L’amore di una madre

Dove eravamo rimasti?

A voi l'ultima scelta? apriamo la scatola. (75%)

I ricordi in scatola

Passava e ripassava le dita sullo stemma di famiglia senza decidersi ad aprire la scatola, la verità, a un soffio, intimoriva Fanny.

Fu Bruna a rassicurarla.

All’apertura un mucchio di foto la invase. Erano tutte sue: quelle che la ritraevano e quelle che aveva scattato.

«Era il suo modo per averti vicina» intervenne Bruna.

Fanny annuì e continuò a frugare. Scoprì varie lettere, una medaglia di metallo scurito dal tempo e un pezzo di stoffa grigio-verde con attaccata un’aquila. Con in mano gli oggetti, guardò la tata.

«Tuo padre era un militare, non chiedermi il grado, non ci ho mai capito niente» sospirò e continuò «nel ’43, l’anno peggiore, tua madre trovò un uomo ferito nella stalla. Era un soldato tedesco, invece di denunciarlo, lo soccorse e se ne innamorò. Una notte, durante i loro incontri clandestini, qualcuno li sorprese nel bosco sulle colline e sparò loro, ma un attimo prima, Frerich, questo il nome di tuo padre, forse guidato dall’addestramento militare, spinse tua madre nel fosso, salvandola».

«Chi ha ucciso mio padre?»

«Ti ho già dato una risposta».

«Tu devi dirmi la verità, non frasi di circostanza».

«Hai le lettere» affermò la vecchietta.

Fanny aprì varie buste, alcune erano di sua madre, altre di Bruna, confrontò le date e decise di partire dalla meno recente.

Cara Bruna,

i miei sospetti erano fondati, sono incinta. Non preoccuparti, non mi pento di nulla, in fondo questo bimbo è ciò che mi rimane di lui.

Non so cosa farò, i miei genitori mi hanno chiuso la porta in faccia, inutile tentare di convincerli le urla di mio padre le avranno sentite fino in città.

La pancia per il momento non si vede, ma la signora mi caccerà, proprio come i miei, appena si renderà conto di come stanno le cose.

Grazie per il tuo sostegno e per la tua leale amicizia.

Con amore,

tua Grazia.

Raggelata dalle parole, Fanny spostò lo sguardo sulla tata che le sorrise e le indicò di continuare.

Tra i botta e risposta epistolari delle due amiche, giunse a qualcosa che conosceva.

Cara Bruna,

ho deciso di accettare la proposta di Vittorio. Mi ha promesso di sposarmi e di mantenere il segreto della mia gravidanza, in cambio del mio consenso a far adottare il nascituro a sua sorella Rosalba.

Partiremo insieme per la loro casa di Firenze, al ritorno ad aver un figlio o una figlia sarà la contessa. Stanno già pensando a come farla sembrare incinta e diffondono la notizia nell’alta società.

Appena possibile torneremo e mi prenderà come dama di compagnia, così tutti penseranno che mi stia insegnando come ci si comporta in società, ma in realtà sarà un modo per soddisfare i bisogni del nascituro.

Rinunciare a fare la madre mi spaventata, ma saprò stargli vicina da zia, vigilerò sul suo futuro, che sarà sicuramente più ricco di quello che potrei dargli fuggendo da sola in città. Spero sia una buona scelta per il piccolo.

Fanny tirò su con il naso e interruppe la lettura guardando a terra. Brividi gelati le percorrevano la schiena facendola tremare, ma il freddo dicembrino non ne era responsabile. Riportò lo sguardo su quei caratteri scoloriti dal tempo e scorse gli accordi riportati nel testamento di Rosalba. Gli occhi, le si annebbiarono e un groppo le chiuse la gola. Non voleva piangere, si costrinse a continuare, passando di foglio in foglio. Qualcosa la lasciò senza parole.

Cara Bruna,

so che sai, Egisto era presente quando il fucile ha sparato. Nessuno si spiega l’accaduto, dicono che Vittorio non doveva essere li. Era di posta sulla piattaforma, come sempre, non tra le fronde vicino al cinghiale. Le indagini sono state veloci e hanno archiviato il tutto come incidente, l’unica che non ci crede è Rosalba. E’ convinta della mia colpevolezza.

Su questo, giuro, non ho nulla da rimproverarmi, anche se non nego di averci pensato più volte, dopo il racconto di guerra di quella notte alla tenuta, sotto l’effetto del vino di mio suocero.

Rosalba si attacca proprio a questo. Pensa che da quando ho scoperto che Vittorio ha sparato a Frerich quella maledetta notte, io abbia meditato vendetta.

In effetti non sbaglia, ma la mia punizione non era la morte per lui, ma riprendermi l’affetto della mia Federica, che con falsa tenerezza mi avevano portato via.

Nonostante non importi più a nessuno, Vittorio è morto e Rosalba l’ha cacciata, adesso che dispongo del patrimonio di mio marito, l’aiuterò a realizzare il sogno di fotografa. Mi sto muovendo per farla arrivare a Torino, grazie a Mariangela, (ti ricordi l’amica che acquistò la foto alla mostra?), potremmo essere in grado di farle aprire uno studio.

Un finto prestito potrebbe essere un buon inizio per convincerla a rimanere. Le mosse non sono ancora chiare per cui non aggiungo altro.

Spero di vederti presto, continua a mandarmi notizie

Tua Grazia.

Il pianto incontrollato le annebbiava la vista, non si era neppure accorta di essere rimasta sola, ma quando la porta del casale scricchiolò di nuovo, chiese:

«Perchè si è uccisa?»

«Non per tutto c’è la verità» disse la vecchia porgendole un bicchiere colmo di acqua.

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214 Commenti

    • Concordo con te sul salto temporale, ma non importa va bene così. Sull’approfondimento ho delle idee, ma vediamo, non nego che l’idea di scrivere un libro mi affascina e mi spaventa, esattamente come quando ho cominciato a scrivere qui.

  • Atmosfere, sentimenti, intrighi e misteri.
    C’è tutto nel tuo racconto. Miscelato con sapienza e rigore. Narrato con uno stile scorrevole e maturo. È la mia opinione, ovviamente. Brava, complimenti.
    Per quanto mi riguarda, in riferimento al commento di befana: sì, i misteri sono stati svelati o lasciati intuire a poco a poco. Il decimo è servito per avere la prova schiacciante. In certe situazioni si ha bisogno di conferme incontrovertibili, anche questo aspetto mi è piaciuto. Ok, ho capito tutto, sicuramente è così, ma… ne sono davvero sicura? Il decimo ha dato a Fanny questa certezza.
    Ciao, ci vediamo alla prossima

    • Grazie per i complimenti, concordo con voi quando dite cheil 10 “mette i puntini sulle i” e ci sta bene per finire la storia, ma come ho già detto sotto non nego che avrei preferito parlare degli anni avvenire, ma questo è solo il parere dell’autore!!! 🙂
      Alla prossima

  • È un peccato aver dovuto riassumere tutti questi segreti, sacrifici, intrecci d’amore e odio in un solo capitolo. Fanny ha avuto le sue risposte, almeno una gran parte, può consolarsi sapendo che una famiglia amante l’ha avuta, anche se di nascosto.
    Bello

    • Diciamo che più che un riassunto questo capitolo è una conferma, credo che le vicende erano già chiare, la fine era intuibile dalle date, dalle coincidenze, dalle parole di chi c’era. Almeno così credevo.
      Per il resto, posso immaginarmi Fanny che leggerà le lettere con calma, negli anni, rimuginando e fin quando sarà possibile chiederà a Bruna, magari non solo spiegazioni, ma racconti dei suoi genitori.
      Grazie per esserci stata.

  • Una scatola piena di lettere è tutto quello che resta a Federica del suo passato e delle sue origini. Non è molto ma sapere che era Grazia la sua vera madre penso possa esserle di grande consolazione. La storia, a mio avviso, meriterebbe di essere sviluppata fino a darle i connotati di un romanzo, sarebbe interessante, ad esempio, aprire una parentesi sui genitori di Federica e sulla loro storia d’amore, sulla notte dell’assassinio del suo papà, la convivenza forzata di Grazia e Rosalba in attesa della nascita del bambino. Scusami se mi sono permessa, ma questo racconto mi ha talmente affascinata che leggerei volentieri la versione estesa. Ovviamente la storia l’hai scritta tu, pertanto spetta a te l’ultima parola.
    Complimenti davvero.

    • Il tuo commento mi fa molto piacere, non nego che la storia qua ci sta stretta e esistono parti (es. rapporto con Sergej, vita studio fotografico, rapporto rosalba-fanny) che io avevo pensato di delineare che non hanno trovato spazio. Il romanzo l’ho pensato, un po’ intavolato…
      Vediamo il tempo ci dirà!
      Grazie comunque per il tuo sostegno.

    • Direi che adesso ho scritto tutto nero su bianco, non nego che avrei preferito le altre due opzioni, ma qua il popolo è sovrano veramente!!! Infondo mi sono divertita a raccontare le vicende attraverso le lettere.
      Grazie per i tuoi consigli alla prossima.

    • Felice che sei passato. L’opzione che hai scelto purtroppo non è la più votata, ma mi piacerebbe ugualmente sapere qual’è il personaggio di cui ti piacerebbe conoscere il futuro.

  • Apriamo la scatola.
    Ciao Mrs, ho letto gli ultimi due insieme.
    Oddio, ma è una mia impressione o Bruna, tra le righe, dà qualche altra risposta a Fanny? No, apriamo la scatola, a questo punto voglio almeno sapere se ho capito bene.
    Ciao ciao

    • Si Bruna tra le righe da tutte le risposte a Fanny, la scatola serve a fare la prova del nove, oppure….
      Diciamo che non era la mia opzione preferita, ma “ubi maior..”
      Grazie per essere passata.

    • Lo sapevo che mi bacchettavi sulla tata, ho avuto la stessa sensazione mentre leggevo, ma mi sono detta, in quanto tata di famiglia nobile, qualcosa ha imparato, stando gomito a gomito con i nobili, quindi un po’ ho corrento un po’ ho lasciato.
      Convinto? 🙂
      Se proprio dobbiamo apriamo la scatola!

  • Di un omicidio e di un incidente… Ginetta fa riferimento a fatti e persone che ruotano intorno a Fanny, a lei il compito di tracciarne il filo conduttore. Sono sempre affascinata dalle tue metafore sottili che sanno ricreare la giusta suspense. Brava.

  • Salve mrsRiso. Interessante questo ottavo capitolo..
    Tra altro episodio che si ricollega ai primi due capitoli iniziali della storia.
    Per cui, le nebbie iniziano a diradarsi..
    Dalla cena e dalla vecchietta Fanny può iniziare a farsi un’idea di quelo che può essere accaduto.
    La vecchietta parla di bambini, di incidente.. e quindi.. potrebbe essere stata Fanny stessa a premere il grilletto?

    Penso che Bruna racconterà a Fanny deu due incidenti. 😉
    Intanto complimenti.

  • un omicidio e un incidente, così ci sta tutto.
    L’episodio mi è piaciuto molto, e se ha aumentato i dubbi di Fanny, forse ne ha tolto qualcuno a me. 🙂
    Mi chiedo solo se Ginetta ha davvero perso tutta la testa o ci gioca un po’.
    Però ci sono molti più refusi che nelle tue abitudini, hai pubblicato in fretta o le emozioni di Fanny ti stanno contagiando e ti distraggono? 😉

    • I refusi li ho notati dopo la pubblicazione, faccio un enorme fatica a correggerli durante le riletture. Non sono capace di fare l’editing dei miei lavori. (Cerco consigli, se esistono)
      Mi impegnerò, ma al momento non ho scuse!!! 😉
      Posso cogliere al balzo l’appiglio che mi dai affermando che, come dici tu, è colpa di Fanny e delle sue emozioni!!! 😉
      Spero che il pezzo sia comunque carino e chiarificatore…. 🙂

      • Che il capitolo è ottimo l’avevo già scritto, ero solo stupita dei refusi molto presenti perché non ricordavo trovarne spesso nelle tue pagine.Quanto ai suggerimenti, devono essercene di preziosi, ma io non li conosco: leggo decine di volte e mi sfugge sempre qualcosa. L’unica cosa che faccio è cercare di far passare un paio di giorni almeno prima di rileggere per l’ennesima volta. Ma non basta.
        C’è sempre più suspense in quest’ultima parte di racconto.
        Ciao

  • La confusione mentale di Ginetta confonde anche il lettore, ma ci sta perché è un effetto voluto. Fanny ne ha capito quanto noi, cerca di mettere insieme un puzzle a cui mancano tante tessere. Bruna le accennerà a un incidente e a un sospetto omicidio. Non credo in effetti che racconterà per filo e per segno perché probabilmente non ha prove concrete. Secondo me, ai fini del racconto, sarebbe giusto che accennasse soltanto al presunto omicidio, dopotutto non sono argomenti da sviscerare a cuor leggero. Non vorrei sembrare paranoico sul concetto di verità, ma Fanny dovrà farsi una sua idea di verità, non può affidarsi al racconto di Bruna. Dovrà mettere insieme le tessere che le forniscono gli altri per mettere su un puzzle comunque rabberciato nel quale potrà alla fine riconoscere una parvenza di verità.
    Brava Mrs, soprattutto se non cadrai nel tranello dello spiegone finale.

    • La verità è quella dei vincitori, quella che fa andare avanti la storia perchè viene raccontata a maggioranza, almeno a mio avviso.
      Vedremo cosa ci racconterà Bruna.
      Grazie per il brava, farò del mio meglio.

  • Ciao, un po confusionaria Ginetta però forse ha rivelato qualcosa di importante che Fanny analizzerà in seguito….Parlando con Bruna, scoprirà di un incidente e di un omicidio

  • Direi che a questo punto sentirei cosa ha da dire Ginetta, quindi la farei mangiare con Sara.
    Sempre molto vivide le immagini che mostri ed efficace la trama, complimenti. Inoltre la copertina è bellissima e decisamente meritata 😉

    • Whaoo, quanti complimenti tutti insieme!!
      La copertina mi piace molto, sul fatto che sia meritata non mi esprimo, dico solo che sono contenta di averla.
      Per fortuna hai votato Ginetta sto quasi per pubblicare il prossimo, e sconvolgimenti della classifica, sarebbero difficili da gestire. 😉

  • Sempre più intricata la ricerca di Fanny..
    Penso sia un merito dell’autrice. 😉
    Quindi fascicolo aperto; letto, ma nessun nome.. uhm
    Insomma, una famiglia tormentata da incidenti e da suicidi.. povera Fanny.
    Adesso sono curiosissimo di scoprire il resto della storia.
    Bravissima come sempre mrs.Riso.

  • Ho avuto anch’io qualche difficoltà a seguire la trama… complice un cucciolo che mi sta attaccato alla caviglia e non accenna a lasciarmi concentrare? 😀 Ho letto due volte l’episodio ma non sono riuscita a riallacciare tutte le informazioni. Immagino sia voluto ma mi ha lasciato un po’ spaesata. Scrittura impeccabile come sempre, spero in qualche mistero svelato e voto Ginetta. ^__^

  • Alcuni passaggi mi sono oscuri, ma vabbè… sarà sicuramente colpa mia. Aspetto il prossimo capitolo, con Sara. Perché tra le opzioni non c’è Bruna?

    • Sono oscuri per il mio italiano o per vicende non svelate? Nel secondo caso alla fine sarà tutto chiaro, almeno spero. Nel primo mostrami pure i miei errori.
      Bruna è rimasta indietro per il modo in cui io ho pensato la storia, spoilerando aggiungo non è vero che non c’è.

      • Oscuri per le vicende non svelate, per il nesso che mi sfugge tra la signora altezzosa e gli zii di Fanny, per la conclusione: tre indizi (?) fanno una prova.

        • Le prime due verranno in seguito, è bene che tu non abbia capito, ma solo intuito che ci sono delle connessioni. Mi piace che i dubbi che volevo insinuare siano arrivati.
          Il terzo per tre indizi pensavo: la foto acquistata,i primi successi a Torino e l’essere stata, cacciata di casa tutto in relazione alle vicende degli zii.
          Forse non si capisce bene dall’esterno, dovevo spiegarmi meglio.
          Parlare con te è illuminante, certe volte, devo pensare più alla visione del lettore e meno alla storia.
          Spero di imparare, cmq i tuoi commenti punzecchiatori ( 🙂 !) stimolano l’analisi.
          Devo riuscire a farli sa sola!!!

  • Visto che Anna l’aveva già stordita di chiacchiere senza darle in formazioni fondamentali, io direi di provare con Sara e Ginetta. Non ho assolutamente capito il ruolo degli zii e adooooro i misteri che non riesco a districare. Sta diventando quasi un giallo! 🙂

    • SI un po’ giallo l’ho immaginato, sul finire mi trovo a dare molte spiegazioni spero di riuscirci.
      Gli zii hanno una ruolo, ma non sono i soli, tutto presto si chiarirà.
      A presto!!!

  • Continua a piacermi il tuo racconto.
    L’atmosfera della casa è ben descritta, così come le reazioni dei due (Alvaro e Fanny).
    Curioso il riferimento ai bozzetti di Guttuso, in apparente contraddizione con l’ambiente circostante.
    Le tre opzioni sembrano buone ma voto che non risponde…
    ciao

    • Sono contenta che ti piacia ancora, spero che rimarrai fino alla fine.
      Grazie per i complimenti, mi fa molto piacere quello che dici, perchè essere credibile è molto importante per una storia, a mio avviso.
      Alla prossima.

  • Fanny risponde a Sergej
    La storia si intreccia e si fa intrigante. Mi è piaciuto molto il dettaglio dei Guttuso sulla parete, promiscui con gli avi bacchettoni.
    Ciao ciao

  • Non rispose: è venuta per avere delle risposte e ha quel fascicolo davanti agli occhi.
    Bellissima l’immagine dei bozzetti di Guttuso accanto ai ritratti degli avi. Un’altra conferma delle incoerenze dei “genitori” di Fanny.
    Dai, cominciamo a frugare nei segreti.
    alla prossima

  • Un tocco di classe alla Mrs Riso..
    Bel capitolo.
    Mi è piaciuto molto la prima parte con la descrizione di alcuni dettagli.
    mentre la seconda parte con Alvaro mi è parsa un pò “ingolfata”…
    ( probabilmente dovuta al tipo di formattazione)
    cmq, avrei preferito qualche pausa di riflessione.
    OK voto per la prima opzione.
    Alla prossima

    • Grazie per i complimenti. Cosa intendi con ingolfata? Punteggiatura errata? Poche pause? Non nego di essermi trovata un po’ in difficoltà a riportare le parole di terzi in bocca ai protagonisti, cercando di essere chiara.
      Per la riflessione concordo e credo che ci sarà se continua a vincere l’opzione del fascicolo. Spoilero dicendo che Fanny leggerà il fascicolo da sola, riflettendo…
      Alla prossima. 🙂

  • Sfruttiamo l’onda e non rispondiamo al telefono 😀
    Deve leggere quei fascicoli. Dobbiamo noi, con lei, anche se personalmente parlando immagino cosa possa esserci scritto, e questo non fa altro che sprigionare ulteriore curiosità 😀

    • Volevo dare l’impressione che Rosalba fosse una donna che qualche stranezza l’aveva, visto che fino ad adesso l’avevo descritta come una bacchettona.
      Spero di esserci riuscita.
      Alla prossima.

  • Fanny non risponde. Non credo che lo farebbe in presenza di Alvaro e poi è troppo concentrata sul fascicolo.
    Episodio molto ben costruito. Mantieni, senza cedimenti, anzi accentuandolo con il colpo di scena romantico, questo stile feullietton che hai scelto fin dall’inizio. Sia chiaro: il genere è ormai in disuso, ma tu lo gestisci benissimo e senza eccessi. Apprezzo.

    • Grazie per i complimenti. Il termine feullietton accostato al mio racconto mi fa sorridere, ma in un certo senso hai ragione. L’ho trovato la prima volta in una recensione di un famoso romanzo. Era “Rebecca, la prima moglie” spero di avere un decimo del suo successo e della sua immortalità.
      Per il disuso come dico in altri ambienti e in altre situazioni: io non seguo la moda, ma la detto!! 😉
      Alla prossima !!!

  • Alvaro… la sua assunzione sull’indicazione del precedente fattore potrebbe nascondere qualcosa secondo Funny, meglio vederci chiaro 😉
    Sai rendere molto bene l’atmosfera di mistero che aleggia nel racconto e che avvolge magicamente luoghi e personaggi, complimenti davvero.

  • Annina 🙂 Sa più di quel che dice!
    Leggendo questo capitolo mi sembra di essermi immerso in uno di quei film ambientati nei tempi antichi, in cui la donna di città arriva in provincia. Ognuno sa qualcosa ma non vuole metterla al corrente dei pezzi di puzzle che compongono la sua storia, e il mistero si infittisce, con il prosieguo della storia!
    Brava 🙂

  • Molto scorrevole questo capitolo e molto bella la descrizione iniziale. Mi sa che un po’ tutti sanno … facciamo due chiacchiere con Alvaro…pizzicando un po’ qui e un po’ lì, son certa scopriremo molte cose. 😉

  • Buongiorno MrsRiso..
    Bel capitolo.. peccato per quelle >> << che secondo me, pasticciano un pò tutti i dialoghi.
    Ho notato anche alcuni refusi alla fine del capitolo.. nelle frasi:

    «I primi due anni dalla tua nascita, hanno vissuto in famiglia, se (ne) sono andati inseguito.»

    "Le parole di Annina aveva (avevano) ammutolito Fanny."

    Alla prossima 😉

    ps.- Voto Ginetta, mi piace il nome. (come mia cognata)

    • Sulle virgolette non so, la linetta che usavo prima non mi piaceva. I refusi che hai trovato sono vittime di correzione dell’ultimo minuto. Prima le frasi finali erano diverse e non entravano, ho cambiato in fretta con errori. Chiedo venia! 🙂
      Grazie per essere passato alla prossima.

    • I tuoi complimenti mi emozionano, sono felice che le mie parole riescono a rappresentare il ritorno dopo tanto tempo. Era importante rendere l’idea di ciò che prova Fanny.
      Grazie mille…

  • Ciao Mrs, lo stile è, come nel precedente racconto, molto piacevole da leggere, dosi bene le varie parti (dialogo, narrazione).
    Affronti un argomento complesso e interessante, e l’idea che il passato dal quale lei è sempre scappata sia una menzogna è ottima.
    “Federica, debole e divisa tra il voler e il dover essere, non aveva più ragione di esistere.” la frase che mi è piaciuta di più.
    Certo… che ti seguo 😉

  • “chiese un caffè senza volerlo” è una frase semplicemente perfetta.
    Mi piace l’idea che tutto crolli non tanto perché non sa chi siano i suoi genitori ma perché la sua vita era stata costruita in gran parte CONTRO un modello sociale cui credeva di appartenere e invece no. Davvero interessante.
    Sono d’accordo con AmoMarta sull’opinabilità della teoria del siamo soli responsabili di ciò che siamo. Certo, siamo responsabili delle nostre azioni e di chi siamo e come viviamo, ma è impossibile negare che da dove veniamo come siamo stati cresciuti, il nostro background influiscono fortemente su carattere, abitudini, comportamento, su ciò che siamo. Si può lottare contro, ma non sarà mai neutro e ininfluente. Scusa il papello: la formazione da sociologa ha preso il sopravvento! XD
    Dimenticavo l’opzione: certo!
    Ciao

    • Rispondo come a AmoMarta, concordo con quello che dici, ma voglio aggiungere il libero arbitrio di scegliere cosa fare una volta conosciuta la verità, anche se le nostre azioni sono soggette al pensiero inculcato da chi ci ha formato. Inteso come tutti coloro con cui veniamo a contatto, ovviamente con importanza diversa.
      Almeno credo…opinabile posizione ovviamente.

  • Risponde “Certo!”
    Storia scritta benissimo, avventura con un po’ di mistero, anche se immagino che Fanny sia collegata alla ragazza del primo capitolo, altrimenti, a che pro l’hai inserito? 🙂
    Mi piace molto come scrivi, le parole che scegli soprattutto!
    Complimenti, ti seguo (ovviamente!)

    • “Fanny sia collegata alla ragazza del primo capitolo, altrimenti, a che pro l’hai inserito?”
      Elementare Watson 😀
      Ma qual’è il collegamento? 😉 Non spoilerare però. Se lo sai, non dirlo!!
      Alla prossima, oramai ti aspetto!! 😉

  • Certo!

    ” … alla nostra età, quello che siamo possiamo attribuirlo a noi stessi, senza continuare a dare colpe o meriti ai nostri genitori, possiamo definirci persone, non solo figlie …”
    beh questo è un bel tema.
    Tuttavia di dirò che è opinabile… come ogni teoria, del resto. Quando si diventa adulti, da una parte siamo il prodotto di ciò che costruiamo, è vero, ma da un’altra siamo il prodotto di ciò che ci hanno distrutto intorno.

    Brava come sempre.

    • Concordo con quello che dici, ma la voglia di essere, può permette di ricostruire o almeno capire e evitare ciò che ci hanno distrutto intorno.
      Almeno credo…
      Grazie alla prossima.

  • Paura… troppo presto seguire l’istinto? Forse sì. 🙂 Mrs lo sai che adoro te e la tua scrittura, però questo capitolo non mi ha convinta… Alcuni passaggi sono belli e precisi, altri mi sembrano lasciati un po’ al caso, poco curati, trascurati… Una mia impressione, ovviamente. 🙂

    • le impressioni dei lettori sono importanti, non preoccuparti, la soggettività fa parte del leggere e dello scrivere. Se vuoi dimmi cosa potrebbe essere migliorato senza paura. Cercherò di fare il possibile!! 😀
      Alla prossima

  • Certo… Fanny non può avere ripensamenti a questo punto.
    Mi hai chiesto di dirti cosa penso della tua scrittura in un’ottica più ampia, per andare oltre questo sito. Anche se non credo che un commento sia il modo migliore per affrontare questo argomento, ti dirò brevemente ciò che penso (e ovviamente è solo il mio pensiero).
    Ho l’impressione che tu metta più cura in alcuni passaggi e ne tralasci altri. Ciò mi fa pensare a un tuo approccio emotivo alla scrittura: forse curi maggiormente ciò che è più vicino alla tua sensibilità. Avverto, insomma, una certa discontinuità di stile. Le parti meglio riuscite sono eccellenti, la scrittura è potente, molto efficace. Dovresti evitare di cadere nel descrittivo puro: la regola dello “show, don’t tell” è fondamentale. Fanny che chiede un caffè senza volerlo, che si guarda le mani con occhi nuovi, che butta la testa all’indietro come per lavarsi all’inesistente pioggia purificatrice va benissimo. La descrizione della Fanny svuotata, sbriciolata, accartocciata è invece un inutile appesantimento da melodramma. Come molti aspiranti autori, devi imparare a togliere il superfluo. “Tagliare” è un esercizio non facile ma è essenziale. Ogni volta che “descrivi” usando aggettivi e avverbi a profusione, fermati a pensare se puoi invece “mostrare” attraverso dettagli, gesti, circostanze. Nel caso dell’episodio odierno lo avevi già fatto, poi hai voluto strafare perché o non ti sei fidata della tua capacità di rendere lo stato d’animo di Fanny o perché volevi imporre a tutti i costi la tua visione al lettore. Non farlo, è comunque un errore che nessun editor ti perdonerebbe..
    Alla prossima.

    • Grazie per i consigli, so che un commento non è il massimo, ma è pur sempre un aiuto. Mi fa impressione ciò che dici non tanto per il consiglio in se, ma per la percezione che hai attraverso la mia scrittura. Io, pur leggendo molto non ho questa capacità di comprendere l’autore.
      Confermo che scrivo meglio ciò che è vicino a me, non necessariamente vicino come sensibilità. Semplicemente vicino come immaginazione. In breve se riesco a “vederlo”, posso riuscire a farlo “vedere” agli altri. Non mi accorgo a pieno della discontinuità, pur capendo che ci sono parti meno esaltanti.
      Tagliare lo faccio già e la frase che tu citi ( descrizione della Fanny svuotata…) non l’avrei tagliata mai perchè a me piaceva, ma è vero che l’ho messa perchè non mi fidavo della mia capacità di rendere lo stato d’animo e volevo essere sicura di essermi spiegata.
      Ascolterò i tuoi consigli, pur sapendo che è il tuo pensiero, perchè è soggettivo pure il voto degli editor… se un giorno…
      Alla prossima

  • Ebbene MrsRiso13, anche se dal 4 episodio, mi ritengo fortunata ad aver incontrato il tuo racconto! Tu praticamente sei il mio genere di scrittrice! L’ambientazione storica, gli eventi tragici subito dal primo capitolo, il tuo modo scorrevole ma elegante di scrivere sono tutto quello che amo in un racconto! Caspita se ti seguirò! Metterò anche l’opzione segui l’autrice, non posso perderti di vista! A presto.

  • Mi sono piaciute alcune frasi tra cui ” Quelle mani lunghe e perlacee che credeva aver preso da sua madre e quegli occhi azzurri che pensava dono di suo padre erano marchi di qualcun altro. L’austerità e l’eleganza di Rosalba, la dolcezza e la precisione di Antonio Maria non scorrevano in lei. Lei era un’altra cosa, lei era diversa. Loro, un giorno d’estate, si erano appropriati del diritto di plasmarla secondo i propri valori.
    In Fanny c’è un misto di malinconica dolcezza e determinazione, perché ormai ha intrapreso il coraggioso e difficile cammino della conoscenza di sé.
    però…voto viene colta improvvisamente dalla paura ecc ecc
    ciao
    🙂

  • Certo… penso voglia approfondire la conoscenza della levatrice, non può lasciarsi sfuggire un’occasione del genere, no? Chissà che non conosca i…
    Bello il confronto tra Fanny e Federica, corazza accartocciata una, divisa tra il volere e il dover essere l’altra, brava.

  • “Le idee si susseguivano nella testa, erano biglie di un flipper.”
    Uhmm visto il costesto datato, con la citazione di Senaca e tutto il resto..
    io avrei lasciato stare le biglie del flipper.. nel tuo caso mi sembrano fuori luogo. 🙂
    Votai per terza opzione.-

  • Ero indecisa tra Kundera e Seneca, alla fine ho scelto quest’ultimo soprattutto perché la frase di Kundera mi sembra riduttiva verso l’immenso mistero del sorriso dei bambini.
    Mi è piaciuto molto l’incipit di questo racconto, mi piace come lo stai sviluppando. La tua scrittura è ricca e immediata: nonostante si possa intuire quanto impegno ci sia dietro, questo non la appesantisce affatto; viceversa, ho l’impressione che ti spenda molto per rendere leggera o se preferisci scorrevole la lettura. Un esempio di frase che mi è piaciuta, sarò banale, forse, è il cane bagnato che si libera dai pensieri scrollandosi.
    Lo specchio che riflette il trucco sfatto mi è piaciuto meno, mi pare un po’ manieristico. Questione di gusti dettagli che non turbano l’equilibrio complessivo.

    Ciao ciao a presto

    • Grazie per il tuo commento, è attento e puntuale. Mi piace che la scrittura sia scorrevole, penso che aiuti ad arrivare alla fine della storia, senza lasciare il libro a mezzo.
      Alla prossima 🙂

  • Hai presente le blind audition di The Voice? Ho cliccato “Segui la storia” dopo aver letto l’incipit fino a Nessuno doveva sapere.
    Poi ho letto i tre episodi, uno dietro l’altro d’un fiato.
    Ma chi sei tu? Non dirmelo, lascia che ti immagini immersa nelle tue letture. Perché tu ami leggere, di sicuro. Scommetto hai iniziato a scrivere perché ami troppo leggere.
    Qualche appunto da farti lo avrei, ma solo se tu volessi mirare più in alto e più in là di questo sito. Qui il tuo racconto mi va benissimo.
    Non guardo mai cosa votano gli altri, io ho scelto Kundera solo perché, a pelle, lo stile del suo aforisma mi sembra più vicino al tuo sentire.

    • La fiducia accordatami è molta, grazie. Hai ragione nel dire che leggo molto, in pratica leggo e respiro e scrivo perchè leggo come dici tu. Non da sempre però, è un passione che ho scoperto una decina di anni fa.
      Vorrei sentire i tuoi appunti, e se perdi 5 min ad aiutarmi te ne sarei molto grata, perchè voglio andare oltre TI, sono qui proprio per questo per capire i miei limiti e superarli. TI è una prima apertura all’esterno, far leggere i miei racconti a degli sconosciuti e avere il loro giudizio non falsato dai rapporti di amicizia….
      Non so se Kundera ce la farà, ma anche su questo ai ragione, era il mio preferito per continuare a raccontare la storia secondo la mia idea, adesso che le carte si sono mescolate, dovrò rivedere alcuni passi. Ma è il bello del gioco, no?

  • Io vivo osando, perchè dò ragione a Seneca, per cui voto Kundera… che penso abbia ragione.
    Episodio scritto benissimo, che chiarisce e insinua dubbi con equilibrio. Brava, così si fa! 😉

  • Molto intenso. Ben scritto. Brava!
    Le prime righe mi avevano fatto un po’ storcere il naso, ma poi la lettura mi ha catturato. Frasi come “Alle parole seguirono le mani, un colpo di fucile e un tonfo sordo risuonò alle spalle di Grazia, mentre le urla degli assassini si perdevano nella notte.” hanno illuminato la mia giornata. Hai scritto senza descrivere, una qualità rara e preziosa.

    Resto per il seguito della storia: ho “dovuto” votare per Seneca, è uno dei lei motivo della mia esistenza ultimamente! 🙂

    • Grazie per essere passata, sono felice di averti conquistata e mi piacerebbe sapere anche perchè all’inizio hai storto la bocca, cosa non ti piaceva.
      Le critiche se spiegate sono ben accette possono servire a migliorare.
      Seneca è in vantaggio quindi mi sa che Fanny affronterà il suo compito difficile. 😉
      Alla prossima.

      • Nessuna volontà di essere ostile, tutt’altro! Anzi, mi è piaciuto talmente che ho deciso di seguirlo anche per il futuro. Il linguaggio iniziale mi è sembrato un po’ troppo forzatamente ricercato, tale da apparire leggermente calcolato, poco spontaneo, forse a causa del desiderio di mostrarsi originale (?). Capisco che la posizione temporale probabilmente richiedeva un linguaggio diverso ed è una scelta con cui posso andare d’accordo, ma trattandosi delle primissime righe del racconto, quelle che dovrebbero ancorarti alla storia, questa scelta mi ha fatto temere una certa resistenza a discapito della fluidità. Poi, passati pochi paragrafi il tutto è rientrato. Ho avuto come la sensazione che sia stato difficile iniziare l’incipit ma poi tu ci abbia preso gusto e ti sia rilassata, andando avanti in modo splendido, entrando a pieno in quella piacevolezza che è intrinseca nel raccontare storie. Poi chiaramente sono solo le mie sensazioni! 🙂 Che ne dici?

        • Rispondo che un po’ hai ragione, sul fatto che il linguaggio e ricercato doveva descrivere i tempi, le differenze sociali e le scelte controcorrente della protagonista. Ma forse ho un po esagerato se allontana il lettore. Concordo le prime righe devono ancorarti alla storia. Grazie per l’aiuto ci riflettero’. Non ti preoccupare delle critiche, se ben spiegate a me servono.
          grazie mille alla prossima

    • Non voglio spoilerare puntualizzo solo che lo scarabocchio non è di Federica/Fanny, ma in quello scarabocchio si racchiude il mistero del suo passato. Su questo hai ragione!! 😀
      Grazie per i complimenti.
      Alla prossima.

  • Brava come sempre… l’accordo proprio non me lo aspettavo e ora sono super curiosa… ma tu come sempre sei brava a creare intrecci e a portarci dove vuoi.
    Seneca, sempre Seneca! 🙂

    • Grazie per i complimenti e grazie per la domanda non è affatto banale, ti rispondo sottolineando un pezzo del racconto “Torino si svegliava vestita di luci, pronta a risplendere, al calar del giorno, tra bagliori di mille colori che l’avrebbero traghettata nel nuovo millennio. L’avanzare del triplo zero aveva accesso la febbre del cambiamento, le profezie si sprecavano, i pronostici erano all’ordine del giorno e tra qualche settimana il verdetto.”
      In che anno siamo? Stai facendo i conti? 😉 Anche io li ho fatti….spero che i conti tornino…..e ….anche le contesse!!!!! 😀

  • Salve MrsRiso.. Un capitolo dal finale toccante, emozionante.
    L’ho sempre detto che qui su Incipit ci sono i migliori romanzieri italiani.
    Tu sicuramente sei tra questi.
    Davvero complimenti per il tuo racconto, dai molteplici intrecci e dai risvolti psicologici, ben rappresentati.
    Un occasione per tutti noi lettori, sicuramente leggerti e cercar di impare e carpire qualche tuo segreto. 😉
    Ok basta complimenti, voto per l’aforisma dei baci.. (quando son sinceri)

    • Grazie per i complimenti, magari fossi uno dei ” migliori romanzieri italiani”.
      Per i segreti 😉 come si dice: se vuoi nascondere qualcosa, mettila in bella vista!!!
      Alla prossima.

  • Ciao, questi due primi capitoli mi sono piaciuti moltissimo. Una storia a cavallo tra epoche e mondi diversi. Apprezzo lo stile ricercato e il susseguirsi di descrizioni particolari, sapientemente costruite. Mi ha colpito un’espressione: “Federica si era sbriciolata”… L’ho vista. Brava. Seguo e torniamo al 75. Ciao.

  • Voto cosa era successo nel ’75.
    Ciao,
    Una storia suggestiva e interessante, una scrittura precisa e ricercata.
    È la seconda tua storia che leggo e noto che un tacco c’è sempre 🙂
    A presto

  • Vorrei sapere cos’è successo nel’75…
    ehi, potevi dirmelo che avevi iniziato una nuova storia… 😉 se non ti avessi vista da me non lo avrei saputo… magari me ne accorgevo a cose fatte 🙁 te lo avevo detto di tornare presto… 🙂 leggerti è sempre un piacere. L’immagine di Federica che si sbriciola alla chiusura del rapporto e della porta mi ha colpita al cuore. Non ho ancora metabolizzato la ragione.

    • Non so se vedremo il 75 o gli avvocati ancora, una cosa è certa a nessuno interessa Sergej (o quasi) 😉
      Mi fa piacere che in un modo o nell’altro hai scoperto che ci sono….da adesso in poi ti aspetto. Mi raccomando puntuale ;-)!!!!
      Grazie alla prossima.

  • mah, leggendo questo episodio mi verrebbe da dire che per lei non è ancora il momento di “ricordare”, ma te lo dico più per l’istinto che ho provato . Quindi, togliamoci il pensiero e vediamo questi avvocati.
    Sei brava davvero.

    • E’ molto importante, per me che faccio un’altro mestire, lasciar parlare le mie storie e capire attraverso i commenti dei lettori e dai confronti con gli altri se posso avere aspirazioni da “S”crittore o meglio rimettere tutto nel cassetto dei sogni, stavolta proprio infondo! 🙂

      • Capisco quello che vuoi dire.
        Secondo me, la questione è che non basta dipingere per essere un artista e non basta essere bravi a scrivere per essere uno scrittore.
        Ma mettere i sogni della scrittura nel cassetto non so se si riesce, quando si viene rapito dalle parole.
        al prossimo
        🙂

        • Condivido a pieno le tue parole, ma aggiungo inutile voler far il cantante se intonare fra martino è un problema :-)!
          E’ troppo pratico? Infondo scrivere per se quando rende felici è lo stesso bello e lasciare il mestiere agli altri.
          Mi piace lo spunto di riflessione che hai innescato!
          Grazie per il confronto alla prossima!

  • Cos’è successo quel lontano ’75? In questo momento, Funny ha sicuramente bisogno di essere consolata dal suo moroso… ma io sono troppo curiosa di sapere cos’è successo e per la lettura del testamento c’è sempre tempo 😉
    Con questo capitolo ci ha catapultati in un altro secolo e in un’altra storia, ma ho la sensazione che i personaggi hanno il compito di legarli in un destino comune…
    “Federica si era sbriciolata come l’intonaco della facciata della dimora di famiglia” mi è piaciuta molto, come anche: “Come si permetteva, Federica, di riemergere dal passato”, in poche parole hai mostrato i trent’anni di silenzi di Funny con sua madre.
    Bravissima.

    • Grazie per i complimenti mi fanno molto piacere. Sintetizzare i concetti è un dovere con così pochi caratteri. 😉
      Vediamo se mi tocca inventare cosa è successo nel ’75! 😉
      Alla prossima

  • Leggendo questo capitolo, ogni commento mi risulta banale. Perché sei brava. Brava con le parole, a creare atmosfere, a far vivere i personaggi coi loro gesti e le emozioni e sembra di conoscerli come vecchi e cari amici, intrecci sapientemente le trame, ci fai rivivere nuove ambientazioni e nuovi scenari…hai una scrittura bella, tutto sembra sussurrato, non hai bisogno di “urlare” per far rimanere le parole impresse. Insomma, per me, sei bravissima! 🙂 Le opzioni sono tutte interessanti, ma io andrei prima dall’avvocato e poi mi lascerei andare al ricordo. 😀

    • Grazie per i tuoi complimenti, mi fanno enormemente piacere. Sopratutto la scrittura bella che lascia il segno senza “urlare”.
      Spero che rimarrai fino alla fine e vediamo se andremo dall’avvocato :-)!

  • Interessante. 😉
    E brava Mrs Riso, grande inizio di Incipit.. stile da grande scrittrice.
    Con questa Grazia impavida e vogliosa.. 😉
    Quasi quasi una ” bottarella” glie l’avrei data anche io.. 🙂 – Ma non da nemico ehh.-

    Opto per il Tacco spezzato 😉

    • Si parla del ’43, hai giorni nostri pur avendo gli occhi ancora azzurri, ha diversi annetti!! :-)…cmq non vado oltre…Lasciando all’immaginazione il giusto spazio… 🙂
      Grazie per il commento… chissà se lo stile sarà sufficiente per fare grande una scrittrice in erba…mah! Sogni!
      Alla prossima

  • Mrs sono felice del presto ritorno. Lo stile è inconfondibile, quella scrittura forbita alternata ad un tocco leggero e poetico. Ci hai raccontato un incipit bello e triste con dei passaggi molto belli… Domanda ed opzione sono sicura che avranno il loro perché. Tacco spezzato, come spezzato è l’amore che ci hai detto.

    • Grazie per essere di nuovo in viaggio con me e per il complimenti. Mi piacerebbe sapere quali passaggi sono belli per te.
      Ti aspetto alla prossima puntanta, anche se per il momento non sembra sarà il tacco a spezzarsi.
      Alla prossima

      • Gli occhi di ghiaccio si erano trasformati in laghi di montagna, la paura della diversità era divenuta accettazione delle particolarità. / Bastò un rumore tra le fronde per farla rannicchiare, ma un attimo dopo correva tra le braccia del suo straniero dal passo marziale e dal sorriso tentatore, avvolto nelle vestigia dei conquistatori. Troppe le cose da dire, pochi i minuti insieme prima di tornare al proprio ruolo, per prestare orecchio al bosco e ai rumori, nefasti, di quella notte.. E la chiusa del capitolo. 🙂

  • Pozzanghera.
    L’incipit mi piace moltissimo, ma non ho capito il collegamento con le opzioni proposte.
    Seguo in attesa di sapere cosa cuccederà

    • Come ho detto non c’è una relazione immediata tra il primo episidio e il resto.
      La scelta è più una questione di pelle, di sensazioni, come la scelta di un libro in libreria in base alla copertina.
      Qui ciò che accadrà dipende da cosa ha rovinato il lunedì 🙂
      Non so se mi sono spiegata…spero di si 🙂
      Alla prossima

    • In effetti più che un flashback è un prologo…come si sul dire il bello “adda venì” ed è ambientato in tempi più recenti (spoiler :-)!!!).
      Sperando che piaccia, ti aspetto…
      Alla prossima

  • Quello del “figlio del tedesco” è sempre un tema intrigante, contrastato, segreto, fatto di dicerie e clandestinità. Il tuo inizio è molto carino. Io voto il telefono che rovina i piani. È una situazione così normale, chissà che risvolti insospettati potrà dare. Seguo

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