L’amore di una madre

Dove eravamo rimasti?

A voi l'ultima scelta? apriamo la scatola. (75%)

I ricordi in scatola

Passava e ripassava le dita sullo stemma di famiglia senza decidersi ad aprire la scatola, la verità, a un soffio, intimoriva Fanny.

Fu Bruna a rassicurarla.

All’apertura un mucchio di foto la invase. Erano tutte sue: quelle che la ritraevano e quelle che aveva scattato.

«Era il suo modo per averti vicina» intervenne Bruna.

Fanny annuì e continuò a frugare. Scoprì varie lettere, una medaglia di metallo scurito dal tempo e un pezzo di stoffa grigio-verde con attaccata un’aquila. Con in mano gli oggetti, guardò la tata.

«Tuo padre era un militare, non chiedermi il grado, non ci ho mai capito niente» sospirò e continuò «nel ’43, l’anno peggiore, tua madre trovò un uomo ferito nella stalla. Era un soldato tedesco, invece di denunciarlo, lo soccorse e se ne innamorò. Una notte, durante i loro incontri clandestini, qualcuno li sorprese nel bosco sulle colline e sparò loro, ma un attimo prima, Frerich, questo il nome di tuo padre, forse guidato dall’addestramento militare, spinse tua madre nel fosso, salvandola».

«Chi ha ucciso mio padre?»

«Ti ho già dato una risposta».

«Tu devi dirmi la verità, non frasi di circostanza».

«Hai le lettere» affermò la vecchietta.

Fanny aprì varie buste, alcune erano di sua madre, altre di Bruna, confrontò le date e decise di partire dalla meno recente.

Cara Bruna,

i miei sospetti erano fondati, sono incinta. Non preoccuparti, non mi pento di nulla, in fondo questo bimbo è ciò che mi rimane di lui.

Non so cosa farò, i miei genitori mi hanno chiuso la porta in faccia, inutile tentare di convincerli le urla di mio padre le avranno sentite fino in città.

La pancia per il momento non si vede, ma la signora mi caccerà, proprio come i miei, appena si renderà conto di come stanno le cose.

Grazie per il tuo sostegno e per la tua leale amicizia.

Con amore,

tua Grazia.

Raggelata dalle parole, Fanny spostò lo sguardo sulla tata che le sorrise e le indicò di continuare.

Tra i botta e risposta epistolari delle due amiche, giunse a qualcosa che conosceva.

Cara Bruna,

ho deciso di accettare la proposta di Vittorio. Mi ha promesso di sposarmi e di mantenere il segreto della mia gravidanza, in cambio del mio consenso a far adottare il nascituro a sua sorella Rosalba.

Partiremo insieme per la loro casa di Firenze, al ritorno ad aver un figlio o una figlia sarà la contessa. Stanno già pensando a come farla sembrare incinta e diffondono la notizia nell’alta società.

Appena possibile torneremo e mi prenderà come dama di compagnia, così tutti penseranno che mi stia insegnando come ci si comporta in società, ma in realtà sarà un modo per soddisfare i bisogni del nascituro.

Rinunciare a fare la madre mi spaventata, ma saprò stargli vicina da zia, vigilerò sul suo futuro, che sarà sicuramente più ricco di quello che potrei dargli fuggendo da sola in città. Spero sia una buona scelta per il piccolo.

Fanny tirò su con il naso e interruppe la lettura guardando a terra. Brividi gelati le percorrevano la schiena facendola tremare, ma il freddo dicembrino non ne era responsabile. Riportò lo sguardo su quei caratteri scoloriti dal tempo e scorse gli accordi riportati nel testamento di Rosalba. Gli occhi, le si annebbiarono e un groppo le chiuse la gola. Non voleva piangere, si costrinse a continuare, passando di foglio in foglio. Qualcosa la lasciò senza parole.

Cara Bruna,

so che sai, Egisto era presente quando il fucile ha sparato. Nessuno si spiega l’accaduto, dicono che Vittorio non doveva essere li. Era di posta sulla piattaforma, come sempre, non tra le fronde vicino al cinghiale. Le indagini sono state veloci e hanno archiviato il tutto come incidente, l’unica che non ci crede è Rosalba. E’ convinta della mia colpevolezza.

Su questo, giuro, non ho nulla da rimproverarmi, anche se non nego di averci pensato più volte, dopo il racconto di guerra di quella notte alla tenuta, sotto l’effetto del vino di mio suocero.

Rosalba si attacca proprio a questo. Pensa che da quando ho scoperto che Vittorio ha sparato a Frerich quella maledetta notte, io abbia meditato vendetta.

In effetti non sbaglia, ma la mia punizione non era la morte per lui, ma riprendermi l’affetto della mia Federica, che con falsa tenerezza mi avevano portato via.

Nonostante non importi più a nessuno, Vittorio è morto e Rosalba l’ha cacciata, adesso che dispongo del patrimonio di mio marito, l’aiuterò a realizzare il sogno di fotografa. Mi sto muovendo per farla arrivare a Torino, grazie a Mariangela, (ti ricordi l’amica che acquistò la foto alla mostra?), potremmo essere in grado di farle aprire uno studio.

Un finto prestito potrebbe essere un buon inizio per convincerla a rimanere. Le mosse non sono ancora chiare per cui non aggiungo altro.

Spero di vederti presto, continua a mandarmi notizie

Tua Grazia.

Il pianto incontrollato le annebbiava la vista, non si era neppure accorta di essere rimasta sola, ma quando la porta del casale scricchiolò di nuovo, chiese:

«Perchè si è uccisa?»

«Non per tutto c’è la verità» disse la vecchia porgendole un bicchiere colmo di acqua.

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214 Commenti

  • Atmosfere, sentimenti, intrighi e misteri.
    C’è tutto nel tuo racconto. Miscelato con sapienza e rigore. Narrato con uno stile scorrevole e maturo. È la mia opinione, ovviamente. Brava, complimenti.
    Per quanto mi riguarda, in riferimento al commento di befana: sì, i misteri sono stati svelati o lasciati intuire a poco a poco. Il decimo è servito per avere la prova schiacciante. In certe situazioni si ha bisogno di conferme incontrovertibili, anche questo aspetto mi è piaciuto. Ok, ho capito tutto, sicuramente è così, ma… ne sono davvero sicura? Il decimo ha dato a Fanny questa certezza.
    Ciao, ci vediamo alla prossima

    • Grazie per i complimenti, concordo con voi quando dite cheil 10 “mette i puntini sulle i” e ci sta bene per finire la storia, ma come ho già detto sotto non nego che avrei preferito parlare degli anni avvenire, ma questo è solo il parere dell’autore!!! 🙂
      Alla prossima

    • Diciamo che più che un riassunto questo capitolo è una conferma, credo che le vicende erano già chiare, la fine era intuibile dalle date, dalle coincidenze, dalle parole di chi c’era. Almeno così credevo.
      Per il resto, posso immaginarmi Fanny che leggerà le lettere con calma, negli anni, rimuginando e fin quando sarà possibile chiederà a Bruna, magari non solo spiegazioni, ma racconti dei suoi genitori.
      Grazie per esserci stata.

  • Una scatola piena di lettere è tutto quello che resta a Federica del suo passato e delle sue origini. Non è molto ma sapere che era Grazia la sua vera madre penso possa esserle di grande consolazione. La storia, a mio avviso, meriterebbe di essere sviluppata fino a darle i connotati di un romanzo, sarebbe interessante, ad esempio, aprire una parentesi sui genitori di Federica e sulla loro storia d’amore, sulla notte dell’assassinio del suo papà, la convivenza forzata di Grazia e Rosalba in attesa della nascita del bambino. Scusami se mi sono permessa, ma questo racconto mi ha talmente affascinata che leggerei volentieri la versione estesa. Ovviamente la storia l’hai scritta tu, pertanto spetta a te l’ultima parola.
    Complimenti davvero.

    • Il tuo commento mi fa molto piacere, non nego che la storia qua ci sta stretta e esistono parti (es. rapporto con Sergej, vita studio fotografico, rapporto rosalba-fanny) che io avevo pensato di delineare che non hanno trovato spazio. Il romanzo l’ho pensato, un po’ intavolato…
      Vediamo il tempo ci dirà!
      Grazie comunque per il tuo sostegno.

  • Apriamo la scatola.
    Ciao Mrs, ho letto gli ultimi due insieme.
    Oddio, ma è una mia impressione o Bruna, tra le righe, dà qualche altra risposta a Fanny? No, apriamo la scatola, a questo punto voglio almeno sapere se ho capito bene.
    Ciao ciao

    • Lo sapevo che mi bacchettavi sulla tata, ho avuto la stessa sensazione mentre leggevo, ma mi sono detta, in quanto tata di famiglia nobile, qualcosa ha imparato, stando gomito a gomito con i nobili, quindi un po’ ho corrento un po’ ho lasciato.
      Convinto? 🙂
      Se proprio dobbiamo apriamo la scatola!

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