La saga di Araldian – II. La guerra dei Von Hegle

Un nuovo inizio

Riassunto del primo episodio

Nella terra di Araldian, una setta di sacerdoti oscuri noti come “I Seguaci di Armes”, hanno invaso l’antico regno del nord, dichiarando guerra aperta a tutti i popoli con diverse usanze religiose, etichettandoli come infedeli. Vissuti sempre oltre i confini meridionali, sono riusciti a impossessarsi della maggior parte dei territori sotto la guida della Somma Sacerdotessa Nessa. La casata Von Hegle, nobile e secolare famiglia di signori del nord si oppone al giogo dei sacerdoti, iniziando una ribellione per la riconquista della propria patria. Altre famiglie seguono il loro esempio e in breve tempo nasce un vero e proprio esercito militante. Battaglie si combattono nei mesi successivi, dove in uno di questi scontri perdono la vita tutti i membri Von Hegle, meno due: Velkan e Alucard. Fratelli di sangue, la loro presenza sul campo di battaglia contribuisce positivamente al successo della campagna militare.

Al loro fianco decide di schierarsi una donna di nome Kassandra, rivelando d’essere un’ex sacerdotessa di Armes. Disgustata dalla deviazione morale dei seguaci del dio e dalla mal interpretazione dei testi sacri, abdica diventando una saggia consigliera dell’opposta fazione e l’amante perfetta del primogenito Velkan. Quest’ultimo è catturato in un’imboscata e condotto al Tempio della divinità, dove riesce a fuggire solo dopo aver incontrato personalmente Nessa e intrattenuto una breve conversazione con la stessa. Tornato al quartier generale della resistenza, la Somma Sacerdotessa li sorprende con un attacco a sorpresa, riversando su di loro migliaia di unità volte al massacro.

Lo scontro dura relativamente poco, i ribelli vengono sopraffatti e i pochi superstiti piangono i loro morti dove tra questi c’è Kassandra, passata a fil di spada dallo stesso Velkan. Dominato dal potere oscuro di Nessa tramite un marchio sul braccio, l’uomo si unisce ai sacerdoti dopo essere stato informato della maledizione che grava sul sangue della sua famiglia. Destinato a essere il Distruttore di Armes, scompare in un portale magico insieme alla donna.

L’ultima immagine della storia è di Alucard che si allontana solitario nella landa ghiacciata con l’idea di vendicare la defunta amica, determinato a dare inizio a una vera e propria faida familiare…

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Con il fiato corto e i muscoli doloranti, l’uomo camminava a passo spedito verso la sala del consiglio, scuro in volto e sicuro di suscitare l’ira del prescelto. Il corridoio non era altro che uno stretto passaggio poco illuminato, difficilmente percorribile senza una torcia a portata di mano. Rapida si muoveva la misteriosa figura lungo il camminamento, per nulla indisposta dalla scarsità di luce e abile nel non trovare difficoltà lungo il suo percorso. Spalancando un pesante portone alla fine dello stesso, la sala principale si presentava scarna e ampia giusto quel tanto da contenere una dozzina di persone. Nessun stendardo sventolava sulle pareti, così come alcun futile mobilio accoglieva chiunque ne varcasse l’ingresso.

«L’abbiamo avvistato!» La voce dell’uomo echeggiò per tutta la stanza, superando un massiccio tavolo nel quale vi era seduto un giovane oltre l’estremità est.

Dal volto mutato trasparì un’espressione rabbiosa, resa ancora più preoccupante dall’occhiata che riservò al messaggero.  Il volto di Alucard era mutato e in quei tre anni di continue lotte per la sopravvivenza, lasciando morire l’immagine del giovane nobile a favore di una più matura come quella di un fiero uomo di ventotto anni.  Il pizzetto che ne incorniciava la bocca sottolineava l’estetismo che ancora bramava perseguire, mentre i lunghi capelli attorno al volto dimostravano quanto si prendesse cura della propria immagine nonostante tutti gli accadimenti su Araldian.

«Il suo drago è in volo verso la città di Morghal, crediamo che lui sia lì.» Proseguì l’uomo chinando il capo nel notare il movimento del secondogenito. Sollevandosi dalla propria sedia il giovane scosse il capo, liberando la propria frustrazione in un profondo respiro. Legato al polso destro vi era una rossa fascia, appartenuta probabilmente all’unica donna presente nel suo cuore e fu indirizzato lì il suo sguardo. Mille pensieri lo pervasero prima d’abbandonare il tavolo.

«Raduna le Furie, partiremo all’alba.» Piccola pausa. «Non dimenticare il mio coltello.» Concluse superandolo.

Aria di vendetta si poteva respirare nel salone, caricata da un dolore trattenuto per troppo tempo. Giustizia sarebbe stata compiuta o almeno questo continuava a ripetersi l’umano nel percorrere il corridoio. Giustizia… Eppure lo sapeva bene, se lei fosse stata ancora lì non avrebbe di certo apprezzato.

Un nuovo sospiro scivolò nella stanza, superato soltanto da un lontano ruggito di un drago. Il drago di suo fratello Velkan.

Tre anni sono trascorsi e molto vi è da scoprire sull'attuale situazione . Il prossimo episodio sarà visto dagli occhi di...?

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46 Commenti

  1. Ciao!! 😀
    Sono davvero molto curiosa di scoprire la storia di Meera! Anche se è comparsa per poco in questo capitolo, il personaggio mi interessa tantissimo! Vorrei sapere qualcosa in più su di lei! 😀
    Capitolo molto ben scritto, come sempre! 😉
    Alla prossima! ^-^

  2. Wow! Non credevo che Velkan non fosse più sotto il controllo di Nessa! Gran bel colpo di scena! E bello anche il fatto che lei voglia allearsi con Alucard! 😀
    Voto anch’io che rimangono fermi ad attendere… qualcosa accadrà senz’altro! 😉
    Alla prossima! 😀

  3. Ciao! 😀
    Splendido anche questo capitolo! Le opzioni che hai proposto sono tutte molto interessanti! Sarebbe un bel colpo di scena se Nessa avesse dei progetti anche per Alucard, ma anche una delle altre due alternative va bene!
    Complimenti!
    Alla prossima! ^-^

  4. Ciao!! 😀
    Questo capitolo è stato molto emozionante, soprattutto nella parte finale, in cui si riescono a percepire le emozioni discordanti di Alucard, che vorrebbe aiutare la ragazza, ma, alla fine, ascolta la voce della ragione e accantona i propri interessi per un bene superiore, abbandonandosi a una tacita rabbia che è impossibile da descrivere, ma perfettamente immaginabile. Veramente stupendo! Complimenti!
    Riprovo a votare il punto di vista di Velkan! 😀
    Alla prossima! ^-^

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