La strada di casa

Dove eravamo rimasti?

Cosa scopriremo ora? Dove sono finiti Camilla e i suoi figli (100%)

Realtà Nascoste

Alberto posò il telefono sulla scrivania e con un’espressione greve annunciò: «Direi che è giunto il momento di attuare il piano di emergenza.»

Quale piano? Per quale emergenza? Camilla lo guardava stupita.
Il padre cominciò a raccontare, mentre rovistava in un cassetto.
«Gigi non è così matto come tutti credono. Quasi nessuno lo prese sul serio, ma la sera in cui raccontò di esser stato rapito dagli alieni io mi trovavo in campagna, a quei tempi ricordi che spesso uscivo a tarda serata per una passeggiata? Quella sera vidi uno strano oggetto discoidale partire proprio da dove Gigi si trovava. Allora non potevo espormi troppo, Gigi era un alcolizzato che tutti ridicolizzavano. Ma io lo feci. Insieme contattammo esperti e studiosi del tema, di nascosto. Gigi però era rimasto troppo segnato dall’esperienza vissuta e la sua mente non ha retto.»

Camilla era incredula, ascoltava il bizzarro racconto del padre, stringendo a sé i figli. Non sapeva più a chi credere, suo padre credeva agli alieni? Lui, un uomo tanto serio e razionale?

«Papà, cosa stai dicendo? Non capisco…»
«Dico che sono arrivati e stanno invadendo il nostro mondo. Era previsto, solo non si sapeva quando. Ma non mi colgono impreparato. Seguitemi.» Ordinò alla famiglia dirigendosi verso l’archivio comunale.
Spostò un pesante mobile di legno con non poca fatica. La figlia continuava ad osservarlo esterrefatta. 
Alberto strappò il linoleum che ricopriva il pavimento e scoprì un tastierino alfa-numerico. Vi digitò una sequenza di numeri e lettere, poi, con enorme stupore di Camilla e dei bambini, si aprì una botola.

«Beh? Che state lì impalati? Seguitemi!» Disse l’uomo agli spettatori increduli.

«Seguirti dove papà? Cosa stai facendo?» Rispose Camilla innervosita. Sapeva che Alberto era un uomo con la testa sulle spalle, si era fidata di lui per più di trent’anni, ma quella situazione era a dir poco ridicola. L’unica cosa che voleva in quel momento era parlare con suo marito.

«Camilla, bambini, seguitemi, qua saremo al sicuro. Ve lo giuro su vostra nonna.» 
Riluttanti lo seguirono scendendo da un’angusta scala.

Davanti a loro si presentò un’altra porta blindata. Alberto digitò alcune cifre su uno schermo digitale.
«Ora è partito l’avviso, le persone che hanno creduto in me e Gigi sono state avvisate e si metteranno al sicuro con noi.»
La porta si spalanco ed entrarono.

Camilla era stupita, dopo un breve corridoio si apriva davanti a loro una grande stanza perfettamente illuminata e dotata di schermi, computer, divani.
I bambini si lasciarono scappare un urletto di stupore.
Il nonno cominciò a spiegare di cosa si trattava, accompagnadoli nelle varie stanze.
«Questo è il nostro rifugio sotterraneo, a prova di alieno! O almeno così speriamo. L’abbiamo costruito nel corso degli anni ed è dotato di ogni ritrovato tecnologico. Può ospitare fino a sessanta persone, ci sono camere, camerate, angoli relax, ma soprattutto ci sono scorte di viveri per molto tempo.»

Camilla era favorevolmente colpita dal luogo che il padre le stava mostrando, ma era ancora scettica su ciò che stava succedendo.
Prese il padre sottobraccio e si allontanò dai figli. «Papà, sei sicuro di questo attacco? E se fosse dell’altro? Magari ci sono solo guasti alle linee telefoniche…»
Alberto le rispose che ne era certo e che le avrebbe mostrato le prove.
Camilla acconsentì, ma disse al padre che aveva l’esigenza di parlare con Mauro.
«Purtroppo le linee telefoniche sono saltate, non so come mettermi in contatto con tuo marito. Vedrai che se la caverà, è un uomo in gamba. Ha già vissuto situazioni analoghe, troverà il modo di sopravvivere.»

Sopravvivere? La donna era profondamente angosciata. Mauro era il suo pilastro, il suo porto sicuro, ed ora non sapeva dove si trovava, se stava bene. Forse lui sapeva cavarsela, ma lei? Aveva bisogno di lui!
Sentì la rabbia montarle dentro e si allontanò per dare uno, due, tre pugni ad un cuscino.
Cosa doveva fare? Suo padre li rassicurava dicendo che erano al sicuro. Ma senza Mauro non poteva sentirsi al sicuro da nessuna parte.

Una porta, dapprima invisibile, si aprì alle sue spalle facendola sussultare.
Vi fecero capolino Norma una vedova del paese e suo figlio Ivan, con due borsoni da viaggio in mano.
Camilla li guardò in silenzio entrare e raggiungere Alberto che li abbracciò e disse loro: «Sono felice che siate qui e che l’avviso abbia funzionato.»
Camilla si avvicinò a braccia conserte.
«Vedi tesoro, quello da cui siamo entrati non è l’unico ingresso. Ce ne sono altri in giro per il paese, per lo più nelle case di alcune persone che hanno aderito alla nostra causa.»
Norma aggiunse: «Da anni abbiamo preparato questi borsoni con alcuni effetti personali. Ci siamo preparati alle emergenze di ogni tipo. Tuo padre ci ha aiutati tanto quando è morto Peppino e per questo gli abbiamo creduto quando ci ha raccontato ciò che sarebbe successo. Voi siete entrati dall’ingresso in casa vostra?»

Come “casa vostra”, anche noi abbiamo un ingresso per questo bunker? Pensò Camilla. 

Quindi Camilla e i figli sono apparentemente al sicuro in un bunker, cosa facciamo adesso?

  • seguiamo la vita nel bunker (29%)
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  • seguiamo Mauro e Moira nel loro percorso verso casa (43%)
    43
  • seguiamo Paolo, il giornalista (29%)
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31 Commenti

  • Salute a voi. Ho adocchiato solo ora il vostro racconto, mi piacciono le invasioni aliene vecchio stile, danno sempre un tocco d’altri tempi! E’ davvero curioso leggere come delle persone potrebbero reagire ad una avvenimento del genere, io però sarei ancora più curioso di conoscere i motivi di questa invasione da parte delle forze aliene (sono imperialisti? Fuggono dal loro pianeta natale? Cercano risorse?). Magari la cosa non è rilevante ai fini della vostra trama, in tal caso attendo nuovi futuri sviluppi della storia. Buona scrittura!

  • Mi piace che ti sia cimentatata in un nuovo genere, l’altro racconto mi è piaciuto tanto, e questo promette anche lui bene. Anch’io adesso vorrei veder cambiare scena, e quindi ho votato “dove sono finiti Camilla ed i suoi figli”, ma anche il sindaco scortato dagli alieni promette bene, sono sicuro che la soluzione a questo enigma ci sarà presto, ciao!

  • Litlebabynothing. Lo trovo un racconto completo, sotto molti punti di vista. Si segue benissimo, sciolto, veloce, attuale, belle descrizioni. Vai avanti così. Per un po’ si può fare a meno di romanzi rosa! Voto Paolo il giornalista.

  • Ciao, voto Mauro e Moira 🙂
    Ad essere sincero, mi sono piaciuti di più i primi due capitoli, questo sembra essere una sorta di transizione. Speravo che nella votazione precedente potesse risultare vittoriosa la scelta di proseguire con Mauro e Moira, c’era un bel climax ed è stato un po’ un peccato interromperlo.
    Occhio alle ripetizioni, ogni tanto (in maggior numero nella prima parte), alcune parole compaiono subito dopo nella frase seguente.
    Giusto per fare un paio di esempi:
    (parola Lavoro) – “Lasciò il suo lavoro di reporter di guerra” potrebbe diventare “Fare il reporter di guerra non faceva più per lui, quindi si licenziò”,
    (parola piedi) – “Camilla aveva deciso di andare a prenderli a piedi” potrebbe diventare “Camilla decise di camminare fino alla scuola evitando di prendere l’auto”

    In questo modo ho cambiato un po’ la frase, in maniera alternativa potresti utilizzare i sinonimi di “lavoro” e “piedi” 🙂
    In ogni caso, spero che nel prossimo capitolo torneremo su Mauro e Moira, non vedo l’ora di sapere cosa gli succederà! 🙂

  • Ciao, bella storia, voto per rimanere concentrati su Mauro e Moira, non mi sembra il caso di interrompere un climax per passare su altre persone 🙂
    Riesci a mantenere alta la tensione quando serve, e i due capitoli sono scritti bene! Ti seguo e aspetto il prossimo 😉

  • Ciao!!! 🙂 L’incipit è semplice e scorrevole, ma sicuramente dietro questa prima linearità ci sarà qualcosa che ci sorprenderà. 🙂 Per me la scelta sembra quasi obbligata: Mauro si nasconde e …
    Alla prossima!!! 🙂 ti seguirò volentieri!

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