NEW PRETORIA’S NOIR

Dove eravamo rimasti?

Nell'ultimo episodio della seconda stagione: Godiamoci il finale (38%)

‘Cause Over And Above All, It’s Just Another Day

Il vecchio ascensore dei Mitton non funzionava, Jenny imboccò le scale con una smorfia; l’unica consolazione era che di questo passo avrebbe avuto il sedere più sodo di New Pretoria.
Incrociò Hit che entrava in casa,
-Ciao-, la salutò con il poco fiato rimasto.
-Ciao JJ, deduco che l’ascensore è di nuovo rotto.
Jenny annuì con la testa,
-Stasera ceniamo insieme?-, chiese Hitomi.
-Certo, sempre se tu e Malcom non dovete cacciarvi in un altro guaio.
-Niente guai in programma-, le rispose con un sorriso.
-Ora vado perché dopo questa scalata ho bisogno di una doccia.
Jenny notò il polsino in pelle passandole accanto,
-Bello quello-, esclamò indicandolo.
-Non è uno di quelli che mi hai regalato tu?
-No, non sembra uno dei miei, però ti sta bene-, disse lasciando il pianerottolo.
Hitomi entrò in casa e si sdraiò sul divano, mise il polso davanti alla faccia.
-Da dove arrivi? -, si chiese sfiorando l’accessorio con le dita.
Una leggere scarica elettrica le percorse il corpo e le sue palpebre si chiusero pesanti.
Hitomi osservò la villa difronte a lei; un connubio di legno, vetro e acciaio modellato in forme ardite; tutt’attorno un bosco, a farle da scudo verso il mondo esterno.
Guardò in alto, un sole arancione colorava le striature del cielo carta da zucchero.
Il posto sembrava deserto, fatta eccezione per il cinguettare felice degli uccelli, che la ragazza cercò di scorgere senza successo tra le fronde.
Fece un respiro profondo e si diresse verso l’edificio; l’erba bassa le solleticava i piedi.
Una volta vicina alla porta di ingresso, udì un pigro scrosciare provenire dal retro.
Svoltò l’angolo; un parco giochi per bambini occupava il grande prato dietro la casa; più lontano uno steccato faceva la guardia ad un fresco ruscello.
Un uomo spingeva una bambina su un’altalena rossa.
Non fecero caso a lei, nemmeno quando si avvicinò fino a una decina di passi.
“Un altro sogno?”
La bambina, dai tratti orientali, scese con un saltello aggraziato e si diresse verso di lei.
Aveva dei lucidi capelli neri a caschetto, un occhio verde e uno viola; la maglietta aveva disegnato un buffo orso, che si litigava il miele con uno sciame d’api.
La bambina sorrise e le tese la mano.
Hitomi la afferrò delicatamente.
La bambina indicò l’uomo dal blazer blu rimasto vicino all’altalena,
-Papà!-, esclamò Hit alzandosi di scatto dal divano.
***
Malcom beveva seduto al bancone e sentiva Cheng lottare con le padelle in cucina.
All’ennesimo sorso di “Succo della Cupola”, il clang della campanella alla porta, ruppe il silenzio solitario dell’Asian Sound.
Greta entrò; indossava un corto abito nero nascosto dal morbido cappotto crema che l’avvolgeva; i capelli erano raccolti sopra la testa in un’elaborata acconciatura; nascondeva gli occhi sotto un paio di ampi occhiali squadrati.
Le scarpe nere dal tacco vertiginoso risuonarono nell’aria ferma del ristorante.
Malcom non si girò, la riconobbe dal profumo.
Greta gli si sedette di fianco, non si aspettava che fosse lui il primo a parlare.
-Ho sentito che sei la fortunata erede unica del patrimonio di Bill Carvin, congratulazioni.
-Ho versato tremila crediti sul tuo conto per il lavoro che hai svolto.
-Senti-, disse Malcom guardandola, -non hai bisogno di darmi tutti quei soldi, non dirò niente a nessuno.
-Non so cosa tu stia insinuando, io…
-Greta te lo chiedo per favore… so che tu e Isya eravate amanti. Avevate pensato al ricatto, poi quando hai scoperto che Bill non avrebbe pagato, l’idea è diventata quello di rapirlo… ma le cose non sono andate nel modo sperato.
-Le tue sono supposizioni infondate…
-Ti ho fatta seguire, ti sei incontrata con lui e ho le foto. Non so se sia stato Isya a elaborare il piano o tu; forse lo so ma non voglio ammetterlo.
Alzò il bicchiere e lo svuotò in un gesto.
-Malcom ti posso spiegare…
-Spero tu troverai quello che cerchi, là tra le stelle.
Greta si tolse gli occhiali, appoggiò una mano sulla guancia del detective e gli girò la testa verso di lei, in modo da fissarlo negli occhi.
-Lo sai che ti ho sempre amato X, perché non vieni con me, potremmo vivere felici su una delle colonie; ho abbastanza soldi per entrambi. Non è quello che vuoi anche tu, lasciare questa terra morente?
-Un giorno forse, ma non in questo modo, non adesso; ho persone che contano su di me e alle quali tengo molto.
-Sono fortunate ad averti, come lo sono stata io.
Sorrise, sapendo quanto lui amasse quel sorriso.
Gli diede un casto bacio sulla guancia; prima di arretrare gli sussurrò all’orecchio:
-Se uscirai mai da questa dannata cupola, vieni a cercarmi!
***
-Questa è TooStarz radio e io sono Nik, con voi come ogni notte.
Oggi vi voglio lasciare con le parole di uno scrittore di qui, messe in musica da Dj TwoG:
“Bianco e nero non avevano significato mai molto a New Pretoria.
Le tonalità di grigio sono la scala cromatica che la racconta a pieno.
Il bagliore delle luci al neon e gli angoli bui si contagiano a vicenda, dando vita all’ultimo spettacolo della terra degli uomini.”

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107 Commenti

  1. Gabriele, ma mica adesso non scrivi altro? Mi ero messa comoda…
    Hai una scrittura matura, traspare netto il tuo bagaglio – sei uno che legge molto, dico – e fai lunghe e acute riflessioni in ogni tua storia, ognuna con una tematica diversa ma tutte accumunate da un desiderio di fondo che non è quello dei tuoi personaggi ma tuo, dell’autore stesso, e che condivido e apprezzo ma qui non cito per discrezione. Sei uno dei pochissimi autori qui che stimo assolutamente.

    • Mi piace l’idea della serialità, e poi la struttura si presta a più sottogeneri, lascia spazi di manovra ampi.
      Quella storia del desiderio di fondo mi ha incuriosito, come se avessi capito qualcosa che faccio incosciamente.
      Sappi che la stima è reciproca ed è un piacere leggere commenti così lusinghieri da qualcuno che scrive davvero.

  2. Un finale che è un arrivederci. A presto, spero, c’è ancora molto da sapere su Hitomi e il suo paterno principale. Mi piace la tua visione, lo definirei un ‘ciberpunk romantico’: il rifiuto della sf iper ottimistica del passato ha prodotto per reazione una fantascienza popolata da previsioni funeste dove spesso tutto è cupo, domina la violenza e il rancore sociale. Non che non abbia prodotto dei capolavori, ma forse anche questa ha fatto il suo tempo. La tua proposta è un passo avanti, un’evoluzione verso una sf più matura e realistica: il futuro sarà luci e ombre, ovviamente, ma sarà soprattutto umano; forse sarà più facile cambiare genere, ma i sentimenti avranno sempre la stessa concreta sostanza.
    A presto, spero, ti seguo con attenzione

    Alla prossima, ti seguo con attenzione

    • Grazie Jaw, troppo buono; al massimo la mia proposta è un passo di lato 🙂
      Ho maturato la convinzione che la letteratura di genere sia un grande mezzo per raccontare tematiche universali, vedi “Il mondo Nuovo” di Huxley, poco citato ma a mio avviso migliore di quella fregatura di 1984 😉
      “Cyberpunk romantico”, tipo Moccia in salsa sf? 😀

      • Quando sento quel nome, Moccia, reagisco come il tipo dipinto il quel quadro famoso, come si chiama?, L’urlo di Mocc?
        No, no, cade retro, intendevo in senso positivo.
        Adoro 1984, semplicemente non lo considero un libro di fantascienza. Al massimo è un horror, ma è sopratutto un’agghiacciante e lucida analisi sociale riferita al presente. Cercherò il libro che citi, non lo conosco

          • Urlo di Munch 😉
            Comunque non ce l’ho con 1984 solo che è stato scritto negli stessi anni di quello di Huxley e tutti parlano solo del primo. Per carità è bello, ma è una versione del nazismo aggiornata. Il mondo nuovo è ambientato più avanti nel tempo e per dirla in due parole, ribalta il concetto di distopia, il mondo nuovo da lui creato è bello, senza dolore ne paura.
            Tanto che il selvaggio protagonista rivendica la libertà di essere malato e infelice.
            Pensare che è stato scritto nello stesso periodo fa riflettere, Orwell fotografa un presente futuro, Huxley fa un doppio salto mortale 🙂
            Ammetto però che sono di parte.

  3. Questa volta non è rimasto a guardare… che Malcom fosse un ottimo detective e con dei principi morali inviolabili l’hai saputo mostrare molto bene anche nella stagione precedente, come l’attaccamento alla sua “famiglia” formata da Hit e JJ. Ciò che è emerso in questo finale è il suo lato debole, quello di uomo innamorato che è stato costretto ad andare contro i suoi stessi principi per non incastrare la donna che ama.
    Mi è piaciuto.

    • Alla fine Malcom si è riscattato 🙂
      Delle 3 figure maschili che hanno ruotato intorno a Greta, solo il detective si salva.
      Ma solo perché anche lei va contro i suoi “principi”; c’è un amore e un rispetto reciproco, accresciuto dalla loro condizione di “sopravvissuti”.
      Grazie Anna.

  4. Sono qua da poco, ma mi ero ripromesso di leggere i capitolo del tuo new pretoria’s noir. E avevo pensato bene: tutti i capitoli scivolano con leggerezza, pur essendo pieni di riferimenti (interessanti tra l’altro), in certi momenti sembra di essere in un vecchio film americano, e in altri ci si trova catapultati nel presente.
    Voto godiamoci il finale e, appunto, buon finale.

  5. Ok il finale, ma Hit? Sai che adoro la ragazzina, perciò la sua “sottotrama” potrebbe diventare la parte centrale della terza stagione 🙂
    Mi è piaciuto particolarmente questo capitolo, mi ha fatto cambiare idea su Greta, il suo personaggio non l’avevo molto apprezzato all’inizio, un’arrivista senza scrupoli e privo di moralità. Questo episodio ha fatto luce sul suo bisogno quasi primario di rivalsa sul suo destino avverso e sugli uomini che hanno visto in lei solo un bel corpo di cui approfittare. Ammiro molto il tuo saper scavare fin dentro l’anima delle “persone” (perché è questo che sono e non personaggi piatti e privi d’identità) a cui dai vita e, perdonami se insisto, ma ne uscirebbe un romanzo coi fiocchi.
    Alla gran finale.

    • Di la verità, Malcom non ti sta molto simpatico, preferiresti Hit come protagonista 🙂 (il finale della sottotrama non sarà conclusivo quindi forse in un’eventuale terza stagione…)
      Tutto l’episodio era costruito per suscitare empatia con Greta, (mi piace sempre di più questo nome), in modo che arrivati all’ omicidio uno dicesse, “però, un po’ sto dalla sua parte”.
      Addirittura persone, che ti devo dire… scusa se insisto: grazie mille! È sempre bello leggere commenti così

  6. Sono un palloso quindi voto per lo spiegone, anche se ti confesso che qualche approfondimento su hit lo gradirei. Ci sono sempre altri 10 capitoli, se ne hai voglia! Mi è piaciuto molto il capitolo, a parte l’ingarbugliamento di pronomi maschili e femminili, ho perso il filo… aspetto il finalone

  7. Davvero tanti complimenti per l’intreccio, per come riesci a creare le situazioni e i personaggi. Voto “Con chi pensa di avere a che fare?” (che vedo solo dopo essere già l’opzione più votata) 🙂
    Temo che non sarei mai in grado di scrivere qualcosa di così complesso, come trama, e quindi sono ancora più colpita dal tuo racconto!

  8. Con chi pensa di avere a che fare… Mr Carvin nasconde qualcosa? Forse sì… forse no?
    Un altro bel capitolo: suspense; complotto; mistero e uno sfondo psicologico. Il noir c’è tutto.
    “… angelo della neve, chiuse gli occhi” avrei messo il punto al posto della virgola, a mio avviso avrebbe aiutato maggiormente a focalizzare l’attenzione sulla scena. È solo un mio parere, naturalmente.
    Ciao.

  9. Lost Orizon Spa… ha a che fare con il biglietto ricevuto da Greta?
    E così JJ è gelosa, eh? Insisto con il romanzo, le premesse ci sono tutte 🙂
    Mi è piaciuto molto anche questo capitolo, una prima parte soft che i pensieri di X hanno caricato emotivamente, sei riuscito a trasmettere il suo senso di frustrazione, bravo; la seconda decisamente più rispondente alla connotazione fantascientifica che gli hai dato, ma anche qui hai dato il giusto spazio ai personaggi e all’ambientazione, grande!
    Buona domenica.

    • Lost Orizon Spa… ha a che fare con il biglietto ricevuto da Greta? Forse si, forse no, faccio il vago 🙂
      Ho dovuto tagliare una parte nella quale si approfondiva il “triangolo”,  magari in un romanzo 😉
      Sempre troppo gentile Anna, grazie e buona domenica anche a te.

  10. Boh, Malcom DEVE indagare, il messaggio dei ricattatori è sempre banale nella sua efferatezza, tipo ‘paga o te la rimandiamo in barattoli di conserva in 50 comode uscite settimanali’ o giù di lì.
    Quindi Greta ha notizie per Malcom.
    Ma… Hai notizie di Hitomi??

  11. Greta ha notizie… questa opzione penso possa includere anche le altre due.
    Hitomi DEVE tornare, non può lasciarci così dopo che “un rivolo di sangue, per nulla timido, fece capolino dalla narice destra”, no? Questa è solo una delle bellissime citazioni che presenta questo episodio e che hanno contribuito non poco a vivere i sogni/allucinazioni di Hitomi. Penso che New Pretoria abbia tutti i requisiti per diventare un romanzo dove, accanto a Malcom, anche Hitomi e JJ possano trovare spazio per raccontare se stesse.
    Alla prossima.

  12. Nuovissima lettrice e nuovissima autrice di THe iNCIPIT. Penso tu abbia un bello stile di descrizione e gli ambienti sono ben delineati. Anche i personaggi lo sono, ma solo dal di fuori, come se li osservassi sempre dall’esterno (ma di sicuro li conosci meglio di così!).
    Voto Hitomi, e vediamo che cosa succederà.

    • Benvenuta, se ho capito dici che manca un po’ di “introspezione”, ogni tanto scrivo i pensieri dei personaggi ma probabilmente non vado troppo a fondo, grazie proverò a farci più attenzione.
      “ma di sicuro li conosci meglio di così!”, ma si può dire di conoscere veramente qualcuno? 😉 non ho resistito alla battuta 😀

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