TREDICI SECONDI

Dove eravamo rimasti?

Come si svolge il viaggio? Arrivano in orario a Villahermosa ma lo scambio è più pericoloso e faticoso del previsto. (100%)

In viaggio verso il Messico, per lo scambio.

Quando Louis fu fatto salire sull’auto di Manuel e dei suoi sgherri, albeggiava appena. Il ragazzo che gli faceva la guardia il giorno prima nella camera del Motel, lo accompagnò all’auto dopo avergli legato le mani dietro la schiena con delle manette mezze arrugginite. Quandò lo fece entrare su uno dei sedili posteriori l’auto era vuota. Poco dopo salirono due energumeni davanti, uno dietro al centro, e al lato opposto a quello di Louis… Miguel.

–          E tu che cazzo ci fai qua? Gli chiese stupito.

–          Secondo te? Sono venuto a farmi un giro. E’ da tanto che volevo vedere il Messico e poi ti pare che lascio il mio amichetto da solo!? Ridacchiò così forte che quello nel mezzo gli frustò la bocca col dorso della mano enorme. – Tu sei vivo per miracolo! Farai meglio a stare zitto durante il viaggio.

Il viaggio fu lungo e caldo. Solo una volta il tizio al centro diede ai due ai suoi lati qualcosa da bere. Verso le due del pomeriggio, arrivati a città del Guatemala, fecero una sosta per bene, perché Miguel continuava a lamentarsi.

–          Io ho fame e devo pisciare, cazzo. Fece stanco e provocatorio Miguel.

L’auto si fermò in una piazzola con un bar malandato. – Va bene, vi libero solo per cinque minuti ma se fate cazzate vi sparo. Il tempo di un boccone e per il cesso! Mentre i tre li controllavano a vista con le pistole alla mano, Louis si diresse di corsa con Miguel verso il bancone del bar; ordinarono due panini, che trangugiarono affamati, e poi si diressero al bagno. Non c’era pericolo che fuggissero: c’era solo una finestra mezza rotta posta in alto accanto agli orinatoi.

–          Senti Louis, ma dov’è il pacco che ti ha dato Maria?

–          In un posto sicuro, non ti preoccupare. E’ lei, che ora non si trova. Disse preoccupato. – Ho paura che questi figli di puttana me la fanno fuori.

–          Ma no. Comunque forse faresti bene a dirmi dove hai messo il pacco. Se ti ammazzano nessun’altro sa dov’è.

–          A me non mi ammazza nessuno.

–          Volete muovervi, cazzo? Urlò da fuori l’energumeno che sedeva tra i due in auto.  

–          E comunque è a casa di Manolito, lui è l’unico pulito tra tutti quelli che conosco.

–          Manolito?! Ma se è controllato dalla polizia. Sei un coglione!

–          Miguel non mi contraddire, ti dico che è sicuro. Sta’ zitto. Rispose mentre uscivano dal bagno.

–          Miguel di qua, Miguel di là. Io sono solo il coglione che deve stare zitto e tu sei il figo, quello tutta testa, quello tosto. Io non capisco un cazzo. E’ questo che hai sempre pensato di me, eh? Si mise a urlare, e poi lo spinse fino a farlo cadere. Allora l’energumeno lo prese per la maglia e lo sbattè contro la porta del locale: – Smetti di fare casino o giuro che ti ammazzo. Intimò. – Sì, dai ammazzami, che cazzo mi frega! Voi siete solo i leccaculo di Manuel. Quello sta fottendo anche voi. Quando avrà preso i soldi, se li terrà tutti per lui e vi farà saltare la testa.- Finiscila coglione! Guarda che ti sparo. Miguel ridendo, gli si avvicinò e fece il gesto della pistola con le dita, alla tempia del più grosso.

– Miguel! Che cazzo fai, smettila. Ordinò Louis.

– Dai ciccione, fammi vedere chi sei! Si sentì uno sparo roco, e Miguel si aggrappò al corpo pingue del ragazzone prima di scivolare a terra.

– Ma che cazzo hai fatto? Urlò uno dei due che stavano davanti. – Dai saliamo in auto. Se la polizia ci insegue, Manuel ci taglia la gola a tutti e tre. Louis rimase a bocca aperta e una lacrima gli rigò il viso mentre uno lo riammanettava e lo faceva salire velocemente in auto. Miguel restò a terra nella polvere.

 A notte fonda arrivarono a Villahermosa. Lasciata la strada principale l’auto si inerpicò per una stradina sterrata in salita. C’era la luna. Louis guardava fuori, imbambolato, e pensava che quel paesaggio era di una bellezza disarmante.

Dopo una decina di minuti l’auto si fermò con i fari accesi davanti al cancello di una villetta e tutti scesero. La casa si intravedeva dalla stradina, e un parco antistante era illuminato da piccoli e bassi lampioni. Si sentirono dei cani abbaiare. Tutt’intorno buio e stelle. Arrivò, avvertito dai cani, ad aprire il cancello un tipo alto, vestito bene, che fumava un sigaro. Doveva essere Carlos.
Louis deglutì mentre fissava la collana che risuonava con un fastidioso tintinnio sul suo petto.

– Prego, entrate pure, amici. Fece spavaldo e con le braccia aperte.

– Entra il ragazzo, noi aspettiamo qua fuori. Rispose quello che guidava. E spinsero avanti Louis dopo avergli tolto le manette e avergli dato una borsa da tennis piena di roba.

– Bene, allora vieni, ragazzo. Prima dello scambio, la dobbiamo sentire, questa roba. Sentire se è buona o se ci avete fatto un brutto scherzetto come l’ultima volta.
E, prendendo il ragazzo sotto braccio, si incamminarono per il vialetto, mentre Louis stringeva stretta sotto l’altro braccio la borsa, e i tre della sua auto tenevano le dita pronte sulle pistole…

Lo scambio avviene come concordato?

  • Quello che c'è dentro la borsa è una fregatura. (67%)
    67
  • Il momento dello scambio nella villa rivela elementi nuovi ed inquietanti. (0%)
    0
  • Lo scambio viene effettuato con successo. (33%)
    33
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69 Commenti

  • Voto: Carlos trova Manuel. Ho apprezzato molto l’originalità della storia, la stesura e la costruzione dei dialoghi, cosa che solitamente io sostituisco con descrizioni!

  • Ciao,

    Vai veloce, ti perdo un’attimo di vista e la storia è quasi finita!
    Colpa mia che non ti seguivo, ho rimediato.
    Voto che Carlos trova Manuel che trova Louis che ha trovato Maria eccetera, mi aspetto un bello stallo alla messicana stile Tarantino e pure Maria DEVE avere la pistola!
    Cerco di leggere molto, forse pure troppo, qua dentro e i confronti sono inevitabili: trovo che la tua storia sia molto più meritevole di un pubblico di tante altre. Lo ripeto, ben strutturata, ben scritta, scorrevole, succede qualcosa (e non è scontato in 50mila caratteri!) e di certo gli ‘incipoints’ non rendono il dovuto merito alla tua bravura.
    A presto per il gran finale!

    • Grazie mille dell’apprezzamento. 🙂 Alla fine non tutte le storie più seguite sono oggettivamente le migliori, stilisticamente e contenutisticamente parlando; l’ho pensato anche io, girovagando qua dentro: ho trovato storie scritte davvero male ma con ampio seguito e viceversa. C’est la vie!
      Vedremo che si può fare per Maria e la pistola. Ci si può riuscire!
      A presto per le ultime due piccole puntate.
      A dire il vero non so ancora come finirà la storia. Sul serio! 😀

  • Ciao,
    Storia trascinante e piena di azione, godibilissima.
    Ho apprezzato soprattutto il pestaggio iniziale, ti fa vivere in prima persona l’incertezza e la paura del protagonista. Ma a proposito di questo un dubbio mi rimane: Louis viene pestato a sangue, il naso ‘è andato’, ‘qualcosa gli si spezza dentro’ e subito dopo lo troviamo pimpante e in salute, Carlos – piuttosto che chiedergli chi l’ha gonfiato come un panzerotto – osserva quanto è carino, lui scappa via correndo inseguito da due dobermann, si arrampica su un’inferriata eccetera… Ecco, mi sembra un po’ come quando Robinson Crusoe, nudo, raggiunge il relitto della nave e si riempe le tasche di cose utili. Non volermene, l’ho notato e mi chiedo se semplicemente mi è sfuggito qualcosa.

    Con stima

  • Sono arrivata un po’ dopo l’inizio, visto che la storia è già al quarto capitolo. Forse non mi aspettavo così tanta violenza nel linguaggio e nei fatti, ma di certo il tutto rispecchia una realtà che, purtroppo, è così. Sono curiosa di sapere come si svolgerà il seguito.

      • “Gli usciva del sangue dalla bocca, dal naso e da sopra l’occhio. Sentì il sangue andargli di traverso nella gola. Dieci. Ancora colpi. Sentì rompersi qualcosa dentro. Il naso era già andato. ” Muy cariñoso… dimmi almeno che son passati un paio di giorni dall’iniziazione o che quel qualcosa dentro che si era rotto era solamente un dente. ¡Hasta pronto!

        • Beh con un pugno bello grosso al naso, lo si può rompere ed avere sangue in gola; con una botta sferrata con oggetto appunito, si può sanguinare sopra un occhio: è facile che lì sopra si laceri essendoci le ossa della fronte appena sotto la pelle; se uno infine si prende un colpo alla cassa toracica, si può rompere, o forse meglio crinare, una costola senza che si sia (solo per questo) in pericolo di vita (pensa ai massaggi cardiaci!). Ma perché questo accanimento perfezionistico?! 🙂

          • Proprio perché hai ambientato la storia in una realtà concreta e poi perché son tornato su TheIncipit dopo tre anni solo per seguire il tuo racconto. Questa è una piattaforma abbastanza allergica alle critiche (come quasi tutte d’altronde), ma per quel poco che ti conosco, o quantomeno ricordo, penso di potermi esprimere sinceramente con te. E, in ultimo, perché di mio, quando si tratta di scrittura, sono un precisino rompipalle. (Almeno un difettuccio concedimelo!)
            Ciao.

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