The Number of Sex

Dove eravamo rimasti?

Beth ha accettato il libro. Dove andrà, adesso? A casa, ovviamente, per leggerlo (56%)

Scrivere sui libri dovrebbe essere un reato

Chiedo scusa di nuovo per la scomparsa.

Purtroppo, ammetto di non avere più molto tempo per scrivere e, per amor dell’onestà, nemmeno la voglia di proseguire questa storia. 

Manco proprio di ispirazione, da un po’ di tempo a questa parte… ed ancor più perché questo non è il genere di cui sono abituata ad occuparmi.

Comunque, a partire dal fatto che non potrei comunque abbandonare la storia a metà per scriverne un’altra (xD) e che non mi sembrerebbe nemmeno corretta, cercherò di concluderla (possibilmente entro quest’anno, ecco).

Chiedo ancora scusa a tutti >.<

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Ormai dimentica della spesa, Beth tornò a casa in tutta fretta, stringendo fra le mani quasi gelosamente il sacchetto di carta contenente il libro.

Chiuse la porta, gettò chiavi e borsetta sul mobiletto dell’ingresso e via verso il salotto, sul divano, dove avrebbe scartato il suo nuovo acquisto con lo stesso entusiasmo e la spasmodica curiosità – sebbene ne conoscesse il contenuto – di una bambina il giorno di Natale.

Si versò un bicchiere generoso di cola – il vino era finito, più o meno come tutto il resto delle provviste, tranne forse un mezzo pacchetto di biscotti allo zenzero che doveva risalire proprio al Natale precedente – e si accoccolò in un angolo del divano, le gambe raggomitolate contro il busto, i capelli raccolti alla buona con una matita.

Allora, e solo allora, finalmente, aprì il pacchetto, estraendo il tomo con una delicatezza quasi reverenziale. 

Era un libro piuttosto vecchio, probabilmente una delle prime edizioni, con la copertina color crema decorata da fregi dorati e la stampa di un dipinto che, ad occhio, avrebbe dovuto rappresentare una scena dello scritto.

Beth ne fu deliziata.

Aprendolo, ne accarezzò le pagine ingiallite, un po’ ruvide al tatto e all’apparenza piuttosto friabili, scorrendole pigramente senza leggerne il contenuto; avrebbe avuto un sacco di tempo per farlo, adesso voleva solamente controllare che fosse tutto a pos…

Ehi, un momento. E questo?

Beth si fermò bruscamente: qualcuno, in uno degli angoli delle pagine, aveva scritto un numero di telefono a penna

A penna, con inchiostro indelebile.

Non a matita, perfettamente cancellabile e quasi accettabile.

A penna.

Beth ne fu a dir poco indignata.

C’erano poche cose in grado di farla irritare seriamente; questa era una di quelle, insieme alle persone che si leccavano le dita prima di sfogliare i libri – i suoi in particolar modo -, quelle che facevano “le orecchie” alle pagine e, orrore degli orrori, quelle che letteralmente le piegavano a metà per tenere il segno.

Incredibile, terribile, ma vero.

Per lei, che amava i libri più di quanto avesse amato i suoi precedenti “fidanzati”, equivaleva a poco meno di un’offesa.

Anzi se l’avessero insultata, probabilmente, l’avrebbe presa meglio.

Una delle sue colleghe al liceo, che Beth aveva detestato profondamente fin dal primo giorno, incarnava la quintessenza di tutte le cose che più detestava: priva di un qualsiasi genere di ironia – a meno che non riguardasse il prendere in giro gli altri -, boriosa come pochi e per questo convinta di avere sempre ragione, trattava i libri scolastici come carta straccia, gettandoli a destra e a manca quando non le servivano più, strappando e sporcando le pagine di cibo, smalto e solo Dio sapeva di che cos’altro, prendendo appunti personali a penna lungo i bordi bianchi. 

Se avesse potuto farlo senza essere licenziata, o peggio, Beth l’avrebbe letteralmente presa a schiaffi un giorno sì e l’altro pure.

Sbuffando nervosamente, tornò a concentrarsi sul volume, valutando l’idea di riportarlo indietro. Certo, era stato un regalo, e in altre circostanze non le sarebbe mai passato neanche per l’anticamera del cervello di riportarlo indietro… però…

Chissà a chi appartiene il numero.

Fu un pensiero fugace, rapidissimo.

Ma sufficiente a scatenare la sua fantasia.

Senza quasi accorgersene, si ritrovò in mano il cellulare e, composto il numero, la chiamata fu avviata.

Potrebbe essere il numero del proprietario del negozio. Oppure di una ragazza con cui aveva un appuntamento il tizio che ha avuto il libro prima di me, e non sapendo dove segnarselo ha usato una pagina. Oppure potrebbe essere proprio del tizio. Ma che senso avrebbe scrivere il proprio numero? Magari poi l’ha consegnato a lei, e lei…

«Pronto?»

Qualcuno ha risposto. E adesso?

  • Cadrà la linea (17%)
    17
  • Beth metterà giù di colpo, terrorizzata. Poi... (28%)
    28
  • Beth prenderà coraggio e parlerà con lo sconosciuto. Poi... (56%)
    56
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100 Commenti

  • Ciao Moon, sono una nuova iscritta su questo sito e mi sto anche io cimentando nella scrittura di una storia mista di eros e romanticismo (ho già pubblicato la prima parte su The Incipit). Ho letto con molto piacere la tua storia prima di iscrivermi e ora che lo sono vorrei felicitarmi con te. Trovo che il tuo The Number of Sex è un racconto molto bello e ben scritto, mi piacciono la narrazione e le descrizioni. Aspetto il seguito che spero arrivi. A presto.

    • Buongiorno Anthea, è un piacere vederti sulla mia storia e leggere il tuo commento, ancor più se ti è servito come incentivo per decidere di intraprendere la meravigliosa strada della scrittura. Sono molto contenta che ti sia piaciuto il mio racconto e, anche se non ho il tempo materiale per proseguirlo frequentemente, spero deciderai di continuare a seguirmi fino alla fine 🙂
      Un bacio ed una lieta giornata,
      Moon

  • Ciao. Non ho mai letto un racconto erotico, ma se sono cosi sono decisamente piacevoli. I commenti sono abbastanza datati non so, se è normale che passi cosi tanto tempo tra un capitolo e l’altro, sono nuovo su questo sito. Non so se vedrai il mio commento, comunque sei davvero brava ed è stato un piacere leggere fino a qui.

    • Ho visto il tuo commento, e ti ringrazio tanto.
      Per risponderti: no, normalmente non si dovrebbe – o, meglio, non c’è nulla che lo vieti, ma se si vogliono avere più lettori e tenerne viva l’attenzione sarebbe meglio non farlo – lasciar passare così tanto tempo tra un capitolo e l’altro. Solitamente sono più zelante nella pubblicazione. Tuttavia in questo periodo, per svariati problemi, non ho il tempo, l’ispirazione e, in verità, nemmeno la voglia di continuare a scrivere questo racconto, in particolare perché erotico. Trattasi di un esperimento, ben diverso da ciò che sono abituata a scrivere. Grazie comunque per essere passato.

  • Si dice che, dopo le “50 sfumature”, chiunque pensi di potersi cimentare nel genere erotico e che ci sia un conseguente calo della qualità dei racconti. Be’, anche se fosse vera, questa pseudo verità non vale per la tua storia. Hai costruito una delle protagoniste più delicate e complesse che io abbia mai trovato sul sito, scrivi davvero molto bene e riesci a costruire un mondo intero con poco, senza scrivere capitoli chilometrici – e questo è grande dono. Nel tuo testo ci sono descrizione, introspezione e anche un bel ritmo – tutti ingredienti fondamentali per tenere il lettore vigile. Sei una scrittrice versatile, che riesce a passare facilmente da un genere all’altro (ho sbirciato le tue storie precedenti e non mi stupisce che abbiano avuto un discreto successo), perciò non smettere mai di scrivere e cerca di migliorarti sempre. Non ti fermare perché sei davvero brava. Ti seguo!

  • Eccomi Moon, voto per il consiglio del libraio. Sai non ricordavo il tuo racconto fosse nel genere eros, per il momento lo sento più “rosa”, forse per la delicatezza della scrittura che sembra tendere più al romantico. Forse sbaglio io a immaginare gli erotici più diretti nel linguaggio. A presto e ti seguo come sempre. Ps: mi spiace di cuore per il cagnolino, io so cosa significa perdere il proprio “pelosetto”, ho sette gatti che amo e 6 anni fa è morta la nostra cagnolina. Un forte abbraccio.

    • Felice di rivederti 🙂 Il mio racconto è di genere eros per modo di dire… c’è del sesso, sì, ma non eccessivamente volgare. Come piacerebbe a me, diciamo, se leggessi questo genere di storie. È… un piccolo esperimento, ecco, per vedere se so cimentarmi in altri generi oltre ai miei soliti. Sono in molti ad intendere questo genere come più spinto e diretto… ed io voglio dimostrare proprio che non è necessario scrivere sporco per avere delle belle storie passionali 😉 Ti ringrazio, comunque… dev’essere stato un brutto colpo anche per te 🙁 Ricambio l’abbraccio

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