STRANGETOWN

Dove eravamo rimasti?

A questo punto... - Luce (64%)

... LUCE

Il cielo non era ancora scuro quando il Viaggiatore arrivò in cima alla collina. Scese dalla macchina e lanciò un ultimo sguardo carico di malinconia alla città, che sembrava avvolta in una foschia di umidità e silenzio.

Si sentiva leggero come da molto tempo non gli era capitato, nonostante l’irritazione per il messaggio del suo capo un’ora prima, chiedendogli di mandare tutto quanto avesse ancora annotato.Gli ho salvato gli affari scrivendo su Strangetown. Ora Basta! Era giunto il momento di seguire la faccenda a modo suo. 

 

Quattro mesi dopo

 

“Strangetown, SVOLTA nelle indagini sul traffico di parole”, suonava così il titolo comparso sulla prima pagina del principale quotidiano locale.

L’articolo, a firma di una giovane cronista, raccontava di una nuova pista sull’indagine relativa all’incidente stradale che aveva coinvolto Johnny Contesto. “Un supertestimone giura di avere visto la sagoma di una donna nella macchina, e afferma con certezza di potere riconoscere la persona che era alla guida”.

Da varie fonti erano arrivate notizie e particolari discordanti sul caso: chi scriveva che la donna alla guida aveva i capelli biondi, chi i capelli rossi.

Per alcuni si trattava dell’amante di Johnny Contesto… per altri alla guida c’era Veritah, sua moglie…

Chi affermava che l’auto aveva una targa straniera… e chi no…

Vari inviati speciali si erano recati nel luogo dell’incidente e poi nella via dove abitava J. Contesto. Avevano raccolto e diffuso nei Media immagini del luogo, e informazioni sulla vita della coppia.

Altri particolari erano emersi a ruota.

L’uomo, sposato in chiesa quindici anni prima, da tre si era separato dalla moglie Veritah. Questa lo aveva accusato di essere scostante e di avere sbalzi di umore. Inoltre, in sede di separazione, aveva dichiarato che era stanca dei suoi continui tradimenti che, testualmente, “rendono impossibile una serena vita di coppia”. Ciò nonostante, il legame tra i due era un continuo tira e molla e non si era mai spezzato del tutto.

Qualche voce fuori dal coro aveva lanciato l’ipotesi che la nuova pista fosse fuorviante e si trattasse di una bufala, per distrarre l’attenzione dai fatti veri e importanti. Non è stata ascoltata.

E così… per una combinazione di circostanze inspiegabili e ancora avvolte in nuvole di fumo, la nuova pista della coppia in crisi era diventata di rilievo nazionale.

Un noto talk show aveva lanciato con successo un sondaggio tra gli spettatori, Se la coppia scoppia, è possibile uscire dalla crisi? Si sperava di dare un contributo aggiuntivo alla comprensione dell’argomento, e di essere in grado di disegnare l’orientamento comportamentale dei cittadini, in base ai dati statistici raccolti.

Nel frattempo, come da previsioni mediche, Johnny Contesto si era ripreso dall’incidente ed era apparso insieme alla moglie in televisione, in un programma di dibattito e approfondimento della tematica. Oltre al pubblico partecipavano anche alcuni esperti: un avvocato specializzato in “Divorce Planning”, un Monsignore e uno psicologo.

Il parere dello psicologo aveva fatto luce sull’intera questione, in maniera definitiva e inequivocabile: “Nella coppia, la dipendenza affettiva non è un fenomeno che riguarda solo una persona ma è una dinamica a due. È innata in ognuno di noi la presenza contemporanea di tendenze amorevoli ed ostili, in modo particolare odio e amore verso uno stesso oggetto, e…”

Tutta la faccenda aveva ormai preso piega e significato inaspettati: fare a modo suo? Peggio che sfidare i mulini a vento! Balzando in piedi, il Viaggiatore aveva dato un forte pugno sul tavolo, e spento il televisore. Poi, spalancata la finestra, con un gesto di sdegno aveva buttato fuori con rabbia il mozzicone di sigaretta.

 

Nota finale

Le parole possono essere odiate e amate come gli esseri umani, perché hanno gli stessi difetti e virtù: possono essere false, ipocrite, inattendibili, insidiose, deboli ma anche autentiche, sincere, credibili, oneste, potenti. Le parole possono fare paura sia a chi le pronuncia sia a chi le ascolta, possono creare e distruggere. Come le persone, le parole sono capaci di generare grandi emozioni e cambiamenti radicali nelle società ma possono anche essere barattate, comprate e vendute.

Per costruire questa storia sur-realmente verosimile, io ne ho usate 6530.  Questo racconto è come uno spartito musicale…  “La vera musica è tra le note”.

Maria Algures

3 luglio 2016

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226 Commenti

  • Ciao Maria e scusa se ti scrivo solo ora ma avevo dimenticato di cliccare segui la storia. Ho recuperato gli ultimi tre capitoli e devo dire che mi sono piaciuti parecchio. Vulcanica creatività, metafora sempre puntuale e una nota finale illuminatrice davvero ben scritta. A proposito di quest’ultima condivido in piena la scelta di non inserirla all’interno del racconto, avresti rischiato di scadere in un banale e irritante spiegone finale. Detto questo lascia che esprima un mio personalissimo e discutibilissimo parere: se dovessi considerare l’idea di ampliarlo valuta la possibilità di scriverlo in prima persona, accentuando le atmosfere da noir metropolitano e sporcando un po’ il linguaggio…. Ma ripeto è solo un’opinione che nulla toglie al fantastico lavoro che hai fatto. Brava davvero. Complimenti.

    • Ciao Lou e grazie mille per il tuo commento. Ho davvero apprezzato.
      Riguardo al tuo suggerimento, ci rifletterò senz’altro. Infatti, ho in mente di provare a scrivere qualcosa in prima persona… vedremo… Se accadrà, spero di trovarti ancora tra i miei lettori, che non sono molti ma sono decisamente buoni.
      A presto e buona giornata
      🙂

      • E a proposito di lettori buoni… Me ne servirebbe giusto una. non che quelli che ho non lo siano ma apprezzo davvero tanto la tua capacità di lettura e mi farebbe immensamente piacere conoscere il tuo parere sul mio nuovo racconto.

  • Hai terminato da parecchio e non ti ho ancora commentato.
    Ho trovato molto interessante e originale la storia, mi piace come scrivi e la tua inventiva.
    In prospettiva potrei dire che, a mio umilissimo e insignificante parere, le è mancata un po’ di organicità, nel senso che mi sarei aspettata che una volta imboccato trionfalmente il filone del furto di parole lo avresti sviluppato di più. Vabbe’, era solo una mia speranza, perché l’argomento mi piaceva proprio. Per il resto, ti aspetto alla prossima!
    Ciao Ciao

    • Come ho scritto a Befana, il modo di usare le parole, la contestualizzazione dei fatti e la ricerca della verità sono i veri protagonisti del racconto, il tutto in chiave surreale naturalmente. Mi rendo conto che avrei potuto sviluppare di più alcuni aspetti, come suggerisci ma…ahimè… spazio, tempo e la necessità di dividere il tutto in dieci puntate, forse togli omogeneità.
      Grazie mille per il tuo commento e per avere seguito la storia.
      ciao ciao

  • Ciao Maria,
    finalmente ho letto questo decimo capitolo e devo dire che non ha deluso le mie aspettative. Ho amato molto questa storia. Ho trovato interessante il modo originale e simpatico con cui hai espresso concetti importanti.
    Hai perfettamente ragione: “le parole possono creare o distruggere”. Per questo bisogna sempre ricordare l’importanza delle parole.
    So che sono più costruttive le critiche, ma non riesco a trovare nulla che non mi sia piaciuto. Perciò, rinnovo i miei complimenti e ti ringrazio: è stato un piacere leggerti.
    Alla prossima! 🙂

  • Infine la fine!
    Ciao maria,
    Ho seguito con molto interesse il tuo racconto, così particolare e interessante. Mi piace il tuo stile e mi piacciono le tue idee. Leggo questo ultimo capitolo con la sensazione che alla fine lo spazio non sia stato sufficiente per il progetto che avevi in mente. O forse non hai voluto bruciare in pochi capitoli un’idea che a me è apparsa subito travolgente, quella del furto di parole. Forse stai pensando di dedicarle un racconto a parte?
    In ogni caso, aspetto il tuo prossimo racconto con rinnovato interesse.
    Ciao, a presto (anche se ultimamente il mio ‘presto’ si sta dilatando parecchio… ah, l’estate!)

    • Ciao Jaw
      grazie per le parole di apprezzamento e per avere seguito la storia.
      Ti confesso che non ho mai sentito la mancanza di spazio, i 5.000 caratteri non sono stati un limite, anzi, mi hanno aiutato a snellire il testo. A volte è più importante quello che togli rispetto a quello che aggiungi. Non ci sarà un sequel perché, non essendo io una scrittrice, ho la libertà e voglia di sperimentare sempre cose nuove. Solo che io scrivo meglio sotto un cielo grigio, durante l’estate le idee sono in incubazione.
      ciao ciao

  • Io un po’ più di luce sul lavoro del viaggiatore l’avrei accolta volentieri, ma accetto la scelta dell’Autore 🙂

    Molto interessante la nota finale, ma, come dice Danio, se le parole sono così è perché sono gli uomini a dirle o a scriverle e sono loro a riceverle ed interpretarle.
    In ogni caso tu le usi molto bene.
    Ciao Maria, alla prossima

    • Capisco ma non ho voluto dire di più, perché il Viaggiatore è solo una specie di catalizzatore in tutto il processo: uso delle parole, contestualizzazione dei fatti e ricerca della verità sono i veri protagonisti.
      Grazie per la tua costante partecipazione al prosieguo del racconto, e per i complimenti.
      Ciao 🙂 🙂

  • Pinkerella mi ha rubato le parole di bocca.
    Davvero un racconto coi fiocchi nel suo genere, e il finale non è stato da meno.
    Aggiungo solamente un piccolo pensiero personale.
    Le parole sono dette dagli esseri umani, quindi a differenza di questi ultimi, non hanno colpa di come vengono pronunciate.
    Brava e a presto 🙂

  • Ciao Maria, mi sa che mi sono perso il 9° capitolo.
    Ti chiedo scusa, ma in questo periodo le mie “distrazioni” sono enormi.

    E quindi… Traffico di parole.. Una metafora???
    Ti sei avventurata in questi dieci capitoli, in questo racconto.. tra l’altro anche ben scritto per come sai fare.. Ben dettagliato..
    Che se ricordo sin dalle prime battute.. abbastanza ermetico..
    Il Viaggiatore, J. contesto, il barbiere.. e tanti altri.. ti confesso che mi toccherà rileggerlo con calma, sin dall’inizio..
    Te possinooo 🙂
    Cmq.. bravissima 😉

  • ” … Come le persone, le parole sono capaci di generare grandi emozioni e cambiamenti radicali nelle società ma possono anche essere barattate, comprate e vendute. …”

    Notevole.
    Complimenti per l’idea di plot, per la caratterizzazione dei personaggi, per l’innesco originale del conflitto e per soluzione intelligente che ha chiuso il cerchio con maestria sul tema che hai affrontato. Molto abile, molto divertente, molto interessante, molto Maria.
    😉

    • Ciao AM
      Le tue parole mi lusingano. Un sincero grazie.
      L’idea per questa storia la forgiai quando, parecchio tempo fa,
      inviai, da semplice lettrice, ad un importante quotidiano nazionale un mio commento su un articolo appena pubblicato. Qualche giorno dopo, un collega di lavoro mi avvicinò e disse: sai, ho letto sul giornale quello che hai scritto… anch’io ho inviato varie cose ma loro non mi hanno mai pubblicato niente! Ma tu conosci qualcuno là dentro?
      Ingenuamente, io gli rispose la verità: no, non conosco nessuno.
      Dubitò, perché non cercava una risposta ma solo una conferma alle sue convinzioni, alla “sua” verità.
      A preso
      Maria

  • Luce, voglio vederci chiaro!
    Capitolo che mi rimane un po’ ermetico: dalle prime righe avrei giurato in un coinvolgimento del viaggiatore nell’incidente, mentre nelle ultime righe devo prendere per buone le sue parole che lo scagionano completamente. Dove ci vuoi portare? Io brancolo proprio nel buio, aspetto l’ultimo!
    Ciao Ciao!

  • Luce. Perché credo tu stia lasciando qualche traccia… anche se trattandosi di una storia un po’ assurda… non saprei bene quale! Ma “incazzatura” ti è scappata ? Non ci sono parolacce precedenti nel racconto, mi pare di ricordare. Anzi, con qualche accorgimento potrebbe persino essere una favola! Ciao

    • Quando dici storia “un po’ assurda” spero che tu voglia dire invece, storia su l’assurdità di certi fatti/situazioni ecc… se no…ahimè… forse non sono riuscita a far passare le mie idee.
      Secondo me, il termine “incazzatura” ci stava bene, perché riguarda le parole del giornalaio. Te lo immagini a dire eufemisticamente “forte irritazione”?
      grazie di esserci sempre.
      ciao ciao

    • A voler essere proprio precisi non è reale (non è che esistano supermercati di parole, per intenderci). Con questo volevo dire “assurda”, anche se – nel suo non essere reale – ci hai ben costruito intorno qualcosa che lo è. Quanto a “Incazzatura” – secondo me – ci stava detta da quel personaggio se tu avessi usato il discorso diretto o una citazione virgolettata. Ma sono sfumature… Entrambe non volevano essere critiche. Ciao Maria.

  • Ciao Maria, ancora grazie per l’altra volta.
    Grande fantasia la tua, e devo dire che sei una brava narratrice.. sei anche bravissima nel dettagliare i tuoi racconti. Come in questo caso.
    Ho notato alcuni salti di tempi.. ad esempio, nel 7° capito..
    dove passi dal passato al presente… – In questo caso poco scorrevole-
    :” La mattina dopo a colazione, scorse qualcuno che confabulava con la padrona ed ebbe la sgradevole sensazione che si accostassero alla porta per osservarlo, e che parlassero di lui.
    Quasi subito la padrona ha interrotto la conversazione, e si è avvicinata sollecita:”

    Mi fanno pensare e dedurre che anche tu ti diletti a sceneggiare, come oramai tantissimi issimi in Italia. 😉
    Va be un saluto

    • Ciao Alex
      grazie? e di che? siamo tutti qui per scrivere e per giocare, interagendo con le storie degli altri. Si sa che chi scrive non è mai un buon revisore di se stesso.
      Riguardo ai miei “tempi” verbali…hai ragione e mi sono accorta troppo tardi. Come sai non è possibile modificare un episodio dopo averlo caricato.
      Spero vorrai seguirmi anche nei prossimi due episodi conclusivi.
      ciao e grazie
      🙂

  • Arriviamo un quarto d’ora prima e guardiamoci intorno.
    Il viaggiatore ha perso la calma??? Sai che non lo facevo uno a cui prudono le mani.
    Negli ultimi capitoli stai imbastendo una sorta di giallo e non riesco proprio a beccare un minimo indizio.
    Brava.
    A presto!

  • Nove e quarantacinque del mattino… un intoppo?
    Quella di J.C. interprete e traduttore è davvero una presenza scomoda, c’è il rischio che Strangetown all’improvviso non appaia più così strana, che tutto incominci ad avere un senso, che la gente torni ad essere normale cadendo nell’anonimato e la città perda ogni interesse davanti agli occhi dei turisti…
    Sei un genio!

  • Racconto surreale dalle sfumature da noir metropolitano, genere in cui la città non fa solo da sfondo alle vicende ma è essa stessa protagonista della storia.
    Una storia con un ottimo ritmo e tante trovate originali. Buonissime anche le descrizioni, ricercate e mai banali. L’idea di utilizzare dei nomignoli che tradiscono sin da subito inclinazioni e caratteri dei personaggi mi è piaciuta molto. Ma il vero colpo di genio e il supermercato delle parole. Bravissima Maria. Attendo impaziente il prossimo episodio… Magari una situazione imbarazzante.

    • Ciao Lou e grazie di essere qui.
      Ho apprezzato davvero le tue parole. Da lettore attento, i tuoi commenti sono delle mini recensioni preziose.
      Spesso ho bisogno di parlare della realtà, rompendo con la realtà. Quando avverto questo bisogno, scelgo la forma surreale per farlo, e mi piace condividere con gli altri.
      Al prossimo.
      🙂 🙂

  • Dialogo rivelatore… assolutamente necessario per capire il contesto 😉
    C’è un po’ di “normalità” in questo episodio, vissuta però come qualcosa di sbagliato: il vecchio seduto sulla panchina che dà da mangiare ai piccioni; il nipote che conta le barche e racconta delle storie a cui nessuno crede. E il Viaggiatore annota…
    Sempre più intrigante, brava.

  • Letto tutto d’un fiato, dal primo al settimo episodio! Un trionfo di originalità. Che bello! Ho votato per la situazione imbarazzante per mia curiosità personale, ma ogni ipotesi sarebbe stata interessante. Mi affascina l’idea e mi incuriosisce molto l’eventuale sviluppo della trama, che sembra ancora poco esposta, anche dopo sette episodi, alimentando ancor di più la voglia di leggere!

  • Tre opzioni che mi piacevano allo stesso modo. Alla fine ho scelto la situazione imbarazzante, il viaggiatore per il momento mi pare troppo ‘compitino’, ‘educatino’, vediamo come se la cava.
    Ciao
    Mi sa che ho perso qualche capitolo e me ne dispiace, le settimane passano e non me ne accorgo neanche. La piega che sta prendendo il racconto mi piace, tra il giallo e l’intrigo. Mi piace soprattutto l’oggetto del crimine, le ‘parole false’ e sono molto curioso di vedere come procederà. Per non sbagliare più, ti seguo.

    • Hai ragione, un po’ compitino e educatino lo è, per forza di copione. Il suo ruolo è quello di osservatore discreto, non deve essere né reattivo né proattivo. Deve non esserci per esserci, come da lui dichiarato nell’incipit.
      Sono contenta che tu segua la storia, e poi… i commenti costruttivi sono sempre un aiuto.
      Ciao
      🙂

  • Singolare davvero. 😉 Ti sembrerà strano, ma non posso fare a meno di pensare a quale potrebbe o potrà essere il finale di questa storia. 🙂 Le opzioni mi piacciono tutte, ma le situazioni imbarazzanti a Strangetown devono essere davvero “super”!
    Ciao Maria!!! 🙂 🙂

  • Allora, il viaggiatore vorrebbe sapere di più sulla cartella spostata, ma io voglio sapere di più sulla notizia, quindi, anche se in minoranza, voto quella.
    Sono i falsari della parola a causare l’inflazione del loro significato: senti ‘amore’ e capisci ‘a stento ti sopporto’, un ‘per sempre’ ha lo stesso valore di ‘una botta e via’. Dovremmo inventarci parole con un valore iperbolico per riuscire a comunicare gli stessi sentimenti che prima esprimevamo con un timido ‘ti voglio bene’.
    Ciao
    Il capitolo mi è piaciuto molto, mi è piaciuta l’idea alla base e spero che proseguirai a dipanarla nel prossimo capitolo.
    Ciao Ciao

    • Tk You per il commento e per il voto (sicuro che hai votato?).
      In effetti, non è una città di pazzi ma di “strani”, come strani
      siamo un po’ tutti noi, visti da vicino ahahah!
      🙂
      PS a dire il vero non avevo pensato ad Alberto Sordi, tanto più che il nostro Viaggiatore, a differenza di Sordi, non era solo a mangiare.

  • Un “passaparola”… chissà cosa potrebbe venirne fuori 😉
    Sono passata qui per caso e ho visto che hai pubblicato il quinto, da un po’ non mi arrivano le notifiche 🙁
    La stravaganza continua a regnare sovrana, emerge attraverso personaggi surreali che incarnano esattamente le debolezze, le indecisioni, il tergiversare dell’essere umano che non ama le responsabilità e preferisce demandare o scaricare le scelte ad altri, per continuare a crogiolarsi nella sicurezza dell'”ancheno”.
    Metafore bellissime come “l’insicurezza si espande come una malattia contagiosa”. BRAVA.

  • Salve Maria.. ma sei già al 5° capitolo.
    Mi sa tanto che mi son perso per strada qualche capitolo. 🙁
    Avevo lasciato il Viaggiatore molto più indietro.
    Va be cercherò di recuperare.
    Intanto opto per una notizia rilevante
    Ciao e sempre in gamba.

    ps.- Grazie per averrmi fatto notare quel refuso. 😉

  • Wow, Maria, episodio folle!
    Una notizia rilevante.
    Mi piacciono molto i nomi/soprannomi che attribuisci ai personaggi perchè poi li caratterizzi per quelli, allora ben vengano. Siccome però la storia, nonostante appaia a volte surreale, è in realtà molto verosimile e intelligente, fossi in te non esagererei con i nomignoli da fumetto… Con te mi capita spesso leggendoti di chiedermi chi ci sia dietro allo schermo, l’autrice deve essere davvero singolare. 😉

  • Cavoli, avevo perso qs’episodio: nn ho ancora capito come ricevere le notifiche delle storie che leggo… Ma pazienza, vi inseguo! La signora delle pulizie che guarda “mi manda rai3” è stata molto simpatica, sarà stata iscritta al codacons! Voto un nuovo ospite: altro giro, altro regalo!

  • Una confidenza
    Ciao
    Esilarante questo Kasokiuso che riesce con fatica a risolvere un caso lampante.
    Troppo vera la frase ”anche se sono in pochi a conoscere il suo vero significato’, del resto la donna delle pulizie ha capito il vero significato di bilancia e frase: sono lì a prendere polvere e a fare da tana ai ragni.
    Ciao ciao e brava.

  • Un incontro inatteso…
    Più che un racconto d’avventura mi sembra umoristico, la scenetta della donna delle pulizie che toglie le lettere “la giustizia è uguale per tutti” mi ha fatta morire! Molto singolare il Viaggiatore, si muove nell’ombra per carpire segreti ma è emerso un aspetto nuovo: l’irrequietezza. Ha poco tempo per scrivere il rapporto ma non ha sufficienti notizie, ma mi è sembrato un po’ troppo preoccupato. Qualcuno lo ricatta? Questo mistero è parecchio intrigante.
    BRAVA. Ciao 🙂

  • Mi piace l’idea che ottenga informazioni casuali… lo trovo intrigante.
    Episodio rivelatore, anche se a una prima occhiata – come il filo di flanella – potrebbe non sembrare. Ti rimprovero solo l’abuso dei punti esclamativi… quelli si usano per urlare, non per affermare – come si pensa erroneamente – ed è come se ogni conversazione, compresi i pensieri narrati, siano stati declamati 🙂
    Ma brava, lo sai, che te lo dico a fare…

    PS davvero conosci il significato intrinseco della bilancia?

    • Hai presente il collo esageratamente lungo e gli occhi piccoli a mandorla delle “donne di Modigliani”? Non rispettano le regole della proporzione e non hanno aderenza alla realtà. Tuttavia, nell’insieme, questi elementi non sono dissonanti e non inficiano l’equilibrio del quadro. Spero (presuntuosamente) succeda lo stesso con i miei punti esclamativi usati per enfatizzare alcune frasi, anche se inflazionati.
      Apprezzo sempre i tuoi commenti.
      Grazie e Ciao

  • Hanno ritirato la denuncia.
    Molto strange questa town dove arrestano gli aggrediti. Mi aspettavo che l’aggressore si chiamasse, che so?, Tokkamé 😀
    Apprezzo molto l’atmosfera surreale che si va addensando sul racconto, con questo fioccare di personaggi strani e improbabili che a ben vedere sono maschere universali di ‘tipi umani’ che incrociamo tutti i giorni.

    Ciao Ciao

  • Ciao Chiara e benvenuta.
    In effetti, virgole e virgolette non sono nel mio DNA. Al solito, l’autore di un testo non è mai un buon revisore di se stesso. Inoltre, quello che a me sembra chiaro e contestualizzato può non esserlo per il lettore. I commenti aiutano proprio a capire se quello che ho scritto è arrivato o no dall’altro lato dello schermo.
    Spero vorrai seguire ancora la storia.
    grazie
    🙂

  • Eccomi qui, finalmente! 🙂
    Lo stile è molto particolare; il primo capitolo cattura il lettore, che vuole senza dubbio saperne di più. Così arriva al secondo, in cui cominci a dare assaggi dal quaderno del Viaggiatore.
    Ho riscontrato una difficoltà che mi fa anche dubitare di aver capito l’accaduto, vista la domanda finale. Il problema sta qui:
    “È vero, hai ragione tu”. “Ma io sono più forte, perciò vinco io!”.
    [E anche qui, ma è minore:
    “No, non so niente!”. “Anzi, ricordo di aver sentito qualcosa su”…
    E, idem, minormente:
    … “per avere spiegazioni”. “Ma poi l’hanno rilasciato subito”].
    Non riesco a capire se a parlare sia la stessa persona e, se sì, perché chiudi e riapri le virgolette (vista anche la carenza di caratteri che, personalmente, mi tormenta). Questo mi porta a non capire chi dei due personaggi ha attaccato chi. Ero convinta che H.-Hakitokka (A chi tocca?!) avesse colpito Tizio. Poi però, nel finale, dici che la polizia ha convocato l’aggredito, e chiedi “perché hanno rilasciato subito H?”. Mi sfugge qualcosa :/

  • Mi piace come hai strutturato questo episodio, poi sembra che in questa cittadina tutti abbiano voglia di parlare, tranne il Viaggiatore che desidera invece ascoltare e raccogliere informazioni. Ovviamente, sono curiosissima di scoprire tante cose, ma devo attendere. E voto caso rilevante. 🙂
    Ciao, alla prossima!

  • Un caso rilevante è piombato all’improvviso…
    Intrigante questo episodio dai tratti a volte umoristici a volte ironici, che lasciano riflettere su come gli incontri fortuiti possano effettivamente cambiarci l’esistenza nel bene o nel male. Catturi l’attenzione del lettore con uno stile particolare che ben si addice al tipo di storia che stai sviluppando.

  • M’intriga l’idea che un altro caso sia piombato all’improvviso. Il rilascio di H tuttavia potrebbe essere temporaneo, poichè non escludo – ma sono solo le mie dissertazioni/elucubrazioni – che il nuovo caso prima o poi si riallaccerà al primo ed H sarà di nuovo coinvolto.
    Eh… sospiro io, la rivalità è da sempre una piaga tediosa, più antica dell’omicidio e più destabilizzante di una rissa… 😉

  • Si fermerà ad ascoltare la gente, senza fare domande! Perchè trovare le domande giuste è arduo: si attira l’attenzione su di sè e si rischia di uscire dai binari. Non è forse questa l’assurdità della vita? Proprio per assurdo il Viaggiatore rimanendo nell’ombra, secondo me, avrà più possibilità di capire cosa stia succedendo: la gente parla e non si fida degli sconosciuti.
    Ti seguo, a presto 🙂

  • Non fa domande, deve osservare e ascoltare, del resto è la sua missione.
    Ciao, molto particolare il tuo incipit, intrigante. È una città di mezzi sciroccati o cosa nasconde? È l’ultimo bastione dei liberi pensatori? Sono curiosa degli sviluppi.
    Ciao ciao

  • Salve Maria, bello il titolo..
    Anche se: visto il genere di racconto avrei preferito qualche pennellata in più nell’introduzione e al contorno del personaggio.
    Ricordo di averti letto in un bel racconto l’anno passato.. – per cui non cambiare il tuo stile di narrazione.- 😉
    Voto per Chiederà in giro informazioni.

  • Buondì Maria, sono contenta tu sia tornata! 🙂 Che dirti, l’incipit è originale e interessante… la stessa figura del “Viaggiatore” fa pensare al mistero al fascino (e all’intrigo? o è solo una mia proiezione?) ….Non vedo l’ora di leggere il seguito. Il ditino ha cliccato veloce su segui storia. 🙂 E sentiamo cosa ha da dire la gente…

  • Si fermerà ad ascoltare cosa dice la gente.
    Oh Maria, un po’ ci speravo di poterti leggere ed eccoci qui. Se adesso ti faccio un discorso sull’efficacia di questa storia, sul nome dell’albergo, sull’incarico e sul personaggio e quanto essi mi sembrino singolari e bizzarri tanto quanto affascinanti, sembrerò ruffiana e perciò non te lo dico ahahahahahah
    Sei bravissima, virgole a parte, amo le tue storie 😉 e seguo subito.

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