L’autunno rosso

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà dopo? Carlo scorta il cavaliere alla sua misteriosa meta (71%)

IL MONASTERO

Ad un certo punto egli si girò e con grande stanchezza disse”Qui vicino vi è un monastero,potremo godere di ospitalità presso quei monaci per questa notte!E io sono troppo stanco per proseguire oltre!””Come desiderate!Inoltre spero davvero che questi monaci siano davvero degli ottimi guaritori,come li descrivono i pellegrini che arrivano al ducato del mio signore!”Esclamò Carlo!

.L’incontro con il misterioso cavaliere,le promesse fattegli,le ore di cammino, stavano incuriosendo Carlo sempre più,il quale essendo un giovane entusiasta e allegro,aveva ben presto dimenticato le fatiche del lavoro e la sua vita ordinaria ma, non appena si fu accorto che il giorno volgeva al termine,iniziò a ricordare di dover tornare a casa,e che era stato uno sciocco a seguire e obbedire ciecamente al cavaliere,che anche se avesse mantenuto le sue promesse,dandogli un cavallo o rendendolo scudiere,non poteva di certo cambiare il suo rango sociale,e cosa ne avrebbe fatto di un cavallo,che non poteva mantenere o dell’incarico di scudiere,se ciò avesse significato lasciare Costanza?

Il monastero era ormai vicino,e le sue alte mura di pietra incutevano timore al giovane Carlo,il quale le percepiva come una sorta di angusta prigione,da dove non avrebbe fatto ritorno.Ma non poteva di certo opporsi al volere del cavaliere che lo avrebbe sicuramente trattenuto,del resto,egli possedeva una spada,e anche se ferito,aveva un cavallo e lo avrebbe raggiunto velocemente.Serviva un piano migliore..

Così mentre guardava con astio la fredda roccaforte,e il cielo che scuriva dietro di essa,ebbe un intuizione!Sarebbe fuggito di notte,mentre il cavaliere dormiva avrebbe oltrepassato i giacigli dei monaci e avrebbe preso il primo cavallo o asino che essi possedevano,certo,significava rubare,e attraversare la foresta di notte,quando al calar delle tenebre uomini di malaffare uscivano dai loro ripari,simili a lupi famelici pronti a gettarsi sull’incauto viaggiatore che come un indifeso cervo percorreva quelle strade..Carlo rabbrividì..

“In ogni caso,non ho altra scelta,fuggire di giorno con il cavaliere alle calcagna sarebbe impensabile,e quale occasione migliore di questa!Deve essere un segno di Dio!Inoltre non posso non presentarmi dimani al ducato,devo vedere Costanza!”Pensò Carlo disperatamente “Ella si sarà allarmata non vedendomi oggi, e forse sarà in pena per la mia anima dannata!” ma una voce della sua coscienza esclamava “o forse, ella riposa comodamente nel suo bel letto,e ignora come sempre la tua inutile esistenza!”-“Oh che pensieri!Ella non puo ignorarmi o non mi avrebbe sorriso!” –

“Avanti,entriamo,perchè ti sei fermato?” Lo scosse la voce del suo compagno.”Non ho mai visto un monastero così grande!”rispose in fretta Carlo-“Voi siete mai stato qui?”-“Non frequento monasteri,ma qui vi è qualcuno di mia conoscenza che non ci negherà un rifugio sicuro.E ora entriamo”.

Mentre attraversavano il portone di legno Carlo fu scosso da un brivido,ebbe la sensazione che qualcuno,all’interno di quelle aspre mura lo stesse osservando,e il brivido gli percorse tutta la schiena quando si trovò ad incrociare due occhi spigolosi che lo osservavano da lontano.Costui indossava un lungo saio,e con diversi libri in mano,osservava i nuovi arrivati con astio.Carlo si ritrovò a fissare il suo compagno,che nascondendo il volto nel mantello,si avvicinò al monaco esclamando “Padre Priore!Ne sono passati di anni!” e gli fece gesto di entrare in una delle camere,mentre rivolgendosi a lui”Aspettami qui ragazzo”gli disse semplicemente

.”Mentre aspettate,potreste occuparvi del mio cavallo o scendere nelle cucine a mangiar qualcosa,il cuoco parla sì troppo ma è il migliore!”e sorridendogli scomparve dietro la porta con l’ecclesiastico.

Quell’uomo gli era parso così strano!Ma evidentemente il suo compagno doveva conoscerlo bene,cosi come il monastero!In ogni caso,tutto ciò non era affar suo,e Carlo era troppo impegnato a progettare la fuga,così colse l’occasione per uscire nel cortile e ispezionare la zona.Infatti come osservò vi era,oltre al grande portone che sarebbe stato difficile aprire quella notte,una piu piccola porticina,chiusa da un catenaccio,che sembrava allentato!Assicuratosi che non ci fosse nessuno,raccolse una grossa pietra e la lanciò sul Catenaccio,rompendolo,come aveva immaginato!”Ben fatto!”Si disse “Sembra quasi,che sia la volontà divina a voler ch’io lasci questa fortezza!E soddisfatto decise di seguire il consiglio del Cavaliere,e di recarsi nelle cucine.

Il monastero, così grande all’esterno,possedeva in realtà poche camere,sicche gran parte dello spazio era destinato alla cappella che si ergeva sulla cripta,e vi era un ampio cortile esterno,dove vi era il portone di legno principale che fungeva da ingresso,alle cucine invece,si accedeva mediante il cortile stesso,da una porticina scricchiolante,e Carlo non ebbe difficoltà a trovarle,anche a causa dell’aroma che proveniva da quella zona.Non appena entrò nelle cucine..

Arrivati al monastero,il cavaliere ha nascosto il volto e fatto un cenno al priore.Chi è davvero questo misterioso cavaliere?

  • Un fuggitivo (50%)
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  • Qualcuno di importante (50%)
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  • Un impostore (0%)
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34 Commenti

  • Un racconto dai toni particolari. Ci sono alcune debolezze qua e là (sopratutto, ti consiglio di fare attenzione alla formattazione del testo, che a tratti tende a diventare confuso per la mancanza di spazi), ma tutto sommato il nocciolo è molto buono.
    Ricorda che i dialoghi sarebbe sempre meglio metterli tra caporali, cioè le virgolette “basse” («esempio»). Puoi inserirle digitando ALT+174 e ALT+175 sul tastierino numerico.
    Comunque, senza volerlo mi sono schierato con la massa ed ho votato per il fuggitivo. Si vede che qui dentro la pensiamo tutti circa allo stesso modo. In ogni caso, stai facendo un buon lavoro: aspetto il prossimo episodio.

  • Ciao,

    Ho votato la misteriosa meta.
    TI hanno già dato dei consigli molto validi, io ne aggiungerei uno, ma probabilmente è solo una mia idiosincrasia: trovo un po’ pesante che la prima lettera della frase non sia spaziata dalla punteggiatura precedente, immagino che lo faccia per risparmiare caratteri, ma quanti ne guadagni? un centinaio? Ecco, fai conto che dall’inizio di questo commento fino ad ‘aggiungerei’ sono 103 caratteri. Ne vale la pena?
    La storia è carina e vorrei con tutto il cuore che il misterioso cavaliere si rivelasse un… no beh, non lo posso scrivere, hai visto mai che è davvero così e ti rovino il racconto. Sono curioso della direzione che deciderai insieme ai lettori.

  • Ciao Book! Innanzitutto, ma quanto corri? :-O Dacci il tempo di leggere eheheheh. Uno due capitoli a settimana è il giusto compromesso. La storia è carina, l’ambientazione ben descritta, cura solo lo spazio e la punteggiatura. Non si può finire il capitolo senza un punto. 😉 Voto che Carlo scorta il cavaliere.

  • Eccomi! 🙂
    Ho letto i tre capitoli e devo dire che la tua storia è molto carina 🙂
    Ho votato che Carlo scorta il cavaliere alla sua misteriosa meta, così forse riusciamo a scoprire qualcosa su di lui 😉
    Sono d’accordo con SilentiUmbra e condivido i preziosi consigli che ti ha dato ^-^ Inoltre, ho notato che hai iniziato la storia solo tre giorni fa. Ti consiglio di aspettare qualche giorno tra un capitolo e l’altro, così dai tempo agli altri di leggere e commentare 😉 Poi scegli tu quello che preferisci ^^ Alla prossima!!! 😀

  • Aloha 🙂

    Allora, bel capitolo però vorrei soffermarmi su un paio di aspetti sul testo, quello che scrivo non devi prenderle come critiche ma come semplici consigli fra scrittori 🙂

    Allor la prima cosa che vorrei consigliarti è quella di evitare di ripetere troppe volte “ella” . Il termine stesso, nella scrittura moderna, è poco sfruttato e suona poco bene, se ripetuto troppe volte diventa un po’ pesante :p

    Prova ad usare altri sinonimi tipo la ragazza, la sua amata ecc.

    Il secondo consiglio che mi viene da darti è quello di provare a sperimentare la formattazione.

    Noto infatti che tu tendi a creare dei “muri” di testo, senza separare le righe e i pensieri fra loro. È normalissimo, anche io facevo lo stesso errore, dopotutto 5000 caratteri sembrano pochi all’inizio ma poi pesano parecchio all’interno del racconto: )

    Per cui, prova a spaziare ogni tanto i vari segmenti del racconto, così facendo dovresti ottenere un testo più leggibile e godibile.

    Di contro, rinnovo ancora i complimenti per quello che scrivi e per lo stile, mi piace davvero molto il tessere della trama ma ancor più le emozioni che scorrono fra i due protagonisti, si riesce a notare il sottile da resistente filo dell’amore che inizia ad intrecciarsi e a tessersi.

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