TREDICI SECONDI

Dove eravamo rimasti?

Ultime peripezie... Carlos trova Manuel, che ha trovato Louis e Maria. (67%)

Chi si rivede!

–  Non è sicuro! Disse Louis, scuotendola per le spalle.

 – Non posso andarmene senza salutare mia madre e la mie sorelle! E lo guardò supplicante. 

– Giusto due minuti. Poi spariremo da questo schifo per sempre. Faremo venire anche loro, dopo.

Così salirono sull’auto di Ramon e si diressero alla baracca di Maria. Lei entrò, mentre Louis stava fuori a controllare che nessuno li avesse seguiti.

La madre e le sorella di Maria uscirono tutte insieme per salutarli ed abbracciare anche Louis.

– State attenti, disse la madre. E fatemi sapere al più presto dove siete. Aggiunse. Louis prese la mano della madre: – Certo. Voi tenete questo, ma mi raccomando: fatevi aiutare da Ramon per venderlo. Non andate da nessun altro, soprattutto non andate alla Polizia. Capito? Loro annuirono. – E adesso rientrate. E’ pericoloso.

I due salirono in auto, mentre Maria piangeva sommessamente. Il sole era alto e faceva già molto caldo.

Mentre percorrevano la strada principale, appena fuori dalla città, Louis fece una smorfia, guardando nello specchietto retrovisore: – Cazzo! Non è possibile…

– E’ Manuel? Fece Maria, terrorizzata.

– Credo di sì.

Louis accelerò e gli altri si avvicinarono. Partirono alcuni colpi di pistola che colpirono l’auto di Louis alla carrozzeria. Uno ruppe il vetro posteriore. Allora Louis fece alcune manovre azzardate, imboccando all’ultimo secondo una strada sterrata laterale che scendeva ripidamente. Gli inseguitori, su un’auto più potente ma più ingombrante, li seguivano ostinati.

La strada si faceva sempre più sconnessa e ciottoli e terra schizzavano ai lati delle gomme usurate dell’auto di Louis. L’altra teneva meglio la strada, ma nelle curve e sui dossi arrancava un po’. Dopo una decina di minuti si ritrovarono davanti un vecchio ponte malmesso.

– Non ci passo da tanto ed è solo per chi va a piedi. Speriamo bene! Gridò Louis.

L’auto passò veloce sopra il ponticello che sovrastava un piccolo rio e scricchiolò pesantemente al suo passaggio.

Manuel arrivò a tutto gas e quando aveva quasi oltrepassato il ponticello, in un attimo le assi dell’ultimo tratto si ruppero: l’auto allora si accasciò all’indietro perché, anche se il ponte era di poco sopraelevato, le ruote posteriori stavano rovinando in acqua.

Louis e Maria si guardarono indietro e filarono via veloci come il vento, mentre gli uomini di Manuel erano scesi per spingere fuori l’auto dall’impasse e ripartire.

Il piccolo vantaggio permise a Louis di seminarli e tornare sulla strada principale.

L’alta velocità e le buche avevano però messo a dura prova l’auto già malmessa. 

– Mi sa che una ruota sta pera andarsene al diavolo!

Mentre Louis diceva così, la ruota posteriore sinistra cominciò a traballare fino a staccarsi dall’asse e caracollò via. Louis frenò d’istinto cercando di governare, come potè, l’auto. Si fermarono sul ciglio della strada, giusto in tempo per non schiantarsi contro un alto albero.

– Cazzo! Non c’è la ruota di scorta. Sbraitò stizzito Louis, dopo aver aperto il bagagliaio dell’auto surriscaldata. – Dai, andiamo a piedi. – A piedi?! Ma qui non c’è nulla! – Sì, fidati, non lontano c’è un villaggio e prima una piccolissima stazione di servizio.

Louis prese la borsa con i soldi dal sedile posteriore; controllò che il sacchetto di diamanti fosse nella tasca dei jeans e prese Maria per mano con foga: – Andiamo. Quelli ci raggiungeranno presto. Tieni queste banconote. Nel caso dovessimo separarci.

Dopo un quarto circa di cammino si fermarono alla stazione di benzina. Entrarono. – C’è un telefono, qua? – Sì, là dietro. Cosa vi posso servire? … Il telefono ed il bagno sono per i clienti.

– Non c’è problema. E appoggiò nervoso una banconota sul banco. – Hai anche qualcosa da mangiare? – Certo, amico! Quello che vuoi! E gli mostrò con un cenno del capo il piccolo frigo in fondo alla saletta. – Prima devo fare una chiamata.

– Ramon! Sì, siamo vivi, ma nell’auto non c’è la ruota di scorta; abbiamo perso una gomma. Ho bisogno che ci raggiungi al più presto con qualcuno e due auto. O siamo fottuti… Ok, siamo sulla strada tra Santa Ana e Jutiapa. Fai presto… per favore.

I due si sedettero e mangiaronopupusasechicarròn, e bevettero duelicuadosa base di frutta.

Maria si alzò per andare in bagno, mentre Louis controllava sullo stipite del bar, al riparo dal sole cocente. – Eh, qua di corriere non ne passano. Ridacchiò il vecchio.

Maria uscì dal bagno e si lavò il viso. Poi, mentre si guardava allo specchio sentì dei forti rumori, come di qualcuno che cadeva e poi degli spari. Si coprì le orecchie con le mani. Guardò nella sala senza farsi vedere: il barista era steso a terra con Manuel che ancora gli puntava la pistola e due stavano tenendo Louis per le braccia. Lei istintivamente si ritrasse. Si nascose in una stanza comunicante col bagno e si guardò attorno. Sul tavolo c’era una pistola. La afferrò e si rannicchiò tremando. Intanto sentì altre auto arrivare al locale, mentre Manuel imprecava e continuava a chiedere a Louis dove fossero i diamanti…

 

La resa dei conti!

  • Louis viene ferito a morte. (0%)
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  • Louis è davvero nei guai tra Carlos e Manuel, e Maria incredibilmente salva la situazione. (100%)
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  • Manuel e i suoi scappano quando arriva Carlos. (0%)
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69 Commenti

  • Voto: Carlos trova Manuel. Ho apprezzato molto l’originalità della storia, la stesura e la costruzione dei dialoghi, cosa che solitamente io sostituisco con descrizioni!

  • Ciao,

    Vai veloce, ti perdo un’attimo di vista e la storia è quasi finita!
    Colpa mia che non ti seguivo, ho rimediato.
    Voto che Carlos trova Manuel che trova Louis che ha trovato Maria eccetera, mi aspetto un bello stallo alla messicana stile Tarantino e pure Maria DEVE avere la pistola!
    Cerco di leggere molto, forse pure troppo, qua dentro e i confronti sono inevitabili: trovo che la tua storia sia molto più meritevole di un pubblico di tante altre. Lo ripeto, ben strutturata, ben scritta, scorrevole, succede qualcosa (e non è scontato in 50mila caratteri!) e di certo gli ‘incipoints’ non rendono il dovuto merito alla tua bravura.
    A presto per il gran finale!

    • Grazie mille dell’apprezzamento. 🙂 Alla fine non tutte le storie più seguite sono oggettivamente le migliori, stilisticamente e contenutisticamente parlando; l’ho pensato anche io, girovagando qua dentro: ho trovato storie scritte davvero male ma con ampio seguito e viceversa. C’est la vie!
      Vedremo che si può fare per Maria e la pistola. Ci si può riuscire!
      A presto per le ultime due piccole puntate.
      A dire il vero non so ancora come finirà la storia. Sul serio! 😀

  • Ciao,
    Storia trascinante e piena di azione, godibilissima.
    Ho apprezzato soprattutto il pestaggio iniziale, ti fa vivere in prima persona l’incertezza e la paura del protagonista. Ma a proposito di questo un dubbio mi rimane: Louis viene pestato a sangue, il naso ‘è andato’, ‘qualcosa gli si spezza dentro’ e subito dopo lo troviamo pimpante e in salute, Carlos – piuttosto che chiedergli chi l’ha gonfiato come un panzerotto – osserva quanto è carino, lui scappa via correndo inseguito da due dobermann, si arrampica su un’inferriata eccetera… Ecco, mi sembra un po’ come quando Robinson Crusoe, nudo, raggiunge il relitto della nave e si riempe le tasche di cose utili. Non volermene, l’ho notato e mi chiedo se semplicemente mi è sfuggito qualcosa.

    Con stima

  • Sono arrivata un po’ dopo l’inizio, visto che la storia è già al quarto capitolo. Forse non mi aspettavo così tanta violenza nel linguaggio e nei fatti, ma di certo il tutto rispecchia una realtà che, purtroppo, è così. Sono curiosa di sapere come si svolgerà il seguito.

      • “Gli usciva del sangue dalla bocca, dal naso e da sopra l’occhio. Sentì il sangue andargli di traverso nella gola. Dieci. Ancora colpi. Sentì rompersi qualcosa dentro. Il naso era già andato. ” Muy cariñoso… dimmi almeno che son passati un paio di giorni dall’iniziazione o che quel qualcosa dentro che si era rotto era solamente un dente. ¡Hasta pronto!

        • Beh con un pugno bello grosso al naso, lo si può rompere ed avere sangue in gola; con una botta sferrata con oggetto appunito, si può sanguinare sopra un occhio: è facile che lì sopra si laceri essendoci le ossa della fronte appena sotto la pelle; se uno infine si prende un colpo alla cassa toracica, si può rompere, o forse meglio crinare, una costola senza che si sia (solo per questo) in pericolo di vita (pensa ai massaggi cardiaci!). Ma perché questo accanimento perfezionistico?! 🙂

          • Proprio perché hai ambientato la storia in una realtà concreta e poi perché son tornato su TheIncipit dopo tre anni solo per seguire il tuo racconto. Questa è una piattaforma abbastanza allergica alle critiche (come quasi tutte d’altronde), ma per quel poco che ti conosco, o quantomeno ricordo, penso di potermi esprimere sinceramente con te. E, in ultimo, perché di mio, quando si tratta di scrittura, sono un precisino rompipalle. (Almeno un difettuccio concedimelo!)
            Ciao.

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