Mare d’inverno

Dove eravamo rimasti?

Sebastiano ha lasciato Greta sola sull'autobus. E adesso? Greta scende alla fermata successiva e scoppia in lacrime sconsolata. (75%)

Freddo nel cuore

Mi ha lasciata qui. Senza dire nulla. Mi ha mollata sull’autobus. Sola. Con tutte queste persone a fissarmi. Non ci posso credere. Sono furiosa. Questa non gliela perdono. E io che mi preoccupo sempre per gli altri. Che faccio di tutto per riuscire ad essergli amica. Che cerco sempre di aiutarlo. Non può andare avanti così. Deve reagire. Deve fare qualcosa. Non è in questo modo che potrà trovare un po’ di pace. Che rabbia. Non ha senso il suo comportamento. Sono così stupida e inutile da non meritare rispetto? E adesso cosa faccio qui? Non so neanche dove mi trovo. Che hanno tutti da guardare? Sono solo una povera sfigata, e allora??

Averlo accanto non è così male in fondo, ma poi si comporta così! Non è concepibile. E non posso accettarlo. No. Non devo. Cosa dovrei fare con lui? Non permette a nessuno di stargli accanto. Vorrei solo che fosse tutto più naturale tra noi, ma i suoi alti e bassi mi destabilizzano non poco. È un ragazzo troppo difficile. E antipatico. E strano. E… estenuante.

Sono senza parole. È davvero maleducato. Non gli scriverò più. No, no. Non gli parlerò più. Basta. Non voglio più vederlo. Spero di non trovarmelo più davanti. Mi sento così sciocca.

Ah una fermata. Finalmente. Scendo qui. Ma dove sono? E come ci torno a casa? Che nervi. Non me ne va bene una. Vorrei tanto urlare. Sono stanca. Sono incazzata, disperata, confusa. E ho paura.

Le porte si aprono. Il freddo mi entra nelle vene. Sono sola. È buio. Non so cosa fare, né dove andare. Mi siedo sul bordo del marciapiede e scoppio a piangere. Decisamente questo mondo non è posto per me. Ovunque io vada, trovo sempre guai e noie. La sfortuna mi perseguita e non faccio altro che soffrire e stare male. Perché? Le mie lacrime sono calde, ma l’aria fredda sulla pelle bagnata mi ghiaccia anche il respiro. Trasferirmi qui non è stata la mia decisione migliore, questo è certo. A casa non ero felice. Non avevo nulla da perdere. Ma adesso? Mi ritrovo a piangere in mezzo a una strada, perché mi ostino a inseguire le persone sbagliate e perché sono al buio in un posto che non conosco, senza sapere come tornare a casa. Si può essere più inadatti di così?

Prendo il cellulare dalla borsa e chiamo Sara, la mia coinquilina. Spero con tutte le mie forze che risponda e che possa venire a prendermi. Vorrei sparire in questo momento. Fa troppo freddo ed è umiliante.

-Ehi che fine hai fatto? Mi stavo preoccupando.

-Sara… scusami… ho bisogno di aiuto- non riesco a nascondere i singhiozzi, ingoiare anche quelli insieme a tutto il resto è complicato. E in questo momento decisamente impossibile.

-Che è successo??- la sua voce squillante appare improvvisamente allarmata.

-Niente. Sono in mezzo al nulla, non so dove mi trovo, sono scesa dall’autobus. Non mi ricordo. Non vedo niente e ho freddo.- mi sento così ridicola mentre cerco di articolare delle parole biascicate dal pianto.

-Ok, calmati. Non sai dirmi il nome della fermata? Descrivimi quel che vedi così ti vengo a prendere.

Sì, che stupida, il nome! Ci dovrà pur essere scritto qualcosa qui. Non faccio in tempo a leggerlo, che Sara mi grida nell’orecchio.

-Perfetto, arrivo subito. Tu stai ferma lì!- e già la sento prendere le sue cose per uscire.

-Se ho paura posso richiamarti?- ormai ho perso qualsiasi briciolo di dignità.

-Appena sono in macchina ti chiamo in vivavoce ok? Sta tranquilla, farò subito.

Mi vergogno. Sto tremando. La mia faccia è macchiata di nero e delusione. Il trucco sbiadisce sotto le mie dita, ma tutto il male che mi pesa sullo stomaco e sembra squartarmi dall’interno non va via. Non vuole. Sembrava avermi lasciato in pace. E invece no. È ancora qui, a torturarmi, a ricordarmi che l’ansia fa parte di me, che non è da tutti essere sereni. Sono nata con un errore di sistema incorporato. Sono nata a metà, ma il vero dramma è che mi hanno resa cosciente di questa falla. E adesso? Voglio soltanto sprofondare nel letto e non alzarmi più per un tempo indefinito.

Una macchina arriva veloce e si ferma di fronte a me. Sara. Scende dalla macchina, corre da me e mi abbraccia. Non sento più nulla e mi risveglio sul sedile della macchina con gli occhi in fiamme e il naso tappato.

-Cosa è successo?- la voce di Sara è apparentemente tranquilla.

-Si è arrabbiato e mi ha piantata lì, sull’autobus.- Se avessi rubato qualcosa mi sentirei meno in imbarazzo.

-Perché?- ora sembra proprio sconsolata. Va a finire che la colpa è pure mia se mi trovo in questo pasticcio.

-Ce l’ha con me. Forse perché sono venuta a vivere qui. Forse perché lo tormento. Non lo so.-

-Perché continui a farti del male?- ora mi guarda e mi sposta i capelli dal viso. -Lascialo perdere. Non ne vale la pena. Non cambierà mai.

Ha ragione, dopotutto. A che serve sperarci? Mi sono aggrappata a lui, per non ammettere che il problema in realtà sono io. Mi piaceva tanto leggere le sue parole, farmi chiamare “cucciola”, trovare conforto nel suo dolore e fargli accarezzare il mio. C’era un’empatia tutta particolare, tutta nostra. E ora? Non lo so. Mi sento così sola.

Cosa volete leggere adesso?

  • Greta vuole dire addio a Sebastiano e parlargli per l'ultima volta. (0%)
    0
  • A Sebastiano manca Greta e cerca di incontrarla di nuovo. (40%)
    40
  • Greta decide di studiare con Marco e fa amicizia con lui. (60%)
    60
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59 Commenti

  • Ho votato “Di Greta e del suo passato”, ma mi sa che sono stata l’unica, perché non è un’opzione che sembra avere molto successo 🙂
    A me invece questo capitolo è piaciuto. L’inizio è estremamente coinvolgente, con tutti questi pensieri sparsi da persona che si è appena svegliata. E il finale a sorpresa lascia un po’ di soddisfazione, devo dire (in stile “A-ah! Ti sta bene!”).

    • Grazie mille per le tue parole. Mi rincuorano e fanno tanto piacere. Sono contenta che ti sia piaciuto il capitolo e la piega che ha preso la storia.
      Sì devo dire che quella sarebbe stata la mia opzione preferita da lettrice 😉 Effettivamente non ha incuriosito gli altri, ma non importa, vedremo cosa succederà. Al prossimo episodio 🙂

  • Di Marco e Greta… concentriamoci su di lei e sul presente, ha bisogno di un po’ di serenità 😉
    Probabilmente sbaglio, ma il capitolo non mi è sembrato allo stesso livello dei precedenti, forse hai voglia di chiudere in fretta questa storia e, pertanto, non ti sei spesa più di tanto. Non prendertela a male, è solo il mio punto di vista e ho pensato che fosse giusto dirtelo perché hai talento e sarebbe un peccato non mostrarlo solo perché non hai tempo. Non devi pubblicare solo perché ti senti costretta. A presto.

    • Assolutamente no. Hai fatto benissimo a dirmelo, ma non è per nulla così. Non ho voglia di chiudere in fretta la storia, né tanto meno mi sento costretta a finirla. Non è nel mio stile. Io non sono obbligata a scrivere, io ho bisogno di scrivere da quando ho imparato a farlo. Non mi serve mandare avanti qualcosa giusto per e non mi sono spesa poco per questo capitolo. Ho scritto quello che sentivo. Quello che mi è venuto in mente, molto naturalmente. Non ho scritto con regolarità in questi mesi, questo perché appunto se non ho tempo non pubblico nulla. A volte impiego più giorni per un capitolo e non lo inserisco finché non ne sono convinta. Ci tenevo a chiarire questo punto. Mi dispiace non ti sia piaciuto o che tu lo abbia apprezzato meno degli altri. L’ho pensato così e l’ho scritto con il cuore come gli altri. Ti ringrazio per la critica e per la sincerità. Queste parole mi aiutano e mi spronano, con l’obiettivo di tornare a convincerti e di non deluderti più. 🙂 Cos’è che non ti ha convinto? Questo per me è stato più intenso del precedente per esempio, almeno nel crearlo l’ho percepito così. A presto e grazie ancora 😉

  • Credo che, in questo momento particolare, Greta non voglia altro che un amico. Quindi ho votato per Marco 🙂
    Sebastiano si comporta davvero in un modo orribile, ma sono certa che avrai una spiegazione per questo, prima o poi. E sarò qui fino alla fine del racconto, per leggere tutto 😀
    A presto!

  • “Lo riconosco quando ha qualcosa che non va, nonostante non sapessi neanche come fosse la sua faccia qualche giorno fa”.
    “Mi destabilizzi”.
    Abbiamo scoperto senza alcuna ombra di dubbio che Sebastiano è attratto da Greta, ma c’è qualcosa che ancora ci sfugge, perché lei ha ragione: lui fa scappare tutti, per scappare da tutti.
    E adesso? Marco no. O sì? No, voto che Greta scenda da sola.

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