La saga di Araldian – III. L’era del Drago

Dove eravamo rimasti?

Velkan ha scatenato la prima ondata di morte sui ribelli, ma questa parte di esercito di quanto è superiore a quello di Alucard e Meera? 2 volte superiore. (Scontro medio) (100%)

Resistenza ribelle

Erano sbucati all’improvviso, due volte superiori a loro e lei non era stata in grado di prevederlo. Troppo concentrata nel suo piano di vendetta, aveva perso di vista la realtà che la circondava. Come una tempesta a ciel sereno gli uomini di Velkan si erano riversati su di loro, accerchiandoli. Per un po’ aveva resistito, mutilando arti e calpestando soldati in sella al suo cavallo bianco. Tuttavia la situazione cambiò drasticamente con l’arrivo di chi doveva essere l’ufficiale di quell’esercito. Sentendosi tirare dal mantello, Meera non poté fare altro se non cadere rovinosamente al suolo e accogliere con stupore quel calcio in faccia. Rivoli di sangue scivolarono tra la neve rossa, macchiando indelebilmente quella che poche ore prima doveva essere una perfetta e pallida distesa invernale. Le ci volle qualche attimo per resistere al disorientamento, ma subito rotolò sulla propria sinistra così da evitare di un soffio il fendente dell’arma del rivale. Un grosso martello da guerra impattò sul terreno, sollevando prepotentemente schizzi di neve sporca.

Il dolore alla faccia era pulsane, ma l’adrenalina la spinse a tirarsi su in poco tempo. Ebbe solo l’occasione di stringere l’elsa della spada nella destra che un nuovo assalto la obbligò a difendersi. Come un toro indemoniato, il rivale colpiva, mulinando quel martello quasi fosse l’allungamento del suo braccio. Cercando di prevedere eventuali mosse, il cavaliere di drago si difendeva come meglio poteva, muovendo diagonalmente la propria arma così da parare con rapidità gli attacchi del guerriero. Fu al termine di un nuovo fendente che la donna scartò sulla propria destra così da poter iniziare una controffensiva. Lasciando sfilare il martello dell’altro lungo il suo fianco, avanzò di mezzo passo in modo da caricare un potente affondo diretto al ventre dell’uomo. Spezzata l’altrui difesa, non restava che piantare quella spada nelle carni umane. L’arma saettò come un fulmine, ma quando andò a impattare contro le piastre dell’armatura, inaspettatamente trovò una considerevole resistenza.

Presa alla sprovvista la giovane rimase immobile, vedendo solo in ultimo lo schiaffo che le stava correndo incontro. Troppo lenta per schivare quel movimento, il colpo la mandò nuovamente a terra. La presa sull’arma si fece lenta e la spada sfuggì di mano. Era tutta un dolore. Nuovamente il bestione si fece sotto e nuovamente martellò con violenza la neve. Molto più forte, ma molto meno veloce, il soldato sembrava avere serie difficoltà a infierirle il colpo fatale. La donna rotolava nella neve, affondando nel fango e nel gelo con l’intento di scappare da quell’arma devastante. Osservando come l’altro le si buttò letteralmente sopra optò per mollargli un calcio sull’elmo così da rallentarlo, ma inutilmente. Abbandonata l’idea di massacrarla con il martello, il guerriero la schiacciò con il proprio peso in modo da bloccarla. Afferrandole la gola con entrambe le mani iniziò a premere furiosamente.

Il respiro della ragazza si bloccò di colpo e con tutta se stessa cercò di resistere a quel tentativo di farla fuori. Scalciò, picchiò, le sembrò anche d’aver graffiato un pezzo d’armatura pur di non arrendersi. Viola in viso, sentì l’energia andare via, via sciamando. La stretta dell’uomo era ferrea, tanto che iniziò ad accogliere l’idea di morire in quel posto sperduto prima d’aver concluso la sua vendetta. Si odiò per essere stata così ingenua e quando vide le sue braccia cadere pesanti tra la neve comprese che tutto era ormai perduto.

«Il mio signore gioirà della tua morte.» Urlò il gigante.

La voce dello sconosciuto risuonò lontana e distante, ma ciò che vide le riempì il cuore di gioia. Come sbucata direttamente dal cielo, una spada luminosa scivolò orizzontalmente lungo il collo dell’assalitore, staccandogli la testa di netto. Schizzi di sangue imbrattarono il volto di Meera mentre la presa sulla gola cessò immediatamente e tra un conato e l’altro, la donna vide il volto severo del suo salvatore: Alucard. Mai prima d’ora fu felice d’averlo incontrato e quando lo vide porgergli la mano non fece altro che afferrargliela e issarsi sul suo cavallo. Spada recuperata, lo fissò con ammirazione.

«Stai bene?» Domandò l’uomo in evidente apprensione.

«S-sì, non preoccuparti. Dobbiamo respingerli.» Rispose nel contemplare lo scenario che si parava innanzi a loro.

Una moltitudine di uomini si ammazzava come se non vi fosse un domani, mentre il dragone della donna faceva piovere una calda morte dal cielo. I corpi disseminati ovunque non lasciavano troppo spazio alla fantasia su quanto brutale dovesse essere quello scontro, ma quando videro i primi nemici ritirarsi un sospiro di sollievo scivolò nell’aria gelida. I ribelli erano riusciti in un modo o nell’altro a respingere i loro assalitori e questo era per gran parte merito del drago color porpora e della morte di quell’immenso guerriero.

Avevano vinto, ma sapevano tutti che questo era solo l’inizio…

Il primo assalto si è concluso e adesso è tempo di contare i morti e fare il punto della situazione, nel prossimo capitolo...

  • Meera vola via con il drago per schiarirsi le idee. (0%)
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  • Alucard si incontra con gli ufficiali e decino un piano d'azione. (0%)
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  • Alucard e Meera restano da soli... (100%)
    100
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14 Commenti

  1. Ciao!! 😀
    Facciamo uno scontro medio, dai! Tanto, secondo me, Velkan da solo basta e avanza a farli fuori tutti! XD
    Molto avvincente questo inizio di battaglia! Non mi aspettavo che Velkan li attaccasse così presto! Ora sono curiosa di sapere cosa succederà!!
    Alla prossima!!

  2. Ciao Fabio!
    Sono contenta di vedere che hai iniziato la terza parte! *^*
    Ottimo riassunto! La storia è già entrata nel vivo e si percepisce nell’aria che la battaglia finale è imminente! Il titolo del racconto promette grandi cose e scontri spettacolari! Mi piace molto!
    Per il prossimo capitolo, voto che l’alba li saluta con colori magnifici.
    Bravo come sempre! A presto! 😉

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