Attu Marro’j – Dove tutto ha avuto inizio.

Moneta

Salta, corri, prendi, lancia!


Seduta all’ombra dell’ulivo secolare sulla cima della collina, Moneta osservava il mare lontano frangere pennellate di schiuma bianca sulla spiaggia dorata.
Il frinire continuo delle cicale si sovrapponeva al fruscio del grano agitato dal vento. L’aria era surriscaldata dall’implacabile… dall’implacabile…
Oh, insomma, faceva caldo, un caldo da schiantare, Moneta non avrebbe saputo come descrivere altrimenti quella sensazione spaventosa. Del resto era piuttosto naturale, da quelle parti, nelle sere di Agosto. Per dirla tutta, all’ombra dell’ulivo eccetera il caldo sarebbe stato pure sopportabile, non fosse per quel bordello indecente delle odiose cicale, le pareva quasi di avercene uno sciame nel cervello, a rosicchiarle il corpo scalcagnato, no, cingolato, no meglio la prima, non sarà giusto ma rende, ecco, vedi in che stato mi hanno ridotto?

Come era una balla pure che sentisse il fruscio delle spighe scompigliate dal vento, come sarebbe stato possibile con quel baccano idiota? Il Maestrale, canonicamente impetuoso, questa volta non portava la solita frescura, al contrario, ti prendeva a sberle roventi ai sessanta orari.
Eppure era tornata lì, perché quel luogo era pieno di ricordi meravigliosi e avrebbe voluto andarsene oggi portandosene dietro un altro.

Chissà perché i ricordi sono sempre meravigliosi o terribili.

Lei era stata costretta a comunicargli la Sentenza, quella con la S maiuscola, e qualche giorno dopo il padre aveva voluto parlarle:
“Quando succederà” le disse “io sarò solo un mucchietto di cenere, ma non sarò quel mucchietto di cenere”. Lei non riuscì a trattenere una risata, davanti a quella manifestazione della solita schizofrenia umoristica paterna. Aveva cercato di spiegarsi:
“Io non sarò più lì, ma non voglio che l’ultimo ricordo che avrai di me sia di un uomo ridotto ad una larva che non può più neppure comunicarti quanto ti ama. Te lo immagini? Sai quanto è difficile comunicare con gli occhi?” prese a fare l’occhiolino compitando “M-O-N-E-T-A-N-O-N-P-I-A-N-… ecco vedi, alla terza parola sono bello che schiattato.” concluse sorridendo. Sembrò farsi serio per un attimo “All’inizio avrai bisogno di credere che io ci sia ancora, in un oggetto, in qualcosa che è rimasto di me, non per sempre, solo per qualche tempo, fino a che troverai il modo di buttarmi via”. Disse esattamente così.

“Che cretino!” lo rimproverò Moneta spingendogli debolmente una spalla. “Uno normale avrebbe detto qualcosa del tipo lasciarmi andare
“Ok” annuì lui “Come preferisci, dimenticarmi per sempre…”
“Daaai!”

“Quello che voglio è che tu mi porti in un posto che tu hai amato, e che infine mi… va bene, va bene! mi lasci andare, ok? Voglio che quell’ultimo viaggio insieme sia per te un ricordo meraviglioso, che conserverai per sempre”. Aveva detto proprio meraviglioso, lui, allergico alla retorica, non aveva detto ‘un ricordo in cui ci saranno degli insetti caciaroni, un reggiseno sudato, le macchie indelebili di olio d’oliva rancido sulle chiappe dei pantaloni’. Il ricordo doveva essere meraviglioso. Confidò nel fatto che gli anni avrebbero cancellato quegli insignificanti elementi di disturbo, in fondo, pensò, è sempre così, il ricordo diventa meraviglioso solo in post-produzione, qualche volta ci vogliono anni.

Salta, corri, prendi, lancia!

Che poi a pensarci bene era proprio un gioco idiota: una volta saltando dal ramo basso dell’ulivo Sara si era storta una caviglia, un’altra volta non aveva vinto lei solo perché (come si chiamava? Quello piccolino tutto storto, quello che aveva giocato con loro solo quella volta… boh, non lo so) si era messo tra la lancia e il bersaglio sulla balla di fieno. Due settimane di punizione, per un graffietto giusto sotto un’occhio, proibizione assoluta di tornare a fare quel gioco assurdamente pericoloso. Certo, certo. Ovviamente continuarono. Ma più che i momenti di gioco, quelli che infine l’avevano convinta a scegliere quel posto, Moneta realizzò solo ora che ciò di cui sentiva veramente la mancanza erano i momenti di pausa. Quando i presenti aspettavano pieni di febbrile entusiasmo che ci fossero tutti prima di cominciare qualunque attività, o quando proprio non avevano voglia di fare nulla e allora, chi arrampicato sull’albero, chi ai suoi piedi, dissertavano di vera filosofia infantile, parlavano di tutto e tutto era interessante e tutti ascoltavano l’opinione di tutti. Era stato bello. Era diventato meraviglioso.

Aprì il piccolo contenitore che aveva a fianco, si tirò in piedi e lo tenne con due mani, aspettando il momento giusto, non sapendo come lo avrebbe riconosciuto. Fu facile: per un istante il frinire di miliardi di stronze si interruppe bruscamente. In quel preciso istante Moneta lanciò in aria il contenuto dell’urna. Una folata di Maestrale più forte delle altre (o almeno lei così lo avrebbe ricordato) catturò le ceneri espandendole in una nuvola bianca che parve fermarsi un attimo sopra di lei per poi dissolversi veloce nell’aria.

Ciao, papà.

La prima scelta. Dove e quando si svolge la storia?

  • In qualche era (specificare quale) in un universo distopico (visto che questa parola va di moda mi sembrava giusto utilizzarla). (8%)
    8
  • Nel futuro. Potete specificare l'anno esatto (eh eh) e soprattutto il pianeta. (8%)
    8
  • Qui, adesso. Sono gradite indicazioni geografiche specifiche (Frittole, Bagdad, Washington eccetera) (83%)
    83
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334 Commenti

  • Moneta, è stato bello leggere questa storia. A tratti mi sono persa nei meandri della tua ironia, fatta di metafore ricercate e scene che lasciano ampio spazio di immaginazione alla mia mente viaggiatrice e al tempo stesso mi sono anche divertita a scavare tra i fronzoli e cercare il senso, la trama della storia. Trovo esilarante il tuo modo di scrivere anche se un tantino troppo -licenza poetica- sconclusionato ma sono certa che un grande talento come te saprà, col tempo, far confluire tutti i nodi al pettine.

  • Ciao Moneta… è finito e non ho le idee del tutto chiare sul racconto, però è stato bello leggere qualcosa di diverso con uno stile ermetico e particolare. A volte è stato difficile seguire, ma è stato sempre divertente perché sei originale. e poi il “bello” di TI è proprio sperimentare, mettersi alla prova e in fondo in fondo un po’ giocare.
    Sarebbe bello leggerti in qualcosa di diverso. Spero pubblicherai ancora. 🙂

    • Ciao pink,
      A distanza di tanto tempo mi accorgo del tuo commento a chi non avevo risposto. Ti chiedo scusa e ti ringrazio. È vero, questo era un esperimento, una prova un po’ estrema. Mi è piaciuto molto scriverlo e per quanto riguarda l’ermeticità, non dico che l’ho ricercata, ma dico che non mi dispiace affatto. Che diamine, che si arrovelli un po’ anche il lettore, ogni tanto! O devo essere solo io che leggo, limo, rileggo allo sfinimento?
      Nel frattempo ho scritto altre storie. Ora non penso che con questo nick scriverò più, se leggi la biografia capisci. Tu? Hai intenzione di tornare?
      Ciao, spero la presente ti arrivi.

  • Credo di averti detto più volte quello che penso, ma riassumerò. Ho apprezzato in diversi punti la tua scrittura e il tuo stile, a tratti molto ironico e divertente, ma sono anche convinta che la trama sia risultata di difficile comprensione ai più. “I più” sono una categoria da non disprezzare, e tuttavia è con timore che sostengo di farne parte. Non sono riuscita a capire davvero il tuo racconto.
    Hai giocato per 10 capitoli con l’originalità e la creatività, e hai giocato bene, ma forse in modo un po’ troppo ricercato e troppo originale. Se poi si può essere “troppo” originali. Credo che questo fosse un esperimento e che, forse, all’inizio nemmeno tu sapevi dove saresti andata a parare. È così?
    Verrò a leggere volentieri il tuo prossimo racconto ma, devo ammettere, più volentieri leggerò uno stile diverso, meno artefatto e più fresco.

    • Ciao Chiara,
      Ti ringrazio molto, sei stata ‘chiarissima’ e sincera!
      Hai certamente ragione, i dieci capitoli non sono un esempio di chiarezza, diciamo che posso a buon diritto essere tacciata di ‘snobismo’ per lo stile a tratti ermetico. Però voglio chiarire che non disprezzo affatto la categoria de ‘I Più’, in realtà in questa sede li ho voluti ignorare per scrivere qualcosa che mi divertisse.
      Mi permetti tra l’altro di chiarire definitivamente un punto: è assolutamente vero che non avessi la più pallida idea di dove sarei andata a parare. Sembrerà stano, visto che ho dato al racconto un titolo che è poi diventato il nome della creatura protagonista. Però all’inizio c’era solo quel nome e non era affatto sicuro né che si concretizzasse in un animale reale, né avevo in mente alcun dettaglio di una trama che ho veramente dovuto inventare in base alle vostre indicazioni. Mai avrei pensato che avrebbe vinto l’opzione ‘Giallo’, mi sono dovuta adeguare come potevo, ma è evidente, come ha scritto qualcuno di voi, che più che la trama, almeno fino al capitolo sei o sette, scintillano dei cameo che vogliono avere vita propria, si autosostengono altezzosi su un’impalcatura di costrutti fatti per lasciare stupiti. Una sorta di onanismo verbale il mio. E come l’onanismo, per quanto un po’ me ne vergogni, mi è piaciuto farlo!
      Grazie, grazie mille! Tutto sommato penso che farò come speri, ossia cambierò stile per il prossimo.

      Ciao ciao alla prossima

      • Può essere un divertente esperimento cominciare una storia senza sapere dove finirà 🙂 D’altra parte, nella descrizione stessa della storia, che avevo letto all’inizio e mi aveva incuriosito, chiarificavi proprio che saremmo stati noi con i nostri voti a far prendere una direzione al racconto. Ho capito che hai voluto giocare e sorprendere te stessa quanto e più di noi, e continuo a ripetere che scrivi bene perché questa è una verità inconfutabile. Non apprezzo particolarmente “l’onanismo verbale”, ma pace!
        Se anche scrivessi di nuovo un racconto così, penso proprio che lo leggerò lo stesso perché non me lo perderei mai.

        A prestissimo, spero!

  • Moneta! Funambolica equilibrista e giocoliera. Hai tinto tutto il racconto di colori strepitosi passando da attimi di paura a misteriosi enigmi ondeggiando su eccitanti ancheggiamenti fino planare su delicate e tenere carezze. Una critica al racconto? Mi è piaciuto un sacco, effervescente come il personaggio di Moneta e del defunto e fiabesco padre, affiancata da un goffo e impacciato amante (ma parlo solo per invidia, a me moneta piace un sacco) in una storia da montagne russe al cardiopalmo. L’unica pecca che trovo? A parte il sottile filo che lega Moneta al padre mi aspettavo una morale più consistente ma… lo sai, sono io che vivo nel mondo delle favole! 😉 Non vedo l’ora di leggerti di nuovo.

    • Ah Francesco, grazie infinite!
      Ma sappi che con me giochi a carte scoperte: io adoro il Lupo e so che tu lo conosci e lo apprezzi. Se nella mia immodestia ho provato in un certo senso ad imitarlo, era immaginabile che qualcuno dei lupacchiotti apprezzasse questo stile. O forse mi sbaglio e addirittura adesso che leggi ti stai chiedendo ‘ma che c’entra ciò che ha scritto con Benni????’ e sei addirittura scandalizzato che io abbia osato paragonare le due scemenzine che ho scritto con qualcosa di suo. Non lo so. Sappi comunque che mi dai una soddisfazione enorme e quando mi fanno i complimenti io provo imbarazzo e rispondo un po’ impacciata e… oh, insomma, grazie e scappo via per non mostrarti le mie guance arrossate.
      Ciao Ciao, spero a prestissimo!

  • L’idea che ho avuto per tutto il racconto è che tu sappia scrivere molto bene e che questo era un esperimento, un esercizio di scrittura creativa. L’unica critica che mi sento di fare, da lettore, è che uno stile come il tuo, ricco di metafore, con parole ricercate, inevitabilmente schiaccia storia e personaggi ( sarebbe perfetto per un racconto satirico).
    Sono davvero curioso di leggere cosa scriverai dopo, non mi stupirei se cambiassi totalmente genere e stile 😉

    • Ciao Gabriele,
      Grazie mille per i complimenti.
      Il racconto in un certo senso era un esperimento, ma sarei immodesta se ti lasciassi pensare che io abbia detto ‘ok, adesso mi prendo due minuti per tirare giù due cosettine per theincipit, giusto per vedere che effetto fa’. No, ci ho lavorato, pure troppo, quindi se è stato un esperimento, questo esperimento mi ha impegnato parecchio!
      Penso che tu abbia ragione anche sul secondo punto: è vero, i personaggi fanno da comparse alla narrazione. A mia discolpa non posso dire nulla! È una cosa che mi sembrava carina e divertente e l’ho voluta fare. Da molti (di voi otto lettori!) è stata accolta bene, da altri meno. Rimane il fatto che se usassi questo ‘stile’ su qualcosa di più lungo e strutturato se ne manifesterebbero immediatamente i limiti intrinseci. Non so se rifarò qualcosa di simile, ma non lo rinnego affatto!
      È come quando giochi a Master Mind: qualche volta hai più informazioni cambiando tutti i chiodini. Penso che per il prossimo racconto farò così: cambierò tutto, così mi potrete fare correzioni diverse!
      Ciao ciao, grazie di avermi seguito fin qui!
      A presto!

  • E così hai portato a termine questo strano racconto. Vebbè, adesso smettila di giocare, trova una tua cifra distintiva e ripagaci con una nuova moneta. Le idee ci sono (anche troppe). Lo stile è fresco e gradevole, molto spontaneo (anche troppo).
    Insomma, come capita a molti, il tuo problema è togliere, non aggiungere. Manca un po’ di tecnica: leggi qualche testo sulla scrittura creativa, uno qualunque, tanto dicono più o meno tutti le stesse cose… Le idee non ti mancano, basta mettere un po’ d’ordine. E magari queste cose le sai già e ti sei presa una vacanza: è questo il dubbio che ho avuto fin dall’inizio.

    • Ciao Napo,

      Non so se sono più contenta della tua critica o lusingata dal tuo dubbio.
      Il racconto nasce come una ‘vacanza’: l’idea iniziale, non rispettata del tutto, era proprio metterlo in mano il più possibile ai lettori. Sfortunatamente già al terzo capitolo non sapevo più bene cosa chiedere per rendere il lettore davvero protagonista dello sviluppo.
      Il tuo commento è per me uno sprone a mostrarti che sono capace di fare molto meglio.
      Voglio convincermi che tu abbia ragione, ossia che questo racconto, che mi è piaciuto tantissimo scrivere, sia stato solo un giochetto, una partita a dama giocata distrattamente da una maestra di scacchi. Spero di stupirti!
      Ciao ciao, alla prossima!

  • Dal momento che chiedi una critica costruttiva e che la storia ora è completa e la si può osservare a distanza per prenderle le misure – passami la metafora – e analizzarla nell’essenziale, ti farò una ridottissima ( non siamo a casa nostra) critica costruttiva, e evito di starti a fare l’applauso che poco ti porterebbe guadagno nel mondo editoriale.
    Partiamo dal fatto che tu hai un problema che va risolto: il linguaggio ricercato e originale che affascina e acceca facendo da specchietto per allodole – ecco il secondo problema – per la trama; una trama che non costruisci dalle fondamenta, che emerge essere frutto di ispirazione vaga per poi plasmarsi stradafacendo ma per questo mantiene pecche evidenti come scene slegate e – non meno importante – troppi obiettivi di serie. Fai poi un errore che è tipico dell’emergente: usi l’introspezione per caratterizzare il personaggio. A me rimproverarono proprio questo: troppa azione – mi dissero – poca introspezione. E io che non potevo mettere su un corso di scrittura creativa per chi si lamentava, ho sorvolato. Ma a te spiego perchè quella critica è sbagliata e lo sbaglio lo fai anche tu: un personaggio si caratterizza attraverso l’azione, non con il dialogo interiore. La narrazione che racconta un pensiero è un espediente dilettantesco. L’azione lo esprime e lo mostra, l’azione racconta da sola qual è l’obiettivo – la missione – dei personaggi, senza che questi si mettano a pensare. L’azione porta avanti la storia e lega gli ingredienti della trama, per questo si chiama trama perchè è concatenata come le trame della lana quando si fa la maglia.
    Per farla breve hai bisogno di fare una sapiente scaletta e decidere in anticipo cosa racconterai per evitare di tirar fuori dal cappello il coniglio nelle ultime battute: Che tutto fan quadrar sol perchè lo specchietto ha luccicato.
    Per intenderci: hai potenziale, ti leggerei altre mille volte, non sprecarlo.

    • Ciao AmoMarta,
      Sono contentissima di leggere la tua analisi dettagliata e precisa.
      Alcuni punti non sono una novità, nel senso che già mi erano state dette certe cose e ne sono cosciente. Riguardo alla necessità di evitare che il pensiero racconti la narrazione, ti confesso che è un punto che tendo a sottovalutare, o forse valuto male le situazioni in cui questo può essere funzionale, corretto o almeno tollerabile. Ci starò molto più attenta.
      Ho potenziale? Ma grazie, grazie davvero, di per sé questa è una notizia e un grosso complimento.
      Lo sprecherò? Probabile 😀
      Ciao ciao, grazie mille di avermi seguito fin qui e di avermi voluto dedicare ancora qualche minuto, per me è stato davvero prezioso. A presto!

  • “Troppo particolare questo racconto, mi piace. Mi piace soprattutto la “dinamicità” con la quale hai impostato il tutto.[…]”
    Sono andato a scovare il primo messaggio che ho lasciato sotto il tuo racconto per farti capire come sia stato positivo il mio giudizio (e la mia considerazione) sulla storia che hai scritto. E lo è stata, appunto, sin dall’inizio.

    Degna conclusione di un racconto scritto bene, ma proprio bene.

    Mi vengono in mente 3 parole per questa “Attu Marro’j – Dove tutto ha avuto inizio”:
    -dinamicità
    -originalità
    -sottovalutazione (sì, a mio avviso non è stata considerata e valutata come doveva e come meritava. Ovviamente è un mio parere personale.)

    Spero di rileggerti presto, molto presto. Alla prossima, Moneta.

    • Ciao Jay,
      Sono onorata di ricevere un commento simile! A tuoi commenti precedenti avevo risposto che forse mi sopravvaluti e non voglio ripeterlo qui. Preferisco fare una considerazione forse meno ‘modesta’ e forse più vera: avendolo scritto, sono cosciente dei limiti del racconto, per cui ogni volta che ricevo un elogio un po’ mi imbarazzo. Però ci penso e mi dico: ok, anche a me capita di leggere racconti nei quali individuo qualche errore di forma, qualcosa di poco convincente, magari parti poco chiare, troppo ‘allegoriche’. Eppure, il mio giudizio di fondo rimane entusiasta. Perché? Ma semplicemente perché quel racconto risponde al mio gusto personale, ‘è in risonanza con me’. Ecco, accolgo il tuo bellissimo complimento come una testimonianza del fatto che ti abbia fatto ‘risonare’, premendo i pulsanti giusti!
      Grazie mille insomma, spero di tornare prestissimo!
      E spero che risonerai anche col prossimo mio racconto! 😀
      Ciao Ciao!

  • Buongiorno Moneta
    “tre microesopi: più neri che marron, come lui, consumavano il primo pasto in un tripudio di 18 zampette massaggianti.” Questa è solo un esempio delle tante frasi che mi hanno colpito nel tuo racconto.
    Ho apprezzato la tua capacità di raccontare pensieri/gesti/situazioni di per sé semplici, in modo originale e usando anche un’ironia garbata e intelligente.
    Mi farebbe piacere rileggerti ancora.
    A presto
    Ciao ciao
    🙂 🙂

    • Se mi avessero chiesto di riassumere con una frase il commento che mi sarebbe piaciuto leggere questa frase sarebbe stata quella che usi. Sono contenta, veramente, ho giocato con voi ed è stato divertente. Certo, io, qui da me, ho portato la palla e ho fatto spesso di testa mia, ma sapere che questa ‘partita’ è piaciuta anche a qualcun’altra mi fa molto piacere.
      Grazie mille! Non vi abbandono, non ci penso proprio, ho bisogno però di pensare bene al tono del prossimo racconto.
      Ciao ciao a presto!

  • Eccomi qua,io purtroppo ho cominciato a leggerlo forse dal quarto o quinto capitolo,e ti assicuro che non è come seguirlo dal primo, In ogni caso mi sembri veramente una brava scrittice,che da del tu alla grammatica e alla scelta delle parole,quando non entri troppo nel dialetto eheheheh . ESOPILOGO,poi,è stato il tocco dell’artista.Adesso aspetto il prossimo,e stavolta comincerò dal primo capitolo.
    A presto e un caro saluto

    • Ciao ivano,

      Grazie mille, sei gentilissimo.
      Ah ah, sì, Esopilogo mi divertiva parecchio, semplice ma carino. Non so però se ha un po’ oscurato le righe della filastrocca che avrebbero voluto far capire che Esopo è correlato a ‘esapodo’, come le zampe anteriori. Ma vabbé, che importa.
      Grazie di tutto, dei commenti, dei complimenti, di avermi letto assiduamente.
      Ciao Ciao a presto!

  • Clap! Clap! Clap!

    Certo che dal niente a far riquadrare tutto è un’impresa titanica e tu ci sei riuscita. Congratulazioni. Il finale è bello e commovente.
    Una sola domanda: ma quanto è grande questo gatto: dal capitolo precedente sembrava poco più piccolo di un leone, mentre dall’ultimo sembra poco più grande di un gatto normale.

    Ciao 🙂

    • Grazie Red, felicissima che ti sia piaciuto!
      L’idea che avevo in mente è che il gatto fosse più o meno delle dimensioni di una lince, ma sono stata effettivamente molto vaga e un po’ contraddittoria. O magari, essendo una creatura a suo modo magica, è in grado di mutare dimensione 😀
      Grazie tantissimo di avermi seguito fin qui
      A prestissimo, dalle tue parti!

  • Bellissimo! Questa è la prima parola che mi viene in mente pensando al tuo racconto.
    Ironico e misterioso, emozionante e mai banale.
    Ho amato ogni capitolo, ho adorato Moneta e l’intreccio che sei riuscita a creare.
    Il mio grande amore però rimane Mondo! Ah! Che uomo! XD Come economista, ho apprezzato molto il suo spirito imprenditoriale! 😀
    Spero che tornerai presto con un nuovo racconto!
    Ancora complimenti! 😀

    • Grazie mille Tia, sono onorata e contenta che ti sia piaciuto. Per me è importantissimo ciò che scrivi, mi serve anche per tarare il parere di altri che esprimono osservazioni dubbi e critiche. Cerco di spiegarmi: sono convinta che la maggior parte delle osservazioni che mi fanno siano condivisibili, sono osservazioni di forma e di tecnica di scrittura, di regole che non ho rispettato, di chiarezza, per usare un eufemismo, migliorabile. Ero cosciente di aver violato parte di queste regole, ma mi piaceva provare a scrivere in un certo modo e se a qualcuno è veramente piaciuto vuol dire che tutto sommato qualche forzatura a qualche regola ci può anche stare.
      Non aiuterà ad avere un ‘vasto pubblico’ ma pazienza, l’importante qui sopra è divertirsi scrivendo.
      Penso comunque che questo racconto rimarrà un esperimento estremo.
      Ciao ciao e grazie mille di nuovo.

  • Se potessi sentirmi applaudirei. Finale riuscitissimo. Io ho già riso al titolo.
    In questa chiusura c’è tutto: la spiegazione del mistero, la presenza del padre che se ne è andato ma ha comunque lasciato la sua impronta di affetto, cura verso gli altri (persino di una gatta randagia e ustionata) e di giocosa caccia al tesoro; lo spirito imprenditoriale di Mondo e quello più razionale e diffidente di Moneta. Persino i doppisensi del maresciallo “guardone per dovere”, nonché l’uranio col mutageno e i gatti a sei zampe. Io sono ammirativa, soddisfatta e divertita. Mi spiace, Moneta, ma stavolta non trovo proprio critiche da fare, so che i complimenti ti infastidiscono, ma trovo solo quelli 😉

    Spero davvero di rileggerti presto

    • Ciao befana.
      Ma scherzi? Sono contentissima del tuo commento, ‘anche’ se non mi fai critiche.
      Ci mancherebbe, ti ringrazio tantissimo e sono onorata!
      Il fatto che io abbia sottolineato spesso che ‘voglio le critiche’ è perché voi vi sentiate il più liberi possibile di dirmi ciò che pensate. Se so di avervi dato questa libertà, i complimenti mi sembrano ancora più preziosi. Quindi grazie veramente, grazie di cuore, grazie di tutto, sono veramente contenta che ti sia piaciuto ciò che ho scritto.
      E quando non ci sono complimenti ma critiche, sono contenta di poterle esaminare e riflettere su di esse, se lo ritengo opportuno di farle mie per cercare di migliorarmi. Una persona a me molto vicina mi ha detto qualche giorno fa: ‘Io non perdo mai. O vinco o imparo.’ Ecco, grazie a te, mi sento un po’ vittoriosa!
      Ciao ciao a prestissimo!

  • Dunque è finita.
    Mi sono presa qualche giorno in più perché volevo pensare bene a un finale soddisfacente. Spero che non vi deluda.
    Sappiate che mi sono veramente divertita a scrivere questo racconto.
    Vi ringrazio tutti per avermi seguito fin qui.
    Vi ringrazio per i commenti, i complimenti.
    Grazie per le critiche che ho cercato di recepire.
    Grazie per la gentilezza e il garbo con cui le avete espresse. Vorrei anche dirvi, sinceramente, non mettetevi troppi problemi, con me: preferisco di gran lunga una critica aspra a un silenzio da interpretare.
    A proposito: grazie anche a chi ha letto senza commentare. Non siete tanti, lo so, ma siete per me ‘oggetti misteriosi’ che mi piacerebbe conoscere.
    Per questo chiedo a tutti, come ultimo sforzo, un commento complessivo sul racconto.
    Sono veramente curiosa di sapere cosa ne pensate.
    A me, nel complesso, è piaciuto, ma sono di parte 😀
    A prestissimo, spero!

    Ciao Ciao

  • Esopo in realtà è una femmina, o forse è ermafrodito. Fatto sta che è prossimo o prossima al parto (e con questo voto è al 71%) 🙂
    Ci sono delle parti che mi divertono da morire, altre che mi piacciono sia per come sono scritte – chiaramente e come sai, molto bene – sia per quello che dicono ma, in generale, questa storia non mi è mai risultata del tutto chiara. Scopriremo qualcosa alla fine, spero.
    A presto!

    • Ciao Norah, benvenuta!
      Grazie tantissimo per i complimenti, sono contenta che ti piaccia.
      Abbiamo almeno una cosa in comune: cerchiamo un animale sfuggente. Io l’ho già trovato, aspetto di scoprire il tuo… ho l’impressione che possa avere dei punti in comune anche col ‘mio’ Mondo Casti.
      Ciao ciao e grazie di esserci.

  • Esopo in realtà è una femmina, o forse è ermafrodito. Fatto sta che è prossimo o prossima al parto.
    Non posso che confermare ciò che ho detto fino ad ora, hai del talento, questo è indiscusso.

    • In buona sostanza un plebiscito 😀
      Ciao sandro,
      Avete avuto paura che lasciassi morire Esopo senza eredi? Non era mica detto!
      Ora dovrò barcamenarmi un po’ per spiegare perché una signorina ha un nome così maschile. Grazie, grazie, grazie per i tuoi complimenti!
      Ciao Ciao

  • Esegue l’ordine dei militari perchè essendo prossima al parto non vuole rischiare….
    Non avrei mai detto che “il tizio in bicicletta appena sopraggiunto” fosse una tizia e fosse Sofia… non l’ho capito immediatamente
    …e non immaginavo Moneta così avvenente. Mi piace, però.
    Ma detto questo mi fa piacere averli visti – lei e Mondo – con occhi esterni. Sebbene, un po’ te lo rimprovero – i pensieri fuori campo, insomma il punto di vista di Sofia, possedeva la stessa ironia tagliente ed esuberanaza intelligente di quello che di solito ci fornisce Moneta. Segno che a parlare non era Sofia ma l’autrice… Però a me piace molto il tuo modo di raccontare.

    • Ciao AmoMarta
      Sì, in effetti la voce narrante è sempre la stessa. La possiamo immaginare come una piccola forficula spiritosa che di volta in volta salta da una testa all’altra, entrando nel cervello di ciascuno dei protagonisti, rubandone pensieri e sensazioni ma raccontandoli sempre col suo solito tono. A dirti la verità mi ha un meravigliato che nessuno me lo facesse notare quando ho cambiato il pdv su Mondo.
      Grazie di esserci e del commento!
      Ah, a proposito, te l’ho promesso quindi vorrei spendere due parole per chiarire un minimo l’episodio sette, quello che hai trovato troppo allegorico: mi premeva porre un pesante accento sui denti, perché come vedi ora sarebbero stati fondamentali nel prosieguo. Volevo enfatizzare l’apparecchio di Sofia senza però che avesse l’attenzione direttamente puntata addosso perché rischiavo di rovinare la sorpresa. Sorpresa che, nel tuo caso, mi scrivi che c’è stata. Certo, sarei comunque potuta essere più chiara, ma sai, in fondo cercavo di ‘nascondere’ qualcosa.
      Ciao ciao a presto!

  • “Esopo in realtà è una femmina, o forse è ermafrodito. Fatto sta che è prossimo o prossima al parto”. Questo il mio voto.
    Episodio divertente, scritto molto bene (ma questo non è una novità).
    Non so se ti ho già fatto presente questa cosa: hai creato con questo racconto un mix interessante di generi. In uno dei primi episodi hai lasciato a noi lettori la possibilità di scegliere un genere, però pur prediligendo uno (risultato della scelta) hai mostrato un’impressionante capacità di dominare i vari “fronti”. Se penso al tocco erotico del precedente (anche se minimo), alle sfumature divertenti (non solo in questo capitolo), al “giallo” perennemente presente, all’avventura con la quale è stata “etichettata” la storia.
    Abbastanza sottovalutata questa cosa, sicuramente anche da me (almeno fino a questo momento). Davvero impressionante. Brava.

    • Ciao Jay,
      Sono lusingata dal tuo commento e non so veramente cosa risponderti se non grazie!
      Non sono le parole che userei per me stessa e per come scrivo, quindi puoi immaginare il piacere che mi fanno! Mi rendi contenta e soddisfatta e di certo basterebbero questi tuoi complimenti da soli per ripagarmi della fatica che faccio ad ogni episodio.
      Quindi, semplicemente, grazie!
      Ciao Ciao a presto!

    • Ciao Pink, grazie mille!
      Ti confesso che era l’opzione che ritenevo più lineare… proprio per questo è in netta minoranza! 😀
      Oddio, finale coi fiocchi non so! Ve lo aspettate in tanti, ma io avevo in mente un tranquillo epilogo… spero di non deludervi troppo!
      Ciao ciao e grazie di esserci!

  • Essendo un’ammiratrice incondizionata del genere felino, stavo cliccando direttamente sul visse felice e coccolato, ma poi ho visto l’opzione “sta per partorire”, che riserva risvolti molteplici ed esplicherebbe il fatto che non accenni a muoversi.
    Bellissimo, Moneta, ho adorato dalla prima all”ultimatum riga. E la soluzione dei misteri è deliziosa.
    Menzione speciale per la sottrazione di elastici odontoiatrici ad uso treccine.
    Applausi

    P.S. Dopo tutto, questa candidatura al Nobel, perchè no….:-)

    • Ah ah, con tutti questi complimenti rischi di istrumparmi a terra!
      Grazie, grazie, non so che dire.
      Mi sa proprio che vedremo altri micetti speciali in paese!
      Grazie mille per commento e complimenti: mi danno una soddisfazione che se fossi davvero una che può ambire al Nobel riuscirei ad esprimere a parole! 😀 😀
      Ciao Ciao

  • Ancora un episodio davvero travolgente. La facilità con cui “giochi” con le parole è notevole. Le righe che hai dedicato al gatto (perché è un gatto non una gatta giusto? Esopo…) valgono tutto il resto.
    Anche se mi dispiace (io amo i gatti), voto che il cuore ecc… perché so che, se vincerà questa opzione, non sarai per niente banale.
    salutoni
    🙂

    • Ciao maria, grazie per voto commento e complimenti che rischiano di travolgere me!
      È un gatto o una gatta? Di certo chi l’ha battezzato pensava fosse maschio, quindi qualcosa che lo fa sospettare deve pur averlo da qualche parte. Del resto vedo che è in grande vantaggio l’opzione che lo/la vede prossimo/a al parto, messa quasi per gioco. Quindi mi sa che oltre quello che si vede c’è anche qualcosa che a Cenzo è sfuggito!
      Ciao Ciao a presto!

    • Ciao manu, grazie.
      Rambetto obeso è carino, è vero e non sono sicura di non averlo sentito da qualche parte. Fa più effetto se il destinatario dell’epiteto non è molto alto ed è pingue 😀
      Grazie mille di esserci e per i complimenti!
      Ciao ciao

    • Ciao Luca,
      Beh, diciamo che per le prime righe ho ricevuto una diffida dalla Disney a cancellare il contenuto o citarne la fonte 😀
      Contenta e anche un po’ incredula di essere riuscita a stupirti.
      Viva sempre la bici, oggi poi, ne avremmo bisogno più che mai!
      Ciao ciao e grazie di esserci.

  • Mamma mia quanti episodi mi sono perso… Peccato, ma li ho divorati tutti insieme! E ti confesso che provo una certa invidia nei confronti di Mondo!!! Moneta è proprio una tipa tosta e la storia è davvero intrigante, probabilmente per le tue capacità di racconto e la tua fervida fantasia… Bravissima!
    Ed ora vediamo come te la cavi raccontando dal punto di vista della creatura!!!

    • Grazie Francesco, per i complimenti e per la scelta.
      Piacerebbe anche a me la creatura, in effetti l’idea di questa opzione mi è venuta in mente solo dopo aver buttato giù un canovaccio piuttosto dettagliato del capitolo nove dove ho utilizzato il solito pdv di Moneta. Quindi se vince l’opzione lo devo riscrivere completamente. Lavoro in più ma mi piacerebbe…
      Grazie mille di esserci
      Ciao ciao

  • Primo applauso per la “via lattea e le sue costellazioni” 😀
    Secondo applauso per lo Stregatto che diviene l’Attu Marro’j e riesce pure a dare della “cvetina” 😀
    Terzo applauso per la storia che è interessante e divertente.

    Io questa volta voto la creatura misteriosa, proprio perché è misteriosa 😉

    Ciao 🙂
    PS: leggendo i commenti mi sono accorto che ci sono dei rimandi di cui non mi sono accorto; mi starò perdendo parte del divertimento? 😉

  • Una creatura misteriosa.
    Miaoneta. Fantastico il modo di parlare del gatto.
    Hai delle grandi capacità in campo di scrittura, ne sono convinto. Ancora brava e altro bel capitolo.

    • Ciao sandro,
      Non credo che esista complimento migliore del tuo e vorrei sinceramente che tu avessi ragione 😀
      Però, non so, ci sono così tante variabili, tu non sai quante ore io perda in ogni capitolo, quanto tempo ci dedichi, manco fosse un lavoro… Insomma, qualche volta mi sento come quel ciclista della domenica che per fare bella figura con gli amici si piglia una bomba di doping.
      Grazie mille dei complimenti e di essere qui!
      Ciao ciao

    • Ciao ivano, grazie veramente!
      Per quanto riguarda la ‘rilettura’, da una parte mi spiace non essere immediata come vorrei, ma dall’altra mi piace… Scusa, non prendo in giro, provo a spiegarmi: con alcuni autori mi capita di leggere dei loro periodi di cui in prima lettura capisco il senso generale, o magari neanche quello. Allora rileggo con più attenzione, individuo sfumature, allusioni, magari assonanze e musicalità che non avevo apprezzato. A me piace questo tipo di lettura, diventa una specie di gioco. Certo, è questione di gusti e non pretendo di avvicinarmi a certi effetti che ho potuto apprezzare leggendo autori affermati. Però ci provo, perché in fin dei conti mi piace scrivere così.
      Grazie mille di essere qui!
      Ciao ciao

    • Ciao Gabriele, grazie per i complimenti.
      Sì, le code mancano, si capirà perché…
      Piacerebbe anche a me la creatura (mi sbilancio, tanto hanno votato praticamente tutti i miei 0,012mila lettori), e sarebbe anche il più complesso da scrivere.
      Ciao ciao, grazie di esserci!

    • Grazie Pink!
      Non preoccuparti per l’opzione più comoda, ero quasi sicura che non sarebbe passata e allo stato non vedo ribaltoni possibili. Ho buttato giù un canovaccio dettagliato degli ultimi 2 capitoli per essere sicura di riuscire ad avere spazio. mi sa che il nono me lo sono giocato, lo devo riscrivere. Ma ti dico la verità: lidea della domanda mi è venuta perché volevo proprio cambiar punto di vista, quindi neanche io avrei scelto l’opzione più comoda.
      Grazie di esserci!
      Ciao ciao

  • Ciao Moneta.
    Credo sarebbe interessante entrare nella mente della persona appena sopraggiunta in bicicletta, anche perchè vorrei che qualcuno osservasse per me Moneta e Mondo dal di fuori per vederli inquadrati a totale, in un bel piano sequenza, per vederli insieme insomma… non sempre in campo e controcampo a mezzo busto…. Mi è piaciuto molto questo episodio, mi sono piaciute le rivelazioni, gli atteggiamenti, l’osservazione delle stelle e un amplesso sottointeso e mai esplicito… soprattutto mi è piaciuto il sogno di Moneta all’inizio… in cui ho visto Alice incontrare lo stregatto…
    https://www.youtube.com/watch?v=eAZ94A4CEWo

  • Mi è piaciuta moltissimo la visione (già parecchio mistica per la mia filosofia gnostica) di Moneta/Alice-StregattoMammone. E ho scoperto che mamme sarde ed emiliane si assomigliano molto in cucina.
    Confesso aver dovuto cercarev inflativo sul treccani, ma non ho comunque capito l’allusione sessuo/astronomica/economica. E sarò proprio tonta ma non ho capito cosa vuol farle capire il gatto. Quindi un vero giallo, fino alla fine, per me.
    Io voglio la soluzione (o quasi) dal pdv del tizio in bici.
    Ciao ciao

    • Confesso di aver verificato solo ora che la parola inflativo ha una sola t. In molti libri e pubblicazioni è con due. Qui si riferisce alla fase più violenta dell’espansione iniziale dell’universo… appena finita…
      Ciao!
      Mi sa che le mamme differiscono di poco, a prescindere da latitudine e longitudine.
      Se non hai capito meglio, vuol dire che forse non è così banale
      Grazie di esserci!
      Ciao ciao

  • Il modo inseguire le idee accennandole e riprendendole più avanti (carota-mistress zanne-apparecchio), sono tra le cose che preferisco del tuo stile.
    L’unica parte che ho dovuto rileggere due volte è stata la telefonata della madre, la prima volta mi sembrava senza senso 🙂
    “Lei ebbe una fuggevole immagine di lui carponi, sellato, mentre gli dava una… carota? Uhm, doveva lavorarci.” Jackpot!

    • Ciao Gabriele, grazie mille!
      Una telefonata simile, nella realtà, ottiene invariabilmente come risposta ‘Eh???’, al che l’interlocutrice la ripete esattamente uguale e tu cerchi di afferrare qualche scampolo, come si fa quando ti parlano in una lingua straniera che dovresti conoscere. Beh, vedi, in questo caso mi aspettavo che fosse necessario rileggerla e faceva parte del gioco.
      Sono più preoccupata quando mi dite che altre frasi ‘barocche’ sono incomprensibili, ma per fortuna – sei carinissimo – non è il tuo caso.
      Grazie ancora!
      P.S.: il meccanismo dei ‘richiami’, che hai colto benissimo, in questo capitolo nasconde un trucco che scopriremo presto!

  • Reticente. LE due scene di questo racconto sono raccontate magistralmente, l’unico appunto può essere fatto a THE Incipit stesso che ti ha costretto achiudere in maniera molto briìusca tra una scena e la’ltrae a non farti continuare la seconda scena. CErto questo secondo fatto mi ha reso estremamente curioso sul come la storia continuerà =)

    • Ciao Luca!
      Esagerato!! Grazie!
      L’inizio del capitolo è tutto merito delle tue lacrime di drago, o Dragon Tears, se preferisci, mi hai dato l’ispirazione e mi è piaciuto svilupparla. Adesso ho un po’ di paura che il finale possa deluderti… Farò del mio meglio!
      Grazie ancora

      Ciao ciao

      • Ti rivelo un segreto. La cosa più deludente che ho mai letto in vita mia è stata una prefazione alle metamorfosi di Kafka, libro poi edito in quella versione da “La Repubblica”, in cui alla terza riga il giornalista di turno, con nonchalance, diceva ” Tanto tutti oramai sappiamo che alla fine Samsa muore”, spoilerando la fine del libro nell’introduzione. Spero che questa storiella allegra possa darti power per la nuova puntata. In boccca al lupo

  • Pensa che in qualche modo vogliano tirarla in ballo in quella storia di morti sospette e omicidi e diventa reticente.
    Non ci posso credere, tu sei una persona poliedrica dalle mille sorprese. Ma conosci i Venus in Furs? E vai…
    Ci metti dentro di tutto nel tuo racconto, il che lo rende moderno e antico al contempo, e sopratutto completo. Lo apprezzo molto. Sei davvero in gamba.

    • Oddio sandro, quando ho letto il tuo commento ho pensato ‘Oooh. Finalmente qualcuno che ha notato Venus in Furs!’. Poi ho visto l’articolo davanti a Venus, ho cercato, ho visto che è un gruppo musicale che però, mi spiace, non conosco. Mi riferivo alla canzone dei Velvet Underground, io la trovo magnifica, non so neppure dirti perché.
      Grazie mille per i complimenti,
      Ciao ciao

  • Mi sono unita inconsapevolmente alla massa, votando per la reticenza. In fondo, nessuno vuole guai. O forse sì?
    La parte che ho preferito è stata quella della telefonata. Mi spiazzi spesso, invece, con gli altri dialoghi, specialmente quelli tra Moneta e Mondo. Penso di dover rileggere tutti gli episodi con grandissima attenzione, per cogliere tutto quello che vuoi dire e che invece mi sfugge (sarò stupida!), e appena avrò tempo lo farò.

    • Ahi, e quattro! Faccio casino, eh?
      Penso che il problema, come ho scritto sotto, sia il fatto che io rileggo troppe volte, per cui anche le parti più criptiche mi sembrano ovvie e lampanti.
      Ci devo fare attenzione, pardon!
      Grazie mille di esserci e del commento!
      Ciao ciao

    • Ciao Tia,
      Grazie per i complimenti, la telefonata ‘fa ridere perché è vera’ ossia rispecchia un certo atteggiamento e un certo modo di parlare che ho visto mille volte. Ha fatto ridere anche me scriverlo, mi ha anche dato modo di sperimentare la punteggiatura stile ‘Saramago’ che per quanto mi riguarda è ottima, sì, ma in contesto umoristico! Che palla L’uomo duplicato, lo uso quando non riesco a prendere sonno: 12 secondi netti e sono stesa. Parere personale, ovviamente.
      Grazie ancora di esserci
      Ciao ciao

    • Ciao Jay,
      Il motivo delle scelte è più banale: ormai non posso creare troppe oscillazioni alla storia perché non riuscirei a portarla alla fine. Gioco su alcuni aspetti che mi permettono di mantenere una certa libertà di sviluppare il plot. Non so neanche io se Pina è coinvolta.
      Grazie mille per voto e commento.
      Ciao ciao

    • Pinuzza… Da quelle parti va molto Pinuccia, e in effetti quando l’ho battezzata proprio a una Pinuccia pensavo.
      Graize per i complimenti, ti confesso che anche secondo me è abbastanza equilibrato, però in più di qualcuno ho suscitato qualche perplessità, sto cercando di capire bene cosa c’è di più difficile da digerire rispetto ad altri capitoli certamente più impreganti di postille, parentesi, allegorie eccetera.
      Grazie di esserci!
      Ciao ciao

      • Ma scherzi? Non chiedo altro che siate sinceri, ho bisogno assoluto di sapere cosa pensate. Quindi apprezzo qualunque commento e ascolto qualunque critica. Cerco di utilizzarle per migliorarmi e con questa parola non intendo ‘cerco di piacere a tutti’, semplicemente cerco di capire cosa funziona nel mio ‘protocollo di comunicazione’ e cosa funziona meno o per nulla. Nello specifico, continuo a pensare che questo capitolo non sia più barocco degli altri, ma se è percepito come tale da una parte di voi mi sarebbe utile capire perché. Scusa tu se mi sono espressa male, la tua opinione è per me preziosa e la ascolto comunque. Beh, non sentirti speciale però, cerco di fare lo stesso con chiunque spenda il suo tempo per commentare.
        Grazie di nuovo!
        Ciao ciao

  • Come immaginavo quando narra Moneta ci si sganascia dalle risate 😀

    Il capitolo è interessante ma alle conclusioni non si è ancora giunto (non ho ancora capito dove vuole andare a parare Moneta), quindi voto che Pina diventi reticente; tuttavia farei una reticenza “gentile”, del tipo: “Ma sì che avete perfettamente ragione (bisogna sempre assecondare i pazzi)”, “Sarei anche interessata ma ho taaante cose da fare (del tipo buttarvi fuori di casa e mettermi a guardare la TV)” 😉

    Ciao 🙂

    • Ah ah, ho l’impressione che nessuno abbia capito dove voglia andare a parare, compresa lei. Il prossimo capitolo tuttavia dovrebbe chiarire molte cose, dovrebbe finalmente permettere di chiamare questa avventura ‘giallo’. Un po’ scalcagnato e spero non troppo banale, ma giallo.
      Grazie mille, e mi piace il suggerimento della reticenza ‘gentile’
      Ciao ciao a presto

    • Ciao Ivano,
      Sai, mentre scrivo, leggo e rileggo mille volte. Il risultato è che per me è tutto chiarissimo, ma immagino che il lettore incontri più di una difficoltà.
      Grazie mille di esserci sempre e di commentare, per me è utile e importante.
      Ciao ciao

  • Diveta reticente…
    Baluginò? ( sì, lo so cosa significa, ma non cosa c’entra esattamente) ; geneticamente opportuno? ; zanne anarchiche? ; centurie equine dopate ad ottani? ; reinvestito in sgama?
    Ho come l’impressione che tu sia tornata all’allegorico spinto e che abbia pretesa di essere letta solo da persone intelligenti. Quando capita una stolta come me costretta a rileggere e porsi domande, la penalizzi. Pazienza, dovevo prendere più laureee, lo dicevo… ma in famiglia servivano soldi e così…
    Eh… sei un talento, Moneta. Niente cozze, sono ostriche. 😉

    • Ciao amo’
      Baluginò perché si vede per un attimo, il tempo del timido sorriso.
      Reinvestito in SGAMA non è, come le due precedenti che citi, una spocchiosa frase barocca, è semplicemente un’affermazione: Mondo ha investito i soldi della vendita della bevanda nel progetto Sistema Guida Autonoma Mezzi Agricoli, citato con acronimo e per esteso nel paragrafo precedente. Questa volta non sono d’accordo con te sull’eccesso di allegorie, ma non posso ancora spiegarmi bene, mi metto un appunto e chiarirò alla fine il senso di questo capitolo.

      Ciao ciao e grazie per i complimenti immeritati.

  • L’ouverture del capitolo è assolutamente geniale. Dovresti brevettarle le invenzioni di Mondo: SGAMA e Proccarrubiu. Potresti fare fortuna!
    A mio parere questa volta hai trovato il perfetto connubio di progressione della trama (à punto e croce se la preferisci), voli pindarici e dialoghi con gli oggetti.
    Mi sento buona stasera, ho votato che li pensa traumatizzati e il tratta con gentilezza.
    Ma lo risolviamo il mistero entre il cap.10?

    • Ciao befana, grazie, non merito tanti complimenti!
      Ammetto comunque che sono soddisfatta da questo capitolo, anche se ho dovuto tenere fuori alcune cose. Sì, risolveremo il mistero entro il cap.10, se al cap.1 non lo avrei detto con certezza, ora ne sono sicura. Si tratta di capire quanto riuscirò a ‘giocare’ ancora con le parole. Ma ho le idee piuttosto chiare e 3 capitoli dovrebbero essere più che sufficienti per consentirmi una progressione della trama non troppo arida.
      Ciao Ciao, grazie di esserci!

    • Grazie Anna, grazie di cuore.
      Il capitolo è rimasto solo allusivo per via del pareggio delle opzioni, alla fine il 50% di M&M che si scambiano umori mi ha convinto a pensare a un modo per rispettare l’opzione giocando un po’ con l’interpretazione.
      Ciao Ciao e grazie di esserci!

    • Grazie Sandro,
      Mi hai fatto pareggiare due opzioni incompatibili! Non avevo pensato a questa possibilità. Boh, alla fine, essendo 50-50, non potevo escludere Mondo, per cui ho sfumato la seconda opzione. Spero di non averti deluso.
      Ciao Ciao

    • Ciao manumetro,
      Scusa se ti rispondo in ritardo ma nel frattempo stavo scrivendo il settimo, sta diventando una tradizione rispondere in ritardo. Contenta di averti fatto ridere.
      La M bionda è più sveglia in certe situazioni, anche l’M brizzolato ha dimostrato di avere nuca. Solo, ecco, è un po ‘nerd’.
      Hai scelto Solo Moneta, ma l’opzione era in pareggio con ‘entrambi che si scambiano umori strani’, quindi visto che le due opzioni erano incompatibili ho scelto Moneta come narrante e ho fatto virare gli ‘umori’ verso qualcosa di relativamente casto.
      Ciao Ciao, grazie di esserci!

    • Beh, fake significa falso, quindi se ti riferisci al mio nick non posso che darti ragione: Moneta non è il mio nome di battesimo. Penso però di poter escludere con una buona dose di certezza che ci siamo mai incrociati prima di qualche settimana fa, nei commenti alla stessa simpatica storia di Kamel. Però non ne posso essere sicura, perché io il tuo vero nome non lo so, a meno che di cognome tu non faccia Orsocapo.
      Strano però che trovi in me qualcosa di familiare, pensavo di essere unica al mondo!
      A questo punto, sarei curiosa di sapere qual’è il nome del mio clone.

      Ciao, grazie di esserci!

    • Eeeh, pink, grazie, tu esageri!
      Ribadisco che un genio della scrittura è chi riesce a vendere più di cento copie del suo romanzo ad amici e parenti… e non è il mio caso. Anzi, se devo essere sincera, ho provato in alcune occasioni a far leggere qualcosa ad amici e parenti stretti, ma stretti stretti, eh?… non ci sono riuscita!
      Ah Ah
      Grazie mille per i complimenti e per esserci.
      P.S.: però non ho mica capito il ‘…perché lo leghi al genere avventura…’

    • Ciao Giorgia, benvenuta e grazie!
      Non entro nel merito della mia fantasia, ti dico solo che quando scrivo una frase che mi suona particolarmente bene mi domando dove l’ho letta. Ad esempio, sono ancora in crisi per ‘pornesco’: ma l’avrò letto da qualche parte? Lo so che non è niente di che, ma mi deluderebbe averlo letto e essermelo dimenticato. Che fiducia in me stessa eh?
      Ah Ah, grazie ancora per i complimenti
      Ciao Ciao

    • Ciao Anna, grazie!
      In realtà vuole continuare ad essere un giallo, per quanto piuttosto semplice.
      Il succo arriverà nel prossimo capitolo, per il momento abbiamo solo capito che Moneta crede di aver trovato un indizio.
      Ciao ciao e grazie di esserci

  • Io voto M&M che indagano!
    Bravissima! Sono morta dal ridere all’inizio: “…Mondo guardava in cagnesco Tano, barista omonimo; questi guardava in pornesco Moneta, la quale cercava di parlare con Mondo al suo fianco, probabilmente guardandolo (non poteva esserne sicuro, lui fissava Tano!) chiudendo così il cerchio.” Fantastica! 😀
    Alla prossima! 🙂

  • Io direi di tornare a Moneta così ci spiega. Lo scambio di umori corporel io lo farei anelare ancora un po’.
    Ma Hai tolto tutti i voli pindarici perché era il POV di Mondo, non perché toi abbiamo detto di andarci piano, vero? Perché toglierli tutti tutti è troppo.
    Ma è vera sta cosa dei pozzi? Sarà légata al concetto di Madre Terra?

  • Wow. Dai la sensazione di una che ha letto biblioteche intere… Mi piace. Non ho trovato parole buttate a caso. Lo apprezzo quando ci sono descrizioni e figure da comporre e scomporre. Sto qui. Io voto Mondo e non credo tu abbia bisogno di suggerimenti di parole (e poi qualcuno potrebbe considerarla un’operazione a premi!). A presto.

    • Ah, ora che ho finalmente partorito il sesto, posso dedicarmi a voi cari otto bellissimi lettori.
      Ciao manumetro, benvenuta e scusa il ritardo nella risposta, è stato un parto difficile.
      Ti ringrazio, sei troppo buona e mi sopravvaluti.
      Ah, scusa, qui ti dò ‘della lei’, se preferisci il neutro non hai che da chiederlo.
      Ciao Ciao a presto!

        • Oooops, scusa se mi sono espressa male!
          Assolutamente nessuna presa in giro! Ho appena letto i commenti alla tua storia, lo scambio con befana profana. Non dai informazioni di genere e mi pareva volessi giocare con questa ambiguità. Scusa, assolutamente alcun intento ironico. Se è per quello, ho anche tralasciato di scrivere che vedo molti punti in comune tra il tuo modo di scrivere e il mio. Ti prego, non limitare i commenti per questo, a me piace molto interagire. Anche se qualche volta, evidentemente, interagisco male. 🙁
          Ciao Ciao!

    • Ciao Tia,
      Grazie!
      Ho fatto un po’ la muffa con le risposte, e quella al tuo bel commento arriva in coincidenza con il nuovo capitolo (che poi è il motivo per cui non trovavo abbastanza tempo per rispondere!) Grazie mille, lo sai che penso che sia brava anche tu, si?
      Ciao Ciao

  • Voto Mondo, fosse anche solo per come hai descritto la suaascesa al paradiso durante la visione del mappamondo di Moneta.
    Hai molto limato la tua vena ironica rispetto agli episodi precedenti, seguendo i sapienti consigli dei lettori e devo dire che funziona. Non è troppo e nemmeno troppo poco. E complimenti per le domande di fine episodio, vorrei avere la tua stessa fantasia a porle!

    • Ciao Trix,
      Grazie dei complimenti che giustamente devo condividere con voi che gentilmente interagite dandomi un mucchio di suggerimenti e feedback interessanti.
      Ammappa! Un’altra per Mondo! Mi dovrò calare presto nei suoi panni. Uuhm!
      Ciao Ciao

  • Ciao! Dunque, Priamo non me l’aspettavo. Per un momento ho pensato fosse una statua prima di capire che era un cadavere…
    Quando arrivano alla mansarda, chi è il primo che parla? Mondo o Moneta?

    Lo stile continua a piacermi, meno matto e comico rispetto ai primi capitoli, ma sempre fresco e divertente ^_^

    Per le opzioni metto quella delle parole perché mi piace e come parole scelgo moneta (con la minuscola) 😉

    Ciao 🙂

    • Allora, la prima frase del capitolo la dice Moneta, la seconda, che sarebbe la prima quando arrivano sul pianerottolo della mansarda (cuss’egua) la dice Mondo. Fai molto bene a farmi notare le ambiguità, trovo il ‘disse Tizio, disse Caio’ ma è chiaro che bisogna comunque far capire bene chi dice cosa. In realtà l’idea era che ciò che dicevano, unito alla descrizione della situazione, fosse sufficiente a far capire chi parlava. A posteriori, ovviamente… e non nel senso di blue jeans ipnotici 😀
      Ah, la tua parola è facile, era quasi già prevista, sei un buono!
      Grazie tantissimo di voto, commento e complimenti.
      Ciao ciao

  • “Mondo la guardò tipo chedici, lei ammiccò tipo fidati”.
    “Nonostante il pallore cadaverico manteneva un’espressione corrucciata e marziale, gli occhi spalancati e spenti. Il mento glabro e puntuto proclamava al mondo un possente Menefrego, foss’anche della Morte”.
    Queste frasi sono sempre quelle che preferisco, che caratterizzano il tuo stile. Mi piacciono molto 🙂
    Propongo un cambio di punto di vista, Mondo sarà interessante.

    • Ciao Chiara, grazie!
      A me piace scriverle e sì, vorrei che mi ‘caratterizzassero’ in un certo senso. Solo che mi rendo conto che spesso, obiettivamente, non sono particolarmente scorrevoli e chiare. Ci sto lavorando e mi state aiutando!
      Ciao Ciao

  • Facciamo che proponiamo una parola nei commenti e se vince questa opzione tutte le parole proposte saranno presenti nel prossimo capitolo.
    Propongo la parola rivincita.
    Riporto una tua frase da oscar:al nono aveva raggiunto il Nirvana.
    Bello anche questo capitolo, bello carico.
    Solo una cosa, la parola ripetuta l’ha messa in grassetto apposta?

    • Ciao Sandro,
      Grazie per voto e complimenti!
      Uhm, rivincita… meno male, non mi sembra ‘cattiva’ come parola.
      Sì, ho messo apposta il grassetto per sottilineare l’aspetto che i due ritengono importante: Mondo non può credere che in un certo senso Moneta pensi che la nonna si sia appropriata di un oggetto non suo, lo ritiene un po’ offensivo e se vincerà l’opzione del suo POV lo spiegherà. Moneta vuole disinnescarlo spiegando che in realtà l’unica cosa che intendeva dire è che Millana non ha mentito quando ha detto che era di suo padre.
      Per questo stesso motivo ho voluto usare per entrambi la stessa parola, mi sembrava interessante il parallelismo dialettico a cui corrisponde una divergenza di pensieri.
      Ciao ciao e grazie di esserci!

  • Ciao, Moneta.
    Mi piace l’idea di entrare nel pov di Mondo che è un gran bel personaggio molto ben caratterizzato. Ti rimprovero solo un dettaglio, perchè il resto era impeccabile, “le schiere” di carabinieri del RIS a studiare la stratigrafia…. schiere? Mai stata in un centro della scientifica? eheheheh, io sì…. e… beh… vabbé ma che importa, l’episodio fila che è una meraviglia. ovvio che non avrei mai scelto l’opzione ti leggo perchè tu mi leggi, dato che non lo fai da un pezzo ma io non smetterò comunque di seguirti 😉 e mai ti avrei suggerito una parola… poiché tu di parole ne hai già abbastanza. 😉
    Come procede 70 acrilico?

    • Vabbé, per schiere intendevo due. Non sai che in Sardegna quando qualcuno dice ‘un paio’ gli si chiede spesso, scherzando ma non troppo, ‘ma un paio due o un paio alla sarda?’ che può praticamente significare qualsiasi numero. C’è questa ambiguità del termine ereditata dal dialetto, immagino. Io ho fatto il contrario, diciamo ‘una schiera alla Moneta’ 😀
      So di trascurare molti qui dentro, sono molte le storie che voglio seguire e il tempo è poco. Me ne dispiace, quando posso cerco di rimediare!
      70 acrilico eccetera è finito

      Mi ha ricordato tantissimo Le Onde del Destino di Lars von Trier.
      Però io odio profondamente il regista e visceralmente quel film.
      Il libro ha una prosa veramente notevole e innovativa, ma questa lettrice ha scoperto che a storie simili preferisce le storie ‘da tappetino del bagno’, come dice Camelia.
      Insomma, è una scrittrice validissima, la ammiro: l’inventiva, l’originalità dei temi, l’intelligenza. Ma non vibro con lei, non trovo niente di costruttivo per me nello scandagliare certi aspetti dell’animo umano in questo modo.
      E’ assolutamente un mio limite, questo deve essere chiaro. La protagonista del film di von Trier (ah, von Trier, ma non era von Braun? direbbe Mondo) praticamente si offre in sacrificio per salvare l’uomo che ama, e tutti pensano che sia pazza ma lei continua, e muore in modo orrendo. Alla fine ha ragione lei perché il suo dio ha preteso quel sacrificio e solo dopo quelle turpitudini salva il suo uomo. Ecco, qui il finale è diverso ma non meno amaro: Camelia attraverso la propria umiliazione arriva indirettamente a risvegliare la madre, anche se poi la ripiomba egoisticamente nell’incubo.
      Da assolutamente non religiosa, sia chiaro, per me questa è pornografia, nel senso etimologico del termine, nel senso di qualcosa che a me (a me,non al resto del mondo) non deve essere mostrato.
      Ben vengano le storie tappetino del cesso!

      Ciao Ciao e grazie di esserci!

      • Bene, Moneta. Ti dico che non potrei essere più d’accordo. Ho amato lo stile ricercato e l’indagine mirata fatta sembrare un talento casuale che la scrittrice ha usato nel suo romanzo e ho trovato in te delle analogie in tal senso, ma a parte ciò la penso esattamente come te. Per questo scrivo da tappetino, io, per questo. 😉

  • Salve moneta.
    Ammetto che ho dovuto rileggere il capitolo 2 o 3 volte… ma questo è un limite.
    Lo stile un pò “ricercato” mi mette un pò in difficoltà.
    Quel “emisferi color blu di Genova” c’ho messo un bel pò a capire che potevano essere dei jans. 🙂

    Divertente anche il passaggio col ritrovamento e la scritta illegibile, e la giusta correzione di Moneta.
    Mentre poi col ritrovamento del mezzobusto pingue ti sei lanciata nuovamente con il tuo stile… calcando la mano… birbantella Monetina 🙂
    Ad ogni modo. Complimenti come sempre.
    Voto la prima opzioneper cui mi inventerei un’antrata in scena di un nuovo personaggio. 😉

  • Ma cosa direbbe Freud di questo autocompiacimento per il proprio fondoschiena?!
    No, scherzo. Il capitolo mi è piaciuto, forse meno, del precedente, ci sono di nuovo un sacco di osservazioni/immagini variopinte, molto piacevoli certo, ma che un po’ mi fanno divagare l’attenzione dal fio della storia.
    La scelta non è facile (quella di mettere tute le parole possibili scelte dai lettori nel prossimo capitolo è da pazzi!), a me piacerebbe il punto di vista di Mondo, l’hai già abbozzato in inizio di capitolo. Ma, essendo la TUA vita, puoi raccontarla dal punto di vista di un altro? ;-p

    Ciao, Moneta, e continua così

    • Ciao befana,
      Grazie mille del commento. Riguardo al fondoschiena, beh, è cominciata la danza di seduzione, anche se lui se ne è accorto in ritardo, anzi, non ancora. Apprezzo molto l’osservazione sullo stile e ti devo dire che pensavo di essermi contenuta rispetto al terzo capitolo, lo terrò presente.
      La scelta delle parole non è poi così da pazzi, nel senso che una maggioranza la raggiungo con (al massimo) 5, 6 voti. Se proprio dovessi scatenare un putiferio di commenti fai 7 voti e di conseguenza 7 parole. Anche in questo caso potrebbero non essere troppe e sarebbe una sfida interessante.
      Sul pdv, quello che osservi non è sbagliato, diciamo che con il ‘voltandosi frequentemente’ ho provato a convincer(mi) che è comunque Moneta che vedendo l’espressione ebete di Mondo immagina le sue impressioni. Ed è vero che ho avuto da qui l’idea della domanda.

      Ciao ciao e grazie di esserci

      • No, aspetta, certo che rispetto ai primi tre capitoli i voli con la fantasia sono molto più sobri e limitati; ma secondo me nella descrizione della soffitta, il placcaggio da rugby, la descrizione dei disegni e dello”stil” paterno, la scoperta del povero Priamo, ci sono una serie di periodi lunghi, “attorcigliati”, e pieni di immagini molto fantasiose e visive, che a volte non si capisce subito il nocciolo della questione, non ad una prima lettura.
        E non a tutti piace dover leggere due volte per capire.
        A me personalmente non disturba, ma ti assicuro, dopo decenni di esperienza nei miei panni, io non somiglio alla maggioranza!! 😉
        P.S Ho adorato l’emulsione di luci e ombre, bellissima espressione, non mi sarebbe mai venuta in mente. Rischi di diventare uno dei miei idoli

  • Nonostante i tuoi ricami tra il barocco e il comico che mi fanno sentire sulle montagne russe non riesco a scollarmi dal tuo stile. Un po’ come Mondo dagli emisferi in blue jeans.
    Hai carta bianca: sono qui perché mi fa impazzire quello che stai scrivendo! E questa Moneta è sempre più intrigante… inventati qualcosa e continua a stupirmi.
    😉

    • Grazie Francesco, sono contenta che ti piaccia. Sei, siete, pochi lettori ma buoni, mi piace interagire un po’, stuzzicarvi… ovviamente perché dall’alto dell’imponente montagna della mia insicurezza spero di avere da voi conferme. Uhm, insicurezza o vanità? 😀
      Ti ringrazio veramente per il tuo continuo sostegno
      Ciao Ciao

  • Ciao Moneta
    ho letto i quattro episodi di seguito, e mi sono piaciuti molto.
    Tre aspetti mi hanno colpito:
    la padronanza del vocabolario – la parola, l’aggettivo giusto al posto e al momento giusto, per dare espressività a quanto descritto, in modo non banale;
    l’intelligente e sottile ironia;
    la caratterizzazione “fresca” dei personaggi attraverso alcuni dettagli: fisico, gesti, parole dialettali, atteggiamento.
    Avanti con la soffitta sottosopra.
    🙂

    • Ciao Maria,
      Grazie dei tanti complimenti, sono molto felice che ti sia piaciuto!
      E’ faticoso. E divertente. E faticoso! Mi sembra che ogni nuovo capitolo mi prenda più tempo, però è uno sforzo che sento ripagato quando leggo commenti come il tuo.
      Grazie di esserci!
      Ciao Ciao

  • Non so perchè il mio commento non é apparso…
    Comunque ti volevo dire che il tuo stile è davvero incredibile,è molto bello il fatto che fai scegliere tutto ai tuoi lettori,è la prima volta che vedo un racconto del genere (in senso positivo) . I personaggi e la storia sono ben definiti .complimenti,tu hai talento,continua a coltivarlo. 🙂

    • Grazie Sissi, troppo buona!
      Stanno facendo un po’ di casino con i commenti, in questi giorni. A me ne sono spariti un paio! La storia nasce proprio con la speranza di far decidere il più possibile ai lettori, anche se ti confesso che adesso sono un po’ in difficoltà e non so bene che domande inventarmi… 😀
      Grazie mille per voto e commento.
      Ciao Ciao

    • Oh che bello, grazie Red! L’unanimità mi fa sempre un po’ paura e sapere che qualcuno ‘rimpiange’ lo ‘stille’ precedente mi conforta. Ti dico la verità: per me è bello scrivere in quel modo, mi diverte, ma al tempo stesso è anche molto difficile, non sono sicura di quanti siano in grado di seguirmi e non è adatto a sviluppi così brevi. Ma non c’è solo TI , per fortuna.
      Grazie per voto e commento!
      Ciao Ciao

  • Ovviamente ho votato ” un indizio lasciato dal padre”
    Sorprendente scoprire il titolo della storia,non l’avrei mai detto. Non avrei mai detto nemmeno fosse dialetto sardo. Non vedo l’ora di leggere i nuovi sviluppi.
    Possiedi un vocabolario veramente caleidoscopico, noto un’impressionante attenzione per la descrizione dei dettagli, gli aggettivi usati minuziosamente per non risultare ripetitiva, la fantasia nei nomi dei personaggi ( che non è da poco).
    Questa storia mi fa ben sperare, terrò sicuramente d’occhio il tuo profilo.
    Aggiorna al più presto per favore!

    • Ciao An,
      Sei veramente gentile per una che porta il tuo nome! 😀
      Grazie mille per i tanti complimenti, cerco di fare del mio meglio, quando qualcuno fa certe osservazioni sono contenta. Cerco di aggiornare con cadenza quasi settimanale, quindi in teoria nei prossimi giorni. Grazie di esserci, spero di riuscire a mantenere vivo il tuo interesse.
      Ciao Ciao

  • la soffitta sottosopra.
    Quindi “Su attu marro’j” è un gattone porta sfiga?

    “Gli addominali disegnavano una freccia che divagava in basso. Moneta non ci cascò.”
    Però questa ce la spieghi! 🙂

    Chissà dove ci condurrai. Ancora complimenti per il bel racconto.

    • Ciao Alex,
      Grazie per i complimenti e per essere qui.
      In due parole, più che portare sfiga, attu marro’j si nutre del terrore dei bimbi. Un po’ come il pagliaccio di It ma più tipo i mostri di Monsters&Co 😀
      Eh eh, ricordo ancora quegli addominali, con i ‘lateraloni’ che si restringevano dall’alto in basso a formare quasi la punta di una bitorzoluta freccia che pareva indicare qualcosa un po’ più in basso… insomma, quei turgidi muscoli non erano d’accordo che io ascoltassi Mondo, volevano proprio farmi divagare, condurmi verso un altro lido nel quale, una volta approdata con lo sguardo, difficilmente avrei prestato attenzione alle parole del vichingo…

      Ciao Ciao

  • Si sente il cambio di registro. O meglio, si legge, pardon. 😉 Io dico un indizio, certo siamo nel genere avventura che si sta mescolando col giallo (come ci chiedesti), non oso immaginare il seguito. 🙂 Ti devo dire che la modifica m’è piaciuta, prima mi perdevo un po’, sicuramente dovuta alla mia innata tendenza alla distrazione. 🙂 Detto ciò, considero decisamente affascinante il tuo modo di narrare. 🙂
    Ora, son pure convinta di aver fatto un commento confusionario ahahhahah!

    • Ciao Pink,
      Grazie per tutto: voto, riscontro, riscontro positivo: sono contenta che ti sia piaciuta la modifica. Anch’io sono tutto sommato soddisfatta di quello che ho scritto e anch’io lo trovo più facile da seguire! ‘Affascinante’ mi scombussola un po’, ma grazie, grazie e grazie!
      Ciao Ciao

  • Sappi che mi hai steso con la descrizione del superfusto (che peraltro mi ha ricordato l’espressione “megafusto” del cartone di Hercules) e con le allusioni divertenti.
    Non sono sarda e quindi non avevo assolutamente capito il significato del titolo della storia, attu marro’j. È stato interessante scoprirlo e sono molto curiosa, adesso 🙂 Ma è davvero uno “spauracchio tradizionale” o l’hai inventato?
    Ho votato per la soffitta sottosopra, ma sono in minoranza. Vedremo!

    • Ciao Chiara,
      Grazie per il commento, per i complimenti e, semplicemente, per essere qui.
      Ho cercato di riportare il suono della parola, non rispettando le complicatissime regole di trascrizione del sardo che non conosco affatto. Questo per dirti che pure i sardi avrebbero qualche difficoltà ad elaborare la traduzione. Non è facile rispondere alla tua domanda: diciamo che esattamente con questo suono lo conoscevano alcuni fratellini ora anziani, spesso terrorizzati da strani feticci che comparivano dai buchi delle assi sul soffitto quando, da bambini, non volevano dormire. Però la traduzione sarebbe appunto ‘gatto marrone’ e non sono in grado di dirti se fosse questo il nome con cui tutti i bimbi del paese lo conoscevano, oppure se loro o i loro genitori avevano compreso e tradotto male il classico ‘gatto mammone’. Nel racconto forzo un po’, mischiando le cose, mantenendo il suono sbagliato con la traduzione/etimologia probabilmente giusta.

      Ciao Ciao e grazie di nuovo.

    • Ciao AmoMarta,
      Felice che trovi cambiamenti, ho provato veramente ad ascoltarvi. Deviato tipo ‘hai preso la svolta giusta’ o tipo ‘hai imboccato contromano il viadotto autostradale’? Perché c’è differenza 😀
      Alla seconda domanda non posso rispondere, te la rigiro: pensi che sia un ingenuo Cappuccetto Rosso che fin qui ha scritto fan fiction sugli 1 Direction e ora prova a fare ascoltare ai grandi le sue fantasie adolescenziali?
      O forse sono un vecchio Lupo non troppo cattivo che cerca nuovi stimoli su questa piattaforma?
      Magari sarà la prossima domanda che farò a voi lettori.
      Insomma, decidi tu, nasco qui per questo.

      • “Deviato” tipo: ok, più lineare, meno allegorico ma sempre non del tutto nelle mie corde. Tuttavia, come dicevo a qualcuno e come ripeto sempre: il lettore non è come il cliente, non ha sempre ragione. E per cui…
        In quanto alla tua identità, beh… la foto sembra di una “bimba” ma la scrittura non mente, è matura, molto matura. Potresti essere altro o potresti essere davvero un piccolo genietto. A te la scelta etica di mostrare o meno l’autrice oltre che l’opera. 😉

    • Ciao Jay,
      Mi piacerebbe dire che è scritto di getto, ma proprio non ne sono capace. Scrivo, rileggo, riscrivo allo sfinimento. Quando sono sfinita pubblico. E dopo trovo sempre qualcosa che mi piace poco!
      Grazie per il voto e il commento, sono felice che ti sia piaciuto.
      Ciao ciao, grazie di esserci!

  • J’adore! Continuiamo a leggere le impressioni e i pensieri di Moneta, si sorride e si “entra” nell’atmosfera, ma non ci si perde più in 1000 dettagli e la storia, o almeno, la conoscenza di cosa è successo, procede. Io dico che bussa qualcuno. E peccato per Moneta che non sarà più sola con gli addominali del vichingo sardo! 😉

    • Ciao Anna,
      Grazie veramente per il commento, mi fa piacere che si noti una ‘continuità nel cambiamento’ e sono contenta che ti piaccia il capitolo. Per le tinte rosa… beh, si è notata una certa attrazione erotica? Non è detto che diventerà proprio amore ma…
      Ciao e grazie di esserci!

  • Mi permetto di citarti: “Il suo Sigrazie fu il segnale che la piccola grassoccia mano di Tzia Millana aspettava per rovesciare un ettolitro di nera sostanza caustica dentro una tazzina che parve ribellarsi tintinnando nel piattino di ordinanza.” E solo per questa frase meriti il nobel.
    Mi prendo una seconda permissione *questa parola esiste, lo giuro* e ti do un piccolo feedback contravvenendo alla scelta della votazione. La tua scrittura e il tuo stile mi hanno conquistata e, tuttavia, a volte mi accade di perdere il filo. Fornisci tantissimi particolari, divertenti, brillanti e calzanti ma io, che ho la facile propensione alla distrazione, spesso vi resto invischiata e fatico a ritornare al filo logico del discorso. Però, tranquilla, lo smarrimento dura poco, ed è ben poca cosa rispetto a quanto trovo piacevole leggerti. Alla prossima!

    • Ciao Trix,
      Trigrazie (questa parola non esiste, lo giuro) per voto reale, voto virtuale e commento.
      Apprezzo moltissimo i complimenti, mi scapperebbe un flebile ‘ma sei seria? ma davvero davvero?’ ma no, che diamine, arrossisco e incasso!
      Apprezzo moltissimo anche l’osservazione. Ce ne sono tante qua sotto e sono proprio quello di cui ho bisogno, oltre al massaggio dell’ego 😀 :-D. L’unica problema è che non so bene quando riuscirò a partorire il prossimo capitolo, perché vorrei cercare di studiarlo veramente molto bene per venire incontro ai vostri appunti pur mantenendo un ‘prodotto’ che mi diverta.
      Ciao Ciao

    • Ciao Anna,
      Grazie per il commento e i complimenti.
      Sì, basta divagazioni inutili, basta oggetti che parlano, mica siete qui per guardare La Bella e la Bestia di Disney. Questo, mi avete detto, è un giallo, onoriamolo! Ho impiegato 5mila caratteri per farvi sapere che due bevono un caffé guardando un oggetto equivoco mentre qualcuna è appena morta, adesso vediamo se Moneta ha voglia di darsi una mossa e indagare.
      Ho qualche idea, ma sarà una bella sfida cercare di sfoltire le cose inutili mantenendo qualcosa che somigli allo ‘stile’ dei primi capitoli,
      Ciao ciao e grazie di esserci!

  • Dopo aver letto il terzo episodio ero in procinto di scrivere qualcosa riguardo la mia votazione, ma mi sono battuto nei commenti degli altri utenti, e devo dire di essere piacevolmente sorpreso da quello che hai “creato”. Si perchè è venuta fuori una discussione costruttiva, con tanti spunti interessanti e, da questo punto di vista, ti devi ritenere molto soddisfatta. Al di là della bellezza della storia mi piace ciò che è nato, con i vari commenti, grazie alle 3 opzioni che hai posto a conclusione dell’episodio.

    Detto questo, ho votato per “Proponete voi..”: vorrei giusto un po’ più di chiarezza, anche se forse dipende più da me lettore questa cosa.

    Comunque sei molto brava, la storia è particolare, hai un grande seguito di lettori, hai idee interessanti: continua così. 🙂

    • Ciao Jay,
      Ti ringrazio molto per il commento lusinghiero, probabilmente sopravvaluti il mio ruolo. Al massimo, catalizzo un po’ 😀
      Sì, per il momento sono soddisfatta di cosa sta venendo fuori, ma ti confesso che paradossalmente la paura di non riuscire a non rispondere alle aspettative aumenta ad ogni capitolo. Il fatto è che fino a che tutti ti dicono che va tutto bene tu dici ‘Ok, allora il prossimo capitolo se metto una riga fuori posto li deludo, penseranno che potevo fare meglio, chissà cosa si aspettano!’ Stress da psicopatica! Quindi, tanto vale mettere subito le cose in chiaro per non prendermi troppo sul serio: contenta se qualcosa vi piace, ma ditemi soprattutto cosa non vi piace…
      Così quelli a cui non piacerà il prossimo capitolo daranno la colpa ai lettori che hanno votato ‘meno dialetto’, o ‘più dialoghi’ oppure, che ne so, ‘più chiarezza’
      😀 😀 😀
      Ciao ciao e grazie di nuovo

      • *imbattuto no battuto

        Ritornando in tema: non sono io che ti sopravvaluto, sei tu che ti sottovaluti. Già il fatto che ti concentri anche su quello che non può piacere al lettore, denota una voglia di migliorarsi e migliorare la propria scrittura (se ce n’è bisogno). Cosa che per esempio io non ho, e che forse dovrei iniziare a considerare. 🙂

  • Ciao, se posso permettermi.. vorrei dirti bravissima!
    Mi piace moltissimo il tuo modo di raccontare, e per come riesci a infondere “semplicità” nelle tue descrizioni.
    Non sono d’accordo con il commento di AmoMarta.
    Se Incipit è un gioco, il gioco deve valere per tutti e non solamente per chi si esibisce in stili frenetici e incalzanti.
    Per cui, se scrivere è espressione e libertà dell’artista, tale deve rimanere al di la dei 10 capitoli.
    Alla prossima… Voto per il Nobel, ovvio 🙂

    • Chiedo scusa se mi intrometto, ma dato che sono stata nominata qui sopra da Alex, vorrei puntualizzare due cose:
      uno:
      la scrittura è libera e questo è un gioco, certo. Lo sappiamo. Ma è stata l’autrice a farci la domanda provocatoria, e si doveva rispondere con un commento e un voto. Non è che io sono arrivata e l’ho redarguita di mia iniziativa così, perchè mi è scivolata la tastiera sul piede.
      due:
      qui non c’è un dibattito in cui uno è d’accordo con l’altro o meno, fino a criticarlo e definirlo esibizionista o simili…, qui c’è che ognuno esprime il suo parere/voto alla domanda dell’autore. E io ho espresso il mio. Come tutti hanno espresso il proprio. Anch’io non sono d’accordo col parere di molti, ma non è necessario puntualizzarlo, dato che qui non conta cosa penso io ma dare una risposta alla domanda che chiude l’episodio e che l’autrice ha posto a tutti noi.
      Se poi vogliamo aprire un dibattito, bene. Magari non qui sopra. 😉
      Scusa Moneta per l’intrusione…

      • Ciao,
        Scusatemi voi se in qualche modo ho favorito questa incomprensione, non era certo mia intenzione. Penso che il problema di fondo sia che stiamo comunicando utilizzando tastiera e parole scritte, elidendo un fiume di informazioni che gesti, intonazione eccetera ci permetterebbero di percepire. AmoMarta hai assolutamente ragione quando scrivi che io ho voluto proprio questo tipo di contraddittorio, anche ‘forte’, ma se avessi valutato che avrei potuto scaldare gli animi non l’avrei mai fatto. Ti dico ciò che ho capito io: penso che Alex intendesse che tutto sommato un autore può anche decidere di non considerare importante il limite dei 10 capitoli, dilatando la sua storia ben oltre. Qui lo fanno in tanti e onestamente l’ho considerato anch’io (una parte del titolo del mio racconto è proprio un ammiccamento a questa possibilità 😉 ). Quindi ho interpretato ‘esibirsi’ semplicemente come un ‘prodursi’ e nulla più.
        Io ringrazio comunque entrambi, perché esprimete punti di vista diversi e vi assicuro che quanto avete scritto mi sarà utile. Se poi non troviamo un punto di contatto, possiamo fare come farebbero Tzia Millana e Tziu Totori: a testate fino a che uno solo rimane in piedi 😀
        (No no per carità scherzo! Ci sono già troppi luoghi comuni sui sardi!)

        Ciao Ciao

        • Perdona la stoltezza degli autori, Moneta, la mia prima di tutti 😉
          In ogni caso “ritmo frenetico e incalzante” è il modo in cui Alex definisce la mia scrittura. E io lo ritengo un complimento, perchè è il mio modo personale di scrivere. E quando uno ha un modo personale di scrivere significa che scrive. Poi certo può non piacere, ma diosanto è nella natura umana scegliere qualcosa piuttosto che qualcos’altro! 😉 Però contestualizzare questo mio ritmo frenetico e incalzante in mezzo a una critica e addirittura dichiararla col termine: esibire, … dai! Insomma io non mi esibisco, io scrivo. Non sto al circo a fare salti dal trapezio. E il ritmo sarà pure incalzante ma dietro c’è uno studio lungo e intenso. E quello che un buon lettore coglie è innanzitutto la chiarezza. Hai capito tutto? non hai dubbi? allora va bene. Spesso leggiamo cose che facciamo fatica anche solo a pronunciare, figuriamoci a visualizzare!
          Non stiamo qui a dissertare perchè saremmo sciocchi e io per prima sarei ridicola. La chiudiamo qui, tu sei troppo dolce per fare da arbitro 😉
          Un abbraccio.

    • Grazie Alex, sei fin troppo buono e io sono lusingata.
      Come ho scritto anche qui di seguito, una parte del titolo è appunto un ammiccamento alla possibilità che la storia non termini con questi 10 capitoli, anche se onestamente mi piacerebbe condurla subito in porto.

      Ciao Ciao a presto!

  • Ho trovato perfetto l’inizio di questo capitolo e, poi, le osservazioni qua e là sulla povera tazzina piena di “caffè”.
    “Capitolò al terzo Loprendilcaffè, realizzando che non era affatto una domanda, era la constatazione del suo ineluttabile destino.Il suo Sigrazie fu il segnale che la piccola grassoccia mano di Tzia Millana aspettava per rovesciare un ettolitro di nera sostanza caustica dentro una tazzina che parve ribellarsi tintinnando nel piattino di ordinanza”. Sì, proprio bello! 😀
    Che cosa cambierei? Beh, intanto non sta certo a noi dirtelo: se tu non sei soddisfatta del tuo stile, cambia tu quel che vuoi. Noi al massimo possiamo darti dei consigli, ma siamo tutti dilettanti.
    Personalmente, avevo trovato un po’ difficile seguire i primi due capitoli, ma poi tu mi hai spiegato tutto e ora sono a posto. D’altra parte, è una storia nata come molto particolare, e penso che si tratti di un tuo personale esperimento. Quindi, insomma… Sperimenta tu!

    • Ciao Chiara,
      Grazie moltissimo per il ricco commento e per i complimenti.
      Hai ragione, se decidete voi, io che ci sto a fare?? 😀
      Sì, questa storia è un esperimento, sono curiosa di capire quanto riuscirò ad adattarmi ai ‘gusti del pubblico’ e se lo posso fare scrivendo comunque qualcosa che mi piace. In realtà, come forse si è capito, sono già in crisi, ma sto imparando molto.
      Grazie di essere passata!

      Ciao Ciao

  • “Capitolò al terzo Loprendilcaffè, realizzando che non era affatto una domanda, era la constatazione del suo ineluttabile destino”. Come ti/la capisco! 🙂
    Scelgo proporre, e propongo di eliminare qualche riflessione, a favore della storia. Mi spiego meglio, credo che l’io narrante rubi la scena, e non importa quello che succede, perché la parte interessante è quella lessicale. In questo episodio, senza una scrittura così ricercata, sono due che bevono il caffè.(esagero)
    Ma è solo un’opinione, non ho la competenza per altro. 😉

    • No no, secondo me non stai neanche esagerando, sono d’accordo con te. Diciamo che in parte è un esperimento di cui spero di non dovermi pentire (ho usato onanisticamente 5000 caratteri, rubando spazio al resto). Mi fanno molto piacere e mi sono utili tutte le vostre osservazioni. E anche i complimenti, ovviamente!
      Nel prossimo cap. Ci sarà più azione, anche perché meno sarebbe difficile 😀
      Ciao ciao, grazie per esserci!

  • Ciao Moneta,
    ecco scelgo di proporre…
    se da una parte la tua scrittura – come ti ho già fatto notare – dimostra personalità e questo è un pregio, dall’altra – e lo si nota molto in questo terzo episodio – diventa eccessivamente allegorica anche quando dovrebbe asciugarsi e mostrare risolutezza. Sempre tenendo presente il contesto in cui ci troviamo – un racconto breve e non un poema o una poesia per versetti – avrebbe bisogno di diventare concreta a un certo punto e le tazzine o il sacramento di vapori dovrebbero tradursi in modo razionale. Abbiamo bisogno di leggere con gli occhi del protagonista e dubito che il suo pensiero possa essere costantemente allegorico. Avrà pure un attimo di lucidità… 😉
    Il Nobel? Beh…

    • Ciao AmoMarta,
      Mi fa veramente molto piacere leggere le tue parole. Vorrei scriverti che in questo terzo capitolo ho cercato di enfatizzare quello che mi sembrava piacesse degli altri due per cercare di capire qual’era il limite da non oltrepassare. In parte è veramente così, in parte è semplicemente un limite della mia scrittura. Per quanto riguarda la lucidità, essendo Moneta la mia alter ego, non posso garantitrti che ne abbia molti attimi, ma se ti chiedi se pensa davvero di meritare il Nobel, beh, no, tranquilla. Però sa che qualche volta deve stuzzicare e disturbare qualcuno dei lettori perché i commenti vadano oltre i gratuiti bravissima, perfetto, tutto divertente, mi ricordi una geniale eccetera 😉
      Grazie di nuovo, cercherò di applicare i tuoi consigli.
      A proposito di consigli: sono lenta a leggere come a scrivere, il libro della Di Grado è a metà, ma posso dire che mi sta piacendo parecchio.

      Ciao Ciao

      • Per la Di Grado, mi fa piacere. Credo sia un buon libro per acquisire alcune importanti lezioni narrative. Per quanto riguarda quelli che hai definito “commenti gratuiti” direi che sbagli. Non c’è bisogno di provocare nessuno, i lettori sono sempre onesti. A onor del vero “dal modo in cui passano” si capisce se la tua storia piace . Votano e basta? Dicono bello brava ciao, perdono almeno tre righe a dirti qualcosa citarti o spiegarti cosa li ha colpiti? Non è difficile capire se ti stanno leggendo davvero, non c’è bisogno di svegliare il cane che dorme. Anche perchè qui siamo tutti in barca e non vorremmo mai tirare i remi 😉
        Impariamo leggendo gli altri, per questo leggiamo. La lettura è l’unico vero strumento valido per imparare a scrivere. Sono certa che lo sai bene, traspare la tua dedizione 😉 Baci

        • Sì, forse hai ragione, ma continuo a pensare che sia più facile valutare ciò che ti scrivono se capisci che chi te li fa non ha troppi riguardi o timori di farti male. Penso che sia assimilabile a un disturbo oppositivo provocatorio 🙂 🙂
          Sia chiaro che con gratuiti intendo ‘non impegnativi’, quelli che non costa niente fare e che fanno felice chi li riceve.
          A me capita di essere un po’ larga di giudizio, quando mi piace qualcosa e voglio incoraggiare l’autore nonostante non proprio tutto mi abbia convinto. Magari, evito iperboli, questo sì. Penso che anche altri possano avere il mio atteggiamento prudente, ecco tutto.

          Ciao ciao, scusa il papiro e grazie ancora

  • Io adoro il tuo stile, bé forse non fino a proporti per il Nobel, aspettiamo almeno il tuo terzo romanzo per quello, hihihi.
    Se proprio vuoi un appunto, io ridurrei leggermente lo spazio ai commenti tra sé e sé di Moneta, i dialoghi immaginari con tazzine ed altri oggetti. Sono carini e ci stanno, ma secondo me quando ce ne sono troppi si finisce per perdere il filo dell’azione.
    Sennò vedi te, sei tu la candidata al Nobel. E manco un goccio di mirto sta ragazza, acciderbola!, 😉

    • Ciao befana,
      Grazie moltissimo per commento e critica. In effetti ho avuto l’impressione di esagerare, è per questo che ho chiesto a voi un parere proprio sull’aspetto stilistico. E le osservazioni e critiche utili stanno arrivando! Sono contenta!
      Ciao Ciao

    • Ciao ivano, due volte grazie, anche perché in fondo mi hai suggerito tu di porre questa opzione. Per lil dialetto sei in minoranza, ma in fondo mi pare di capire che anche la vorresti un po’ ridimensionato. Terrò certamente conto dei tuoi consigli.

      Ciao Ciao

  • Mi piace moltissimo l’idea di coinvolgere il lettore in prima persona. Personalmente ho fatto un po’ di fatica a stare dietro alla tua mirabolante parlantina, nel primo capitolo, ma sara’ stata la stanchezza di una giornata di lavoro. Ad ogni modo, suggerisco una cugina streghetta (banale?) o che abbia a che fare con la cartomanzia. Dovrebbe avere qualcosa di Luna Lovegood.

    • Ciao Gianluca, felice che sia passato!
      Suggerisci una jana, una fata piccolina e tutta rughe…
      O una bruscia, che esiste ancora e nella realtà è una laida profittatrice di anime fragili.
      Sempre grassa, perché il lavoro non le manca.
      Tra le due, direi che Luna somiglia più alla prima, almeno caretterialmente.
      Grazie, grazie davvero, mi stai dando degli spunti e in qualche modo ne troverai traccia.
      Ciao Ciao

    • Ciao ivano, benvenuto
      Siete in molti a volere il Giallo, penso che sarai accontentato.
      Riguardo ai dialoghi, potrebbe essere un’idea per la prossima domanda ‘preferite: dialoghi, monologhi, sguardi che parlano?’ Ah ah, no, forse non sono pronta per questo.
      A presto!

  • Divertente, davvero divertente.
    Chissà come viene davvero in sardo fish&chips…
    Mi piace il tuo essere ironica, un po’ bimba spensierata di otto anni un po’ padre estinto e schizofrenico, un po’ vecchietto ignifugo.
    Voto per l’avventura emozionale che mi ispira sempre un sacco.

    • Ciao Giorgia,
      Benvenuta e grazie per il commento. Riguardo alla tua domanda, diciamo che ho la fortuna di conoscere bene qualcuno che conosce bene quella Terra. E l’ulteriore fortuna che alcuni lettori abbiamo proposto proprio la Sardegna come ambientazione della storia.
      Ciao ciao a presto!

  • Giallo per me, grazie.
    Adoro il tuo stile, Moneta. Quando leggo mi sembra di ascoltare quel genere di persona che riesce sempre a inserire nel discorso ogni genere di divagazione per poi riprendere il filo e terminare lasciando l’interlocutore a bocca aperta. E funziona. Ci sono anch’io, con Moneta.
    A presto!

    • Grazie Trix, grazie di cuore. Non ho mai pensato di avere uno ‘stile’, ma forse è proprio quanto scrivi: a chi legge sembra impossibile che quelle pennellate incoerenti, guardate da lontano, disegnino qualcosa di riconoscibile.
      Anche a me!
      Hai scelto giallo e a questo punto penso che giallo sarà.

      Ciao Ciao

  • Fantastico!
    Appena iniziato a leggere le primissime righe del primo capitolo non mi son più fermato.. Fantastico il secondo capitolo..
    Come mi è piaciuto tantissimo il modo in cui hai “piazzato” nel secondo capitolo il :Salta, corri, prendi, lancia!
    Sono sicuro che saprai condurre ancora meglio i prossimi capitoli.
    Che dire, complimenti.
    Seguo e voto una persona, donna.

    • Grazie, grazie, grazie,
      Sono verametnte contenta di averti suscitato emozioni, ogni volta mi pare quasi impossibile riuscirci! Mi carichi di una responsabilità che spero di essere in grado di reggere nei prossimi capitoli.
      Ciao Ciao a presto!!!

  • Mi limiterò a decorare 😉
    Bello, mi piace il tuo modo di scrivere, lo trovato “ricercato” ma con una nota di “non prendiamoci troppo sul serio” che gradisco molto.
    “Tuidsé! Savillé! Fish&Chips?”
    “???” Le sembrava improbabile che il vecchio le stesse chiedendo informazioni gastronomiche.
    Oddio un ictus, ed è tutta colpa mia!”
    “uomo ignifugo” molto divertente! 🙂
    Seguo

    • Ciao Tia,
      Grazie! Accetto i complimenti col tenue sorriso e il vago senso di colpa di chi sa che se vai a cercare il pelo nell’uovo trovi la basetta di un tirannosauro immersa nel tuorlo.
      Felice che tu sia qui, spero che vorrai accompagnarmi ancora.

      Ciao Ciao

  • Ciao, ho scelto Un oggetto o una persona particolare/misteriosa/fatevoi che ci porterà verso il genere Avventura (anche dei sentimenti!) o Giallo
    Secondo me troverà un oggetto che il padre ha donato al vecchio, qualcosa che non si aspettasse potesse possedere mai!
    Allora, il primo capitolo parte subito bene, molto musicale, in particolar modo all’inizio, e divertente quando discuti con il lettore o metti quel tocco umoristico (ho riso un sacco quando parla del computare “moneta non piangere” con l’occhiolino)!
    Sai inoltre (nel secondo capitolo) come far commuovere il lettore pur mantenendo un tono umoristico (la parte del lancio dell’urna e dei pensieri rivolti al padre)!
    Infine, molto piacevoli le varie descrizioni e il tuo stile di scrittura in generale!
    Ovviamente ti seguo!

    • Ciao lucrash, grazie per la critica puntuale e dettagliata, troppo buono davvero.
      Eh, sì, mi pare che ormai ci siano pochi dubbi che questa sarà un’avventura o un giallo.
      Felice che sia qui e di essere stata letta con piacere.

      Ciao Ciao!

    • Uah ah, un’altra per il giallo, mi sa che comincio a scrivere il terzo capitolo!
      Il titolo non so bene quando si capirà, ma ti prometto che in qualche modo sarà giustificato. Linguaggio schietto qualche volta significa scrivere mille volte una frase piena di espressioni retoriche per poi chiedersi ‘ma cosa voglio scrivere? questo? allora perché non lo scrivo?’. Si fa quel che si può.
      Grazie

      Ciao Ciao

    • Ahi, quando ho visto che almeno in 2 indicate il giallo ho fatto una corsetta per non pensare al guaio in cui mi stavo cacciando… Non ci crederai, ho visto la luce!! Adesso quasi spero che vinca!
      Vedremo, Grazie, Troppo buona, Ciao Ciao
      😀 😀
      Scusa la stupidera, è colpa della dopamina

    • Ciao Jay, grazie di esserci e per il commento.
      Sei buono, rispetto ad altri, tutto sommato humour non è così lontano dall’impostazione iniziale. Per il momento parrebbe in vantaggio il giallo, ma devo fare bene i conti.
      Ciao ciao a presto

  • Voto invece “un oggetto o una persona particolare/misteriosa”, e propendo per un giallo, che mi sembra star bene con tutto il resto 🙂
    Non mi sembra il caso di votare eros per una bambina di 8 anni, né romantico. Insomma, stiamo calmi! Va bene un argomento originale, ma un minimo di verosimiglianza ci vuole lo stesso. Non concordo con alessandra1, in sintesi.
    Ma, alla fine, a te la scelta, ovviamente!

    • Ciao Chiara, grazie per il voto.
      In realtà il tuo commento dice un po’ di più di quanto – forse – intendessi: non sono riuscita a far capire bene che la ‘Moneta di 8 anni’ è la ragazza orfana che decide, per ‘costruirsi’ un ricordo meraviglioso in onore del padre appena morto, di rievocare i suoi giochi da bambina. ‘Rinsavisce’ solo dopo il quasi omicidio colposo del vecchio.
      Anche il mio umorismo cinico (ma romantico, accidenti!) ha un limite e ti assicuro che non riuscirei a farne su un argomento simile. Come ti posso assicurare che il tuo commento mi è stato utile!
      Ciao ciao, ci si rivede!

  • Direi una vecchia amica del padre che cela un qualche segreto che ha a che fare proprio con… Il resto lo lascio a te. Bravissima. Azione e descrizioni perfettamente calibrate. Immagini sempre efficaci, ironia… C’è tutto quello che serve per un buon racconto. Manca solo il genere. E credo che sia ora di fare una scelta…

  • Beddissimu.. No, avesse vinto la Provenza, che è casa mia da parecchi anni ormai, avrei improvvisato un paio di parole in “prouvençau” ma di sardo proprio non so una cippa!
    Il tuo stile è spassosissimo, le tue immagini vivissime e le scene son rese benissimo. Però non so proprio dove andrà a parare il tuo racconto.
    Ho scelto l’oggetto/persona oscuro, non perché io voglia un fantasy ma perchè sono per tutto ciò che è bizzarro: anche le proprietà…
    Ciao, e bravò.

    • Grazie, grazie a ancora, sono emozionata.
      Devo confessare che la Provenza come scelta singola era 3 a 2 con la Sardegna (anche se un voto era per una Provenza distopica) poi ho voluto fare la media degli altri voti che indicavano chi la Puglia, chi genericamente il Sud Italia o la Grecia e ho voluto accontentare un po’ tutti. E me, visto che ho colto al volo la possibilità di sfruttare una consulenza linguistica!

      Ciao ciao

  • Il tuo incipit – riletto tre volte – mi ha ricordato la scrittura geniale di una giovanissima emergente – ora un po’ cresciuta ma giovanissima lo era quando è emersa – che si chiama Viola Di Grado con Trenta Lana Settanta Acrilico, un romanzo con una impronta simile a quella che hai impresso tu nelle prime righe. Leggila, se ti capita, io l’ho adorata.
    Qui e ora.

    • Ciao,
      Io non so veramente cosa dire se non grazie. Sono mediamente cialtrona e quindi non deve stupirti se ti confesso che non conoscevo questa autrice, ma ho appena scaricato il libro che indichi (assolutamente comprato, intendiamoci!) e lo leggerò con molta curiosità.
      Grazie per voto, suggerimento e commento!

      Ciao Ciao

  • Facciamo un luogo mediterraneo, tipo civiltà minoica?
    Una volta lessi un libro che cominciava con una scena in cui c’era una ragazza seduta sotto un sicomoro.
    L’autrice era la Zimmer Bradley.
    Tu qui riporti quell’atmosfera mediterranea, inoltre affronti i luoghi comuni in modo consapevole.
    Non saprei cosa correggerti se non dirti mi piace

  • Molto, molto bene… Uno dei migliori incipit che mi capita di leggere da un po’ di tempo a questa parte. Inizio intelligente, infarcito di stereotipi letterari che ti diverti subito, o quasi, a ‘smontare’ (giusto in tempo per evitare che il lettore medio-colto con la puzza sotto il naso abbandoni la lettura). Anche la chiusa devo dire mi è piaciuta molto, belle immagini, evocative, poetiche… Frase migliore: il ricordo diventa meraviglioso solo in post-produzione. Provo a seguiti (ho pochissimo tempo in questo periodo purtroppo). Per me è qui, adesso… Non chiedermi perché ma a me è venuto da pensare alla Puglia…

  • Qui, adesso. Ma qui dove? Si intende la Terra? In questo caso, va bene la Provenza, visto che è già stata proposta.
    Il “qui”, però, è relativo: il tuo “qui” non è il mio “qui”. E allora perché non un mondo parallelo? (Sto sparando davvero quello che mi viene in mente, cestina pure tutto quanto!). Un mondo parallelo.
    🙂
    Ciao!

    • Ciao pinkerella,
      Che piacere il tuo commento, mi hai battuta sul tempo! Sto leggendo la tua storia in corso! Non so davvero dove andremo a finire, per questo ho messo pure fantascienza. Escludo solo horror (non mi va) e storico. Eros? Boh, perché no, è pieno di cliché ridicoli.
      🙂 🙂

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