mia madre, che mi promise che si sarebbe fatta sentire tramite Aurora e che si scusava per il comportamento di mio padre. Io e Aurora non ci scambiammo neanche una parola per tutto il tempo. Una volta rientrati in Italia, a casa nostra, aprì bocca.

«Prendi le tue cose per favore. Non riesco più a guardarti…»

Ecco su cosa rimuginava tutto il tempo… Forse meglio fare come dice, anch’io mi sento strano dopo quanto successo…

Fu così che racimolai la mia roba e me ne andai. In silenzio. Senza porre resistenza alcuna. Chiusi la porta, entrai in macchina e guidai senza meta. La mia testa era vuota. Senza pensieri. Il mio cuore impietrito.

 

Inspirai profondamente. La alsedine mi riempì i polmoni. L’aria mite della primavera era un toccasana. Dopo ben quattro mesi di lavoro senza neanche usufruire del giorno libero, mi aveva totalmente sfiancato. Sicché tornai dove tutto ebbe inizio. Camminai un po’ lungo la spiaggia a piedi nudi. La sensazione dei granuli sabbiosi sulla pelle mi rilassava. Mi stesi poi sulla sabbia ancora fredda, osservai per un po’ quel che succedeva intorno a me. Mi addormentai.

Ma che fa? Piove? Ma c’era il sole.

E ora?! Cos’è tutto sto caldo?

Non riuscii più a far finta di nulla. Mi alzai.

«Ahia! Ma sei cretino?!»

«Porca… che botta! Aurora?!»

«Sei sempre il solito tu, eh! Cristo che male!»

«Ma… sei tutta sudata! Che fai qua?!»

«Vincè mi ha detto che eri qua e ti ho raggiunto al volo. Mi mancavi.»

«Dopo sti mesi di silenzio e indifferenza te ne torni così? In grande stile, no?»

«Ovvio. E che avrei dovuto fa?!»

«Io prop-»

«Zitto e baciami!»

«Non ho mai smesso di pensarti.»

«Lo so~ Ah!»

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144 Commenti

  • Non ho niente né contro Marco, né contro Aurora nello specifico, né contro le coppiette in generale, ma i “nostri” innamorati litigheranno malamente e probabilmente si lascieranno (questa è una mia specie di vendetta contro le coppie fidanzate/sposate)

  • Ah ecco, un mistero alla fine! Stavo cercando di capire che cosa dovessi scrivere ancora per 3 capitoli, mentre leggevo di questa bella coppia felice 🙂
    Aurora mi è stata molto antipatica fino ad ora, ma sicuramente ha portato una ventata frizzante nella vita di Marco… Di cui ora spero scopriremo di più.

  • Io scrivo un rosa, ed ecco che tutti scrivono un rosa.
    Ottengo la copertina (per il rosa) nella quale faccio mettere un pianoforte, ed ecco che qualcuno fa inserire lo stesso elemento nella sua (per un giallo).
    Scrivo un episodio del rosa in cui racconto di un’attività prevalentemente invernale, ed ecco che qualcun altro lo fa.
    Voglio i diritti d’autore! Subbito!
    Scherzo. 🙂

    Direi che la ex è da escludere, per gli ultimi argomenti trattati nella conversazione. La vecchia vita non mi convince.
    Andiamo dunque con la famiglia di Marco.

  • Voglio uno scontro. Io non sono uno da romanzo rosa ma il tuo mi sembra ben scritto, si vede che provieni da altri generi quindi hai potuto creare qualcosa di più ricercato.
    Bravo.

  • Inizio con i complimenti per la copertina che mi ha portato a conoscere la tua storia, l’inizio burrascoso è stata un’ottima spinta per i succevi capitoli. Mi piace Marco e Aurora è veramente fuori di testa.
    Mi piaciono le parole che usi e la scelta della narrazione in prima persona.
    Bravo ti seguo anche se in ritardo.

  • Ciao, voglio tralasciare gli errori e focalizzarmi sull’incipit. Mi sembra promettente e forse non banale come tante volte i rosa tendono ad essere. Voto per il bagno, sperando che i 2 ragazzi ci facciano appassionare alla storia

  • Passeggiata.
    L’influenza del fantasy si è fatta sentire… mi riferisco ai dialoghi, i giovani d’oggi non parlano in questo modo e se hai citato fb la storia è contemporanea al nostro tempo. L’incipit è simpatico e i protagonisti sei riuscito a delinearli bene, evita però gli “ahahah” che vanno bene nei commenti ma non in un racconto.
    Alla prossima.

  • Mmm, frasi come “scesi dal trasporto pubblico” , “l’autobus mi aveva sceso”, non si possono leggere. Te lo dico con tutto l’affetto di questo mondo. Poi, l’espressione “inorridii” non mi è sembrata delle più appropriate. L’incipit è curioso.
    Crepes e passeggiata e vediamo dove ci porti. 🙂

    • Ciao, leggendo i vari commenti ho notato come abbiate ragione. Non ho scritto bene e mi spiace perché cerco di fare sempre il meglio, ma purtroppo come hai detto anche te, certe espressioni da me usate non si possono leggere… Farò tesoro di queste critiche 🙂 grazie di esser passata!

  • “L’autobus mi aveva sceso”
    Questo tipo di frasi l’ho sempre odiato. Sia da parte di mia nonna che da parte di mio padre (anche se lui le dice con meno frequenza di quanto facesse mia nonna). E ora ti ci metti anche tu…
    Dopo questo sfogo personale, andiamo a farci un bel bagnetto.

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