Mare d’inverno

Dove eravamo rimasti?

Cosa suggerite per il prossimo episodio? Torna il punto di vista di Sebastiano. (67%)

Dove corri?

Sono fuori dall’università e la sto aspettando. Fa davvero freddo. Chissà se le è passato il malumore. Questa mattina era visibilmente sulle sue, anche se lo ha negato. Lo riconosco quando ha qualcosa che non va, nonostante non sapessi neanche come fosse la sua faccia qualche giorno fa. Non le bastava stravolgermi l’esistenza con le sue parole e la sua presenza virtuale, ora è perfino piombata nella mia quotidianità, nella mia città, senza essere stata invitata. Eppure è così bella quando fa il broncio. Avrei voluto abbracciarla, ma non credo vorrebbe. E poi non ne sono capace, sono bloccato e così inadatto. Cosa vede in me? Io non posso farle questo. Non devo alimentare questo strano rapporto di amicizia, o qualunque cosa sia. È così ingenua e innocente. Non voglio peggiorare la situazione. Non posso e non devo, altrimenti finirà male anche stavolta e lei soffrirà, come tutte le altre. Devo lasciarla in pace. Sì, è la cosa più giusta. Non sono l’amico che cerca.

Sto per andarmene, quando la vedo avanzare verso di me. Cazzo. Sono un deficiente. E ora cosa faccio? Non so più neanche cosa dirle.

-Dove corri? – le grido nel buio.

-A casa. – Mi guarda perplessa.

-Non vuoi venire con me?

-Adesso?

Fa finta di non capire? O cosa?

-Beh sì. Ehm. Non voglio portarti fuori a cena. – aggiungo alla velocità della luce.

-Non l’ho mai pensato – e scoppia a ridere.

-Ti diverte prendermi in giro? – faccio l’offeso.

-Ahah noo. No. È solo che, non sei tipo da queste cose tu.

-Ah no? – le domando e lei scuote la testa con un sorriso di compassione.

Me ne vado e la lascio lì. Lei ridendo inizia a seguirmi. Comincio a correre e lei mi insegue urlando.

-Dai non fare lo scemo. Torna qui. Non ce la faccio!

Si sta divertendo, e io con lei. Mi fermo. La guardo riprendere fiato, anche io ho il respiro corto.

È tutta rossa, cerca di parlare ma non ci riesce. Rido come un bambino.

-Non sei tipo da ristorante e appuntamenti romantici. – dice affannata.

-E che tipo sono secondo te? Sentiamo. – Sono proprio curioso.

-Non lo so. Tu scappi da tutti. – Si pente subito di quello che ha detto, glielo leggo negli occhi.

-No, io non scappo. Faccio scappare gli altri. È diverso.

-Scappi, lo fai sempre. Di cosa hai paura?

-Di me. – Non mi piace per niente la piega che sta prendendo questo discorso.

-Io no però. Andiamo, voglio sapere dove volevi portarmi.

Mi prende sottobraccio e mi tira con sé. Non so come, ma mi capisce. Sa che non voglio parlare, che non voglio rispondere a certe domande, che voglio solo staccare il cervello e scordarmi di tutto. È l’unica che lo ha compreso.

 

-Allora, dove andiamo? – Mi chiede speranzosa.

Io sorrido, ma non le dico nulla. Lei diventa sempre più impaziente.

-Dai, dimmelo!

-È un segreto.

-Ma io sono curiosa. Uffa. – Finge di essere dispiaciuta. E forse lo è davvero.

-Non fare la bambina. Lo vedrai quando arriviamo.

-Non mi dai neanche un indizio?

-E cosa devo dirti? Non conosci nulla di questa città.

Il suo sguardo di colpo si spegne. Non parla più. Mi cammina accanto e guarda le macchine che sfrecciano. Mi siedo alla fermata dell’autobus e aspetto. Lei resta in piedi. Non oso dirle nulla perché so benissimo che la bomba potrebbe esplodere da un momento all’altro. È nervosa. E ha freddo. Si muove senza sosta. Mi alzo e mi metto alla sua sinistra. Lei non mi guarda. Attende. E io conto i secondi che mi separano dalla sua domanda.

-Ti dà fastidio che io mi sia trasferita qui, vero?

Ecco lo sapevo. La colpa è mia. Perché ho detto quella stupida frase? Sono un cretino. Antipatico e stupido. Mi guarda. Ha un sorriso forzato. La situazione mi agita.

-No – ed è una risposta secca la mia. Sta zitta, ti prego. Non mi provocare.

-Sei sicuro? – Sta facendo di tutto per farmi scoppiare o per estorcermi la verità. Lo so.

Per fortuna arriva l’autobus. Salgo e non le rispondo. Prendo il posto finestrino e lei si siede al mio fianco.

-Allora, vuoi rispondermi sinceramente? – mi afferra il braccio e mi osserva in silenzio. -Per favore.

-Smettila. Non mi importa che tu sia arrivata qui. – Sono troppo arrabbiato e non so neanche perché.

-Lo so – Lei si gira di scatto, punta nel vivo, e so di averla ferita.

Non riesco più a reggere la tensione. Non voglio fare scenate qui davanti a tutti. Non voglio essere crudele. Eppure sento il bisogno di farle del male e allontanarla da me.

-L’hai voluto tu, ricordalo. – Le mie parole vorrebbero essere veleno.

-Voluto cosa? – mi chiede confusa.

-Ti sei presentata qui senza dirmi nulla. Non mi hai neanche chiesto cosa ne pensassi.

-Ah perché devo anche chiederti il permesso?? Chi sei tu? Mio padre? Il mio ragazzo? Ma ti senti? – È furiosa. Ed è diventata tutta rossa. Sono troppo incazzato per rendermi conto che è ancora più carina.

-Mi destabilizzi e fai sempre come ti pare. – la rimprovero.

-Tu sei pazzo.

-E tu devi lasciarmi in pace – Non ne posso più. Mi alzo e scendo approfittando di non so quale fermata, prima che si chiudano le porte.

-Ehiii, ma dove vai?? – la sento gridare, mentre il freddo mi schiaffeggia il viso e sono ormai in salvo.

Sebastiano ha lasciato Greta sola sull'autobus. E adesso?

  • Greta scende alla fermata successiva e scoppia in lacrime sconsolata. (75%)
    75
  • Greta è imbarazzata, triste e confusa. Disperata chiama Marco, per sfogarsi e farsi aiutare da lui. (25%)
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  • Sebastiano torna a casa furibondo e inizia a piangere nella sua stanza. (0%)
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59 Commenti

  • Ho votato “Di Greta e del suo passato”, ma mi sa che sono stata l’unica, perché non è un’opzione che sembra avere molto successo 🙂
    A me invece questo capitolo è piaciuto. L’inizio è estremamente coinvolgente, con tutti questi pensieri sparsi da persona che si è appena svegliata. E il finale a sorpresa lascia un po’ di soddisfazione, devo dire (in stile “A-ah! Ti sta bene!”).

    • Grazie mille per le tue parole. Mi rincuorano e fanno tanto piacere. Sono contenta che ti sia piaciuto il capitolo e la piega che ha preso la storia.
      Sì devo dire che quella sarebbe stata la mia opzione preferita da lettrice 😉 Effettivamente non ha incuriosito gli altri, ma non importa, vedremo cosa succederà. Al prossimo episodio 🙂

  • Di Marco e Greta… concentriamoci su di lei e sul presente, ha bisogno di un po’ di serenità 😉
    Probabilmente sbaglio, ma il capitolo non mi è sembrato allo stesso livello dei precedenti, forse hai voglia di chiudere in fretta questa storia e, pertanto, non ti sei spesa più di tanto. Non prendertela a male, è solo il mio punto di vista e ho pensato che fosse giusto dirtelo perché hai talento e sarebbe un peccato non mostrarlo solo perché non hai tempo. Non devi pubblicare solo perché ti senti costretta. A presto.

    • Assolutamente no. Hai fatto benissimo a dirmelo, ma non è per nulla così. Non ho voglia di chiudere in fretta la storia, né tanto meno mi sento costretta a finirla. Non è nel mio stile. Io non sono obbligata a scrivere, io ho bisogno di scrivere da quando ho imparato a farlo. Non mi serve mandare avanti qualcosa giusto per e non mi sono spesa poco per questo capitolo. Ho scritto quello che sentivo. Quello che mi è venuto in mente, molto naturalmente. Non ho scritto con regolarità in questi mesi, questo perché appunto se non ho tempo non pubblico nulla. A volte impiego più giorni per un capitolo e non lo inserisco finché non ne sono convinta. Ci tenevo a chiarire questo punto. Mi dispiace non ti sia piaciuto o che tu lo abbia apprezzato meno degli altri. L’ho pensato così e l’ho scritto con il cuore come gli altri. Ti ringrazio per la critica e per la sincerità. Queste parole mi aiutano e mi spronano, con l’obiettivo di tornare a convincerti e di non deluderti più. 🙂 Cos’è che non ti ha convinto? Questo per me è stato più intenso del precedente per esempio, almeno nel crearlo l’ho percepito così. A presto e grazie ancora 😉

  • Credo che, in questo momento particolare, Greta non voglia altro che un amico. Quindi ho votato per Marco 🙂
    Sebastiano si comporta davvero in un modo orribile, ma sono certa che avrai una spiegazione per questo, prima o poi. E sarò qui fino alla fine del racconto, per leggere tutto 😀
    A presto!

  • “Lo riconosco quando ha qualcosa che non va, nonostante non sapessi neanche come fosse la sua faccia qualche giorno fa”.
    “Mi destabilizzi”.
    Abbiamo scoperto senza alcuna ombra di dubbio che Sebastiano è attratto da Greta, ma c’è qualcosa che ancora ci sfugge, perché lei ha ragione: lui fa scappare tutti, per scappare da tutti.
    E adesso? Marco no. O sì? No, voto che Greta scenda da sola.

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