NEW PRETORIA’S BANDOG

Occhi di Bragia

“Ci vuole più coraggio ad essere brutti…”

Laika puntava le esili zampe davanti una dopo l’altra, in una danza consueta.
Il piccolo carrello, che le sorreggeva la parte posteriore del corpo, sobbalzava sul marciapiede rugoso.
Le ruote, ricavate da un paio di pattini usati, cigolavano ritmicamente.
Il rumore, accolto con una smorfia dai rari pedoni della notte, era invece musica per la cagnolina e il suo padrone.
Per lei il suono della libertà, per lui, uno dei pochi progetti funzionanti.
Nat tirò il guinzaglio e Laika abbaiò, aumentando l’andatura; era tardi e la “zona mutata” non era tra le più rinomate ad OutTown.
Una silenziosa auto elettrica spuntò da una curva affiancandoli.
Il vetro oscurato del passeggero scese, liberando una nuvola di fumo denso, condita da musica chill-grunge.
-Guarda quel cazzo di cane!-, sbraitò l’uomo dalla testa tatuata, allungandosi fuori dal finestrino.
-Ehi come si chiama il cyborg?-, domandò l’altro alla guida, tenendo il ritmo di marcia di Nat.
-Buona questa-, urlò ridendo il compare.
Nat continuava a guardare fisso davanti, stava quasi correndo ormai.
-È scortese non rispondere lo sai?-, disse il guidatore accelerando.
-Perché non poniamo fine alle sofferenza di quella povera bestia.
L’uomo estrasse una pistola semi-automatica.
-Ti prego non farlo!-, gridò Nat.
Si fermò, veloce afferrò cane e carrellino portandoseli al petto.
La luce inclinata di un lampione illuminò in chiaroscuro il suo volto.
La bocca si contorceva salendo irregolarmente verso la guancia; una delle due arcate sopraccigliari sporgeva asimmetrica.
-Che schifo!
-Cristo, ma che cazzo ti è successo?
-Fermati voglio vederlo da vicino.
Il conducente bloccò l’auto e i due scesero.
Nat guardò la stretta via a sinistra, per fortuna era abituato a scappare.
Si lanciò verso la sua uscita di sicurezza, evitando per un soffio una mano che tentava di afferrarlo.
Una volta nel vicolo, superò un largo tombino prima che eruttasse un lungo sbuffo di vapore.
La nube nascose Nat agli occhi dei suoi inseguitori e li rallentò.
Quello con la pistola scorse, dietro la coltre bianca, due punti rossi fissarlo.
Un ringhio feroce e due larghe fauci si abbatterono su di loro.
***
-TooStarz News: le notizie in diretta dalla cupola. Orrendo duplice omicidio questa notte tra le vie di OutTown. Due uomini sono morti in seguito ad un’aggressione, che la polizia attribuisce ad un cane di grossa taglia. Il Sindaco ha promesso rapidità nelle indagini sulla creatura, che tutti già chiamano “il mastino di OutTown”…
Click
-Stavo ascoltando Cheng!- esclamò Malcom, alzando la testa dal piatto.
Hitomi, seduta difronte a lui, si limitava a bere una O’Range a canna.
-Quel mostro avere ucciso già tre mutati, ma nessuno ne ha parlato fino a che “normali” sono morti.
Il detective annuì, affondando la forchetta nel “pasticcio multicolore”, piatto del giorno all’Asian Sound.
Cheng si avvicinò al loro tavolo, portando due vassoi coperti di stagnola; il terzo piccolo braccio reggeva un foglietto.
-Questo è pasticcio avanzato da portare a casa, voi dovete solo scaldare.
-Grazie!- disse Malcom con entusiasmo, non condiviso da Hitomi.
-Io avere anche favore da…
Driin
Il cuoco corse verso il telefono dietro al bancone urlando: -Cheng arriva!- e strappò una risata ai due unici clienti.
-Come fai a mangiare quella roba?
-Da quando non mangi cibo preparato da mutati?
-Non dire cazzate, non mangio cibo preparato da chi se ne intende di cucina come io di fisica quantistica.
-È questo che apprezzo della cucina di Cheng: è priva di preconcetti e sovrastrutture.
-Finisci in fretta filosofo-, lo canzonò Hitomi, -che JJ ci aspetta.
***
Jenny si tolse la maglietta; le braccia le tremavano ogni volta che si svestiva per un nuovo cliente.
Rimase nuda e imbarazzata; la lampada da pavimento gettava una luce soffusa, che sperava attenuasse le cicatrici che come edera ricoprivano un lato del corpo.
Il grasso uomo, in canottiera bianca, si asciugò la fronte con il fazzoletto; fece scorrere il suo sguardo su quel corpo in esposizione.
Scosse il capo e le fece un gesto con la mano, invitandola a girarsi.
Jenny ruotò lentamente;
“Merce difettosa”, ecco come si sentiva.
-Non ti do più di trenta crediti. Almeno la faccia e la fica sono apposto.
Lei osservò quell’omuncolo pingue; ingoiò la voglia di colpire quella grossa testa di cazzo fino a farla scoppiare e sorrise.
-Facciamo quaranta?
-Trentacinque e sbrigati prima che scenda l’effetto del Gialis-, rispose l’uomo abbassandosi i pantaloni.
Jenny gli si mise sopra a cavalcioni, pensando ad altro; come sempre, come nella vita.
Il letto, che usava solo per i clienti, cigolava ritmicamente.
Il rumore, accolto con indifferenza dalla stanza, era una perfetta musica di sottofondo.
Per lui il suono del piacere, per lei, l’ennesima cicatrice.
Quando il cliente se ne andò, rimase sdraiata ad osservare frammenti della sua anima, sparsi sul tappeto.

“Jenny è stanca…”

Tre domande, perché a volte contano più delle risposte.

  • Davvero nel futuro i giornalisti riciclano giochi di parole di ottant'anni prima? (35%)
    35
  • Jenny avrà una parte tutta sua durante il racconto? (47%)
    47
  • Come mai Cheng ha ancora un telefono fisso? (18%)
    18
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207 Commenti

  1. Oddio, finale da lacrimoni!
    Ciao Gabriele, complimenti veramente! I tuoi personaggi così umani e buoni mi infondono serenità e ottimismo. A proposito, questa me la segno:
    “Lo sai qual è il problema dei pessimisti? Non accettano che la realtà li smentisca”
    e cercherò di ricordarla la prossima volta che non vedrò il bicchiere mezzo pieno.
    Prevedo che succederà tra pochi minuti al massimo.
    Sai chi mi ricorda il tuo Malcom, soprattutto in questo racconto in cui c’è un ‘mostro’ come protagonista? Dylan Dog, una crosta cinica che protegge un ripieno morbidissimo.
    Sì, molto fumettistico. Bello. Non so se continuerai con New Pretoria, io sono anche curiosa di vedere come affronti nuove sfide, anche se un quel caso avrei un po’ di nostalgia per i tuoi protagonisti.
    Ciao Ciao a prestissimo!

  2. “Il suo detective preferito era così, sempre pronto a fare scelte difficili, sempre pronto a caricarsi il dolore degli altri. Non aveva ancora capito se per altruismo o perché pensasse di meritarselo”, questa frase descrive Malcom, ma anche gli altri tuoi personaggi. E buona parte dei personaggi letterari che amo ( e forse anche delle persone vere). Così, piccolo appunto personale.
    Chiusura gentile e rasserenante in questa cupola oscura e intrisa di malvagità.
    Gabe non aveva scelta, ma io l’avrei soppresso in modo più indolore (forse una puntura dal veterinario sarebbe stata offensiva, 😉 ma non so, barbiturici..)

    Direi che New Pretoria è ancora tutta da esplorare, come il passato di Hit.

    Mi è piaciuto molto questo racconto

    • “E buona parte dei personaggi letterari che amo ( e forse anche delle persone vere).” siamo in due 😉
      Per quanto riguarda Gabe e la sua fine… il problema era portarcelo dal veterinario, fa sempre delle storie! 🙂
      L’idea di quella scena era di ribaltare una tipica posa “da esezcuzione”, che è sempre negativa, usandola per un atto di compassione, “un’eutanasia”.
      Grazie di cuore Marie

  3. Per quanto mi sia dispiaciuta la morte di Gabe, penso fosse l’unica scelta possibile. Le scelte lasciano sempre un dubbio nella testa di chi le compie: ho fatto la cosa giusta? In questo caso, però, Malcolm si è limitato a eseguire una scelta compiuta da Gabe, ma il suo male di vivere, il suo perenne pessimismo lo porta a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto. Per un detective uccidere fa parte del mestiere, ma penso che non si è mai del tutto pronti ad eliminare qualcuno che, prima che a se stesso, pensa al bene di chi gli è accanto.
    C’è molta più umanità in questo racconto ambientato in una realtà distopica di quanta c’è ne sia in quella in cui viviamo. Questa volta il plauso lo faccio io a te. Complimenti.

    • Credo che Malcom non si sia limitato a seguire, per usare una metafora: “ha deciso di portare quella croce”, per i motivi detti da Hitomi poco dopo. Come dire, Gabe ha si deciso, ma qualcuno doveva prendersi la responsabilità del gesto.
      “C’è molta più umanità in questo racconto ambientato in una realtà distopica di quanta c’è ne sia in quella in cui viviamo.” concediamocelo… almeno in un racconto 😉

      Grazie di esserci Anna.

  4. Commento sul capitolo: mi è dispiaciuto per Gabe; è vero che Emily ha una famiglia, però mi è dispiaciuto anche per lei.
    Invece è stato molto delicato il finale con Jenny, Emily e Timmy: molto poetico ed adatto a chiudere questo altro capitolo di New Pretoria 😉 In mezzo al marciume c’è sempre del bene che si nasconde 😉

    Commento sulla storia: hai una scrittura molto vivida che riesce immediatamente a far immaginare ed immedesimare su quello che scrivi; ne è la conferma proprio Emily, personaggio totalmente secondario, ma descritto così bene che a furor di popolo abbiamo voluto approfondire e rendere importante. Stessa cosa stava capitando con Jenny, anche se poi è stata messa un po’ da parte perché non era al centro della storia (leggi Gabe) a differenza di Emily. Ed, a differenza di altri autori, cerchi di seguire i desideri di chi ti segue (altri avrebbero ucciso Emily per evitare che divenisse importante).
    La tua scrittua è fiera e delicata al tempo stesso: avresti potuto fare sfracelli in questa storia, invece sei riuscito a rendere emozionante e delicata al tempo stesso lo svolgersi degli eventi.
    Non so come fai a caratterizzare così bene i personaggi in poche battute ed un po’ ti invidio 😛
    L’unico limite che ho trovato nei tuoi racconti è che sembra che i dieci capitoli ti stiano un po’ stretti: ne avresti bisogno di uno o due in più per mettere insieme un finale non accelerato.

    Continua così che continuo a seguirti ^_^

    Ciao 🙂

    • Che dirti Red… grazie mille davvero! Non so mai come rispondere a commenti del genere.
      Hai centrato il punto, Emily serviva per mostrare il dualismo Gabe/mastino, ma poi… Non mi dispiace, sia Emily che Gabe e anche Jenny, parlano con sfumature diverse di cosa vuol dire famiglia, quindi tutto sommato la storia mantiene una certa “organicità”.
      Ti ringrazio per aver sottolineato come unico difetto: “stare nei 10 cap”, ce ne sono molti altri

        • Se avesse vinto la votazione Gabe invece di Emily, le opzioni: “vita”, “morte” e “miracoli” sarebbero rimaste, a quel punto mi sarei inventato qualcosa:), magari con l’aiuto del genetista amico di Malcom 😉

          Comunque… sì, avevo intenzione di ucciderlo dall’inizio 🙂

  5. No, no, aspetta, devo scegliere cronut (appena cercato su wikipedia) e non posso che immaginare quanto potrebbero piacere a Homer… ah, no, il tuo Peter è Griffin. Beh, penso che piacciano anche a lui.
    ‘Lei riaprì gli occhi, specchiandosi in un azzurro familiare.’, non è che adesso pure la bimba mostra una fila di zanne e comincia a sbocconcellare qualcuno?
    Ciao a presto!

  6. Comfort food!
    Bellissimo questo capitolo! Assolutamente avvincente!!
    Ho temuto per un momento che il mastino volesse far male ad Emily… ma per fortuna non è stato così 🙂
    Bravo, hai scritto davvero bene!!
    A presto! Non vedo l’ora di leggere il finale!

  7. Storia davvero avvincente, una di quelle dalle quali non ti stacchi nemmeno se vuoi, peccato essere arrivato solo alla fine. Per il finale credo che, qualunque opzione sceglieremo, tu ci proporrai il medesimo racconto ( fatto col quale sono d’accordissimo). eh niente, spero che la fine sia avvincente come tutto il racconto

  8. il preferito dall’autore, te lo meriti.
    Come si meritava quella fine Hunter. Solo che… un theremin non prevede il contatto tra esecutore e strumento, mentre in questo caso mi pare di avere intuito che Gabe tutto sommato lambiva a quattro palmenti lo strumento Hunter. Struggente Peter13, bisognerebbe confortarlo spiegandogli che non nasciamo con un’anima, ce la conquistiamo giorno per giorno facendo del bene.
    Quindi la cucciola Emy ha trovato un parente?
    Ciao Ciao

    • L’analogia di Malcom era con i suoni prodotti da un theremin, che a volte sembrano delle voci. Anche perché il detective lo sente ma non lo vede.
      “Lo suonava come un contrabbasso” sarebbe stato più divertente… ma forse avrebbe ucciso un filo la tensione 🙂
      “Quindi la cucciola Emy ha trovato un parente?”
      Nessuno parente, solo che ora per lei, Gabe è la cosa più simile a una famiglia che le rimane.

      Grazie Moneta, anche per avermi insegnato “a quattro palmenti”.

  9. Non ho capito nulla delle altre 2 opzioni, dunque il tuo preferito. 😉
    Viva Peter 13, mai credere a chi ti dice che non hai un’anima!
    Il capitolo è riuscito, emozionante, bella tensione, però, io personalmente lo avrei spezzato meno: cioè, ho capito che volevi dare il senso della contemporaneità delle azioni, ma secondo me seguire più a lungo un personaggio, fino alla fine dell’azione, poi ritornare sugli altri avrebbe dato un effetto meno frammentato.
    O forse sono io che sono troppo drogata a G.R. R. Martin e al suo seguire un personaggio per un libro intero e poi risalire la corrente del tempo per dirti ciò che facevano gli altri personaggi in quel lasso di tempo. E, sèi, mi rendo conto che tra una saga-fiume come le Cronache del ghiaccio e del fuoco e un racconto di 50000 caratteri c’è differenza! XD

    P.S Pensi che non avrei dovuto mettere il nome nel profilo? potrei avere ripercussioni a causa dell’effetto farfalla? 😉

    • Non avevo pensato a seguire un personaggio e “tornare indietro”, ma non saprei nemmeno come farlo, al di là dei caratteri. Non ho letto Martin, ho visto la serie( e chi dice che sono meglio i libri non ha visto Emilia Clarke 🙂 )
      Quando penso al fantasy, penso a questa battuta di Luttazzi:
      “Il Signore degli Anelli è di una noia mortale. Ad un certo punto c’è un paragrafo lungo 10 pagine. Un solo paragrafo lungo 10 pagine! Una descrizione interminabile. Dopo 3 pagine sono esploso:- Basta, descrivere questo pomello!-” 😀

      P.s.
      Hai fatto bene a mettere il nome, così posso scrivere: Grazie Marezia, e suona decisamente meglio 😉

      • I libri sono immensamente meglio che la serie. (E Emilia Clark con capelli d’argento e occhi viola non sarebbe poi brutta), temo solo che Martin non li finisca mai.
        Vedo che il fantasy ti fa l’effetto che mi fanno Asimov e K.Dick, ognuno ha i propri gusti.
        Peccato che io non rivolga la parola a chi non ama Tolkien.
        Quindi, addio. Ah Ah Ah
        P.S. Credo che Luttazzi non abbia mai letto Huysmans, quelle sì che sono pagine di descrizioni insostenibili.

  10. Voto il preferito dell’autore per scoprire qualcosa di chi scrive ;-), che vada oltre le storie!
    La vicenda è stata interessante, concordo con Anna, ho provato le stesse sensazioni da film, il tuo modo di scrivere è molto vicino alle sceneggiature, fa “vedere” ciò che racconti.
    Bravo, ultimo sforzo e poi… :-)!

  11. Dal momento che sarai tu a scrivere il finale… il preferito dall’autore 😉
    Mi è sembrato di stare al cinema e guardare un capolavoro, uno di quelli sulla realtà distopica, dal futuro incerto, popolato da esseri mutati in lotta contro gli umani, uno di quelli alla Blade Runner per intenderci 😉
    Non so cos’altro aggiungere, sei così bravo che non riesco neanche a commentarti.

  12. Questa volta ti lascio piena libertà scegliendo “il preferito dell’autore”.
    Ho adorato questo capitolo: anche se la mia attenzione è sempre stata su Emily (divenuta importante a furor di popolo), i nostri due protagonisti (bellissimi) e Gabe (che è il centro della storia), ho sempre sperato che Peter13 facesse qualcosa di diverso dal “morire e basta”. Ti adoro ^_^

    Dopo il decimo capitolo, ti farò un commento(ne) sull’intera storia e sulle tue capacità di scrittore (quelle che io sto notando, ovviamente).

    Ciao 🙂

    • Attendo con ansia il commentone e intanto ti ringrazio dei complimenti.
      Peter13 era nato per stemperare il clima con delle battute, poi alla fine non ho resistito alla riflessione su clone e anima, ed è diventato il più interessante dal punto di vista morale.
      Ciao

  13. Eccomi sul finale, mi piace il tuo modo di scrivere. Le parole sono macigni descrivono scene forti. Mi piaciono molto le caratterizzazioni dei personaggi, con poche parole fai un “disegno” anche di un attore minore.
    La fantasia non ti manca e sei capace di rendere credibile un mondo fantastico, non c’è nulla nelle scene che faccia storcere il naso.
    Voto Miracoli e spero di esserci per gli ultimi due capitoli!! Io mi tengo forte!! 😉
    La frase che più mi ha fatto ridere è quest’ultima:
    “Uccidere qualcuno che non conosci è come fare sesso con il preservativo; preferiresti senza, ma se è l’unico modo… ehi! Una scopata è sempre una scopata.”
    Innegabile rapporto tra vita/morte!!! 😉

    • Quella frase mi è piaciuta così tanto che l’ho cercata su google, per vedere se non l’avessi letta da qualche parte e poi dimenticata.
      Fai bene a tenerti forte, il prossimo capitolo sarà movimentato! (c’è sempre confusione quando accade un miracolo 🙂 )
      Grazie Mrs,Riso!

  14. Morte no, perché poi magari muore qualcuno che non voglio.
    Vita no perché magari rimane vivo qualcuno che non lo merita.
    Scelgo Miracoli e speriamo bene.
    Quando ho letto ‘PE 38’ ho pensato che volessero seccare Gabe, ma evidentemente la E non era lì per caso.
    Ciao a presto!

  15. Vita.
    Voglio raccontarti un aneddoto, Gabriele. Me lo hai fatto tornare quando ho iniziato a leggere questo episodio e Hunter abbassa il binocolo e dice: “Maledizione!” …
    Maledizione è una traduzione che diamo in Italia al “damned” inglese, pronunciato spessissimo dagli attori americani, che in realtà sta per “dannato!” ; ora, in entrambi i casi la nostra è una traduzione sbagliata perchè la nostra lingua non prevede questa imprecazione. Nessuno di noi si trova per strada aggredito e urla: “Dannato!” oppure “Maledizione!”. Così un giorno in sala doppiaggio, durante il doppiaggio di un anello da un film canadese, l’attore italiano che stava doppiando si trova a dover dire ennesimamente: maledizione!, e si ferma, si gira e mi guarda, poi dice: posso dire cazzo? … “Ma che cazzo!”, non “maledizone!” ahahaha, aveva ragione, qui diciamo così. Ma quando lo leggo nei racconti mi torna sempre in mente quella scena. Perchè in fondo anche noi scrittori scriviamo “Maledizione” ma nella vita diciamo altro… !
    Ho divagato, perdonami. L’episodio mi è piaciuto molto, al di là delle dissertazioni extra-storia! 😉

  16. Peter13.
    Peter è l’unico personaggio che non mi ha mai convinto e anche se ha già una fine praticamente prescritta.. chissà cosa gli succederà.
    Mi dispiace di non essere riuscita a leggere l’altro capitolo subito, ma ero senza connessione -.- haha
    Belli entrambi i capitoli comunque! 🙂

  17. A questo punto voto anch’io Emily perché mi sono affezionato al personaggio 🙂

    Non so come ci riesci, ma il capitolo è estremamente vivido: pur senza molte descrizioni riesci a farmi sentire disgustato da Hunter, preoccupato per Emily, incuriosito da Jenny, entusiasta per Hitomi. Gabe non so ancora inquadrarla, ma credo sia fatto apposta 😉

    Ciao 🙂
    PS: nessun commento su Malcom perché in questo capitolo, di fatto, non c’è 😉

  18. Sai a cosa mi ha fatto pensare questo capitolo? a Sin City (versione film, confesso di essere una grande incolta livello fumetti e romanzi grafici): tutti questi personaggi sullo sfondo di una città impietosa, o forse sono loro lo sfondo e la città la protagonista?
    trovo molto bello questo concetto di JJ e X che da anni vivono come una coppia innamorata, senza progetti e senza nemmeno dirselo. Mi piace molto, forse anche perché quei film in bianco e nero che tutti conoscono e nessuno ha mai visto, io li ho visti quasi tutti. (Non ho 80 anni: ero solo una patita di film in bianco e nero fin da piccola!!)
    Era difficile sceglier un’opzione stavolta. Ho scelto Emily perché è in una brutta situazione, speriamo di togliercela!

    • Wow! Addirittura Sin city, ma grazie! Frank Miller è un altro artista che adoro, anche per il suo lavoro su batman(quello di Nolan al cinema).
      L’idea della città come protagonista c’era da subito e i personaggi che piacciono a Miller sono quelli che adoro anch’io quindi qualche somiglianza c’è di sicuro, ma non avevo mai fatto questo parallelismo.
      Il film in bianco e nero a cui pensavo era “Casablanca”, con l’aereo sullo sfondo, solo che qui lei non se ne va 😉
      Grazie ancora Befana! (ma un altro nome? Mi fa strano ringraziarti chiamandoti… befana 🙂 )

      • Cavoli, ma come siete tutti politically correct: befana non è un insulto, non come lo intendevo io, ma è vero che fa strano anche a me essere apostrofata così.
        Marezia, mi chiamo Marezia (giuro, l’ha scelto la mia mamma e le voglio tanto bene lo stesso, XD). Penso lo aggiungerò nel profilo per tutti i troppo gentili che il Befana mette a disagio.

        P.S. Le Batman de Nolan/Miller piace molto anche a me, e non solo grazie a quell’umano immenso che è C. Bale.
        P.P.S. Casablanca l’ho visto un sacco di volte. “Suonala ancora Sam”… Ciao

    • Troppo gentile, più che un mosaicista mi sento un piastrellista 🙂 , ma grazie del complimento!
      Malcom è volutamente in disparte questa volta, per mostrare l’arco di Hit: da apprendista nel primo caso/racconto ad essere promossa detective sul campo in questo che chiude la trilogia 😉

      Ciao!

    • Vorrei dirti che hai colto la metafora tra le emozioni finte e colorate del distretto dei divertimenti e quelle vere, antiche e in bianco e nero di Jenny… ma la mia onestà intellettuale mi impone di dire che non ci avevo pensato finché non me lo hai fatto notare. 😉
      È che ormai quando scrivo, i personaggi(compresa la città) vanno da soli, hanno le loro idee e si muovono e pensano di conseguenza.
      Grazie davvero del commento… Marta 🙂

  19. Ciao,
    Voto Gabe, Peter13 ha una data di scadenza, Emily è troppo importante, la lascio a te.
    Beh, è da un po’ che ti leggo e penso ormai di poter dire che le scene frammentate sono una caratteristica fondamentale del tuo stile. E sai una cosa? Mi piace! E’ difficile riuscire a gestirle come fai tu, conferiscono al racconto un carattere ‘fumettistico’ e trovo che, paradossalmente, diano più respiro alla trama, creano una sorta di illusione ottica che moltiplica i caratteri. Bravo e originale.
    Ciao a presto

    • Ciao Jaw, grazie mille!
      Devo dire che ho estremizzato il numero di scene e punti di vista, 6 in 5000 caratteri sono troppi. L’unico pregio di questo “stile” è che nello stesso capitolo hai diverse emozioni insieme, ma nel complesso ottengo un effetto sceneggiatura che non è proprio il massimo per un racconto.
      “Fumettistico” mi piace, le graphic novel (Alan Moore su tutti) sono tra le letture che preferisco.

  20. Beh, pensavo che sarebbe stato distratto, se me lo ritrovo tra le opzioni la voto senz’altro.
    Ciao,
    Forse il capitolo che mi è piaciuto di più di questa nuova avventura. Non so bene perché, forse l’equilibrio complessivo, le metafore sapientemente dosate, l’atmosfera generale.
    Il trucco tecnologico (io ne vado pazzo e ne abuso, col risultato di allontanare i lettori!).
    Complimenti!

  21. Ho l’impressione che ti sei trovato stretto con i caratteri, questa volta 😉

    Con tutto quello che sta succedendo, da personaggio secondario, Emily sta diventando personaggio principale di questo racconto 😉 In virtù di questo, voto che il Mastino venga distratto da altro: magari la traccia per ritrovare la bambina 😉

    Ciao 🙂

  22. Il mastino viene distratto da altro… e magari Hitomi gli va dietro come un segugio 😉
    Ho avuto l’impressione, leggendo questo episodio, che mancasse qualcosa. L’ho riletto una seconda volta e una terza, poi ho capito. Hai lasciato spazio alla “narrazione” come se avessi avuto una certa urgenza di pubblicare, lasciando a casa i protagonisti. Sono loro i grandi assenti oggi. Nessuna metafora poetica che evocasse le loro emozioni, la loro “presenza”, erano solo comparse, anche Hitomi. Non ha lasciato il segno e mi chiedo perché? Non fraintendermi, è scritto benissimo come al solito ma ti sei dimenticato di metterci l’anima. E’ una mia opinione, per cui prendila con le pinze, resti un mostro di bravura per me.

    • Il motel è il protagonista del capitolo, simbolo della vita; dove a volte incontrare le persone giuste o quelle sbagliate è questione di tempismo. Mi piaceva l’idea di farli convergere tutti nello stesso posto in tempi differenti, (effetto sliding doors, e se…).
      Per i personaggi: Hunter ha il suo sogno freudiano, Gabe il cortile, Emily il “cosa vuol dire casa”, ma è vero, ho volutamente ridotto l’introspezione a favore dell’azione.
      Grazie Anna, le critiche sono apprezzate quanto i complimenti. Spero ti convincerti di più con il prossimo… l’anima però, te lo assicuro, ce la metto sempre 😉

      • Il capitolo mi “ha convinto”, mi è sembrato di leggere una sceneggiatura. L’effetto è interessante, lo proponi spesso nei tuoi scritti e mi piace molto ma in questo episodio avverto delle lacune. La scena di Emily “al centro di un ampio lenzuolo, che la inghiottiva imitando una pianta carnivora” è molto “forte”, l’hai saputa rappresentare benissimo e immagino che la bambina si sia spaventata a morte prima di svenire, ma non le ho “visto” il terrore negli occhi; in un film non servono parole, abbiamo le immagini. Qui l’immagine è sfumata lasciando l’amaro in bocca. Non metto in dubbio che, quando scrivi, ci metti l’anima è evidente dalla cura dei dettagli, dalla ricerca di metafore appropriate, dall’attualità dei temi trattati e soprattutto dall’impegno nel creare personaggi in cui il lettore possa riscontrare se stesso, il proprio personale vissuto, i propri conflitti interiori, i problemi legati alla quotidianità, al sentirsi un diverso. Io credo di avere il problema opposto, mi lascio trasportare un po’ troppo dall’introspezione a discapito della trama, che magari resta inconcludente.
        Detto questo, non hai bisogno di convincermi e la mia non è una critica (dal momento che non sono una scrittrice né un’addetta ai lavori) ma solo il punto di vista di un lettore a cui piace ciò che scrivi.
        Ciao.

  23. Questo capitolo è bellissimo, non so da dove hai preso l’idea della trappola-telo, ma mi è piaciuta un sacco. E la descrizione del motel, e della “psicologia” di Hunter. Poi smetto, ma “Sperava non fosse sparito come il resto della sua vita” è semplicemente perfetta nella sua semplicità.
    Adesso basta coi complimenti, se no sembra che voglia qualcosa in cambio! XD
    Io dico che la stana (ma che sente “a fiuto” che Hitomi è una per bene)
    Ogni capitolo migliori, pensaci al ciclo con copertina cartonata!!

  24. Buonasera, Gabriele.
    Sarebbe stato un reato non seguire la tua storia. Devo dire una gran bella storia. Come ce ne sono poche. Fin qui credo di aver persino intuito dove sei diretto, ma se lo dicessi avrei due possibilità: rovinarti la sorpresa per i lettori oppure fare una gaffe micidiale. Per cui resto seduta e aspetto di leggere.
    Una preda.

  25. Ho votato per preparare una trappola per catturare la bambina.
    Gli elementi fantascientifici ci sono, la trama regge e non è mai incoerente, siamo a metà storia ed essa procede ad un ottimo ritmo. Ho un complimento da farti, ed è strano in effetti. Forse sarai l’unico a cui lo farò: mi piace da morire il mondo in cui usi calligrafie diverse ( stili ) e la punteggiatura per saltare da un dialogo all’altro. Tutto così chiaro ed ordinato senza sbavature, dovrei imparare da te Gabriele.
    Bel modo di trattare un racconto, lo esalti.

  26. Una preda, anche se piccola, è una preda. Carico il fucile!
    Ho letto tutti i cinque capitoli di fila! La storia è davvero bella e intrigante!! 🙂 bravo!!
    Un paio di piccoli errori qua e là, ma capita! 😉 Magari la prossima volta rileggi un po’ meglio 😀
    Comunque mi piace tantissimo e già non vedo l’ora di leggere il seguito! 🙂
    A presto!!

  27. Preparo una trappola. Uccidere una bambina sarebbe nel suo stile, ma ha una preda più grande da prendere per perdere tempo con una preda piccola, col rischio di farsi scappare la grossa. Inseguirla è imprudente; anche se nel suo stile, sta cacciando qualcosa di pericoloso e, come ha detto il capo di Peter13, ha cacciato molte prede e se agisse senza pensare non sarebbe sopravvissuto così a lungo. Forse la seguirebbe comunque, ma proprio per preparare una buona trappola.

    Ciao 🙂
    PS: Ma hai pubblicato due episodi in questa settimana? Perché ne ho perso uno (sì, sempre gli avvisi che non arrivano).

    • Ragionamento che non fa una piega, mi hai convinto Red 🙂
      Questa cosa delle notifiche è una seccatura, se non hanno una risposta gli amministratori del sito proprio non saprei, anche perché non sembra una cosa che capita solo a te
      Grazie e alla prossima… incrocio le dita 🙂

  28. Mi ci sono messa davvero nei panni di Hunter o, meglio, nella sua testa pacata perciò… carico il fucile, tanto Emily ha il suo angelo custode 😉
    “Il detective ripensò alla discussione con Hit della sera prima; adesso malediceva il traffico e la sua indecisione”, avrei racchiuso il paragrafo precedente tra le virgolette per rendere più evidente che si trattasse di un ricordo, il ritorno al presente è stato a mio avviso un po’ brusco.
    “A volte le persone non chiedono aiuto… perché hanno paura… per non disturbare”, il silenzio di JJ è carico di sottintesi così come la sua fuga. Le persone, a volte, hanno bisogno semplicemente di essere amate.
    Alla prossima, Gabe.

  29. Inseguo Emily.
    ” Niente ti fa sentire più vivo di ammazzare qualcosa” ? massima interessante.
    ” Le persone non sempre chiedono aiuto, ma non significa che non ne abbiano bisogno.” Giusto. Ma le persone basta osservarle con attenzione per capire – anche se non chiedono – se hanno bisogno di aiuto. Sono certa che Hitomi lo sa, lo ha già dimostrato. 😉 Bravissimo.

    • Hunter trovo sia un personaggio interessante nella sua monodimensionalità 🙂
      “Ma le persone basta osservarle con attenzione per capire – anche se non chiedono – se hanno bisogno di aiuto.”
      Non lo darei per scontato; aiutarle poi è un altro grande passo, che dice molto.
      Grazie dei complimenti e del commento 😉

  30. Sì, ma non tutto il capitolo!
    Questo per far passare il messaggio che trovo incredibile il modo in cui riesci in un solo capitolo a seguire numerosi personaggi mantenendo comunque una chiarezza invidiabile. Penso che sia un aspetto fondamentale del tuo stile e mi piace.

    Ciao Ciao

  31. Voto. Sì, ma non tutto il capitolo.
    Mi piace molto questa storia.
    Lo stomaco rumoreggiò ancora, il suo corpo certi dilemmi non se li poneva. -hai delle uscite fantastiche.

  32. Ciao Gabriele,
    MI sto davvero affezionando ai tuoi personaggi, Jenny la triste, Hitomi la misteriosa (almeno per me, mi dà l’impressione di avere un sacco di cose da raccontare). Forse è proprio Malcom quello che vedo un po’ più evanescente, ma so che è una tattica: è un po’ come il tenente Colombo, sta lì, sembra innocuo, nessuno lo considera e poi… Questo ultimo mutante, poi, merita un posto tra i supereroi. Toh, ho fatto la rima!
    A presto

  33. “Jenny è pazza?” No perché non lo è. Forse depressa. In ogni caso non sappiamo cosa c’è scritto nella lettera.
    “A tribordo, presto!” è interessante ma son sicuro che metterai comunque qualcosa anche se vince un’altra opzione
    “Emily” è quella che voto, sia perché il capitolo è quasi tutto incentrato su di lei e non sappiamo che fine ha fatto, sia perché è la più vicina a Gabe/Mastino e può nascerne qualcosa di interessante. E poi, chissà, Emily potrebbe indirizzare Malcom ed Hitomi (più Hitomi che Malcom) verso la giusta direzione 😉

    E veniamo ad un problema che ho avuto col capitolo: il discorso tra Malcom e Hitomi. Non sempre si riesce a capire chi parla dei due e l’ho dovuto leggere tre volte. Cerca di indicare chi è che parla.

    Il resto del capitolo è stupendo e le descrizioni eccezionali ^_^

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      Grazie per i complimenti e per la critica ai dialoghi; per me naturalmente era logico chi diceva cosa, ma dopo che me lo hai fatto notare l’ho riletto e hai ragione, è un po’ confusionario, ad un certo punto si intrecciano.
      “Jenny è pazza?” No perché non lo è. Forse depressa. In ogni caso non sappiamo cosa c’è scritto nella lettera- ottima osservazione 😉

  34. Ciao, premetto che il genere fantascienza non è sicuramente quello che amo leggere.
    Ad ogni modo letta la trama sono entrato nel tuo racconto..
    Salta subito agli occhi il ritmo incalzante. forse anche esagerato, per cui vale la stessa considerazione fatta ieri ad AmoMarta..
    Poi mi pare che sia siano in gioco troppi personaggi cui andrebbero “profilati”..
    Però probabilmente è un mio limite
    In bocca al lupo per il proseguio
    ps.-Seguo e voto per jenny è pazza – mi ricorda un brano di Vasco

    • Ciao e grazie per aver letto nonostante il genere ti sia ostico. Andrò a leggermi il commento, ma hai ragione, ogni personaggio meriterebbe più spazio, spero comunque di riuscire a dare una certa profondità ai personaggi.
      P.s. un gran bel brano di Vasco! 😉

  35. A tribordo presto!, non ho capito chi porta in macchina l’Homer clonato. O Peter, fa lo stesso.
    Ciao,
    E’ notevole come riesci a tenere aperte tre o quattro linee narrative! E in così poco spazio, poi. Tutti i tuoi protagonisti hanno un tratto distintivo che te li fa individuare subito.
    Mi piace.
    Una cosa, ma giusto perché non saprei che appunto farti: la virgola dopo la chiusura del discorso diretto, l’ho notata in più punti. Io non la metto praticamente mai, mi sembra pleonastica perché comunque il ‘-‘ di chiusura è già una cesura/pausa.
    E poi è un carattere in più! 😀
    Ciao Ciao

    • Ciao Moneta, più Peter Griffin che Homer 🙂
      Si sto esagerando con le linee narrative, ma dovrebbero intrecciarsi, almeno spero 😉
      Era una cosa che mi chiedevo quella della virgola, un carattere in più fa sempre comodo, magari riesco ad aggiungere un’altra prospettiva. 🙂
      Grazie del consiglio e del commento!

  36. Il capitolo è un po’ frammentario (si dirà così?) ma “acchiappa”. Posso solo fare un appunto da vecchia borsa amante dell’italiano? Lo so che ormai è tollerato, ma a me sto “gli” invece di “le” m’infastidisce proprio. “Ricordandole” non “ricordandogli”, grrr!
    😉
    Bé visto che l’opzione Gabe/Mastino non la metti scegliamo Emily. Introduci un personaggio nuovo, parliamone.
    Ciao

      • “Non mi convinceva come capitolo”…
        -Quando lo stringeva, gli occhi sporgenti le sfregavano le guance, ricordandogli le carezze;
        -Lei faceva finta di dormire, solo per sentire il suo calore arrossarle le guance;
        -la chioma color regolite galleggiava nell’aria;
        -Il marciapiede rugoso scivolava rapido sotto le loro suole;
        -con un sorriso a cui Malcom aveva perdonato tutto.
        Devo continuare?
        JJ è nel mio cuore e penso abbia bisogno di essere lasciata sola per un po’ 😉
        Quanto all’iguana rosa, non amo i rettili né il rosa ma ho trovato adorabile il modo in cui sei riuscito a mostrare il legame tra la piccola e il suo peluche, ho avvertito tutta la sua tristezza quando ha dovuto abbandonarlo per cercare di salvarsi.
        Sei un mostro… di bravura!

  37. Ho votato per cosa ha visto Nat.
    AH, che bello, finalmente un post-apocalittico! È in definitiva il genere che più mi piace leggere e scrivere. Il racconto procede bene e si legge molto piacevolmente. Ho notato qualche refuso, ma nulla di che. Anzi, molti più che refusi mi sembrano degli espedienti narrativi che incarnano molto il genere. Roba colloquiale, intendo. Bello, seguo autore e storia. Mi sono gasata.

  38. Cosa ha visto Nat?
    “Coraggio: ce ne vuole di più per vivere o per uccidersi? Questione di prospettive”, non è l’unica citazione che ho adorato ma solo quella che mi ha lasciato senza parole.
    Lascia che ti dica (o “scriva”, fa lo stesso 🙂 ) una cosa: sei BRAVO… è meglio che te ne fai una ragione 😉
    P.S.: se mi ammazzi JJ, giuro che non ti seguo più e non lo dico per me ma per il… romanzo 😀 elimineresti un pilastro della storia. Pensaci bene…

  39. Ho votato cos’ha visto Nat.
    Mi è piaciuto molto anche questo capitolo. Ci sono anche delle chicche speciali come: È come se diventassi più stupido e grasso ad ogni clonazione! Bravo.

  40. Ok tutto fantastico ma… con l’inizio hai già vinto:
    ” … lo spostamento d’aria, intriso di desideri feriali, accarezzò il viso della ragazza. …”
    tatto, olfatto, pensiero. Bingo narrativo!
    😉
    oh poi ora, grazie ame, che frana che sono!, stai a 33, 33, 33, che nessuno mai finora….

    • Grazie per aver votato Jenny, il secondo capitolo è quasi finito. 😉 (sta cosa del telefono mi è sfuggita di mano 🙂 ).
      Jenny aka JJ è già apparsa nelle due storie precedenti, ma ha avuto sempre poche righe. Di lei si sa che fa la prostituta, abita sopra Malcom e Hit, e con loro forma una famiglia atipica.
      P.s.
      Per la storia delle notifiche, grido al gomblotto dei poteri forti. 🙂 😀

  41. Cavolo vedo che praticamente stai scrivendo saga, complimenti! Hai inventato un intero mondo e lo stai popolando. Apprezzo molto questa sf realistica e non tutta rosa e fiori. Tu la pennelli molto bene, sono curiosa del seguito.
    Ma davvero nel futuro i giornalisti… non si saranno ancora estinti?

  42. Voglio sapere del telefono fisso (peggio per te che hai messo l’opzione 🙂 )!
    Mi è piaciuto molto, complimenti.
    Leggendo i commenti qui sotto mi sono sentito un mezzo troglodita, perché, lo devo confessare, la ‘parolina con la c.’, in determinati contesti diciamo informali, mi sfugge anche più di qualche volta. Brucerò all’inferno, per questo?
    🙂 🙂 🙂

    • Ma una spiegazione del telefono fisso c’è, sta scivolando sugli specchi cercando di rimanere agrrappata 🙂 ( per fortuna non è in vantaggio.)
      La parola “magica”, dipende dai contesti in cui la usi, anch’io la uso spesso, poi sai cosa si dice dell’inferno, la compagnia è migliore di quella del paradiso 😀
      Grazie e alla prossima!

  43. Voglio il riciclo della parole d ottant’anni prima, io che pure mia madre mi dice che la mia scrittura è antiquata!
    A me il capitolo è piaciuto molto, in tutt’onestà però c’è una cosa che si scontra con i miei gusti e con quella che a mio avviso è la realtà: la parola c. ripetuta troppe volte, in realtà non è così che parliamo e anche nei libri…
    Comunque bravo.
    Per lei il suono della libertà, per lui, uno dei pochi progetti funzionanti. Bella!

    • Benvenuta Alessandra e grazie dei complimenti.
      La parola c. starebbe per “fuck”, dato che parlano in inglese, e viene usata più spesso nel parlato, un po’ come fanno certi veneti usando le bestemmie come virgole 🙂
      Ma sto accampando delle scuse, penso tu abbia ragione, è un’esagerazione da film.

  44. Jenny… ovviamente 🙂
    Ottimo incipit per un romanzo, giusto per buttarla lì… scherzi a parte, mi è piaciuto molto questo nuovo inizio. Non che non me lo aspettassi, ma hai saputo ricreare un’atmosfera tale che mi è parso di essere avvolta in quella nebbia, con quegli occhi rossi che mi scrutavano al buio. Sei stato magistrale!
    P.s.: bentornato Sherlock 😉

      • Raccontare penso possa farlo chiunque, la cosa difficile è saper mostrare, permettere a chi legge di riuscire a visualizzare nella propria testa ciò che vede l’autore. Tu riesci a farlo molto bene, così come riesci a rendere veri i tuoi personaggi. Seguo le tue storie per carpire un po’ della tua bravura e non per cortesia.
        Mi auguro che tu faccia lo stesso.

        • La mia era una battuta, tutto qui 😉
          Ovvio che ti seguo perché mi piace quello che scrivi, non seguo nessuno “per cortesia”, come non mi piacerebbe se lo facessero con me.
          Il punto è che la maggior parte delle volte non sono soddisfatto di quello che scrivo e mi stupisco sempre dei commenti positivi, dei quali ti ringrazio nuovamente.

  45. Ho votato “Jenny avrà una parte tutta sua durante il racconto?”
    Ciao, ho letto quello che hai scritto, devo dire che l’ambientazione non è per niente male, ma di tutte e tre le parti mi è piaciuta di più l’ultima.
    Sono tutte e tre un po’ frammentate (anche se questo si nota meno nella terza parte), forse perchè utilizzi frasi brevissime senza dilungarti con molte virgole e subordinate. Prova a farlo, magari salta fuori qualcosa di meno spigoloso 🙂

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