LA CONSEGNA

Dove eravamo rimasti?

Riesce il protagonista a pronunciare il nome? Si (60%)

La Consegna - 2 (Ci sono io con te)

Andrea era riuscito a trovare l’Alfa 33 ormai coperta per metà dalla neve. Sembrava intatta e non vi erano tracce intorno, ma anche se ce fossero state con quel tempo sarebbero sparite in pochi minuti. 

I tuoni e i lampi agitavano ancora di più il ragazzo. Sentiva il cranio pulsare come se volesse scoppiare e quel freddo non faceva altro che aumentare il suo forte ma di testa. Il vento continuava a sbattergli in faccia quei maledetti fiocchi di neve come fossero piccoli pezzi di vetro. Non sentiva più le dita dei piedi a causa degli inutili stivali di gomma irrigiditi dal gelo.

Non sapeva più dove sbattere la testa, erano passate ormai 3 ore dal casino successo in chiesa e da allora non aveva avuto più notizie del fratello.

Si mise le mani sulla testa lanciando una bestemmia con tutto il fiato che aveva nei polmoni, era ormai allo stremo e guardandosi intorno non riusciva a vedere altro che neve e lampi.

Preso dal senso di disperazione si inginocchiò nella neve, quasi abbandonandosi alla sensazione di gelido bagnato che si impadronì delle sue gambe. Non riusciva a farsi forza, l’unica cosa che pensava era che tutto fosse perduto, che Stefano e il libro fossero persi per sempre.

L’urlo di disperazione che stava lanciando fu però subito bloccato dal bagliore bianco che dal bosco si levò improvviso verso le nuvole. Fu investito da un rumore simile a quello di un caccia che sfonda la barriera del suolo, sentì i timpani quasi scoppiare. Le cime degli alberi, scrollate dalla neve, iniziarono improvvisamente a bruciare, così come sembrava accadere alle nuvole che divennero di un arancio infuocato.

Fuoco, ghiaccio, vento, fulmini. Il cielo parve spaccarsi per un attimo, distrutto da una potenza che per secoli non si era manifestata.

Era l’Inferno.

Rimase impietrito a vedere il bosco prendere fuoco durante la tempesta di neve. Avrebbe dovuto trovare la forza di rialzarsi, entrare nel suo Suzuki e allontanarsi immediatamente, ma non ci riusciva. Pensava che sarebbe morto anche lui.

<<Torna a casa.>> gli sussurrò una voce nell’orecchio.

<<Non posso.>> rispose lui a bassa voce scuotendo la testa.

<<Torna a casa.>>

<<Porca puttana ho detto che non posso!>>

<<Per lui è troppo tardi, ormai l’ha fatto.>>

<<Ma fatto cosa?!>>

<<L’ha detto.>>

Andrea non capiva. Nella sua testa c’era una confusione così grande da non rendersi più conto del gran casino che lo circondava. Se fosse stato più attento si sarebbe accorto dell’improvvisa fine della tempesta, del vento che aveva cessato di urlare tra le querce e del tumulto che iniziava a provenire dal paese.

<<Non posso.>>

<<Ormai l’ha detto, torna a casa.>>

<<Ha detto cosa?!?!>>

Una ragazza bellissima dai lunghi capelli rossi, la carnagione chiara e gli occhi verdi gli si inginocchiò davanti.

<<Anche lui aveva dei segreti, più grandi dei tuoi. Lascia stare ti prego.>>

Quella frase risvegliò in Andrea tutta la furia del suo carattere. Si alzò di scatto spingendo la ragazza, che cadde nella neve. Lei non sembrò sorpresa dalla reazione, si rialzò con estrema grazia e fissò gli occhi iniettati di sangue del ragazzo.

<<Ormai sei solo, tuo fratello è all’Inferno.>>

<<Sta zitta puttana.>>

<<Sai anche tu che è così. Ti prego torniamo a casa.>>

<<Io non torno a casa da solo!>>

<<Non sei solo, ci sono io con te.>>

<<Non ho bisogno di te.>>

<<Oh invece si che ne hai, ne hai un disperato bisogno.>>

<<Tu non sai niente.>>

<<Io so molte più cose di quanto immagini. Per favore, torniamo a casa.>>

Le fiamme si spensero con la stessa velocità con cui erano apparse. Una splendida luna piena, quasi di colore bianco, aveva fatto capolino nel cielo puntellato di stelle. La cometa rossa era tornata a risplendere nel mezzo dell’orsa maggiore.

Andrea iniziò a sentire una sensazione di calore sul volto congelato, non si era neanche accorto di aver iniziato a piangere.

<<Per favore non piangere, ci sono io con te.>> gli rispose la ragazza accarezzandogli una guancia. Era una carezza dolce, sincera e piena d’amore, una sensazione confortante e tranquillizzante che subito calmò il cuore agitato di Andrea.

Eppure il ragazzo rifiutò quel gesto, strinse i denti e i pugni e si incamminò dritto verso il bosco, là dove poco prima era partita la luce.

<<Ti prego, non andare.>>

Andrea la ignorò e iniziò ad avanzare a fatica nella neve. 

Si voltò un attimo a fissare quella ragazza senza però dirle nulla. I suoi occhi erano furiosi e freddi come quelli di un lupo, poi riprese ad avanzare tra gli alberi, un passo dopo l’altro, nella gelida neve.

“Ci sono io con te, aspettami” disse nella sua mente pensando al fratello. Ovunque fosse finito, lui l’avrebbe raggiunto.

La storia fa un passo in dietro: da dove riprende?

  • Da un crocevia (0%)
    0
  • Da un bar (20%)
    20
  • Dalla chiesa (80%)
    80
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

23 Commenti

  • Ok ho sbagliato, non è 3 ma 4 ovviamente XD

    Comunque, chiedo scusa per il forte ritardo nel pubblicare il quarto episodio ma a causa di motivi personali non ho potuto dedicare tempo al racconto.
    Spero di di poter essere perdonato e riprenderò a pubblicare con più regolarità.
    Grazie a tutti!

      • Scoprire nel senso far apparire 😉 non esiste mai un troppo presto in un romanzo 😛
        Su l’uomo nero, cercavo di dargli un volto mentre leggevo e me lo sono un po’ immaginato come un demone , poi non so era solo una mia impressione da lettrice di Horror 🙂 Ognuno interpreta ciò che legge a suo modo, il nostro compito è quello di appassionare le persone con il nostro racconto, e tu in questo ci sai fare 🙂 a pesto 😉

  • Mi scuso per il ritardo e per non aver risposto a tutti, ma in questi ultimi 10 giorni sono stato molto impegnato col lavoro. Ora però mi sono rimesso all’opera, ringrazio tutti per i voti e i commenti e spero che il seguito della storia possa continuare a piacervi!

  • uao,che dire, è semplicemente mozzafiato,mi piace molto come scrivi … complimenti 🙂 riesci a farmi immedesimare nella scena,e, a farmi provare terrore ed angoscia pura … non vedo l’ora di leggere il seguito,questo racconto è meglio di un film horror.Bravissimo,ti seguo

  • Ero indeciso tra “Sì” e “Arriva il fratello”. Nonostante io abbia votato per la prima, spero che ci sia un pareggio tra le due, perché mi immagino che il protagonista pronunci il nome poco prima dell’arrivo del fratello. O forse era questa, la tua idea per il sì?

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi