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Dove eravamo rimasti?

Chi è Chiara? qualcuno dall'alto le ha chiesto di entrare in confidenza con Tom (100%)

Fidarsi

Frequentava il quarto anno e solo al terzo aveva conosciuto Tom e gli altri, essendosi trasferita da un’altra città, ma l’intesa tra i due era nata e cresciuta in un batter d’occhio. Si sarebbe detto un colpo di fulmine, se non fosse che il rapporto era rimasto sospeso a metà strada. Avevano raggiunto un’intimità che a giudizio di Chiara e delle sue amiche si poteva avere solo col proprio ragazzo o amico gay, ma Tommaso non era né il suo ragazzo né gay. Poi, con l’assunzione di tutte quelle pillole in una sola volta, le sue varie stranezze si erano rivelate sintomi di un malessere serio, non banalmente di un carattere originale. Quando l’aveva saputo, il senso di colpa era esploso in lei come una bomba atomica. Tutta quella confidenza e non aveva capito nulla? L’odio verso se stessa era tale che per mesi non riuscì a non punirsi, quasi ogni giorno era arrivato un momento in cui per non impazzire si affondava le unghie nella carne fino a sanguinare.

Ora si sentiva rinascere. L’amnesia di Tom le aveva messo un certo timore per il futuro (e se non si ripetesse nulla di ciò che è stato?), ma per fortuna sembrava essergli ancora simpatica. In modo del tutto inatteso, l’aveva incoraggiata il primario dell’ospedale. “Dopo il coma e questo risveglio in coincidenza di un trauma ignoto e senza precedenti, non sappiamo che genere di ricordi e pensieri possano comparire. La situazione è a maggior ragione delicata tenendo conto del tentato suicidio, perciò se crede di ricordare o pensa qualcosa di strano è fondamentale per noi saperlo al più presto. E se tra voi c’era già una familiarità ben consolidata, ritengo che sia ancora tu la persona con cui potrebbe più facilmente confidarsi. Sarebbe utile che tu trascorressi con lui quanto più tempo possibile”.

«Avevamo per caso un legame particolare io e te?» chiese Tom all’improvviso.

Chiara rimase un attimo in silenzio. «In che senso?»

«Passi un sacco di tempo qui con me. E mi fa piacere».

La ragazza era di suo gusto, e questo rafforzava l’idea. Ma se stavano insieme, perché non gliel’aveva ancora detto? Certo avevano sempre moltissimo di cui parlare, per Tom ogni volta che Chiara se ne andava era come se un film si interrompesse per la pubblicità.

Ma quando non c’era la sua amica a distrarlo, i suoi pensieri si facevano inquieti. Un tentato suicidio causato da non si sapeva cosa (sempre che fosse la verità), le circostanze a dir poco anomale nel corso delle quali era uscito dal coma, i torbidi misteri che c’erano dietro. I superpoteri. Infine, aveva un’amnesia totale ma in compenso ricordava la vita di un altro.

Proprio perché la sua tensione aveva raggiunto il limite, si proponeva di aprirsi con Chiara. Gli sembrava la più affidabile tra le persone a lui vicine in quel momento.

«Sì, eravamo amici molto stretti, la fiducia reciproca tra noi era enorme. Ma tu eri sempre così instabile. Me lo chiedevo tutti i giorni, se ci fosse qualcosa di più fra me e te. A periodi imprevedibili eri ansioso, poi sereno, poi depresso, altre volte esuberante. Di solito ti confortava parlare con me, come facciamo in questi giorni. Ma nelle fasi in cui sembravi davvero felice e spensierato quasi mi evitavi, perdevi interesse nei miei confronti. In quei momenti ci provavi con ragazze che conoscevi a malapena o con perfette sconosciute. E avevi molto successo. Anche perché non te ne fregava niente, e si vedeva. Avevi il fascino implacabile di chi ha scritto in faccia “se ti vuoi divertire con me, bene. Se no, sai quanto me ne fotte”. Riuscivi a dimostrare in tutta evidenza che alle ragazze piacciono gli stronzi.»

Tom non sapeva cosa dire, alla fine disse solo «Mi dispiace».

«No, scusami tu per lo sfogo. Che tu celassi dei disagi si sapeva. Non riesco neanche a immaginare fino a che punto bisogna soffrire per fare quello che hai fatto»

Lui si decise ad aprire lo zaino di Chiara facendole segno di non parlare. Svolse i compiti di inglese con una facilità impensabile, le fece scegliere un qualsiasi compito precedente e scrisse un componimento su Chaucer dimostrando di padroneggiare l’inglese non meno dell’italiano.

Poi scrisse su un foglio:

Il braccialetto elettronico non serve solo contro i rapimenti (o magari le fughe). Trasmette i suoni, per questo non possiamo parlare. Ci ascoltano.

La storia di Daniel Bonino, l’americano scomparso tre anni fa durante una vacanza in Italia, trovato morto quando hanno trovato anche me, non è quella che hanno dato i telegiornali. Nel 2003 non era sua intenzione far perdere le proprie tracce, ma suicidarsi. Una settimana fa in quel rapimento con incidenti e sparatorie non poteva essere un soggetto attivo, non più di me. Non ricordo la mia vita ma la sua sì, so per certo che si lanciò dal sesto piano di un hotel qui vicino e si schiantò al suolo. Quindi credo che per tutto questo tempo sia stato in coma anche lui… ma che adesso sia morto davvero, altrimenti continuerebbero a non parlarne.

E ora trascriverò qui tutti gli sms che hai sul cellulare senza guardarlo…

Tom riesce a convincere Chiara?

  • Sì, ma Chiara vorrebbe cercare aiuto (50%)
    50
  • Sì, e proveranno a scoprire di più insieme (50%)
    50
  • No, Chiara ritiene opportuno che se ne occupino i medici (0%)
    0

Voti totali: 2

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15 Commenti

    • Grazie. Ammetti che avevi dimenticato i particolari di un racconto del marzo scorso?! Non so se riuscirò a perdonarti 🙂

      A dire il vero io ho dimenticato cosa non doveva tornare a Tom delle notizie ufficiali, temo che questa versione sia solo una lontana parente dell’idea originaria XD
      Ma avevo solo bisogno di far capire a Tom che in qualche modo girano loschi interessi attorno alle sue due vite.

    • Cercherò di fartelo piacere fino alla fine 🙂
      è sicuramente un giallo, ma sospetto ramificazioni nell’eros, nell’horror… e necessariamente in una blanda fantascienza. Perché l’ospedale ha chiesto aiuto alla polizia, sì, ma al contempo nasconde oscure attività…

  1. Ehilà! 🙂
    Voto per la fame, mi hai fatto sorridere quando Tom prova a dire “Luce sia!”, chissà cosa farà adesso che gli verranno i morsi della fame 😀
    Bello, un po’ di ragionamenti filosofici misti a una leggera vena umoristica, mi piace!!

  2. Ah ah, prima di leggere le ultime righe ho pensato ‘Tom deve aver preso una ciucca lisergica’, a parte il fatto che il suo trip mi sembrava troppo poco colorato. Voto la fame, perché riassume buona parte della fisicità animale: se non è troppa, ci ricorda che abbiamo un corpo che può darci piacere, a differenza del dolore che ci fa desiderare di non avere un corpo. Masochisti esclusi.

    • Bene, se anche a un altro è venuto in mente vuol dire che il nesso è realistico… comunque non è quello giusto 🙂
      Non ci avevo mai pensato, la fame è molesta ma al tempo stesso ti prospetta il piacere che proverai quando riuscirai a soddisfarla. Grazie del commento, spero di proseguire a breve!

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