NEW PRETORIA’S NOIR

Lady Sings the Blues

Greta G era stupenda come sempre, i voluminosi capelli neri le accarezzavano le spalle, per poi scivolare lungo la curva disegnata dalla schiena; il vestito rosso di paillettes ne esaltava le forme e un lungo spacco correva, come l’immaginazione degli spettatori, lungo le gambe snelle.
Sembrava facesse l’amore con il microfono, uno di quei vecchi “shure“; avvinghiata ad esso le parole uscivano blu dalle morbide labbra rubino.
Blue moon,
you saw me standing alone,
without a dream in my heart,
without a love of my own.
Malcom adorava quella canzone, l’aveva trovata per caso in un vecchio hard-drive, che comprò usato da ragazzo per pochi crediti; ascoltò la versione di Billie Holiday e Lady Day gli strappò il cuore.
Si sedette ad uno dei tavoli in fondo alla sala, uno di quelli senza la stupida finta candela al centro.
Osservando le persone che affollavano il CluBB 102, uno dei più rinomati a New Pretoria, si chiese se capissero quelle parole e la struggente bravura di Greta, intenti com’erano a divorarla con gli occhi.
La sala era un semicerchio, con il palco rialzato come punto focale; tutt’attorno dei tavolini, adornati da tovagliette viola dal bordo irregolare, erano disposti in ordine sparso, dando del filo da torcere ai camerieri che cercavano di districarsi alla meglio.
Le spigolose lampade a muro art-deco illuminavano il perimetro della sala, riempendola di riflessi ambrati che si perdevano nell’oscurità assorta del pubblico, concentrato ad ascoltare la magia.
La luce fredda dei riflettori avvolgeva la band, Greta continuava a sedurre le note con la sua voce graffiante, non era Billie ok, ma ci andava molto vicino.
Malcom glielo aveva detto una volta, mentre fumavano Kiff sdraiati sul letto, dopo aver fatto sesso; di quella notte ricordava anche il profumo della pelle mulatta di lei, calda e sudata, premuta contra la sua.
Abbandonato alla nostalgia e cullato dallo standard dei musicisti, non notò che lei non era più sul palco,
-Greta la aspetta nel camerino, da questa parte-, lo sorprese una voce alle spalle.
Il detective seguì il giovane ragazzo dalla divisa color cachi, fino ad un’uscita laterale; sbucarono in uno stretto corridoio con porte su entrambi i lati e si fermarono ad una che aveva una grossa stella gialla appiccicata sopra, alla quale, qualcuno aveva scritto con cura una grande G nel mezzo.
Il cameriere bussò due volte,
-Signora sono Will c’è il detective Clay con me-, disse accostandosi alla porta.
-Fallo entrare, grazie tesoro!
Will aprì il camerino e lo richiuse non appena il detective oltrepassò la soglia.
Greta, seduta sul divano di velluto rosso, indossava una vestaglia di raso con stampe floreali, che le lasciava scoperte le gambe accavallate; Malcom, ogni volta che la ammirava, trovava ancora difficile credere che avesse un cromosoma Y.
-Quanto tempo X!-, esordì lei sgravando la sigaretta dalla cenere in eccesso, nel posacenere sul bracciolo.
Il detective diede un’occhiata al camerino: scarpe sparse per terra, un armadio semi-aperto ingolfato di vestiti, un’enorme specchiera per il trucco ingombra di prodotti e creme.
-Sono felice di vedere che sei rimasta ordinata-, disse Malcom sorridendo.
-Lo sai come siamo noi artisti, ma non stare li in piedi siediti-, lo invitò, appoggiando la mano sul posto vuoto accanto al suo.
Il detective indugiò prima di sedersi, ed anche allora, lo fece all’estremità opposta del piccolo divanetto.
Greta accarezzò la parte alta dello schienale con la mano libera, ruotando il corpo verso di lui lo osservò divertita.
-Lo sai che non mordo?!-, disse soffiando il fumo della sigaretta verso Malcom.
-Ricordo diversamente.
-Non ricordo lamentele…anzi-, rispose lei accennando un sorriso malizioso.
-Mi chiami dopo cinque anni per flirtare?-, chiese fissando gli occhi in quelli di lei, -non trattarmi come uno di quei ricchi allocchi la fuori.
Rimasero così finché lei appoggiò le soffici labbra su quelle del detective, che la assecondò.
La donna terminò il bacio mordicchiandogli il labbro inferiore,
-Mi sei mancato-, gli confidò mettendosi comoda e appoggiando la schiena all’angolo del divano.
Anche lei gli era mancata, ma Malcom spostò lo sguardo sul pavimento e non disse niente.
-D’accordo ho capito-, esclamò Greta schiacciando la sigaretta nel posacenere e alzandosi, -veniamo agli affari! Mio marito-, esordì cercando di scorgere una qualche reazione sul volto di lui, -lavora per una importante azienda nell’estrazione mineraria extra-planetaria. Gli hanno rubato dei documenti riservati e lo stanno ricattando. Lui pensa di pagare e che la cosa si risolva così, ma io so che questi continuerebbero a tornare. L’ho convinto a fare un po’ di indagini prima e che conoscevo uno in gamba di cui ci si poteva fidare.
-Io.
-L’ho detto che eri in gamba-, rise lei.
-Vorrei dirti di no ma so che mi convinceresti, non lo fai con tutti?
-Ma se mi dici subito di si, ti perdi la parte divertente.
Greta si avvicinò a Malcom, rimasto seduto, sciolse il nodo della vestaglia e la fece scivolare al suolo.

Welkome terug to New Pretoria, nel prossimo episodio

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107 Commenti

  1. Gabriele, ma mica adesso non scrivi altro? Mi ero messa comoda…
    Hai una scrittura matura, traspare netto il tuo bagaglio – sei uno che legge molto, dico – e fai lunghe e acute riflessioni in ogni tua storia, ognuna con una tematica diversa ma tutte accumunate da un desiderio di fondo che non è quello dei tuoi personaggi ma tuo, dell’autore stesso, e che condivido e apprezzo ma qui non cito per discrezione. Sei uno dei pochissimi autori qui che stimo assolutamente.

    • Mi piace l’idea della serialità, e poi la struttura si presta a più sottogeneri, lascia spazi di manovra ampi.
      Quella storia del desiderio di fondo mi ha incuriosito, come se avessi capito qualcosa che faccio incosciamente.
      Sappi che la stima è reciproca ed è un piacere leggere commenti così lusinghieri da qualcuno che scrive davvero.

  2. Un finale che è un arrivederci. A presto, spero, c’è ancora molto da sapere su Hitomi e il suo paterno principale. Mi piace la tua visione, lo definirei un ‘ciberpunk romantico’: il rifiuto della sf iper ottimistica del passato ha prodotto per reazione una fantascienza popolata da previsioni funeste dove spesso tutto è cupo, domina la violenza e il rancore sociale. Non che non abbia prodotto dei capolavori, ma forse anche questa ha fatto il suo tempo. La tua proposta è un passo avanti, un’evoluzione verso una sf più matura e realistica: il futuro sarà luci e ombre, ovviamente, ma sarà soprattutto umano; forse sarà più facile cambiare genere, ma i sentimenti avranno sempre la stessa concreta sostanza.
    A presto, spero, ti seguo con attenzione

    Alla prossima, ti seguo con attenzione

    • Grazie Jaw, troppo buono; al massimo la mia proposta è un passo di lato 🙂
      Ho maturato la convinzione che la letteratura di genere sia un grande mezzo per raccontare tematiche universali, vedi “Il mondo Nuovo” di Huxley, poco citato ma a mio avviso migliore di quella fregatura di 1984 😉
      “Cyberpunk romantico”, tipo Moccia in salsa sf? 😀

      • Quando sento quel nome, Moccia, reagisco come il tipo dipinto il quel quadro famoso, come si chiama?, L’urlo di Mocc?
        No, no, cade retro, intendevo in senso positivo.
        Adoro 1984, semplicemente non lo considero un libro di fantascienza. Al massimo è un horror, ma è sopratutto un’agghiacciante e lucida analisi sociale riferita al presente. Cercherò il libro che citi, non lo conosco

          • Urlo di Munch 😉
            Comunque non ce l’ho con 1984 solo che è stato scritto negli stessi anni di quello di Huxley e tutti parlano solo del primo. Per carità è bello, ma è una versione del nazismo aggiornata. Il mondo nuovo è ambientato più avanti nel tempo e per dirla in due parole, ribalta il concetto di distopia, il mondo nuovo da lui creato è bello, senza dolore ne paura.
            Tanto che il selvaggio protagonista rivendica la libertà di essere malato e infelice.
            Pensare che è stato scritto nello stesso periodo fa riflettere, Orwell fotografa un presente futuro, Huxley fa un doppio salto mortale 🙂
            Ammetto però che sono di parte.

  3. Questa volta non è rimasto a guardare… che Malcom fosse un ottimo detective e con dei principi morali inviolabili l’hai saputo mostrare molto bene anche nella stagione precedente, come l’attaccamento alla sua “famiglia” formata da Hit e JJ. Ciò che è emerso in questo finale è il suo lato debole, quello di uomo innamorato che è stato costretto ad andare contro i suoi stessi principi per non incastrare la donna che ama.
    Mi è piaciuto.

    • Alla fine Malcom si è riscattato 🙂
      Delle 3 figure maschili che hanno ruotato intorno a Greta, solo il detective si salva.
      Ma solo perché anche lei va contro i suoi “principi”; c’è un amore e un rispetto reciproco, accresciuto dalla loro condizione di “sopravvissuti”.
      Grazie Anna.

  4. Sono qua da poco, ma mi ero ripromesso di leggere i capitolo del tuo new pretoria’s noir. E avevo pensato bene: tutti i capitoli scivolano con leggerezza, pur essendo pieni di riferimenti (interessanti tra l’altro), in certi momenti sembra di essere in un vecchio film americano, e in altri ci si trova catapultati nel presente.
    Voto godiamoci il finale e, appunto, buon finale.

  5. Ok il finale, ma Hit? Sai che adoro la ragazzina, perciò la sua “sottotrama” potrebbe diventare la parte centrale della terza stagione 🙂
    Mi è piaciuto particolarmente questo capitolo, mi ha fatto cambiare idea su Greta, il suo personaggio non l’avevo molto apprezzato all’inizio, un’arrivista senza scrupoli e privo di moralità. Questo episodio ha fatto luce sul suo bisogno quasi primario di rivalsa sul suo destino avverso e sugli uomini che hanno visto in lei solo un bel corpo di cui approfittare. Ammiro molto il tuo saper scavare fin dentro l’anima delle “persone” (perché è questo che sono e non personaggi piatti e privi d’identità) a cui dai vita e, perdonami se insisto, ma ne uscirebbe un romanzo coi fiocchi.
    Alla gran finale.

    • Di la verità, Malcom non ti sta molto simpatico, preferiresti Hit come protagonista 🙂 (il finale della sottotrama non sarà conclusivo quindi forse in un’eventuale terza stagione…)
      Tutto l’episodio era costruito per suscitare empatia con Greta, (mi piace sempre di più questo nome), in modo che arrivati all’ omicidio uno dicesse, “però, un po’ sto dalla sua parte”.
      Addirittura persone, che ti devo dire… scusa se insisto: grazie mille! È sempre bello leggere commenti così

  6. Sono un palloso quindi voto per lo spiegone, anche se ti confesso che qualche approfondimento su hit lo gradirei. Ci sono sempre altri 10 capitoli, se ne hai voglia! Mi è piaciuto molto il capitolo, a parte l’ingarbugliamento di pronomi maschili e femminili, ho perso il filo… aspetto il finalone

  7. Davvero tanti complimenti per l’intreccio, per come riesci a creare le situazioni e i personaggi. Voto “Con chi pensa di avere a che fare?” (che vedo solo dopo essere già l’opzione più votata) 🙂
    Temo che non sarei mai in grado di scrivere qualcosa di così complesso, come trama, e quindi sono ancora più colpita dal tuo racconto!

  8. Con chi pensa di avere a che fare… Mr Carvin nasconde qualcosa? Forse sì… forse no?
    Un altro bel capitolo: suspense; complotto; mistero e uno sfondo psicologico. Il noir c’è tutto.
    “… angelo della neve, chiuse gli occhi” avrei messo il punto al posto della virgola, a mio avviso avrebbe aiutato maggiormente a focalizzare l’attenzione sulla scena. È solo un mio parere, naturalmente.
    Ciao.

  9. Lost Orizon Spa… ha a che fare con il biglietto ricevuto da Greta?
    E così JJ è gelosa, eh? Insisto con il romanzo, le premesse ci sono tutte 🙂
    Mi è piaciuto molto anche questo capitolo, una prima parte soft che i pensieri di X hanno caricato emotivamente, sei riuscito a trasmettere il suo senso di frustrazione, bravo; la seconda decisamente più rispondente alla connotazione fantascientifica che gli hai dato, ma anche qui hai dato il giusto spazio ai personaggi e all’ambientazione, grande!
    Buona domenica.

    • Lost Orizon Spa… ha a che fare con il biglietto ricevuto da Greta? Forse si, forse no, faccio il vago 🙂
      Ho dovuto tagliare una parte nella quale si approfondiva il “triangolo”,  magari in un romanzo 😉
      Sempre troppo gentile Anna, grazie e buona domenica anche a te.

  10. Boh, Malcom DEVE indagare, il messaggio dei ricattatori è sempre banale nella sua efferatezza, tipo ‘paga o te la rimandiamo in barattoli di conserva in 50 comode uscite settimanali’ o giù di lì.
    Quindi Greta ha notizie per Malcom.
    Ma… Hai notizie di Hitomi??

  11. Greta ha notizie… questa opzione penso possa includere anche le altre due.
    Hitomi DEVE tornare, non può lasciarci così dopo che “un rivolo di sangue, per nulla timido, fece capolino dalla narice destra”, no? Questa è solo una delle bellissime citazioni che presenta questo episodio e che hanno contribuito non poco a vivere i sogni/allucinazioni di Hitomi. Penso che New Pretoria abbia tutti i requisiti per diventare un romanzo dove, accanto a Malcom, anche Hitomi e JJ possano trovare spazio per raccontare se stesse.
    Alla prossima.

  12. Nuovissima lettrice e nuovissima autrice di THe iNCIPIT. Penso tu abbia un bello stile di descrizione e gli ambienti sono ben delineati. Anche i personaggi lo sono, ma solo dal di fuori, come se li osservassi sempre dall’esterno (ma di sicuro li conosci meglio di così!).
    Voto Hitomi, e vediamo che cosa succederà.

    • Benvenuta, se ho capito dici che manca un po’ di “introspezione”, ogni tanto scrivo i pensieri dei personaggi ma probabilmente non vado troppo a fondo, grazie proverò a farci più attenzione.
      “ma di sicuro li conosci meglio di così!”, ma si può dire di conoscere veramente qualcuno? 😉 non ho resistito alla battuta 😀

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