La saga di Araldian – III. L’era del Drago

Dove eravamo rimasti?

I ribelli stanno ultimando i preparativi per marciare sulla città imperiale, cosa accadrà nelle prossime ore? Lungo il tragitto tutto è invariato anzi, l'alba li saluta con colori magnifici. (75%)

Alba di sangue

L’alba era ormai prossima, tanto che i primi raggi di sole iniziarono a sbucare come sottili steli d’orati dalle fessure degli alti monti posti all’orizzonte. Il cielo via, via si macchiò di blu, indaco e viola regalando all’intera via sottostante, una colorazione rosata. Le possenti montagne furono le prime a essere abbracciate da quella particolare tinta, creando nello spettatore l’impressione d’assistere a un paesaggio alieno. Le punte degli alberi trafissero come seconde protagoniste il chiarore dell’alba, dividendo ulteriormente i sottili raggi che sempre più illuminavano la vallata. A fare da eco allo spettacolo naturale vi era la marcia sostenuta dei soldati ribelli. Stretti in plotoni da quattro soldati per fila, le loro armature furono le ultime a essere irradiate dal sole nascente, brillando di una luce metallica tra la vegetazione di una terra selvaggia. Composti e coordinati, tutto il contingente si muoveva in direzione della città lontana tramite un sentiero affiancato da boschi e rocciose colline.

«Arriveremo tra poche ore.» Disse Meera in direzione di Alucard, sistemandosi più comodamente sul sauro color neve.

«Non essere impaziente, ho combattuto con e contro Velkan. Non sarà facile ucciderlo.» Concluse l’uomo cercando d’ignorare il gelido brivido sorto lungo la schiena. Il ricordo del loro ultimo incontro e il potere racchiuso nell’amuleto del fratello lo costrinsero a deglutire.

«Alucard! Sono venuta qua per una ragione e non mi fermerà ness…» La frase della donna non terminò che un’esplosione improvvisa spaccò in due la vetta di una montagna poco più avanti. Il boato si propagò per tutta la pianura, arrestando improvvisamente l’avanzata dell’esercito. Persino il dragone che volteggiava sopra di loro chinò il muso verso la fonte del rumore, potendo osservare senza troppi problemi come una frana di dimensioni apocalittiche avesse bloccato l’unico passaggio che avrebbe condotto i soldati nella capitale.

«Ma cosa sta succedendo?!» Domandò la donna guardandosi intorno, notando la discesa vertiginosa del dragone sopra di loro.

Alucard rimase immobile sul nero stallone, consapevole di cosa sarebbe accaduto di lì a poco. Conosceva suo fratello e si era aspettato una sorpresa del genere sin dal primo minuto di quella marcia. Ignorando lo sgomento generale mise mano alla spada così da sguainarla con un sol e rapido gesto. Dando di speroni iniziò a cavalcare verso la parte anteriore della lunga fila di soldati, cercando d’avvisare gli ufficiali in evidente difficoltà. Non fece in tempo.

Dai lati del sentiero un numero indefinito di soldati nemici fece la loro comparsa, gettandosi letteralmente sul plotone impreparato. Centinaia? Migliaia? Da entrambi i lati del corteo uomini armati di spada, ascia e pugnale presero a combattere e massacrare i ribelli. Agli uomini ci volle qualche attimo di tempo per rendersi conto di quanto stava accadendo, ma subito i primi ordini iniziarono a volare sulle teste di tutti. Persino Alucard si vide costretto a rallentare il galoppo, preferendo un trotto sostenuto per prepararsi alla battaglia. Velkan aveva gettato su di loro una bella imboscata e adesso era compito suo e dei pochi ufficiali impedire che quella spedizione si trasformasse in un completo fallimento.

«Muro di scudi!» Urlò ai soldati che subito si strinsero tra loro e sollevarono gli scudi all’unisono così da respingere i guerrieri della foresta. Le ondate erano interminabili e i primi cadaveri iniziarono a disseminarsi un po’ ovunque. In evidente inferiorità numerica, non c’era altro modo che giocare d’audacia: avrebbe trovato il leader di quei guerrieri e l’avrebbe ammazzato. Senza riflettere mosse un fendente lungo il fianco destro e il sapore ferroso del sangue di un nemico gli si adagiò immediatamente sulle sue labbra. Schizzi purpurei volarono un po’ ovunque mentre l’altro perdeva l’arto sinistro.

«Resistete! Non lasciate nessuno spazio!» Proseguì, notando con quanta ferocia si battevano i soldati di suo fratello.

Seduto sul proprio destriero, rimase senza parole quando vide il dragone di Meera planare sopra di loro e rilasciare un getto di fuoco su gran parte della foresta. Il calore gli colpì il volto mentre innumerevoli urla s’innalzarono verso il cielo. Immediatamente il pensiero corse verso la compagna di quella bestia e, tra un soldato e l’altro, tra una fiammata e un albero carbonizzato la vide. Concentrata a dare ordini e massacrare soldati, la donna sembrava una dea guerriera. La osservò per quelli che a lui parvero interi giorni, perdendosi nella determinazione dell’altra. Eppure qualcosa mutò il tutto, specie quando un soldato immenso e coperto totalmente da un’armatura nera riuscì a disarcionare la donna.

Afferrandola per il mantello la tirò a terra, dove la costrinse con un pesantissimo calcio al volto. Sgranando gli occhi diede nuovamente di speroni e desiderò con tutto se stesso avere le ali come quel drago.

Velkan ha scatenato la prima ondata di morte sui ribelli, ma questa parte di esercito di quanto è superiore a quello di Alucard e Meera?

  • 4 volte superiore. (Scontro arduo) (0%)
    0
  • 3 volte superiore. (Scontro difficile) (0%)
    0
  • 2 volte superiore. (Scontro medio) (100%)
    100
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14 Commenti

  1. Ciao!! 😀
    Facciamo uno scontro medio, dai! Tanto, secondo me, Velkan da solo basta e avanza a farli fuori tutti! XD
    Molto avvincente questo inizio di battaglia! Non mi aspettavo che Velkan li attaccasse così presto! Ora sono curiosa di sapere cosa succederà!!
    Alla prossima!!

  2. Ciao Fabio!
    Sono contenta di vedere che hai iniziato la terza parte! *^*
    Ottimo riassunto! La storia è già entrata nel vivo e si percepisce nell’aria che la battaglia finale è imminente! Il titolo del racconto promette grandi cose e scontri spettacolari! Mi piace molto!
    Per il prossimo capitolo, voto che l’alba li saluta con colori magnifici.
    Bravo come sempre! A presto! 😉

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