UN MESE NEGLI STATES

Dove eravamo rimasti?

Come si conclude la storia? Cosa fa Riccardo? Va a Bologna a cercare Claudia: ha capito che non è stata solo un’infatuazione… (100%)

NEVER GONNA BE ALONE

I chilometri scorrevano veloci, a bordo del Frecciarossa diretto a Bologna. Erano trascorse due settimane dal ritorno dagli Stati Uniti. Non avevo avuto più notizie di Claudia. Avevo provato a dimenticarla, ma con scarso successo. Era lampante: dovevo agire, anziché restare ad autocommiserarmi. Coraggio, Riccardo, falle vedere di che pasta sei fatto! Lei non aspetta altro! Perciò quella mattina mi ero alzato, e avevo preso il primo treno utile verso la Romagna. Doveva capire che per me non era una semplice infatuazione: io ero davvero innamorato di lei, e nutrivo intenzioni serissime. Come trovarla? Ho sempre creduto nel destino.

In effetti il destino mi diede un aiuto sostanzioso: Claudia postò sui social una foto mentre correva in un parco. Un signore di mezza età col cappellino del Bologna mi fornì le indicazioni utili a raggiungerlo. La ragazza che tanto mi aveva colpito sarebbe stata ancora lì? Lo speravo di cuore, il fallimento della mia missione amorosa non era contemplato… Girovagai nei dintorni per un’ora abbondante, ma di lei nessuna traccia. Sarei dovuto tornare a casa con le pive nel sacco? Il destino, divenuto cinico e baro, ci avrebbe negato questa possibilità?

Quando iniziavo a perdere le speranze, Claudia apparve improvvisamente da un’uscita laterale. L’avrei riconosciuta fra mille, anche in tenuta sportiva: era davvero in forma, per quanto non riuscissi a scorgerle il viso. Sarebbe stata felice di vedermi oppure no? Rimase alcuni secondi ad allacciarsi una stringa. Forse percepì il mio sguardo, perché si voltò. Mi vide. La vidi. Eravamo occhi negli occhi.

Colmai l’esigua distanza fra di noi. Il cuore pulsava come un tamburo impazzito. “Ciao, Claudia”.

“Ciao, Riccardo. Sono molto sorpresa di vederti. Che ci fai qui?”.

“Possiamo sederci?”. Ci accomodammo su una panchina verde. Graziosi canarini emettevano alti gorgheggi, ignari della delicatissima partita che stavo giocando: era in ballo la felicità dei prossimi mesi.  “Senti, Claudia, io non riesco a dimenticarti. Quello che mi hai detto due settimane fa in America è privo di senso. Io ci tengo moltissimo a te, più di quanto tu possa immaginare. Ti voglio con tutto me stesso. Abbiamo entrambi un passato doloroso alle spalle, ma questa è la nostra possibilità di rivincita: noi due contro tutto e tutti. Ci stai? Ti prometto che, se lo vorrai, procederemo lentamente. Ma io e te siamo fatti per stare insieme, questa è la verità”.

“Io…”.

Le chiusi le labbra con l’indice. “Sst. Ascolta. Ho in mente questa canzone da giorni. È la mia dichiarazione d’intenti. La voglio dedicare solo e soltanto a te. Perché tu hai e avrai sempre un posto speciale nel mio cuore, qualunque decisione prenderai”. Le diedi il testo stampato; successivamente premetti il pulsante play e la voce di Chad Kroeger dei Nickelback si diffuse nell’aria calda del pomeriggio. And now, as long as I can, / I’m holding on with both hands / ‘Coz forever I believe that / there’s nothing I could need but you / So if I haven’t yet, / I’ve gotta let you know…  NEVER GONNA BE ALONE! / From this moment on / if you ever feel like letting go / I won’t let you fall… / Never gonna be alone! / I’ll hold you ‘til the hurt is gone.

La musica si spense. “Oohh, Riccardo, nessuno mi aveva mai dedicato una canzone così bella!!! Anche tu mi piaci da impazzire: avevo solo tanta paura…”. La baciai con passione e lei rispose con grande prontezza. Fu un bacio lunghissimo, dolcissimo, un bacio al sapore di me e Claudia. Un bacio che attendevo da troppo tempo: mi pareva di sentire gli ingranaggi del cuore rimettersi in moto, dopo una stasi di mesi e mesi, se non di anni. Eravamo lì, io e lei, e mi sentivo… completo. Non avrei potuto desiderare nulla di più.

“Sono tutta sudata…”, protestò debolmente Claudia.

“Fidati, sei molto attraente anche in tuta”, le bisbigliai, accarezzandole una guancia.

Continuammo a baciarci per un tempo indefinito. Ci allontanammo dalla panchina mano nella mano; una nonna, che si passava di lì con il nipote, si congratulò: “Siete davvero una bella coppia! Complimenti!!!”. “Lo so, signora, non ne ho mai dubitato fin da quando ho incrociato gli occhi di questa splendida fanciulla…”. Claudia apprezzò. Procedemmo abbracciati, ubriachi dei nostri stessi baci.

Ora siamo a casa mia, a Milano. Abbiamo fatto l’amore tutta la notte, mai paghi di un desiderio divenuto insaziabile col trascorrere dei giorni. Bevo un bicchiere d’acqua e mi avvio verso la camera. Il respiro di Claudia è regolare: ha impiegato poco ad addormentarsi, dopo la lunga maratona notturna. Lancio un breve sguardo fuori dalla finestra: è l’alba. L’alba di un nuovo giorno, ma anche di un nuovo periodo felice insieme alla mia ragazza bolognese. Ti amo, Claudia: per ora posso solo sussurrartelo, ma sono sicuro che avrò presto il coraggio di dirtelo. Dormi bene, piccola. Il futuro è nostro.

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51 Commenti

  1. Va a Bologna… e dove sennò?
    Bellissimo capitolo, tante frasi che ti ruberei volentieri: “rispecchiava le montagne russe dei miei sentimenti… sarei entrato a gamba tesa sull’argomento… avrei evitato di circumnavigare l’Africa per giungere al punto” mi fermo qui 😉
    Sorprendici con un finale romanticissimo, a presto.

    • Sono molto contento che tu abbia apprezzato il capitolo: sento davvero che c’è stata un’evoluzione nella mia scrittura, dal primo episodio. Per l’ultima puntata, vedremo di fare del nostro meglio: ho già delle idee, cercheremo di metterle in pratica, facendoci guidare dall’ispirazione. A presto! 🙂

  2. Dai!!! L’hai portata in un ristorante turco?? E ti piace Laura Pausini?? ahahahah, vabbè, ti perdono perchè gli eventi che narri mi piacciono moltissimo e voglio leggere il seguito 😉
    Ma stavolta dico Fratello, non mi va di complicargli la vita più di tanto, è una coppia che finziona…

  3. Mi piace l’idea che si ritrovi il batterista in camera, al suo ritorno.

    Ho iniziato a leggerti per via dl commento che ti ha fatto Luca al primo episodio. Ero curiosa di capire cosa tu avessi scritto di così “antidiluviano” da guadagnarti un rimprovero generazionale. ahahahaha, ma sinceramente – sarò vecchietta – non ho trovato nulla che mi comunicasse stacchi di generazione. E’ tutto molto chiaro e anche interessante, mah…. chiederò a Luca…. 😉
    Mi ha colpito molto l’entrata in scena di Claudia. Ho trovato strano che non si sia voluto proseguire per quella strada, era più attraente della portoghese. Voglio dire, tu hai scritto in modo intenso l’incontro con Claudia e io ne ho percepito che era lei che volevi portare avanti. Evidentemente gli altri lettori non lo hanno percepito, o non la pensano come me …. ahahah, e così siamo qui a parlare di Alicia che a me, personalmente, non dice molto. Sono sicura che Claudia rispunterà fuori, prima o poi, o almeno mi piacerebbe 😉 Il batterista potrebbe essere suo fratello, :), mettiamoli in camera insieme e vediamo che succede 😉

    • Grazie per il commento molto dettagliato.
      Ti dirò, la possibilità che siano i lettori a decidere lo sviluppo della storia è sia stimolante che limitante per gli scrittori, i quali magari hanno in mente un determinato sviluppo della storia, ma le votazioni finali dicono altro.
      Di sicuro io ho in mente di introdurre altri personaggi per favorire lo sviluppo della storia. Sul computer ho già pronti i prossimi episodi: Claudia di sicuro riapparirá, mentre il batterista sarà un personaggio… particolare.
      Ti saluto

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