L’innocenza violata. La prima indagine di Falco e Mia

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“Devo migliorare il mio record” pensò Loris, mentre correva lungo il perimetro del Parco 2 Giugno. Sognava le olimpiadi, ma nei 100 lo standard di ammissione era 10”16; quell’anno poteva scendere sotto i 10”20, non era certo un pass per Rio ma si consolò pensando agli Europei di Amsterdam.

***

Il corpo era supino sull’erba, nascosto tra i cespugli. Gli occhi lo puntavano senza vederlo. Falco, inginocchiato al suo fianco, lo stava esaminando: indossava un paio di pantaloncini; una t-shirt a maniche lunghe; un paio di scarpe ginniche. Su ciascun capo era impresso il logo del centro sportivo CUS Bari. “In cosa ti sei imbattuto?”

«Nel killer del cuore» ribatté Dante, scrutando la sua espressione perplessa. «L’intenso allenamento a cui si sottopongono gli agonisti determina un aumento sia della massa che dei volumi del miocardio.»

«Lo avrebbe ucciso un infarto?»

«È probabile, ma occorrono almeno due fattori perché si verifichi una morte improvvisa.»

«E quali sarebbero?»

«Un evento scatenante come la corsa» spiegò il medico legale, mentre con le dita guantate della mano sinistra allargava una delle due orbite oculari per estrarne una piccola e tondeggiante membrana trasparente. «E un cuore malato. Con tutta probabilità, il nostro amico era affetto dalla Sindrome di Marfan.»

«L’hai dedotto da una lente a contatto?»

«No, dalla sua miopia e non solo» Dante sollevò un braccio della salma. «Non ti sembra esageratamente lungo?»

«Sì, infatti» avallò Falco. «È un difetto causato dalla sindrome?»

«Scheletrico, per la precisione» Dante sollevò la mano destra. «Aracnodattilia.»

«Cosa?»

«Guarda le dita, sono sproporzionatamente allungate rispetto al palmo e insolitamente flessibili, proprio come le zampe di un ragno.»

«Questa deformità costituisce un chiaro sintomo della patologia?»

«In realtà no, può presentarsi anche senza una malattia di base.»

«C’è un modo per stabilirlo con certezza?» Falco sperava che il caso di quella mattina si chiudesse prima della pausa caffè.

«L’aumento delle dimensioni dell’aorta» Dante estrasse dalla sua borsa una siringa. «Le analisi del sangue ci diranno se faceva uso di Atenololo» dichiarò, prelevando una piccola quantità di sangue. «La dissezione aortica in questi casi va contrastata con un betabloccante.»

«Questa sarà l’indagine più breve della mia carriera.»

«Io non ci scommetterei» ribatté una voce alle sue spalle.

Falco permise al suo sguardo di arrampicarsi su per quella figura sottile e slanciata in piedi davanti a lui. Il dondolio dei suoi lunghi capelli freddo moka lo disorientò. In realtà, tutto di lei lo disorientava: il viso gracile; gli zigomi marcati; le sopracciglia alte dall’espressione singolare. E poi gli occhi. Due zaffiri grandi, luminosi e con un riflesso stellato. Lei inarcò le sue labbra turgide in un sorriso. Falco rimase immobile a guardarle. Desiderò baciarle, accarezzarne la morbidezza e assaporarne la carnosità. Un desiderio violento lo investì. Il membro simile alla rivoltella chiusa nella fondina della cintura. Avrebbe voluto possederla, lì, sotto i caldi raggi del sole e la frescura dell’erba. Scrollò la testa per allontanare quei cattivi pensieri. “Mantieni la calma” rammentò a se stesso. “Concentrati sul cadavere.”

«Non si tratta di morte naturale» asserì lei, prima di presentarsi. «Mia Veneziani.»

«Veneziani?» Falco guardò sorpreso il suo amico. «Siete parenti?»

«Fratelli» sottolineò Dante. «Come coordinatore responsabile della scena del crimine l’ho voluta in squadra. Mi hanno dato l’ok dall’alto.» Dante abbracciò Mia, dopo essersi sfilato i guanti. «Mi hanno detto che avresti cominciato lunedì, sei appena arrivata?»

«Sì e avevo tanta voglia di rivederti» Mia socchiuse gli occhi, facendo una smorfia. «Sofia mi ha detto che eri già andato al lavoro.»

«Comodi, tanto l’amico qui non va da nessuna parte» ironizzò Falco, allungando il braccio verso Mia. «Ispettore Agus», la criminologa contraccambiò la stretta. «Cosa le fa pensare che non sia morte naturale?»

«Se dovesse sentirsi male all’improvviso cosa farebbe? Chiederebbe aiuto o andrebbe a nascondersi?»

Falco rimase impressionato dalla capacità analitica di quella ragazza.

«Qualcuno deve averlo trascinato» ipotizzò Mia, intenta ad analizzare le scarpe della salma. «Guardi, ci sono tracce di terreno ma solo sul retro piede. Se avesse camminato, il terreno avrebbe imbrattato tutta la suola, non crede?»

Falco osservò le scarpe, poi seguì le tracce di terreno che si interrompevano all’inizio dell’asfalto del vialetto. Lo ripercorse a ritroso per un bel tratto senza riscontare nulla di anomalo. «La sua corsa finisce qui.»

«Sono due le cose da scoprire» considerò Dante. «Come è morto il ragazzo…»

«E chi l’ha ucciso» concluse Falco.

Cerchiamo altri indizi con…

  • Falco e Mia (64%)
    64
  • Mia (25%)
    25
  • Falco (11%)
    11
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394 Commenti

  1. Ciao Anna
    solo ora sono riuscita a leggere gli ultimi episodi del tuo bel racconto.
    Questa storia non era facile da sviluppare o sbaglio? il tema è delicato e tu, che ponderi sempre bene le parole e sai analizzare con cura gli stati d’animo , avrai sicuramente dedicato speciale attenzione alla caratterizzazione dei personaggi.
    Solo un piccolo dettaglio mi viene da commentare: “il caso” coinvolge figure maschili Loris, Jacopo,il padre, il nonno e ho sentito la mancanza di un riferimento femminile. Tanto più che affermi che Gavin è un ansioso resistente…
    Il racconto è riuscito e spero di trovare ancora Mia e Falco alle prese con un’altra storia.
    al prossimo
    ciao ciao
    🙂 🙂

  2. Finale con sorpresa, e molta umanità da parte della polizia. Sai cosa mi ha ricordato? La frase dell’interrogatorio a Misseri, quando uno degli inquirenti gli chiede, più o meno testualmente: ‘Ma perché signor Misseri, non ci voleva bene lei a sua nipote?’ E lo dice con un tono incredibile, né odio, neanche sconcerto, solo necessità di capire, per quello che si può, un atto inconcepibile.
    Brava, mi è piaciuto il racconto e mi piace la tua eroina sagace.
    Ciao ciao

  3. Ciao Anna,
    Ho apprezzato molto il colpo di scena, ma ancora di più la confessione del padre: mi è piaciuto un finale con colpevoli ma senza mostri. Due persone che hanno compiuto azioni mostruose, sicuramente, ma è necessario capirne i moventi e la storia, piuttosto che liquidare i loro gesti con la comoda risposta della ‘malvagità’. Quelli che chiamiamo mostri si creano un po’ ogni giorno e capire come ciò succede è certamente utile a tutta la società.
    Complimenti.
    Ciao, a presto? Mi sa di no 🙂

  4. Ciao Anna!
    Complimenti! Anche questa storia è stata profonda e intensa, e mi ha regalato tante emozioni.
    Il finale mi è piaciuto molto. Abbiamo scoperto che il padre non era solo un mostro, e nel suo cuore celava un passato tormentato, fatto di violenza e sofferenza.
    Bravissima.
    Spero che tornerai presto qui su TI! ^__^ Un abbraccio! 🙂
    Alla prossima! 😉

  5. Ciao Anna, interessante la tesi del” far rivivere l’esperienza traumatica”..
    ma sei una psicologa??
    Cmq bravissima. Toccante il dialogo finale tra padre e figlio.
    Mi è piaciato la chiusa finale, con citazione alla scrittrice Sandra Cairoli.
    Mi piacerebbe leggere un altro tuo “giallo..”
    Grazie ciao

  6. Ciao!! 😀
    Wow! Che dire? Stupendo finale, amaro, ma reso bellissimo dal tuo stile scorrevole ed emozionante. Bello anche il colpo di scena alla fine, in cui scopriamo che la storia è frutto delle abili dita di una scrittrice, forse o no, ispiratasi a fatti reali.
    Spero che la tua pausa da TI non sia troppo lunga: mi piacciono veramente tanto i tuoi racconti! 😀
    A presto!!

  7. Veramente profondo e amaro, due generazioni rovinate, sperando che si interrompa, e che non sia qualcosa di latente, altrimenti tra qualche anno ci ritroviamo Iacopo che ricomincia la storia.
    Veramente non ho capito l’ultima cosa che hai scritto, avrei lasciato tutto come una storia vera, accaduta, e non come la fantasia di una scrittrice.
    Adesso aspettiamo il tuo prossimo Incipit.
    Buon fine settimana

    • Ciao Ivano, il confronto padre-figlio serviva proprio a spezzare quella catena di incesto e orrore. Per quanto riguarda la scrittrice, come ho scritto a Napo qui sotto, si tratta di Mia che ha voluto proseguire la sua “carriera” di autrice di Thriller ispirandosi ai casi che affronta da criminologa, quindi non si tratta di pura fantasia bensì di un racconto ispirato ad un fatto reale. Tra l’altro è quello che ho fatto io, dando un’occhiata alla cronaca nera mi sono imbattuta nella storia di un diciannovenne che ha abusato di un tredicenne adescato su Facebook e che è stato ridotto in fin di vita dal padre del ragazzino che lo ha preso a martellate. Ovviamente, tutto il resto è stato inventato da me per rendere l’intreccio meno scontato, ma in fondo è questo quello che facciamo noi autori: ci ispiriamo alla realtà per creare storie “altre”, no?
      A presto.

    • Sono andato a curiosare nel tuo profilo è ho scoperto che pubblichi su Meetale. Ho frequentato quel sito per qualche settimana in occasione dell’Olimpiade Letteraria 2015, precettato da Ghigo per poter completare la squadra maschile. Lì ero iscritto come Mocher, ma non ricordo di averti mai incrociato. Finita l’Olimpiade mi sono cancellato e ho cancellato anche il noir che avevo scritto. Dire che l’ambiente non mi piaceva per niente è un eufemismo.

      • Ciao Napo, scusa se mi intrometto, ma ho scoperto da poco meetale e mi ha colpito il tuo giudizio così netto. Per quanto ho visto finora, c’è poca interazione tra autori. La cosa non può piacermi, infatti mi sta proprio stretta, ma mi fa riflettere su quanto il meccanismo degli incipoints sia la principale causa dei commenti su questo sito.
        Poi a livello di ambiente… non so, Ghigo è gentilissimo e mi ha accolto e sostenuto, Ho incontrato qulache altro di molto interessante, ma ho incontrato anche chi ha preso a ‘segurimi’ senza neppure aver letto ciò che scrivo (e lo so per certo!). Ma questo, non nascondiamocelo, sostanzialmente accade anche qui.

        Ciao a presto

        • Caro JAW,
          sarà che ho frequentato Meetale in occasione dell’Olimpiade Letteraria, ma ho trovato un ambientino da coltelli tra i denti. Defezioni dal torneo, dopo veri e propri attacchi isterici per nulla, e contestazioni nei confronti di organizzatori e giurati. Già la dice lunga il fatto che molti su quel sito si autodefiniscano “Scrittori” e si esaltino per aver pubblicato in self-publishing o con un piccola Casa Editrice. Il mondo dell’editoria italiana è ben strano, ma nel bene e nel male, è tutt’altra cosa rispetto a quello che rappresentano coloro che già nell’identificativo aggiungono “Scrittore” o “Scrittrice”. Qui su TI ogni tanto ne arriva o ritorna qualcuno/a, con un codazzo di adulatori per l’occasione. Normalmente hanno un limitato successo tra gli altri autori/lettori e spariscono dopo avere dichiarato che questo sito non li merita.
          TI ha il vantaggio che non puoi imperversare su Forum e Caffè vari: scrivi e basta. Gli incipoints valgono quel che valgono, non sono rappresentativi del valore di uno scritto (altrimenti tu, Anna e altri ne avreste almeno il doppio), ma a parte qualche raro commento stizzito e qualche incipoint negato (tipicamente quelli del Segui la Storia) non ci sono altre manifestazioni eclatanti di invidia.
          Poi, per carità, ci sono delle ottime persone anche sull’altro sito, come Ghigo, che è mio amico, o come Anna, che non ho avuto modo d’incrociare lì. Loro sono più titolati di me a parlare di Meetale.

    • Ciao Napo, in realtà Sandra Cairoli è Mia… come vedi non ho preso le distanze dal mio racconto,mi assumo sempre la responsabilità di ciò che scrivo, se è questo il senso del tuo “rimprovero” 😉 avrei voluto “svelarlo” molto prima, sviluppando una trama orizzontale che procedesse di pari passo con quella verticale, ma ho fatto male i miei calcoli e, di capitolo in capitolo, mi trovavo sempre nell’impossibilità di svilupparle entrambe. A questo punto mi chiederai perché svelarlo ugualmente, piuttosto che lasciare la trama verticale e basta? Perché, come riporta il titolo, questa doveva essere soltanto la prima di una serie di indagini portate avanti dal duo Falco-Mia ed è probabile che, quando tornerò, riprenderò la storia dando però più spazio alla trama orizzontale rendendola protagonista rispetto a quella verticale. Spero di essere stata chiara, anche perché mentre scrivevo sono stata interrotta una miriade di volte. Quanto a meetale, ho partecipato solo ad alcuni contest, al meetale award e pubblicato qualche racconto e l’ambiente non mi è sembrato così spiacevole.
      P.s.: Mi dispiace che il finale non ti sia piaciuto.

  8. Ahahahhhaha bellissima la fine fuori dal coro che sei riuscita a trovare. Sono ancora più curioso di sapere se quello è il tuo pseudonimo o un altro personaggio fittizio che approfondirai.
    Complimenti, hai tutta la mia stima nell’aver creato una vicenda coerente ed emozionante,dei personaggi convincenti e di aver arricchito il tutto con quei particolari che tanto piacciono a chi ama il giallo.
    Grazie.

  9. Leggo un finale che fa quadrare tutto e mi piace, perchè un padre che ama il figlio, ammette i propri errori quando il cerchio si stringe intorno al colpevole.
    La chiusura mi fa però sorgere una domanda: chi è, in realtà, Sandra Cairoli? 😉
    Comunque, chiunque sia a scrivere, spero di rileggere di questa coppia in giallo a breve.
    Brava

  10. Mi piacerebbe : giustizia per entrambi.

    Ciao Anna, complimenti. Un giallo del genere, in 10 capitoli… penso che sei riuscita in una grande impresa.
    Probabilmente qualche dettaglio o qualche sfumatura andava trattata qualche capitolo prima.. però penso sia davvero difficilissimo scrivere dei gialli seguendo le regole di The Incipit.
    Aspetto psicologico va bene, ma il genere “giallo” è sopratutto suspance, indizi, sospetti, movente, ricerca e soluzione finale.-
    Cmq, sei stata brava. 😉
    Alla prossima

  11. Brava Anna. Niente da dire. Da togliere il fiato. Ci vuole coraggio per trattare argomenti come questi. Ma ci vogliono anche sensibilità e intelligenza. Doti che non ti mancano. In questo episodio non c’è niente che non va, lo hai costruito e calibrato alla perfezione. Mi associo a Napo: strameriti la copertina. Il miglior giallo che ho letto sul sito a prescindere dal finale che ci vorrai regalare. Bravissima!!!
    P.S. io sono tornato con un nuovo racconto e sarei onorato se scegliessi di seguirmi

  12. Ciao Anna!
    Molto bello questo capitolo. La parte finale è indescrivibile!!!
    Avevo la pelle d’oca quando l’ho letta! Dev’essere stato difficile scrivere quel pezzo, raccontare certe sensazioni e certi gesti. Sei stata veramente brava, mi sono commossa e sei riuscita anche questa volta a regalarmi delle emozioni.
    Voto la giustizia per entrambi.
    Al gran finale! 🙂

  13. Agghiacciante.
    Sì, avevo intuito la tragedia, ma come Guglielmo nel Nome della Rosa avevo interpretato male tutto quanto. Giusto per fartelo sapere, secondo me la frase chiave era ‘per non dovergli sopravvivere…’ perché l’ultimo verbo è quello che si utilizza nella ‘staffetta generazionale’. Invece si riferiva alla speranza che il dolore lo uccidesse. Be’ però avrei goduto troppo se Mia avesse spiegato l’ambivalenza della frase… ambivalenza che vedo solo io!
    Ah Ah
    Brava come al solito, giustizia per entrambi.

    Ciao ciao

  14. Ovviamente giustizia per entrambi!
    Ciao Anna,
    Difficile anche solo leggere l’ultima parte del racconto, posso immaginare quanto lo sia stato scriverla. Forse questa volta ho trovato molto ‘tecnica’ la prima parte, ma è una questione di gusti personali. Anche perché questa tua scrittura precisa e minuziosamente documentata è una delle cose che preferisco del racconto, quindi è proprio un appunto episodico e dettato da chissà quale combinazione di ormoni ho in circolo in questo momento.
    Ciao, brava e a presto

  15. Non credo che la giustizia in questo caso possa essere selettiva.
    Brava Anna. Ancora una volta hai dato prova della tua scrittura alta e matura. Lo sai che il solo appunto che ti muovo è che sia troppo matura per il diario di un adolescente, anche se maturato anzitempo suo malgrado. Tutto sommato basta che non metti più bambini nei tuoi racconti 😉

  16. Cavoli, Anna, avevo indovinato: sono molto soddisfatta di me (adesso “me la tiro” come i ragazzini, XD). Tornando a cose più serie, il capitolo mi è piaciuto, l’ho solo trovato un po’ didascalico (ma dovendo dare delle spiegazioni tecniche in cosi poco spazio non so come avresti potuto fare diversamente).
    Se il colpevole come sembra è lo stesso, diciamo giustizia per entrambi. Anche se per Iacopo il più duro sarà trovare serenità ed equilibrio.
    Al gran finale.

  17. Il furto dell’infanzia.
    Ciao Anna,
    Ho pure contato le righe per cercare la ventottesima, ma ovviamente la formattazione del sito rende la ricerca abbastanza inutile. Ma credo di avere intuito qualcosa, forse ho trovato la parolina che Mia ha sottolineato.
    Bello, brava.
    Se posso fare un piccolissimo appunto, avrei cercato di limitare di più la spiegazione sugli hikikomoro, ma questa osservazione scritta da me lascia il tempo che trova, visto che mi fanno spesso notare la scarsa chiarezza. Quindi probabilmente hai fatto bene.
    Ciao ciao, aspetto con molta curiosità il seguito.

  18. Ammissione di colpevolezza, siano al nono, se non ora quando? Sempre bravissima.
    L’utilizzo delle celle telefoniche è molto frequente nelle indagini di polizia e aiuta a rendere più credibile tutto il contesto. Concordo con Napo, le persone pensano e parlano in modi diversi. Dovresti lavorare un po’ di più su questo aspetto. Hai la tendenza a sostituirti ai tuoi personaggi e a parlare per loro. E, a volte, non riesci a resistere alla tentazione di mostrarci quanto sei brava… Ma, credimi, non ne hai bisogno, perché noi questo lo sappiamo già.

    • Ciao Lou, l’idea delle celle telefoniche in realtà l’ho rubata ad un romanzo che sto leggendo in questo periodo, quanto alla tendenza che ho a sostituirmi ai miei personaggi non lo faccio per dimostrare la mia bravura… se fossi veramente brava non commetterei un errore simile 😉
      Grazie di esserci.

  19. Ho votato uno stop nelle indagini perché le altre due opzioni non mi piacevano.
    Non sono sicura di aver capito quale parola abbia fatto “tiltare” Mia, ma ho una teoria personale.
    Ho trovato un po’ letterario il diario, ma in fin dei conti i ragazzini adorano essere teatrali e letterari, l’adolescenza stessa è sempre “eccessiva”, e apprezzo molto lo sforzo che hai fatto, tu che hai detto aborrire le parolacce e le grossolanità, per scrivere “brutte m..e”. 🙂 Avanti verso la soluzione del mistero. La suspense resta intatta.
    A presto

  20. Eccomi Anna. Voto per il furto dell’infanzia. Non sò più come farti i complimenti ormai. Leggere le pagine del diario del ragazzo è stato qualcosa di struggente. Si tocca con mano anche la sensibilità dell’autrice e la profonda capacità di empatia! Bravissima. Ho cliccato anche segui l’autrice, perchè questo racconto sta per terminare e non voglio perdere gli altri. A presto!

  21. Ciao Anna!
    Voto il furto dell’infanzia.
    Ho letto la pagina del diario di Jacopo con il magone. Vivere una vita così, in continua lotta e con una paura costante, quasi desiderando che la morte metta fine a tutto, dev’essere terribile. Brava, perché sei riuscita in poche righe ad esprimere l’angoscia di questo ragazzo. Inoltre, trovo sempre più interessante il personaggio di Mia, così attenta e riflessiva.
    Alla prossima! 🙂

  22. E’ difficile capire fin dove arriva la sensibilità di un ragazzino. Le pagine di un diario son sempre complicate da gestire.
    E cmq penso che hai reso molto bene l’idea di cosa e di come soffrisse jacopo.
    Bravissima poi nel finale con la psicolaga che fissa Mia.. Evidentemente una Mia pensierosa e perplessa.
    Bravissima
    (Il furto dell’infanzia)

  23. Non avevo votato per il diario perché temevo che sarebbe stata una pagina di diario nel tuo stile e non nelle corde di un adolescente. Non sbagliavo. Scrivi benissimo, ma non riesci a cambiare registro quando ti metti nei panni di un personaggio diverso dal narratore. Su questa cosa devi assolutamente lavorarci. Se è vero che il tuo stile piace comunque, è altrettanto vero che questo è l’errore più comune dei principianti e tu meriti di uscire dal limbo dei principianti.
    Proverei con uno stop alle indagini.

    • Ciao Napo, ho ancora tanto da imparare ed è per questo che, terminato questo racconto, mi prenderò del tempo per “studiare” e migliorare. I tuoi commenti mi hanno fatto riflettere e, dal momento che scrivere è una componente fondamentale di me a cui non voglio rinunciare, voglio impegnarmi di più.
      Grazie.
      Di cuore.

  24. Ciao Anna, accidenti che diario,io non sono mai andato a leggere quelli delle mie figlie, per fortuna raccontavano loro, ma possibile che un figlio arrivi a tranto e i genitori non si accorgono di nulla? Mi sembra una cosa fuori dal mondo,e invece succede anche troppo spesso, purtroppo.
    Ho votato per l’infanzia rubata, anche se è una cosa che mi turba.
    Buona serata

  25. La morte nel cuore.
    Interessante questa introspezione di Mia, che si trova in difficoltà di fronte ad un ragazzino. Anche se, devo dirte mi è sembrata un pò troppo forzata, un pò troppo ricercata…
    ” Se la tua vita per poter andare avanti dovesse necessariamente essere rivissuta fino a questo momento, acconsentiresti?”
    Ma davvaero gli inquirenti fanno queste domande ad un 13enne ??
    Boh non lo so, questo senso che accomuna entrambi.. e questa specie di somatizzazione di Mia mi han lasciato perplesso..
    E cmq, nella parte finale mi è piaciuto quel : “spegnere la sua parte emotiva.” fa capire che Mia ha esagerato. 😉
    E poi perfetto il colpo di scena nel finale, con la confessione.
    Complimenti Anna.. Voto per il diario..

  26. Interroghiamo il padre, meglio andarci coi piedi di piombo.
    Ciao Anna,
    Bellissimo sesto e settimo capitolo, profondi, intimi, veri. Mia deve ancora farci sapere qualcosa 😉
    Vorrei trovare qualche osservazione, qualche ‘critica costruttiva’, ma onestamente stavolta non ne trovo.
    Brava e aspetto il seguito.
    Ciao ciao

  27. Interroghiamo il padre, meglio andarci coi piedi di piombo.
    Ciao Anna,
    Bellissimo sesto e settimo capitolo, profondi, intimi, veri. Mia deve ancora farci sapere qualcosa 😉
    Vorrei trovare qualche osservazione, qualche ‘critica costruttiva’, ma onestamente stavolta non ne trovo.
    Brava e aspetto il seguito.
    Ciao ciao

  28. Ciao Anna!
    Come sempre i tuoi capitoli mi regalano tantissime emozioni.
    Anche questo, con la prima parte e le sensazioni di Mia, e la seconda, con il pianto disperato e la confessione di Iacopo, è stato meraviglioso e inteso.
    Le metafore che scegli, come il pesce senza branchie che annaspa nel mare della disperazione, sono perfette e permettono al lettore di percepire perfettamente ciò che il personaggio ha provato o sta provando.
    Complimenti! Io voto il diario. Forse non sono tanti i ragazzi che tengono un diario, ma una persona così fragile credo abbia bisogno di un “posto” dove sfogarsi e buttare via l’angoscia che porta dentro.
    Alla prossima! 😀

  29. Eccomi Anna. Voto per il diario segreto, l’unico in grado di svelare la verità. Io lo avevo un diario segreto e onestamente lì non potevo mentire mai, perchè è lo strumento che aiuta allo sfogo e se ti sfoghi non menti! Bravissima come sempre, la trama s’infittisce e siamo quasi alla fine, attendo curiosa. Un bacio. Scusa se sono stata un pò contorta nel commentare, non me la cavo molto bene in questo compito, spero di imparare!

  30. Questa sequenza di interrogatorio mi è piaciuta molto più della precedente. Davvero notevole la frase sui neon e l’atmosfera della stanza.
    Io direi di leggere il diario. Ma i ragazzini di oggi scriveranno ancora diari segreti? speriamo di sì.
    Ho un dubbio: ma Mia non crede al fatto che sia Iacopo l’assassino, al racconto dello stupro, o a nessuna delle due cose?
    Ciao

  31. Grande capacità di “leggere” emozioni e stati d’animo, in profondità.
    Gli adolescenti sono spesso assolutisti nelle parole e nelle azioni: o tutto o niente, amano o odiano, eroi o martiri… ma la realtà è sempre piena di sfumature.
    Perciò…
    Iacopo non la racconta tutta, interroghiamo il padre di Gavin.
    ciao

    • Ciao Maria, condivido appieno la tua opinione sugli adolescenti e sul loro essere assolutisti, la loro giovane età e le loro scarse esperienze non lasciano loro cogliere le infinite sfaccettature di cui si compone la vita, per questo spesso l’autolesionismo e, nei casi peggiori, il suicidio, diventano l’unico modo di porre fine ai problemi e al dolore insopportabile.
      A presto.

  32. Ciao Anna,è un capitolo davvero profondo,accidenti,poverino…però Mia non gli crede, e lei è li con lui, lo guarda negli occhi. Perciò l’unica cosa, per scoprire se mente oppure no, è leggere il suo diario. Almeno li si è portati a scriver il vero, o a mentire a beneficio di chi lo legge ( Piccola Katy docet ), ma a quella età non si dovrebbe essere così sgamati.
    Ti auguro una buona giornata e a presto

  33. Sei tornata. Bene. Temevo ti saresti assentata a lungo.
    Non amo molto i cambi di punto di vista, mi perdo sempre un po’. La tua scrittura è comunque ineccepibile.
    Non ne sappiamo molto di più dopo questo capitolo, abbiamo ancora più dubbi (e ora anche sul vissuto di Mia). Direi che la cosa più logica in un’indagine sarebbe sentire Gavin padre.

    • Ciao Napo, l’indagine spinge inevitabilmente verso la logica ma si indaga su esseri umani che si compongono, sì, di un emisfero intellettivo, ma anche di uno emotivo che, ahimè, poco ha a che fare con la logica, i ragionamenti e gli schemi prefissati della mente. Il punto di vista è quello di Mia che, solo alla fine, diventa quello di Iacopo per chiudere il cerchio del dolore che li accomuna.
      Grazie di esserci.

  34. Mente deviata, più che altro perché delle altre frasi una è il titolo, e ci sarà tempo per spiegarlo, e l’altra è una perifrasi che non mi piace, sottilmente benpensante.
    Trovo che questo capitolo sia quello più studiato e profondo, la scena madre, direi.

    Ciao a presto

  35. “L’amore diverso”, perché ci sono già state parole in quella direzione.
    Questo capitolo è veramente scritto benissimo, complimenti. Mi chiedo se Mia abbia mentito per farlo parlare (lei che è bellissima era cicciona quattrocchi?), oppure se gli abbia raccontato una storia vera. Si scoprirà? In realtà, l’hai già detto nei commenti, ma faticavo credere che Mia dicesse davvero.
    Le riflessioni iniziali e la frase finale sono bellissime e poetiche. Anche io ho qualche riserva nell’accettarle come riflessioni spontanee, come pensieri nati e morti nello stesso momento (come poi sono tutti i pensieri, più semplici e basilari, meno appunto poetici), ma le parole che hai scelto rendono molto bene l’idea.

  36. Descrizioni precise e sempre accurate dello stato d’animo dei personaggi. Tuttavia, non sono sicura che, nella realtà,un gesto come quello di Mia ossia “mettersi al livello del ragazzino”, possa bastare ad abbattere la diffidenza che hanno gli adolescenti verso gli adulti che vogliono e ci provano tutti i trucchi per farli parlare. Certo il ragazzo è in conflitto: ha bisogno di dire/parlare ma anche di tacere… forse non subito ma a più riprese si sarebbe sciolto in modo più naturale.
    ho votato amore diverso
    🙂

    • Ciao Maria, come ho già scritto nel commento a Marezia, quando il dolore che si porta dentro è tale da fagocitarti completamente basta una piccola crepa (una mano tesa pronta ad aiutare) perché venga fuori come un fiume in piena. Di questo racconto ne sto scrivendo una versione da romanzo e lì terrò sicuramente conto del tuo suggerimento 😉
      Grazie di esserci.

  37. Innocenza Violata!
    Se proponi una strada che porta il titolo del racconto, non posso non sceglierla 😀
    Brava Anna, molto fluido e scorrevole questo capitolo (come gli altri, del resto)!
    L’indagine si arricchisce di nuovi risvolti 🙂
    Staremo a vedere, a presto!!

  38. Voto l’innocenza violata.
    Ciao Anna 🙂
    Non so come fai, ma trovo che i tuoi capitoli siano uno più bello dell’altro. Riesco ad immaginarmi perfettamente le espressioni, le scene, gli sguardi…tutto! E poi, le frasi! Sono meravigliose!
    “E più il tempo passa, più quel vuoto ti cresce dentro portandoti via ogni emozione, distruggendo tutto di te. E le lacrime smettono di cadere, sostituite dalle gocce di sangue che ti segnano le braccia come geroglifici indecifrabili.” Questa in particolare l’ho trovata magnifica.
    Complimenti! Alla prossima! 🙂

    • Dal tuo commento mi pare di capire che tu abbia letto i commenti qui sotto e, anche se può sembrare difficile da credere, penso e parlo così… per questo la maggior parte della gente finge di ascoltarmi guardando altrove 😉
      Saperti un mio assiduo lettore mi rincuora, grazie Gabriele per la tua presenza costante.

  39. Ciao Anna, ho trovato questo capitolo veramente perfetto. Frasi descrizioni dialoghi, la capacità di Mia di sciogliere il ragazzo. Un capitolo sentimentalmente profondo che scuote anche l’animo più duro. Innocenza violata… Il male oscuro che si nasconde dietro questa indagine. 🙂
    Un abbraccio

  40. “E più il tempo passa, più quel vuoto ti cresce dentro portandoti via ogni emozione, distruggendo tutto di te. E le lacrime smettono di cadere, sostituite dalle gocce di sangue che ti segnano le braccia come geroglifici indecifrabili.”

    scusami, ma questo chi lo dice, il ragazzino?

    “Le inarrestabili pulsazioni del cuore mi mozzano il fiato, il caldo asfissiante di questa stanza mi strappa l’ossigeno dai polmoni e inizio a gocciolare; sento il sudore scivolare sulle tempie in una discesa irrefrenabile.”

    anche questo lo dice il ragazzino?
    no, lo so, stavolta è Gavin a parlare.

    Ma sia nel primo esempio che nel secondo è Anna Civile a parlare.
    Per il resto, ottima costruzione del plot. 😉
    innocenza violata

    • Ciao AmoMarta, nel primo esempio “E più il tempo passa…” ho volutamente omesso l’autore della riflessione perché speravo che il lettore cogliesse un pensiero “comune” tra Iacopo e Mia, un sentire che avvicina tutti gli autolesionisti per intenderci. Quanto a Gavin, se ti va puoi leggere il commento di risposta a Napo… che poi ci sia una parte dell’autrice dietro i pensieri e le parole dei miei personaggi questo è forse una pecca di cui non riesco a fare a meno.
      A presto.

  41. Voto “innocenza violata”.
    Furba Mia, ha portato il ragazzino dove voleva, gli ha fatto “rivelare” questo suo turbamento.
    Sempre meglio Anna, e condivido quello che ha detto Alex Debrecen: dietro c’è un grande lavoro, uno studio attento. E i risultati di tutto ciò sono visibili a tutti i lettori.

  42. Ciao Anna, penso che questo genere di racconto.. probabilmente si presta a leggersi meglio tutto insieme.
    Penso che leggerlo spezzettato a giorni o a settimane per capitolo.. renda meno..
    Si intuisce che dietro c’è tanto lavoro, merito dell’autrice.
    Cmq, ho dovuto leggere il capitolo un paio di volte per raccapezzarmi.. in qualche modo. 😉
    Voto linnocenza violata.

  43. La mente deviata è per me capace di tutto…
    Pur concordando un po’ con i commenti sotto l’nsieme non mi é dispiaciuto… anzi mi piaciono i tentennamenti e le spiegazioni, si coglie l’evoluzione.. e si respira la tragicità degli eventi.
    Come sempre dico brava..

  44. Questo capitolo mi ha lasciato un po’ perplessa: il turbinio di pensieri e paure di Gavin mi sembrano presentate in uno stile un po’ letterario, metafore e avverbi troppo poetici per sembrare realistici. Ecco: stilisticamente bello da leggere ma poco verosimile come flusso di pensieri. È solo un mio parere, non volermene.
    La scena con Iacopo è utile alla storia, smuove le cose ma, lo so che mi dirai che i capitoli e i caratteri contati costringono a scorciatoie, ma mi sembra un po’ sbrigativo e improbabile che un ragazzino pieno di problemi così si apra e confidi in cinque minuti solo perché un’adulta semisconosciuta gli dice che anche lei ha avuto un’adolescenza difficile e si auto mutilava. Mi sembra davvero precipitato.
    Detto questo, mi rendo conto che un racconto giallo non può avere i tempi di un romanzo. Era solo per darti le mie impressioni.
    L’amore diverso (anche se con un ragazzino di 13 anni forse è amore malato?)
    Ciao, e scusa se mi sono permessa, ma sono dubbi, non critiche

    • Ciao Marezia, puoi tranquillamente esprimere i tuoi dubbi, mi aiutano a “vedere” ciò che da autrice non riesco a cogliere. Commento la seconda parte della tua critica per evitare di fare un copia/incolla di quanto detto a Napo che ha mostrato la tua stessa perplessità. Nella scena con Iacopo, ho cercato di evidenziare la sua titubanza in due momenti: quando esita sul togliersi la maglietta e quando e si strofina il braccio. Solo in un secondo momento, ovvero quando Mia manifesta il suo stesso malessere, lui riesce a sfogarsi. Quelli come lui sono bombe ad orologeria pronte ad esplodere al minimo contatto, Iacopo aveva bisogno di qualcuno che comprendesse il suo dolore e Mia l’ha fatto.
      A presto.

  45. Premesso che non si può mettere in dubbio la tua bravura, c’è qualcosa che non mi torna nella prima parte, quella di Gavin padre. Nessuno parlerebbe in quel modo, nemmeno il più colto degli uomini. Allora – mi chiedo – cos’è? Una pagina di diario? Gavin scrive come un drammaturgo? Ma tu non dici che quella è una pagina scritta, fai intendere che sia uno sfogo verbale. È un pezzo di teatro e nemmeno contemporaneo. Non mi torna per niente, mi frastorna.
    La seconda parte è perfetta: giusti i tempi, giusto il fraseggio, il lessico, il ritmo.
    L’amore diverso, sì (lo stile diverso no).

    • Intanto ti ringrazio per il “non si può mettere in dubbio la tua bravura” vuol dire davvero tanto per me.
      Gavin padre: quello racchiuso tra le virgolette alte è una sua riflessione, il fatto che sia troppo elaborata è perché tendo a distinguere l’atto del pensiero con quello del parlare, pensiamo in un modo e parliamo in un altro, io perlomeno faccio così. Mi perdo in ragionamenti a volte filosofici, altre volte psicologici dovuti probabilmente al tipo di studi fatti, ma parlo in modo differente (non tanto per la verità, non amo il dialetto né le parole volgari; oggigiorno sono di uso troppo comune e ti confesso che ogni tanto ci provo ma mi sento ridicola). Quello di Gavin è un modo di attribuire un senso al suo comportamento, analizzandolo dal di fuori come se fosse lo psicologo di se stesso, probabilmente non sono riuscita nell’intento. Mi spiace.
      Grazie di esserci.

  46. Ciao!! 😀
    Mi è piaciuto davvero tanto questo capitolo che indaga il dolore dei personaggi! “Il braccio era una pagina e il sangue l’inchiostro con cui scrivere il suo dolore… E le lacrime smettono di cadere, sostituite dalle gocce di sangue che ti segnano le braccia come geroglifici indecifrabili.” Veramente bello. Tragico e bello allo stesso tempo!
    Visto che è nel titolo, direi “l’innocenza violata”! 😉
    Alla prossima!!

  47. A caldo: bellissimo. Appena finito di leggere e devo dire che a mio parere ti sei superata. Dialoghi credibili, immagini forti rese con grande sensibilità… Ripeto è un genere per il quale sembra che tu abbia una naturale predisposizione. Ti consiglio di approfondire meglio le procedure di polizia. I poliziotti, specie quelli che fanno attività investigativa, di solito sono abbastanza vanesi e disponibili a svelare trucchi del mestiere, metodi e procedure (forse nella tacita speranza di essere di ispirazione e di ritrovarsi come protagonista di un romanzo giallo). Brava davvero. E adesso: innocenza violata!

    • Ciao Lou, se il capitolo ti entusiasma è anche merito dei tuoi consigli e del tuo sostegno, sono molto contenta del tuo ritorno. Quanto all’approfondire le procedure investigative lo faccio attraverso internet e leggendo tanto, non avendo poliziotti in famiglia… non mi sembra il caso di piombare in una stazione e fare domande, non sono mica Camilleri 😉
      Grazie di esserci.

  48. Mia e la psicologa, il ragazzo ha molto da spiegare.
    Ciao Anna,
    A quanto pare la coppia poliziotto cattivo+poliziotto cattivo funziona meglio di quella col poliziotto buono! 😀
    Abbiamo anche scoperto che il cianuro non era lì per caso.
    Bello, continua a piacermi.
    L’approccio scientifico alla narrazione è una delle cose che apprezzo di più.
    Ciao Ciao

  49. Ciao, eccomi qui!
    Allora, innanzitutto devo farti i miei complimenti, il primo capitolo risulta intrigante, mi ha affascinato il caso e soprattutto il carisma dei personaggi.
    Molto tecniche le spiegazioni, complimenti!
    Il giallo è ben strutturato, i dialoghi sono fatti bene, il tutto non annoia mai (ho letto i cinque capitoli tutti di fila!)
    Aspetto il sesto 😉 Comincio a formularmi le mie ipotesi su come possano essere andati i fatti (anche se credo che starò sbagliando!)
    I genitori del ragazzino hanno scoperto il tutto, e non tanto per l’essere gay quanto per il fatto che il loro figlio era un minore, hanno ucciso il povero Loris. Bisogna scoprire il modo (visto che l’arma del delitto sembra essere stata individuata nell’unguento).
    E fu così che sbagliai in pieno ahahahah!

    A presto!
    Ah, ho votato Mia e la psicologa 🙂

  50. Non so perchè, ma voto Deangelis da Adami.
    I dettagli tecnici caratterizzano il racconto, sempre ben strutturato. Ma in questo pezzo la cameriera che indugia al tavolo e la mia preferita dal punto di vista letterario, un particolarità in mezzo al racconto specifico.
    Brava.

    • Ciao MrsRiso13, l’ utilizzo di certe immagini, come quella della cameriera, penso siano importanti per dare una certa tridimensionalità ai personaggi, inserendoli in un contesto che appaia reale a chi legge immedesimandosi nella scena che, senza certi dettagli, temo non possa avvenire.
      Grazie di essere passata.

  51. E adesso andiamo a sentire cos’ha da dire questo tecnico della Dacep. Ho la sensazione che tu abbia lavorato molto sull’intreccio e che certi passaggi siano quasi obbligati per te. E’ chiaro che questo ti costringe a proporre opzioni un po’ scontare e ripetitive che potrebbero infastidire qualcuno dei tuoi lettori (non me perché mi sono trovato nella stessa situazione e non ho trovato di meglio che riproporre l’opzione che consideravo irrinunciabile). Detto questo, scrittura sempre piacevole, perfettamente incastrata su una struttura da giallo classico… Però attenta ai cliché (in Italia non solo non condannerebbero nessuno

    • a sette per favoreggiamento ma dubito persino che ci sia qualcuno che possa considerarlo possibile al punto da vedersi costretto a collaborare). Anche i dialoghi mi sembrano influenzati da un certo modo di parlare tipico di film e telefilm d’oltreoceano. Io passo molto tempo ad ascoltare gli altri parlare e ti posso assicurare che mi è molto d’aiuto nella stesura dei dialoghi. Spero perdonerai le critiche. Ma come mi sembra di aver già detto in più di una circostanza lo faccio solo perché spero possa essere d’aiuto. Ciao…

      • Ciao Lou, non hai nulla di cui farti perdonare, le critiche costruttive sono sempre ben accette e, come ripeto spesso nei miei commenti, se pubblico i miei racconti qui è proprio perché voglio migliorare. Detto questo, come hai ben detto tu, avendo un intreccio già scritto nella testa è difficile non pilotare le opzioni, proverò comunque a differenziarle; quanto ai dialoghi è un po’ più dura riuscire a distaccarsi da certi cliché, io ci provo ma tu continua a “criticare”, solo così potrò migliorare.
        A presto.

  52. Ciao Anna, ma come fai a districarti tra casa, famiglia, lavoro e Incipit!”!!
    Io non ci riuscirei e non ci riesco pur con tutta la buona volontà.
    Tio avevo lasciato al primo capitolo e ritrovo già al quinto..;)
    Sapendo della morte di Loris, ho letto i capitoli a ritroso.. dal quinto al quarto ecc..
    Leggo quasi sempre le mie cose in questo modo. 🙂
    Quindi la sindrome di Marfan non centra niente…
    Avvelenamento uhmm
    ok voto la terza opzione per forza..
    Sempre brava, un saluto

  53. Ciao,mi è piaciuto anche questo capitolo,però sono d’accordo con l’altro amico che ti ha criticato per come poni le tre opzioni.Credo che le vie da scegliere debbano essere presentate in maniera meno secca,quasi come se anticipassero quello che potrebbe accadere,e questo almeno fino all’ottavo capitolo,negli ultimi due ovviamente va tenuto un pò di mistero.
    In ogni caso brava,voto per Falco e Dante insieme dal tecnico

  54. Un altro episodio ineccepibile. Sei indiscutibilmente brava. Pecchi però nelle opzioni che lasci alla scelta dei lettori: ormai sono ripetitive, addirittura stereotipate. Stai attenta agli stereotipi in agguato, rischiano di essere il tuo punto debole.

  55. Elimino il 50% – 50% e voto da Iacopo Gavin.
    Non ci avrei mai pensato. Onestamente, mai. Metti sempre degli elementi di sorpresa in ogni capitolo che fanno sì che nessuno di noi possa giungere alla verità prima dei tuoi investigatori. Beh, chiaro, siamo solo a metà della storia, però personalmente mi piace brancolare nel buio e lasciarmi guidare da te 🙂

  56. Andiamo da Adami. Il ragazzino tredicenne parla pure troppo rispetto alla media dei ragazzi della sua età. Bella la finestra sull’eterno triste movente di molti padri: riscattare le proprie frustrazioni sui figli.
    Bello.
    P.S.: ma ‘Come l’è parso’ vuole essere un riferimento alla regione di origine di Falco?
    A presto!

    • Ciao Jaw, dici che i tredicenni sono poco loquaci? Io mi sono ispirata ai miei figli che sono due chiacchieroni anche se non ancora adolescenti… spero non si chiudano a riccio crescendo!
      Quanto al “Come l’è parso”, non è corretto? Non volevo evidenziare nessuna cadenza dialettale 🙁
      Grazie di essere passato.

  57. Eccomi, voto per Falco dal tecnico e Mia da Flores. Molto interessante l’introduzione del ragazzino e siccome Loris era più grande d’età del 13enne mi sono fatta, ahimè, l’idea di un movente a sfondo sessuale tra i due. Raccapricciante lo sò, ma purtroppo fatti di cronaca mostrano che succede! Ancora complimenti, al prossimo episodio!

  58. Falco da Flores e Mia dal tecnico.
    Bello, davvero bello questo capitolo!! 🙂
    Ho l’impressione che il ragazzino stesse nascondendo qualcosa.. o qualcuno. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo per capirne di più. 😀
    A presto!!

  59. Entrambi da Adami, anche se non ricordo chi sia.
    Scritto molto bene, anche potresti curare di più la struttura dei dialoghi per migliorarne la leggibilità.
    Non introdurre troppi personaggi se puoi, in un racconto a puntate c’è il rischio di fare confusione.

  60. Interessante il tema che sollevi a proposito di realizzazione di un sogno a dispetto di un limite, in questo caso, fisico. Ho conosciuto persone con lo stesso problema. Finito in tragedia. Ma non ho mai pensato di dare la colpa ai genitori… credo che dovesse andare in quel modo. Oggi. Allora ero distrutta.
    Per cui qui non so giudicare, troppo coinvolta. Vedremo.
    Separiamo i due, conosciamoli meglio… lei dal tecnico.
    Brava

  61. Boh, le tre opzioni per me sono equivalenti, voto quella che mi suona meglio.
    Ma quanto era giovane la vittima che chatta con un tredicenne?
    Capitolo molto denso, bella ‘scosse la testa da destra a sinistra in un cocktail di contrarietà e dispiacere’!
    Ciao Ciao

  62. Continuo a sostenere che sia meglio non separarsi. Povera Mia, non voglio essere cattiva con lei, ma Falco non la conosce; per quanto brava possa essere.
    Il tutto si fa più complesso, e le dinamiche tra adolescenti possono essere molto più insidiose che tra adulti. Vediamo! 😀

    Nota da correttrice di bozze:
    “Non gli ho inviati io”. O ‘Non gli ho scritto io’ o ‘Non li ho inviati io’. Errorino di battitura probabilmente lasciato dentro dopo una modifica 😉

  63. Ciao Anna, mi sa che il ragazzo nasconde qualcosa… chi è che ha inviato i messaggi dal suo account? Capitolo liscio e scorrevole e mi sa che Falco e Mia scopriranno delle butte verità… Idea mia, ovviamente. 🙂 🙂 Falco da Flores e Mia dal tecnico!
    Un abbraccio e aspetto impaziente

  64. Penso sia fruttuoso interrogare Adami.
    Ciao,
    Sempre più intrigante. Interessante tra l’altro come (forse) hai sviato l’attenzione (almeno la mia!) con quell’intermezzo relativo al cianuro eccetera. Ora emergerebbe che è un colposo… ma sarà davvero così?
    Ciao ciao a presto!

  65. Iacopo Gavin.
    Ho perso un capitolo, mi dispiace 🙁 Ora però ho recuperato! 🙂
    Sempre brava, precisa. Adoro i tuoi racconti. Ogni volta che leggo mi sembra di essere lì con loro a investigare.
    Bravissima! Continua così! 😀
    A presto!

  66. L’ultimo contatto. Sempre più brava Anna. Molto ben scritto. Sembri molto a tuo agio nel genere. La scrittura lineare e la sintassi semplice mettono il lettore nelle condizioni di vivere la storia e di partecipare attivamente all’indagine, facendo congetture ed elaborando ipotesi. Incuriosire il lettore e indurlo a seguire una storia fino alla sua conclusione è tra i compiti più ardui per uno scrittore eppure tu ci stai riuscendo con una naturalezza che quasi ti invidio (e dico quasi solo perché tra i miei tanti difetti non annovero l’invidia). Bravissima.

    • Ciao Lou, grazie di cuore per il bel commento, le tue parole sono sempre incoraggianti. Consideri “naturale” la mia capacità di incuriosire il lettore al punto tale da non mollarmi più e, a tal proposito, ti confesso che l’essere ignorata era ciò che temevo di più dal mio esordio qui con “Paura”; non avrei mai immaginato che le mie storie potessero interessare qualcun altro a parte me e questo mi lusinga parecchio.
      Grazie ancora.

  67. Davvero impressionato. Sto facendo molte congetture sul perche’ qualcuno gli abbia permesso di correre, visto che la sindrome e’ confermata. Oppure si tratta di un trucco? Aspetto con ansia. Non vorrei separare i due, ma sembri sviluppare al meglio alcuni caratteri se li fai lavorare, per il momento, da solisti.
    Scelgo la pista dell’ultimo contatto.

  68. Ultimo contatto. Anche se potrebbero dividersi (credo ti abbiano già suggerito questo scenario nei commenti precedenti)e concentrarsi su due aspetti dell’indagine (frammento della maglia e Iacopo).
    Bravissima,come sempre.

  69. Il genere giallo ha una sua liturgia e tu la stai seguendo. Ho trovato strana la reazione del padre della vittima, non so se è l’impressione che volevi dare al lettore o è frutto del numero limitato di caratteri a disposizione. Aspetto di leggere i prossimi episodi.

  70. Mi associo a befana profana, l’ultimo contatto può fornire una svolta sulle indagini! Complimenti per le dettagliate informazioni, denotano grande preparazione e professionalità. So che il tuo non è un racconto sentimentale ma l’unica cosa che hai sacrificato un pochino, a mio avviso, è stata la reazione poco emotiva del padre, in fondo gli è morto un figlio, ma sicuramente il genere richiede più azione e spazio al tema centrale che è l’omicidio. Davvero molto intrigante e appassionante il tuo racconto, continuo a seguirti entusiasta!

  71. Mah, per me su tutti e tre. Ma inizierei dal Dottor Adami. Anche perchè l’ultimo contatto potrebbe pure essere uno che gli doveva portare una pizza 😉
    In ogni caso sei bravissima, complimenti. Ti rimprovero solo la minuzia dei dettagli sulla location all’inzio, ciclabili, prati e quant’altro, ( scritta benissimo) per poi però correre sulla scena finale elencando quattro nomi da imparare tutti insieme e pronunciati a una velocità incredibile dai protagonisti… mai introdurre personaggi o i loro nomi e ruoli, tutti in una volta. Ho poi notato che ti serviva per le opzioni di scelta, ma a questo punto avrei sacrificato un po’ di prato per un po’ di respiro d’elenco 😉
    Comunque sei molto precisa e meticolosa nei dettagli, brava.

    • Tu la pizza la ordini su facebook? 😀 Scherzi a parte, la location così minuziosa voleva essere solo una finestra sul personaggio di Gandini e non aggiungo altro… per il momento 😉 quanto all’introduzione di un personaggio per volta (schema imposto dal giallo come genere) hai centrato la questione delle opzioni di scelta e, per lo stesso motivo, mi sono limitata a giustificare il loro legame con la vittima… il respiro si avrà più avanti 😉
      Grazie dei complimenti.

  72. Ciao Anna. Ho votato Gavin. Mi è piaciuta la descrizione della villa. Dubbio: se il padre vede la foto sul cellulare di Mia sarà stata scattata sulla scena del delitto, non si accorge già in quel momento che il figlio è morto? Niente di che’, tutto impeccabile come di consueto. Un saluto e a presto.

  73. Andiamo dal contatto. 🙂 In realtà, sono curiosa di scoprire cosa tormenta Mia, se tormento è il termine adatto. Concentrandoci sull’episodio, scorre benissimo, mirato il ruolo dell’esperto informatico, la freddezza del papà che ha pensato prima all’atleta e poi al figlio e di fronte alla notizia dell’omicidio si è accartocciato. Ognuno esprime il dolore a proprio modo e a mio avviso non esiste il modo “giusto o corretto”, quindi bene così!!! 🙂

  74. Ciao Anna
    Curioso come le persone reagiscono in maniera diversa, in situazioni di stress emotivo o stato di choc (se così si può definire).
    Solo dopo un po’ l’annunciata morte del figlio e la risposta a qualche domanda degli investigatori, il padre dice: «Voglio vederlo, dov’è?». Quando accade qualcosa di incredibile/inspiegabilebisogna subito “vedere per credere”, come San Tommaso…
    Considerazioni a parte, l’episodio scorre bene…
    Voto Gavin
    ciao
    🙂

    • Ciao Maria, la tua osservazione è più che plausibile ma in questa circostanza la morte del figlio non è del tutto inaspettata, dal momento che è affetto da una malattia che compromette la corretta funzionalità del cuore e, nonostante tutto, il padre ha incoraggiato la sua attività agonistica. Quindi, ciò che è prevalso sull’incredulità della notizia è stato il senso di colpa.
      Grazie di essere passata.

  75. Eccomi! Non deludi mai 🙂 L’interesse suscitato dalla mia precedente lettura superficiale è stato ampiamente confermato: non solo sai produrre ottimi casi nella tua mente, ma stai anche attenta a non dimenticare i tuoi personaggi, concentrandoti su di loro e non solamente sull’azione.
    Ho votato “Manderà Mia al Dipartimento di Patologia Forense, mentre lui andrà dal Presidente”; probabilmente i miei ragionamenti non hanno senso, ma ho pensato che, in questo modo, Dante sa già quello che ha da dire a Falco, e glielo ripeterà, e Falco andrà invece a scoprire qualcosa da solo, che nessuno sa. Insomma, la prudenza non è mai troppa, e non mi fiderei del tutto di una persona conosciuta da poche ore, per un’indagine.

  76. Ciao Anna ma quanto scrivi?? 😉
    Sono dei ritmi proibitivi per me.
    Faccio un’enorme fatica a scrivere i miei testi..
    Purtroppo non riesco a seguiti per come vorrei e per come meriti.
    Pertanto ti chiedo scusa, chiedo scusa anche agli autori di Incipit.
    Un saluto

    ps.- Votato per la terza opzione.

  77. Ciao, piacere di leggerti. Farà proseguire Mia mentre lui andrà da Dante perchè è lineare con l’andamento del racconto senza interrompere il proseguimento degli eventi, anche perchè poi la ragazza è molto in gamba e Falco si fida delle sue capacità! Complimenti incipit molto bello e un’affascinante padronanza del linguaggio che bonariamente davvero ti invidio! Bravissima! Un bacio…

  78. Manda mia al dipartimento, un po’ perché sa cosa le diranno, un po’ per ‘premiarla’ della sua intuizione. E poi lui è il capo ed è curioso di sentire il presidente.
    Ciao
    Giallo giallo questo nuovo racconto! Complimenti, ha l’aria di essere studiato nei minimi dettagli.
    Ciao ciao e brava!

  79. Dividiamo scene e compiti. Lui da Falco, lei dal Presidente che ama usare cianuro.
    Ratti, eh? ahahaha, mi ricorda qualcosa….
    Ma… non dovevi cambiare il POV nella seconda scena, ogni scena ne deve mantenere uno solo per non confondere il lettore. A parte questo… bello, bello, mi piace.

      • Dante!!!! E sì che non è un nome qualunque!!! te l’avevo detto, io, che perdo colpi.
        Sì… il cambio di POv… allora: non puoi cambiare scena solo per farci sapere cosa ha pensato lei. E’ troppo poco. Per cui puoi girartela così: lui la conosce più di quanto non le abbia dichiarato. Ha ascoltato di lei per settimane, suo fratello sa essere molto loquace quando ci si mette. Adesso Falco la osserva e potrebbere vincere una scommessa: lei sta pensando al mare, a …. eccetera.
        Ora, forse è così, lui ha ragione, forse non è così, lui si sbaglia. Ma è a questo che servono le storie, a tornarci qualche episodio più avanti con una battuta di lei, magari, scoprendo che lui aveva ragione. Il ché tra l’altro ci conferma che lui è un bravo segugio.
        In questo modo non hai bisogno di cambiare il pov.
        Baciiiii

  80. Ciao!! 😀
    Falco va da Dante e manda Mia dal Presidente! Mi piacciono molto questi personaggi: si inquadrano bene da subito, ma c’è sempre quel velo di mistero che fa capire quanto siano complessi in realtà e invoglia a scoprire di più su di loro! Non vedo l’ora di leggere il resto!
    Alla prossima! 😉

  81. Ciao Anna e ben trovata. Ho ripreso da poco a frequentare il sito (per ora da lettore) e non potevo non dare un’occhiata al tuo racconto. Grande padronanza del linguaggio e delle tecniche narrative, un’impostazione classica per un poliziesco che parte come un episodio di C.S.I. (o un romanzo di Patricia Cornwell se ti fa più piacere) e che, a giudicare anche dalle opzioni che proponi, dovrebbe seguire uno sviluppo da medical thriller. L’unica nota stonata a mio modestissimo avviso è la divagazione erotica nel primo capitolo, onestamente l’ho trovata un po’ eccessiva e fuori luogo. So che per una donna sarà difficile crederlo ma noi uomini non abbiamo un’erezione ogni volta che siamo vicini a una bella donna (forse può essere vero per un quattordicenne con gli ormoni in subbuglio ma non per un uomo adulto normale). Un’ultima cosa, il genere che affronti è iper rappresentato, film, romanzi, serie tv, il rischio di incorrere in dei cliché è molto alto… Anche se quando si tratta di te so bene, perché l’ho imparato a mie spese, che anche i cliché piu scontati potrebbero avere una ragione. Seguo.

    • Ciao Lou e bentornato, il motivo principale per cui pubblico i miei racconti qui è proprio per avere commenti costruttivi che mi spronano a migliorare e che mi aprono gli occhi su ciò che non va su quanto scrivo. Il giallo è tra i generi quello che lega maggiormente un autore ad uno schema prefissato (omicidio, rapina o rapimento a cui segue un’indagine svolta da un commissario, ispettore o investigatore privato o chi per lui, infine la risoluzione del caso), lasciando poco spazio all’originalità. Questo ci porta all’impostazione alla C.S.I. che ho dato volutamente alla storia, sia perché mi piace l’idea di scovare indizi sull’assassino partendo dall’analisi anatomo-patologica della vittima, ma anche per rendere più interessante l’indagine (anche se potrebbe non piacere a tutti e questo è uno dei rischi che ho messo in conto). Quanto alla divagazione erotica, può sembrare fuori luogo ma avevo bisogno di una scena piuttosto forte per far inquadrare subito il personaggio al lettore, dal momento che all’indagine poliziesca mi piacerebbe affiancare un’indagine psicologica sui protagonisti.
      Grazie per avermi scelta tra gli autori che segui.

  82. Non mi alletta l’idea di separare questi due personaggi. Mi sto in qualche modo affezionando a loro e a quello che hanno da raccontare. Ma la scelta logica sarebbe quella di farli camminare divisi per un po’, per cui ho votato per Falco a Patologia e Mia dal presidente.
    Non è strano aver perso tutto quel tempo su Dante? Mi fai sospettare, così!

  83. Dal presidente va Mia.
    Hai lasciato qualche esca qua e là… e non mi riferisco ai topi. Ricordi, anzi frammenti di ricordi, forse ricordi un po’ troppo frammentati. Scrittura impeccabile, ma l’eccessiva frammentazione di questo episodio costringerà il lettore a un notevole sforzo di memoria la prossima volta.

  84. Ciao Anna. Stile super professionale e accurato. Ho votato che vanno insieme perché stai già mettendo un sacco di carne al fuoco e non vorrei perdermi dei pezzi se me li dividi! E cos’è questa storia di Birmingham? Ah, sono curiosissima. A presto!

  85. Complimenti per questo inizio che, a lettura molto veloce, sembra davvero interessante (come sempre). Tornerò a leggere con più calma quando avrò tempo, perché ti meriti più dei tre minuti frettolosi che ti ho dedicato 🙂 Sono certa che tu abbia in mente un intreccio complesso e preciso, che richiede attenzione.

  86. Falco e Mia.
    Ultimamente perdo colpi. Ho letto tre volte questo incipit. La prima volta era sera tardi. La seconda era mattina presto. Ora. E ogni volta immagino di votare e di seguire e vado avanti. Poi torno dopo qualche giorno e mi accorgo di non averlo fatto. E sai da cosa me ne accorgo? Perchè passo qui a vedere perchè non mi hai risposto. diosanto!!! ma certo che non mi hai risposto, non ti ho scritto!
    Comunque: mi piace moltissimo come hai introdotto scene e personaggi.
    Poi uno si chiede a che serve lavorare tanto se non si stacca mai la spina e si finisce a fare il lavoro doppio perchè si perdono colpi. Io ne sto perdendo uno dietro l’altro ultimamente. per un momento mi sono anche dimenticata di cosa parla la mia, di storia 🙁 Comunque, questo è il genere che prediligo. Il Buddy-crime. Non me lo perderei per niente al mondo.

  87. Falco e Mia.
    Un incipit interessante e assolutamente ben scritto. 🙂
    Non è facile descrivere così bene un corpo dopo la morte. Spesso, purtroppo, anche nei film gialli non prestano l’attenzione a certi dettagli e la scena risulta poco realistica. Tu, invece, hai saputo gestire molto bene la scena e non hai trascurato alcun dettaglio. Brava! 🙂
    A presto!

  88. Ciao,
    Voto Falco e Mia, sono nel titolo, andranno insieme, poi la storia ci dirà se questo verbo si declinerà anche nella forma latina, visto che sembra esserci una certa attrazione non proprio casta tra i due. Diversamente da Gianluca, penso che in un giallo sia assolutamente essenziale mettere un po’ di dettagli tecnici e li ho apprezzati parecchio.
    Complimenti.
    Ciao a presto

  89. Ciao, l’incipit l’ho letto sabato ma non avevo ancora votato.
    Ho scelto Mia, perché il punto di vista di Falco lo abbiamo già visto in questo capitolo.
    Mi è piaciuto molto e il delinearsi dell’intreccio poliziesco e quello dei personaggi.
    Io personalmente trovo eccessiva la descrizione da parentesi rosa delle sensazioni e desideri di Falco alla vista di Mia. Ma è questione dei miei gusti (o forse che avendo un marito che fa quel lavoro lì, spero non passi il tempo a guardare in quel modo lì le collaboratici avvenenti! XD).
    Ho molto apprezzato il “Se dovesse sentirsi male all’improvviso cosa farebbe? Chiederebbe aiuto o andrebbe a nascondersi?”, con p*rla sottinteso.
    Ciao, aspetto la prossima

    • Ciao befana, il tuo commento mi ha fatto sorridere soprattutto nella parte conclusiva. Quanto alla parentesi rosa… ha il suo perché 😉 parallelamente alle indagini, vorrei farvi conoscere i protagonisti attraverso storie parallele, ovviamente non è detto che ci riesca e che possano interessare voi lettori, quindi ritengo prezioso il tuo commento.
      Grazie di esserci.

  90. Ma brava! Tutto ben congegnato e ben scritto.
    Mi piace molto quel flash iniziale che dà identità alla vittima, restituendoci uno dei suoi ultimi pensieri.
    Ottimo il dialogo tra Dante e Falco, centrato sui personaggi e quindi giustificato dai ruoli anche se molto analitico e tecnico.
    Per il mio gusto, l’entrata in scena di Mia è tantino troppo ad effetto (anche ad effetto… collaterale su Falco). Rischia di farla risaltare troppo (troppo bella, troppo intuitiva, troppo) e quindi risultare antipatica e innaturale. Ma è un rischio che sono certo saprai gestire.
    Cercherei altri indizi solo con Falco. La partnership con Mia – e forse qualcosa di più – vorrei si sviluppasse con gradualità, con naturalezza, per effetto di una consapevole sinergia. Ma questo dipende in buona parte dalla scelta dei lettori che sembra vogliano la coppia da subito.
    Sono un ipercritico per natura (innanzitutto nei miei stessi confronti), quindi sappi che più lungo è il commento, minore è il numero degli appunti che muovo (e qui in realtà non ce ne sono), più dimostro che il mio interesse alla lettura è alto.
    Solo un consiglio, che in realtà è più un mio vezzo: in un testo meglio scrivere okay e non ok, anche nei dialoghi.
    Ti seguo con interesse e curiosità.

    • Sono contenta di averti qui, Napo e farò tesoro dei tuoi consigli. Questo primo episodio è stato un banco di prova, ho bisogno di capire quanto possa piacere l’idea del duo investigativo senza cadere nei vari cliché, dal momento che l’intreccio che ho in mentre va oltre la classica attrazione tra colleghi.
      Grazie per esserci.

  91. Ciao Anna, senza sosta eh? All’inizio ho pensato a De Giovanni… Poi mi hai inserito una nota ludico-tensivo-sensuale e non poteva essere: ci riveli già che trattasi di presunta “bella e impossibile” ? O “possibilissima” ? Vedremo. A presto. Votato il duo.

  92. maria algures ha detto:

    Ciao Anna
    solo ora sono riuscita a leggere gli ultimi episodi del tuo bel racconto.
    Questa storia non era facile da sviluppare o sbaglio? il tema è delicato e tu, che ponderi sempre bene le parole e sai analizzare con cura gli stati d’animo , avrai sicuramente dedicato speciale attenzione alla caratterizzazione dei personaggi.
    Solo un piccolo dettaglio mi viene da commentare: “il caso” coinvolge figure maschili Loris, Jacopo,il padre, il nonno e ho sentito la mancanza di un riferimento femminile. Tanto più che affermi che Gavin è un ansioso resistente…
    Il racconto è riuscito e spero di trovare ancora Mia e Falco alle prese con un’altra storia.
    al prossimo
    ciao ciao
    🙂 🙂

  93. Bel finale, mi complimento. 🙂

  94. Moneta ha detto:

    Finale con sorpresa, e molta umanità da parte della polizia. Sai cosa mi ha ricordato? La frase dell’interrogatorio a Misseri, quando uno degli inquirenti gli chiede, più o meno testualmente: ‘Ma perché signor Misseri, non ci voleva bene lei a sua nipote?’ E lo dice con un tono incredibile, né odio, neanche sconcerto, solo necessità di capire, per quello che si può, un atto inconcepibile.
    Brava, mi è piaciuto il racconto e mi piace la tua eroina sagace.
    Ciao ciao

  95. JAW ha detto:

    Ciao Anna,
    Ho apprezzato molto il colpo di scena, ma ancora di più la confessione del padre: mi è piaciuto un finale con colpevoli ma senza mostri. Due persone che hanno compiuto azioni mostruose, sicuramente, ma è necessario capirne i moventi e la storia, piuttosto che liquidare i loro gesti con la comoda risposta della ‘malvagità’. Quelli che chiamiamo mostri si creano un po’ ogni giorno e capire come ciò succede è certamente utile a tutta la società.
    Complimenti.
    Ciao, a presto? Mi sa di no 🙂

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Jaw, il tuo commento ha pienamente centrato il messaggio che volevo far passare, ti ringrazio per aver seguito la storia e ti chiedo di scusarmi se non potrò seguire la tua.
      P.s: complimenti per la copertina.

  96. TiaShe ha detto:

    Ciao Anna!
    Complimenti! Anche questa storia è stata profonda e intensa, e mi ha regalato tante emozioni.
    Il finale mi è piaciuto molto. Abbiamo scoperto che il padre non era solo un mostro, e nel suo cuore celava un passato tormentato, fatto di violenza e sofferenza.
    Bravissima.
    Spero che tornerai presto qui su TI! ^__^ Un abbraccio! 🙂
    Alla prossima! 😉

  97. Alex Sanmarco ha detto:

    Ciao Anna, interessante la tesi del” far rivivere l’esperienza traumatica”..
    ma sei una psicologa??
    Cmq bravissima. Toccante il dialogo finale tra padre e figlio.
    Mi è piaciato la chiusa finale, con citazione alla scrittrice Sandra Cairoli.
    Mi piacerebbe leggere un altro tuo “giallo..”
    Grazie ciao

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Alex, per rispondere alla tua domanda… no, non sono una psicologa ma mi sarebbe piaciuto diventarlo, per questo tutto ciò che scrivo tende a prendere una piega psicologica, diciamo che si tratta di una forma di riscatto.
      Grazie di essere passato, a presto.

  98. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Wow! Che dire? Stupendo finale, amaro, ma reso bellissimo dal tuo stile scorrevole ed emozionante. Bello anche il colpo di scena alla fine, in cui scopriamo che la storia è frutto delle abili dita di una scrittrice, forse o no, ispiratasi a fatti reali.
    Spero che la tua pausa da TI non sia troppo lunga: mi piacciono veramente tanto i tuoi racconti! 😀
    A presto!!

  99. ivano51 ha detto:

    Veramente profondo e amaro, due generazioni rovinate, sperando che si interrompa, e che non sia qualcosa di latente, altrimenti tra qualche anno ci ritroviamo Iacopo che ricomincia la storia.
    Veramente non ho capito l’ultima cosa che hai scritto, avrei lasciato tutto come una storia vera, accaduta, e non come la fantasia di una scrittrice.
    Adesso aspettiamo il tuo prossimo Incipit.
    Buon fine settimana

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Ivano, il confronto padre-figlio serviva proprio a spezzare quella catena di incesto e orrore. Per quanto riguarda la scrittrice, come ho scritto a Napo qui sotto, si tratta di Mia che ha voluto proseguire la sua “carriera” di autrice di Thriller ispirandosi ai casi che affronta da criminologa, quindi non si tratta di pura fantasia bensì di un racconto ispirato ad un fatto reale. Tra l’altro è quello che ho fatto io, dando un’occhiata alla cronaca nera mi sono imbattuta nella storia di un diciannovenne che ha abusato di un tredicenne adescato su Facebook e che è stato ridotto in fin di vita dal padre del ragazzino che lo ha preso a martellate. Ovviamente, tutto il resto è stato inventato da me per rendere l’intreccio meno scontato, ma in fondo è questo quello che facciamo noi autori: ci ispiriamo alla realtà per creare storie “altre”, no?
      A presto.

  100. Napo ha detto:

    Perché hai preso le distanze dal tuo racconto, vestendoti da Sandra Cairoli? Non sono d’accordo a far passare nel finale il concetto di racconto nel racconto.
    Comunque brava.

    • Napo ha detto:

      Sono andato a curiosare nel tuo profilo è ho scoperto che pubblichi su Meetale. Ho frequentato quel sito per qualche settimana in occasione dell’Olimpiade Letteraria 2015, precettato da Ghigo per poter completare la squadra maschile. Lì ero iscritto come Mocher, ma non ricordo di averti mai incrociato. Finita l’Olimpiade mi sono cancellato e ho cancellato anche il noir che avevo scritto. Dire che l’ambiente non mi piaceva per niente è un eufemismo.

      • JAW ha detto:

        Ciao Napo, scusa se mi intrometto, ma ho scoperto da poco meetale e mi ha colpito il tuo giudizio così netto. Per quanto ho visto finora, c’è poca interazione tra autori. La cosa non può piacermi, infatti mi sta proprio stretta, ma mi fa riflettere su quanto il meccanismo degli incipoints sia la principale causa dei commenti su questo sito.
        Poi a livello di ambiente… non so, Ghigo è gentilissimo e mi ha accolto e sostenuto, Ho incontrato qulache altro di molto interessante, ma ho incontrato anche chi ha preso a ‘segurimi’ senza neppure aver letto ciò che scrivo (e lo so per certo!). Ma questo, non nascondiamocelo, sostanzialmente accade anche qui.

        Ciao a presto

        • Napo ha detto:

          Caro JAW,
          sarà che ho frequentato Meetale in occasione dell’Olimpiade Letteraria, ma ho trovato un ambientino da coltelli tra i denti. Defezioni dal torneo, dopo veri e propri attacchi isterici per nulla, e contestazioni nei confronti di organizzatori e giurati. Già la dice lunga il fatto che molti su quel sito si autodefiniscano “Scrittori” e si esaltino per aver pubblicato in self-publishing o con un piccola Casa Editrice. Il mondo dell’editoria italiana è ben strano, ma nel bene e nel male, è tutt’altra cosa rispetto a quello che rappresentano coloro che già nell’identificativo aggiungono “Scrittore” o “Scrittrice”. Qui su TI ogni tanto ne arriva o ritorna qualcuno/a, con un codazzo di adulatori per l’occasione. Normalmente hanno un limitato successo tra gli altri autori/lettori e spariscono dopo avere dichiarato che questo sito non li merita.
          TI ha il vantaggio che non puoi imperversare su Forum e Caffè vari: scrivi e basta. Gli incipoints valgono quel che valgono, non sono rappresentativi del valore di uno scritto (altrimenti tu, Anna e altri ne avreste almeno il doppio), ma a parte qualche raro commento stizzito e qualche incipoint negato (tipicamente quelli del Segui la Storia) non ci sono altre manifestazioni eclatanti di invidia.
          Poi, per carità, ci sono delle ottime persone anche sull’altro sito, come Ghigo, che è mio amico, o come Anna, che non ho avuto modo d’incrociare lì. Loro sono più titolati di me a parlare di Meetale.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Napo, in realtà Sandra Cairoli è Mia… come vedi non ho preso le distanze dal mio racconto,mi assumo sempre la responsabilità di ciò che scrivo, se è questo il senso del tuo “rimprovero” 😉 avrei voluto “svelarlo” molto prima, sviluppando una trama orizzontale che procedesse di pari passo con quella verticale, ma ho fatto male i miei calcoli e, di capitolo in capitolo, mi trovavo sempre nell’impossibilità di svilupparle entrambe. A questo punto mi chiederai perché svelarlo ugualmente, piuttosto che lasciare la trama verticale e basta? Perché, come riporta il titolo, questa doveva essere soltanto la prima di una serie di indagini portate avanti dal duo Falco-Mia ed è probabile che, quando tornerò, riprenderò la storia dando però più spazio alla trama orizzontale rendendola protagonista rispetto a quella verticale. Spero di essere stata chiara, anche perché mentre scrivevo sono stata interrotta una miriade di volte. Quanto a meetale, ho partecipato solo ad alcuni contest, al meetale award e pubblicato qualche racconto e l’ambiente non mi è sembrato così spiacevole.
      P.s.: Mi dispiace che il finale non ti sia piaciuto.

      • Napo ha detto:

        Non ho detto che non mi è piaciuto il finale. Ho solo trovato un di più lo svelarsi di Sandra Cairoli. Non avevo capito che fosse Mia e non credo di essere stato il solo a non capirlo.
        A presto, spero

  101. Ahahahhhaha bellissima la fine fuori dal coro che sei riuscita a trovare. Sono ancora più curioso di sapere se quello è il tuo pseudonimo o un altro personaggio fittizio che approfondirai.
    Complimenti, hai tutta la mia stima nell’aver creato una vicenda coerente ed emozionante,dei personaggi convincenti e di aver arricchito il tutto con quei particolari che tanto piacciono a chi ama il giallo.
    Grazie.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Gianluca, sapere che ho creato dei personaggi convincenti mi fa molto piacere, spesso mi chiedo se, al di là della storia, lasciano un segno nel lettore. Quello di Sandra Cairoli non è il mio pseudonimo, ma purtroppo non avevo lo “spazio” per approfondire…
      Grazie a te.

  102. Danio Mariani ha detto:

    Che finale amaro. Padre, figlio, poi anche il nonno. Ma sarà poi vera la storia del nonno? Oppure Gavin se l’è inventata di sana pianta? Non lo sapremo mai, ma hai fatto bene a lasciare il dubbio al lettore.
    Magistrale come sempre, Anna, spero di rileggerti presto.

    • Anna Civile ha detto:

      La storia del nonno non è un’invenzione di Gavin e serviva nell’intento di dimostrare come dietro la faccia di un orco si nasconda, poi, quella di un bambino stuprato a sua volta.
      Grazie per la tua costante assiduità.
      A presto, Danio.

  103. Gabriele Zeta ha detto:

    Un altro bellissimo racconto Anna… padre e figlio divisi ma complici… e il finale con la scrittice è molto catchy 😉
    Brava!
    Spero di rileggerti presto… era diventata una piacevole abitudine…

    • Anna Civile ha detto:

      Grazie per il “catchy” e grazie per avermi “stalkerato” fin dai tempi di paura (più o meno un anno fa) 😀
      Non so quando tornerò ma, quando accadrà, spero di trovarti ancora qui… anche per me era diventata una piacevole abitudine.
      Ciao Gabriele.

  104. MrsRiso13 ha detto:

    Leggo un finale che fa quadrare tutto e mi piace, perchè un padre che ama il figlio, ammette i propri errori quando il cerchio si stringe intorno al colpevole.
    La chiusura mi fa però sorgere una domanda: chi è, in realtà, Sandra Cairoli? 😉
    Comunque, chiunque sia a scrivere, spero di rileggere di questa coppia in giallo a breve.
    Brava

  105. Alex Sanmarco ha detto:

    Mi piacerebbe : giustizia per entrambi.

    Ciao Anna, complimenti. Un giallo del genere, in 10 capitoli… penso che sei riuscita in una grande impresa.
    Probabilmente qualche dettaglio o qualche sfumatura andava trattata qualche capitolo prima.. però penso sia davvero difficilissimo scrivere dei gialli seguendo le regole di The Incipit.
    Aspetto psicologico va bene, ma il genere “giallo” è sopratutto suspance, indizi, sospetti, movente, ricerca e soluzione finale.-
    Cmq, sei stata brava. 😉
    Alla prossima

  106. ilariajo ha detto:

    Anche se arrivo in ritardo, ti seguo con piacere per l’ultimo episodio, ho scelto Giustizia per entrambi. Molto bello questo racconto, sei come sempre brava! 🙂

  107. MrsRiso13 ha detto:

    Non aggiungo parole, sarebbero inutili visti i commenti sotto. Dico solo grazie per averlo scritto.
    P.s. voto entrambi

  108. Lou ha detto:

    Brava Anna. Niente da dire. Da togliere il fiato. Ci vuole coraggio per trattare argomenti come questi. Ma ci vogliono anche sensibilità e intelligenza. Doti che non ti mancano. In questo episodio non c’è niente che non va, lo hai costruito e calibrato alla perfezione. Mi associo a Napo: strameriti la copertina. Il miglior giallo che ho letto sul sito a prescindere dal finale che ci vorrai regalare. Bravissima!!!
    P.S. io sono tornato con un nuovo racconto e sarei onorato se scegliessi di seguirmi

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Lou, i tuoi commenti mi lusingano sempre tanto. Sono io quella onorata ad averti fra i miei lettori e sono contenta che tu abbia pubblicato un nuovo racconto qui ma, come ho già scritto nei commenti qui sotto, ho pochissimo tempo da dedicarvi, pertanto non ti prometto niente. Scusami.
      Grazie.

  109. fray ha detto:

    Un racconto tosto che ti genera un groppo alla gola indescrivibile….stupendo!

  110. Gesù cristo quanto hai complicato l’indagine con questa violenza familiare a sfondo psicologico. È assolutamente… Fantastico, come l’inizio. C’è tantissimo dietro tutto questo, qualcosa che ho provato solo col Silenzio degli Innocenti di Harris.
    Onore al merito. Aspetto il finale.

  111. manumetro ha detto:

    Terribile. Tu sempre bravissima a centrare l’emozione giusta… Ciao Anna.

  112. TiaShe ha detto:

    Ciao Anna!
    Molto bello questo capitolo. La parte finale è indescrivibile!!!
    Avevo la pelle d’oca quando l’ho letta! Dev’essere stato difficile scrivere quel pezzo, raccontare certe sensazioni e certi gesti. Sei stata veramente brava, mi sono commossa e sei riuscita anche questa volta a regalarmi delle emozioni.
    Voto la giustizia per entrambi.
    Al gran finale! 🙂

  113. Moneta ha detto:

    Agghiacciante.
    Sì, avevo intuito la tragedia, ma come Guglielmo nel Nome della Rosa avevo interpretato male tutto quanto. Giusto per fartelo sapere, secondo me la frase chiave era ‘per non dovergli sopravvivere…’ perché l’ultimo verbo è quello che si utilizza nella ‘staffetta generazionale’. Invece si riferiva alla speranza che il dolore lo uccidesse. Be’ però avrei goduto troppo se Mia avesse spiegato l’ambivalenza della frase… ambivalenza che vedo solo io!
    Ah Ah
    Brava come al solito, giustizia per entrambi.

    Ciao ciao

  114. JAW ha detto:

    Ovviamente giustizia per entrambi!
    Ciao Anna,
    Difficile anche solo leggere l’ultima parte del racconto, posso immaginare quanto lo sia stato scriverla. Forse questa volta ho trovato molto ‘tecnica’ la prima parte, ma è una questione di gusti personali. Anche perché questa tua scrittura precisa e minuziosamente documentata è una delle cose che preferisco del racconto, quindi è proprio un appunto episodico e dettato da chissà quale combinazione di ormoni ho in circolo in questo momento.
    Ciao, brava e a presto

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao jaw, a volte ho lo stesso cruccio, dovrei comunque amalgamare i tecnicismi con il racconto rendendo il tutto più fluido. Ho ancora tanto da imparare, da qui la scelta di allontanarmi dal sito per un po’. Grazie per aver seguito la mia storia.

  115. lucrash87 ha detto:

    Wow, brividi e pelle d’oca nelle ultime frasi, una chiusura molto commovente (in attesa del gran finale)!
    Ho votato giustizia per entrambi 🙂

  116. Napo ha detto:

    Non credo che la giustizia in questo caso possa essere selettiva.
    Brava Anna. Ancora una volta hai dato prova della tua scrittura alta e matura. Lo sai che il solo appunto che ti muovo è che sia troppo matura per il diario di un adolescente, anche se maturato anzitempo suo malgrado. Tutto sommato basta che non metti più bambini nei tuoi racconti 😉

  117. Danio Mariani ha detto:

    Per entrambi, non credo si possa e si voglia pensare diversamente.
    Capitolo intenso e molto psicologico, narrato con la consueta maestria e bravura. Sempre felice di leggerti, Anna, al gran finale 🙂

  118. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Giustizia per entrambi!
    Sono senza parole… Il modo in cui hai descritto la violenza attraverso le sensazioni di Iacopo è semplicemente perfetto: complimenti!
    Alla prossima!

  119. ivano51 ha detto:

    Ciao Anna,l’ultimo voto per il tuo bel racconto. Veramente un bel capitolo, compresa la violenza raccontata dalla vittima, che lo chiama ancora “papà”.
    Ho votato giustizia per Jacopo,

  120. befana profana ha detto:

    Cavoli, Anna, avevo indovinato: sono molto soddisfatta di me (adesso “me la tiro” come i ragazzini, XD). Tornando a cose più serie, il capitolo mi è piaciuto, l’ho solo trovato un po’ didascalico (ma dovendo dare delle spiegazioni tecniche in cosi poco spazio non so come avresti potuto fare diversamente).
    Se il colpevole come sembra è lo stesso, diciamo giustizia per entrambi. Anche se per Iacopo il più duro sarà trovare serenità ed equilibrio.
    Al gran finale.

  121. Gabriele Zeta ha detto:

    Giustizia per Iacopo… credo sia il finale migliore, da un po’ di speranza lasciando il giusto amaro in bocca.
    Brava Anna!

  122. JAW ha detto:

    Furto dell’infanzia, ho una certa idea e sono curioso di scoprire de ci ho azzeccato.
    Il tuo adolescente è molto vero, provo disagio nel leggere il suo disagio!
    Ciao a presto

  123. Moneta ha detto:

    Il furto dell’infanzia.
    Ciao Anna,
    Ho pure contato le righe per cercare la ventottesima, ma ovviamente la formattazione del sito rende la ricerca abbastanza inutile. Ma credo di avere intuito qualcosa, forse ho trovato la parolina che Mia ha sottolineato.
    Bello, brava.
    Se posso fare un piccolissimo appunto, avrei cercato di limitare di più la spiegazione sugli hikikomoro, ma questa osservazione scritta da me lascia il tempo che trova, visto che mi fanno spesso notare la scarsa chiarezza. Quindi probabilmente hai fatto bene.
    Ciao ciao, aspetto con molta curiosità il seguito.

  124. Nickleby ha detto:

    Ciao, lo sfogo sotto forma di pagina del ragazzo mi sembra compatibile con la psicologia del personaggio e l’ultima parte sotto forma di indagine mi appare realistica e ben dosata. Voto per scoprire cosa comporta il furto dell’infanzia ^_^

  125. Gabriele Zeta ha detto:

    Ciao Anna, copioincollo un frase di Napo che condivido al 100%…”tu meriti di uscire dal limbo dei principianti”.
    Non avevo dubbi sul diario, scritto benissimo come il resto del capitolo!
    Il furto dell’infanzia.

  126. Lou ha detto:

    Ammissione di colpevolezza, siano al nono, se non ora quando? Sempre bravissima.
    L’utilizzo delle celle telefoniche è molto frequente nelle indagini di polizia e aiuta a rendere più credibile tutto il contesto. Concordo con Napo, le persone pensano e parlano in modi diversi. Dovresti lavorare un po’ di più su questo aspetto. Hai la tendenza a sostituirti ai tuoi personaggi e a parlare per loro. E, a volte, non riesci a resistere alla tentazione di mostrarci quanto sei brava… Ma, credimi, non ne hai bisogno, perché noi questo lo sappiamo già.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Lou, l’idea delle celle telefoniche in realtà l’ho rubata ad un romanzo che sto leggendo in questo periodo, quanto alla tendenza che ho a sostituirmi ai miei personaggi non lo faccio per dimostrare la mia bravura… se fossi veramente brava non commetterei un errore simile 😉
      Grazie di esserci.

  127. befana profana ha detto:

    Ho votato uno stop nelle indagini perché le altre due opzioni non mi piacevano.
    Non sono sicura di aver capito quale parola abbia fatto “tiltare” Mia, ma ho una teoria personale.
    Ho trovato un po’ letterario il diario, ma in fin dei conti i ragazzini adorano essere teatrali e letterari, l’adolescenza stessa è sempre “eccessiva”, e apprezzo molto lo sforzo che hai fatto, tu che hai detto aborrire le parolacce e le grossolanità, per scrivere “brutte m..e”. 🙂 Avanti verso la soluzione del mistero. La suspense resta intatta.
    A presto

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Marezia, ho volutamente omesso la parola evidenziata da Mia perché mancano ancora due capitoli alla fine… quanto alla parolaccia forse avrei dovuto osare di più per rendere il diario più credibile 😉
      Grazie di esserci.

  128. Sognatrice75 ha detto:

    Eccomi Anna. Voto per il furto dell’infanzia. Non sò più come farti i complimenti ormai. Leggere le pagine del diario del ragazzo è stato qualcosa di struggente. Si tocca con mano anche la sensibilità dell’autrice e la profonda capacità di empatia! Bravissima. Ho cliccato anche segui l’autrice, perchè questo racconto sta per terminare e non voglio perdere gli altri. A presto!

  129. TiaShe ha detto:

    Ciao Anna!
    Voto il furto dell’infanzia.
    Ho letto la pagina del diario di Jacopo con il magone. Vivere una vita così, in continua lotta e con una paura costante, quasi desiderando che la morte metta fine a tutto, dev’essere terribile. Brava, perché sei riuscita in poche righe ad esprimere l’angoscia di questo ragazzo. Inoltre, trovo sempre più interessante il personaggio di Mia, così attenta e riflessiva.
    Alla prossima! 🙂

  130. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Ero indecisa tra “ammissione di colpevolezza” e “il furto dell’infanzia”, ma alla fine ho scelto quest’ultimo. Non vedo l’ora di scoprire come si sono svolti davvero i fatti, per quanto orrendi possano essere!
    Alla prossima!

  131. lucrash87 ha detto:

    Ammissione di colpevolezza 🙂
    Ho letto i due capitoli in un colpo solo 🙂
    Mi piace quando scrivi di ragionamenti e stati d’animo, sai catturare il lettore 🙂

  132. Alex Sanmarco ha detto:

    E’ difficile capire fin dove arriva la sensibilità di un ragazzino. Le pagine di un diario son sempre complicate da gestire.
    E cmq penso che hai reso molto bene l’idea di cosa e di come soffrisse jacopo.
    Bravissima poi nel finale con la psicolaga che fissa Mia.. Evidentemente una Mia pensierosa e perplessa.
    Bravissima
    (Il furto dell’infanzia)

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Alex, ad essere sincera ho provato a documentarmi sull’approccio di un adolescente con il proprio diario, ma non è stato facile ed è per questo che apprezzo il fatto che tu ne abbia tenuto conto. Grazie.

  133. Napo ha detto:

    Non avevo votato per il diario perché temevo che sarebbe stata una pagina di diario nel tuo stile e non nelle corde di un adolescente. Non sbagliavo. Scrivi benissimo, ma non riesci a cambiare registro quando ti metti nei panni di un personaggio diverso dal narratore. Su questa cosa devi assolutamente lavorarci. Se è vero che il tuo stile piace comunque, è altrettanto vero che questo è l’errore più comune dei principianti e tu meriti di uscire dal limbo dei principianti.
    Proverei con uno stop alle indagini.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Napo, ho ancora tanto da imparare ed è per questo che, terminato questo racconto, mi prenderò del tempo per “studiare” e migliorare. I tuoi commenti mi hanno fatto riflettere e, dal momento che scrivere è una componente fondamentale di me a cui non voglio rinunciare, voglio impegnarmi di più.
      Grazie.
      Di cuore.

  134. Danio Mariani ha detto:

    Molto ben scritto e davvero crudo il racconto del diario.
    Ed è per questo motivo che ho votato per il furto dell’infanzia, complimenti e al prossimo 🙂

  135. ivano51 ha detto:

    Ciao Anna, accidenti che diario,io non sono mai andato a leggere quelli delle mie figlie, per fortuna raccontavano loro, ma possibile che un figlio arrivi a tranto e i genitori non si accorgono di nulla? Mi sembra una cosa fuori dal mondo,e invece succede anche troppo spesso, purtroppo.
    Ho votato per l’infanzia rubata, anche se è una cosa che mi turba.
    Buona serata

  136. Voto amore diverso! Un caro saluto!

  137. Alex Sanmarco ha detto:

    La morte nel cuore.
    Interessante questa introspezione di Mia, che si trova in difficoltà di fronte ad un ragazzino. Anche se, devo dirte mi è sembrata un pò troppo forzata, un pò troppo ricercata…
    ” Se la tua vita per poter andare avanti dovesse necessariamente essere rivissuta fino a questo momento, acconsentiresti?”
    Ma davvaero gli inquirenti fanno queste domande ad un 13enne ??
    Boh non lo so, questo senso che accomuna entrambi.. e questa specie di somatizzazione di Mia mi han lasciato perplesso..
    E cmq, nella parte finale mi è piaciuto quel : “spegnere la sua parte emotiva.” fa capire che Mia ha esagerato. 😉
    E poi perfetto il colpo di scena nel finale, con la confessione.
    Complimenti Anna.. Voto per il diario..

  138. Moneta ha detto:

    Interroghiamo il padre, meglio andarci coi piedi di piombo.
    Ciao Anna,
    Bellissimo sesto e settimo capitolo, profondi, intimi, veri. Mia deve ancora farci sapere qualcosa 😉
    Vorrei trovare qualche osservazione, qualche ‘critica costruttiva’, ma onestamente stavolta non ne trovo.
    Brava e aspetto il seguito.
    Ciao ciao

  139. Moneta ha detto:

    Interroghiamo il padre, meglio andarci coi piedi di piombo.
    Ciao Anna,
    Bellissimo sesto e settimo capitolo, profondi, intimi, veri. Mia deve ancora farci sapere qualcosa 😉
    Vorrei trovare qualche osservazione, qualche ‘critica costruttiva’, ma onestamente stavolta non ne trovo.
    Brava e aspetto il seguito.
    Ciao ciao

  140. Nickleby ha detto:

    Ciao, è sempre un piacere leggerti, il tuo stile è molto “emotivo” nel senso che è ideale per rispecchiare le emozioni della ragazza, specialmente nell’ultima parte che rende bene l’idea della sua devastazione interna.
    Voto per leggere il diario di Jacopo ^_^

  141. manumetro ha detto:

    Come sempre resto sospesa. Suspance! Non saprei proprio…

  142. TiaShe ha detto:

    Ciao Anna!
    Come sempre i tuoi capitoli mi regalano tantissime emozioni.
    Anche questo, con la prima parte e le sensazioni di Mia, e la seconda, con il pianto disperato e la confessione di Iacopo, è stato meraviglioso e inteso.
    Le metafore che scegli, come il pesce senza branchie che annaspa nel mare della disperazione, sono perfette e permettono al lettore di percepire perfettamente ciò che il personaggio ha provato o sta provando.
    Complimenti! Io voto il diario. Forse non sono tanti i ragazzi che tengono un diario, ma una persona così fragile credo abbia bisogno di un “posto” dove sfogarsi e buttare via l’angoscia che porta dentro.
    Alla prossima! 😀

  143. Gabriele Zeta ha detto:

    Leggiamo il diario… (digitale?)
    Mi perdonerà Falco, ma Mia ruba la scena, principalmente per il coinvolgimento emotivo di lei, ma non solo. La parte introspettiva non è mai banale, come le metafore, ed è scritto benissimo, as usual 😉
    Brava Anna!

  144. Sognatrice75 ha detto:

    Eccomi Anna. Voto per il diario segreto, l’unico in grado di svelare la verità. Io lo avevo un diario segreto e onestamente lì non potevo mentire mai, perchè è lo strumento che aiuta allo sfogo e se ti sfoghi non menti! Bravissima come sempre, la trama s’infittisce e siamo quasi alla fine, attendo curiosa. Un bacio. Scusa se sono stata un pò contorta nel commentare, non me la cavo molto bene in questo compito, spero di imparare!

  145. befana profana ha detto:

    Questa sequenza di interrogatorio mi è piaciuta molto più della precedente. Davvero notevole la frase sui neon e l’atmosfera della stanza.
    Io direi di leggere il diario. Ma i ragazzini di oggi scriveranno ancora diari segreti? speriamo di sì.
    Ho un dubbio: ma Mia non crede al fatto che sia Iacopo l’assassino, al racconto dello stupro, o a nessuna delle due cose?
    Ciao

  146. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Come sempre è un piacere leggere la descrizione delle emozioni dei tuoi personaggi: hai la capacità di scriverle in modo che arrivino dritte al lettore e non siano mai pesanti. Complimenti! ^-^
    Interroghiamo Gavin!
    Alla prossima!!

  147. maria algures ha detto:

    Grande capacità di “leggere” emozioni e stati d’animo, in profondità.
    Gli adolescenti sono spesso assolutisti nelle parole e nelle azioni: o tutto o niente, amano o odiano, eroi o martiri… ma la realtà è sempre piena di sfumature.
    Perciò…
    Iacopo non la racconta tutta, interroghiamo il padre di Gavin.
    ciao

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Maria, condivido appieno la tua opinione sugli adolescenti e sul loro essere assolutisti, la loro giovane età e le loro scarse esperienze non lasciano loro cogliere le infinite sfaccettature di cui si compone la vita, per questo spesso l’autolesionismo e, nei casi peggiori, il suicidio, diventano l’unico modo di porre fine ai problemi e al dolore insopportabile.
      A presto.

  148. MrsRiso13 ha detto:

    Io vorrei leggere il diario di Iacopo, non so perchè, mi piacerebbe scoprire qualcosa…rimasto nascosto..
    Bel ritorno…ottimo pezzo, a mio avviso il migliore….
    Bentornata alla prossima.

  149. Danio Mariani ha detto:

    Non credo alla versione di Iacopo.
    Anche secondo me sta tentando di coprire qualcuno, e quel qualcuno potrebbe essere proprio il padre: interroghiamolo!
    Ottima stesura, come sempre d’altronde, ciao Anna 🙂

  150. ivano51 ha detto:

    Ciao Anna,è un capitolo davvero profondo,accidenti,poverino…però Mia non gli crede, e lei è li con lui, lo guarda negli occhi. Perciò l’unica cosa, per scoprire se mente oppure no, è leggere il suo diario. Almeno li si è portati a scriver il vero, o a mentire a beneficio di chi lo legge ( Piccola Katy docet ), ma a quella età non si dovrebbe essere così sgamati.
    Ti auguro una buona giornata e a presto

  151. Napo ha detto:

    Sei tornata. Bene. Temevo ti saresti assentata a lungo.
    Non amo molto i cambi di punto di vista, mi perdo sempre un po’. La tua scrittura è comunque ineccepibile.
    Non ne sappiamo molto di più dopo questo capitolo, abbiamo ancora più dubbi (e ora anche sul vissuto di Mia). Direi che la cosa più logica in un’indagine sarebbe sentire Gavin padre.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Napo, l’indagine spinge inevitabilmente verso la logica ma si indaga su esseri umani che si compongono, sì, di un emisfero intellettivo, ma anche di uno emotivo che, ahimè, poco ha a che fare con la logica, i ragionamenti e gli schemi prefissati della mente. Il punto di vista è quello di Mia che, solo alla fine, diventa quello di Iacopo per chiudere il cerchio del dolore che li accomuna.
      Grazie di esserci.

  152. Moneta ha detto:

    Vediamo di dare un senso al titolo: innocenza violata.
    Ciao
    Estremamente intenso quarto capitolo, la prima parte poi l’ho trovata affascinante.
    Ciao ciao

  153. mikyciv ha detto:

    Penso l’amore diverso per portarci poi all’innocenza violata . Bravissima

  154. JAW ha detto:

    Mente deviata, più che altro perché delle altre frasi una è il titolo, e ci sarà tempo per spiegarlo, e l’altra è una perifrasi che non mi piace, sottilmente benpensante.
    Trovo che questo capitolo sia quello più studiato e profondo, la scena madre, direi.

    Ciao a presto

  155. Chiara Grisoni ha detto:

    “L’amore diverso”, perché ci sono già state parole in quella direzione.
    Questo capitolo è veramente scritto benissimo, complimenti. Mi chiedo se Mia abbia mentito per farlo parlare (lei che è bellissima era cicciona quattrocchi?), oppure se gli abbia raccontato una storia vera. Si scoprirà? In realtà, l’hai già detto nei commenti, ma faticavo credere che Mia dicesse davvero.
    Le riflessioni iniziali e la frase finale sono bellissime e poetiche. Anche io ho qualche riserva nell’accettarle come riflessioni spontanee, come pensieri nati e morti nello stesso momento (come poi sono tutti i pensieri, più semplici e basilari, meno appunto poetici), ma le parole che hai scelto rendono molto bene l’idea.

  156. Danio Mariani ha detto:

    Capitolo molto intenso, complimenti.
    Ho votato per un amore diverso, quel ragazzino potrebbe esserne vittima.
    Ciao e alla prossima 🙂

  157. ivano51 ha detto:

    Ciao Anna,bel capitolo,io sono più per un colpevole che fa le cose perchè è cattivo,o per motivi di interesse,e non perchè ha sofferto,perciò l’opzione che più mi confà è la mente deviata.
    Alla prossima

  158. maria algures ha detto:

    Descrizioni precise e sempre accurate dello stato d’animo dei personaggi. Tuttavia, non sono sicura che, nella realtà,un gesto come quello di Mia ossia “mettersi al livello del ragazzino”, possa bastare ad abbattere la diffidenza che hanno gli adolescenti verso gli adulti che vogliono e ci provano tutti i trucchi per farli parlare. Certo il ragazzo è in conflitto: ha bisogno di dire/parlare ma anche di tacere… forse non subito ma a più riprese si sarebbe sciolto in modo più naturale.
    ho votato amore diverso
    🙂

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Maria, come ho già scritto nel commento a Marezia, quando il dolore che si porta dentro è tale da fagocitarti completamente basta una piccola crepa (una mano tesa pronta ad aiutare) perché venga fuori come un fiume in piena. Di questo racconto ne sto scrivendo una versione da romanzo e lì terrò sicuramente conto del tuo suggerimento 😉
      Grazie di esserci.

  159. Sognatrice75 ha detto:

    Eccomi Anna, episodio come sempre emozionante e interessante. Voto l’amore diverso anche se credo che tutte e tre le opzioni erano azzeccate per il proseguimento del tuo racconto. A presto e un forte abbraccio!

  160. lucrash87 ha detto:

    Innocenza Violata!
    Se proponi una strada che porta il titolo del racconto, non posso non sceglierla 😀
    Brava Anna, molto fluido e scorrevole questo capitolo (come gli altri, del resto)!
    L’indagine si arricchisce di nuovi risvolti 🙂
    Staremo a vedere, a presto!!

  161. TiaShe ha detto:

    Voto l’innocenza violata.
    Ciao Anna 🙂
    Non so come fai, ma trovo che i tuoi capitoli siano uno più bello dell’altro. Riesco ad immaginarmi perfettamente le espressioni, le scene, gli sguardi…tutto! E poi, le frasi! Sono meravigliose!
    “E più il tempo passa, più quel vuoto ti cresce dentro portandoti via ogni emozione, distruggendo tutto di te. E le lacrime smettono di cadere, sostituite dalle gocce di sangue che ti segnano le braccia come geroglifici indecifrabili.” Questa in particolare l’ho trovata magnifica.
    Complimenti! Alla prossima! 🙂

  162. Gabriele Zeta ha detto:

    Ho dei dubbi sul monologo iniziale, più sul fatto che sia un monologo che sullo stile in sé. A mio parere ognuno pensa con il suo di vocabolario 😉
    È sempre un piacere leggerti!
    Voto la mente deviata.

    • Anna Civile ha detto:

      Dal tuo commento mi pare di capire che tu abbia letto i commenti qui sotto e, anche se può sembrare difficile da credere, penso e parlo così… per questo la maggior parte della gente finge di ascoltarmi guardando altrove 😉
      Saperti un mio assiduo lettore mi rincuora, grazie Gabriele per la tua presenza costante.

  163. pinkerella ha detto:

    Ciao Anna, ho trovato questo capitolo veramente perfetto. Frasi descrizioni dialoghi, la capacità di Mia di sciogliere il ragazzo. Un capitolo sentimentalmente profondo che scuote anche l’animo più duro. Innocenza violata… Il male oscuro che si nasconde dietro questa indagine. 🙂
    Un abbraccio

  164. AmoMarta ha detto:

    “E più il tempo passa, più quel vuoto ti cresce dentro portandoti via ogni emozione, distruggendo tutto di te. E le lacrime smettono di cadere, sostituite dalle gocce di sangue che ti segnano le braccia come geroglifici indecifrabili.”

    scusami, ma questo chi lo dice, il ragazzino?

    “Le inarrestabili pulsazioni del cuore mi mozzano il fiato, il caldo asfissiante di questa stanza mi strappa l’ossigeno dai polmoni e inizio a gocciolare; sento il sudore scivolare sulle tempie in una discesa irrefrenabile.”

    anche questo lo dice il ragazzino?
    no, lo so, stavolta è Gavin a parlare.

    Ma sia nel primo esempio che nel secondo è Anna Civile a parlare.
    Per il resto, ottima costruzione del plot. 😉
    innocenza violata

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao AmoMarta, nel primo esempio “E più il tempo passa…” ho volutamente omesso l’autore della riflessione perché speravo che il lettore cogliesse un pensiero “comune” tra Iacopo e Mia, un sentire che avvicina tutti gli autolesionisti per intenderci. Quanto a Gavin, se ti va puoi leggere il commento di risposta a Napo… che poi ci sia una parte dell’autrice dietro i pensieri e le parole dei miei personaggi questo è forse una pecca di cui non riesco a fare a meno.
      A presto.

  165. Jay Chisc ha detto:

    Voto “innocenza violata”.
    Furba Mia, ha portato il ragazzino dove voleva, gli ha fatto “rivelare” questo suo turbamento.
    Sempre meglio Anna, e condivido quello che ha detto Alex Debrecen: dietro c’è un grande lavoro, uno studio attento. E i risultati di tutto ciò sono visibili a tutti i lettori.

  166. Alex Sanmarco ha detto:

    Ciao Anna, penso che questo genere di racconto.. probabilmente si presta a leggersi meglio tutto insieme.
    Penso che leggerlo spezzettato a giorni o a settimane per capitolo.. renda meno..
    Si intuisce che dietro c’è tanto lavoro, merito dell’autrice.
    Cmq, ho dovuto leggere il capitolo un paio di volte per raccapezzarmi.. in qualche modo. 😉
    Voto linnocenza violata.

  167. MrsRiso13 ha detto:

    La mente deviata è per me capace di tutto…
    Pur concordando un po’ con i commenti sotto l’nsieme non mi é dispiaciuto… anzi mi piaciono i tentennamenti e le spiegazioni, si coglie l’evoluzione.. e si respira la tragicità degli eventi.
    Come sempre dico brava..

  168. befana profana ha detto:

    Questo capitolo mi ha lasciato un po’ perplessa: il turbinio di pensieri e paure di Gavin mi sembrano presentate in uno stile un po’ letterario, metafore e avverbi troppo poetici per sembrare realistici. Ecco: stilisticamente bello da leggere ma poco verosimile come flusso di pensieri. È solo un mio parere, non volermene.
    La scena con Iacopo è utile alla storia, smuove le cose ma, lo so che mi dirai che i capitoli e i caratteri contati costringono a scorciatoie, ma mi sembra un po’ sbrigativo e improbabile che un ragazzino pieno di problemi così si apra e confidi in cinque minuti solo perché un’adulta semisconosciuta gli dice che anche lei ha avuto un’adolescenza difficile e si auto mutilava. Mi sembra davvero precipitato.
    Detto questo, mi rendo conto che un racconto giallo non può avere i tempi di un romanzo. Era solo per darti le mie impressioni.
    L’amore diverso (anche se con un ragazzino di 13 anni forse è amore malato?)
    Ciao, e scusa se mi sono permessa, ma sono dubbi, non critiche

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Marezia, puoi tranquillamente esprimere i tuoi dubbi, mi aiutano a “vedere” ciò che da autrice non riesco a cogliere. Commento la seconda parte della tua critica per evitare di fare un copia/incolla di quanto detto a Napo che ha mostrato la tua stessa perplessità. Nella scena con Iacopo, ho cercato di evidenziare la sua titubanza in due momenti: quando esita sul togliersi la maglietta e quando e si strofina il braccio. Solo in un secondo momento, ovvero quando Mia manifesta il suo stesso malessere, lui riesce a sfogarsi. Quelli come lui sono bombe ad orologeria pronte ad esplodere al minimo contatto, Iacopo aveva bisogno di qualcuno che comprendesse il suo dolore e Mia l’ha fatto.
      A presto.

  169. Napo ha detto:

    Premesso che non si può mettere in dubbio la tua bravura, c’è qualcosa che non mi torna nella prima parte, quella di Gavin padre. Nessuno parlerebbe in quel modo, nemmeno il più colto degli uomini. Allora – mi chiedo – cos’è? Una pagina di diario? Gavin scrive come un drammaturgo? Ma tu non dici che quella è una pagina scritta, fai intendere che sia uno sfogo verbale. È un pezzo di teatro e nemmeno contemporaneo. Non mi torna per niente, mi frastorna.
    La seconda parte è perfetta: giusti i tempi, giusto il fraseggio, il lessico, il ritmo.
    L’amore diverso, sì (lo stile diverso no).

    • Anna Civile ha detto:

      Intanto ti ringrazio per il “non si può mettere in dubbio la tua bravura” vuol dire davvero tanto per me.
      Gavin padre: quello racchiuso tra le virgolette alte è una sua riflessione, il fatto che sia troppo elaborata è perché tendo a distinguere l’atto del pensiero con quello del parlare, pensiamo in un modo e parliamo in un altro, io perlomeno faccio così. Mi perdo in ragionamenti a volte filosofici, altre volte psicologici dovuti probabilmente al tipo di studi fatti, ma parlo in modo differente (non tanto per la verità, non amo il dialetto né le parole volgari; oggigiorno sono di uso troppo comune e ti confesso che ogni tanto ci provo ma mi sento ridicola). Quello di Gavin è un modo di attribuire un senso al suo comportamento, analizzandolo dal di fuori come se fosse lo psicologo di se stesso, probabilmente non sono riuscita nell’intento. Mi spiace.
      Grazie di esserci.

  170. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Mi è piaciuto davvero tanto questo capitolo che indaga il dolore dei personaggi! “Il braccio era una pagina e il sangue l’inchiostro con cui scrivere il suo dolore… E le lacrime smettono di cadere, sostituite dalle gocce di sangue che ti segnano le braccia come geroglifici indecifrabili.” Veramente bello. Tragico e bello allo stesso tempo!
    Visto che è nel titolo, direi “l’innocenza violata”! 😉
    Alla prossima!!

  171. Lou ha detto:

    A caldo: bellissimo. Appena finito di leggere e devo dire che a mio parere ti sei superata. Dialoghi credibili, immagini forti rese con grande sensibilità… Ripeto è un genere per il quale sembra che tu abbia una naturale predisposizione. Ti consiglio di approfondire meglio le procedure di polizia. I poliziotti, specie quelli che fanno attività investigativa, di solito sono abbastanza vanesi e disponibili a svelare trucchi del mestiere, metodi e procedure (forse nella tacita speranza di essere di ispirazione e di ritrovarsi come protagonista di un romanzo giallo). Brava davvero. E adesso: innocenza violata!

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Lou, se il capitolo ti entusiasma è anche merito dei tuoi consigli e del tuo sostegno, sono molto contenta del tuo ritorno. Quanto all’approfondire le procedure investigative lo faccio attraverso internet e leggendo tanto, non avendo poliziotti in famiglia… non mi sembra il caso di piombare in una stazione e fare domande, non sono mica Camilleri 😉
      Grazie di esserci.

  172. Voto Iacopo Gavin… chissà cosa accadrà…..

  173. Moneta ha detto:

    Mia e la psicologa, il ragazzo ha molto da spiegare.
    Ciao Anna,
    A quanto pare la coppia poliziotto cattivo+poliziotto cattivo funziona meglio di quella col poliziotto buono! 😀
    Abbiamo anche scoperto che il cianuro non era lì per caso.
    Bello, continua a piacermi.
    L’approccio scientifico alla narrazione è una delle cose che apprezzo di più.
    Ciao Ciao

  174. Non vedo l’ora di vedere come prosegue. Ho letteralmente divorato gli ultimi due capitoli, tale da avere delle falle nella logica. Ma mi sarà più chiaro nel sesto.

  175. Sognatrice75 ha detto:

    Ahiahiahi lo avevo immaginato ci fosse una tresca tra la vittima e il giovane ragazzo. Complimenti Anna, io non saprei mai districarmi in questo genere con la disinvoltura con cui lo fai tu! Ti seguo, a presto.