Che fine ha fatto l’ingegner Scaglia?

S.o.s. Scaglia

Lettera di presentazione

Le apparizioni in pubblico dell’Opperaio, il più grande tenore della storia, il vanto nazionale, sono un trionfo di encomi reboanti, purtuttavia sinceri. Dietro al suo indiscutibile estro e al notorio ingegno si cela un’alma splendida: nulla lo rende felice quanto l’opportunità di aiutare qualcuno, specie se questi tesse le sue lodi, rievocandone gli onori. Ora è il turno della scribacchina in cerca d’autore.

   Commendatore Gabriello Pitrolini Spajola

Lettera di presentazione dell’Opperaio

Egregi e illustri signori, nobili e leggiadre signore, abbiate la  compiacenza di prestare attenzione a ciò che sto vergando, poche parole per la verità, ma oneste.

Il mistero di Scaglia è un racconto accattivante, il ricordo di un’epoca abbandonata oltre le nebbie; l’autrice, nei limiti delle sue capacità, tenta di rivisitarla a suo modo, senza per questo dimenticarsi delle contraddizioni che hanno segnato un periodo storico. Un racconto brillante, nella sua levità.

   Vostro Opperaio o se preferite Peppo-Peppino

S.o.s. (Soccorso Occorre Subito) Scaglia

 1938, Modena

UNA vettura verde marino sfida a tutta velocità il cielo sporco e snervante di un sabato padano, è diretta a nord.

Gardone, qualche ora dopo

L’Opperaio, l’idolo delle folle, tira la catenella dal taschino e scruta la vecchia cipolla che ben poco gli si addice, un regalo del dottor Paglia, le lancette mirano al cielo.

   “Bisogna sbrigarsi”, considera: “Debbo trovarmi con Fiorenzo per pranzo e domani mattina ho da condurmi in Desenzano”. L’incontro è importante e il facoltoso trio fraterno di Monaco, gli Overath, non sono tipi da concedere una seconda occasione. Ma il suo corpo fatica a seguire i pensieri, lusingato dal dolce canto che scappa da una finestra, se pur semplice e leggero, degli usignoli gorgheggianti. Le tre grazie del microfono.

   Arriva Tazio…la folla core al suo passare e non si stanca    da l’ammirar…

   Peppo depone la tazzina di caffè, si aggiusta il borsalino e si rimette in corsa a bordo della sua Lancia cabriolet, un modello datato, d’accordo, ma efficiente e sempre in voga a suo modo.  Sulla litoranea svolta a sinistra, verso le magnifiche palme, in posa come attrici esotiche tra cipressi e olivi, vuole conquistare Gardone alto, che si fregia di un notevole complesso, il Vittoriale. Ora non ha tempo di fermarsi ad ammirarlo, ci tornerà con Fiorenzo, che qui è di casa.

   Villa Scaglia si trova di fronte alla residenza per anziani voluta da un benefattore ignoto, è immersa in un rigoglioso mosaico di smeraldo. Il cantante si accosta al citofono a forma d’orecchio (che fa il paio con quello del palazzo Sola-Brusca di Milano) e sollecita il campanello.

   Driin! Driin! Driiin! Driiiiiin!

Nulla, persino le cicale si zittiscono stizzite. Prova con il guardiano.

   Dlin Dlon! 

Un minuto, due minuti, niente, l’Opperaio sta per andarsene, poi però l’orecchio di bronzo comincia a dare segni di vita. Dall’altra parte una bocca arida e triste si pigia sul citofono, ne scaturisce una voce fastidiosa, una persona oltre la mezza età, non se ne distingue il sesso.

   «De Pepis, Opperaio De Pepis, ho bisogno dell’ingegnere.»

   «Il commendatore non si vede da un bel po’, questa è la casa di villeggiatura. Lo sa vero?» Ne segue una sorta di belato: «Nèè.»

Ma che cosa si pensa costei? Ci sono già stato ad Imperia, per questo lo cerco qua.

   «Mi dica, precisamente quando l’ha visto l’ultima volta?» S’informa lui, sempre più insospettito, financo indispettito.

   «Io mi faccio i fatti miei, sa! Lo cerchi ad Imperia.»

   «Con chi ho avuto il piacere di parlare, signora o signore…?» Prova ad informarsi il cantante.

Stak!

   “Insolente…poteva almeno invitarmi ad entrare.” Tutti uguali questi portinai di mezz’età, per un mazzo di chiavi in consegna si credono chissà chi, meglio i famigli, sì, non c’è paragone. Peppo, per allontanare l’irritazione, estrae una bionda dalla custodia dorata e guarnisce l’atmosfera con disegni di fumo, nuvolette, cerchi e cuori, gli riesce persino un trenino; si aggiusta lo stemma rosso sul taschino e riparte a rilento, con la speranza d’incontrare qualcuno del posto, che possa aver visto l’ingegnere. S’immerge nell’Eden, in direzione del letto di cobalto che riposa ai piani bassi, costeggia i giardini di limoni della Belle Époque, tramontata sotto un perfido vento tenebroso.

To’, ma quella macchina blu non era l’Isotta Fraschini del Vate?

Il traghetto delle tredici è in perfetto orario, carica le figurine colorate e riparte di gran carriera, sbuffando come la pipa del marinaio con il berretto bianco e l’ancora tatuata sul braccio muscoloso, quello ammazza l’attesa sul molo con i piedi a mollo, forse pensa a una mora snodabile. La radio diffonde vivaci melodie dal sentore vagamente oltreoceano; è appena stato riammesso il jazz, ma Fiorenzo non è tipo da farsi illusioni, si tratta di una parentesi rosa, uno spiraglio in un tunnel del quale non si scorge la fine.

 

Dove decide d'andare adesso l'Opperaio?

  • Incontra un ispettore svizzero che lavora per il regime e lo tiene sotto controllo (0%)
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  • Si reca a Desenzano con un amico per certi suoi affari loschi (0%)
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  • Va a godersela con il vecchio amico Fiorenzo in attesa di un indizio o strategia (100%)
    100
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203 Commenti

  • Ciao alessandra,
    Commento con ritardo il tuo bel racconto.
    Ho apprezzato tantissimo lo stile molto ricercato e il tentativo – riuscito – di renderlo un racconto coerente con l’epoca che descriveva, quale poteva scriverlo uno scrittore dell’epoca. Mi piacciono i personaggi e le pennellate umoristiche con cui li hai caratterizzati, mi è quasi simpatico pure Klaus, orribile ometto che come tutti gli orribili ometti si rivela plasmato da un contesto sfavorevole. Manicomio criminale, più che galera. Detto questo, l’impressione è che la storia sia molto costretta, che i 50mila caratteri siano veramente pochi per tutto quello che potresti raccontare. Mi sbaglio? C’è una versione lunga?
    A presto, ci becchiamo al prossimo racconto!

  • mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi e l’ambientazione dei luoghi ben descritta anche nei dettagli. Interessante è stata anche l’evoluzione del romanzo, iniziato con una narrazione nello stile della commedia a tratti esilarante tingendosi poi di tonalità noir. Gli ultimi capitoli poi sono entrati gradatamente nel mistero del giallo con la presenza sempre più evidente del serial killer psicopatico che emerge dal personaggio Klaus. Un personaggio apparentemente molto controllato e rigido nel sostenere la morale e le norme dell’epoca, ma che poi svela in modo sempre più evidente la parte ombra e traumatizzata di sé. L’altro sé che elude il suo controllo ossessivo esprimendo il personale modo di auto risarcimento degli arcaici torti subiti. Ciò attraverso le perversioni ideologiche e omicide tipiche dello psicopatico. Il finale lascia intravvedere un prequel della storia?
    Brava alessandra1

  • Oddio, speriamo che in qualche caso le vie finiscano!
    Bel finale, ho avuto l’impressione di una carrellata che si allontana piano dai protagonisti che sfumano sullo sfondo.
    Storia molto originale e superbamente curata sul piano linguistico, anch’io come altri ho avuto l’impressione che sul finale patisse un po’ dei limiti di caratteri. Del resto: è possibile il contrario?
    Brava e ti aspetto alla prossima, sono proprio curiosa. Scommetterei che cambierai tutto, epoca, genere eccetera. Sbaglio?
    lucrash ti chiede se sei stata tentata di non scrivere più qui. Onestamente spero di no, per entrambi, credo che ci sia bisogno di ‘penne’ come le vostre per rendere sempre più interessante questa piattaforma.
    Ciao Ciao

  • Complimenti vivissimi per questo racconto originale e fantasioso!!!…Credo tu abbia potenzialitá enormi…non..mollare ps. Spero di sentire ancora parlare dell’Opperaiio & company Ciao….a presto!

  • Ciao Ale… che dire un finale perfetto per questa storia particolare e complessa… Certo, i caratteri son quelli che sono (firmiamo una petizione per avere maggiori caratteri) e anche la struttura di TI impone la resa d una storia in dieci capitoli, ma tu cara Alessandra te la sei cavata benissimo. E spero tornerai presto per allietare noi lettori con la tua bella penna!
    Ciao e baci

  • Gran bel finalone direi..
    Quindi Scaglia alias lo Scaglia di fastweb che si “ammuccò” tantissimi milioni di eruro per non dire miliardi.. 🙂
    Gli altri personaggi mi sfuggono, magari poi mi dirai.
    Per em sei promossa.
    Stile e dialettica non ti mancano, per cuii ti aspetto al varco per una grande storia. 🙂
    Complimenti

  • Che bel finale hai scritto Ale, con un bell’excursus su ciò che è successo ai tuoi personaggi (mi fa piacere sapere che sono ancora vivi e vegeti :D)!
    Forse saresti riuscita a rendere meglio questo finale se avessi avuto altri due o tre capitoli disponibili, siam sempre lì, scriviamo e scriviamo, poi ci accorgiamo che lo spazio finisce e dobbiamo correre!
    Dimmi che ci hai ripensato sul non scrivere altre storie qui su the incipit!

  • Ciao Alessandra.
    Bello questo finale e la chiusa è superba nella sua semplicità.
    Hai buone idee, forse complesse per lo spazio limitante che puoi trovare su questo sito, ma decisamente buone. Leggerò sens’altro la tua prossima storia.
    A proposito… a quando? 😉

  • Ho come la sensazione che in alcune parti di questo finale ci sia la possibilità di un prosieguo, una probabile continuazione della storia. Però può darsi che sia semplicemente l’impressione di un lettore a cui la storia è piaciuta: e già questo, a mio avviso, denota la bravura dell’autrice, cioè lasciare piccolissimi spazi (più di speranza) continuativi della vicenda.
    Mi spiego, la storia è chiusa e su questo non si discute, tutto ha trovato una conclusione, però c’è la sensazione che possa svilupparsi ancora qualcos’altro: e questi sono i “finali” migliori, perchè sempre aperti (ma questa è una mia opinione, dettata più dal gusto personale).

    In conclusione: gran bella storia, scritta molto bene. Il genere, secondo me, è assai complicato: e se questo è il tuo inizio, visto che è la prima storia che scrivi, allora ne vedremo e soprattutto ne leggeremo delle belle.

    ps.
    “Vi ricordate del barbone? Credo di no, chi mai si ricorda del barbone”. Sottile e amara ironia. Brava.

  • Ciao, mi dispiace essere arrivato solamente alla fine. Mi piace molto lo stile d’altri tempi con cui scrivi i tuoi capitoli, ci metto un po’ di più a leggerli rispetto agli altri racconti, ma è comunque bello leggere parole d’uso non così comune.
    Alcuni li ho dovuti rileggere una seconda volta, ma probabilmente perchè son tonto io 🙂
    Ti faccio i miei complimenti e voto klaus per il finale

  • Grazieee Luca.
    Con i tuoi commenti mi tiri sempre su il morale. Ti posso assumere come mental coach? Ah Ah.
    In effetti c’è un po’ di caos con il pastore tedesco.
    In quanto a Klaus: anche i cattivoni sotto sotto hanno un cuore (forse).
    Sì, sto scrivendo qualcosa, ma di molto diverso, è un fantasy! Ma richiede molto tempo e attenzione. Comunque continuerò a seguirti.
    Grazie ancora.

  • All’inizio ho pensato che con “Il pastore tedesco” intendessi Klaus 😀 sarebbe stato un po’ da te, no? ahahah
    Voto “Il vino fa male!”
    Non pensavo che Klaus, da quanto leggiamo nella prima parte e nelle ultime righe, fosse un coccolone, mi ha fatto quasi simpatia e tenerezza!
    Capitolo che ha sfaccettature divertenti ed emozionanti, il tutto condito da un ottimo (ormai sarai stufa di sentirtelo dire 😀 ) stile narrativo!
    Mi dispiace che siamo arrivati al capitolo finale, spero vivamente tu cambi idea e decida di iniziare un nuovo racconto!

  • Mi unisco al coro. E alle parole di mrs Riso, è stato davvero un bel viaggio.
    Per me poi è stata una novità assoluta leggere il tuo racconto, con il tuo particolare stile di scrittura.
    Mi aspetto un gran finale. 🙂
    Voto Ma che c’entrano gli Overath, giusto per curiosità.

  • Purtroppo ho scoperto questa storia molto tardi, in pratica quando hai pubblicato l’ottavo episodio. Oggi ho letto tutto, ho recuperato quindi e devo dire che sono d’accordo con quanto hanno scritto: è uno stile davvero ricercato, studiato. Nulla è lasciato al caso, tutto è curato.
    Mi hanno colpito alcune frasi, come questa che ho ricavato in uno dei primi, mi sembra il 2°: “..e scampato alla crudele corsa del tempo, che se non miete divide”.

    Per quanto riguarda il voto, ho scelto “O le volete entrambe (quasi vittima e psicologia di Klaus)”. Ormai siamo alla fine e voglio assolutamente l’ultima vittima (sempre che ci sia, non so perchè ma mi aspetto un colpo di scena finale).

  • Ho letto il settimo e ottavo capitolo di fila, perché purtroppo la scorsa settimana me lo sono persa, e devo dire che sono entrambi bellissimi! Brava! 🙂
    Il settimo mi è piaciuto tantissimo perché si svolgeva durante il ballo e leggendo mi sembrava quasi di riuscirne a far parte. 😛
    L’ottavo è molto preciso, pieno di dettagli, e, naturalmente, scritto decisamente molto bene! 😀
    Bravissima. Alla prossima!!

  • Salve Alessandra, anche questo capitolo mi è piaciuto molto.
    Aggiungo anche: che più ti leggo e più intiusco che dietro il tuo stile c’è tanto lavoro.
    Uno stile di scrittura oserei direi “ricercato”, mai superficiale e mai banale… da invidia. 🙂
    Ok voto per scrutare l’anima di klaus..

    ps.- Ma sto portinaio è ovunque?? Oppure è De pepis che lo vede ovunque!! 🙂

  • Scelgo “Manca una vittima, l’ultimo capoluogo”
    Non riesco a non ripetermi purtroppo quando ti commento perchè ho solo cose positive da dire, è incredibile la quantità di termini che non conoscevo prima di leggere ciò che stai scrivendo!
    Puoi, magari, scrivere male uno dei prossimi capitoli, in modo da darmi qualcosa di nuovo da scriverti nei commenti? 😀 Scherzo, brava come sempre!
    Ah, ho riso quando hanno preso in pieno il povero Opperaio!! XD
    Ps, semmai dovessi scrivere una nuova storia, pensi ancora di ambientarla in quest’epoca?

    • Ma va là dai! L’ho scritto talmente in fretta. Eh eh!
      Anche mia madre me l’ha chiesto: ma dove li hai trovati quei termini, e io ho risposto: Me li ha suggeriti l’Opperaio.
      Non credo che qua scriverò una nuova storia. Mi dedicherò a portare avanti il libro a cui tengo di più: è un fantasy- storico ambientato in periodo preromano.
      Grazie, sempre bravo e gentilissimo.

  • Brava! Bel ritmo, linguaggio personale e mai banale. Non te lo dico perchè ormai sono qui, sono davvero rimasta colpita. Brava.
    E per la prima volta non so neanche cosa votare perché hai posto tre magnifiche opzioni e c’è solo l’imbarazzo della scelta…
    facciamo cena mai vista…

  • Ciao Alessandra, bè, ormai è palese che ogni tuo episodio è una garanzia. Nella prima parte, il cui inizio è parecchio divertente tra l’altro, sembra di essere in una gondola che senza fartene accorgere e senza movimenti bruschi ti sposta da una riva all’altra e viceversa: narrazione e descrizione, sei riuscita a fonderle benissimo insieme, incastrandole.
    Ho particolarmente apprezzato anche le frasi della donna con gli occhi da Maria pentita, e mi hai fatto ridere su “vestito da struzzo!”
    Complimenti, anche per essere balzata al primo posto nella categoria Giallo 😀
    Voto per un altro cadavere!

  • Buongiorno Alessandra.
    Anche questo capitolo un continuo susseguirsi di eventi ( stile Startari, anche lei Alessandra).
    Quindi Opperaio è accompagnato da Fiorenzo a Desenzano.. quello che mi è sfuggito è quella specie di gangster ammazzato a cui potevi dare maggior risalto.
    Ad ogni modo complimenti per la tua storia sempre più interessante.
    Voto per la serata speciale.

  • Ciao!! 🙂
    Innanzitutto, complimenti per la tua scrittura, che è capace di trasportare chi legge nel passato. Sembra quasi di riuscire a respirare la stessa aria dei personaggi della storia. Di solito non leggo i gialli, ma questo devo dire che mi ha rapito. Ogni tanto mi perdo, forse perché non sono abituata a leggere uno stile così particolare, o perché alcuni dettagli non li hai resi chiari apposta per rendere la storia ancora più misteriosa? 🙂 Comunque sia, bella storia, scrittura fantastica. Seguo più che volentieri! 🙂
    Ho votato facciamo due salti.

  • Sembra di danzare con le parole che scrivi, in questo episodio più che negli altri! Molto musicali le tue frasi, così come sonore grazie alle onomatopee che hai utilizzato!
    Molto carino l’espediente iniziale, stavi per curiosare nella mente dell’Opperaio e lui ti ha sbattuto fuori!
    Leggerti sembra quasi come vedere la scena che stai descrivendo in bianco e nero, un vecchio film poliziesco in cui ci sono solo musica e azione, nessun dialogo, ma con la tua maestria riesci lo stesso a rendere tutto alla perfezione!
    Ho votato “Facciamo due salti? (sperando che non siano quelli in padella XD battutaccia!)

  • Buongiorno Alessandra, ho letto d’un fiato i tuoi 5 capitoli e devo dire che la mia lettura è stata abbastanza scorrevole.
    Devo farti i complimenti perchè il tuo mi sembra un gran bel lavoro, oltre alla ottima scrittura si nota un ottima descrizione e ricostruzione dei luoghi, degli oggetti tipici di quel periodo.
    Anche tu come MrRiso sei una professionista ??
    Ad ogni modo, le premesse del racconto sono molto intriganti, a quando vedo pieno di avvenimenti e di personaggi, potrebbe esser benissimo lungometraggio per un film di Pupi Avati.
    Siamo a metà strada, a quanto ho intuito il tuo ing. Scaglia è un ebreo??
    E il tenore opperaio è un tutto fare dalla mille qualità, insomma un personaggio di altri tempi collocato benissimo nel racconto.
    Ok ti seguo e voto per il rilancio del ballo, dietro quell’invito potrebbe nascondersi una donna.. chissà!!
    Complimenti per il lavoro Alessandra.

    • Grazie Alex.
      Hai scritto delle cose molto carine. Sono contenta.
      No, Scaglia non è un ebreo, o almeno non sa di esserlo, c’è qualcosa d’altro dietro che non posso svelare ora. In un certo senso questi personaggi esistono davvero!
      Ci sono dei riferimenti ma non è facile coglierli. Personaggi completamente politicamente scorretti! E’ questo che mi piace di loro, la loro incongruenza. Un po’ di qua e un po’ di la, il tutto condito con un mucchio di fandonie!
      Grazie ancora di cuore (oops, stavo per scrivere quore!)

      • Figurati grazie a te per la tua storia.
        Per come dicevo, siamo a metà strada ed è giusto non intaccare il mistero della scomparsa di Scaglia, ma mi piacerebbe conoscere ancora meglio l’Opperaio Dei Pepis, sarebbe interessante conoscere qualche suo aspetto della sua vita privata..
        Su di lui sino adesso hai scritto pochino..
        A presto 🙂

  • Rilanciamo il ballo, sono curioso di vedere come descriverai una scena da Belle Epoque, anche se ammetto che mi ispira tantissimo l’intrigo sul lago, perciò spero che questa scelta tornerà nei prossimi capitoli!
    Non so cos’altro aggiungere senza ripetermi, le opinioni che ho avuto sugli altri capitoli sono ancora una volta confermate in quest’ultimo episodio, molto brava!

  • Bel Capitolo.
    Mi piace come hai inserito la faccenda dei cadaveri. Pippo nella sua narrazione del fattaccio mi è piaciuto molto. All’inizio mi era parsa un po’ troppo la storia dei diciotto cadaveri, poi, con l’idea dei cognomi di capoluogo è rientrato il mio allarme.
    “Altri due e la lista è al completo. Bang!”, d’effetto l’idea di giocare con il cognome di Ottavio. Non posso far altro che aggiungere i miei complimenti.
    Alla prossima.

  • Gran ballo e rapimento.
    Non so come dire, il tuo stile è affascinante, maturo, molto preciso.
    Così preciso che sono qui a chiedermi se quel Nò – più che un plausibile errore di battitura – non voglia sottolineare l’accento dato a quella parola da Gioia, cosa altrettanto possibile.

  • Gran ballo e rapimento!
    Un espediente di meta-scrittura per concludere un bellissimo capitolo in pieno stile giallo, proprio la ciliegina sulla torta!
    Hai attirato parecchia attenzione sulla narrazione del gestore del locale (tra l’altro scritta benissimo, mi è quasi sembrato di vedere la scena dal vivo!!)
    Brava!!

  • Ciao Alessandra,
    in questo tuo episodio è emerso un nuovo aspetto della tua capacità narrativa.
    Lo stile con cui hai introdotto questo episodio, pur rimanendo il tuo, ha rivelato la tua abilità nel rendere all’occorrenza più leggero e scorrevole il testo. La natura dei personaggi è emersa con maggior forza. Hai saputo caratterizzarli bene rendendoli più vicini al lettore. Ora, infatti, anche i loro nomi mi risultano più familiari.

    Ancora complimenti.

  • Ciao, voto per sapere dei quattro cadaveri trovati 🙂
    Questo capitolo, a differenza del precedente, mi piace di più. Forse per mia impressione, il precedente mi sembrava troppo ricco di parole altisonanti e poco comuni, qui hai trovato il giusto compromesso tra stile “aulico”, collegato all’epoca in cui vivono i tuoi personaggi, e facilità di lettura!
    Brava, continua a dosare saggiamente le due cose 😀
    A presto!

  • Brava Alessandra.
    Ho già letto altro di tuo e confermo la tua abilità nel narrare di epoche passate.

    Sempre attenta ai dettagli utilizzati per caratterizzare la storia.
    Dialoghi molto scorrevoli e linguaggio sempre in linea con il periodo storico.
    Che fine ha fatto l’ingegner Scaglia?
    Ancora complimenti.

  • Ciao

    Voto per il sospetto.
    Ben scritto e lessicalmente così coerente che quando lo leggi senti in testa la voce dell’annunciatore dell’Istitito Luce. Fantastici gli occhiali ‘stringi naso’, ligi alle imposizioni del regime che vietano un più calzante pince-nez.

  • Ciao! 🙂 Il linguaggio forbito si adatta bene ai tempi dell’ambientazione del tuo racconto… A mio avviso, se ben gestito non assonna il lettore. 😉 Ma hai pubblicato due capitoli insieme??? Per la trama, vediamo un po’ dove ci condurrai perché per ora sono avvolta dalla nebbia. 😉 😛 Voto donna.

  • Voto Fiorenzo e il divertimento.Della tua storia, mi piace il periodo storico scelto e, sopratutto, il ritmo che hanno le tue parole e che impongono al narrato: allegro e vivace.
    Concondo sul non abusare di parole arcaiche, molto eleganti, a mio avviso, nei discorsi diretti per dare il senso del parlato dell’epoca.
    Bravo sono a bordo! Via….

  • Ciao, propongo che vada a godersela con Fiorenzo 🙂
    Il tuo racconto è pieno di parole non usuali, ricercate! Hai fatto questa scelta per il fatto che il racconto è ambientato negli anni ’30?
    In questo caso ti faccio i miei complimenti, cerca però di non abusare troppo di un linguaggio non comune, alcune parole o espressioni di tanto in tanto son belle da leggere, troppe rischiano solo di stancare il lettore 🙂

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