LA CONSEGNA

Dove eravamo rimasti?

L'azione si ricollega alla prima puntata del racconto: cosa succede ora? Fanno la prima comparsa i quattro esseri che danno la caccia a Stefano (60%)

La Consegna - 3 (Amen)

-Chi diavolo ti ha spaccato la testa?- chiese Stefano al fratello mentre si avvicinava al portone della chiesa.

Andrea richiuse la porta, si mise una mano tra i capelli ricci per toccare la ferita e guardò la mano macchiata di sangue. Era un taglio superficiale che aveva già smesso di sanguinare, ma fu sufficiente per far sparare al ragazzo una bestemmia che rimbombò nella navata silenziosa.

-Amen- commentò Stefano sospirando e pensando al ghigno divertito che avrebbe avuto il tizio incontrato poco prima.

-Che diavolo ci fai qua?- gli chiese Andrea mentre riponeva la pistola nella giacca e tamponava la ferita con un fazzoletto.

-Potrei farti la stessa domanda.-

-Hai visto la mia testa? Perché non provi a indovinare?-

Stefano ripensò alle parole dettegli dall’uomo vestito di nero (chiedi a tuo fratello), ma non era il momento di fare domande.

-Stavo prendendo la macchina per andare al capanno che mi hai detto, però ho avuto un piccolo problema con quattro tizi incappucciati. Non sono uomini.-

-Per questo sei venuto in chiesa?-

-Il piano era venire al sicuro e chiamarti, ma già stai qua. Che cazzo stavi facendo?-

-Pregavo.-

-Ma non dire putt…-

La chiesa di Cristo Salvatore fu scossa da un tremore simile a quello di un terremoto. La scossa fu così forte da far cadere le statue dei santi e mandare i vetri in frantumi. I due ragazzi  si pararono la testa e cercarono riparo sotto l’arco in prossimità dell’ingresso. Il boato generato dall’evento fu così forte che dovettero tapparsi le orecchie.

Durò pochi secondi, poi il portone si spalancò.

Oltre l’ingresso vi erano le quattro figure incappucciate.

Nel fissarle Stefano provò per la prima volta nella sua vita quella che poteva definire paura.

Una di loro, la più piccola, fece un passo avanti, mettendo piede nella chiesa.

-Porca troia non sono demoni!- urlò Andrea mentre faceva fuoco con la pistola. La sagoma esitò un attimo e si voltò verso di lui. Il ragazzo sembrò riconoscere gli occhi  sotto il cappuccio illuminati dalla luce dei lampadari.

Stefano intanto pensava ad altro, in un attimo aveva estratto il coltello e si era tagliato un polso. Il taglio era piccolo, ma sufficiente per fargli avere il sangue che gli serviva.

Mentre anche le altre tre sagome avanzavano disegno rapidamente sul pavimento un pentacolo con i simboli dei cinque elementi alchemici per ogni punta, poi batté forte il palmo della mano sul simbolo.

Una luce azzurra sembrò partire dal suo corpo e irradiarsi per tutta la chiesa, accecando il fratello e facendo sparire le quattro figure.

Fu un’attimo, indispensabile per prendere tempo e uscire da quella trappola.

Ormai aveva capito chi stava cercando la sua vita, e realizzò definitivamente di non avere più alcuna speranza.

Fissò Andrea svenuto lì accanto. Non tentò di svegliarlo, non era giusto che anche lui morisse per un suo peccato.

Prese la pistola e le chiavi della macchina, poi si fiondò di corsa fuori dalla chiesa.

Il trambusto aveva rapidamente allarmato la gente del paese. Le finestre delle case iniziavano a prendere vita con luci e rumori di voci.

Trovò l’Alfa 33 parcheggiata pochi metri più avanti. La neve stava diventando sempre più fitta, come anche i fulmini che spezzavano il cielo. C’erano già una decina di centimetri di neve per terra e un’auto sportiva non era il massimo in quella situazione, ma non aveva tempo di tornare a casa per prendere il fuoristrada. Comunque se la sarebbe cavata, era abituato a guidare in quelle condizioni e per fortuna Andrea aveva già montato le catene. Doveva correre al capanno per recuperare la Consegna.

Doveva distruggerla.

Il motore boxer ruggì rumorosamente e il ragazzo si lanciò nel buio fuori dal paese.

Le persone ormai si stavano riversando in strada per vedere cosa fosse successo.

Pensò un attimo al fratello rimasto svenuto in chiesa e a cosa avrebbero pensato le persone nel trovarlo lì, ma non gli dispiacque. Meglio nei guai che morto.

Erano le 02:45, la strada per fortuna era ancora praticabile e poté percorrere con poco tempo il chilometro che lo separava dalla sua destinazione.

Lasciò la 33 in una radura e proseguì a piedi, il capanno era circa duecento metri più avanti.

Il freddo era terribile, la giacca e il passamontagna erano quasi inutili e le raffiche di neve limitavano l’illuminazione della pila elettrica. Però sapeva dove andare, sentiva dov’era il libro.

Era quasi giunto al capanno quanto una forza lo spinse violentemente contro un’albero. Batté il torace al tronco e un ramo secco squarciò la giacca lacerandogli un fianco.

Stefano lanciò un urlo di dolore nel buio ma ebbe la lucidità di reagire in fretta. Anche se non li vedeva sapeva che erano lì.

Si bagno la mano di sangue, la poggiò sul tronco dell’albero e sussurrò qualcosa a denti stretti.

La bufera si tramutò in una tempesta e i fulmini iniziarono a colpire impetuosi l’intorno del capanno.

Aveva guadagnato del tempo, almeno fino alle 03:33.

La storia prosegue con...

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23 Commenti

  • Ok ho sbagliato, non è 3 ma 4 ovviamente XD

    Comunque, chiedo scusa per il forte ritardo nel pubblicare il quarto episodio ma a causa di motivi personali non ho potuto dedicare tempo al racconto.
    Spero di di poter essere perdonato e riprenderò a pubblicare con più regolarità.
    Grazie a tutti!

      • Scoprire nel senso far apparire 😉 non esiste mai un troppo presto in un romanzo 😛
        Su l’uomo nero, cercavo di dargli un volto mentre leggevo e me lo sono un po’ immaginato come un demone , poi non so era solo una mia impressione da lettrice di Horror 🙂 Ognuno interpreta ciò che legge a suo modo, il nostro compito è quello di appassionare le persone con il nostro racconto, e tu in questo ci sai fare 🙂 a pesto 😉

  • Mi scuso per il ritardo e per non aver risposto a tutti, ma in questi ultimi 10 giorni sono stato molto impegnato col lavoro. Ora però mi sono rimesso all’opera, ringrazio tutti per i voti e i commenti e spero che il seguito della storia possa continuare a piacervi!

  • uao,che dire, è semplicemente mozzafiato,mi piace molto come scrivi … complimenti 🙂 riesci a farmi immedesimare nella scena,e, a farmi provare terrore ed angoscia pura … non vedo l’ora di leggere il seguito,questo racconto è meglio di un film horror.Bravissimo,ti seguo

  • Ero indeciso tra “Sì” e “Arriva il fratello”. Nonostante io abbia votato per la prima, spero che ci sia un pareggio tra le due, perché mi immagino che il protagonista pronunci il nome poco prima dell’arrivo del fratello. O forse era questa, la tua idea per il sì?

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