LA CONSEGNA

Dove eravamo rimasti?

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La Consegna - 5 (La strada)

-Ma che cazz…-

Portò la mano sulla testa grattandosi il capo, poi si mise la mano sugli occhi. La luce era molto forte e non riusciva a tenerli aperti. L’aria era fresca e con un leggero profumo di fiori. Sentiva addosso il solito rincoglionimento di chi aveva dormito troppo, le gambe ancora intorpidite e una forte sensazione di debolezza nelle braccia.

Non sapeva per quanto aveva dormito, e il materasso ortopedico dell’ospedale gli aveva irrigidito la schiena.

Eppure qualcosa non quadrava.

Gli ospedali puzzavano di candeggina e disinfettante, non avevano profumo di fiori, e sapeva di non avere nessuno che glieli avrebbe portati.

Stefano riuscì ad aprire gli occhi per guardarsi intorno. Era una stanza pitturata di beige, con una grande finestra di fronte al letto appena aperta da un lato e senza tende.  Intorno c’era solo un piccolo armadio e un comodino affianco al letto. La porta era chiusa.

Si mise a busto dritto sul letto poggiando la testa al muro. Voltandosi vide che sul comodino c’era una Peroni da 33, con le gocce di condensa che lacrimavano lungo il vetro bruno, un accendino e un pacchetto di Toscano 1492.

-Questa è roba di mio fratello, o degli amici.- disse a bassa voce mentre stappava la bottiglia con l’accendino.

Il primo sorso lo gustò a lungo, sentendo la sensazione di freschezza che alleviava il bruciore della gola. A giudicare dal sole e dalla piacevolezza del sorso doveva essere rimasto in coma per diversi mesi.

Ma comunque i conti non tornavano.

Non aveva cose strane attaccate addosso, non aveva dolori al petto e al fianco. Poi la birra… 

Si alzò la maglia del pigiama e vide che non aveva neanche cicatrici.

-Ah, allora sono morto. Potevano darmi una bottiglia grande a questo punto- constatò beffardo, e fece un’altro sorso.

-No, non sei morto mio caro.- gli disse una voce accanto al letto.

Girò lentamente la testa ancora con la bottiglia alla bocca e vide che accanto a lui, seduto su una sedia, c’era un ragazzo che lo fissava sorridendo a braccia conserte. Aveva i capelli lunghi, castano chiari, raccolti in una coda, e una barba simile a quella di Ben Affleck in Argo.

Stefano porse la bottiglia al suo interlocutore ma questi rifiutò con un gesto della mano. Quindi tirò un sospiro e la finì tutta d’un fiato.

-Scommetto che preferisci il vino.- gli disse mentre rimetteva la bottiglia sul comodino.

-Cosa te lo fa pensare?-

-Sennò mica la benedicevi nella tua ultima Pasqua.-

-Ha un significato allegorico. Complimenti per la perspicacia comunque.-

-Si, allegorico… Dillo che è buono.-

Poi la sua espressione si fece più seria.

-Dimmi, perché mi vuoi morto?-

-Chi ti dice che io lo voglia.-

-Non prendermi in giro. Conosco il nome.-

-Sono in pochi quelli che durante la storia dell’umanità l’hanno saputo. Non attraverso quel libro, ma comunque qualcuno lo sapeva.-

-E perché proprio contro me hai sguinzagliato i tuoi quattro cavalieri?-

-Chi ti dice che non sia successo anche ad altri?-

Stefano sospirò e scese dal letto. Poggiò i piedi nudi sul pavimento, avvertendo chiaramente la sensazione di freddo.

Il freddo del pavimento, la freschezza della birra, il profumo di fiori, il torpore. Troppe sensazioni.

Non era morto, non ancora.

-Nonostante quello che sai, c’è ancora molto che ti sfugge Stefano.-

-Se sapessi tutto sarei come te. Quasi.-

Il ragazzo rise divertito.

-Sai chi ha scritto la Consegna, vero?-

-Ovvio.-

-Quindi sai anche per cosa è stata concepita.-

-Io so tutto di quel libro.-

-Mmh, stavolta ti do ragione.-

Stefano si avvicinò alla finestra. Fissò la luce che veniva da fuori, si vedeva solo luce e nulla più. Non seppe perché ma un impeto di rabbia lo spinse a tirare un fortissimo pugno contro il vetro, mandandolo in frantumi. Sentì chiaramente il forte dolore delle schegge penetrate nella mano e la calda sensazione del sangue che usciva fuori e gocciolava sul pavimento.

-Smettila di farti del male.- gli rispose il ragazzo.

Dopo quelle parole la mano tornò sana.

-Non me lo sto cercando io! Non ho voluto questa vita, questi sacrifici e questa fine! Perché tra tante persone proprio io, perché???- alzò la voce Stefano contro il suo interlocutore. In quel momento delle lacrime scesero dai suoi occhi.

-Invece si. ognuno di voi, di noi, ha una strada tracciata nella sua vita, e siamo noi a decidere se percorrerla o no. E’ la scelta che ho fatto io, e l’hai fatto anche tu.-

-Se non fosse stato per quel libro non l’avrei mai fatto, e non l’avrebbe fatto neanche mio fratello! Sei tu che l’hai voluto!-

-Questo è vero, l’ho voluto io. Ho bisogno di voi, e confido in voi.-

La rabbia di Stefano si fece ancora più forte: -Per cosa?! Mi hai portato via la mia famiglia, mio zio, mi hai portato via l’amore! E per cosa? Per farmi scoprire un nome che mi ha portato alla morte???-

Il ragazzo si alzo dalla sedia, andò verso Stefano e gli mise una mano sulla spalla.

-La senti, la mia mano? Te la ricordi?-

Il giovane rimase turbato, ma la sua ira era improvvisamente finita.

-Ricorda Stefano, confido in voi.-

Poi fu di nuovo luce.

Stefano e Andrea si ritrovano Cosa faranno ora?

  • Stefano chiede spiegazioni ad Andrea (50%)
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  • Andrea chiede spiegazioni a Stefano (0%)
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  • Discutono dell'accaduto (50%)
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23 Commenti

  • Ok ho sbagliato, non è 3 ma 4 ovviamente XD

    Comunque, chiedo scusa per il forte ritardo nel pubblicare il quarto episodio ma a causa di motivi personali non ho potuto dedicare tempo al racconto.
    Spero di di poter essere perdonato e riprenderò a pubblicare con più regolarità.
    Grazie a tutti!

      • Scoprire nel senso far apparire 😉 non esiste mai un troppo presto in un romanzo 😛
        Su l’uomo nero, cercavo di dargli un volto mentre leggevo e me lo sono un po’ immaginato come un demone , poi non so era solo una mia impressione da lettrice di Horror 🙂 Ognuno interpreta ciò che legge a suo modo, il nostro compito è quello di appassionare le persone con il nostro racconto, e tu in questo ci sai fare 🙂 a pesto 😉

  • Mi scuso per il ritardo e per non aver risposto a tutti, ma in questi ultimi 10 giorni sono stato molto impegnato col lavoro. Ora però mi sono rimesso all’opera, ringrazio tutti per i voti e i commenti e spero che il seguito della storia possa continuare a piacervi!

  • uao,che dire, è semplicemente mozzafiato,mi piace molto come scrivi … complimenti 🙂 riesci a farmi immedesimare nella scena,e, a farmi provare terrore ed angoscia pura … non vedo l’ora di leggere il seguito,questo racconto è meglio di un film horror.Bravissimo,ti seguo

  • Ero indeciso tra “Sì” e “Arriva il fratello”. Nonostante io abbia votato per la prima, spero che ci sia un pareggio tra le due, perché mi immagino che il protagonista pronunci il nome poco prima dell’arrivo del fratello. O forse era questa, la tua idea per il sì?

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