LA CONSEGNA

Dove eravamo rimasti?

La storia fa un passo in dietro: da dove riprende? Dalla chiesa (80%)

La Consegna - 3 (Ne sei sicuro?)

Le 02:30. Ormai in giro non c’era più nessuno, la nevicata aveva spinto la maggior parte delle persone a rientrare subito in casa dopo la messa di Natale. I più audaci si erano trattenuti un’oretta nel bar di Francesco, l’unico rimasto aperto quella sera a Rocca Sant’Angelo.

Stefano, dopo diversi bicchieri di birra, si era recato nella chiesa di Cristo Salvatore, la principale del paese. Aveva una copia delle chiavi dategli dallo stesso parroco diversi anni prima, quando aveva iniziato il suo lavoro. L’ambiente era molto freddo, il calore dei termoventilatori era sparito rapidamente dopo la fine della celebrazione.

Il ragazzo percorse la piccola navata centrale aiutandosi con il flash led dello smartphone. In quel silenzio persino le suole di gomma delle sue scarpe risuonavano tra le oscure nicchie che ospitavano le statue dei santi. Con quella luce gli uomini beati dal Signore sembravano demoni pronti a scagliarsi con violenza su di lui.

Un lampo illuminò per un momento le piccole finestre nella chiesa, disegnando sul pavimento quella che sembrava essere un’enorme figura alata.

Stefano la fissò per un’istante, poi continuò verso la sagrestia. Accese le luci e andò a sedersi sulla prima panca della fila a destra. Di fronte a lui aveva due statue, una della Madonna col Bambino e l’altra di Cristo Salvatore.  Vicino l’altare la piccola statua di Gesù Bambino. Osservò quest’ultima, poi con noncuranza tirò fuori un pacco di Chesterfield rosse dalla tasca della giacca e accese una sigaretta.

Il primo tiro lo fece fissando poi la statua del Cristo, pensando a mente sua “Perché mi vuoi morto?”

-Perché sei un coglione.- gli rispose un tizio in abito nero e trench marrone che avanzava con le mani in tasca lungo la navata. Aveva capelli ricci, corti e brizzolati, faccia pulita, occhi azzurri come il cielo e qualche riga scolpita sul volto.

Stefano non sembrò sorpreso dalla sua presenza:

-Senti chi parla.-

L’uomo si sedette vicino al ragazzo, accettando la sigaretta che gli venne offerta, poi gli disse:

-Sai perché mi irriti? Perché di tutti voi massa di scimmie rognose tu sei l’unico che quando mi insulta lo fa con consapevolezza.-

-Ovvio, ho passato gli ultimi 8 anni a bestemmiare contro te e quei pezzi di merda dei tuoi leccaculo, con tutto quello che avete combinato dovrei forse complimentarmi?-

-Nelle condizioni in cui ti trovi non dovresti continuare a parlare così.-

-E perché? Tanto presto verrò a stare permanentemente da te, e non credo che mi riserverai un trattamento di riguardo.-

-Oh, questo dipende dal tipo di trattamento che intendi.-

-Non oso immaginare come ti divertirai con me, lurido figlio di merda.-

L’uomo si alzò di scatto stritolando la sigaretta con le mani: -Smettila di parlarmi così! Se solo volessi potrei strapparti in questo momento il cuore con le mie mani e far bruciare in eterno il tuo stesso corpo con la tua anima!-

Stefano non fece una piega:

-Sei ridicolo. So che qui dentro non puoi, e sai che sono stato io a permetterti di entrare. Come sai che conosco una certa cosa…-

L’uomo sembrò ringhiare a quelle parole e dall’esterno un tuono fortissimo scosse i vetri della chiesa.

-Sei solo un misero verme come tanti altri, non credere di essere diverso o particolare. Uomini che potevano permettersi di parlarmi così non l’hanno mai fatto. Questa tua sbruffonaggine ti ha portato alla morte!-

-Magari faccio lo sbruffone solo perché so di essere spacciato…-

 L’uomo sembrò rinunciare alle minacce:

-Dimmi, perché mi hai invocato?-

-Chi sono loro?-

Un tuono ancora più forte rimbombò fragoroso all’interno della piccola navata. L’uomo vestito di nero si guardò intorno, sogghignando:

-Lo scoprirai molto, molto presto.-

-Devi dirmi chi sono.-

-Anche se te lo dicessi, cosa potresti fare? Ormai sei morto, neanche la Consegna potrà salvarti.-

-Questo lo vedremo.-

-Ne sei sicuro? Puoi anche rinviare l’inevitabile, ma comunque c’è un posto vicino a me che ti attende.-

Ancora un altro tuono. La luce andò via per un’instante, quando tornò l’uomo era di nuovo seduto accanto a Stefano:

-Se solo mi avessi ascoltato a quest’ora staresti vivendo una vita normale come tutti gli altri, la vita che tanto hai desiderato.-

-Per poi guadagnarci la dannazione eterna?-

-Non mi pare che sia andata diversamente.-

Stefano non poteva dargli torto. Diede l’ultimo tiro alla sigaretta, fissando di nuovo la statua di Cristo Salvatore.

L’uomo intanto si era incamminato per uscire dalla chiesa:

-Ragiona, secondo te perché sono proprio quattro quelli che ti cercano? Eppure dovresti saperlo. Se non c’arrivi, chiedi a tuo fratello.-

In quel momento un ennesimo tuono sembrò spalancare la porta della chiesa facendo entrare vento e neve. Andrea entrò di corsa mantenendosi la spalla sinistra e con un rivolo di sangue che dalla testa gli scendeva sulla faccia, e aveva una pistola in mano.

Stefano non poté fare altro che fissarlo e stringere i pugni, era il momento di prepararsi.

L'azione si ricollega alla prima puntata del racconto: cosa succede ora?

  • Andrea spara a Stefano (20%)
    20
  • Andrea è inseguito da qualcuno che cerca la Consegna (20%)
    20
  • Fanno la prima comparsa i quattro esseri che danno la caccia a Stefano (60%)
    60
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23 Commenti

  • Ok ho sbagliato, non è 3 ma 4 ovviamente XD

    Comunque, chiedo scusa per il forte ritardo nel pubblicare il quarto episodio ma a causa di motivi personali non ho potuto dedicare tempo al racconto.
    Spero di di poter essere perdonato e riprenderò a pubblicare con più regolarità.
    Grazie a tutti!

      • Scoprire nel senso far apparire 😉 non esiste mai un troppo presto in un romanzo 😛
        Su l’uomo nero, cercavo di dargli un volto mentre leggevo e me lo sono un po’ immaginato come un demone , poi non so era solo una mia impressione da lettrice di Horror 🙂 Ognuno interpreta ciò che legge a suo modo, il nostro compito è quello di appassionare le persone con il nostro racconto, e tu in questo ci sai fare 🙂 a pesto 😉

  • Mi scuso per il ritardo e per non aver risposto a tutti, ma in questi ultimi 10 giorni sono stato molto impegnato col lavoro. Ora però mi sono rimesso all’opera, ringrazio tutti per i voti e i commenti e spero che il seguito della storia possa continuare a piacervi!

  • uao,che dire, è semplicemente mozzafiato,mi piace molto come scrivi … complimenti 🙂 riesci a farmi immedesimare nella scena,e, a farmi provare terrore ed angoscia pura … non vedo l’ora di leggere il seguito,questo racconto è meglio di un film horror.Bravissimo,ti seguo

  • Ero indeciso tra “Sì” e “Arriva il fratello”. Nonostante io abbia votato per la prima, spero che ci sia un pareggio tra le due, perché mi immagino che il protagonista pronunci il nome poco prima dell’arrivo del fratello. O forse era questa, la tua idea per il sì?

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