L’Ultimo Negromante – I. Il Risveglio dell’Erede

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà? Heian viene rapito (44%)

L’uomo con la maschera

«Venite fuori!»

L’urlo di Steiner si perse nell’oscurità della sala. Nel momento in cui quella strana nebbia aveva distrutto le finestre, le candele del lampadario si erano spente lasciando il posto alle tenebre.

La mano dell’uomo era ancora stretta attorno alla mascella del figlio che, inutilmente, tentava di liberarsi da quella stretta poderosa. Heian non riusciva a parlare, ma i suoi occhi gridavano tutta la paura che provava.

«Siete degli idioti! Pensavate che non controllassi il ragazzo?» continuò Steiner, rivolgendosi al nulla.

Due fuochi si accesero e cominciarono a volteggiare, rivelando la sagoma di qualcuno. La debole luce che scaturiva dalle fiamme mostrò un uomo alto, dai capelli corvini, completamente vestito di nero.

La tunica, chiusa in vita da una spessa cintura, era lunga e lasciava scoperte due braccia muscolose. Guanti di pelle fasciavano le mani, mentre una maschera scura, probabilmente di metallo, celava parte del suo viso.

«Damian!»  esclamò Steiner «sei venuto da solo?»       

«Certo, Steiner» rispose l’altro «per un verme come te, basto solo io!»

L’uomo non si scompose «un verme? Se non ricordo male, sono stato io ad uccidere Sefer e a sottrargli il suo prezioso erede!» commentò con un ghigno.

Il ragazzo con la maschera strinse i pugni. «Arriverà anche il tuo momento, Steiner! É una promessa!» sibilò.

Aprì le braccia e i suoi palmi si posizionarono sotto i due fuochi. Questi si alzarono in alto, illuminando debolmente la stanza.

Uno spirito nero uscì dal pavimento e si avvicinò a Damian. Non appena questi lo toccò, mutò aspetto e una falce color ebano prese forma nella sua mano.

«Sei sicuro di voler combattere, Damian? Non hai paura che il moccioso rimanga ferito?»

«Le armi di spirito create dai negromanti non possono nuocere ad altri negromanti» gli rispose «ma sono perfette per staccare la testa degli esorcisti!»

Il ragazzo si lanciò contro Steiner, che schivò il colpo all’ultimo, spostandosi di lato.

Conscio del fatto che non avrebbe potuto combattere con una palla al piede, lanciò Heian contro al muro e si preparò per l’offensiva.

Afferrò la spada che aveva legato alla cintura, celata fino a quel momento dalla tunica, e vi passò una mano sopra.

«Grande Nokutor, mio Signore e mia Guida, infondi il tuo sacro potere in questa spada!»

L’arma di Steiner cominciò a brillare e un’aura celeste la avvolse.

I due iniziarono a combattere. Le lame danzavano implacabili, maneggiate con forza ed eleganza dai due avversari.

Heian, ancora intontito per il colpo, scrollò la testa. Cosa stava succedendo?

Aveva paura, non riusciva ad essere razionale e la fuga sembrava essere l’unica soluzione possibile. Una volta calmo, al sicuro e con il pieno controllo delle sue facoltà mentali, avrebbe deciso come comportarsi.

Si guardò intorno: la porta era a pochi passi da lui. Poteva approfittare della situazione e scappare.

Ordinò al suo corpo di muoversi e lo scoprì paralizzato. Non riusciva a sentire le gambe. Prima che l’angoscia potesse prendere il sopravvento, una mano sulla spalla lo fece sussultare.

«Signorino Heian!» lo chiamò una voce familiare.

«Signora Gina!» esclamò, voltandosi a guardarla. Lei si avvicinò ed Heian affondò il viso nel suo petto, lasciandosi andare ad un pianto disperato. Le emozioni che aveva provato fino a quel momento si erano trasformate in lacrime che non si era accorto di aver trattenuto.

«Andiamo via!» ordinò Ginet, scostandosi quasi subito dall’abbraccio e guardandolo in faccia.

«Non ci riesco!» disse lui, indicando le gambe, «il mio corpo non si muove!»

«Cerchi di fare uno sforzo! Non possiamo permettere che Damian ci prenda!» lo avvertì, afferrandolo per le spalle.

Il giovane, che stava tentando in tutti i modi di alzarsi, sentendo quelle parole si fermò. Come faceva lei a conoscerlo?

L’urlo del padre lo costrinse a voltarsi nuovamente verso la battaglia.

Damian si era lanciato all’attacco con la sua falce, ma, prima di raggiungere Steiner, questa era mutata prendendo la forma di una spada. La trasformazione aveva spiazzato l’avversario che non era riuscito a parare il colpo ed era stato ferito al fianco. Ansimava e la sua mano stringeva la tunica nel punto in cui il sangue aveva cominciato a scorrere.

«Padron Steiner!» gridò Ginet, sconvolta nel vederlo in quello stato.

L’uomo mascherato approfittò della situazione: si voltò verso di lei e cominciò a correre nella loro direzione.

Prima che la domestica potesse anche solo pensare di fare qualcosa, Damian si caricò Heian sulla spalla e si lanciò fuori dalla finestra.

Chi saranno i protagonisti del prossimo capitolo?

  • Steiner e un nuovo personaggio (20%)
    20
  • Steiner e Ginet (27%)
    27
  • Heian e Damian (53%)
    53
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305 Commenti

  • Una storia molto avvincente, ho apprezzato molto il ribaltamento dei ruoli di negromanti ed esorcisti, che solitamente hanno allineamenti inversi rispetto a quelli di questa storia. 😀 Leggerò la seconda parte appena potrò, non vedo l’ora di scoprire come continua il racconto! Ancora complimenti! 🙂

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