La saga di Araldian – III. L’era del Drago

Dove eravamo rimasti?

I due protagonisti si prendono del tempo per loro mentre il passaggio viene sgomberato dai soldati. Nel prossimo capitolo.... ...i ribelli raggiungono finalmente le porte della città. (100%)

Assalto alla porta principale.

Immense erano le porte della capitale, alte più di dieci metri e affiancate da mura di pietra delle medesime dimensioni. Oltre le merlature color grigio scuro, centinaia di soldati trattenevano nelle mani i propri archi, tutti pronti a mietere più vittime possibili tra quei ribelli disperati. L’imboscata aveva abbassato il morale delle truppe e la vista delle fortificazioni fecero il resto per abbattere ogni speranza di vittoria. Dove gli arcieri torreggiavano sulle mura cittadine, altrettanti soldati presidiavano il portone principale, chiusi in una formazione serrata. Velkan aveva deciso d’accoglierli con la fanteria pesante della città e, laddove le spade non sarebbero bastate, le frecce avrebbero completato lo sterminio.

«In questo modo ci ammazzeranno tutti.» La voce di un ufficiale richiamò l’attenzione di Alucard che, dato di speroni, lo raggiunse velocemente.

«Da quando un paio di archi sono diventati un problema? Ci siamo spinti troppo oltre per ripensarci.» Determinato, lo sguardo brillò da sotto l’elmo di metallo nel contemplare in lontananza il palazzo governativo. Avrebbe raggiunto suo fratello a ogni costo e non si sarebbe fermato davanti a niente.

Galoppando in testa alla colonna sguainò la spada con un gesto elegante e del tutto naturale, sfrecciando sul pallido stallone quasi fosse una folgore color neve. Ogni sguardo era su di lui e questo lo sapeva bene. Tutto il nord lo stava guardando e quella battaglia avrebbe segnato la fine o l’inizio per quelle terre che tanto amava. Sospirando tirò le redini e con una fiera postura si voltò verso i soldati in marcia. Sul fianco destro vi era disposta la cavalleria munita di spada e picche, atta a rapidi assalti per spezzare le file nemiche e ritirarsi velocemente. Al centro la fanteria si presentava in modo nettamente più pesante, brandendo spade lunghe e scudi a torre con armature d’acciaio dal pesante aspetto. Nelle retrovie invece, gli arcieri fungevano come copertura agli uomini avanti a loro. Tutto era in ordine, specie la posizione del dragone rosso sopra di loro insieme a Meera.

«Fratelli miei! Il tempo della liberazione è giunto e per amor degli dei vi prometto che la vittoria è a portata di mano! Oltre quelle mura la tirannia attende la nostra sconfitta, ma non lo permetteremo!» Il discorso echeggiava ovunque, iniziando a riscaldare i cuori di coloro che sino a un attimo prima avrebbero preferito deporre le armi. «Per anni la nostra patria ha sofferto la crudeltà di un credo invasore, per anni siamo stati costretti a piegare il capo innanzi al dominio di fanatici e subdoli traditori! Adesso è il tempo in cui il nord ritroverà la propria indipendenza! Brandite le armi fratelli miei e combattete per le vostre famiglie, per le vostre case e per la vostra terra! Combattete per il nord!» L’urlo di guerra che seguì l’invito esplose in un boato assordante, reso vivente dal rumore degli zoccoli della cavalleria.

Alucard diede di speroni e come posseduto da uno spirito fece voltare il cavallo così da spingerlo al galoppo verso le mura cittadine. Dietro di lui tutti i cavalieri iniziarono a seguirlo come un sol uomo e così anche la fanteria a piedi. Da sotto l’elmo l’umano vide il purpureo dragone planare sopra di sé dopo un potente ruggito, così da far esplodere una cascata di fuoco sopra le mura della città.

Dozzine di arcieri perirono all’istante, ma altrettanti riuscirono a incoccare le frecce e scagliarle verso l’esercito alla carica.

Il tempo si eclissò e il sole scomparve per breve tempo dietro le sottili bacchette che precipitavano contro di loro. Attaccare in quel modo era stato da pazzi, ma l’audacia mostrata avrebbe certamente indebolito il morale del nemico e lui puntava a ridicolizzare la fragile fedeltà di quei soldati nei confronti del fratello. Le frecce sfilarono accanto a lui, ma dozzine di cavalieri crollarono rovinosamente a terra colpiti da quel diluvio di morte. Non si fermarono.

Indemoniati galopparono verso i soldati posti all’ingresso mentre il dragone mieteva altre vittime e in breve la battaglia iniziò.

Mirando al centro della prima linea, il cavallo di Alucard sfondò le difese dei soldati così da farsi largo tra i corpi spezzati dei soldati attorno a sé. Alle sue spalle poteva avvertire i propri compagni imitarlo, investendo i primi guerrieri con la furia dei loro cavalli. Dove la potenza degli stalloni non era sufficiente, picche e spade giungevano a supporto dei militi così d’assicurarsi un solido passaggio verso l’ingresso.

La spada dell’uomo colpiva automaticamente ogni vita senziente attorno a lei e così Alucard si sentì invincibile. Sporco da capo a piedi di sangue nemico, l’Araldo sfrecciò verso le ultime file di militari. Era possibile vincere? Lo sperò con tutto sé stesso, ma qualcosa andò storto. Improvvisamente lo stallone si bloccò per via di una freccia comparsa nella spalla destra e il giovane fu letteralmente catapultato in avanti.

Il dolore con il terreno fu atroce e l’oscurità l’inghiottì d’improvviso.

Lo scontro è iniziato, ma di Velkan nessuna traccia. Meera e il suo dragone intanto...

  • Impassibili agli eventi lottano come concordato, attenendosi al piano originale. (Via della giustizia.) (0%)
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  • Proseguono lo scontro, ma nel vedere Alucard a terra optano per soccorrerlo. (Via del sacrificio.) (0%)
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  • Continuano a combattere, ma qualcosa cattura la loro attenzione. (Via del dolore.) (100%)
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14 Commenti

  1. Ciao!! 😀
    Facciamo uno scontro medio, dai! Tanto, secondo me, Velkan da solo basta e avanza a farli fuori tutti! XD
    Molto avvincente questo inizio di battaglia! Non mi aspettavo che Velkan li attaccasse così presto! Ora sono curiosa di sapere cosa succederà!!
    Alla prossima!!

  2. Ciao Fabio!
    Sono contenta di vedere che hai iniziato la terza parte! *^*
    Ottimo riassunto! La storia è già entrata nel vivo e si percepisce nell’aria che la battaglia finale è imminente! Il titolo del racconto promette grandi cose e scontri spettacolari! Mi piace molto!
    Per il prossimo capitolo, voto che l’alba li saluta con colori magnifici.
    Bravo come sempre! A presto! 😉

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