La saga di Araldian – III. L’era del Drago

Dove eravamo rimasti?

Il primo assalto si è concluso e adesso è tempo di contare i morti e fare il punto della situazione, nel prossimo capitolo... Alucard e Meera restano da soli... (100%)

Quiete...

Il sole era ormai alto nel cielo, tanto che l’intera vallata appariva irradiata dai caldi raggi dell’astro diurno. Il combattimento aveva avuto breve durata, ma l’entità dei danni causati dagli assalitori si erano rivelati più ingenti del previsto. Duecento uomini avevano perso la vita nell’assalto e non meno di cento riportavano serie ferite che gl’impedivano di combattere. Difficile dire se i ribelli avessero segnato una vittoria o accusato una sconfitta, ma di certo non potevano dirsi soddisfatti del risultato ottenuto. Consapevoli del fatto che se non vi fosse stato il dragone di Meera a supportarli, a quest’ora la battaglia per il nord sarebbe finita da un pezzo. Avanzando tra alcuni gruppi di soccorso, Alucard non fece caso ai guerrieri intenti nel rimuovere le macerie della frana così da riprendere la marcia. Troppo intento a cercare la donna del sud, evitò volontariamente d’incrociare ogni sguardo o possibile distrazione da parte dei presenti. Voleva lei e doveva trovarla.

Come un’ombra indistinta, l’uomo riuscì a uscire dalla zona dello scontro senza destare particolare interesse nei suoi compagni. Avendo visto il cavallo della giovane dirigersi verso una zona meno affollata, Alucard optò per seguire il proprio istinto. Camminò per qualche minuto tra la vegetazione limitrofe facendo attenzione a non sprofondare nella neve presente, infine la vide. Seduta sul bordo di un ruscello, la giovane se ne stava in disparte a contemplare le meraviglie che la circondavano. Il viso rosso per la violenza subita in precedenza s’intonava alla perfezione con i crini color rubino attorno allo stesso. Con un sospiro il giovane scosse il capo, maledicendosi per dover rovinare la quiete di uno spettacolo tanto perfetto. Il rumore dell’acqua faceva da sfondo al suono della foresta e quel corpo così attraente non poteva far altro che accompagnare il panorama attorno a loro quasi fosse stato il protagonista di un dipinto pregiato.

«Stai bene?» Domandò il Von Hegle avvicinandosi.

«Sì.» La risposta non tardò ad arrivare, ma il timbro con la quale lo raggiunse lo fece desistere dall’avvicinarsi ulteriormente.

«Volevo sapere solo come stavi, se vuoi stare da sola posso andarmene…»

«Per poco non fallivo, Alucard. Troppo orgogliosa e sicura di me ho lasciato che la situazione ci sfuggisse di mano.»

Vedendola alzarsi, l’uomo non mosse un muscolo ma si fece raggiungere dall’unica creatura in grado di confonderlo. Anche con l’ematoma sul collo e le labbra sporche di sangue, Meera rimaneva una giovane guerriera impossibile da ignorare. Il ricordo di Kassandra premeva violentemente nella sua mente, riconoscendo il lei una somiglianza con la sorella impressionante.

«Non hai nulla da rimproverarti, quei soldati sono sbucati all’improvviso e non potevamo fare niente.»

La mano che salì verso il proprio volto lo lasciò perplesso, ma la delicatezza con la quale la cavallerizza gli sfiorava la guancia sinistra fu ben accolta. Il tocco della donna era moderato, del tutto privo di quella violenza con la quale l’aveva vista battersi poche ore prima. Notando le nuvolette chiare fluttuare innanzi al volto di entrambi, l’Araldo della ribellione si ricordò del gelo che li avvolgeva così d’avvertire un lungo brivido per tutta la schiena. Occhi negli occhi, corpi a un soffio di distanza.

«Non preoccuparti Alucard, non riaccadrà più. Piuttosto ti ringrazio per avermi aiutata.» Concluse con un mezzo sorriso. Sollevandosi sulle punte dei piedi, il seno protetto sotto l’armatura sfiorò il petto dell’uomo prima che le labbra dei due si unissero in un contatto inaspettato. In quel momento il tempo sembrò arrestarsi, così come ogni pensiero logico del ribelle prese a scomparire da un cerebro in costante lavoro. Quel bacio lo disarmò, ferendolo e curandolo allo stesso tempo. Le labbra della donna erano morbide, irregolari in vari punti per i tagli creati, ma ugualmente desiderabili. Consapevole di non aver mai provato nulla del genere, il nordico si scoprì aver desiderato quel momento da tutta una vita. Fu come baciare Kassandra, stare di nuovo con lei senza l’ombra demoniaca del fratello nei paraggi. Inizialmente immobile per la sorpresa, le mani scivolarono quasi automatiche sui fianchi della ragazza.

 «Ti ho sempre amata.»

Lo sguardo di lei brillò per pochi attimi.

«No, hai sempre amato mia sorella, ma va bene così.»

Ritornando a posar i piedi a terra, Meera fece per allontanarsi, ma incapace di darsi una spiegazione notò le mani dell’uomo ancora poste a cingerle la vita. Il suo sguardo ne invadeva prepotentemente l’anima e lei ebbe un fremito.

«Promettimi che dopo aver ucciso Velkan, ti fermerai in queste terre.»

Sorpresa, l’idea di trovare un po’ di pace non le dispiacque affatto, tanto che annuì con disinvoltura.

«E mettere radici qui? Cosa mi proponi mio lord, una fattoria con tanti bambini a cui badare?»

Risero entrambi, risero come se la guerra fosse un ricordo lontano.

I due protagonisti si prendono del tempo per loro mentre il passaggio viene sgomberato dai soldati. Nel prossimo capitolo....

  • ...una nuova ondata di nemici attacca il gruppo. (0%)
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  • ...i ribelli raggiungono finalmente le porte della città. (100%)
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  • ...Velkan fa la sua comparsa. (0%)
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14 Commenti

  1. Ciao!! 😀
    Facciamo uno scontro medio, dai! Tanto, secondo me, Velkan da solo basta e avanza a farli fuori tutti! XD
    Molto avvincente questo inizio di battaglia! Non mi aspettavo che Velkan li attaccasse così presto! Ora sono curiosa di sapere cosa succederà!!
    Alla prossima!!

  2. Ciao Fabio!
    Sono contenta di vedere che hai iniziato la terza parte! *^*
    Ottimo riassunto! La storia è già entrata nel vivo e si percepisce nell’aria che la battaglia finale è imminente! Il titolo del racconto promette grandi cose e scontri spettacolari! Mi piace molto!
    Per il prossimo capitolo, voto che l’alba li saluta con colori magnifici.
    Bravo come sempre! A presto! 😉

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