Under the influence

Dove eravamo rimasti?

Signori, vi lascio le redini del racconto. Nel prossimo episodio... Monica convince Keith a non rinunciare al suo viaggio. (100%)

When all is said and done

Dopo dieci ore di ascolto di The Visitors degli Abba sto iniziando a capire che una pallottola nella gamba non è la peggior cosa che ti possa capitare. 

Monica si è fermata due volte, una per pranzare e l’altra per sentire sua figlia. Non ci siamo praticamente parlati per tutto il giorno. Si vede che è stanca e le suggerisco di fermarsi nel primo motel che troviamo. 

In qualche modo è riuscita a farmi andar oltre la delusione e la rabbia del momento. 

“Non hai intrapreso questo viaggio per me.” Mi ha detto cinque minuti prima che partisse l’autobus che avrebbe dovuto riportarmi a San Diego.

“Stai andando da tua madre, che non hai mai conosciuto, per affrontare finalmente un capitolo della tua vita che ha bisogno di aver fine. Quindi smettila e supera i paletti che tu stesso ti costruisci.”

Gusti musicali a parte, non è male come compagna di viaggio. 

.

“Dormo sulla poltrona, tu prenditi il letto.” Le dico dopo essere entrati in una stanza che somiglia più a una grotta che a una camera d’albergo.

“Non essere stupido. Possiamo dormire entrambi sul letto senza che ci sia per forza qualcos’altro.”

Mangiamo due hamburger, zero alcool, non sono nemmeno le dieci di sera e già ci accingiamo ad andare a dormire. Monica telefona a sua madre per dar la buona notte a Rachel. Quando ha finito mi decido a dar anche io mie notizie.

“Ciao, nonna. Sono io.”

Non dico niente della pallottola e della macchina, però decido di dirle che sono con Monica.

“Sono contenta. Sai, un po’ ci speravo che facessi una fermata a San Francisco.” 

Questa donna è sempre stata un passo, anzi due, avanti a me. La saluto e nel farlo mi rendo conto che ho davvero tante cose da farmi perdonare da lei. Al mio ritorno le cose cambieranno e stavolta non mi sembra così improbabile.

Spegniamo la luce e benché sia stanco e dolorante non riesco a prendere sonno. Guardo Monica, che è piegata su un fianco dal lato opposto al mio, e il soffitto. Il soffitto e Monica. Mi sembra di diventare matto. Sbuffo, forse un po’ troppo vigorosamente.

“Nemmeno io riesco a dormire.”

Passano cinque secondi, durante i quali non proferisco parola, passati i quali lei si volta e mi abbraccia. Non dico niente, la accolgo e basta. Finalmente giunge Morfeo.

.

Ci alziamo facendo colazione con caffè e una crostata alle fragole. Restano poco più di cinque ore per raggiungere Vancouver. Cerco di non pensarci, ma sono comunque nervoso.

“Come credi che dovrei comportarmi?”

“Non ne ho la minima idea.”

“Nemmeno io. Forse ho sbagliato a venir fin qui, dovrei tornare indietro prima di far altri danni.”

“Perché hai deciso di partire? Lo sai da anni, ma ti sei mosso solo ora. Perché?”

Ricordo il momento esatto in cui ho deciso di bussare alla porta di quella che sulla carta è mia madre. Stavo mettendo ordine tra i vinili di mio padre: ne aveva tantissimi, era più una mania che un hobby. Jazz, soul, rock, ce n’era per tutti i gusti. In fondo alla terza scatola ce n’era uno, rotto, di musica classica. Prendendolo in mano ne è uscita una fotografia di mia madre sorridente e una sua dedica dietro. In quel momento ho deciso che dovevo fare qualcosa, altrimenti avrei continuato a vagare per sempre.

“Perché devo trovare pace”.

Nel prossimo episodio...

  • Keith trova sua madre e vanno a cena assieme (0%)
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  • Keith non trova sua madre (0%)
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  • Keith trova sua madre ma lei non vuole parlargli (100%)
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66 Commenti

  1. Bentornata anche a te MelanyF.
    La tua storia mi ha fatto ricordare un film, visto qualche mese fa, adesso no ricordo il titolo. Un giornalista critico musicale, con una figlia illegittima. Lui muore e la figlia divenuta grande, lo viene a sapere da un articolo di un quotidiano… ecc.

    Ok aspettiamo la fine del viaggio allora. 🙂
    Il mio voto va a: Keith trova sua madre ma lei non vuole parlargli.

  2. Buongiorno Melany
    Ben scritto.
    Mi è piaciuta, in particolare, la frase “Questo cielo azzurro mi sembra più che mai una presa in giro.”. E’ proprio vero e capita a tutti di non essere “coincidente” con la belezza di un cielo azzurro che ti fa sentire piccolo e… quasi in colpa, per non sapere o poter apprezzarlo.
    Monica convince…

    • Ciao! Benvenuto 😀
      Grazie dei complimenti! In realtà questo non è proprio il mio stile di scrittura (come puoi vedere dagli altri miei racconti), quindi è un po’ un esperimento e mi fa piacere che stia riuscendo per ora! Vedremo come andrà la votazione, alla prossima 🙂

  3. Verità!
    Anche questo capitolo incalzante e coinvolgente!
    Keith sta vedendo qualche fascio di luce nel buio, chissà quanto durerà, forse si riesce a intravedere una “redenzione”?
    Speriamo che il fato non sia contro di lui, e soprattutto Jim!!

  4. Voto per il sentimentale

    Salve Melany, col tuo protagonista mi sa che abbiamo tante cose in comune….
    Ho letto della passione per il rock e per la chitarra, e in questo è simile al mio di protagonista. 🙂
    Azz… eroina bianca, molto prelibata si tratta bene Sullivan hahahah
    Tra l’altro scopro che è anche un tipo violento.
    Ad ogni modo è da seguire, chissà la sua musica e la sua chitarra lo porteranno lontano. 🙂
    Alla prox

  5. Interessante: un racconto d’avventura a sottofondo musicale. È il genere di idee che solo siti come questo permetterebbero di realizzare. Mi dispiace un po’ che non si possa scegliere noi utenti quali canzoni costringerti ad usare, ma insomma, non si può avere tutto.
    Il racconto è scritto bene, è coinvolgente e scorrevole, ed il protagonista (sebbene siamo ancora all’inizio) sembra già essere molto ben caratterizzato.
    Davvero un’ottima idea. Continua così.

  6. Ciao, per me dovrebbe procedere da solo! 🙂
    Keith si sta dimostrando il “bad ass” che avevamo intuito potesse essere nel primo episodio, sviluppando a pieno le sue potenzialità. Hai fornito una bella descrizione della psicologia del personaggio e del suo modo di comportarsi! Adesso vediamo come continuerà 🙂
    A presto!

  7. Bello, mi piacciono le storie di reietti e disadattati, anche se il meglio di sé il nostro eroe l’ha già dato, a quanto pare 🙂
    Voto il negozio perché si presta meno allo stereotipo, secondo me.
    (forse un americano se la mangerebbe senza batter ciglio, una peperonata a colazione…)

  8. Bar.
    Collega ingegnere, condividiamo ben due passioni in comune. Più una con il protagonista. Incipit interessante. È stato come se la storia di questo ragazzo mi scorresse davanti agli occhi. Peperonata a parte, l’ho trovato un riferimento troppo italiano nell’ambiente americano anni ottanta in cui ci hai catapultati.
    Alla prossima.

  9. Ciao! 🙂 Questo protagonista è bello tormentato, e vedremo come continuerà la sua storia (sono piuttosto curiosa). Attenzione a piccoli refusi come né scritto con l’accento sbagliato. Non ti curare troppo di me, sono molto pignola 😉
    Voto il bar e ti invito a curiosare nella mia storia, se ti va. Alla prossima!

  10. Ciao e benvenuta 🙂
    Voto per farlo fermare in un bar.
    Il protagonista sembra un gran bad ass, la storia promette bene, sono curioso di sapere come proseguirà.
    Carina anche l’idea di utilizzare una canzone, l’ho ascoltata mentre finivo di leggere il capitolo, è un buon espediente per far familiarizzare il lettore con il personaggio!
    Aspetto il prossimo e ti seguo 😉

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