Ossessione pericolosa

Dove eravamo rimasti?

Nell'ultimo episodio... chi avrà la meglio? E' giusto che sia Elena a darci una risposta (84%)

Il potere dell’amore

Le ci vollero alcuni istanti prima di vedere in modo nitido, passare dal buio a quella luce intensa fu uno shock. Le orbite girovagarono per la stanza, come satelliti in cerca di informazioni. Ruotò la testa in direzione della finestra e si accorse di essere collegata ad una macchina. Un lungo tubicino di plastica partiva da una sacca e finiva con una siringa dentro il suo braccio; una maschera sul viso ostacolava la visuale su ciò che la circondava.

“Sono viva.” Sentì il respiro graffiarle la gola di fronte a quella consapevolezza, in quella buia prigione della mente lei non aveva rimosso nulla. I ricordi, incredibilmente nitidi, riaffiorarono uno dopo l’altro, estendendosi come una chiazza d’olio nella sua testa. Non riusciva a dimenticare quelle parole…

Foto di noi due a Roma.

Foto di noi due.

Noi due.

Un’eco incessante, che le martellava il cranio. Una sofferenza estrema che la stava risucchiando ancora una volta nell’abisso dell’ossessione.

“È questo quello che voglio? Vivere nella costante paura di perderlo? Nell’ossessiva gelosia verso le altre? Nella frustrante insicurezza verso me stessa? E per cosa, poi? Per amore? No, no, no, no! Devo smetterla di nascondermi dietro la scusa che lo amo, non è questo il vero motivo. Il problema sono io. Mi guardo allo specchio e ciò che vedo non mi piace. Lo detesto. Continua a riflettere la vera me, quella che ha difficoltà ad ascoltarsi. Ad accettarsi. A vedere che qualcosa di buono c’è e che potrebbe anche piacermi. Il punto è proprio questo. Riesco a vedere solo difetti, per questo i complimenti continuano a stupirmi. È possibile che abbia bisogno del consenso degli altri per sapere quanto valgo? Ho quasi quarant’anni, non sono più una bambina. Gli sguardi derisori ci sono sempre stati e continueranno ad esserci, ma non devono più affossarmi nella convinzione che sono ciò che gli altri vedono. Inadeguata. Indifesa. Per anni mi sono lasciata scortare da questa certezza alla ricerca di qualcuno che si occupasse di me. Che mi proteggesse. Non cercavo un’amante, ma qualcuno a cui aggrapparmi e capace di affrontare la vita al posto mio, perché troppo codarda per farlo da sola.

Basta!

Devo reagire. Nessuno ha il diritto di giudicarmi, ma io ho il dovere di aprire gli occhi e guardarmi veramente. Di amarmi e accettarmi per quella che sono, con i miei pregi e difetti che sono tanti o pochi, ma questo non è importante, fanno parte di me. Mi appartengono. Mi rendono diversa. Unica.

Devo realizzarmi. Da sola. Senza dipendenze. Senza ansie o pensieri autolesionisti, gli stessi che minano continuamente la mia autostima e che mi spingono a ingozzarmi. Mastico e ingoio un boccone dietro l’altro solo per distogliere l’attenzione da quel continuo senso di disagio che porto dentro e che non riesco a gestire. Una sofferenza impalpabile. Invisibile. Inespugnabile.” Tutto questo la stava muovendo verso un punto di non ritorno.

Un rapido movimento a sinistra attirò la sua attenzione, distraendola dai suoi pensieri e facendola sussultare. Elena curvò lentamente il capo e lo vide.

Lele.

Alla sua vista, non riuscì a decifrare ciò che stava provando. Era attraversata da un fardello di emozioni inspiegabili. Elena sapeva che suo marito non aveva smesso neanche per un’istante di starle accanto. In quei giorni di buio, lei lo aveva sentito: il calore delle sue mani che accarezzavano dolcemente le sue; il senso di bagnato delle lacrime che le piovevano sulle labbra, quando lui le baciava affettuosamente la fronte; la sua disperazione nel vederla immobile e non poter far nulla per aiutarla; il desiderio di stringerla fra le braccia, costantemente soffocato dalla rassegnazione.

«Amrr» un suono disarticolato sgattaiolò dalla sue labbra.

Lele sollevò lo sguardo da quell’intreccio d’amore e la guardò. Quando i suoi occhi azzurri incrociarono quelli blu profondo di Elena, sobbalzò. La sedia cadde alle sue spalle, rompendo quel silenzio insopportabile. Lo sguardo di sua moglie non era più perso, le sue iridi brillavano di nuova vita e lo stavano fissando. Poi accadde l’impensabile. Una lacrima le stava rigando il viso in una discesa lenta, come a voler sfidare la gravità per farsi ammirare in tutta la sua autenticità.

Elena era tornata.

«Amore…» singhiozzò, prima di asciugarle con un bacio quel riflesso cristallino. «Il telefono…» la voce si stoppò, lasciando che le emozioni parlassero al posto suo. «Quel telefono… il mio collega…» le parole s’inceppavano e cadevano come in una corsa ad ostacoli.

Ad Elena, però, non importava. Sollevò il braccio, pesante quanto un macigno, verso suo marito e gli sfiorò le labbra per zittirlo. Lei non aveva bisogno di spiegazioni. La verità era sempre stata lì, nel suo cuore, offuscata da un’immotivata gelosia. Elena ne era finalmente consapevole e, da quel momento in poi, non avrebbe più permesso a quella ossessione di mettere in dubbio l’autenticità del suo amore.

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411 Commenti

  1. Ciao,
    Un degno finale, è giusto che due anime tormentate trovino un po’ di pace… anche se nella realtà è raro 🙂
    Forse l’iperrealismo dell’ultimo capitolo ha proprio questa funzione: convincerci che è tutto vero!
    D’altronde, qualche volta leggiamo e scriviamo per piegare la realtà ai nostri bisogni.
    E’ stato un bel viaggio, hai reso perfettamente la posizione dei protagonisti.
    A questo punto concluderei con ‘A presto’ come al solito, ma devo scrivere ‘A subito’, visto che ti sei già rimessa all’opera 🙂

  2. Ciao Anna
    Più che un lieto fine, questa chiusa è un finale aperto e un lieto inizio.
    In effetti, la protagonista prende coscienza di avere un problema e di essere parte importante del problema, e questo è il primo passo per il cambiamento, non è ancora “il cambiamento”. Elena si abbandona ad alcuni pensieri/giudizi su di sé, che sono, a mio avviso, delle vere e proprie conclusioni che si hanno solitamente durante un percorso analitico/conoscitivo. Tuttavia, quello che lei sente e pensa sembra rimanere ancora un mistero sfuocato agli occhi del marito…
    Sei stata in gamba!
    Al prossimo
    Ciao

  3. Bene, in questi dieci capitoli ci hai condotto attraverso un profondo giallo psicologico in cui il primo sospettato, evocato già dal titolo, si è rivelato il vero assassino. L’ossessione ha soffocato i sentimenti di Elena impedendole di godere appieno dell’amore del marito. E’ un giallo molto sui generis, in quanto è la vittima l’unica che deve capire che il colpevole è un suo parto degenere per soffocarlo a sua volta. Bello e interessante.
    Mi ha colpito anche la scelta di racchiudere i 10 capitoli tra due parentesi che vedono Elena in ospedale e la descrizione molto realistica di entrambi. Razionale, più che realistica: una parentesi di razionalità che racchiude un vissuto in cui la non razionalità imperava.
    Spero di rileggerti presto!
    Ciao Ciao

  4. Bellissimo! *__*
    Sono felicissima per Elena. Era fragile e insicura, ma ha capito che non può continuare così e che deve dare una svolta alla sua vita.
    Mi sono affezionata a lei e sono contenta di sapere che inizierà un nuovo cammino e che Lele sarà sempre accanto a lei! 🙂
    Bravissima, Anna! Ho amato molto anche questo racconto!
    Spero tornerai presto! Alla prossima! 🙂

  5. Una fine che è un nuovo inizio, inaspettato, almeno per quel che mi riguarda. Narrare di emozioni è sicuramente il tuo forte. Riesci sempre a far emozionare il tuo pubblico, a renderlo partecipe dei moti più intimi che muovono l’animo dei protagonisti. Ancora una volta complimenti, Anna.

  6. Non so se fosse quello che mi aspettavo, ma una sorpresa può essere un’ottima cosa. C’erano tanti segnali per un finale ben peggiore, ma per fortuna sembra che Elena abbia saputo riflettere ed estirpare la sua gelosia (su cui pure Lele ha giocato troppo, e immagino se ne sia accorto, con questo dramma).
    Quindi, va bene anche un lieto fine che restituisce la speranza e una seconda occasione a questa coppia. In fondo, tu sai che non ho mai pensato che Lele fosse realmente colpevole, ma noi tutti abbiamo visto con gli occhi di Elena l’evolversi della situazione, e tutto lo rendeva piuttosto insensibile.
    Ora hanno entrambi aperto gli occhi, non solo lei.
    Brava e grazie! A presto 🙂

  7. Ciao Anna.
    Il finale l’ho letto ieri, poi oggi l’ho riletto. Devo dire che non mi aspettavo un lieto fine però per la prima volta posso valutare che ci sta tutto. Gli elementi drammatici che hai trattato per tutto il racconto sembravano condurre a un epilogo drammatico, tuttavia spiragli di luce disseminati qua e là lasciavano presagire un nuovo inizio. Significa che hai saputo sapientemente dosare espedienti narrativi e sottotesto tra righe non scritte che voleva portarci a una redenzione e aprire una porta alla speranza di cui tutti abbiamo bisogno, che in pochi sappiamo guadagnarci, ma che di certo Elena ha meritato.
    Perciò la storia nel complesso ha meritato la giusta dose di attenzione e ha lasciato il messaggio più ambito: voltare pagina si può. Grazie per questo regalo letterario.

  8. L’epifania è arrivata al momento giusto, e ti perdono il lieto fine perché Elena si merita una seconda chance, per essere quello che vuole al di là degli altri.
    Tratti argomenti complessi con cura, come se maneggiassi qualcosa di fragile, sapendo che basta poco per romperlo. Brava!
    Ho visto un miglioramento tra il tuo primo racconto e questo… e l’asticella era già alta. 😉

    “Le orbite girovagarono per la stanza, come satelliti in cerca di informazioni.”
    Una delle frasi che mi sono piaciute di più.

    • Non so cosa replicare, dirti grazie è banale, ma in mancanza d’altro…
      Se sono migliorata lo devo ai consigli di chi, come te, critica i miei scritti in modo costruttivo, è uno dei motivi per cui ho iniziato a pubblicare su piattaforme come questa. Inizialmente, restavo nell’ombra… temevo i giudizi, ma che senso ha scrivere se nessuno può leggerti e commentarti? Commentare fa parte dei giochi, chi legge ha il diritto di esprimere la propria opinione, bella o brutta che sia. Anche io sono critica nei confronti delle mie letture, ok ora basta o arriva Natale 😉
      Grazie di cuore per il tuo sostegno.

  9. C’è poco da dire, ancora una volta hai sfornato una storia interessante, una storia che ha avuto il giusto riconoscimento e la giusta attenzione da parte dei lettori.
    L’autocritica, il pensiero, il giudizio che Elena riesce a concepire di se stessa è davvero una storia all’interno della storia.
    L’amore ha vinto, ha prevalso sulla sua “ossessione pericolosa”.
    Complimenti Anna, un gran bel lavoro.

  10. Gli sguardi derisori non devono più affossarmi nella convinzione che sono ciò che gli altri vedono e io aggiungerei o che ci vogliono far vedere. Che dire, Anna, hai fatto una regia sapiente, sempre delicata pur trattando un argomento estremamente complesso. E il lieto fine ci sta bene. 🙂 Brava . E ritorna presto!

  11. Un bel lieto fine, fantastico! 🙂
    In fondo si sa che sono una romanticona, per cui lo apprezzo particolarmente. 😀
    Alla fine la gelosia si può combattere e la storia di Elena ne è la prova.
    Peccato per il limite di 5000 caratteri: se ci fosse stata l’occasione di scrivere ancora qualcosa di più, probabilmente sarebbe stato un finale ancora più bello.
    Data la limitazione, però, devo dire che è comunque un finale perfetto! 😀
    Aspetto con estrema curiosità la tua nuova storia. 😀

    Ps: Siccome mi hai detto che spesso non ricevi le notifiche, volevo avvertirti che ho già pubblicato il capitolo nuovo e che in questi giorni ne pubblicherò un altro, se ti va di passare. 🙂

    A presto e un abbraccio! 🙂

    • In questo genere di racconti penso che il limite dei caratteri sia una cosa buona, perché problematiche così intime e personali devono solo essere uno spunto per scrivere una storia e nient’altro. Quanto al lieto fine, anche se si tratta di un giallo ho pensato che potesse starci 😉
      Grazie per avermi tenuto compagnia, un abbraccio.

  12. Ciao!! 😀
    Un lieto fine, meno male!! ^-^ Sono felice che Elena abbia posto un freno alla sua ossessione, che rischiava di divorarla e distruggerla, ma, soprattutto, che abbia compreso una cosa molto importante: che deve accettarsi ed amarsi per quello che è, indipendentemente da ciò che pensano e dicono gli altri! Molto molto bella questa storia! Spero che pubblicherai presto un nuovo racconto!!
    Alla prossima!!

  13. Pochi episodi dopo l’inizio del tuo racconto, ho iniziato a sospettare che tu avessi sbirciato nel mio PC e avessi preso spunto da un racconto che scriverò più avanti, ovvero il sequel del mio primo racconto e gli eventi di questo sequel sono antecedenti a “Gentlekiller”. Cosa c’entra questo mio futuro racconto con il tuo? Be’, in entrambi c’è una persona cara al protagonista che finisce in coma.

    Per quanto riguarda l’episodio, devi dirti che, secondo me, le parole pensate da Elena sono belle, ma non tutte le persone sono in grado di andare oltre al pronunciarle/pensarle. Io, per esempio, non ci riuscirei. Ed Elena, invece?

    • Ciao Drago, sono curiosa di leggere questo sequel, spero lo pubblicherai dopo Dengel 😉
      Quanto alla tua domanda su Elena, non so se ho capito cosa intendessi, ma provo ugualmente a darti una risposta: quello che ha fatto Elena è una sorta di “esame di coscienza”, ha portato a galla qualcosa che sapeva che le creava disagio, ma che non aveva il coraggio di affrontare. Pensa ad una guerra, è più facile scendere in campo e rischiare di farsi ammazzare o nascondersi dietro le trincee e stare a guardare? Per anni, Elena è rimasta nascosta dietro quella trincea chiamata insicurezza, che le impediva di affrontare la vita, la gente, di prendere decisioni, di camminare da sola. Non aveva il coraggio di farsi colpire dall’opinione altrui, perché convinta di “esistere” solo nel giudizio di chi la guardava. Il risveglio dal coma le ha permesso di “vedersi” con i “suoi” occhi e di capire che non ha bisogno di niente e di nessuno, che può farcela da sola anche senza Lele. Elena sa che suo marito non l’ha tradita, ma il punto è che anche se dovesse accadere lei è in grado di vivere anche senza di lui, sciogliendo quel legame invisibile che la rendeva dipendente.
      Spero di aver risposto alla tua domanda e ti ringrazio per aver seguito anche questa storia.

      • Penso che la mia fosse una domanda retorica (non ne sono sicuro neanch’io 😀 XD).

        Tornando seri, intendevo: “Elena passerà ai fatti o, nonostante abbia capito cosa non andava, continuerà a comportarsi come prima?”.
        Come ho già detto, il più delle volte io non faccio niente. Ma io non sono Elena e lei non è me.

        Per quanto riguarda “Ripper Sunday” (sì, il titolo l’ho deciso già da un anno circa e l’ho rivelato ai tempi), vedremo come andrà con “Dengel”, perché ho intenzione di farne un libro. E anche perché voto fare anche una sorta di “banco di prova” per il ritorno di Andrew e Crystal.

        A proposito di “Dengel” questa mattina ho pubblicato il secondo episodio, non so se hai visto.

  14. Elena deve risponderci!
    Insomma, Lele è un assoluto tenerone, un uomo innamoratissimo e ora pure pieno di sensi di colpa. Meriterebbero forse L’amore, ma a questo punto voglio sentire per l’ultima volta l’altra campana. Descrizione iperrealistica, veramente accurata, complimenti!
    Ciao a presto

  15. La risposta vorrei sentirla da Elena che si sveglierà e ci darà un verdetto…
    odio sentir parlare di ospedali, ma tu lo fai così bene che non so se mi fa così male… considerando quanto la scena fosse vivida ( zoccoli a parte, perchè li hanno di gomma) e quanto mi abbia rapita fino in fondo.

  16. Se fosse una pièce teatrale, a questo punto Elena si alzerebbe dal letto e raggiunto il centro del palco farebbe un monologo. Una lunga riflessione su amore e ossessione…
    divago. 🙂
    La ricerca di metafore e similitudini originali è encomiabile e il capitolo è come sempre impeccabile, brava!

          • Ehm… quando mai ho detto che i tuoi commenti mi infastidiscono? (espressione perplessa)
            Mi darebbero fastidio se e solo se li scrivessi come faceva ai tempi VaiTra, cioè con un tono di arroganza/superiorità (e simili) anziché con gentilezza (e simili).
            Per cui, se vuoi darmi consigli o dirmi come avresti scritto A MODO TUO (cioè senza espressioni del tipo “qui non va bene, taglia”, ma con frasi simili a “secondo me, qui avresti fatto meglio a scrivere…”).

              • Lamentato? E quando? La mia memoria farà acqua da tutte le parti, ma io non mi ricordo di essermi lamentato.

                Ti riferisci alla mia risposta ad un commento di Ivana, nel quale le dico che la mia idea delle didascalie che ho messo in “Dhampir” è stata criticata perché queste ddascalie “spezzano la narrazione”? Ehi, per qualunque cosa, c’è a chi piace e a chi no, quella cosa. Nel caso delle didascalie, a lei l’idea è piaciuta, a te meno. E allora?

                E poi, non sono il tipo da scrivere su internet certe cose “alle spalle” dell’altra persona direttamente interessata, specialmente se può leggere ciò che ho scritto.

                (Non leggere questo commento come se fosse un attacco personale nei tuoi confronti, perché non lo è, tantomeno c’è l’intenzione.)

            • Sì, mi riferisco proprio a quel commento: “Pensa che mi è stato detto che “spezzano” il racconto, che al loro posto dovrei descrivere l’ambiente in cui si svolge la scena”, questa è per me una lamentela, anche se velata. E comunque il mio appunto non riguardava “tutto” il racconto, ma solo l’episodio nove: “Ànkar, castello della famiglia reale Loyalar, stanze della regina Caratris” e “Castello della famiglia Loyalar, corridoio” qui non mi è sembrato appropriato dal momento che la scena non si stava svolgendo in un’altra residenza ma solo nel corridoio adiacente alla camera della regina. Non mi sono mai permessa di dirti come scrivere il “tuo” racconto, le mie sono solo osservazioni esterne ma, soprattutto, personali.
              P.s.: neanche il mio è un attacco nei tuoi confronti ma solo un chiarimento.

              • Non sei l’unica a cui non è piaciuta più di tanto l’idea delle didascalie (specificità dell’episodio a parte). 🙂
                Comunque, quella non era la prima volta che scrivevo quel commenti di risposta. Infatti lo avevo scritto già una volta, ma il mio pc mi dà problemi di connessione e quindi ho dovuto riscriverlo una seconda volta (cioè come lo hai letto) e, dato che la mia memoria non è delle migliori, mi sono dimenticato di riscrivere alcuni pezzi.

                Per concludere, la scena si è spostata sì in un corridoio della stessa residenza, ma non ci è stato dato sapere se fosse adiacente o meno alla stanza di Caratris (e non lo era).

                Detto (=scritto) questo, se vuoi commentare l’ultimo episodio di “Dhampir” e seguire “Dengel” (che non è la parola “denger” pronunciata da un cinese), sei la benvenuta. 🙂

  17. E’ giusto che sia Elena a darci una risposta!
    Bravissima, bel capitolo. Pieno di sentimenti. Verso la fine mi sono quasi commossa: tutto ciò per un equivoco. Le persone a volte reagiscono d’impulso.. troppo in fretta. Ed è sbagliato, ma continuiamo a farlo tutti, non solo Elena e Lele, ma anche tutti noi.
    Una storia che fa riflettere! 🙂

  18. Molto bello anche questo tratteggio del dolore, che tiene il lettore alla corda fino alla fine. Tuttavia, ti basterà un solo altro capitolo per due momenti topici come spiegazione e conclusione? Perché non ci lascerai senza la prima, veeeeero? Ciao.

  19. Sarà Fosca a stabilirlo: anche se pare assolto, il compito di decidere della sua sorte spetta a Fosca!
    Bello, davvero bello. Bravissima 😀
    Ci sono alcune frasi che mi hanno colpita particolarmente. Leggendo sembra davvero di essere lì, di vedere Elena soffrire, cercare di non cedere alla tentazione di leggere i messaggi sul cellulare di Lele, e poi alla fine dare spazio alla gelosia, che la divora, e la confonde a tal punto che non ci vede più.. e succede la tragedia.
    Complimenti. Alla prossima!! 🙂

  20. Mi sono persa il settimo capitolo e mi dispiace molto, ma l’ho letto adesso insieme all’ultimo. Nel settimo sei stata bravissima, hai mostrato che Elena non è pazza e non si inventa niente: una telefonata di 45 minuti con una collega non è normale (soprattutto quando sai che tua moglie è così gelosa), per quanto uno possa usare come scusa l’amicizia. Mi hai mossa molto contro Lele in questi ultimi due episodi, devo dire, ed io prima ero addirittura a suo favore.
    Sono certa che ci riserverai delle sorprese 🙂
    Voto perché sia Fosca a decidere.

  21. No, non è assolto affatto e non mi stupirei se ci fossero sorprese.
    Fin qui hai costruito una grande, coerente ossessione, rendendo sapientemente la psicologia dei personaggi. Se proprio devo fare un appunto: ci ha pensato troppo prima di leggergli i messaggi! 😀
    Ciao Ciao!

  22. Probabilmente sì, ma lasciamo che sia Fosca a stabilirlo.
    Bravissima! Quando Elena trova il telefono e non sa cosa fare, quando legge il messaggio, quando corre via disperata: hai descritto divinamente ogni emozione!
    Era quasi palpabile, si percepiva perfettamente l’angoscia e lo sgomento di Elena nel vedere realizzate le sue paure.
    Devo ammettere che mi sono affezionata a lei e spero che si sistemi tutto. Spero che questa terribile vicenda possa essere la base per capire gli errori commessi e ricostruire la loro vita insieme. Complimenti ancora! Alla prossima! 🙂

    • L’assoluzione per quanto riguarda la caduta, si è trattato di una tragica fatalità. Quanto al tradimento, lo smartphone che Elena ha trovato è del collega di Lele quindi quei messaggi…
      Come ho specificato in altri commenti questo non è il classico giallo con cadavere e poliziotto che cerca di scovare l’assassino seguendo delle tracce, è più un thriller psicologico che ha a che fare con la psiche dei personaggi e il vero killer è l’ossessione del tradimento, il credere e non credere alle parole di Lele, al suo comportamento poco chiaro e che suscita continui dubbi in Elena che, dal canto suo, ha il suo bagaglio di insicurezze che si trascina dietro da una vita e che non l’aiuta a “vedere” la verità. Spero di essere stata un po’ più chiara 🙂
      Alla prossima.

  23. Fosca… che ci sta a fare se no? 🙂
    Bella la metafora sulla liquirizia.
    Ogni volta mostri benissimo le emozioni dei personaggi anche attraverso i gesti.
    “Si alzò dal letto lentamente e senza fare rumore, per non disturbare Lele e si recò in camera di Giada” un po’ troppe ‘e’ 😉

  24. Ciao,bel capitolo.Forse sono l’unico che voterà contro Lele,ma solo per la sua ingenuità.Non si lascia un telefono alla mercè della moglie,anche se non è il tuo,si controlla sempre,a priori.Perchè se lo portava sempre con se qualcosa da nascondere doveva pur averla,quindi qualche scheletro nell’armadio c’era. Però che sfiga il Lele,l’unica volta che lo dimentica,oltre a non essere il suo,c’è anche un messsaggio compromettente.
    Brava Anna,e adesso vediamo il seguito.

  25. Ciao!! 😀
    Stupendo questo episodio! Quelle frasi, corte e incisive, ci fanno entrare perfettamente nella mente travagliata di Elena! Complimenti!!
    Dato che il tradimento (anche se qui è solo presunto) è immorale, ma non illegale, Lele è assolto! Adesso bisogna vedere cosa succederà se e quando Elena uscirà dal coma!
    Alla prossima!!

  26. Dato che l’unica colpa di Lele è quella di aver tradito la moglie e che non si è sicuri che abbia anche questa, direi di sì, che viene assoluto.
    Ci saranno ripercussioni sul matrimonio, nel caso in cui Elena si svegli? Altamente probabile, forse è certo si 100%.

  27. Assolto? Fino a qui nn ha fatto nulla di male con certezza, se è vero che il cellulare non è il suo… Molto intenso e sempre ansiogeno, anche la parte di Giada. Ora, se la caduta era già stabilita fin dall’inizio a causa della scoperta (lui era troppo preoccupato x averla spinta, che era l’altra tragica opzione, secondo me)… ci resta solo da scoprire se ha tradito o meno. Io dico di no e voto sì.

  28. Anna questo capitolo è spettacolare, ci sono dei passaggi così intensi… Lele è una sua proprietà, ma l’amore non dovrebbe avere catene e padroni e io comunque nel mio privato sono una donna gelosa, eh! Ma se alla base manca la fiducia il rapporto si guasta irrimediabilmente… Io voto insicurezza, ma è in minoranza, perché mi sembra il passaggio naturale prima della verità. 🙂 🙂

  29. Cos’è accaduto veramente la notte dell’incidente?
    Che nervi sto Lele. Se tradisci, fallo meglio, dico io.
    Perché sì, il comportamento di Lele è esageratamente ambiguo per non essere un vero tradimento. In base a questo episodio non ho scorto l’insicurezza di lei, ma l’indifferenza e la freddezza di un uomo che tradisce.

  30. Io direi di scoprire cos’è accaduto veramente la notte dell’incidente.
    Elena potrà essere esagerata, però non credo che abbia tutti i torti. Lele tiene i messaggi di questa donna, passa tantissimo tempo al telefono con lei e la ammira per la sua bellezza e bravura! Se sa che la moglie è insicura (perché non si piace/ha avuto problemi/qualsiasi cosa), secondo me dovrebbe comportarsi diversamente.
    Bravissima come sempre! Alla prossima! 🙂

      • Più che altro parlo per esperienza personale. Il mio ex aveva una collega che era solo un’amica (ed era anche la fidanzata del suo migliore amico, per questo non ero gelosa). Si scrivevano messaggi, si vedevano sempre sul posto di lavoro e stavano molto tempo al telefono…un po’ come Lele. E poi mi ha lasciato perché mi tradiva con lei e si sono messi insieme.
        Per questo non mi convince. Non so come sia stare con una persona per vent’anni, perché sono ancora troppo giovane, ma credo che la gelosia e l’insicurezza di Elena siano cresciute così tanto proprio perché lei “sente” che Lele non è totalmente sincero.

  31. Ciao Anna.
    Magari l’insicurezza di Elena non è logica, di sicuro è umana. Però ho votato per capirla meglio: Elena, perchè tanta insicurezza? Da cosa deriva? Cosa del tuo passato può averti resa così insicura? Tutto qui. Ma credo non sia possibile dare una risposta logica a queste domande e tuttavia vorrei conoscerla. La scena al mare era così vivida che c’ero anch’io. Ottima, Anna.

    • Ciao Marta, l’insicurezza come tutto ciò che ha a che fare con la sfera emozionale non ha nulla di logico, non può essere classificata solo come una condizione d’incertezza che spinge un soggetto a dubitare costantemente di sé e delle proprie capacità, perché ha radici ben più profonde e che cambiano a seconda del vissuto di ciascuno di noi. È umana ed io aggiungo individuale perché c’è chi sa contrastarla mettendosi continuamente alla prova e chi, invece, si lascia annientare permettendole di condizionare la propria vita. Grazie dei complimenti è di essere passata.

  32. Cos’è accaduto quella notte?
    Allora, sei sempre bravissima, molto acuta nel rendere ottimamente la psicologia dei personaggi. Mi sembra però che ti stia sbilanciando molto verso di lei, mentre lui rimane molto più ignoto e ambiguo e la maggior parte di quello che sappiamo di lui è ‘in reazione’ alle accuse di lei. Io voglio sapere meglio cosa pensa lui!!
    Ciao alla prossima!

    • Hai ragione quando dici che, rispetto ad Elena, di Lele ho fornito pochi elementi che lo rendono ambiguo ed enigmatico, ma il mio obiettivo è quello di porre il lettore nei panni di Elena, di fargli vivere i suoi stessi dubbi angoscianti e di introdurre nella sua mente il tarlo del sospetto. Sarebbe troppo facile puntare il dito contro Lele se vi avessi mostrato chiaramente il suo personaggio e, a quel punto, l’ossessione di Elena avrebbe perso la sua credibilita’, sciogliendosi come neve al sole.
      Ciao Moneta e grazie di essere passata.

  33. Voto la notte dell’incidente. Ciò che hai reso accuratamente, oltre alla gelosia e allo stato persecutorio, secondo me è l’ambiguità di Lele. ‘sto brav’uomo così innamorato e devastato, che rischia di disinnamorarsi per colpa della gelosia della moglie, non può fare a meno dell’amicizia della collega? Cosa vale una collega davanti a 21 anni d’amore vero? Perché si imbosca ovunque per telefonare e diventa un figo? L’ho letto d’un fiato. Ora però pretendo effetti speciali e un colpo di scena che non oso immaginare. Bravissima!

  34. Il titolo del capitolo è molto bello, lo avrei usato come titolo del racconto.
    Lele qui si accanisce: sai che lei si incazza e stai via 45 minuti senza manco uno straccio di scusa, allora lo fai apposta!
    Voto interrogatorio, teniamoci la notte dell’incidente per la fine 😉

    • E tu saresti disposto a rinunciare alla tua libertà per la serenità di tua moglie? Pensi veramente che ad Elena basti tenere costantemente sotto controllo suo marito per smettere di sospettare di lui? Se sei in buona fede, non ci vedi nulla di male in una telefonata con una collega/amica anche se si protrae per 45 minuti. L’unica colpa che si può affibbiare a Lele è quella di mettere la testa sotto la sabbia e non ammettere che Elena abbia bisogno di aiuto per venire fuori dall’ossessione.
      Ciao Gabriele, grazie di essere passato.

  35. Ho votato per “Lele prosegue l’interrogatorio”.
    Questa non è solo gelosia, è davvero un’ossessione.
    È strano però che lui cancelli i messaggi della moglie, lasciando solo quelli di Noemi: può darsi che lo faccia per dimostrare alla moglie che non ci sia nulla oltre la semplice amicizia, però può darsi anche che non lo faccia “ingenuamente”, e che quindi questa voglia di dimostrare ad Elena che non ci sia nulla nasconde in verità qualcosa, come un’ipotetica relazione.

    • È l’ambiguità del marito a scatenare l’ossessione di Elena, il suo continuo bisogno di controllare ogni suo gesto. Ma questo è il “suo” modo di “percepire” la realtà, infettato dalla sua insicurezza che ha generato la sua gelosia che ha scatenato la sua ossessione. Aiutoooo adesso lo psicologo serve a me 🙂
      Grazie di essere passato.

      • Se questo ti fa necessitare di uno psicologo, non leggerti mai “Pandora hearts”. Il motivo? Fra il volume 16 ed il 20, c’è un trip intripposo riguardo l’identità di alcuni personaggi, soprattutto principali, e il da che parte stanno.

    • Accanimento? E se fossi al posto di Elena? Prova a calarti nei suoi panni, a pensare come lei e a porti le sue stesse domande. Non è facile per Lele passare per adultero quando non lo è, ma non è altrettanto facile per Elena pensare che il cambiamento del marito non abbia a che fare con la sua collega che, guarda caso, è la stessa che gli invia messaggi e con cui passa del tempo al telefono. Non è che sei di parte? Scherzo naturalmente 🙂
      Grazie di essere passato.

  36. Per sapere cosa è successo ad Elena, aspettiamo il nono o il decimo episodio.
    “Passiamo del tempo” con Lele, perché ne abbiamo passato abbastanza con la moglie.

    Non avendo mai avuto una relazione sentimentale, non riesco a condividere la gelosia di Elena.
    Sarà per il mio carattere, ma riesco a capire la sua insicurezza.

    • Insicurezza e gelosia di solito vanno a braccetto, determinando un circolo vizioso da cui è difficile venire fuori: più si è insicuri e più si diventa gelosi; più la gelosia aumenta e più l’insicurezza cresce… ritornerò sull’argomento più avanti ora non voglio spoilerare 😉
      Alla prossima.

      • Non vuoi spoilerare?! E tutte le volte che lo hai fatto con un mio racconto?

        Per quanto riguarda il circolo vizioso insicurezza-gelosia, credo che si possa instaurare solo quando si sta intrattenendo una relazione sentimentale. E non è il mio caso.

        • Un giorno accadrà (di avere una relazione sentimentale intendo) e se sarai veramente innamorato proverai una “sana” gelosia nei confronti della tua lei i primi tempi, dovuta principalmente al fatto che sai poco di lei e non sei sicuro che lei provi per te lo stesso sentimento che tu provi per lei. Col tempo però tutto diventa chiaro e la gelosia diventa un lontano ricordo. Quella di cui parlo in questo racconto è una gelosia patologica che nasce dall’insicurezza della protagonista che si è determinata durante la sua infanzia, in seguito ad avvenimenti che hanno inciso negativamente sulla sua autostima.
          Ciao Drago.

          • Mi sa che l’unico “vantaggio” (si può definire così?) di essere single (nel mio caso da tutta la vita) sia che non si prova gelosia.

            Nel mio caso, per quanto riguarda l’insicurezza e l’autostima, be’ (o beh? Mai saputo), la prima è abbastanza alta, mentre la seconda è relativamente bassa a causa del mio carattere.

  37. L’amore profondo non riusciva a bastargli più, quanta è vera questa frase. L’amore, purtroppo, non basta a combattere i demoni che l’altro si porta dentro… Può metterli a riposare, forse, ma al minimo intoppo, riemergono più violenti e ciechi di prima. Brava Anna! Entrambe. 😉

  38. Mah, perdere Lele
    Ciao,
    Questo cap. però non spiega affatto l’ambigua telefonata del precedente! 😀
    Confesso che sono un po’ spaesata, perché non mi aspettavo questa assoluzione di Lele, almeno non così totale e così precoce. Insomma, bene che vada ci suggerisce che l’allontanamento di Lele è obiettivamente responsabilità dell’ossessione della moglie.
    Non so, l’avevo immaginato diverso… Poi ci sta che io non abbia capito nulla 🙁

    • La precoce assoluzione di Lele serve a spostare l’attenzione del lettore su un altro possibile “colpevole”…
      Quanto alla telefonata, non ho introdotto volutamente ulteriori spiegazioni perché ciò che voglio che il lettore colga è la capacità della mente di creare una realtà, basata su ipotesi e congetture, che va a sostituirsi a quella reale intrappolando la vittima in una rappresentazione del tutto fittizia in cui suo marito appare come un bugiardo e traditore.
      Grazie di essere passata.

      • Oddio Anna, grazie per la spiegazione dettagliata e scusa se ti posso essere sembrata un po’ aggressiva, alle volte penso con le dita sulla tastiera e quelle scrivono per conto loro. In realtà immaginavo – vista la cura che hai mostrato nel cesellare ogni episodio – che ci fosse un motivo ben preciso per quanto hai mostrato, un motivo che non riuscivo a cogliere e quindi mi disorientava. Gentilissima e bravissima!
        Ciao Ciao

    • La paura di perdere Lele è indubbiamente intrinseca al suo non sentirsi all’altezza; le paure di Elena sono generate dalla sua insicurezza. In questa storia ho messo da parte “i fatti” per dare più spazio a qualcosa che molto spesso s’intromette nella vita delle persone diventandone la protagonista: la gelosia e l’ossessione che genera in chi è talmente vulnerabile da lasciarsene fagocitare fino ad annullarsi. Il percorso psicologico che bisogna intraprendere per superare questa impasse è il vero intreccio.
      Grazie di essere passata.

  39. “Cos’ha lei che io non ho?”
    Classica frase che potrebbe valere benissimo per entrambi.
    Il non essere all’altezza dell’altra(eventuale) potrebbe far impazzire una donna.
    Ma voglio anche “condannare” il comportamento di Lele.
    Per tanto che si ami una persona, non ci si dovrebbe annullare, tanto meno perdere la stima in se stessi. Resta sempre un parere, ovvio.
    Al prossimo e come sempre…brava 🙂

  40. Ciao!! 😀
    Voto “entrambe” anch’io!
    Bellissimo! Sai rendere davvero bene le emozioni dei personaggi, l’angoscia e il tormento che la gelosia è in grado di portare anche all’interno di una coppia di persone che dovrebbero fidarsi l’una dell’altra! Complimenti!!
    Non vedo l’ora di leggere il resto!!
    Alla prossima!!

  41. Entrambe.
    L’angoscia di Lele traspare proprio tra le righe. Brava. 🙂
    Incredibile come la gelosia possa trasformare chiunque in un altra persona; Elena sembra irriconoscibile. Spero proprio che Lele non abbia ceduto a qualche tentazione!!!
    Mi piace proprio tanto questa storia! Alla prossima! 😀

  42. Elena ha paura di entrambe le cose, è evidente.
    Meno evidente è che una donna prossima ai quaranta non sia tipico che arrossisca, chi lo dice?
    Meno evidente è il modo di reagire di Lele. Ma che problema ha? Perchè non si ribella? Voglio dire: la ama e non vuole perderla, ok. Lei è diversa dalle altre, lei non ha bisogno di mostrarsi, è se stessa, e questo la rende pura, genuina, tanto che “persino” arrossisce ancora; lui non gradisce donne appariscenti e così via… ma tutto questo per Lele è una corazza. Dentro Lele è stretto in una morsa. E perché mai, diosanto, non reagisce? Reagire serve a salvare il suo rapporto, il suo amore, il suo legame. Reagire non è andarsene, quello lo fanno i vigliacchi; ma lui dimostra ogni giorno di essere in grado di tenere botta, per cui non è un vigliacco. Forse è troppo buono, uno che arrossisce, come lei, ma dentro. Quando diventi rosso dentro, non sai essere nero fuori. A volte nero aiuta, a volte distrugge. Ma sopportare quando si è in buona fede non è né sinonimo di rosso né sinonimo di nero, è sinonimo di bianco… sì, quello della bandiera della resa.
    Brava davvero.

    • La resa di Lele sta nel suo sentirsi con le mani legate, una sorta di battaglia contro i mulini a vento. C’è poco da fare quando il male che vuoi debellare non ha una faccia che potresti prendere a pugni, almeno per avere la soddisfazione di avergliene suonate e per dimostrare a te stesso di averci provato. Non si possono ammettere colpe che non si hanno e la cosa peggiore è che sua moglie è convinta del contrario. Il vero mostro da sconfiggere è la “convinzione” di essere tradita che ormai si è radicata nella testa di Elena. Lele non può far altro che sperare che sua moglie si liberi della sua ossessione ripetendole fino allo sfinimento che è solo frutto della sua immaginazione.
      Grazie dei complimenti e di essere passata.

  43. Ciao Anna, non avevo ancora letto il 5 capitolo…

    Mahh non capisco questo ritornare indietro di 6 mesi.. per ritornare nuovamente sul tema della gelosia di Elena… ????
    Che già avevi trattato benissimo nel capitolo precedente con gli sms..

    Mah non lo so.. ho come l’impressione che ti stai perdendo dietro un tema già scontato.. rischi di sprecare capitoli per la risoluzione del giallo.. 🙂
    Insomma, ti basteranno i 10° capitoli.. ?
    Per come ho capito da questi primii 5.. mi sa di no.
    Cmq sempre bravissima 😉

    Opto per il senso di colpa.

    • Ciao Alex, come ho già specificato in un precedente commento, questo giallo è atipico: il vero assassino qui è la gelosia ossessiva. Ammetto che il rischio di cadere nella monotonia, ritornando spesso sul tema, ci sia ma ritengo opportuno “giustificare” il comportamento di Elena raccontando gli eventi che hanno scatenato in lei l’ossessione. Spero di essere stata esaustiva nella spiegazione e ti ringrazio di essere passato.

      • Hai toccato il “culmine” con la scoperta degli sms.-
        Un pò come infrangere il muro del suono… e poi dopo qualche metro un decelerare.
        Per carità una tua scelta condivisibile, però a parer mio l’ossessione doveva trovar “sfogo” dopo la scoperta degli sms.
        A parte che cercar di descrivere sentimenti profondi è difficilissimo, per cui hai tutta la mia ammirazione.

  44. Angoscia, non precipitiamo: il suo dialogo può comunque essere interpretato in molti modi. Io ne immagino uno che non è poi così compromettente. Anche se ne immagino altri tre molto compromettenti 😀 😀
    Rabbia no, cosa pretende? Si fa trovare con le mani nella marmellata e se la prende se la mamma lo scopre? Ne conosco una che faceva così, ma non migliorava la sua posizione.
    Ciao Ciao

  45. Trascorrendo una serata insonne non ho potuto fare a meno di leggere.
    Sono nuova in questo sito e devo dire che sono piacevolmente sopresa della qualità dei racconti scritti, di cui fa parte ” Ossessione Pericolosa”.
    La gelosia è un sentimento comune a tutti ma in pochi ne sentono i veri effetti.
    I solchi che lascia la gelosia nell’animo sono difficili da riempire ed io essendo gelosa ai massimi livelli del mio Lui, mi sono riveduta nel dialogo del 4* capitolo. Sono contenta che tu sia giunta ad un dialogo così ben riuscito così presto. Mi chiedo che cosa tu abbia in mente per i capitoli a seguire. Voto ”Il rumore del sospetto” perchè voglio la stessa energia di questo capitolo anche nel prossimo.

    • Incredibile c’era un bug nella pagina. Ecco cosa implica connettersi alle 6am. E come per magia il voto non è andato a buon fine ed il sito mi ha rivelato il 5* capitolo. Che fortuna! Peccato che non sia stato il tema che volevo scegliere. O forse no? Non so cosa avresti scritto se avessi scelto ” il rumore del sospetto” ma devo dire che la maggioranza ci ha visto lungo.
      Ho sperato fino all’ultimo che il sospetto di un tradimento rimanesse solo un ” rumore ” appunto”. Lele non può che provare senso di colpa . Almeno spero.

  46. Voto angoscia. Se sono rimasti da soli per anni è perché Elena era gelosa ossessivamente; Lele sa che Elena è gelosa; forse non c’è motivo per cui lei lo sia, eppure per lui non è questo che conta. L’idea che lei possa essere – giustamente o meno – di nuovo gelosa fino alla follia genera angoscia in Lele.
    Penso che possa essere più angosciato e preoccupato che arrabbiato, proprio perché sa bene che Elena è così. Proverebbe senso di colpa se fosse effettivamente colpevole, cosa che io non credo.
    Non si capisce niente di quel che ho scritto, ma è stato il mio ragionamento per il voto 🙂 Brava Anna, che indaghi così nell’animo umano!

  47. Se fossi al posto di Lele, ciò che proverei è sicuramente: rabbia.
    La gelosia di Elena è comprensibile, ma anche molto eccessiva, a parere mio. Purtroppo, spesso accade che la gelosia si impadronisca di noi facendoci commettere errori accusando gli altri di cose che soltanto immaginiamo; ovvero, che sono reali solo nella nostra testa. Si tratta di un tema molto attuale e mi piace molto come lo affronti!
    Bellissima la metafora dei bufali: la sofferenza di Elena è palpabile tra le righe di questo racconto. L’hai saputa descrivere egregiamente, complimenti!!
    Sono curiosa di leggere il seguito! 😀
    A presto 🙂

  48. Ciao Anna
    La tua scrittura è scorrevole come sempre e descrivi molto bene gli stati d’animo.
    Forse Lele dice proprio la verità, parlava con Lorenzo… Solo che la moglie è intrappolata dentro la sua gelosia e “non vede” che ci possa essere un’altra prospettiva che colleghi e dia un senso a tutti i fatti. Diciamo che lei ha già la diagnosi, senza analizzare prima bene i sintomi.
    brava!
    🙂

  49. Se io fossi al posto di Lele, proverei un senso di colpa, ma io sono io e lui è lui 🙂
    Questo perché, a torto o a ragione, non ho mai sopportato il veder piangere le donne.
    Il cambiamento di Lele è lampante, sia nell’aspetto che nel comportamento, stiamo a vedere cosa succede.
    Al prossimo, Anna, ciao 🙂

    • Ciao Serena, la gelosia è un sentimento dalle mille sfaccettature ma estremamente pericoloso perché legato alla sfera emotiva di ognuno di noi. Ciò che potrebbe fare ingelosire me potrebbe non avere lo stesso effetto su di te, ma chi può dire che la mia è una gelosia ingiustificata?
      Alla prossima.

  50. Non penso che questi messaggi provino l’esistenza di una relazione clandestina; se sono ancora lì, non lo sono (sarebbero stati cancellati prontamente). Capisco tuttavia che Elena possa sentirsi delusa, offesa e tradita, e quindi voto per “il dolore del cuore”.
    Quando ho scelto l’opzione sulla mente di Elena, pensavo scrivessi qualcosa su di lei mentre era in coma, ma va benissimo così: siamo andati avanti con gli indizi 🙂

    • Hai colto nel segno. Ammesso che quei messaggi non dimostrino l’esistenza di una relazione “extra”, resta nel cuore di Elena l’amarezza e la delusione di non sentirsi più unica, per chi è estremamente gelosa anche una semplice amicizia può essere vissuta come un tradimento.
      A presto Chiara.

  51. mah, non ho ben capito il senso della domanda finale, però immagino sarebbe giusto dire silenzio della verità.
    In quanto ai messaggi mi sembrano irritanti per una donna che vive con te, ma innocui. A leggerli bene non dicono che ci sia una relazione tra loro e poi non li ha cancellati. Un traditore è la prima cosa che farebbe.

  52. Silenzio e verità, mi pare quasi un ossimoro
    Ciao, finalmente ho il tempo di commentare.
    E’ un giallo molto psicologico e senza crimini premeditati, per il momento, ma a giudicare da quanto sembra netto il tuo plot, scommetterei su una sorpresa ad ogni capitolo.
    Mi piace questo approfondimento molto intimo e realistico.

    Ciao Ciao

  53. Il silenzio della verità.
    Quanto vorrei poter leggere già tutti i 10 capitoli di fila!! Questa storia è così intrigante che sono diventata tremendamente curiosa di scoprire cos’è successo per davvero. 😉
    Mi piace come descrivi i sentimenti dei personaggi, come ad esempio: “La voce rotta dalle lacrime che, come lame, le stavano artigliando la gola.” FANTASTICO!!
    Bravissima 😀
    Alla prossima 🙂

  54. Quei messaggi possono realmente significare il bisogno di una persona di fiducia, di sostegno, di ascolto, non per forza tradimento, ma sicuramente in una mente ossessionata dalla gelosia quei messaggi diventano il segno evidente di qualcosa…
    Brava come sempre. e avanti col sospetto!

  55. Bello e veloce, come piacciono a me, le cose spiegate coi dialoghi e non con lunghi discorsi…Una sola cosa,se scoprissi che mia moglie si scrive dei messaggi con qualcuno l’apostroferei coi peggiori epiteti, ma in quel momento non la definirei accademicamente “fedigrafa”, mi sembrerebbe troppo cortese.
    Ho votato per il rumore del sospetto, per un giallo mi sembra il più indicato
    A presto

  56. Bello questo passaggio, questa concentrazione sull’altro punto di vista.
    Il sospetto c’è sempre, e la gelosia di Elena è motivata alla fine, anche se per Lele questo può sembrare assurdo: non è facile, per chi non sa e non è coinvolto, tracciare un limite tra la semplice amicizia e l’amore (o una semplice storia).

    Ho votato per “il silenzio della verità”.

  57. Ero assolutamente convinta di averti lasciato un commento, ma scendendo non sono riuscita a trovarlo. Sarà la vecchiaia.
    Allora (ri)scrivo quello che volevo dirti quando ho letto il primo nodo: mi sembra che tu abbia studiato benissimo la storia, che sappia esattamente dove andare a parare e che non lascerai sconvolgere la tua traccia dalle scelte dei lettori. Mi piace la cosa!
    Al contrario di altri, non ho troppi sospetti su Lele, devo dir la verità. Sicuramente ci mancano ancora tutti gli elementi, ma non me la sento di puntare il dito al terzo capitolo.

    Voto Elena perché credo che sarà estremamente interessante.

  58. Elena.
    Interessante la verità proprio sul finale! Però credo di aver capito di chi fosse il messaggio sul cellulare, vediamo se ho ragione! Non vedo l’ora di saperne qualcosa di più dal punto di vista della diretta interessata. Nel frattempo tutto l’amorevole amore di Lele ha insospettito anche me, diffidente numero uno al mondo. A presto!

  59. … Elena
    Ciao, veramente intrigante, ha l’aria di essere stato studiato molto bene
    L’affermazione finale mantiene alta la tensione e mi lascia qui a crogiolarmi su come è possibile che abbia chiesto qualcosa se lui si è accorto svegliandosi dell’errore…
    Molto precisa e concreta, il commissario mi ha infastidito e mi ricorda la signorina Trinciabue, spero sia più sveglia di come me la sono immaginata. Brava e complimenti.
    Per i miei gusti personali, avrei impiegato meno spazio per ribadire l’amorevole dedizione di Lele, immagino che tu voglia rendere il suo stato di shock e il senso di perdita che sta provando (e ci riesci benissimo!) però… mi ha fatto concentrare i sospetti su di lui, sai che l’amore troppo ribadito spesso è sospetto! 😀
    Ciao Ciao!

  60. Ciao Anna, interessante anche questo capitolo.
    Così di primo achitto mi sembra un giallo anomalo, considerato che hai già fornito alcuni elementi importanti per la soluzione.. (marito, sms).
    Sono curioso di capire e di leggere i successivi capitoli, chissà come riuscirai a “intrecciarli.”
    Voto Elena, visto che tifo per lei.
    Un saluto

  61. Entrambi.
    Quanto vorrei ci fosse già anche il seguito di questo capitolo. Sono decisamente troppo curiosa!! 🙂
    Bella storia, scrittura impeccabile. Complimenti. Mi piace come descrivi i fatti, soprattutto perché sono tutti molto credibili e realistici: quando leggo ho l’impressione di riuscire quasi ad immedesimarmi in Lele. Forse anche il fatto che sia un infermiere mi affascina ancora di più, siccome anch’io sto studiando per diventarlo 😛
    A presto!!

  62. Ciao, bene, si comincia con dei misteri, voto la mente di Elena, visto che è lei a dover essere ossessionata, dato che il cellulare era di un collega di Lele questi dovrebbe essere innocente, almeno per quei messaggi. Il collega di Lele e proprietario del cellulare è sposato? Se si abbiamo una donna che deve cominciare a preoccuparsi.
    Brava, sono curioso di sapere perchè Lele non è riuscito a giustificarsi quando Elena gli ha chiesto giustificazioni.
    A presto

    • ps.- Secondo me, nella stesura della trama hai anticipato degli elementi.. che a parer mio non andavano anticipati.

      Esempio, poteva andar benissimo: trama

      “”Quando il sospetto si trasforma in ossessione non esiste alcuna via di scampo.””

      Stop, fine..

      Al lettore poi il compito di trovare o scovare elementi o dettagli o sospetti, vittime e carnefici, ecc..

      • Ciao Alex, concordo con te nel aver fornito un po’ troppi elementi nella trama, ma mi è sembrato necessario per mettere i lettori al corrente del fatto che questo racconto più che ad un giallo vero e proprio si avvicini maggiormente ad un thriller psicologico o, perlomeno, è questo il mio intento. Spero di riuscirci 🙂
        Grazie di essere passato.

  63. Mi è piaciuta la metafora sul curling e anche la parte sul caffè come simbolo, brava!
    “Caduta dalle scale” solitamente è una metafora per violenza domestica eppure Lele sembra ami la moglie, solo un banale incidente?
    Quindi voto sospetti 😉
    P.s. Ma De Palma è una donna! Sei sicura di quel “il commissario”? Poi la Boldrini si arrabbia. 🙂 😀

    • “Mi è piaciuta la metafora sul curling e anche la parte sul caffè come simbolo, brava!”, cerco di trovare metafore che siano originali ma, soprattutto, che siano mie e non scopiazzate;
      ““Caduta dalle scale” solitamente è una metafora per violenza domestica eppure Lele sembra ami la moglie, solo un banale incidente?”, non vorrei spoilerare… quindi lascio in sospeso questa tua riflessione 😀
      “P.s. Ma De Palma è una donna! Sei sicura di quel “il commissario”? Poi la Boldrini si arrabbia”, grammaticalmente parlando il femminile de “commissario” è “commissaria” ma preferisco che lo evidenziate in blu come errore madornale piuttosto che correggerlo perché proprio non mi piace… e non solo per fare un dispetto alla Boldrini 😉
      Ciao Gabriele, alla prossima.

  64. Verrebbe da dire sospetti, ma ho votato angoscia.
    L’angoscia di Lele di sentirsi sospettato, l’angoscia di non essere accanto alla moglie.
    Complimenti per il piccolo colpo di scena.
    Con De Palma, scommetto che tutti pensavano a un maschio, non a una sorta di sergente in gonnella 🙂
    Al prossimo

  65. Il commissario De Palma.
    Devo farti i complimenti perché la tensione dell’episodio è palpabile, mi ero già figurato in precedenza la narrazione di una scena simile e devo dire che hai fatto muovere i personaggi e messo loro le parole in bocca in maniera eccellente secondo quanto mi aspettavo, le descrizioni – specialmente dell’introduzione – sono perfette.Ti seguo senz’altro!

  66. Un thriller psicologico, più che un giallo classico a giudicare dall’incipit. Anche cambiando genere, rimane la voglia di scavare a fondo nella psicologia dei personaggi, che fa parte del tuo stile. 😉
    Voto De Palma e seguo (anche se a sto punto mi sento uno stalker 😀 )

  67. Ho iniziato a leggere direttamente l’episodio, soltanto dopo la trama qui a fianco. Sono andato a colpo sicuro, e ci ho visto giusto!
    Complimenti per la “versatilità”: ti cimenti in generi diversi, sempre con grandi risultati (anche se è solo la seconda storia che seguo, devo recuperare le altre).

    Il mio voto va dritto a “Il commissario De Palma”.

  68. Ciao e bentornata, Anna.
    Ho votato per l’apparizione del commissario. Nel tuo incipit, pur scritto con la solita maestria, non è dato intendere se la caduta dalle scale sia stata accidentale oppure provocata. In questi casi la presenza delle autorità è di prassi, e il primo da ascoltare dovrebbe essere proprio il marito.

    seguo….come sempre….

  69. Voto per il commissario 🙂
    Bel primo episodio, con una spennellata sulla personalità di Lele e con un misfatto lasciato in sospeso: nessun dettaglio particolare (se non quelli medici, a cui sei stata attentissima, noto).
    Quindi, per forza di cose, vorrei vedere in azione il commissario, in modo da avere i primi dettagli del misfatto e capirci qualcosa di più!! 🙂
    Seguo

  70. Altra grande scrittrice, oserei dire “irrefrenabile”. 🙂
    Molto bella questa frase: “Era come se il tempo negli ospedali si congelasse per regalare alla vita istanti preziosi”.
    Devo dire anche che purtroppo. in quest’ultimo periodo l’enturage e gli ambienti del Pronto Soccorso mi sono stati molto familiari.
    Ad ogni modo, complimenti Anna, ti seguo.
    E voto per Elena…

  71. Ben ritrovata. E’ assolutamente un piacere prima di tutto. Perché so che dalla tua scrittura verrà fuori una magnifica storia di sentimenti. 🙂 “Invidio” la tua capacità di spaziare tra i generi: i miei più sinceri complimenti. 🙂
    Lele. Cominciamo! 🙂

  72. Ciao,
    Spazi tra tutti i generi, vedo, sempre con un ottimo successo!
    Coinvolgente perché molto realistico, Nel prossimo episodio è Lele, che poi è il nome di un mio amico (dove l’ho già scritto??) sempre palliduccio e giallognolo 😀

  73. JAW ha detto:

    Ciao,
    Un degno finale, è giusto che due anime tormentate trovino un po’ di pace… anche se nella realtà è raro 🙂
    Forse l’iperrealismo dell’ultimo capitolo ha proprio questa funzione: convincerci che è tutto vero!
    D’altronde, qualche volta leggiamo e scriviamo per piegare la realtà ai nostri bisogni.
    E’ stato un bel viaggio, hai reso perfettamente la posizione dei protagonisti.
    A questo punto concluderei con ‘A presto’ come al solito, ma devo scrivere ‘A subito’, visto che ti sei già rimessa all’opera 🙂

  74. maria algures ha detto:

    Ciao Anna
    Più che un lieto fine, questa chiusa è un finale aperto e un lieto inizio.
    In effetti, la protagonista prende coscienza di avere un problema e di essere parte importante del problema, e questo è il primo passo per il cambiamento, non è ancora “il cambiamento”. Elena si abbandona ad alcuni pensieri/giudizi su di sé, che sono, a mio avviso, delle vere e proprie conclusioni che si hanno solitamente durante un percorso analitico/conoscitivo. Tuttavia, quello che lei sente e pensa sembra rimanere ancora un mistero sfuocato agli occhi del marito…
    Sei stata in gamba!
    Al prossimo
    Ciao

    • Anna Civile ha detto:

      Storie come questa devono lasciare il finale aperto. Trattandosi di una problematica psicologica, può avere risvolti diversi a seconda di chi l’affronta.
      Grazie di avermi tenuto compagnia in questo viaggio. Un abbraccio.

  75. MrsRiso13 ha detto:

    Degna conclusione di questo racconto, speriamo che Elena abbia davvero svoltato.
    A presto.

  76. Moneta ha detto:

    Bene, in questi dieci capitoli ci hai condotto attraverso un profondo giallo psicologico in cui il primo sospettato, evocato già dal titolo, si è rivelato il vero assassino. L’ossessione ha soffocato i sentimenti di Elena impedendole di godere appieno dell’amore del marito. E’ un giallo molto sui generis, in quanto è la vittima l’unica che deve capire che il colpevole è un suo parto degenere per soffocarlo a sua volta. Bello e interessante.
    Mi ha colpito anche la scelta di racchiudere i 10 capitoli tra due parentesi che vedono Elena in ospedale e la descrizione molto realistica di entrambi. Razionale, più che realistica: una parentesi di razionalità che racchiude un vissuto in cui la non razionalità imperava.
    Spero di rileggerti presto!
    Ciao Ciao

  77. TiaShe ha detto:

    Bellissimo! *__*
    Sono felicissima per Elena. Era fragile e insicura, ma ha capito che non può continuare così e che deve dare una svolta alla sua vita.
    Mi sono affezionata a lei e sono contenta di sapere che inizierà un nuovo cammino e che Lele sarà sempre accanto a lei! 🙂
    Bravissima, Anna! Ho amato molto anche questo racconto!
    Spero tornerai presto! Alla prossima! 🙂

  78. Trix ha detto:

    Una fine che è un nuovo inizio, inaspettato, almeno per quel che mi riguarda. Narrare di emozioni è sicuramente il tuo forte. Riesci sempre a far emozionare il tuo pubblico, a renderlo partecipe dei moti più intimi che muovono l’animo dei protagonisti. Ancora una volta complimenti, Anna.

  79. Chiara Grisoni ha detto:

    Non so se fosse quello che mi aspettavo, ma una sorpresa può essere un’ottima cosa. C’erano tanti segnali per un finale ben peggiore, ma per fortuna sembra che Elena abbia saputo riflettere ed estirpare la sua gelosia (su cui pure Lele ha giocato troppo, e immagino se ne sia accorto, con questo dramma).
    Quindi, va bene anche un lieto fine che restituisce la speranza e una seconda occasione a questa coppia. In fondo, tu sai che non ho mai pensato che Lele fosse realmente colpevole, ma noi tutti abbiamo visto con gli occhi di Elena l’evolversi della situazione, e tutto lo rendeva piuttosto insensibile.
    Ora hanno entrambi aperto gli occhi, non solo lei.
    Brava e grazie! A presto 🙂

  80. AmoMarta ha detto:

    Ciao Anna.
    Il finale l’ho letto ieri, poi oggi l’ho riletto. Devo dire che non mi aspettavo un lieto fine però per la prima volta posso valutare che ci sta tutto. Gli elementi drammatici che hai trattato per tutto il racconto sembravano condurre a un epilogo drammatico, tuttavia spiragli di luce disseminati qua e là lasciavano presagire un nuovo inizio. Significa che hai saputo sapientemente dosare espedienti narrativi e sottotesto tra righe non scritte che voleva portarci a una redenzione e aprire una porta alla speranza di cui tutti abbiamo bisogno, che in pochi sappiamo guadagnarci, ma che di certo Elena ha meritato.
    Perciò la storia nel complesso ha meritato la giusta dose di attenzione e ha lasciato il messaggio più ambito: voltare pagina si può. Grazie per questo regalo letterario.

  81. Gabriele Zeta ha detto:

    L’epifania è arrivata al momento giusto, e ti perdono il lieto fine perché Elena si merita una seconda chance, per essere quello che vuole al di là degli altri.
    Tratti argomenti complessi con cura, come se maneggiassi qualcosa di fragile, sapendo che basta poco per romperlo. Brava!
    Ho visto un miglioramento tra il tuo primo racconto e questo… e l’asticella era già alta. 😉

    “Le orbite girovagarono per la stanza, come satelliti in cerca di informazioni.”
    Una delle frasi che mi sono piaciute di più.

    • Anna Civile ha detto:

      Non so cosa replicare, dirti grazie è banale, ma in mancanza d’altro…
      Se sono migliorata lo devo ai consigli di chi, come te, critica i miei scritti in modo costruttivo, è uno dei motivi per cui ho iniziato a pubblicare su piattaforme come questa. Inizialmente, restavo nell’ombra… temevo i giudizi, ma che senso ha scrivere se nessuno può leggerti e commentarti? Commentare fa parte dei giochi, chi legge ha il diritto di esprimere la propria opinione, bella o brutta che sia. Anche io sono critica nei confronti delle mie letture, ok ora basta o arriva Natale 😉
      Grazie di cuore per il tuo sostegno.

  82. Danio Mariani ha detto:

    Un ultimo capitolo introspettivo e molto ben scritto. Guardarsi dentro non è mai facile, ma guardarsi dentro ed essere critici con se stessi lo è di più ancora.
    Complimenti davvero, Anna, un altra bellissima storia portata a termine con la consueta maestria.
    A presto 🙂

  83. Jay Chisc ha detto:

    C’è poco da dire, ancora una volta hai sfornato una storia interessante, una storia che ha avuto il giusto riconoscimento e la giusta attenzione da parte dei lettori.
    L’autocritica, il pensiero, il giudizio che Elena riesce a concepire di se stessa è davvero una storia all’interno della storia.
    L’amore ha vinto, ha prevalso sulla sua “ossessione pericolosa”.
    Complimenti Anna, un gran bel lavoro.

    • Anna Civile ha detto:

      Ricevere un commento come il tuo Jay non solo mi lusinga ma conferma ciò che penso da un po’, ovvero che pubblicare qui è molto più appagante che scrivere esclusivamente per me stessa.
      Ti ringrazio di cuore.

  84. pinkerella ha detto:

    Gli sguardi derisori non devono più affossarmi nella convinzione che sono ciò che gli altri vedono e io aggiungerei o che ci vogliono far vedere. Che dire, Anna, hai fatto una regia sapiente, sempre delicata pur trattando un argomento estremamente complesso. E il lieto fine ci sta bene. 🙂 Brava . E ritorna presto!

  85. Ivana Nanut ha detto:

    Un bel lieto fine, fantastico! 🙂
    In fondo si sa che sono una romanticona, per cui lo apprezzo particolarmente. 😀
    Alla fine la gelosia si può combattere e la storia di Elena ne è la prova.
    Peccato per il limite di 5000 caratteri: se ci fosse stata l’occasione di scrivere ancora qualcosa di più, probabilmente sarebbe stato un finale ancora più bello.
    Data la limitazione, però, devo dire che è comunque un finale perfetto! 😀
    Aspetto con estrema curiosità la tua nuova storia. 😀

    Ps: Siccome mi hai detto che spesso non ricevi le notifiche, volevo avvertirti che ho già pubblicato il capitolo nuovo e che in questi giorni ne pubblicherò un altro, se ti va di passare. 🙂

    A presto e un abbraccio! 🙂

    • Anna Civile ha detto:

      In questo genere di racconti penso che il limite dei caratteri sia una cosa buona, perché problematiche così intime e personali devono solo essere uno spunto per scrivere una storia e nient’altro. Quanto al lieto fine, anche se si tratta di un giallo ho pensato che potesse starci 😉
      Grazie per avermi tenuto compagnia, un abbraccio.

  86. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Un lieto fine, meno male!! ^-^ Sono felice che Elena abbia posto un freno alla sua ossessione, che rischiava di divorarla e distruggerla, ma, soprattutto, che abbia compreso una cosa molto importante: che deve accettarsi ed amarsi per quello che è, indipendentemente da ciò che pensano e dicono gli altri! Molto molto bella questa storia! Spero che pubblicherai presto un nuovo racconto!!
    Alla prossima!!

  87. Drago ha detto:

    Pochi episodi dopo l’inizio del tuo racconto, ho iniziato a sospettare che tu avessi sbirciato nel mio PC e avessi preso spunto da un racconto che scriverò più avanti, ovvero il sequel del mio primo racconto e gli eventi di questo sequel sono antecedenti a “Gentlekiller”. Cosa c’entra questo mio futuro racconto con il tuo? Be’, in entrambi c’è una persona cara al protagonista che finisce in coma.

    Per quanto riguarda l’episodio, devi dirti che, secondo me, le parole pensate da Elena sono belle, ma non tutte le persone sono in grado di andare oltre al pronunciarle/pensarle. Io, per esempio, non ci riuscirei. Ed Elena, invece?

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Drago, sono curiosa di leggere questo sequel, spero lo pubblicherai dopo Dengel 😉
      Quanto alla tua domanda su Elena, non so se ho capito cosa intendessi, ma provo ugualmente a darti una risposta: quello che ha fatto Elena è una sorta di “esame di coscienza”, ha portato a galla qualcosa che sapeva che le creava disagio, ma che non aveva il coraggio di affrontare. Pensa ad una guerra, è più facile scendere in campo e rischiare di farsi ammazzare o nascondersi dietro le trincee e stare a guardare? Per anni, Elena è rimasta nascosta dietro quella trincea chiamata insicurezza, che le impediva di affrontare la vita, la gente, di prendere decisioni, di camminare da sola. Non aveva il coraggio di farsi colpire dall’opinione altrui, perché convinta di “esistere” solo nel giudizio di chi la guardava. Il risveglio dal coma le ha permesso di “vedersi” con i “suoi” occhi e di capire che non ha bisogno di niente e di nessuno, che può farcela da sola anche senza Lele. Elena sa che suo marito non l’ha tradita, ma il punto è che anche se dovesse accadere lei è in grado di vivere anche senza di lui, sciogliendo quel legame invisibile che la rendeva dipendente.
      Spero di aver risposto alla tua domanda e ti ringrazio per aver seguito anche questa storia.

      • Drago ha detto:

        Penso che la mia fosse una domanda retorica (non ne sono sicuro neanch’io 😀 XD).

        Tornando seri, intendevo: “Elena passerà ai fatti o, nonostante abbia capito cosa non andava, continuerà a comportarsi come prima?”.
        Come ho già detto, il più delle volte io non faccio niente. Ma io non sono Elena e lei non è me.

        Per quanto riguarda “Ripper Sunday” (sì, il titolo l’ho deciso già da un anno circa e l’ho rivelato ai tempi), vedremo come andrà con “Dengel”, perché ho intenzione di farne un libro. E anche perché voto fare anche una sorta di “banco di prova” per il ritorno di Andrew e Crystal.

        A proposito di “Dengel” questa mattina ho pubblicato il secondo episodio, non so se hai visto.

  88. manumetro ha detto:

    Ciao Anna. Intensa, commuovente, di una dolcezza esasperante o esasperata, non so, ma giustissima. Però… Quella cavolo di collega ancora non la concepisco! Molto brava, attendo il tuo prossimo racconto!!

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao manumetro, “quella cavolo di collega” se devo essere sincera non la concepisco nemmeno io! Il punto, però, non era l’altra, ma Elena e la sua ossessione per cui avrebbe continuato a nutrire dubbi su chiunque se non avesse individuato l’origine della sua gelosia. Grazie per avermi seguita in quest’avventura 🙂

  89. MrsRiso13 ha detto:

    A questo punto non resta che Elena, vorrei proprio sentire cos’ha da dire.
    Brava.
    Aspetto il finale!

  90. Fiore rosa ha detto:

    Elena… potrebbe sollevare l’animo di Lele che è innamorato e anche divorato dai sensi di colpa a causa dell’equivoco! 🙂

  91. Luca Giovagnola ha detto:

    Scrittura davvero affascinante. Peccato essere arrivati solo alla fine

  92. JAW ha detto:

    Elena deve risponderci!
    Insomma, Lele è un assoluto tenerone, un uomo innamoratissimo e ora pure pieno di sensi di colpa. Meriterebbero forse L’amore, ma a questo punto voglio sentire per l’ultima volta l’altra campana. Descrizione iperrealistica, veramente accurata, complimenti!
    Ciao a presto

  93. pinkerella ha detto:

    Elena, assolutamente lei! Hai scritto sapientemente questo capitolo… la risata improvvisa per la divisa larga… amore, nostalgia, dolore… quanto cavolo si mescolano tutti questi sentimenti quando parliamo di coppia? 🙂
    Bravissima!!!

    • Anna Civile ha detto:

      “quanto cavolo si mescolano tutti questi sentimenti quando parliamo di coppia?” dipende da quanto una coppia è unita, tanto più autentico è l’amore tanto più profonde e dolorose saranno le emozioni.
      Grazie di essere passata pinkerella, un abbraccio.

  94. AmoMarta ha detto:

    La risposta vorrei sentirla da Elena che si sveglierà e ci darà un verdetto…
    odio sentir parlare di ospedali, ma tu lo fai così bene che non so se mi fa così male… considerando quanto la scena fosse vivida ( zoccoli a parte, perchè li hanno di gomma) e quanto mi abbia rapita fino in fondo.

  95. Gabriele Zeta ha detto:

    Se fosse una pièce teatrale, a questo punto Elena si alzerebbe dal letto e raggiunto il centro del palco farebbe un monologo. Una lunga riflessione su amore e ossessione…
    divago. 🙂
    La ricerca di metafore e similitudini originali è encomiabile e il capitolo è come sempre impeccabile, brava!

  96. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Io direi che per il gran finale sia giusto ascoltare la voce di Elena!
    Mi è piaciuto questo capitolo con il punto di vista di Lele! Ora spero che Elena si riprenda e che i due riescano a spiegarsi!
    Alla prossima!

  97. ivano51 ha detto:

    Ciao,io voto che sia Elena a darci una risposta,così sono sicuro che uscira dal coma.
    E adesso aspetto il finale…dai che poi ne cominci un’altro
    Buona domenica

  98. ha detto:

    Io vorrei un lieto fine, è finito il tempo delle ossessioni!
    Brava!

  99. TiaShe ha detto:

    Ciao Anna. 🙂
    La signora Buffetti ha fatto sorridere anche me! ^-^ Un ricordo molto dolce e simpatico. 🙂
    Anch’io vorrei sentire la voce di Elena.
    Questo capitolo mi è piaciuto molto. Brava!
    Ora attendo con ansia il finale! Alla prossima! 🙂

  100. Chiara Grisoni ha detto:

    Ci vuole Elena, non è giusto che decidiamo noi! 🙂
    Sarà stato anche un equivoco, ma resta che Lele ci ha forse giocato un po’ troppo. Sempre che non abbiamo visto tutto distorto dagli occhi di Elena.

  101. L’incipit mi ha convinto, appena avrò tempo leggerò anche il resto.

  102. Serena Lavezzi ha detto:

    Vorrei sentire la voce di Elena 🙂 per questo finale

  103. mikyciv ha detto:

    E’ giusto che sia Elena a darci una risposta, magari con un colpo di scena finale.

  104. Drago ha detto:

    Lele deve aver fatto qualcosa di sbagliato, per meritarsi tutto questo. O forse Elena con la sua ossessione.

    E, come mio solito, lascio dedidere agli altri (= a Elena)

    • Anna Civile ha detto:

      La verità di solito si trova nel mezzo.
      Grazie di essere passato.

      • Drago ha detto:

        Solo a titolo informativo, ho finito “Dhampir” ed iniziato un nuovo racconto, ieri.

        • Anna Civile ha detto:

          Lo so, ma non mi piace seguire un racconto se devo limitarmi a votare e dal momento che i miei commenti ti infastidiscono forse dovrei lasciar perdere.

          • Drago ha detto:

            Ehm… quando mai ho detto che i tuoi commenti mi infastidiscono? (espressione perplessa)
            Mi darebbero fastidio se e solo se li scrivessi come faceva ai tempi VaiTra, cioè con un tono di arroganza/superiorità (e simili) anziché con gentilezza (e simili).
            Per cui, se vuoi darmi consigli o dirmi come avresti scritto A MODO TUO (cioè senza espressioni del tipo “qui non va bene, taglia”, ma con frasi simili a “secondo me, qui avresti fatto meglio a scrivere…”).

            • Anna Civile ha detto:

              Ti sei “lamentato” dei miei commenti con altri lettori e sinceramente non mi è piaciuto, avrei preferito che me lo dicessi direttamente.

              • Drago ha detto:

                Lamentato? E quando? La mia memoria farà acqua da tutte le parti, ma io non mi ricordo di essermi lamentato.

                Ti riferisci alla mia risposta ad un commento di Ivana, nel quale le dico che la mia idea delle didascalie che ho messo in “Dhampir” è stata criticata perché queste ddascalie “spezzano la narrazione”? Ehi, per qualunque cosa, c’è a chi piace e a chi no, quella cosa. Nel caso delle didascalie, a lei l’idea è piaciuta, a te meno. E allora?

                E poi, non sono il tipo da scrivere su internet certe cose “alle spalle” dell’altra persona direttamente interessata, specialmente se può leggere ciò che ho scritto.

                (Non leggere questo commento come se fosse un attacco personale nei tuoi confronti, perché non lo è, tantomeno c’è l’intenzione.)

            • Anna Civile ha detto:

              Sì, mi riferisco proprio a quel commento: “Pensa che mi è stato detto che “spezzano” il racconto, che al loro posto dovrei descrivere l’ambiente in cui si svolge la scena”, questa è per me una lamentela, anche se velata. E comunque il mio appunto non riguardava “tutto” il racconto, ma solo l’episodio nove: “Ànkar, castello della famiglia reale Loyalar, stanze della regina Caratris” e “Castello della famiglia Loyalar, corridoio” qui non mi è sembrato appropriato dal momento che la scena non si stava svolgendo in un’altra residenza ma solo nel corridoio adiacente alla camera della regina. Non mi sono mai permessa di dirti come scrivere il “tuo” racconto, le mie sono solo osservazioni esterne ma, soprattutto, personali.
              P.s.: neanche il mio è un attacco nei tuoi confronti ma solo un chiarimento.

              • Drago ha detto:

                Non sei l’unica a cui non è piaciuta più di tanto l’idea delle didascalie (specificità dell’episodio a parte). 🙂
                Comunque, quella non era la prima volta che scrivevo quel commenti di risposta. Infatti lo avevo scritto già una volta, ma il mio pc mi dà problemi di connessione e quindi ho dovuto riscriverlo una seconda volta (cioè come lo hai letto) e, dato che la mia memoria non è delle migliori, mi sono dimenticato di riscrivere alcuni pezzi.

                Per concludere, la scena si è spostata sì in un corridoio della stessa residenza, ma non ci è stato dato sapere se fosse adiacente o meno alla stanza di Caratris (e non lo era).

                Detto (=scritto) questo, se vuoi commentare l’ultimo episodio di “Dhampir” e seguire “Dengel” (che non è la parola “denger” pronunciata da un cinese), sei la benvenuta. 🙂

  105. Ivana Nanut ha detto:

    E’ giusto che sia Elena a darci una risposta!
    Bravissima, bel capitolo. Pieno di sentimenti. Verso la fine mi sono quasi commossa: tutto ciò per un equivoco. Le persone a volte reagiscono d’impulso.. troppo in fretta. Ed è sbagliato, ma continuiamo a farlo tutti, non solo Elena e Lele, ma anche tutti noi.
    Una storia che fa riflettere! 🙂

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Ivana, il tuo commento mi lusinga e ti ringrazio per questo 🙂 dici che il mio racconto induce a riflettere sul fatto che spesso agiamo d’impulso e hai ragione, probabilmente se usassimo maggiormente la testa eviteremmo tanti grattacapi… o incidenti 😉
      A presto.

  106. Jay Chisc ha detto:

    Ho votato per “è giusto che sia Elena a darci una risposta.”
    Mi sembra anche corretta come cosa. Molto dettagliato questo capitolo, peccato che siamo giunti alla fine della storia.

  107. manumetro ha detto:

    Molto bello anche questo tratteggio del dolore, che tiene il lettore alla corda fino alla fine. Tuttavia, ti basterà un solo altro capitolo per due momenti topici come spiegazione e conclusione? Perché non ci lascerai senza la prima, veeeeero? Ciao.

  108. Danio Mariani ha detto:

    Penso sia giusto che sia Elena a darci una risposta. Voglio credere alle parole del dottor Sbordone, tutti vogliono che Elena si svegli.
    Come sempre ottimo capitolo, intenso al punto giusto e capace di mostrarci il dolore di Lele.
    Al gran finale, allora 🙂

  109. Ivana Nanut ha detto:

    Sarà Fosca a stabilirlo: anche se pare assolto, il compito di decidere della sua sorte spetta a Fosca!
    Bello, davvero bello. Bravissima 😀
    Ci sono alcune frasi che mi hanno colpita particolarmente. Leggendo sembra davvero di essere lì, di vedere Elena soffrire, cercare di non cedere alla tentazione di leggere i messaggi sul cellulare di Lele, e poi alla fine dare spazio alla gelosia, che la divora, e la confonde a tal punto che non ci vede più.. e succede la tragedia.
    Complimenti. Alla prossima!! 🙂

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Ivana, sono molto contenta che ti sia piaciuto l’episodio perché quello che ha provato Elena volevo arrivasse anche a voi per comprendere fino in fondo quello che sta vivendo.
      Grazie di essere passata, ti abbraccio.

  110. Chiara Grisoni ha detto:

    Mi sono persa il settimo capitolo e mi dispiace molto, ma l’ho letto adesso insieme all’ultimo. Nel settimo sei stata bravissima, hai mostrato che Elena non è pazza e non si inventa niente: una telefonata di 45 minuti con una collega non è normale (soprattutto quando sai che tua moglie è così gelosa), per quanto uno possa usare come scusa l’amicizia. Mi hai mossa molto contro Lele in questi ultimi due episodi, devo dire, ed io prima ero addirittura a suo favore.
    Sono certa che ci riserverai delle sorprese 🙂
    Voto perché sia Fosca a decidere.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Chiara, grazie per le belle parole 🙂
      Hai ragione, Elena non è pazza e il punto è proprio questo. La sua gelosia è diventata ossessiva a causa di questo atteggiamento ambiguo del marito…
      Quanto alla sorpresa finale… ci sarà, spero solo di non deludere 😉
      Un abbraccio.

  111. Moneta ha detto:

    No, non è assolto affatto e non mi stupirei se ci fossero sorprese.
    Fin qui hai costruito una grande, coerente ossessione, rendendo sapientemente la psicologia dei personaggi. Se proprio devo fare un appunto: ci ha pensato troppo prima di leggergli i messaggi! 😀
    Ciao Ciao!

  112. ha detto:

    Sarà Fosca a stabilirlo!
    Dilemma, respiro, dilemma. Suspence. Brava Anna e bello anche questo capitolo.

  113. TiaShe ha detto:

    Probabilmente sì, ma lasciamo che sia Fosca a stabilirlo.
    Bravissima! Quando Elena trova il telefono e non sa cosa fare, quando legge il messaggio, quando corre via disperata: hai descritto divinamente ogni emozione!
    Era quasi palpabile, si percepiva perfettamente l’angoscia e lo sgomento di Elena nel vedere realizzate le sue paure.
    Devo ammettere che mi sono affezionata a lei e spero che si sistemi tutto. Spero che questa terribile vicenda possa essere la base per capire gli errori commessi e ricostruire la loro vita insieme. Complimenti ancora! Alla prossima! 🙂

    • Anna Civile ha detto:

      Grazie davvero per i complimenti che mi fai tutte le volte, sono contenta che ti sei affezionata ad Elena perché questo significa che sono riuscita a creare una certa empatia nei suoi confronti il che non è sempre facile 🙂
      Un abbraccio.

  114. AmoMarta ha detto:

    Ho votato sì, ma non ho capito bene la domanda. Come: Lele è assolto? come assolto? cioè ora abbiamo la certezza – almeno sembra – che lui l’abbia tradita. quindi perchè ci chiedi se è assolto? scusa, forse sono io oggi che non ragiono bene 🙁

    • Anna Civile ha detto:

      L’assoluzione per quanto riguarda la caduta, si è trattato di una tragica fatalità. Quanto al tradimento, lo smartphone che Elena ha trovato è del collega di Lele quindi quei messaggi…
      Come ho specificato in altri commenti questo non è il classico giallo con cadavere e poliziotto che cerca di scovare l’assassino seguendo delle tracce, è più un thriller psicologico che ha a che fare con la psiche dei personaggi e il vero killer è l’ossessione del tradimento, il credere e non credere alle parole di Lele, al suo comportamento poco chiaro e che suscita continui dubbi in Elena che, dal canto suo, ha il suo bagaglio di insicurezze che si trascina dietro da una vita e che non l’aiuta a “vedere” la verità. Spero di essere stata un po’ più chiara 🙂
      Alla prossima.

  115. Trix ha detto:

    Sceglie Fosca.
    Bellissimo capitolo, come sempre, anche se ancora non abbiamo la certezza che Lele l’abbia tradita. Brava, Anna.

  116. Gabriele Zeta ha detto:

    Fosca… che ci sta a fare se no? 🙂
    Bella la metafora sulla liquirizia.
    Ogni volta mostri benissimo le emozioni dei personaggi anche attraverso i gesti.
    “Si alzò dal letto lentamente e senza fare rumore, per non disturbare Lele e si recò in camera di Giada” un po’ troppe ‘e’ 😉

  117. ivano51 ha detto:

    Ciao,bel capitolo.Forse sono l’unico che voterà contro Lele,ma solo per la sua ingenuità.Non si lascia un telefono alla mercè della moglie,anche se non è il tuo,si controlla sempre,a priori.Perchè se lo portava sempre con se qualcosa da nascondere doveva pur averla,quindi qualche scheletro nell’armadio c’era. Però che sfiga il Lele,l’unica volta che lo dimentica,oltre a non essere il suo,c’è anche un messsaggio compromettente.
    Brava Anna,e adesso vediamo il seguito.

  118. Danio Mariani ha detto:

    Io direi di lasciar decidere a Fosca. Certo, messa giù così, Lele andrebbe assolto oltre ogni dubbio, almeno per ciò che riguarda “l’incidente”ps: mai spiare il cellulare del partner 🙂

  119. MrsRiso13 ha detto:

    Talmente gelosa da violare la privacy del marito…chiaro lei è colpevole con le sue paure e sospetti, ma lui?
    Sentiamo cosa dice Fosca.

  120. pinkerella ha detto:

    Un capitolo secco e incisivo… Lele è sicuramente assolto… restano da chiarire gli altri aspetti. 🙂

  121. Jay Chisc ha detto:

    Ho votato per “Sarà Fosca a stabilirlo”. Sarà difficile però capire come poter far in modo di assolvere, da questa situazione, Lele, dimostrando quindi la “fatalità” dell’episodio.

  122. Jay Chisc ha detto:

    Ho votato per “Sarà Fosca a stabilirlo”. Sarà difficile però capire come poter far in modo di assolvere, da questa situazione, Lele, dimostrando quindi la “fatalità” dell’episodio.

  123. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Stupendo questo episodio! Quelle frasi, corte e incisive, ci fanno entrare perfettamente nella mente travagliata di Elena! Complimenti!!
    Dato che il tradimento (anche se qui è solo presunto) è immorale, ma non illegale, Lele è assolto! Adesso bisogna vedere cosa succederà se e quando Elena uscirà dal coma!
    Alla prossima!!

    • Anna Civile ha detto:

      Un tempo l’infedeltà coniugale era perseguibile penalmente con la reclusione: art. 559 e 560 del codice penale, oggi dichiarati illegittimi da due sentenze della Corte Costituzionale e sai perché? Perché l’infedeltà è diventata la principale causa di separazione tra i coniugi. Ma ci pensi?
      Grazie di essere passata Mika.

  124. maria algures ha detto:

    Bell’episodio.
    Con frasi brevi e parole incisive, riesci a cogliere e fissare momenti di vita in cui molti di noi si potrebbero riconoscere.
    Ho votato per l’assoluzione dal punto di vista giuridico, perché dal punto di vista morale/umano la situazione è molto fumosa.
    ciao
    al prossimo
    🙂

  125. Drago ha detto:

    Dato che l’unica colpa di Lele è quella di aver tradito la moglie e che non si è sicuri che abbia anche questa, direi di sì, che viene assoluto.
    Ci saranno ripercussioni sul matrimonio, nel caso in cui Elena si svegli? Altamente probabile, forse è certo si 100%.

    • Anna Civile ha detto:

      Io non ne sarei così sicura sulle ripercussioni…
      Ciao, a presto.

      • Drago ha detto:

        Dato che nel tuo racconto si parla (anche) di amore e di dubbi, sfrutto l’occasione per dire che Andrew e Crystal torneranno, ma in un modo un po’ diverso. Lo so, ho detto che non avrei scritto un prosequio, per loro. No, non ho mentito. Ho solo cambiato idea 🙂

        • Anna Civile ha detto:

          Cambiare idea è umano 🙂
          Sono contenta perché mi piacevano quei due 😉

          • Drago ha detto:

            Ad essere umano mica era errare? 😀

            Scherzi a parte, sono ancora in “fase di progettazione/sviluppo”, quindi ci vorrà un po’, prima che lo inizi. E non aspettarti un qualcosa di simile ai classici racconti (tantomeno un rosa 🙂 ). Di più non posso dire, a riguardo.

            Ah, piccola anticipazione: il finale di “Dhampir” (o almeno l’ultima scena) è piuttosto poetico (almeno a mio parere).

  126. manumetro ha detto:

    Assolto? Fino a qui nn ha fatto nulla di male con certezza, se è vero che il cellulare non è il suo… Molto intenso e sempre ansiogeno, anche la parte di Giada. Ora, se la caduta era già stabilita fin dall’inizio a causa della scoperta (lui era troppo preoccupato x averla spinta, che era l’altra tragica opzione, secondo me)… ci resta solo da scoprire se ha tradito o meno. Io dico di no e voto sì.

  127. pinkerella ha detto:

    Anna questo capitolo è spettacolare, ci sono dei passaggi così intensi… Lele è una sua proprietà, ma l’amore non dovrebbe avere catene e padroni e io comunque nel mio privato sono una donna gelosa, eh! Ma se alla base manca la fiducia il rapporto si guasta irrimediabilmente… Io voto insicurezza, ma è in minoranza, perché mi sembra il passaggio naturale prima della verità. 🙂 🙂

  128. Giorgia Muscas ha detto:

    Cos’è accaduto veramente la notte dell’incidente?
    Che nervi sto Lele. Se tradisci, fallo meglio, dico io.
    Perché sì, il comportamento di Lele è esageratamente ambiguo per non essere un vero tradimento. In base a questo episodio non ho scorto l’insicurezza di lei, ma l’indifferenza e la freddezza di un uomo che tradisce.

  129. ivano51 ha detto:

    Ciao,purtroppo ho dovuto leggerne tre di seguito,sei troppo veloce e io sono stato occupato con il lavoro,sono indietro anche col mio capitolo. Voto per cosa è accaduto veramente,sono proprio curioso. A presto

  130. Trix ha detto:

    Elena e la sua insicurezza.
    In questo capitolo non solo hai reso alla perfezione l’ossessività di Elena ma hai anche mostrato il sottile strato che separa l’insicurezza dalla morbosità. Brava, Anna, brava veramente.

  131. TiaShe ha detto:

    Io direi di scoprire cos’è accaduto veramente la notte dell’incidente.
    Elena potrà essere esagerata, però non credo che abbia tutti i torti. Lele tiene i messaggi di questa donna, passa tantissimo tempo al telefono con lei e la ammira per la sua bellezza e bravura! Se sa che la moglie è insicura (perché non si piace/ha avuto problemi/qualsiasi cosa), secondo me dovrebbe comportarsi diversamente.
    Bravissima come sempre! Alla prossima! 🙂

    • Anna Civile ha detto:

      Intravedo un velo di gelosia… cosa faresti al posto di Elena? Se stai con una persona da più di vent’anni, dovresti conoscerla molto bene e “sentire” se è sincera, no?
      Grazie di essere passata TiaShe.

      • TiaShe ha detto:

        Più che altro parlo per esperienza personale. Il mio ex aveva una collega che era solo un’amica (ed era anche la fidanzata del suo migliore amico, per questo non ero gelosa). Si scrivevano messaggi, si vedevano sempre sul posto di lavoro e stavano molto tempo al telefono…un po’ come Lele. E poi mi ha lasciato perché mi tradiva con lei e si sono messi insieme.
        Per questo non mi convince. Non so come sia stare con una persona per vent’anni, perché sono ancora troppo giovane, ma credo che la gelosia e l’insicurezza di Elena siano cresciute così tanto proprio perché lei “sente” che Lele non è totalmente sincero.

  132. AmoMarta ha detto:

    Ciao Anna.
    Magari l’insicurezza di Elena non è logica, di sicuro è umana. Però ho votato per capirla meglio: Elena, perchè tanta insicurezza? Da cosa deriva? Cosa del tuo passato può averti resa così insicura? Tutto qui. Ma credo non sia possibile dare una risposta logica a queste domande e tuttavia vorrei conoscerla. La scena al mare era così vivida che c’ero anch’io. Ottima, Anna.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Marta, l’insicurezza come tutto ciò che ha a che fare con la sfera emozionale non ha nulla di logico, non può essere classificata solo come una condizione d’incertezza che spinge un soggetto a dubitare costantemente di sé e delle proprie capacità, perché ha radici ben più profonde e che cambiano a seconda del vissuto di ciascuno di noi. È umana ed io aggiungo individuale perché c’è chi sa contrastarla mettendosi continuamente alla prova e chi, invece, si lascia annientare permettendole di condizionare la propria vita. Grazie dei complimenti è di essere passata.

  133. Serena Lavezzi ha detto:

    Torniamo al principio.. la notte dell’incidente. E’ ora di sapere la verità, dopo tutti questi dubbi

  134. Moneta ha detto:

    Cos’è accaduto quella notte?
    Allora, sei sempre bravissima, molto acuta nel rendere ottimamente la psicologia dei personaggi. Mi sembra però che ti stia sbilanciando molto verso di lei, mentre lui rimane molto più ignoto e ambiguo e la maggior parte di quello che sappiamo di lui è ‘in reazione’ alle accuse di lei. Io voglio sapere meglio cosa pensa lui!!
    Ciao alla prossima!

    • Anna Civile ha detto:

      Hai ragione quando dici che, rispetto ad Elena, di Lele ho fornito pochi elementi che lo rendono ambiguo ed enigmatico, ma il mio obiettivo è quello di porre il lettore nei panni di Elena, di fargli vivere i suoi stessi dubbi angoscianti e di introdurre nella sua mente il tarlo del sospetto. Sarebbe troppo facile puntare il dito contro Lele se vi avessi mostrato chiaramente il suo personaggio e, a quel punto, l’ossessione di Elena avrebbe perso la sua credibilita’, sciogliendosi come neve al sole.
      Ciao Moneta e grazie di essere passata.

  135. manumetro ha detto:

    Voto la notte dell’incidente. Ciò che hai reso accuratamente, oltre alla gelosia e allo stato persecutorio, secondo me è l’ambiguità di Lele. ‘sto brav’uomo così innamorato e devastato, che rischia di disinnamorarsi per colpa della gelosia della moglie, non può fare a meno dell’amicizia della collega? Cosa vale una collega davanti a 21 anni d’amore vero? Perché si imbosca ovunque per telefonare e diventa un figo? L’ho letto d’un fiato. Ora però pretendo effetti speciali e un colpo di scena che non oso immaginare. Bravissima!

    • Anna Civile ha detto:

      Se sono gli effetti speciali che cerchi… allora ti stupiro’ 😉 spero!
      Lele vuole fare il figo? Sai com’è… è la crisi dei 40 🙂
      Grazie di essere passato e dei complimenti.

      • manumetro ha detto:

        Beh io di quarantenni (uomini) che si “sistemano” improvvisamente il look non ne conosco molti… O ci tenevano già prima o al massimo ai 40 si comprano la moto! Per le donne è diverso: a 40 vogliono e devono conquistare una rinascita! No? Ovviamente è solo mio modesto parere di parte. Quale non è dato saperlo!

  136. Gabriele Zeta ha detto:

    Il titolo del capitolo è molto bello, lo avrei usato come titolo del racconto.
    Lele qui si accanisce: sai che lei si incazza e stai via 45 minuti senza manco uno straccio di scusa, allora lo fai apposta!
    Voto interrogatorio, teniamoci la notte dell’incidente per la fine 😉

    • Anna Civile ha detto:

      E tu saresti disposto a rinunciare alla tua libertà per la serenità di tua moglie? Pensi veramente che ad Elena basti tenere costantemente sotto controllo suo marito per smettere di sospettare di lui? Se sei in buona fede, non ci vedi nulla di male in una telefonata con una collega/amica anche se si protrae per 45 minuti. L’unica colpa che si può affibbiare a Lele è quella di mettere la testa sotto la sabbia e non ammettere che Elena abbia bisogno di aiuto per venire fuori dall’ossessione.
      Ciao Gabriele, grazie di essere passato.

  137. mikyciv ha detto:

    Mente sibillina quella di Lele, direi macchiavellica, si tradisce anche allontanandosi da Elena nei momenti di libertà

  138. maria algures ha detto:

    Dai… ma anche Lele, con le sue “semplici” telefonate, con le sue “semplici” amicizie, con la sua “semplice” affermazione che è tutto normale…
    butta legna sul fuoco! Possibile che sia affetto da “semplice” buonismo senza nessun lato di ombra?
    Aspettiamo il seguito.
    ciao
    🙂

  139. Jay Chisc ha detto:

    Ho votato per “Lele prosegue l’interrogatorio”.
    Questa non è solo gelosia, è davvero un’ossessione.
    È strano però che lui cancelli i messaggi della moglie, lasciando solo quelli di Noemi: può darsi che lo faccia per dimostrare alla moglie che non ci sia nulla oltre la semplice amicizia, però può darsi anche che non lo faccia “ingenuamente”, e che quindi questa voglia di dimostrare ad Elena che non ci sia nulla nasconde in verità qualcosa, come un’ipotetica relazione.

    • Anna Civile ha detto:

      È l’ambiguità del marito a scatenare l’ossessione di Elena, il suo continuo bisogno di controllare ogni suo gesto. Ma questo è il “suo” modo di “percepire” la realtà, infettato dalla sua insicurezza che ha generato la sua gelosia che ha scatenato la sua ossessione. Aiutoooo adesso lo psicologo serve a me 🙂
      Grazie di essere passato.

      • Drago ha detto:

        Se questo ti fa necessitare di uno psicologo, non leggerti mai “Pandora hearts”. Il motivo? Fra il volume 16 ed il 20, c’è un trip intripposo riguardo l’identità di alcuni personaggi, soprattutto principali, e il da che parte stanno.

  140. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Visto che ci hai mostrato quanto l’animo di Elena sia soggetto all’ossessione della gelosia, direi di capire cos’è successo la notte dell’incidente! 😉
    Bel capitolo! *w*
    Alla prossima!!

  141. Danio Mariani ha detto:

    Punterei sul momento dell’incidente.
    Certo che questa è molto più di gelosia morbosa, questo è accanimento vero e proprio, con buona pace di Lele.
    Sempre godibili i tuoi scritti, al prossimo 🙂

    • Anna Civile ha detto:

      Accanimento? E se fossi al posto di Elena? Prova a calarti nei suoi panni, a pensare come lei e a porti le sue stesse domande. Non è facile per Lele passare per adultero quando non lo è, ma non è altrettanto facile per Elena pensare che il cambiamento del marito non abbia a che fare con la sua collega che, guarda caso, è la stessa che gli invia messaggi e con cui passa del tempo al telefono. Non è che sei di parte? Scherzo naturalmente 🙂
      Grazie di essere passato.

  142. Drago ha detto:

    Per sapere cosa è successo ad Elena, aspettiamo il nono o il decimo episodio.
    “Passiamo del tempo” con Lele, perché ne abbiamo passato abbastanza con la moglie.

    Non avendo mai avuto una relazione sentimentale, non riesco a condividere la gelosia di Elena.
    Sarà per il mio carattere, ma riesco a capire la sua insicurezza.

    • Anna Civile ha detto:

      Insicurezza e gelosia di solito vanno a braccetto, determinando un circolo vizioso da cui è difficile venire fuori: più si è insicuri e più si diventa gelosi; più la gelosia aumenta e più l’insicurezza cresce… ritornerò sull’argomento più avanti ora non voglio spoilerare 😉
      Alla prossima.

      • Drago ha detto:

        Non vuoi spoilerare?! E tutte le volte che lo hai fatto con un mio racconto?

        Per quanto riguarda il circolo vizioso insicurezza-gelosia, credo che si possa instaurare solo quando si sta intrattenendo una relazione sentimentale. E non è il mio caso.

        • Anna Civile ha detto:

          Un giorno accadrà (di avere una relazione sentimentale intendo) e se sarai veramente innamorato proverai una “sana” gelosia nei confronti della tua lei i primi tempi, dovuta principalmente al fatto che sai poco di lei e non sei sicuro che lei provi per te lo stesso sentimento che tu provi per lei. Col tempo però tutto diventa chiaro e la gelosia diventa un lontano ricordo. Quella di cui parlo in questo racconto è una gelosia patologica che nasce dall’insicurezza della protagonista che si è determinata durante la sua infanzia, in seguito ad avvenimenti che hanno inciso negativamente sulla sua autostima.
          Ciao Drago.

          • Drago ha detto:

            Mi sa che l’unico “vantaggio” (si può definire così?) di essere single (nel mio caso da tutta la vita) sia che non si prova gelosia.

            Nel mio caso, per quanto riguarda l’insicurezza e l’autostima, be’ (o beh? Mai saputo), la prima è abbastanza alta, mentre la seconda è relativamente bassa a causa del mio carattere.

  143. MrsRiso13 ha detto:

    Un bel pezzo scritto con maestria sulle paure di una donna fragile che si fa troppe domande. Ma la notte dell’incidente cos’è successo? 🙂

  144. TiaShe ha detto:

    Ciao 🙂
    Dico Entrambe!
    Bravissima! Riesci sempre a descrivere perfettamente le emozioni dei tuoi personaggi!
    Alla prossima! 🙂

  145. ha detto:

    Entrambe.
    L’amore non basta, proporrei uno psicologo. Brava!

  146. manumetro ha detto:

    Mazza che ansia! Probabilmente l’obiettivo è quello… Giusto?

  147. pinkerella ha detto:

    L’amore profondo non riusciva a bastargli più, quanta è vera questa frase. L’amore, purtroppo, non basta a combattere i demoni che l’altro si porta dentro… Può metterli a riposare, forse, ma al minimo intoppo, riemergono più violenti e ciechi di prima. Brava Anna! Entrambe. 😉

    • Anna Civile ha detto:

      L’amore di Lele può solo evitare ad Elena un eventuale crollo, ma non può aiutarla ad uscire dall’ossessione della gelosia, in quanto quest’ultima ha piantato il suo seme nel passato di Elena.
      Grazie di essere passata.

  148. Moneta ha detto:

    Mah, perdere Lele
    Ciao,
    Questo cap. però non spiega affatto l’ambigua telefonata del precedente! 😀
    Confesso che sono un po’ spaesata, perché non mi aspettavo questa assoluzione di Lele, almeno non così totale e così precoce. Insomma, bene che vada ci suggerisce che l’allontanamento di Lele è obiettivamente responsabilità dell’ossessione della moglie.
    Non so, l’avevo immaginato diverso… Poi ci sta che io non abbia capito nulla 🙁

    • Anna Civile ha detto:

      La precoce assoluzione di Lele serve a spostare l’attenzione del lettore su un altro possibile “colpevole”…
      Quanto alla telefonata, non ho introdotto volutamente ulteriori spiegazioni perché ciò che voglio che il lettore colga è la capacità della mente di creare una realtà, basata su ipotesi e congetture, che va a sostituirsi a quella reale intrappolando la vittima in una rappresentazione del tutto fittizia in cui suo marito appare come un bugiardo e traditore.
      Grazie di essere passata.

      • Moneta ha detto:

        Oddio Anna, grazie per la spiegazione dettagliata e scusa se ti posso essere sembrata un po’ aggressiva, alle volte penso con le dita sulla tastiera e quelle scrivono per conto loro. In realtà immaginavo – vista la cura che hai mostrato nel cesellare ogni episodio – che ci fosse un motivo ben preciso per quanto hai mostrato, un motivo che non riuscivo a cogliere e quindi mi disorientava. Gentilissima e bravissima!
        Ciao Ciao

        • Anna Civile ha detto:

          Tranquilla, non ho ritenuto per niente aggressivo il tuo commento, anzi 😉 hai fatto bene ha mostrarmi i tuoi dubbi perché non è scontato che tutti i lettori colgano il messaggio che l’autore vuole inviare con il suo racconto, quindi… Non smettere!
          Ciao 🙂

  149. Chiara Grisoni ha detto:

    Entrambe, decisamente. La paura di non essere all’altezza genera la paura di perdere Lele.
    Un capitolo in cui non si procede con la storia, ma in cui si analizza tutto minuziosamente. Mi è piaciuta molto la sequenza di azioni cicliche che si ripetono!

    • Anna Civile ha detto:

      La paura di perdere Lele è indubbiamente intrinseca al suo non sentirsi all’altezza; le paure di Elena sono generate dalla sua insicurezza. In questa storia ho messo da parte “i fatti” per dare più spazio a qualcosa che molto spesso s’intromette nella vita delle persone diventandone la protagonista: la gelosia e l’ossessione che genera in chi è talmente vulnerabile da lasciarsene fagocitare fino ad annullarsi. Il percorso psicologico che bisogna intraprendere per superare questa impasse è il vero intreccio.
      Grazie di essere passata.

  150. Danio Mariani ha detto:

    “Cos’ha lei che io non ho?”
    Classica frase che potrebbe valere benissimo per entrambi.
    Il non essere all’altezza dell’altra(eventuale) potrebbe far impazzire una donna.
    Ma voglio anche “condannare” il comportamento di Lele.
    Per tanto che si ami una persona, non ci si dovrebbe annullare, tanto meno perdere la stima in se stessi. Resta sempre un parere, ovvio.
    Al prossimo e come sempre…brava 🙂

  151. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Voto “entrambe” anch’io!
    Bellissimo! Sai rendere davvero bene le emozioni dei personaggi, l’angoscia e il tormento che la gelosia è in grado di portare anche all’interno di una coppia di persone che dovrebbero fidarsi l’una dell’altra! Complimenti!!
    Non vedo l’ora di leggere il resto!!
    Alla prossima!!

  152. MrsRiso13 ha detto:

    L’angoscia ti entra nella ossa leggendo il capitolo.
    Mi piano le frase brevi e le parole in sequenza, sono molto calzanti.
    Brava, e suppongo che Elena abbia paura di entrambe le cose.

  153. Ivana Nanut ha detto:

    Entrambe.
    L’angoscia di Lele traspare proprio tra le righe. Brava. 🙂
    Incredibile come la gelosia possa trasformare chiunque in un altra persona; Elena sembra irriconoscibile. Spero proprio che Lele non abbia ceduto a qualche tentazione!!!
    Mi piace proprio tanto questa storia! Alla prossima! 😀

  154. Jay Chisc ha detto:

    Voto per “non essere all’altezza dell’altra.”
    Molto bello il modo in cui hai descritto lo sforzo di Lele, cioè quello di rimanere calmo. E non vorrei che, per un attimo, non sia stato più in grado di trattenersi e..

  155. Gabriele Zeta ha detto:

    Non essere all’altezza dell’altra.
    L’uso della punteggiatura per sottolineare alcune parti, in questo capitolo anche la formatta