Tra musica e eternità

Dove eravamo rimasti?

Eccoci all'ultima fase del mandato, quella più importante, che porterà Hosho e l'umanità alla vittoria. Lasciatevi ispirare e scegliete! ...Coldplay - A sky full of stars... (50%)

Un cielo pieno di stelle, un mondo meraviglioso

Ci siamo. È giunto il grande giorno, quello che non solo permetterà ad Hosho di ricongiungersi alla sua gente ma che, soprattutto, porterà alla tanta agognata vittoria dell’umanità. Al suo risveglio, l’uomo delle stelle è incredibilmente calmo, leggero. Una leggerezza che chiunque potrebbe scambiare per superficialità, o addirittura negligenza. Ma Hosho sa che non è così. La sua sicurezza è data da una semplice, genuina consapevolezza. Per l’occasione, il ragazzo diventato re della galassia vuole dare il meglio di sé, celebrare la nuova vita della sua amata Terra con un fantastico ed indimenticabile concerto. E lui sa già, visceralmente, a quale canzone attribuire l’onore di Ouverture della kermesse. Perché da oggi, mia cara e dolce Terra, “il tuo cielo sarà pieno di stelle” e perché proprio li, “in un cielo pieno di stelle, ho creduto di averti vista. Perché sei un cielo pieno di stelle e una vista così paradisiaca”.

‘Cause you’re a sky / ‘cause you’re a sky full of stars […] / ‘Cause in a sky, ‘cause in a sky full of stars / I think I saw you […] / You’re a sky, you’re a sky full of star / such a heavenly view

La voce di Chris Martin e il magico suono riprodotto dal pianoforte trascinano Hosho in un momento di profonda riflessione, una vera e propria epifania, momento rivelatore della vera essenza della sua missione, della sua vita e dell’esistenza umana. Una condizione che propizia la scelta di Hosho di passare al secondo brano di questo concerto intergalattico, una melodia aggressiva, tenace, addolcita da una voce epica e soave. I Nightwish cantano di un profondo passato, punto di partenza dal quale seguire “il solitario sentiero dell’eternità” e sottolineano la maestosità di tutto ciò che è infinito, come Madre Natura, alla quale noi terrestri dobbiamo un enorme rispetto, al fine di guadagnare la sua grazia e la sua benedizione e provare anche noi, a modo nostro, a diventare infiniti. Perché “ogni forma infinita, è la più bella”. E a questo punto, questa fase epifanica lascia spazio all’energia. Hosho sorride all’udire le note della canzone successiva e, istintivamente, lancia uno sguardo al suo pianeta e ciò che vede lo riempie di gioia. Tutto il mondo sta ballando.

Balliamo sul mondo / va bene qualsiasi musica / cadremo ballando / sul mondo, lo sai, si scivola / facciamo un fandango / la sotto qualcuno riderà / Balliamo sul…mondo!

Ed ecco qui l’essenza della musica e del suo grande potere, raccontato da Ligabue in maniera vivace ma profonda allo stesso tempo. Nelle nostre vite non ci sono certezze è il suo messaggio, e se crediamo che non ci sia posto per noi in questo mondo, l’unica cosa da fare è crearselo, vivendo la vita a ritmo di musica.

Ora, il grande atto finale.

Questa volta è una voce calda, nera e profonda, a raccontarci una bellissima storia. Il graffiato black di Louis Armstrong riempie l’atmosfera e i cuori dell’intera umanità. Una canzone che va assaporata fino in fondo, senza vincoli di spazio e tempo. “Vedo alberi verdi, anche rose rosse e vedo sbocciare per me e per te / fra me e me penso: che mondo meraviglioso / vedo cieli blu e nuvole bianche/ il benedetto giorno luminoso, la sacra notte scura e fra me e me penso: che mondo meraviglioso. I colori dell’arcobaleno, così belli nel cielo / sono anche nelle facce della gente che passa […] / sento bambini che piangono, li vedo crescere / impareranno molto più di quanto io saprò mai / e fra me e me penso, che mondo meraviglioso. Sì, fra me e me penso: che mondo meraviglioso”.

I see trees of green, red roses too / I see them bloom for me and you / and I think to myself, what a wonderful world / I see skies of blue and clouds of white / the bright blessed day, the dark sacred night / and I think to myself: what a wonderful world / the colours of the rainbow, so pretty in the sky / are also on the faces of people going by / I hear babies cryin’ / I watch them grow / they’ll learn much more than I’ll ever know / and I think to myself, what a wonderful world / Yes, I think to myself, what a wonderful world

E a questo punto, miei cari lettori, la storia si interrompe, per permettere al vostro umile narratore di intervenire, per l’ultima volta prima di eclissarsi definitivamente. La speranza, è quello che la conclusione dell’avventura di Hosho possa rappresentare un nuovo inizio per la maggior parte di voi. Arrivati qui, potrei chiudere con una degna morale, ma la verità è che morale assoluta non c’è. Ognuno, ne sono assolutamente certo, troverà la propria dentro di sé. Mi permetto solo un consiglio: qualunque cosa facciate d’ora in poi, seguite l’esempio di Hosho. Vivete la vostra esistenza sulle ali della musica, vero pane del mondo, capace di abbattere qualsiasi barriera. Una vita priva di limiti, tra musica e eternità.    

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122 Commenti

  • Mi sono perso proprio in dirittura d’arrivo.
    Leggo solo ora la conclusione.
    Hai mantenuto la vena profondamente poetica, hai scritto un racconto certamente particolare, quasi un’opera multimediale. Molto profondo il finale, mi ha costretto a riflettere sull’universalità della musica, più diretta e coinvolgente delle arti figurative, ad esempio. Ma per distinguermi un po’ dal coro unanime di elogi che pure meriti, vorrei infine farti un piccolo appunto/domanda: come mai hai scelto il genere fantascienza? In fin dei conti capisco che il tuo Hosho ha in un certo senso un potere ‘cosmico’, però mi pare un po’ poco per definire questo un racconto di fantascienza. Tra l’altro penso che il genere l’abbia penalizzato un po’, probabilmente avresti avuto più visibilità scegliendo avventura o forse anche fantasy. Te lo scrivo perché da lobotomizzato, ho passato i primi 5 capitoli ad aspettare che ci fosse una ‘svolta’ che ci catapultasse in un mondo futuro. Beh, mi dirai giustamente che è proprio quello che ha fatto Hosho.
    Ok, ora ho capito!
    Ciao e bravo

    • Caro Jaw,

      parto col dirti che sono contento di leggere un tuo commento anche per il finale della storia. Nel suo corso, infatti, ho imparato ad apprezzare il tuo modo di analizzare le storie che leggi e non ti nascondo che il tuo, è stato uno dei commenti che aspettando con più “ansia”. Nel ringraziarti quindi per i tuoi complimenti, assolutamente di valore, risponderò al tuo appunto/domanda con la stessa sincerità che ti contraddistingue. Onestamente, quando sono partito con questa storia non avrei mai immaginato che si sviluppasse e che si concludesse in questo modo. La scelta del genere “fantascienza” è stata dovuta al fatto che l’unica certezza che avevo per questo racconto era, proprio come dicevi tu, quella di catapultare tutti (Hosho, i terrestri e voi lettori…ma si dai, anche me!!) in un mondo futuro, nuovo. Detto ciò, col senno di poi sono d’accordo con te sul fatto che forse “avventura” sarebbe stato il più azzeccato, ma al momento dell’incipit mi sono fatto guidare dall’istinto, essendo indeciso su quale scegliere. Sono dell’idea infatti che, forse, l’unico modo per non “sbagliare, sia scegliere il genere di un racconto/romanzo solo una volta terminato, perché sai sempre da dove parti ma mai dove ti porta! Detto questo, grazie davvero di cuore per il tuo seguito ed ogni tuo commento. Ci ritroviamo presto, spero, con un nuovo racconto.

    • La scrittura, per me, è una fantastica droga, perciò non smetterò mai. Se poi i riscontri sono questi, non posso fare altro che nutrirmi voracemente delle vostre parole e continuare a produrre parole e pensieri! Ti ringrazio molto, Danio. Alla prossima!

    • Cara befana profana,

      in realtà vorrei avere anch’io la sua fiducia. Ma mi sta insegnando molto e spero di riuscire ad essere come lui, un giorno. Parlando della proposta musicale, molto bella anche la tua. Mi state mettendo tutti in difficoltà! 😛

  • *-* ovviamente voto Scorpions!!! *-* Grazie!!! 😀
    Molto bello anche questo capitolo!
    La frase che mi è piaciuta di più: “Accettarsi significa prima di tutto conoscersi a fondo, prendere atto di pregi e difetti e accoglierli entrambi, l’unica vera strada per poter ambire al miglioramento di noi stessi.”
    Bravo! Alla prossima! 😉

  • Vasco, non potrei dire diversamente. Anche perché ci avviamo al cambiamento. Nulla da dire sulla struttura narrativa – che dai l’idea di aver studiato – e sul linguaggio – e anche qui dai l’idea di essere uno che legge, il ché non è da tutti, purtroppo- . Notevole.
    Anche se in ritardo, seguo.

    • Ciao AmoMarta!
      Bellissimo sapere che tramite una mia passione, la scrittura, traspare un altro mio grande amore – la lettura! Sei la prima che mi fa questa affermazione e la apprezzo davvero molto. Al prossimo episodio allora. Grazie per aver scelto di seguire la storia! 😀

  • Caro Mattia, mi piace essere ripetitiva con te… La “mission” di Hosho è dura e difficile, ma con l’aiuto musicale riuscirà a scalfire i nostri cuori impietriti? La pioggia della vergogna. La chiusa è stata meravigliosa. 🙂
    Guns N’ Roses.

  • Ciao,
    Vai avanti spedito, vedo, e trovi tempo e modo di interagire proficuamente con i lettori.
    Per la prossima scelgo Metallica, quei ‘cattivoni’ capaci di ottima musica, oserei dire molto intima e addirittura a tratti romantica. La tua storia ha un’atmosfera decisamente particolare, e credo di aver capito cosa mi ricorda: il tuo Hosho è un Piccolo Principe, una creatura naturalmente poetica che spera di usare la poesia per migliorare il proprio mondo.

    • Caro Jaw, quando ci ho pensato non era nella mia testa, ma ammetto di aver pensato anch’io, ad un certo punto, al personaggio creato da Saint Exupery! Per quanto riguarda la scelta musicale sono d’accordo con te per quanto riguarda i Metallica. Cattivoni ma a tratti romantici: verissimo!

  • Guarda la parte finale è spettacolare… Hosho sa che nel mondo regna sovrana la disuguaglianza, però lui crede di possedere l’arma per combattere tutto ciò. Ed è felice. Diciamo che io vi colgo questo messaggio odierno: ognuno nel proprio piccolo può trovare una piccola arma per migliorare il mondo. 🙂 I miei omaggi.
    Janis. 😉

    • Un bellissimo complimento Jaw. Soprattutto perché per me la scrittura è un fattore molto personale, è un aspetto intimo della mia personalità, fa parte di me. E parlando di attenzione, spero di riuscire a mantenerla alta fino all’ultimo episodio 🙂 Grazie, alla prossima!

  • Bell’episodio, la vena poetica non si esaurisce. Mi è piaciuta la narrazione delicata, anche se avrei speso giusto due parole in più per descrivere la stanza, così com’è non è chiaro se è dipinta con le costellazioni, se è uno ‘stargate’ aperto sullo spazio o cos’altro. Ma vabbé, in effetti anche il vecchio che si dissolve lascia aperte mille (?) interpretazioni, dall’ascesa zen (vedi Kung Fu panda!) al teletrasporto 🙂
    Approfitto del regalo e dico Like a Rolling Stone (ma nella versione cantata dai Rolling Stones): del resto, cos’è questa nostra Terra se non un pianeta che rotola nel buio?

  • Molto poetico e introspettivo, anche se il genere scelto ancora non si è palesato… A questo proposito penso che Hosho crescerà in fretta, mi sbaglio?
    Scelgo Ligabue, perché se parliamo di musica italiana Zucchero non mi sembra il tipico rappresentante, lo vedo più come un clone di artisti/generi stranieri; Jovanotti al contrario sogna di essere Il rappresentante del cantautorato italiano contemporaneo, mi pare che un po’ si sopravvaluti. Ligabue è un operaio della canzone, non si monta la testa, ha uno stile piuttosto personale. Aspetto lapidazioni e chiarisco che li ritengo comunque validi tutti e tre.

    • Non mi sbilancio sul giudizio degli artisti, per il semplice fatto che credo che ognuno abbia le proprie idee e, la tua, è certamente valida e credo nessuno ti lapiderà! 😛 Detto ciò, credo proprio di si…a breve Hosho potrebbe prendere una decisione importante. Staremo a vedere!

  • E’ stato semplicemente superbo questo capitolo… ci poni dinanzi ad un crescendo di emozioni intense … il passaggio di Hosho dalla favola alla realtà è stato particolarmente duro… chissà quale significato assumerà per la sua crescita. 🙂
    Liga! Bravissimo Mattia!!!

  • Bel capitolo, voto i Coldplay per il prossimo!
    Mi piace, come ti dissi la scorsa volta, il modo in cui fai… si può definire meta-scrittura, come il meta-teatro? 🙂
    Magari usa il corsivo quando separi narrazione da narratore che si rivolge ai lettori 🙂
    Complimenti!

  • azzarola! hai citato tre “mostri” della musica, come si fa a scegliere?
    coldplay, questa volta, anche se Amy ha lasciato un segno e Lennon ha segnato la storia 🙂
    sul capitolo: ben scritto e piacevole da leggere. hai saputo ben ricreare l’emozione provata da Hosho, e non è poco.
    avanti così…ciao…

    • Mi rendo conto conto di essere stato un po’ cattivo, infatti, e di avervi messi in difficoltà nella scelta 😛 Prometto che mi farò perdonare riproponendone qualcuno 😉 Sul capitolo: mi fa piacere che ti siano arrivate le emozioni di Hosho! A presto

  • Ciao Mattia! Hai scelto un genere che non mi appassiona particolarmente, però sono sicura che la tua capacità di narrazione mi farà amare la storia dalla prima riga. Tocchi un tema delicato, i cui confini sono labili, le cui caratteristiche sfuggono ad una classificazione, i cui limiti sono valicabili e imprecisi. La libertà agognata, ma che, poi, per ognuno, assume un significato squisitamente personale. Va bene, sto facendo il “papiello”! 😀 😀 Quindi, facciamo questo viaggio con Hosho e vediamo cosa verrà fuori per lui! 😉 Dico Queen, perché non essendo un’appassionata di musica, delle altre due opzioni ho pochissima conoscenza. Ahimè! 😉

  • Scelgo Michael Jackson 🙂
    Sei partito molto bene, mi è piaciuta la scelta iniziale, mi sono immaginato di essere in un teatro, con la voce narrante che ci introduce i fatti per poi lasciare libertà agli attori di portare a compimento lo spettacolo.
    Il resto del capitolo è scritto molto bene, fattelo dire da uno che ama le lunghe descrizioni e i pochi dialoghi 🙂
    Ti seguo!

    • Ci si ritrova per una nuova avventura Danio! I Queen sono una di quella realtà musicali che non hanno età. Come hai detto tu, sono immortali. Perciò, vedremo che emozioni susciteranno in Hosho se la scelta finale dovesse ricadere su di loro 😀 A presto!

  • Ciao, incipit interessante anche per quello che non scrivi ancora: l’ambientazione parrebbe contemporanea ma se il center che scegli è fantascienza c’è sicuramente dell’altro che riservi al seguito. Mi hai incuriosito.
    Voto Led Zeppelin, c’è bisogno di un perché?

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