L’albero dell’ambra – Parte II

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà il protagonista del prossimo capitolo? Bentham (88%)

Nel cuore della foresta

Quando la creatura le si avvicinò, la parete si volse a osservarla.

Le lamine fibrose di cui era composta la porta s’ingrossarono, risvegliandosi dal torpore in un unico movimento. Da palmate divennero lunghe, acuminate come punte di lancia, tremule come la lingua di un serpente che saggiasse l’aria attorno a sé. Le più vicine erano così sottili da sembrare degli aghi, e le loro punte andavano e venivano pugnalando l’aria, nervose.

Le foglie fissarono il Senza Volto, incerte sul da farsi. Poi alcune di loro, riconoscendo qualcosa in lui,  si fermarono. Così come s’erano animate, le lame si distesero, iniziarono a raggomitolarsi su sé stesse, fino quasi a scomparire. Si raccolsero in piccole e luccicanti gemme azzurre, sotto le quali si stendeva una trama di rami sottili. Attorno a quello che doveva essere il centro dell’immensa parete verde, cominciò a formarsi una piccola voragine, oltre alla quale si intuiva una sala profonda e buia, che scendeva nel cuore della città nel cielo.

I rami le cui foglie s’erano ritirate iniziarono a scivolare via gli uni dagli altri, disfacendo il loro intreccio e man mano che le punte strisciavano via, anche altre foglie iniziarono a ritirarsi. Ben presto l’apertura si fece abbastanza grande da lasciarlo passare.

Il Senza Volto avanzò lentamente, svuotando una delle sue sacche d’aria per spingersi avanti insieme a Bentham. Le foglie aliene che s’erano accomodate al loro arrivo li lasciarono passare per poi richiudersi dietro di loro, portandosi via anche le ultime tracce di sole.

Nel buio, l’unica cosa visibile era la luce scarlatta dei fulmini che si riflettevano dal centro del corpo del Senza Volto. Ora che Bentham poteva osservarlo nella completa oscurità, riusciva a vedere con chiarezza che dalla sfera geodetica al suo interno si diramavano tante piccole venature che andavano a ricoprire gran parte dell’incavo, prima di sparire al di sotto della pelle metallica della creatura.

Al loro interno scorreva un fluido denso, più voluminoso del sangue, pulsante di luce azzurra.

Stava osservandone le scariche risalire lungo il corpo del Senza Volto, quando udì una strana melodia provenire dal profondo del tunnel. La melodia, la stessa che aveva sentito permeare l’aria appena fuori dalla città nel cielo, si faceva sempre più forte. La musica era quanto di più diverso Bentham avesse mai potuto sperimentare: non aveva nessuna vera struttura, nessuna ripetizione o ritornello definito, nessuno strumento e nessuna voce; era, piuttosto, un susseguirsi irrazionale di sussurri lievi e soffi dimessi, una curiosa via di mezzo – giudicò lui – tra il bisbiglio di un bosco vuoto e il sibilare di un corto circuito. Eppure, era un canto dolce, che gli parlava dentro. Come quello di sua madre.

—-

Bentham si risvegliò con ancora quella musica a circondarlo. Si trovava ora in una grande sala circolare che si estendeva per decine e decine di metri in ogni direzione: le pareti, rette su tronchi nodosi di alberi cerulei dalla cima al fondo, erano attraversate in lungo e in largo da fogliame dai riflessi fulvi, sulle cui chiome la luce si stendeva ampia e uniforme, riflettendosi per tutta la sala. Tra i petali di una natura aliena, la terra ambrata in cui affondavano le radici dei pilastri era profumata d’acqua, soffice al tocco, e umida tanto da incollarsi ai vestiti. In alto, nei pochi scorci dove le fronde più fitte lasciavano sgorgare qualche rivolo di luce, rigagnoli d’acqua si riversavano a formare una pioggia luccicante e sottile. Era così calma e fitta, così leggera e priva di qualsiasi consistenza, da rimanere sospesa nell’aria come per dispetto, cadendo solo per qualche centimetro prima di dissolversi in nebbia.

“Come è possibile che tutto questo si trovi nel profondo di un’isola?” Pensò Bentham, guardandosi intorno. Solo allora, rimuginando sulla bellezza di quel posto, si accorse che laggiù, come per non tradirne lo splendore, del Senza Volto non c’era alcuna traccia.

Cominciò a credere di essere stato lasciato solo, quando li vide.

Nel centro della sala, s’agitava immobile una polla di liquido smeraldo. Lì accanto, stavano solenni tre figure longilinee vestite di bianco. Bentham, osservandole, non riusciva a intuire nulla del loro volto se non un sottile accenno di naso, mentre dei loro corpi solo le lunghe braccia affusolate erano ben definite. La pelle era di una distinta tonalità azzurra.

Benvenuto, Padre degli Uomini. Ti stavamo aspettando.

Una voce simile a quella del Senza Volto, eppure completamente diversa, gli stava rigirando per la testa. Una delle figure gli si fece innanzi. Tese una mano e gliela poggiò al capo.

Bentham la sentì fresca al tatto, come è fresca l’erba al mattino.

Così tante domande, così poco tempo…

Tolse la mano e gli fece cenno di seguirlo.

Non ti preoccupare. Tutto ti sarà chiaro, conclusa che sarà la Tempesta.

Così disse la figura e, d’un tratto, la musica cessò.

Da oltre le pareti di foglie vive si iniziò a udire il suono terribile di un tuono crepitare in lontananza.

Chi sarà il protagonista del prossimo capitolo?

  • Ira (11%)
    11
  • Janet (22%)
    22
  • Nat (67%)
    67
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

130 Commenti

  • Ciao!
    Eccomi! Perdonami per il ritardo!
    Innanzitutto, bellissimo finale! Come ho già detto più volte, mi piacciono molto le tue descrizioni e i personaggi che hai creato. Bellissimo l’abbraccio finale e lo sfondo spettacolare delle saette dorate, unica luce in quella notte buia.
    Ho letto i commenti sotto, perciò mi piacerebbe dire la mia. Io seguo molte storie qui su TI, (soprattutto fantasy ma cerco anche di seguire altri generi) e non tutti gli autori di queste storie seguono la mia. A me non importa e continuo a seguirle.
    Forse qualcuno scrive commenti solo per farsi seguire e poi sparisce, ma non penso proprio che tutti si comportino così.
    Io non avevo ancora commentato perché non mi era arrivata la notifica. Sono andata nelle storie concluse perché stavo cercando un altro racconto terminato da poco e ho trovato anche questa.
    Chiusa parentesi! 🙂 Ancora complimenti!
    Alla prossima!!! 😀

  • Ciao.
    Premetto che avevo letto il finale qualche giorno fa ma non avevo commentato perchè non avevo niente di intelligente da dire. Però ho letto il commento di Jaw e mi sono sentita chiamata in causa: faccio parte di quelli che hanno seguito parte 1 e parte 2 ma non hanno commentato il racconto concluso.
    Quindi cercherò di scrivere cose non troppo sceme:
    Ho adorato la parte 1 e molto apprezzato la 2. Per quanto non sia fan degli scenari “futuro apocalittico”, trovo che l’universo che hai creato è perfettamente ben riuscito, angosciante e coinvolgente. La tua scrittura è coinvolgente e i personaggi vividi.
    Però i lassi di tempo tra la pubblicazione di un capitolo e il successivo mi hanno davvero fatto perdere il filo. Solo a titolo di esempio: alla fine Nat dice di essere stato creato o cresciuto in laboratorio al fine di. Io non mi ricordavo assolutamente che lui non fosse cresciuto in modo “normale”. Non sono sicura di aver capito l’esito finale di Bentham e del senza volto. Eccetera.
    Quando avrò tempo e modo cercherò di rileggere tutto l’albero dell’ambra nel suo insieme. Ritrovando il filo.

    Però se un giorno pubblichi un’opera finita spero di poterla leggere.
    Ciao

  • Ciao Res,
    Onorato e decisamente agghiacciato, per motivi che spiegherò, di essere il primo a commentare il finale del tuo racconto.
    Ciò che mi piace: mi piacciono moltissimo le atmosfere che riesci a creare, le immagini vivide, la tua grande immaginazione. È… bello, non c’è altro da dire.
    Ciò che non mi piace è strettamente legato ai limiti che questa piattaforma impone o dovrebbe imporre: non apprezzo i lunghi intervalli tra le pubblicazioni e non apprezzo il fatto che il racconto dopo venti capitoli non si sia ancora concluso.
    Sinceramente, mi sono perso molte volte, qualche volta sono tornato indietro per rinfrescarmi le idee, altre volte ho lasciato correre e mi sono limitato ad assaporare la piacevole lettura senza capire del tutto cosa accadesse.
    È anche il motivo principale per cui non sono riuscito a seguirti con continuità.
    L’impressione è che questa piattaforma sia per te uno dei tanti luoghi, e decisamente uno dei meno importanti, in cui pubblichi.
    E sai che ti dico: probabilmente hai ragione tu, perché per me è inconcepibile che una storia che ha avuto un ottimo riscontro di lettori come la tua, a tre giorni dalla pubblicazione del finale non abbia neppure un commento. Ma allora chi commentava perché lo faceva? Nessuno curioso del finale?
    Non so se mi spiego: hai evidentemente molti lettori che votano silenziosi.
    Ma di tutti i lettori/autori che hanno commentato fin qui non si è ancora presentato nessuno? Ma non dovrebbe essere il bello di questa piattaforma potersi confrontare con gli altri?
    O forse – senti che dubbio strano che mi è venuto -i commenti arrivano solo per la ricerca di voti di scambio?
    Ti confesso che sono un po’ amareggiato.
    Da un certo punto di vista, rimani uno degli autori a mio parere più interessanti tra quelli che ho incontrato qui dentro.
    Ma non so se leggerò la terza parte, magari aspetto direttamente che sia pubblicato il libro!
    Ciao, non ti dico a presto perché ho capito che declini il concetto in termini molto personali. 🙂

    • Ti rigrazio per i complimenti: fa molto piacere sapere di essere apprezzati e seguiti così da vicino, specialmente per un racconto che ho iniziato a portare avanti quasi otto mesi fa (e che facilmente porterò avanti per molto altro tempo).

      Riguardo i limiti di questa piattaforma, mi trovo in parte d’accordo con te sul fatto che talvolta risulti essere incompatibile con il mio stile e con i miei obiettivi: sono naturalmente tendente al prolisso, sia intermini di stretta narrazione che di trama, cosa che mi porta a creare racconti decisamente non-autoconclusivi. Credo sia anche un problema legato alla struttura del sito: offrire cinquemila caratteri per dieci episodi, cinquantamila in totale, non è per me ideale; è troppo per impostare un racconto che io possa definire “breve”, ed è troppo poco per pianificare (per quanto il sistema a votazione lo permetta) una trama più articolata. Specialmente per racconti come questo, che nascono come progetti secondari per poi rivelarsi (a me medesimo) come molto più prolifici di quanto immaginato, si viene a creare una situazione spiacevole per tutti: per me, come autore, che mi ritrovo a dover sottostare a maglie di pubblicazione “consigliata” che mal si adattano con la mia settimana di lavoro e con i miei altri impegni; per il lettore, nel momento in cui è costretto a dover sopportare i miei tempi di pubblicazione per seguire una storia per la quale, immagino, non ha intenzione di investire più tempo del necessario. Naturale che poi, dato anche e soprattutto il tipo di racconto a POV cangianti, il lettore venga a perdersi.
      Io nemmeno so spiegarmi la discrepanza. Al di là di alcuni utenti che conosco personalmente (alcuni dei quali so arrivare da fonti social senza lasciare commenti), non mi spiego la situazione.
      Questo vale specialmente per gli altri utenti-autori qui sul sito. E in effetti, parlando proprio di questo, inizio a farmi dei dubbi anche io sulla legittimità dell’area commenti: è un gran peccato, dato che il motivo principale per cui, a suo tempo, mi sono iscritto a THe iNCIPIT sarebbe stato quello di ricevere del feedback per la mia produzione. Se davvero i commenti vengono avanzati solamente per invogliare altri utenti a ricambiare, e dunque per racimolare qualche punto in più, viene del tutto a perdersi il senso del sito.
      Certo, può anche darsi che gli utenti-autori me li sia incattiviti da solo, proprio a causa dei miei (notevoli) ritardi nella pubblicazione o non ricambiando i commenti, ma su questo posso solo speculare.
      Ho riflettuto già in precedenza sullo stato di questo racconto. Credo che, effettivamente, non procederò oltre a pubblicarlo a puntate su questo sito: come dicevo, è diventato qualcosa di più grosso di quello che credevo possibile all’inizio e dato che, sinceramente, non credo riuscirei a raggiungere il finale che intendo raggiungere con un altro round di cinquantamila caratteri (nemmeno del tutto liberi) e forse nemmeno con altri centomila. Penso sia effettivamente meglio portarlo avanti in altra sede, dedicandoci tutto il tempo di cui ha bisogno.
      Un’ultima nota riguardo le mie pubblicazioni: in realtà, non sono presente in modo attivo su nessun altra piattaforma, né sto pubblicando in altro modo. Purtroppo, i miei impegni non me lo permettono (né, aggiungerei, saprei dove muovermi per meglio far vedere il mio lavoro).

      Detto questo, ti ringrazio nuovamente. Ho molto apprezzato le osservazioni e l’opportunità di rifletterci sopra. Spero ci sia ancora occasione per ringraziarti ancora. A presto.

  • Janet sembra essersi costruita un buon consenso. Sarà merito della cosa che hai fatto con l’ultimo episodio? In ogni caso, l’ho votata anche io.
    Continua così.

    – Bay

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi