Mare d’inverno

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede ora? Greta deve parlare con il nuovo ospite della spiaggia, ormai arrivato davanti a lei. (60%)

Anna Karenina

Fa sempre più freddo. O forse è soltanto una mia impressione. Per un attimo non sento più ululare il mare. E di fronte a me una sagoma scura resta ferma a guardarmi. Vorrei abbassare lo sguardo, evitarlo e allontanarmi a passo svelto, come mio solito. Eppure sotto a quel cappello nero sento esplodere una voce.

-Ciao.

Il suo saluto arriva inaspettato, come lui d’altronde. Che ci fa qui?

Rimango ferma, immobile, ghiacciata nel mio stupore. Non riesco a dire nulla.

-Tutto bene?- Mi sorride.

È Sebastiano o è un fantasma?

-Anche tu qui?!- riesco a chiedergli solo questo.

-Sì, ci vengo spesso. Lo sai mi piace il freddo.- Pausa -E il mare- Si gira verso le onde che hanno ripreso all’improvviso a rumoreggiare.

Sorrido, più a me stessa che a lui. Si guarda le scarpe, anche queste nere, e resta in silenzio. Ora che è qui, con me, non so più che fare. Mi sento agitata e fuori posto. Mi chiedo ancora chi era quella ragazza al nostro primo incontro quella domenica pomeriggio. Ero io? Sono riuscita a mascherare tutta la mia ansia, a comportarmi spontaneamente senza essere troppo impacciata. O almeno credo.

-Devo andare. Ci vediamo- lo guardo per pochi secondi negli occhi mentre gli passo accanto, intenzionata a tornare in facoltà.

Lui sembra voler dire qualcosa, ma ovviamente non lo fa. Mi lascia andare. Dopotutto è questo che vuole. Che nessuno si avvicini troppo a lui, che nessuno varchi certi confini, perché lui sta bene da solo, perché lui rovina sempre tutto, perché lui è un disastro e fa soffrire chiunque. Perché lui con gli altri non vuole avere niente a che fare. Ricordo ancora le sue parole, “Nessuno si deve affezionare a me. Non farlo. Neanche tu. Ti ho avvertito!”. Io però mi affeziono a tutto, anche all’aria, anche al sorriso di un passante, anche a un foglietto di carta stropicciato nella mia borsa. Sono debole. O maledettamente romantica e sensibile. È sempre stata la mia condanna. Lo so bene. Non riesco a essere diversa. In fondo come posso evitare di affezionarmi a un ragazzo che fa di tutto per scacciare le persone, ma che è di una dolcezza unica quando permette al suo cuore di parlare liberamente?

Mi rendo conto che forse sono stata scortese e allora lo saluto mentre l’espressione del mio volto vorrebbe gridargli altro.

Mi allontano da lui e sento una profonda tristezza dentro di me.

 

Cerco di accelerare il passo. Non so se proseguire a piedi o se prendere l’autobus. Che ore sono? Quando passerà? Penso troppo, come sempre. E alla fine mi scordo anche la fermata. Non so come ma sento il bisogno di piangere. Adesso. Senza preavviso. Così allo stesso modo mi ritrovo fianco a fianco con qualcuno. Cosa vogliono tutti da me oggi?

-Ti accompagno. Ti dispiace?

È ancora lui. Sempre lui. Sparisce e poi lo ritrovo ovunque.

-Sei già qui?- sono alquanto sorpresa.

-Se vuoi me ne vado- e forse sta per scappargli un sorriso.

-No no, ma la tua passeggiata in spiaggia?- Lo guardo e mi sento un po’ più tranquilla.

-Sarà per un’altra volta- e mi strizza l’occhio. Poi il suo sguardo si perde nel cielo.

Io non rispondo, per la fretta dimentico persino di averlo ancora accanto a me.

-Ehi sono qui, ci sei?

-Sì, scusa.

-Sei arrabbiata con me? – Sembra confuso.

-No, perché dovrei? – Spero che l’ironia non sia così palese come nella mia testa.

-Ok. Come sono andati questi giorni?

Male, molto male. Ma che te lo dico a fare? Sarebbe inutile. Devo cambiare tattica. L’indifferenza è l’unica arma che ho per combatterti.

-Bene. A te?

-Ti stai ambientando?

-Sì.

Si guarda i piedi mentre camminiamo. È così carino. Vorrei tanto scherzare con lui come faccio con gli altri, ma il suo essere così chiuso e complicato mi frena. Avrò mai un amico normale? A cui piacciono gli abbracci, le risate, le avventure insieme e le chiacchierate infinite. Senza troppi problemi, senza fobie, né il timore di affezionarsi?

 

Per mia fortuna l’aula dove ho dimenticato il libro ora è libera. Spero soltanto di trovarlo lì dove l’ho lasciato. Sebastiano mi ha presa in giro per il mio essere così distratta. Io mi sono difesa senza molta convinzione. Per il resto del tempo abbiamo ascoltato i nostri silenzi.

La mia Anna Karenina è ancora qui ad aspettarmi. Sono felicissima e abbraccio il grosso volume come una bambina che ha ritrovato il suo orsacchiotto preferito. Lui fa il finto scocciato e mi guarda con aria seria.

-Se vuoi possiamo studiare insieme. – Non mi guarda nemmeno.

-Ho altre lezioni oggi. Devo scappare. – Non lo guardo neanche io mentre rimetto a posto il mio libro in borsa.

-Scrivimi quando finisci. Devo mostrarti una cosa.

Che? Ho sentito bene?

Gli sorrido. Sta andando via e un po’ mi dispiace.

-Non ho il tuo numero – Urlo quando è ormai lontano.

-Scrivimi al solito posto! – Ride e mi fa l’occhiolino.

Lo saluto e me ne vado. Chissà dove ha intenzione di portarmi. So che durerà solo per oggi e dopo di nuovo buio. Non importa. Prima o poi cambierà idea sulle donne, o più semplicemente su di lui. Non è il mostro che dice di essere. E non lo sarà mai. Dovrà capirlo in qualche modo. Sì, dovrà.

Cosa suggerite per il prossimo episodio?

  • Sebastiano aspetta Greta alla fine delle lezioni. (33%)
    33
  • Torna il punto di vista di Sebastiano. (67%)
    67
  • Greta va a lezione e torna a casa persa nei suoi pensieri. (0%)
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59 Commenti

  • Ho votato “Di Greta e del suo passato”, ma mi sa che sono stata l’unica, perché non è un’opzione che sembra avere molto successo 🙂
    A me invece questo capitolo è piaciuto. L’inizio è estremamente coinvolgente, con tutti questi pensieri sparsi da persona che si è appena svegliata. E il finale a sorpresa lascia un po’ di soddisfazione, devo dire (in stile “A-ah! Ti sta bene!”).

    • Grazie mille per le tue parole. Mi rincuorano e fanno tanto piacere. Sono contenta che ti sia piaciuto il capitolo e la piega che ha preso la storia.
      Sì devo dire che quella sarebbe stata la mia opzione preferita da lettrice 😉 Effettivamente non ha incuriosito gli altri, ma non importa, vedremo cosa succederà. Al prossimo episodio 🙂

  • Di Marco e Greta… concentriamoci su di lei e sul presente, ha bisogno di un po’ di serenità 😉
    Probabilmente sbaglio, ma il capitolo non mi è sembrato allo stesso livello dei precedenti, forse hai voglia di chiudere in fretta questa storia e, pertanto, non ti sei spesa più di tanto. Non prendertela a male, è solo il mio punto di vista e ho pensato che fosse giusto dirtelo perché hai talento e sarebbe un peccato non mostrarlo solo perché non hai tempo. Non devi pubblicare solo perché ti senti costretta. A presto.

    • Assolutamente no. Hai fatto benissimo a dirmelo, ma non è per nulla così. Non ho voglia di chiudere in fretta la storia, né tanto meno mi sento costretta a finirla. Non è nel mio stile. Io non sono obbligata a scrivere, io ho bisogno di scrivere da quando ho imparato a farlo. Non mi serve mandare avanti qualcosa giusto per e non mi sono spesa poco per questo capitolo. Ho scritto quello che sentivo. Quello che mi è venuto in mente, molto naturalmente. Non ho scritto con regolarità in questi mesi, questo perché appunto se non ho tempo non pubblico nulla. A volte impiego più giorni per un capitolo e non lo inserisco finché non ne sono convinta. Ci tenevo a chiarire questo punto. Mi dispiace non ti sia piaciuto o che tu lo abbia apprezzato meno degli altri. L’ho pensato così e l’ho scritto con il cuore come gli altri. Ti ringrazio per la critica e per la sincerità. Queste parole mi aiutano e mi spronano, con l’obiettivo di tornare a convincerti e di non deluderti più. 🙂 Cos’è che non ti ha convinto? Questo per me è stato più intenso del precedente per esempio, almeno nel crearlo l’ho percepito così. A presto e grazie ancora 😉

  • Credo che, in questo momento particolare, Greta non voglia altro che un amico. Quindi ho votato per Marco 🙂
    Sebastiano si comporta davvero in un modo orribile, ma sono certa che avrai una spiegazione per questo, prima o poi. E sarò qui fino alla fine del racconto, per leggere tutto 😀
    A presto!

  • “Lo riconosco quando ha qualcosa che non va, nonostante non sapessi neanche come fosse la sua faccia qualche giorno fa”.
    “Mi destabilizzi”.
    Abbiamo scoperto senza alcuna ombra di dubbio che Sebastiano è attratto da Greta, ma c’è qualcosa che ancora ci sfugge, perché lei ha ragione: lui fa scappare tutti, per scappare da tutti.
    E adesso? Marco no. O sì? No, voto che Greta scenda da sola.

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