L’Ultimo Negromante – I. Il Risveglio dell’Erede

Dove eravamo rimasti?

Damian e Steiner sono di nuovo uno contro l'altro. Come andrà il combattimento? Si eguagliano e succederà qualcosa di inaspettato (84%)

Ali spezzate

Nella piccola radura circondata dalle fiamme, la tensione che si avvertiva nell’aria era quasi palpabile. I due schieramenti si osservavano, mentre le mani fremevano, pronte ad afferrare le armi per cominciare l’inevitabile scontro.

Damian si era avvicinato ai suoi compagni.

«Lok! Tu e Cale proteggete Heian dagli esorcisti» sussurrò il ragazzo, lanciando un’occhiata ad entrambi «Io e Sheila affronteremo i comandanti.»

«Ci rivediamo, Damian!» esclamò Steiner, interrompendolo «non affannatevi troppo, tanto la vittoria sarà nostra!»

«Non ne sarei così sicuro!» replicò il negromante.

Steiner impugnò l’arma che portava al fianco, mentre Harles estrasse le spade gemelle dal fodero sulla schiena. Entrambi le incantarono, invocando in esse il loro Dio, e un’aura azzurra avvolse le lame come un velo.

«Toglimi una curiosità!» continuò il comandante «come mai porti la maschera di tuo padre? Vuoi che ti riservi la sua stessa fine?»

«Chiudi quella bocca!»

Il ragazzo si lanciò in avanti brandendo la sua falce nera. La lama ricurva venne fermata all’ultimo momento dalla spada dell’esorcista. Il negromante strinse la presa sul manico e roteò l’arma, calandola nuovamente contro l’avversario.

Il comandante schivò il colpo e rispose con un affondo che mancò di poco il fianco del nemico.

Harles tentò di attaccare Damian alle spalle, ma le lame di Sheila lo bloccarono.

«Sarò io il tuo avversario!» annunciò la ragazza, respingendolo e obbligandolo ad indietreggiare.

«Come vuoi tu, tesoro!» replicò l’altro.

I due iniziarono a confrontarsi, mentre Steiner e Damian si guardavano, immobili, studiando la mossa giusta per riuscire a sopraffare l’avversario.

Ansimavano leggermente, ma i muscoli erano tesi e le armi pronte.

«Hai visto che bel tatuaggio ha il tuo fratellino?» domandò ad un certo punto l’esorcista, con il chiaro intento di istigarlo.

«Sei uno sciocco se pensi che questo possa deconcentrarmi!» gli fece notare il negromante.

«Dici? Il sigillo l’ha trasformato in un normale essere umano! A te potrà anche andare bene, ma sei sicuro che gli altri lo accetteranno lo stesso?» chiese l’uomo, aprendosi in un ghigno spietato.

Senza rispondere, il ragazzo si lanciò nuovamente all’attacco.

Quando fu a pochi passi da Steiner, la falce si trasformò in una spada, lunga e sottile come una katana. Questa volta, l’esorcista riuscì a prevedere la mossa e a contrattaccare in tempo. Le rispettive lame si conficcarono nella carne dell’avversario.

I due saltarono all’indietro, trattenendo una smorfia di dolore e analizzando l’entità della ferita: un taglio, profondo almeno un pollice, si era aperto nella gamba di Damian e nel braccio di Steiner.

 

Il caldo si faceva sempre più intenso e insopportabile. Rivoli di sudore si staccarono dalla fronte di Heian e accarezzarono il viso preoccupato e spaventato del giovane.

Suo fratello e Steiner duellavano senza tregua, così come la ragazza e l’esorcista dai capelli rossi. Erano entrambi molto veloci e le loro doppie lame danzavano fulminee una contro l’altra.

I negromanti accanto a lui e i servitori dei comandanti erano invece immobili, e studiavano la situazione in attesa di ordini.

Più il tempo passava, più sentiva il respiro farsi pesante.

Si passò la lingua sulle labbra secche e deglutì a fatica, con la gola che bruciava come infilzata da spilli roventi.

Una fitta lancinante lo costrinse a distogliere la sua attenzione dagli scontri. Con le dita gonfie e tremanti, allentò i lacci della casacca e si guardò il torace: come se il suo corpo fosse fatto di vetro, una crepa partiva dalla ferita alla spalla e terminava sopra al simbolo disegnato sul suo petto, spezzandolo.

Le ali erano diventate completamente nere e risaltavano sulla pelle pallida del giovane.

Heian cadde a terra. La mano stringeva la tunica nel disperato tentativo di soffocare quel dolore atroce.

Uno dei due negromanti si voltò, giusto in tempo per vedere il ragazzino accasciarsi al suolo.

«Damian!» urlò al compagno. Il ragazzo vide il fratello e corse subito al suo fianco, mentre Cale sostituì l’amico nel duello, fermando la spada di Steiner con la sua lancia.

«Heian!» lo chiamò, stringendo a sé il ragazzino, «cosa ti succede?»

Il giovane non riusciva a parlare. Le palpebre erano pesanti e i suoni sempre più distanti e confusi. Tolse la mano dal petto e strinse il braccio di Damian, tentando di resistere ancora, ma il dolore era ormai divenuto insostenibile. Heian sentiva la carne bruciare senza consumarsi, il respiro bloccato e il cuore martellare così forte da rimbombargli nelle orecchie.

Poi, il mondo si spense.

La sofferenza svanì e i rumori cessarono.

Tutto divenne nero e sprofondò nell’oblio.

Sheila si avvicinò ai due, spaventata e preoccupata. «Cosa succede, Dam?» domandò all’amico.

Il ragazzo adagiò Heian a terra, gli occhi chiari colmi di disperazione.

«Il suo cuore…» disse, infine, in un sussurro «il cuore di mio fratello non batte più!»

Il prossimo capitolo chiuderà la prima parte della storia. Due parole per descriverlo.

  • Sogno e realtà (5%)
    5
  • Oblio e rinascita (90%)
    90
  • Disperazione e potere (5%)
    5
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305 Commenti

  • Una storia molto avvincente, ho apprezzato molto il ribaltamento dei ruoli di negromanti ed esorcisti, che solitamente hanno allineamenti inversi rispetto a quelli di questa storia. 😀 Leggerò la seconda parte appena potrò, non vedo l’ora di scoprire come continua il racconto! Ancora complimenti! 🙂

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