La vernice nera di Malacena

Dove eravamo rimasti?

Previsioni per il futuro: notte a teatro! Con Alessandra, nei momenti difficili è bene avere un aiuto. (58%)

Un libro, un progetto

Raccontai per filo e per segno la mia giornata ad Alessandra, mi ascoltava con i suoi occhioni neri messi sempre in evidenza dal trucco impeccabile. Un po’ curiosa lo era anche lei e fu felice dell’invito a teatro.

Entrammo dall’ingresso principale e per l’occasione alcuni pezzi ritrovati nel sito archeologico erano stati esposti nell’atrio del teatro. C’erano anche i cocci passati tra le mie mani; mai avrei creduto avessero una così grande importanza. Tazze, vasi e anfore, attentamente restaurati, erano sparpagliati per tutta l’anticamera e al centro il pezzo forte: un’oinochoe isolata di vernice nera.

Sul palco, tra poltrone e sgabelli, le massime cariche universitarie, il prof. Cozzorano e le autorità comunali si scambiavano convenevoli in attesa dell’inizio. In platea tra appassionati e curiosi, si distinguevano giornalisti delle testate locali, ricercatori e studenti universitari.

Come supposto Fabio Castroianni non c’era, mentre seduta in seconda fila Cinzia parlottava con un tizio brizzolato.

La conferenza prese il via placando il cacofonico parlottare dei presenti, il prof. Castroianni seduto al centro, s’alzò dalla propria poltrona:

Mi sento in dovere prima di cominciare, di chiedere a tutti un pensiero per il professore Castroianni e il dott. Lorenzo Burgiani. Tutti saprete del grave incidente automobilistico occorso loro. Aggiungo un ringraziamento profondo al prof. Enrico Bartellucci, morto in situazione tragica, il cui lavoro permette a noi di godere di tanta bellezza — con una mano indicò l’entrata del teatro, prima di abbassare la testa in segno di rispetto; il Rettore e il Sindaco seduti ai suoi lati si alzarono e applaudirono seguiti dalla folla.

Quando riprese la parola, la voce finora calma e controllata s’incrinò per qualche istante, rivelando emozioni che l’espressione austera e rigorosa celavano:

— “La vernice nera di Malacena” non è il mio saggio, ma un’opera corale frutto dell’impegno di molte persone che hanno a cuore la riscoperta del nostro passato. Nel sito archeologico denominato del Passatore sono venuti alla luce reperti di inestimabile valore, ma sopratutto sono state gettate le basi per riscrivere la storia di un popolo. Sarà possibile rimodellare le teorie sulle zone di influenza del popolo della Tuscia e…

Una gomitata di Alessandra mi fece sobbalzare, mi voltai verso di lei e vidi la noia nei suoi occhi, stava per addormentarsi.

Siamo seri, questa è scienza? — dissi con un sorrisetto.

Ti prego andiamo via, non vorremo ascoltare tutta la conferenza? — chiese già pronta ad alzarsi.

Aspettiamo, magari ci sarà un po’ di pepe. Tu conosci l’uomo con Cinzia? — dissi per cambiare discorso.

Guidava la macchina — rispose prontamente.

Ma che dici? Ma quando? — la guardai con la faccia perplessa.

La sera che è venuta a casa nostra a chiedere di te — disse con naturalezza — aspettava fuori in macchina, perché non avevano trovato un parcheggio. Lo fissai da dietro tentando, invano, di riconoscerlo.

Il pepe si fece attendere, all’introduzione di Cozzorano, seguirono l’intervento del Sindaco e del Rettore. All’ennesima richiesta tecnica, quando stavamo per andarcene, finalmente, un giornalista fece la domanda più scabrosa della serata.

Visto che non esistano leggende sulle maledizioni delle necropoli etrusche al pari delle tombe dei faraoni, crede che le morti e gli incidenti delle persone collegate al sito archeologico sia da ricercarsi nella mera coincidenza, nel disegno del maligno o nell’operato umano? — chiese con una nota di biasimo.

Non ho una risposta — disse cordialmente il professore — posso solo correggere, da storico, la sua affermazione. Gli etruschi non erano secondi a nessuno in quanto a superstizioni e riti per scacciare la malasorte. Sono note forme di magia e riti apotropaici per respingere il malocchio o indirizzarlo verso le persone odiate. Il resto deve essere scoperto, ammesso che ci sia, da persone più qualificate di me.

Condivido la risposta del prof. e chiedo al tenente che segue le indagini di avvicinarsi e rispondere alla domanda, visto che le forze dell’ordine hanno appena fatto il loro ingresso in sala — intervenne il Sindaco.

Mi voltai e vidi sei carabinieri addossati alla parete di fondo. Il tenente Mantegni e il maresciallo Dolbiati, con altri quattro uomini, tra cui Giovanni.

Invitato, il tenente salì sul palco.

Ci sono sviluppi nella vicenda dell’omicidio del prof. Bartellucci e nell’incidente stradale occorso la scorsa notte sulla statale, al momento stiamo vagliando alcune ipotesi, appena possibile sarete messi al corrente, — disse rivolto ai giornalisti e staccandosi dal microfono parlò con il Rettore, il Sindaco e il prof. Cozzorano. I tre annuirono prontamente e lo seguirono attraverso un passaggio laterale della palco, dietro due dei quattro carabinieri e il maresciallo Dolbiati. Gli altri ci scortarono fuori chiudendoci le porte del teatro alle spalle. Qualcosa uscendo attirò la mia attenzione, tutte le teche erano state svuotate. Perché?

Uhm...Cosa sta succedendo?

  • Stridio di freni (27%)
    27
  • Bolle di sapone (27%)
    27
  • Profumo d'arancia (45%)
    45
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