La saga di Araldian – III. L’era del Drago

Dove eravamo rimasti?

Lo scontro è iniziato, ma di Velkan nessuna traccia. Meera e il suo dragone intanto... Continuano a combattere, ma qualcosa cattura la loro attenzione. (Via del dolore.) (100%)

Soccorso!

Quando le urla dei guerrieri esplosero sul campo di battaglia il dragone ruggì così forte da scuotere le fondamenta stesse delle mura cittadine. A centinaia crollarono sotto l’impeto della bestia, consapevoli che quella creatura alata poteva capovolgere l’esito della battaglia. Il drago planava sulla schiera di soldati alleati rinvigorendo gli spiriti affranti prima di sprigionare una cascata di fuoco sui rivali dietro le alte mura. Le frecce s’incenerirono, le armature si fusero e gli animi dei difensori iniziarono a spezzarsi così come le spade brandite nelle ormai nere mani. Il volo della mitologica figura era rapido ed elegante, in grado di spingere l’immenso corpo in una direzione per poi cambiarla improvvisamente senza che le membrane cartilaginee delle ali subissero una violenta pressione.

«Dobbiamo tenere gli arcieri occupati.» Urlò Meera alla bestia prima di stringere con vigore le redini della sella e costringere il compagno a scendere di quota nuovamente verso le mura.

Come un fulmine color rubino il drago sfiorò la merlatura di pietra con il grosso ventre così da travolgere con l’imponente stazza tutti gli uomini appostati dietro queste e liberare una grossa porzione difensiva. Le urla dei soldati echeggiarono ovunque riempiendo le orecchie della donna che con uno strattone alle briglie obbligò il dragone a una rapida virata verso il campo di battaglia. Tutto sembrava svolgersi per il meglio: i soldati con le picche e gli armamenti leggeri tenevano impegnato il grosso dell’esercito rivale mentre quelli pesantemente corazzati sfondavano le file sul fronte insieme ai cavalieri, insieme ad Alucard…

Quando la donna vide il nobile crollare al suolo sotto il peso del suo cavallo il cuore di Meera perse un battito e, temendo di perdere l’unica persona in grado di farle provare emozioni reali decise di abbandonare ogni razionalità così da correre in suo soccorso. Il piano cambiò improvvisamente ed eccola dirigere il rubino alato verso la zona in cui il Von Hegle era stato abbattuto. La planata durò relativamente poco e come la cavalcatura toccò terra la donna scese dal dorso del drago con un rapido balzo atterrando a una decina di metri dal giovane.

«Alucard!»

Il corpo del condottiero a terra riempiva la totalità del suo sguardo e quando qualche eroico soldato cercò di frapporsi tra lei e l’uomo che amò sua sorella non ci volle molto per abbatterlo. Le braccia e le gambe si muovevano da sole e come sentì l’acciaio della propria spada tranciare la pelle dei guerrieri come burro si domandò quando ebbe la prontezza d’impugnarla. Correndo verso Alucard, Meera poté notare come nessun soldato della fazione alleata si strinse attorno al corpo del ragazzo per difenderlo e la cosa la lasciò perplessa eppure non ebbe il coraggio di generar ipotetiche congetture perché in breve lo raggiunse.

Era al suolo, ma vivo.

Lo sguardo confuso cercava qualcosa a cui aggrapparsi mentre le deboli braccia arrancavano nel fango e nel sangue nel vano tentativo d’issarsi dal suolo. «Grazie ad Armes sei vivo!» Esclamò la donna cercando di aiutarlo ad alzarsi. «Dobbiamo convergere verso le porte, ho indebolito le loro difese.» Concluse puntando lo sguardo in direzione delle mura in fiamme.

La battaglia infuriava attorno a loro.

Corpi crollavano sotto ilo sguardo dei due e pile di cadaveri s’accumulavano un po’ ovunque creando un apocalittico scenario di guerra. Avrebbero vinto? Sarebbero davvero riusciti a espugnare quella città? Tutto sembrava dare ragione all’esercito invasore fino a quando un ruggito terribile bloccò ogni cosa. I soldati smisero per qualche secondo di battersi, le frecce cessarono di volare e ogni occhio s’alzò verso il cielo cupo e oscurato dai fumi della battaglia. Lontano da quella città qualcosa di terribile e impensabile prese forma: il dragone di Velkan con il suo padrone sopra scivolò sulle teste dei presenti carbonizzando le retrovie dei ribelli.

Alla vista dell’Imperatore i difensori si entusiasmarono iniziando ad incalzare gli invasori. Ancora una volta l’Oscuro signore li aveva messi alle strette prevedendo ogni cosa e costringendoli adesso in una morsa mortale. Davanti a loro l’esercito difensore cercava di respingerli violentemente, dietro il dragone nero bruciava ogni cosa impedendo qualsiasi fuga.

«Siamo in trappola!» Disse Meera ad Alucard cercando negli occhi del ragazzo una speranza. Non sarebbero morti così, schiacciati da due fronti e sopraffatti dalle loro paure.  I soldati attorno a loro spingevano verso le mura mentre la nera creatura portava distruzione alle loro spalle.  «L’unico modo è affrontare tuo fratello!» Gli occhi della donna si puntarono su Velkan e, abbandonando Alucard corse verso il proprio drago salendoci in groppa.

«Sfondate quelle fottute porte, al bastardo penso io.» Concluse convinta prima di spiccare il volo in sella al bestione verso l’Imperatore; verso il proprio destino.

Velkan è finalmente giunto mettendo i ribelli in una posizione di svantaggio. Nel prossimo capitolo come si metteranno le cose?

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14 Commenti

  1. Ciao!! 😀
    Facciamo uno scontro medio, dai! Tanto, secondo me, Velkan da solo basta e avanza a farli fuori tutti! XD
    Molto avvincente questo inizio di battaglia! Non mi aspettavo che Velkan li attaccasse così presto! Ora sono curiosa di sapere cosa succederà!!
    Alla prossima!!

  2. Ciao Fabio!
    Sono contenta di vedere che hai iniziato la terza parte! *^*
    Ottimo riassunto! La storia è già entrata nel vivo e si percepisce nell’aria che la battaglia finale è imminente! Il titolo del racconto promette grandi cose e scontri spettacolari! Mi piace molto!
    Per il prossimo capitolo, voto che l’alba li saluta con colori magnifici.
    Bravo come sempre! A presto! 😉

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