Quello che mi porto dentro

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà? Celeste con una scusa trascina Christian in bagno e si fanno travolgere dalla passione (60%)

Una nuova storia

Mi aggrappai al tavolo cercando di soffocare l’orgasmo che Christian mi aveva appena regalato. Strabuzzai gli occhi per lo sforzo e con le guance accaldate e il cuore in subbuglio finsi di sentirmi poco bene.

«Ti dispiacerebbe accompagnarmi ai bagni? Non credo di sentirmi troppo bene e poi mi gira ancora la testa.» mormorai stringendogli la mano.

Non so cosa mi stesse succedendo ma sentivo l’impellente bisogno di trascinarlo con una scusa verso la toilette e di saltarlo addosso. Era dal giorno della festa che morivo dalla voglia di sentire le sue labbra sulla mia pelle, di perdermi in lui e nel piacere che avrebbe potuto regalarmi.
«Certo, andiamo.» mi rassicurò prendendomi sottobraccio.

Affiancata dal moro, mi allontanai dal tavolo, non so se si era bevuto la mia storia ma appena entrammo nell’atrio dei bagni mi sentii rinvigorita da quella nuova sensazione che mi cresceva nel petto: desiderio.

«Ti aspetto qua.» ammise appoggiandosi al muro di fronte alle due porte.

Entrai per verificare la situazione. L’anonimo bagno delle donne del ristorante era vuoto, mi abbassai sotto ogni porta e notai piacevolmente soddisfatta che non c’era anima viva. Mi aggiustai i capelli, ravvivai le guance con due pizzicotti e mi recai all’uscita.

«Tutto bene?» chiese Christian sorpreso di vedermi già fuori.

«Potrei stare meglio…» affermai lasciva afferrandolo per il bavero della camicia.

Non fece alcuna resistenza anzi, appena capì le mie intenzioni mi sollevò di peso e mi trascinò nella prima toilette. Aprì la porta con un calcio e intrappolatami con le spalle alla porta, chiuse il chiavistello.
«Ora sei mia!» ansimò sensuale baciandomi il collo mentre le sue mani vagavano esperte e senza freni sotto il mio vestito.

Sette giorni in cui non avevo fatto che desiderarlo. Prima di Antonio non conoscevo il sesso e non avevo mai sentito quel desiderio forte e doloroso inumidirmi le cosce, invece da quando avevo fatto l’amore con Christian in quella cabina quella sensazione, non mi abbandonava mai, lasciandomi stranita e insoddisfatta ogni notte fin quando stremata dall’emozioni mi lasciavo andare ai ricordi fino a urlare il suo nome mentre le mie dita colmavano il vuoto. Troppe volte avevo soffocato le urla di piacere nel cuscino e ora finalmente avrei avuto la possibilità di sentirlo ancora una volta dentro, di farlo affondare nella mia carne fino a scavare nella mia anima.

«Sei una scoperta piccola, non credevo fossi così focosa…» biascicò mentre urgente sentiva la voglia scoppiargli nei pantaloni.

Volevo sorprenderlo, marchiarlo con la mia pelle, renderlo schiavo delle mie attenzioni. Scacciai le sue mani dalla patta dei jeans e decisa armeggiai con la zip. Tirai fuori il suo sesso, caldo e pulsante sotto le mie agili dita e cominciai a toccarlo desiderosa di accrescere il suo desiderio. Non lasciavo mai il suo sguardo, continuavo a guardarlo mentre sensuale lasciavo scorrere la mia mano lungo la sua asta. A ogni colpo, il moro ansimava e mi stringeva a sé. Il respiro frettoloso mi lasciò intendere che dovevo osare ancora, ormai l’avevo in pugno e l’idea di vedere i suoi occhi scurirsi in preda all’eccitazione mi faceva impazzire. Mi inginocchiai come la prima volta e lo accolsi nella mia bocca ma stavolta però continuai a guardarlo vogliosa. Il mio sguardo non lasciò per un attimo i suoi occhi scuri mentre sensuale gli mordevo la punta o ingorda, lo affondavo tutto nella mia gola mentre lui si aggrappava alle mie spalle cercando di non venire. Vedevo quanto si stesse sforzando per non inondarmi con il suo piacere, mettendo fine così a quel gioco perverso.

«Ti prego, basta! Altrimenti sarò costretto a venire tra le tue labbra e invece desidero possederti. Voglio sentirti gemere sotto le mie spinte, urlare il mio nome fino alla sfinimento.» ansimò sollevandomi e girandomi con il viso contro la porta.

Tempo di spostarmi leggermente le mutandine ed era già dentro di me che pompava come un pazzo. Ogni sua spinta equivaleva a una scarica di adrenalina pura, le mie gambe ormai erano intrise dei miei umori. Il respiro accelerato, le guance in fiamme e il cuore in iperventilazione furono il segnale che l’orgasmo era vicino. Un altro paio di spinte e urlai il suo nome.

«Christian!»
Per tapparmi la bocca, il moro mi afferrò per i capelli e mi costrinse a inginocchiarmi all’altezza del suo sesso. Senza chiedermi nemmeno il permesso lo spinse di nuovo contro le mie labbra obbligandomi ad accoglierlo.

Accettai quell’intrusione eccitata e dopo un paio di colpi un liquido caldo mi riempì la gola costringendomi a deglutire.

Ancora stordita dall’amplesso, mi ripulii frettolosamente il collo di qualche gocciolina scappata alle mie labbra.In cosa mi stavo trasformando?

Il moro mi sollevò di peso e baciandomi le labbra ancora impregnate del suo sapore mi chiese: «Forse è un po’ prematuro. Celeste, diventeresti la mia ragazza?»

Sbattei le palpebre più volte per assimilare la sorpresa. Davvero Christian Caruso me lo stava chiedendo? Senza riflettere risposi: «Sì» 

Cosa succederà ora?

  • Celeste e Christian diventeranno la coppia più invidiata di Palermo (0%)
    0
  • Il loro rapporto diventerà serio ma morboso e pieno di ombre. (83%)
    83
  • La storia tra Christian e Celeste durerà meno di un mese (17%)
    17

Voti totali: 6

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16 Commenti

  1. Ho votato rapporto serio, morboso e pieno di ombre. Le scene di sesso sono fantastiche, spinte all’estremo ma vissute e narrate con un gusto tutto femminile che non riuscirei a imitare. E anche quando non fa sesso la ragazza irradia sensualità da tutti i pori. Ma sinceramente la trama non mi prende, intendo proprio come genere: mi sembra un “rosa” con tanto tanto sesso.
    Se dovessi indicare la principale differenza tra il tuo racconto e il mio, direi che nel mio il desiderio sessuale è il protagonista (almeno per ora), pur essendoci coprotagonisti importanti, mentre nel tuo il sesso è un coprotagonista importante, ma il punto focale è la storia d’amore. Ciao

  2. Ciao Eleanor, voto ancora Antonio, voglio vedere come reagisce lei.
    Riporto alcune tue frasi molto belle:

    Da quella sera evitai Antonio come la peste. Le sue parole offensive erano penetrate nella mia anima, scavando una voragine. Ma non mi sarei abbattuta a causa sua, avevo deciso di prendere la vita di petto, questi erano imprevisti che ti aiutavano a crescere. –

    Per una volta che decidevo di impegnarmi corpo e anima avevo ricevuto quella
    cantonata. – Quant’è vero!

    Pochi attimi dopo eravamo avvinghiati giù al molo. C’eravamo nascosti in una cabina e li avevamo dato inizio a una travolgente danza fatta di gemiti e di sospiri. Le sue mani scoprivano il mio corpo eccitato con maestria, le sue dita scivolarono nella mia intimità già eccitata costringendomi a inarcare la schiena per amplificare quel piacere che mi stava regalando – Che bella descrizione!
    Non lo sapevo ma sospirai pensando che per un po’ di tempo avrei avuto molti ricordi su cui fantasticare per appagare i miei sensi. – Bel finale e bell’inizio.
    Reale, sincero e travolgente. Brava.

  3. Ciao, non male come incipit.

    Solitamente le storie erotiche partono in maniera differente, mentre la tua decisione di partire con la protagonista già incinta mi piace molto.

    Ho trovato particolarmente azzeccate anche le emozioni psicologiche della ragazza, hai delineato molto bene le varie ansie/paura della protagonista, per cui…

    Seguo!

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