Il Grande Incipit vi guarda

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Fuori la pioggia cade incessante, pesante. Fuori fa anche freddo. Eppure Carlo si sente bene, forse perché è sotto le coperte al calduccio: ieri sera ha avuto l’accortezza di aggiungere un’altra bella coperta, e quindi non ha accusato il freddo pungente di metà gennaio. Una montagna di coperte, in un appartamento senza riscaldamento, può anche bastare. Deve bastare.  

Il buon Carlo è già sveglio, sono appena le 8:30. Ma Carlo questo non lo sa (cioè non sa che sono le 8:30, ma sa di essere sveglio, relativamente parlando). “Chissà come mai la sveglia ancora non suona. Mi sono svegliato troppo presto, saranno le 6.00, 6:30. Ieri ho fatto proprio bene…non si poteva certo far tardi. Una piccola cena è bastata. Vabbè un’altra mezz’ora e poi mi alzo, e mi preparo ad un’altra giornata di lavoro. Che poi è lo stesso di ieri..che pacco! Ma mi serve, non posso farmi licenziare di nuovo! Servono sempre soldi…come lo pago l’affitto di questo buco!?”

Le prime riflessioni mattutine del nostro vengono interrotte dallo squillo assordante del telefono di casa: il giovin signore si alza, risponde e dopo appena 30 secondi , senza emettere una parola diversa dal «Pronto!» iniziale, riaggancia.
«Ah, giusto!», dice Carlo dopo un assestamento di pensieri durato la bellezza di 2 minuti e 30 secondi. Torna in camera e accende il suo smartphone, regalato ieri dai suoi due migliori amici, Ettore e Dwight, in occasione di un compleanno. Il suo, il 27°.
«La sveglia non suona quando questo è spento, bella tecnologia! Rivoglio il mio vecchio! Il mio mattoncino con i pulsanti!», grida Carlo al suo nuovo amico tecnologico che, per tutta risposta, spegne la propria luce, in nome del risparmio energetico.

“In effetti dopo due ritardi nel giro di quattro giorni…è giusto dai. Ci sta essere licenziati..tre sarebbero stati davvero troppi. E poi c’è sempre la questione…mah! Un altro lavoro perso. Vabbè doveva andare così…la sveglia non doveva suonare. È destino. Chissà come sta…dalla voce sembra che stia bene. Anche questo..cioè il destino ha deciso tutto. Ora devo inventarmi qualcosa però, dove lo trovo un altro lavoro!?”.

Dopo una colazione abbastanza abbondante, dopo aver letto qualche pagina del manuale d’uso del suo s., dopo aver preso coscienza di un licenziamento causato da un s. che non suona quando è spento, il nostro esce di casa con tanto di ombrello, visto un diluvio non indifferente. E questa è una bella sorpresa: i due ritardi precedenti, a cui ha fatto riferimento nella sua testa, sono stati la diretta conseguenza del cattivo tempo. Carlo è solito aspettare la fine della pioggia prima di imbarcarsi in una nuova avventura quotidiana. Carlo è così.

Meta del suo vagare è l’unica agenzia di viaggi presente in paese, agenzia a conduzione familiare, agenzia presso cui lavora.
Anche se per lui non è più familiare , visto che ha lasciato la ragazza figlia del proprietario: si dice a causa di una ragazza proveniente da un’altra famiglia. Dicono. E non è neanche più l’agenzia presso cui lavora, dato il licenziamento di poc’anzi, avvenuto tramite una chiamata di 30 secondi: evidente quindi è stata la difficoltà di questa decisione, da parte della famiglia. Della sua ex famiglia.

“Non è male camminare..è questa pioggia che dà fastidio! Però sono sempre 300 metri..prendere l’auto per fare 300 metri. Potevo prenderla, mi sto inzuppando tutto! È stata carina però…cioè ci siamo lasciati e..comunque ha contribuito alla spesa, al regalo. Mi ha lasciato perché dice che mi hanno visto con un’altra…che destino infame! E poi dannato smartphone! Finora è andata bene, ma che me ne faccio di una connessione internet sul cellulare!? Ho il portatile, basta e avanza. Il mio vecchio non mi ha mai dato problemi..ha i tasti e allora?! Touch touch..e fra due anni lo devono buttare. Il mio mattoncino…da quanti anni ce l’ho?! Non ricordo..e non mi ha mai abbandonato! Che grande cellulare! Eccomi arrivato…che faticaccia. La prossima volta prendo la macchina! 300 metri sotto la pioggia, al cambio, sono 150 metri sotto il sole…però un sole che non dà fastidio, uno di aprile/maggio.”

Carlo giunge quindi a destinazione, inzuppato fradicio, ma con in testa pensieri più che soleggiati.

Come trova Carlo l'agenzia di viaggi?

  • Aperta, e con solo la sua ex ragazza dentro. (71%)
    71
  • Aperta, con tutta la famiglia dentro. La sua ex famiglia. (14%)
    14
  • Chiusa. (14%)
    14
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122 Commenti

  1. Ok, gli episodi 9 e 10 certificano ufficialmente il tuo genio. Io sono un po’ limitato e mi è rimasta almeno una domanda: 🙂

    “Gli eventi narrati in quest’ultimo episodio NON sono frutto della fantasia dell’autore” (1×09)
    A chi è indirizzata questa premessa? A noi o a Marta? O devo pensare che Marta sia una di noi e che quindi tu sia davvero Ettore? 🙂

    ma poi… così incazzato perché ha avuto una storiella con tua sorella che tra l’altro è stata lei a troncare? Al personaggio della mia storia non avrebbe fatto né caldo né freddo, decisamente 😀

    E comunque voglio uno spin off con protagonista Dwight 😀

    • Ciao dejavu, la frase inserita ad inizio episodio è semplicemente uno scherzo dell’autore, utilizzata anche prima. Non c’è un reale motivo.
      Per quanto riguarda l’incazzatura, tieni conto che Ettore ha aiutato Carlo non sapendo che il nostro personaggio se la faceva (passami l’espressione) proprio con la sorella, quindi ci può stare.
      Sai che ci avevo pensato a qualcosa su Dwight? Vedremo, anche se non è facile (ri)cimentarsi in questo genere.
      Grazie per aver commentato dejavu. A presto con la tua storia.

  2. Ecco quest’ultima spiega mi mancava! Comunque non se l’è sudata neanche un minimo la riassunzione! Certo che… C’era una volta “bella fra”, poi diventato “ciao zio”, infine inglesizzato in “man e bro”… Ci stava tutto coi coi tuoi personaggi!! Divertente. Ciao.

  3. Ovviamente è giusto che ti riveli.
    Ho trovato la storia originale e ben scritta, mi fa impazzire il garbuglio della trama, con i protagonisti del racconto che quasi dubitano della propria realtà, la talpa nell’ombra di cui non si capisce la natura (è un dio? è un uomo? è Dwight? ). Bello.
    Ok, ok, so che stai storcendo il naso e so che sei uno razionale, altrimenti non avresti fatto il commento sul fango nel mio racconto. So anch’io che l’opzione Carlo è l’unica che fa quadrare tutto (cosa non ci si inventa per coprire una scappatella!), ma visto che mi hai stupito finora lo farai ancora. O no? 😀
    Ciao Ciao

  4. “Penultimo episodio”. Ma come? Non ne mancano altri due? È una svista o un indizio per qualcosa (di cui non ho idea)?
    Nonostante ormai Dwight non sia più una sorpresa per come parla e come è fatto, resta l’Elemento comico per eccellenza 😀
    Voto perché Carlo si stacchi un po’, qualcosa riuscirà a trovare lo stesso. Tanto ormai si sa che è sotto la protezione del boss, perciò… 😉

  5. Carlo invita gli amici a leggere, che diamine, sono incipoints in più!! 😀 😀
    Ah ah, prosegue sempre più contorta. Per quanto descrivi eterea la tua Marta all’inizio sembrerebbe quasi che sia lei un personaggio di TI proiettato nella vera realtà che poi tu riproietti su TI… che casino!
    Ciao Ciao

  6. “prima che potesse dirmi qualcosa le dissi che ero lì per farle ombra, per evitare che il sole potesse farle male”. Non male come frase da rimorchio XD

    Mi è venuto in mente un parallelo che forse non ti farà piacere: per certi versi questa storia è analoga a Gossip Girl, tutti a chiedersi chi sia a spiattellare i fatti loro, ahahaha 😛

  7. Sì, operazione spaghetto subito. Il tono generale mi ricorda una puntata dei Simpson’s in cui Homer riveste il ruolo di Hitchcock che presenta the Twilight Zone… ‘Buonaseera, sottoposto alla vostra attenzione Dwight, un giovane scapestrato all’apparenza normale, che ancora non sa…’
    Quando ti ho lasciato non avevo idea che la storia avrebbe preso questa piega che mi intriga parecchio. In 10 giorni hai scritto altri 3 capitoli, ammazza!
    Bella idea, storia scritta bene, spunti geniali, per il momento ti seguo per tenerti d’occhio.
    Solo perché mi pare di capire che apprezzi, e perché sono una rompipalle, occhio ad alcune cose tipo ‘di questo ce NE’ in luogo di un più corretto ‘di questo ci’ e il sì affermativo scritto… scritto ‘sì’. Vedi a cosa mi devo appigliare se voglio farti qualche critica?? 😀
    Ciao ciao a presto

  8. Mi spezzano questi tre, veramente! 😀 L’ho già detto sempre ma ripeto: se l’idea di base era di per sé geniale, riesci a svilupparla in modo divertente e mai noioso.
    Voto per una digressione, perché siamo al capitolo 5 e hai tempo di farne una, prima di continuare e arrivare alla conclusione.

  9. Hah, il metaracconto: un sempreverde della narrativa comica. Inutile dire che hai catturato la mia attenzione già con questo. I tuoi personaggi, poi, mi hanno dato il colpo di grazia: Dwight in particolare mi ricorda una di quelle macchiette da manga per ragazzi (che, te lo dico a scanso di equivoci, è un complimento, dato il genere).
    Penso proprio che ti leggerò: ti seguo e voto per il “fai come vuoi”, solo perché mi garba. xD

  10. Va da Massimo, secondo me.
    È geniale, te l’avevo già detto? È veramente bella l’idea, nonché esilarante in alcuni punti. Questo Ettore mi ha fatto morir dal ridere 😀
    Nella situazione, penserei che sia impazzito e me ne andrei per la mia strada (cioè, appunto, a scoprire quel che Dwi… Massimo sa di Marta).

  11. Ciao,
    Carlo contatta immediatamente i suoi amici, altrimenti come faresti ad inserirli nel racconto? 😀
    Riguardo alle tue 6 semplici parole: non so cosa voglia dire ‘saper scrivere’ ma nel mio caso ho capito che l’unico modo che ho per scrivere è fregarmene, uscire dalla gabbia di stili e teorie e stare a vedere dove vado a finire se sciolgo le briglie alla penna, pardon, tastiera. Non sarà chissà che ma mi vengon fuori ‘robe’ certamente più decenti.

    • Ciao e grazie per essere passata. 🙂
      Vediamo come si mettono le votazioni, ma in un modo o nell’altro riuscirò ad inserirli.

      Per quanto riguarda la frase che ho nella “bio”: è una semi-citazione storpiata (ed ironica) dei Simpson.
      È vero comunque quello che dici, è giusto. Personalmente sto adottando un stile in linea con il genere che ho scelto, e non ti nascondo la “fatica”.
      Però la penso come te: scrivere senza questa gabbia, senza questi dettami può portare forse anche a qualcosa di meglio.

  12. Niente… dopo tutto quello che gli è capitato, forse è meglio attendere gli eventi 🙂
    “Fregandosene di tutti… è libero” è un pensiero che fa riflettere, non è facile evadere dalle sbarre dei pregiudizi e vivere come se quello che pensano gli altri non ci interessasse davvero.
    Alla prossima.

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