L’autunno rosso

Dove eravamo rimasti?

Come avverrà l'incontro tra i due? Colpo di fulmine (33%)

L’INCONTRO..

Costanza,figlia del duca di Aquisgrana era tornata nel fortino da qualche mese ed era accaduto che una mattina,di buon ora,ella aveva incrociato lo sguardo del giovane,che aspettava di essere ammesso nella bottega del fabbro.La seconda volta che ella lo aveva incontrato,gli aveva sorriso, e da quel momento il cuore di Carlo, come un rigido pezzo di legno che anche con la piu piccola scintilla comincia ad ardere,si era acceso e grazie a quel sorriso,a quella scintilla,aveva ricominciato a vivere per il momento dell’incontro,al mattino presto,e a chiedersi dove fosse la sua amata in ogni momento della giornata.
Anche oggi Carlo correva,trafelato come al solito,per poter incrociare ancora una volta lo sguardo della dolce Costanza,magari azzardare un sorriso,per vedere se ella ricambiava,se ella lo stava guardando,o forse-Pensava Carlo- per vedere se ella provava lo stesso sentimento.”Ma forse questi sono solo pensieri sciocchi-rifletteva-a ella non importa nulla di un praticantante,quando forse altri possono aver catturato la sua attenzione”.Tuttavia ogni qual volta la guardava,questi pensieri svanivano poichè egli sentiva nel suo sguardo un sentimento che riusciva a riscaldargli l’animo,come un tizzone ardente nel focolaio.E vedeva nei suoi grandi occhi,che ella provava il medesimo sentimento,poichè quando la guardava non aveva piu dubbi,e anche adesso,mentre attraversava la campagna,non riusciva a smettere di sorridere,poichè pensava che forse oggi avrebbe trovato il coraggio di parlarle,e non semplicemente di sorriderle.
Mentre rifletteva,era ormai arrivato al maniero,e sempre trascinando il carretto colmo di attrezzi era giunto alla porta sul retro che il buon servitore era solito lasciargli aperta a quell’ora del mattino,entrò nella corte,e si sedette su una balla di fieno lasciata lì da qualche incauto stalliere.Trascorse così qualche ora,attendendo la bella dama,e riflettendo sulle giuste parole da porle,una volta avvicinatosi a lei..Tuttavia,quando ella fece il suo ingresso sulle scale che dalle camere conducevano alla corte,e dopo che gli ebbe rivolto un timido sguardo,andò a sedersi su una panca,lui non ebbe il coraggio di parlarle e timidamente si alzò,camminando per la corte,senza avvicinarsi,poi si risedette e le rivolse un sorriso che ella ricambiò.E questo istante,sembrò durare secoli,il tempo sembrava essersi fermato,e la magia che si avvertiva in quell’attimo era capace di raggelare gli animi degli astanti.L’aria sembrava piena di minuscole particelle brillanti,che volteggiavano ovunque come petali di fiore,il sole caldo che illuminava la corte e dava un’atmosfera mistica a quell’attimo incantato.Ma il fugace momento,venne presto interrotto dalle burbere parole del fabbro che richiamava il giovane Carlo,che per tutta la giornata pensava al mattino successivo,e che ormai viveva solo per quei fugaci istanti.Quando alla sera,poi apprestandosi,a lasciare il maniero,e a tornare alla sua dimora pensò che la sua casa,non avrebbe mai potuto essere un posto fisso,ma bensì era uno stato mentale che egli ritrovava solo grazie a Costanza,solo quando ella lo aveva guardato aveva sentito quel calore che si prova a casa propria.
E quando tornò alla casa dei contadini,avvolta nella solitudine,visto che i suoi abitanti erano ancora nella campagna,sebbene fosse molto tardi,salì lentamente per la scaletta che conduceva al sottotetto dove egli dormiva e attraversò il buco nel tetto che gli permetteva di salire sulla cima della casa,da qui poteva osservare le stelle,astri brillanti,fissi e lontani che lo osservavano da quell’altezza irraggiungibile.
Talvolta egli osservandole si sentiva cullato da cotanta grandezza,altre volte beffeggiato dalla loro perfezione,ma ogni volta che si sedeva su quel tetto e osservava gli astri perfetti sapeva che in quel preciso istante,si sentiva a casa,come con il sorriso di Costanza,che avrebbe voluto al suo fianco.E come ogni notte si soffermò sulla bellezza delle stelle, e vide se stessò correre con loro,in una nuvola argentata di polvere stellata,e pensò che le stelle in fondo sono come gli alberi della foresta,sono vive e respirano.Egli infondo amava le stelle,e il loro muto silenzio,poichè esse non giudicano nessuno,e guardano tutti con lo stesso identico volto,a differenza della gente che passando per strada gli attribuiva i peggiori epiteti.E così guardando il cielo,si addormentò.

Da questo momento si entra nella storia.Cosa accadrà il mattino seguente?

  • Carlo deciderà di dichiararsi (0%)
    0
  • Costanza deciderà di parlare con lui (0%)
    0
  • Carlo farà una scoperta sensazionale (100%)
    100
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34 Commenti

  • Un racconto dai toni particolari. Ci sono alcune debolezze qua e là (sopratutto, ti consiglio di fare attenzione alla formattazione del testo, che a tratti tende a diventare confuso per la mancanza di spazi), ma tutto sommato il nocciolo è molto buono.
    Ricorda che i dialoghi sarebbe sempre meglio metterli tra caporali, cioè le virgolette “basse” («esempio»). Puoi inserirle digitando ALT+174 e ALT+175 sul tastierino numerico.
    Comunque, senza volerlo mi sono schierato con la massa ed ho votato per il fuggitivo. Si vede che qui dentro la pensiamo tutti circa allo stesso modo. In ogni caso, stai facendo un buon lavoro: aspetto il prossimo episodio.

  • Ciao,

    Ho votato la misteriosa meta.
    TI hanno già dato dei consigli molto validi, io ne aggiungerei uno, ma probabilmente è solo una mia idiosincrasia: trovo un po’ pesante che la prima lettera della frase non sia spaziata dalla punteggiatura precedente, immagino che lo faccia per risparmiare caratteri, ma quanti ne guadagni? un centinaio? Ecco, fai conto che dall’inizio di questo commento fino ad ‘aggiungerei’ sono 103 caratteri. Ne vale la pena?
    La storia è carina e vorrei con tutto il cuore che il misterioso cavaliere si rivelasse un… no beh, non lo posso scrivere, hai visto mai che è davvero così e ti rovino il racconto. Sono curioso della direzione che deciderai insieme ai lettori.

  • Ciao Book! Innanzitutto, ma quanto corri? :-O Dacci il tempo di leggere eheheheh. Uno due capitoli a settimana è il giusto compromesso. La storia è carina, l’ambientazione ben descritta, cura solo lo spazio e la punteggiatura. Non si può finire il capitolo senza un punto. 😉 Voto che Carlo scorta il cavaliere.

  • Eccomi! 🙂
    Ho letto i tre capitoli e devo dire che la tua storia è molto carina 🙂
    Ho votato che Carlo scorta il cavaliere alla sua misteriosa meta, così forse riusciamo a scoprire qualcosa su di lui 😉
    Sono d’accordo con SilentiUmbra e condivido i preziosi consigli che ti ha dato ^-^ Inoltre, ho notato che hai iniziato la storia solo tre giorni fa. Ti consiglio di aspettare qualche giorno tra un capitolo e l’altro, così dai tempo agli altri di leggere e commentare 😉 Poi scegli tu quello che preferisci ^^ Alla prossima!!! 😀

  • Aloha 🙂

    Allora, bel capitolo però vorrei soffermarmi su un paio di aspetti sul testo, quello che scrivo non devi prenderle come critiche ma come semplici consigli fra scrittori 🙂

    Allor la prima cosa che vorrei consigliarti è quella di evitare di ripetere troppe volte “ella” . Il termine stesso, nella scrittura moderna, è poco sfruttato e suona poco bene, se ripetuto troppe volte diventa un po’ pesante :p

    Prova ad usare altri sinonimi tipo la ragazza, la sua amata ecc.

    Il secondo consiglio che mi viene da darti è quello di provare a sperimentare la formattazione.

    Noto infatti che tu tendi a creare dei “muri” di testo, senza separare le righe e i pensieri fra loro. È normalissimo, anche io facevo lo stesso errore, dopotutto 5000 caratteri sembrano pochi all’inizio ma poi pesano parecchio all’interno del racconto: )

    Per cui, prova a spaziare ogni tanto i vari segmenti del racconto, così facendo dovresti ottenere un testo più leggibile e godibile.

    Di contro, rinnovo ancora i complimenti per quello che scrivi e per lo stile, mi piace davvero molto il tessere della trama ma ancor più le emozioni che scorrono fra i due protagonisti, si riesce a notare il sottile da resistente filo dell’amore che inizia ad intrecciarsi e a tessersi.

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