Anil

Mi Chiamo Ania Ma Tutti Mi Conoscono Con Il Nome Di Anil

Quello era un giorno speciale per me perché dopo tanto tempo l’avevo ritrovato … ed era ancora la, come l’ultima volta che l’avevo usato, quasi come se attendesse che lo ritrovassi e mi ci reimmergessi in esso come ero solita fare da bambina.
Il mio vecchio quaderno da disegno, ma non uno qualsiasi, quello in cui erano racchiusi tutti i miei sogni infantili che ora, tra vecchi quaderni di scuola e vecchi libri impolverati, riecheggiavano vividi dentro di me.

Era grande, con una copertina rossa brillantata ( il mio colore preferito) e riportava ancora sulla prima pagina mezzo strappata la dedica scritta per me da una persona rimasta indelebile nella mia mente : Ad Ania da Nonna , per un felice decimo compleanno

A volte mi dimentico di chiamarmi con quel nome, Ania, da tempo l’avevo cambiato con Anil proprio in onore di mia nonna Lina (Anil è infatti il suo nome al contrario) che invano aveva cercato di combattere contro la sua malattia che purtroppo me l’aveva portata via…

Sfogliando le pagine del quaderno ritrovai in esso anche il mio sogno: Il Pianoforte … Penso che esso sia uno strumento musicale bellissimo, l’unico capace di farmi volare con la mente in un mondo tutto mio, mettendomi, ogni volta che lo sento, una tale pelle d’oca che sono giunta al punto di non definirlo più come uno strumento musicale ma come il mio primo e unico vero amore .

Ed ecco che fui richiamata improvvisamente alla realtà dalla voce mielosa di mia madre che mi avvertiva che il pranzo era pronto. E si perché io vivevo ancora con mia madre, anzi vivevo solo con mia madre visto che mio padre ci aveva abbandonate tempo fa per una puttanella che aveva solamente due anni in più di me …

 Scesi le scale rapidamente, entrai in cucina dove mia madre si affaccendava sui fornelli e mi misi a sedere al tavolo rivolta verso di lei
-Non noti nulla di nuovo? – Mi chiese
-No- Risposi facendo finta di niente. Come potevo non accorgermi delle due nuove candele profumate psichedeliche che aveva comprato, visto che ormai andava comprandone una nuova ogni giorno, e poi della stessa fragranza … il suo profumo preferito era il tulipano …
-Almeno sono colorate- disse quasi a discolparsi – Era da tempo che le cercavo così- Concluse poi servendo i piatti in tavola. Quella Carbonara benissimo che faceva era praticamente tutta per me, visto che lei divorava tutto in due secondi, e poi si alzava subito a fare i piatti, mangiandosi sempre di nascosto un pezzo di pane.
– Cosa nascondi li?- Chiesi scherzando
– Nulla, fatti gli affari tuoi!- Mi rispose ridendo sotto i baffi
– Ecco lo vedi? Poi ti lamenti che sei grassa e che devi cominciare la dieta- Le dissi ridendo

Povera mammina, da quando il bastardo se n’è andato si è sempre fatta in quattro per me dividendosi tra lavoro e casa… anche se lavorava come commessa in un negozio di vestiti è sempre riuscita a campare tutte e due fino alla fine del mese. Non mi ha mai fatto mancare niente : mi ha pagato tutti gli studi, anche se mi sono ritirata da scuola dopo il diploma delle magistrali, e mi ha sempre dato libertà di uscire con i miei amici e soddisfare qualche mio vizietto. L’unico modo che ho io per ringraziarla e aiutarla con le faccende domestiche in attesa di trovare un impiego lavorativo.
A si dimenticavo di dirvi che io ho 25 anni ad oggi (Perciò buon Compleanno Anil)

Per quanto riguarda la mia vita al di fuori di questa casa, che spesso mi appare come la cella di un carcere, ho alcune amicizie, sebbene abbia imparato a non fidarmi più delle persone. Ho un unico amico del cuore sin dalla mia infanzia e il suo nome è Roberth.

Roberth sapeva il fatto suo : era sincero e schietto, molto simpatico e sapeva suonare bene la chitarra. Tra me e lui c’era una grande complicità e alchimia ma non c’era mai stato nulla di fisico tra di noi e per come la vedevo io mai ci sarebbe stato. Non avrei mai rovinato una così bella amicizia per qualcosa inutile come l’amore …

Si l’amore ! Ma cos’ è l’amore? È solo una parola inutile per me da quando ho passato determinate esperienze che hanno segnato il mio modo di vederlo … delle quali però non voglio dilungarmi …

Tornando al presente proprio quel giorno che avevo ritrovato i miei ricordi dell’infanzia e che avevo trangugiato la buonissima carbonara della mia mammina sarebbe accaduto un fatto che di li a poco avrebbe stravolto la mia vita per sempre…

E proprio allora che il mio telefono cominciò a squillare , su di esso compare un nome : Roberth. Mi affretto a rispondere
– Anil – gli sentii dire dall’altro lato del telefono con voce felice
-Roby, che succede? Dimmi tutto !!- Risposi io affannata, quasi come se già avessi capito la ragione di quella chiamata
-Ho una notizia importante da darti … Ce ne andiamo da qua … – rispose

Qual'è la notizia importante che Roberth da ad Anil_

  • Mio zio ci invita una settimana a Berlino così possiamo cercare lavoro insieme (7%)
    7
  • Uno dei conservatori di Parigi ha accettato la nostra domanda (50%)
    50
  • Ho trovato lavoro per tutti e due si parte a Londra (43%)
    43

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19 Commenti

  1. Ciao Anil, benvenuta.
    L’incipit è interessante, introdurre un affetto ‘terzo’ in una storia rosa riesce ad ampliarne il respiro, delineando meglio il personaggio prima che cominci il racconto sentimentale vero e proprio. La storia è scritta bene, a parte qualche refuso tra i quali il più bruttarello mi pare ‘delle quali però non voglio’ eccetera. Purtroppo questa piattaforma non accetta che si cambi una virgola dopo aver postato, quindi occhio alle riletture.
    Ah, conservatorio di Parigi, se la musica è la sua passione, sarà al settimo cielo.
    Lo faccio raramente, ma c’è qualcosa in questa storia che mi intriga (sarà la Carbonara?) per cui ti seguo.
    Ciao Ciao a presto

  2. Ciao
    Incipit a metà tra il diario e il ricordo.
    Alcuni tratti della personalità della protagonista sono già emersi: la sfiducia nell’amore (condita da esperienza personale e pregiudizi) e la passione per il pianoforte.
    Avanti con Parigi…
    🙂
    PS un suggerimento: cura di più la punteggiatura e alcuni tempi verbali, per rendere più scorrevole la lettura.

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