Corso Belgio 43

Il primo giorno

Il primo giorno di università passò in fretta per Giovanni, nonostante non conoscesse né le persone né la città. Torino gli era sembrata però bellissima, quasi magica. Una di quelle città che non finiscono mai di stupirti perchè puoi fare la stessa strada ogni giorni, ma noterai sempre qualcosa di diverso. Era poco più di una settimana che Giovanni si trovava nel capoluogo piemontese, di origini era siciliano e aveva deciso di trasferirsi a Torino per la carriera universitaria; fin da bambino era stato appassionato di numeri e teorie tanto da essersi diplomato con i massimi voti al liceo scientifico della sua città e aver subito deciso, senza l’ombra di un dubbio, di frequentare matematica.

L’unica certezza che Giovanni aveva nella vita, oltre la passione per la matematica, era il desiderio di allontanarsi dalla sua città natale per accrescere la propria indipendenza e abilità nell’affrontare la vita. Aveva scelto Torino perchè tutti la descrivevano come una città magica e quindi intorno alla fine di giugno aveva informato i suoi genitori e sua sorella della sua decisione di partire per Torino e di mantenersi gli studi autonomamente. Inutile dire le scenate che gli fece suo padre, con la solita paternale sulla sua incapacità di mantenersi dal momento che era capace solo di stare sui libri; la madre invece scoppiò in lacrime e gli promise di mandargli soldi ogni mese però Giovanni rifiutò, acconsentendo solo a farsi pagare l’aereo. Sua sorella, invece, lo guardò con gli occhi colmi di tristezza, come poteva abbandonarla lì da sola? Chiara aveva quattordici anni, cinque meno di Giovanni, e da sempre le era molto affezionata, lo vedeva come un eroe e l’unico che la capisse veramente. Il ragazzo ricambiava l’affetto della sorella e per un attimo aveva pensato di rinunciare alla sua impresa, ma lei, risoluta, gli aveva fatto promettere di raccontarle tutto e di conquistarsi la sua vita.

Ed eccolo li, alla fine di settembre, con la sua borsa zeppa di libri già il primo giorno, giusto per evitare di rimanere indietro o di sfigurare; la facoltà era situata in via Carlo Alberto, una traversa di via Po, e la prima lezione iniziava alle 9.30. Giovanni sollevò il viso verso il cielo, nonostante l’aria fosse ancora tiepida il cielo era coperto da alcune nuvole, si sarebbe mai adattato al clima del Nord?

Entrò e si sedette in quinta fila, almeno per quel giorno voleva rimanere neutrale, né troppo avanti né tanto meno troppo indietro; dopo qualche minuto di solitudine arrivò vicino a lui un ragazzo con una borsa di cuoio a tracolla. Davide, dopo le presentazioni scoprì che questo era il suo nome, era un po’ grassottello, vestito con jeans e felpa grigia con cappuccio che presentava un logo a Giovanni sconosciuto, probabilmente era il nome della sua scuola superiore. Davide subito lo trattò come un amicone, gli chiese alcune informazioni che aveva poco chiare sui corsi e poi gli domandò dove abitasse.

“In corso Belgio, sai dov’è?”

“Ma vuoi scherzare?” Esclamò Davide abbassandosi gli occhiali sulla punta del naso “Anche io vivo in corso Belgio, al numero 143”.

“Io al 43”.

“Ma non ci credo. Che coincidenza, era destino che ci incontrassimo qui allora”. Pieno di entusiasmo Davide subito lo abbraccio dandogli due pacche sulle spalle come due amiconi.

Giusto in quel momento si avvicinò a loro una ragazza, molto carina con i capelli lunghi e mossi castano chiaro e due grossi occhi castani, si presentò, si chiamava Linda, e chiese se potesse sedersi vicino a loro perchè gli altri posti erano già tutti occupati.

“Ma certo” Davide fece subito l’occhiolino a Giovanni “Sai che strana coincidenza abbiamo appena scoperto io e il mio amico Giovanni?” E Linda era solo la prima persona a cui il ragazzo raccontò della somiglianza dei due numeri civici.

Finita la mattinata di lezione Davide chiese ai due ragazzi appena conosciuti di vedersi la sera stessa, li avrebbe invitati a casa sua, in Corso Belgio 143 sottolineò con una risata.

Davide si scusò dicendo che avrebbe dovuto lavorare, fin dal primo giorno del suo trasferimento a Torino infatti aveva cercato un lavoro e solo tre giorni dopo era stato assunto in un bar in centro, proprio in Piazza Vittorio Veneto, la piazza per eccellenza dove uscire la sera. Il suo lavoro lo impegnava tre pomeriggi e sere a settimana, uno nei week end e due nei giorni feriali; era stato fortunato perchè con solo quelle tre giornate riusciva a mantenersi perchè la paga era ottima.

“Allora ci vediamo domani sera a cena da me” propose Linda.

“Io ci sto” Subito disse Davide.

Giovanni acconsentì, forse aveva trovato degli amici già il primo giorno, forse ricominciare una nuova vita in una nuova città con nuove persone era più semplice di quanto si era aspettato. Si ritrovò a sorridere, era felice.

Primo capitolo di presentazione.Ora un nuovo personaggio, non ho idea di dove ci porterà questa storia,basta andarci insieme diceva qualcuno

  • La nonna di Linda che si prenderà cura di tutti. (50%)
    50
  • Il fidanzato di Linda con cui Davide inizierà una rissa. (19%)
    19
  • La coinquilina di Linda di cui Giovanni si innamorerà. (31%)
    31
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141 Commenti

  1. Prima dalla polizia e poi da Matteo.
    “il giorno dopo infatti sarebbe stato l’ultimo pieno della vacanza”. Non è messa giù benissimo questa frase, credo che tu scriva un po’ troppo come parli. Tu sai che, nei miei intenti, le critiche che muovo sono sempre costruttive. Se io scrivessi come parlo, lo farei in dialetto veneto. Quindi ti esorto a cambiare registro quando scrivi.
    Per esempio avresti potuto scrivere: “l’indomani sarebbe stato l’ultimo giorno pieno della vacanza”.
    Ora che ho fatto la parte del cattivo, proseguo facendoti i complimenti per la trama che si sta evolvendo in maniera lineare e apprezzabile.
    Brava.

    • Grazie Tom, era una frase abbastanza inutile, però ci tenevo ad inserirla per far vedere che Matteo arriva l’ultimo giorno della loro vacanza e non proprio il primo (così la vacanza è “rovinata solo a metà”) però ho avuto difficoltà a scriverla in modo comprensibile 😉

  2. Ciao! 😀
    Andrò controcorrente, ma voto che sia Matteo a farsi vivo. Uno che compra un (costoso) biglietto aereo per andare fino a Praga a rubare un portafoglio, mentre manda suo fratello a devastare la casa della sua “vittima”, non resisterà alla tentazione di confrontarla di persona.
    A presto!

  3. Lo denuncia, ho scelto quello che gli consiglierei di fare 🙂
    La situazione si complica!
    I dettagli di atteggiamenti e ‘outfit’ dei due fratelli contribuiscono a rendere credibile la storia. Aspetto la resa dei conti tra i due ‘galletti’.
    Ciao GIulia, a presto

  4. Secondo me lo denuncia.
    Però ho un dubbio: se un fratello saccheggiava l’appartamento mentre l’altro andava a Praga rubare il portafogli, come può il portafogli trovarsi a casa di Giovanni quando lui rientra?
    L’umore scuro come la carne nel piatto è davvero una frase efficace, mi piace molto.
    Ciao

  5. Ciao! 😀
    Voto Praga.
    Più che rovinare la vacanza ai nostri amici, penso che abbia più senso per Matteo approfittare del fatto che la casa di Linda sia sgombra per fare irruzione e spaccare/rubare quello che c’è (può sorvegliare il posto e agire quando la nonna se ne sarà andata, se non vuoi scendere in particolari troppo macabri e/o violenti). Così potresti spezzare il prossimo capitolo tra la felicità e la spensieratezza dei ragazzi in vacanza e un duro e spiacevole “ritorno alla realtà”. Sarebbe una vendetta migliore: perchè seguirli chissà dove, quando c’è l’opportunità di ferirli in modi meno complicati (e più economici… credo che un biglietto per Praga o Parigi costi parecchio! 😉 )?
    Naturalmente questa è solo la mia opinione, quindi sei libera di ignorarla, in favore di ciò che reputi giusto ci sia nella tua storia. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!
    A presto!

  6. Ero indeciso se votare Napoli o Praga. Parigi è troppo scontato.
    Alla fine ho pensato che Praga fosse più esotica, se mi passi il termine. Anche di mio andrei a Napoli, visto che non l’ho mai visitata.
    Veniamo al commento. Ho riguardo a farne perché qualcuno ha detto che incuto addirittura paura, per il mio eccessivo rigore.
    Basta però capire che io esprimo le mie idee che possono essere spunti di riflessione. Non voglio assolutamente dare l’impressione del saccente. Io non ho titoli per correggere nessuno né tantomeno per giudicare.
    In ogni caso, c’è ancora qualche incertezza sulla punteggiatura. Ribadisco che non lo faccio per puro formalismo, ma se vogliamo che la lettura, magari ad alta voce, del racconto funzioni per chiunque sia il lettore, la punteggiatura va curata e deve avere delle regole precise.
    Un secondo appunto è che hai la tendenza, come tutti gli scrittori giovani e di talento, a “dire” troppe cose. Se riesci a censurarti ogni tanto e a far lavorare l’immaginazione del lettore invece che spiattellargli la realtà in faccia, lo stesso lettore sarà incuriosito nell’andare avanti, per sapere se ha indovinato o meno.
    La cosa mi è balzata all’occhio nell’ultimo periodo: “Matteo aveva capito, dai colori della busta regalo, che si trattava dell’agenzia viaggi situata proprio sotto casa sua, ora doveva solo più capire dove sarebbero andati in vacanza e ovviamente rovinargliela. ”
    Tralascio il dialettismo piemontese del “solo più” che, a un orecchio che non conosce l’idioma, suona male (io lo trovo un abbellimento carino), io avrei chiuso dopo la parola “andati”. Lasciamo che sia il lettore a immaginare cosa Matteo vuole fare.
    Ora che ti ho stordito di chiacchiere, ti dico che continuo a seguirti non interesse, perché la trama mi piace e mi piacciono molto i personaggi che hai creato.
    Ah, se non l’hai già visto, ho pubblicato il finale del mio racconto. Una tua opinione mi farebbe piacere.
    Ciao e scusa.

    • Grazie per avermi avvisato dell’ultimo capitolo che ogni tanto sfugge….
      non avevo mai ragionato sul fatto che “solo più” fosse un dialettismo, grazie…
      Grazie come sempre del commento e delle dritte, ci provo a tagliare ogni tanto nelle descrizioni troppo minuziose, ma ho “paura” passami il termine…dovrei osare un pò di più…me lo dicono sempre e quindi è di sicuro adatto anche nella scrittura.
      Invece per la punteggiatura ho provato a rileggere, ma non trovo in che cosa non vada bene….ho sempre pensato di usarla nel modo giusto invece è già il secondo commento che mi fai relativo a questo, forse perchè ne uso troppa?
      Grazie ancora

      • “La via scintillava di colori e come sempre, sotto il periodo delle feste, era animata da centinaia di persone”
        Secondo me è più corretta se scritta: “La via scintillava di colori e, come sempre sotto il periodo delle feste, era animata da centinaia di persone”.

        “Giovanni, quella sera, ne aveva molta di fretta; era arrivato da appena due ore dall’aeroporto,”. Sempre secondo me, il punto e virgola lì in mezzo non ci sta. Al limite potrebbe essere: “Giovanni, quella sera, ne aveva molta di fretta: era arrivato da appena due ore dall’aeroporto,”

        “Che bel regalo! Aveva subito pensato ironicamente…” A parte l’uso dei tre puntini alla fine, che, a parer mio, non è adeguato (i puntini sottintendono una sospensione che in questa frase non c’è), I pensieri e il discorso indiretto vogliono una punteggiatura per delimitarli. Si corre il rischio, altrimenti, che il lettore non capisca che si tratta di una frase pensata o detta da qualcuno. Tu usi le virgolette alte per il discorso diretto, potresti usare il trattino per i pensieri: ” -Che bel regalo! -, aveva subito pensato ironicamente.”

        E così via.
        Spero di non essere pedante. Se lo sono, ti prego, dimmelo.

          • Tutti facciamo errori di punteggiatura. Io per primo. Ci sono delle regole certe e altre più flessibili. L’importante è riuscire a dare al lettore la giusta intonazione, le giuste pause.
            Una virgola al posto di un punto è un peccato veniale, omettere certi segni grafici che aiutano a capire meglio il testo è un po’ più grave.
            Tu non usi male la punteggiatura, ho solo voluto farti notare alcune cose, giusto per migliorare una buona base di partenza. Sei giovane ed è per questo che ho piacere a confrontarmi con te: magari ti posso dare degli spunti che, alla tua età, renderanno la tua scrittura ancora più efficace.

  7. Praga.
    Mhmmm… Matteo li seguirà o rovinerà loro i piani?
    Potrebbe incontrare Gio a sorpresa per metterlo in guardia prima della partenza, oppure far del male a Davide per lanciare un avvertimento a Linda e Giovanni.
    Mi è piaciuta la scena di Matteo che li spia, brava.

  8. Ciao Giulia, ho votato Parigi,non per l’eleganza, ma perchè la conosco un pochino,al contrario delle altre due. Un solo appunto, e lo dico proprio per la mia esperienza di essere andato via dalle mie radici. Mi sembra troppo felice e avere troppa fretta nel tagliare i legami con le sue origini. Queste esperienze lasciano sempre un pò di malinconia, almeno con me ha funzionato così. Beh,cosa può fare Matteo? L’ Agenzia è sotto casa sua,sicuramente conosce i titolari, per cui sarà facile scoprire dove vanno, comprare un biglietto e anticiparli o seguirli a ruota, non li farei partire insieme, la sorpresa deve essere là,nella città delle vacanze natalizie, per rovinargliele meglio.
    Lo odio matteo
    Finiti i commenti pubblico il mio.
    Ti auguro una buona domenica.

  9. Paris.
    Forse perché è sempre stato un mio sogno andarvi e non ci sono ancora riuscito 🙂
    Per ciò che riguarda Matteo, i modi per rovinare la vacanza potrebbero essere molti. Dalla mera violenza fisica, a qualcosa di più astuto e subdolo, c’è solo l’imbarazzo della scelta che, essendo tu l’autrice, ti lascio volentieri.
    Ciao e al prossimo.

  10. Ciao Giulia,quando Linda lascia Matteo mi ha fatto tornare in mente un mio fatto analogo di tantissimi anni fa. Lasciai una ragazza,e da allora questo è rimasto ancora un mio cruccio,come una cosa ancora sospesa, non terminata. Trovo bello come descrivi i sentomenti dei ragazzi. Ho votato vacanza, perchè a questo punto una cena romantica si risolverebbe per essere solo quello, una cena, essendo i due sicuri della continuazione del loro rapporto. I genitori lasciamoli ancora da parte.
    Ti auguro una buona domenica

  11. Vuole invitarli a conoscere la madre.
    Ti faccio i miei complimenti: lo stile ha fatto notevoli progressi.
    A volte ci sono ancora dei termini molto colloquiali che non mi piacciono, ma è un problema mio: hai scelto il tuo stile e lo devi portare avanti.
    Un altro consiglio che mi sento di darti, da lettore s’intende, non certo da insegnante di scrittura quale io non sono assolutamente, è che dovresti tagliare ancora certe frasi di “specificazione” che tendi a inserire. Per esempio: “c’erano due macchie marroni circolari lasciate asciugare senza essere pulite.” Se ci sono le macchie è evidente che non sono state pulite. Scrivi soltanto: “c’erano due macchie secche marroni e circolari.”.
    È la mia opinione, naturalmente, prendila per quel che vale: nulla.
    Buona continuazione.

  12. Io propendo per la cena romantica, perché ho l’impressione che si creerà qualche attrito.
    Ciao Giulia.
    Bel capitolo, delicato e tutto sommato sereno. Mi è sembrata un po’ forzata la lucida analisi con cui Linda si congeda da Matteo. Ok che ha finito la fase adolescenziale, ma già esserne cosciente e soprattutto esplicitarlo a qualcun altro è forse poco comune.
    Ciao ciao

  13. Cerchiamo di conoscere la mamma.
    la storia è davvero graziosa e i personaggi sono teneri, ci si affeziona, secondo me dovresti però cercare di rendere più “narrativo” il testo. Voglio dire, soprattutto in questo capitolo, il testo è fatto di una serie di frasi che descrivono le azioni, i sentimenti, come in una redazione scolastica o in un diario intimo. Anche i dialoghi sono un po’ neutri: tutti i personaggi parlano nello stesso modo. Credo che dovresti cercare il modo di mostrare le azioni e i personaggi in modo più diretto, meno descrittivo. Non so se mi sono spiegata e so bene che non è facile, ma secondo me aumenterebbe il fascino della storia che racconti.
    Mi è piaciuto molto il passaggio sul bivio tra passato e presente.
    Ciao

    • Ciao, grazie ci sto lavorando penso già di aver cambiato qualcosa in positivo sullo stile rispetto al primo capitolo…avresti voglia di farmi un esempio di “cercare il modo di mostrare le azioni e i personaggi in modo più diretto, meno descrittivo”?
      Grazie in anticipo

      • Innanzitutto, penso che ci siano troppe “didascalie”: sale, scende, si siede, sia la, pensa, prende il tram, chiede, si frema. Capisco che vuoi dare molti dettagli, ma spesso non serve: l’azione è implicita, scriverla appesantisce solo il testo.
        Visto che me lo hai chiesto, ho cercato di modificare un paio di tuoi paragrafi a titolo d’esempio, ma non voglio dire che sono scritti bene, è solo per chiarire cosa intendo per meno descrittivo.

        Al risveglio, Linda non poteva smettere di pensare a quel primo bacio scambiato con Giovanni. Felice scese in cucina, dove la aspettavano un toast e una spremuta: nonna aveva sempre ritenuto che una colazione salata fosse più sana.
        Seduta al tavolo, ne approfittò per chiedere spiegazioni: “Nonna…”

        A casa di Matteo:
        Seduta sul divano lercio, si sorprese ad osservare le macchie scure che ne costellavano il tessuto. Forse caffè, come…
        Rifiutando il caffè che Matteo le offriva, si ritrovò ad ammirarlo…

        Sono scritti in fretta e si può sicuramente fare meglio, ma era solo per dare un esempio di come le azioni possano essere suggerite, per fare il testo un po’ meno didascalico.
        non voglio fare ola maestra, ma secondo me quando rileggi devi chiederti quali frasi sono superflue.
        Dimmi che ne pensi, hai tutto il diritto di non esser d’accordo 🙂
        ciao

  14. Ti ho messo in parità votando conoscere sia madre.
    Ho pensato che Linda potrebbe sentirsi tanto serena, grazie a Giovanni, da aver voglia di condividere la sua famiglia mezzo segreta.
    Matteo però non me la conta giusta, mhmm.
    Attenta alla punteggiatura 😉

  15. Direi Linda senz’altro.
    Non avevo capito (o avevo dimenticato) che la sorella fosse così giovane. Che bellini, comunque, io che sono abituata ad una esteriorità quasi ostile tra fratelli (sai, le scemenzine per cui si litiga sempre, nonostante il profondo attaccamento e rispetto) mi fermo a guardarli incantata.
    Storia delicata, da fiaba metropolitana.
    Ciao ciao

  16. Davide, per sentire un’altra campana.
    Appoggio il commento di Napo. Ci sono dei momenti in cui sembra di leggere una lista della spesa (non me ne volere) tipo quando parli del cibo acquistato per mangiare assieme; ma la storia è interessante, c’è anche una buona dose di mistero che a me piace sempre, e i personaggi sono tratteggiati bene. Alla prossima 🙂

  17. Linda.
    Hai degli spunti interessanti, ma continui con questo stile da raccontino che sarebbe più adatto a una fiaba. Continua a scrivere e a leggere. Leggi in maniera critica, badando anche alla struttura dei testi che leggi.
    A presto.

  18. Ciao. Ho deciso di leggere e commentare il tuo racconto, visto che tu hai letto e commentato il mio.
    Ho volato per la sorella che viene a trovarlo, anche se le tre opzioni non sono in linea con quanto mi aspettavo.
    Che dire? La trama c’è e mi incuriosisce.
    Su come è scritto, invece, avrei qualcosa da ridire. Non voglio però sembrarti “cattivo” o scortese o, peggio ancora, saccente.
    Però, con la massima umiltà e con lo spirito di migliorare una trama già buona, ti elenco le cose su cui, se fossi in te, lavorerei. Di seguito alcuni insignificanti esempi:
    – grammatica: se Chiara vuole bene a Giovanni, Chiara “gli” vuole bene, non “le” vuole bene;
    – coerenza dei tempi: “Una persona passa per Torino e “trova” sempre qualcosa di interessante, non “troverà”. Lascia stare che sia un modo di dire usato nel parlato (per quanto tempo ci lavori, troverai sempre qualcosa che non va), che poi, da ignorantone come sono anch’io, credo che quel “lavori” sia un congiuntivo. Se usi il presente indicativo devi continuare col presente;
    – coerenza nei personaggi: a un certo punto Giovanni diventa Davide. Se non è così, allora comunque era poco chiaro chi ha trovato lavoro in bar;
    – non spiegare troppo. Non dare tutte le informazioni di un personaggio, dosale nel corso della storia. La lettura diventa più interessante. Come dicono gli inglesi: “Less is more”;
    – coerenza di ambientazione. Se l’aria di Torino è già pungente e, passato aualche giorno, Giovanni Porta Linda a casa, come fa ad esserci afa nella sua stanza?
    Di positivo ti dico invece che i personaggi e il background che hai ideato per loro mi piacciono molto. Ottima fantasia.
    Ti chiedo umilmente perdono se mi sono permesso di farti alcuni rilievi, spero che non ti sia offesa. Il mio desiderio è aiutarti perché meriti. E merita la tua storia.
    Ancora mille scuse e aspetto con ansia il prossimo episodio.

    • Ciao, grazie mille di aver letto e commentato 🙂
      Sono sempre felice quando qualcuno mi scrive commenti di questo tipo, se con gentilezza ovviamente, anche se io non sono una che commenta molto perchè non ho molta esperienza.
      Purtroppo troppo spesso ci si fa influenzare dal parlato anche quando si scrive e pur rileggendo risulta difficile trovare gli errori perchè si è soliti parlare in questo modo.
      Sul fatto di Giovanni e Davide nel primo capitolo mi sono accorda di aver sbagliato solo dopo aver pubblicato, comunque è Giovanni a lavorare 🙂
      Anche sul fatto di spiegar troppo hai ragione, vorrei far percepire i personaggi come li penso io, ma credo che alla fine anche descrivendoli molto ognuno se li immagina comunque come vuole 😉
      Cerco sempre di “copiare” da chi ha più esperienza di me il modo di scrivere, non solo descrivendo, ma anche trasmettendo sensazioni, però non è facile…ci vuole tanto allenamento 🙂
      Grazie ancora buona giornata

  19. Ciao,sono mancato per tre settimane, un impegno di lavoro. Esporre alla Fiera Homi a Milano. Piuttosto gravoso e che prende tutto il tempo. Adesso ricomincio, qualche giorno a leggere gli altri, poi vado avanti col mio.
    Ho votato che Linda non torna a casa, m’interessa più l’intrigo, con la sorella va tutto bene, almeno per adesso, o vorrai incasinare anche le cose tra loro?
    Un saluto e a presto

  20. Viene la sorella.
    Tinte noir e gialle! Ma non è che la nonna diventa una specie di miss Marple??
    Scherzo, scusa. Episodio ben narrato. A me intenerisce sempre il rapporto tra fratello e sorella. Come disse il biondo ‘C’è aria di casa in quella foto…’

    Ciao ciao

  21. Guarda, ero indeciso proprio tra le opzioni in parità, poi ho fatto la mia scelta in base alla consecutio: dici che mentre si prepara la cena ancora non sa della notizia, ma se dovesse aspettare tre giorni, direi che potrebbe mangiare tranquillo.
    Quindi arriva la sorella.
    All’intreccio sentimentale si aggiunge li’intrigo e le cose si fanno sempre più interessanti.
    Ciao a presto

  22. Mi piacerebbe che subentrasse Chiara perché Gíovanni potrebbe ragionare con lei sulla faccenda di Linda.
    Questo episodio mi ha ricordato Il Diario di Maya, un romanzo di Isabel Allende, perché la protagonista che prende una brutta strada ha appunto una nonna che la aiuta sino alla fine.

  23. Va a cercare gli amici? Penso di sì, poi dopo torna da lei e sa che domande farle.
    Entriamo nel vivo, in una vita ‘vera’ c’è sempre qualche aspetto non idiliiaco, qualche problama da affrontare. Se lo si affronta insieme è meno dura.
    Ciao ciao

  24. Ciao! 😀
    Mi è piaciuto molto questo aspetto della personalità di Linda. Per vederci chiaro, Giovanni si rivolgerà alla nonna (anche se, così facendo potrebbe mettere Linda nei guai, o provocare dolore alla donna, se è all’oscuro di tutto).
    Alla prossima!

  25. Per un tipo come Giovanni, la nonna è rassicurante.
    Un po’ troppo “raccontino” questo capitolo. Ti raccomando di curare di più la psicologia dei personaggi mostrandoceli attraverso le loro emozioni fatte di gesti, di atteggiamenti, di dettagli.

  26. oddio io mi aspettavo una vera ribelle, una che vuol cambiare la società nel profondo, o far saltare tutto, o vivere contro corrente. Bere con gli amici fino a vomitarsi addosso e non saper più dove ci si trova può essere un aneddoto simpatico se capita una volta, un sintomo di malessere psichico o sociale se è un’abitudine. io ne parlerei con Linda, cercherei di capire i suoi problemi. Prima di far intervenire altri e palesare il suo problema è meglio discuterne con lei.
    A presto

  27. Onestamente io non associo l’alcol alla ribellione, ma immagino che la cattiva condotta di Linda sia da imputarsi al suo malcontento verso qualcosa che desidera cambiare e a cui appunto di ribella.
    Bella svolta con questo episodio, le cose si fanno complicate.
    Fossi in te curerei la punteggiatura. Ti consiglio di accorciare i periodi e usare qualche punto se no si arriva alla fine senza fiato 🙂

    Si rivolge alla nonna.

    • Grazie Giorgia, sì è vero tendo a creare periodi piuttosto lunghi, cercherò di accorciarli 🙂 Per il fatto della ribellione sono stata molto a riflettere su che argomento trattare lasciando la scelta della ribellione che è ampia…poteva essere droga, alcool, qualcosa legato alla nonna, anticonformista a livello di idee…ho scelto questo perchè forse è più semplice sviluppare una storia meno tirata 🙂 certamente nbel prossimo capitolo ci sarà un approfondimento 🙂
      Grazie del commento

  28. Ciao Giulia, quello che mi è saltato all’occhio è la differenza tra Giovanni e Linda, lui a lavorare e pensare alla sorellina, e lei a bere fino ad ubriacarsi. Stavo per votare che andava a trovare gli amici,ma poi mi sono ricordato dell’opzione vincente, Che io non avevo votato, della nonna che si prende cura di loro. E allora ha prevalso di rivolgersi alla nonna.
    Ti auguro buona notte e a presto

  29. Ma no: è una ribelle senz’altro.
    La nonna è dolce, ma che p… noia, passarci tutto il giorno.
    Si delinea una delicata storia di sentimenti. L’idea che dai, o almeno, l’idea che ho io leggendoti, è che i tuoi protagonisti siano ‘più giovani’ rispetto alle loro età anagrafiche. O meglio, non è esatto: è come se tu andassi oltre le corazze e le difese che da giovani alle prime armi tutti abbiamo eretto per sembrare forti e indipendenti. Insomma, ce li mostri come sono realmente, piuttosto che come vorrebbero apparire o come vorrebbero essere. Con me ottieni l’effetto che mi sento quasi una confidente di Giovanni, o una che legge il suo diario segreto.
    Brava e a presto
    Ciao ciao

  30. Con due ‘bravi ragazzi’ una ribelle ci vuole!
    Ciao Giulia,
    Ho letto insieme i due capitoli, un incipit carico di energia e aspettative, un prosieguo nel quale di comincia ad affrontare il rompicapo della vita ‘da grandi’, senza un rassicurante cordone ombelicale a disposizione immediata. In questo secondo il cambiamento di pdv tra Davide e Giovanni mi ha un po’ disorientato, ma la scrittura rimane scorrevole e piacevole.
    Ciao a presto

  31. Una ribelle, se passa tutto il giorno in casa con nonna non vivrà grandi avventure.
    Spero che vivranno spettacolari avventure al Valentino, quel parco è meraviglioso e magico, almeno per me 🙂

    Solo un appunto, scusa, odio fare la “maestrina” ma non posso trattenermi: necessitare in questo senso è transitivo, quindi: il calore DI CUI due cuori necessitano, non che. Sono maniaca, chiedo venia 🙂

  32. Ciao!! 😀
    Credo che, se Linda fosse una ribelle, potrebbe movimentare le cose. Magari non passerà tutto il suo tempo con la nonna, ma mi sembra che ci tenga molto a lei. Anche l’ipotesi che non sia davvero interessata all’amicizia dei due ragazzi è interessante, ma quella della ribelle mi ha attirata di più! 😉
    Alla prossima!

  33. Ciao!! 😀
    Molto carino questo incipit di presentazioni (forse leggermente appesantito dai periodi troppo lunghi, ma Napo ti ha già dato consigli in merito): sembra l’inizio di una grande avventura, che non vedo l’ora di vivere insieme ai tuoi personaggi!
    Voto la nonna!
    Alla prossima!

  34. Ciao,come detto sono venuto a leggere il tuo primo capitolo. Essendo secondo me l’amicizia sopra ogni cosa credo che mi piacerà molto. Io eviterei la nonna,anche se vincerà,perchè vorrei che se la sbrigassero da soli,senza nessuno che li curi o dispensi consigli. E quindi proprio per questo comincerei con un pò di zizzania e andrei verso la rissa.
    Buona serata e buon fine settimana

  35. Non so, le opzioni mi mettono in crisi: amicizia e amore in poche ore sarebbe pretendere troppo, la rissa mi suona male, visto l’ambiente e i personaggi. Direi la nonna che fa da trait d’union a tre ragazzi che si vogliono emancipare, forse è la scelta che preferisco. Incipit interessante è coinvolgente, ho avuto l’impressione che la passione per i numeri di Giovanni avrà un ruolo… beh, se non lo pensavi prendilo come un suggerimento, mi pare di capire che la trama, almeno per ora, sia molto ‘fluida’.
    Ciao ciao!

  36. Devo esser stata l’unica a votare la rissa 🙂
    Bello questo incipit e divertente devo dire, grazie alla figura di Davide. Interessante il particolare che Giovanni arrivato a Torino abbia subito trovato lavoro, nella sua terra natia questo non sarebbe successo credo. Sembra il primo passo verso la sua personale ascesa ed è per questo che ho votato la rissa, per metterlo un po’ in difficoltà.
    Brava, ti seguirò.

  37. Ciao Giulia, piacere di conoscerti. Io voto la nonna di Linda che si prenderà cura di tutti, perchè Giovanni mi ha fatto tenerezza li da solo, lontano dal suo paese, dev’essere dura ma anche perchè vorrei fosse proprio Linda il suo nuovo amore. La nonna andrà a sostituire la figura materna nelle cure di cui ha bisogno. A presto e ti seguo.

  38. Chiedo scusa per l’errore che ho trovato rileggendo, nell’ultima parte è Giovanni che si scusa dicendo di essere impegnato al lavoro, non Davide. E’ stato un errore di distrazione dal momento che all’inizio avevo intenzione di chiamare il protagonista Davide 😉

  39. Giulia, posso darti un consiglio? Prima di scrivere il secondo capitolo, fai un esercizio a tuo uso e consumo: prova a riscrivere il primo capitolo lasciando meno spazio al narratore. Lascia che siano le emozioni di Giovanni a mostrare al lettore i fatti, usa più dialoghi, fai ricorso a un flashback per mostrare la scena del distacco dai suoi. Per esempio, invece di descrivere Linda con il colore degli occhi e dei capelli, lascia che Giovanni immagini che fuori dall’aula, lontano dalle luci al neon, quei capelli avrebbero assunto al sole un bel colore castano chiaro, magari con riflessi ramati, eccetera.
    Sia ben chiaro, non sto criticando il tuo incipit che è formalmente corretto. Credo – ma sono uno dei pochi qui – che sia meglio avere consigli (non necessariamente da recepire) che non commenti asettici.
    L’ambientazione torinese fa pensare che l’avventura possa tingersi di mistero, magari per un tocco di esoterismo legato ai numeri 43 e 143. Vedrai tu.
    Nonna forever

    • Ciao Napo, è proprio questi commenti che cerco proprio perchè riconosco di avere ancora diverse carenze, prima fra tutte il fatto di intromettermi troppo come narratrice. Forse è la paura di non riuscire a trasmettere l’immagine che ho in mente, ma allo stesso tempo facendo così rendo la descrizione troppo macchinosa. Grazie mille, spero continuerai a leggermi per commentare con i tuoi suggerimenti, buona giornata 🙂

  40. Danica ha detto:

    Devo dire che l’idea di prendere l’aereo e arrivare fino a Praga, solo per rubare un portafoglio, l’ho trovata un po’ improbabile. Oppure Mattero ha i soldi da buttare via. Fatto sta che dico che sarà Mattero a farsi di nuovo vivo.

  41. TomTheBuilder ha detto:

    Prima dalla polizia e poi da Matteo.
    “il giorno dopo infatti sarebbe stato l’ultimo pieno della vacanza”. Non è messa giù benissimo questa frase, credo che tu scriva un po’ troppo come parli. Tu sai che, nei miei intenti, le critiche che muovo sono sempre costruttive. Se io scrivessi come parlo, lo farei in dialetto veneto. Quindi ti esorto a cambiare registro quando scrivi.
    Per esempio avresti potuto scrivere: “l’indomani sarebbe stato l’ultimo giorno pieno della vacanza”.
    Ora che ho fatto la parte del cattivo, proseguo facendoti i complimenti per la trama che si sta evolvendo in maniera lineare e apprezzabile.
    Brava.

    • GiuliaD97 ha detto:

      Grazie Tom, era una frase abbastanza inutile, però ci tenevo ad inserirla per far vedere che Matteo arriva l’ultimo giorno della loro vacanza e non proprio il primo (così la vacanza è “rovinata solo a metà”) però ho avuto difficoltà a scriverla in modo comprensibile 😉

  42. ivano51 ha detto:

    Ciao,voto che sarà Matteo a farsi vivo,anche perchè a fare due più due non sempre ci si indovina,e una denuncia alla Polizia è una cosa estremamente seria,e va supportata da prove sicure.
    Una buona serata

  43. Moneta ha detto:

    Lo denuncia e attende.
    Anche perché da un pazzoide simile è meglio stare lontani.
    Episodio agrodolce, una vacanza rovinata. Credevo che Matteo facesse anche di peggio, tutto sommato sono sollevata.

    Ciao ciao

  44. Danio Mariani ha detto:

    Concordo con Mika e voto per MATTEO.
    Al prossimo 🙂

  45. Mika ha detto:

    Ciao! 😀
    Andrò controcorrente, ma voto che sia Matteo a farsi vivo. Uno che compra un (costoso) biglietto aereo per andare fino a Praga a rubare un portafoglio, mentre manda suo fratello a devastare la casa della sua “vittima”, non resisterà alla tentazione di confrontarla di persona.
    A presto!

  46. JAW ha detto:

    Lo denuncia, ho scelto quello che gli consiglierei di fare 🙂
    La situazione si complica!
    I dettagli di atteggiamenti e ‘outfit’ dei due fratelli contribuiscono a rendere credibile la storia. Aspetto la resa dei conti tra i due ‘galletti’.
    Ciao GIulia, a presto

  47. TiaShe ha detto:

    Ciao!
    Anch’io dico che lo denuncia.
    Certo che Matteo era davvero furioso, considerando che si è fatto andata e ritorno in aereo in giornata solo per rubargli il portafoglio! Sono curiosa di scoprire quale sarà la sua prossima mossa! 😉
    A presto!

  48. befana profana ha detto:

    Secondo me lo denuncia.
    Però ho un dubbio: se un fratello saccheggiava l’appartamento mentre l’altro andava a Praga rubare il portafogli, come può il portafogli trovarsi a casa di Giovanni quando lui rientra?
    L’umore scuro come la carne nel piatto è davvero una frase efficace, mi piace molto.
    Ciao

  49. Danica ha detto:

    A questo punto dico la magica Praha. Visto che sono in tre, meglio un qualcosa che li coinvolga tutti. Pure un guastafeste come Matteo.

  50. Moneta ha detto:

    Praga ci sta molto, per degli studenti.
    Il gruppo si compatta, l’amicizia si consolida. Ma… regalargli un viaggio non è un impegno un po’ grande per degli studenti? 🙂
    Ciao ciao

  51. TiaShe ha detto:

    Ciao! ^_^
    Ho votato Praga perché mi piace molto come città.
    Per quanto riguarda Matteo, sono d’accordo con Mika. Potrebbe approfittare della loro assenza per agire indisturbato.
    Sono curiosa di scoprire cosa s’inventerà per farla pagare a Linda.
    Alla prossima!!!

  52. Mika ha detto:

    Ciao! 😀
    Voto Praga.
    Più che rovinare la vacanza ai nostri amici, penso che abbia più senso per Matteo approfittare del fatto che la casa di Linda sia sgombra per fare irruzione e spaccare/rubare quello che c’è (può sorvegliare il posto e agire quando la nonna se ne sarà andata, se non vuoi scendere in particolari troppo macabri e/o violenti). Così potresti spezzare il prossimo capitolo tra la felicità e la spensieratezza dei ragazzi in vacanza e un duro e spiacevole “ritorno alla realtà”. Sarebbe una vendetta migliore: perchè seguirli chissà dove, quando c’è l’opportunità di ferirli in modi meno complicati (e più economici… credo che un biglietto per Praga o Parigi costi parecchio! 😉 )?
    Naturalmente questa è solo la mia opinione, quindi sei libera di ignorarla, in favore di ciò che reputi giusto ci sia nella tua storia. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!
    A presto!

  53. TomTheBuilder ha detto:

    Ero indeciso se votare Napoli o Praga. Parigi è troppo scontato.
    Alla fine ho pensato che Praga fosse più esotica, se mi passi il termine. Anche di mio andrei a Napoli, visto che non l’ho mai visitata.
    Veniamo al commento. Ho riguardo a farne perché qualcuno ha detto che incuto addirittura paura, per il mio eccessivo rigore.
    Basta però capire che io esprimo le mie idee che possono essere spunti di riflessione. Non voglio assolutamente dare l’impressione del saccente. Io non ho titoli per correggere nessuno né tantomeno per giudicare.
    In ogni caso, c’è ancora qualche incertezza sulla punteggiatura. Ribadisco che non lo faccio per puro formalismo, ma se vogliamo che la lettura, magari ad alta voce, del racconto funzioni per chiunque sia il lettore, la punteggiatura va curata e deve avere delle regole precise.
    Un secondo appunto è che hai la tendenza, come tutti gli scrittori giovani e di talento, a “dire” troppe cose. Se riesci a censurarti ogni tanto e a far lavorare l’immaginazione del lettore invece che spiattellargli la realtà in faccia, lo stesso lettore sarà incuriosito nell’andare avanti, per sapere se ha indovinato o meno.
    La cosa mi è balzata all’occhio nell’ultimo periodo: “Matteo aveva capito, dai colori della busta regalo, che si trattava dell’agenzia viaggi situata proprio sotto casa sua, ora doveva solo più capire dove sarebbero andati in vacanza e ovviamente rovinargliela. ”
    Tralascio il dialettismo piemontese del “solo più” che, a un orecchio che non conosce l’idioma, suona male (io lo trovo un abbellimento carino), io avrei chiuso dopo la parola “andati”. Lasciamo che sia il lettore a immaginare cosa Matteo vuole fare.
    Ora che ti ho stordito di chiacchiere, ti dico che continuo a seguirti non interesse, perché la trama mi piace e mi piacciono molto i personaggi che hai creato.
    Ah, se non l’hai già visto, ho pubblicato il finale del mio racconto. Una tua opinione mi farebbe piacere.
    Ciao e scusa.

    • GiuliaD97 ha detto:

      Grazie per avermi avvisato dell’ultimo capitolo che ogni tanto sfugge….
      non avevo mai ragionato sul fatto che “solo più” fosse un dialettismo, grazie…
      Grazie come sempre del commento e delle dritte, ci provo a tagliare ogni tanto nelle descrizioni troppo minuziose, ma ho “paura” passami il termine…dovrei osare un pò di più…me lo dicono sempre e quindi è di sicuro adatto anche nella scrittura.
      Invece per la punteggiatura ho provato a rileggere, ma non trovo in che cosa non vada bene….ho sempre pensato di usarla nel modo giusto invece è già il secondo commento che mi fai relativo a questo, forse perchè ne uso troppa?
      Grazie ancora

      • TomTheBuilder ha detto:

        “La via scintillava di colori e come sempre, sotto il periodo delle feste, era animata da centinaia di persone”
        Secondo me è più corretta se scritta: “La via scintillava di colori e, come sempre sotto il periodo delle feste, era animata da centinaia di persone”.

        “Giovanni, quella sera, ne aveva molta di fretta; era arrivato da appena due ore dall’aeroporto,”. Sempre secondo me, il punto e virgola lì in mezzo non ci sta. Al limite potrebbe essere: “Giovanni, quella sera, ne aveva molta di fretta: era arrivato da appena due ore dall’aeroporto,”

        “Che bel regalo! Aveva subito pensato ironicamente…” A parte l’uso dei tre puntini alla fine, che, a parer mio, non è adeguato (i puntini sottintendono una sospensione che in questa frase non c’è), I pensieri e il discorso indiretto vogliono una punteggiatura per delimitarli. Si corre il rischio, altrimenti, che il lettore non capisca che si tratta di una frase pensata o detta da qualcuno. Tu usi le virgolette alte per il discorso diretto, potresti usare il trattino per i pensieri: ” -Che bel regalo! -, aveva subito pensato ironicamente.”

        E così via.
        Spero di non essere pedante. Se lo sono, ti prego, dimmelo.

        • GiuliaD97 ha detto:

          Nono grazie mille! È una cosa che proprio non riuscivo a capire perché mi sembrava di usare bene la punteggiatura, grazie 🙂

          • TomTheBuilder ha detto:

            Tutti facciamo errori di punteggiatura. Io per primo. Ci sono delle regole certe e altre più flessibili. L’importante è riuscire a dare al lettore la giusta intonazione, le giuste pause.
            Una virgola al posto di un punto è un peccato veniale, omettere certi segni grafici che aiutano a capire meglio il testo è un po’ più grave.
            Tu non usi male la punteggiatura, ho solo voluto farti notare alcune cose, giusto per migliorare una buona base di partenza. Sei giovane ed è per questo che ho piacere a confrontarmi con te: magari ti posso dare degli spunti che, alla tua età, renderanno la tua scrittura ancora più efficace.

  54. befana profana ha detto:

    A Natale, Napoli, senza ombra di dubbio.

  55. JAW ha detto:

    Praga, direi, mi suona bene come meta di studenti.
    Interessante il chiaroscuro tra una situazione serena e festosa e l’ombra nel buio, quasi un attore soprannaturale, l’imponderabile.
    Ciao a presto

  56. Giorgia Muscas ha detto:

    Praga.
    Mhmmm… Matteo li seguirà o rovinerà loro i piani?
    Potrebbe incontrare Gio a sorpresa per metterlo in guardia prima della partenza, oppure far del male a Davide per lanciare un avvertimento a Linda e Giovanni.
    Mi è piaciuta la scena di Matteo che li spia, brava.

  57. ivano51 ha detto:

    Ciao Giulia, ho votato Parigi,non per l’eleganza, ma perchè la conosco un pochino,al contrario delle altre due. Un solo appunto, e lo dico proprio per la mia esperienza di essere andato via dalle mie radici. Mi sembra troppo felice e avere troppa fretta nel tagliare i legami con le sue origini. Queste esperienze lasciano sempre un pò di malinconia, almeno con me ha funzionato così. Beh,cosa può fare Matteo? L’ Agenzia è sotto casa sua,sicuramente conosce i titolari, per cui sarà facile scoprire dove vanno, comprare un biglietto e anticiparli o seguirli a ruota, non li farei partire insieme, la sorpresa deve essere là,nella città delle vacanze natalizie, per rovinargliele meglio.
    Lo odio matteo
    Finiti i commenti pubblico il mio.
    Ti auguro una buona domenica.

    • GiuliaD97 ha detto:

      Grazie, grazie del commento 🙂 sul fatto del tagliare i legami penso sia soggettivo, eseneod all’Università a Torino ne sento tante di persone che vengono dal Sud e hanno tutti approcci e modi di vedere la distanza diversi 🙂

  58. Danio Mariani ha detto:

    Paris.
    Forse perché è sempre stato un mio sogno andarvi e non ci sono ancora riuscito 🙂
    Per ciò che riguarda Matteo, i modi per rovinare la vacanza potrebbero essere molti. Dalla mera violenza fisica, a qualcosa di più astuto e subdolo, c’è solo l’imbarazzo della scelta che, essendo tu l’autrice, ti lascio volentieri.
    Ciao e al prossimo.

  59. ivano51 ha detto:

    Ciao Giulia,quando Linda lascia Matteo mi ha fatto tornare in mente un mio fatto analogo di tantissimi anni fa. Lasciai una ragazza,e da allora questo è rimasto ancora un mio cruccio,come una cosa ancora sospesa, non terminata. Trovo bello come descrivi i sentomenti dei ragazzi. Ho votato vacanza, perchè a questo punto una cena romantica si risolverebbe per essere solo quello, una cena, essendo i due sicuri della continuazione del loro rapporto. I genitori lasciamoli ancora da parte.
    Ti auguro una buona domenica

  60. TomTheBuilder ha detto:

    Vuole invitarli a conoscere la madre.
    Ti faccio i miei complimenti: lo stile ha fatto notevoli progressi.
    A volte ci sono ancora dei termini molto colloquiali che non mi piacciono, ma è un problema mio: hai scelto il tuo stile e lo devi portare avanti.
    Un altro consiglio che mi sento di darti, da lettore s’intende, non certo da insegnante di scrittura quale io non sono assolutamente, è che dovresti tagliare ancora certe frasi di “specificazione” che tendi a inserire. Per esempio: “c’erano due macchie marroni circolari lasciate asciugare senza essere pulite.” Se ci sono le macchie è evidente che non sono state pulite. Scrivi soltanto: “c’erano due macchie secche marroni e circolari.”.
    È la mia opinione, naturalmente, prendila per quel che vale: nulla.
    Buona continuazione.

  61. Mika ha detto:

    Ciao! 😀
    Visto l’andamento di questo ultimo capitolo, voto per la cena romantica.
    Alla prossima!

  62. Moneta ha detto:

    Io propendo per la cena romantica, perché ho l’impressione che si creerà qualche attrito.
    Ciao Giulia.
    Bel capitolo, delicato e tutto sommato sereno. Mi è sembrata un po’ forzata la lucida analisi con cui Linda si congeda da Matteo. Ok che ha finito la fase adolescenziale, ma già esserne cosciente e soprattutto esplicitarlo a qualcun altro è forse poco comune.
    Ciao ciao

    • GiuliaD97 ha detto:

      Ciao, forse hai ragione sulla velocità della consapevolezza di Linda…Sono al sesto capitolo e mi viene già “l’ansia” di non averne più abbastanza 😉
      Lo so non è una scusa, grazie di continuare a leggere 😉

  63. JAW ha detto:

    No cena romantica né mamma, non precipitiamo! Una vacanza.
    Dubito che Matteo molli così, senza reagire. Ma forse mi sbaglio 😉
    Ciao a presto

  64. TiaShe ha detto:

    Ciao!
    Ho votato la cena, perché per la vacanza e per la madre mi sembra ancora troppo presto. (scusa, ho pareggiato le opzioni, spero di non averti scombussolato i piani 🙁 ).
    Alla prossima!

  65. Danio Mariani ha detto:

    Sarà che sono un inguaribile romantico, e quindi ho votato per la cena 🙂
    Brava Linda, a volte affrontare le situazioni a muso duro è l’unica soluzione.
    Ciao e a presto 🙂

  66. Napo ha detto:

    Come hai capito già da qualche settimana, concordo con quanto ti ha scritto befana profana.
    Una vacanza

    • GiuliaD97 ha detto:

      Ciao Napo, grazie ai tuoi consigli credo di aver migliorato qualcosina rispetto al primo capitolo…ci sono più dialoghi, ho fatto descrizioni un pò più personali…so che la strada è ancora lunga…:)

  67. befana profana ha detto:

    Cerchiamo di conoscere la mamma.
    la storia è davvero graziosa e i personaggi sono teneri, ci si affeziona, secondo me dovresti però cercare di rendere più “narrativo” il testo. Voglio dire, soprattutto in questo capitolo, il testo è fatto di una serie di frasi che descrivono le azioni, i sentimenti, come in una redazione scolastica o in un diario intimo. Anche i dialoghi sono un po’ neutri: tutti i personaggi parlano nello stesso modo. Credo che dovresti cercare il modo di mostrare le azioni e i personaggi in modo più diretto, meno descrittivo. Non so se mi sono spiegata e so bene che non è facile, ma secondo me aumenterebbe il fascino della storia che racconti.
    Mi è piaciuto molto il passaggio sul bivio tra passato e presente.
    Ciao

    • GiuliaD97 ha detto:

      Ciao, grazie ci sto lavorando penso già di aver cambiato qualcosa in positivo sullo stile rispetto al primo capitolo…avresti voglia di farmi un esempio di “cercare il modo di mostrare le azioni e i personaggi in modo più diretto, meno descrittivo”?
      Grazie in anticipo

      • befana profana ha detto:

        Innanzitutto, penso che ci siano troppe “didascalie”: sale, scende, si siede, sia la, pensa, prende il tram, chiede, si frema. Capisco che vuoi dare molti dettagli, ma spesso non serve: l’azione è implicita, scriverla appesantisce solo il testo.
        Visto che me lo hai chiesto, ho cercato di modificare un paio di tuoi paragrafi a titolo d’esempio, ma non voglio dire che sono scritti bene, è solo per chiarire cosa intendo per meno descrittivo.

        Al risveglio, Linda non poteva smettere di pensare a quel primo bacio scambiato con Giovanni. Felice scese in cucina, dove la aspettavano un toast e una spremuta: nonna aveva sempre ritenuto che una colazione salata fosse più sana.
        Seduta al tavolo, ne approfittò per chiedere spiegazioni: “Nonna…”

        A casa di Matteo:
        Seduta sul divano lercio, si sorprese ad osservare le macchie scure che ne costellavano il tessuto. Forse caffè, come…
        Rifiutando il caffè che Matteo le offriva, si ritrovò ad ammirarlo…

        Sono scritti in fretta e si può sicuramente fare meglio, ma era solo per dare un esempio di come le azioni possano essere suggerite, per fare il testo un po’ meno didascalico.
        non voglio fare ola maestra, ma secondo me quando rileggi devi chiederti quali frasi sono superflue.
        Dimmi che ne pensi, hai tutto il diritto di non esser d’accordo 🙂
        ciao

  68. Giorgia Muscas ha detto:

    Ti ho messo in parità votando conoscere sia madre.
    Ho pensato che Linda potrebbe sentirsi tanto serena, grazie a Giovanni, da aver voglia di condividere la sua famiglia mezzo segreta.
    Matteo però non me la conta giusta, mhmm.
    Attenta alla punteggiatura 😉

  69. Moneta ha detto:

    Direi Linda senz’altro.
    Non avevo capito (o avevo dimenticato) che la sorella fosse così giovane. Che bellini, comunque, io che sono abituata ad una esteriorità quasi ostile tra fratelli (sai, le scemenzine per cui si litiga sempre, nonostante il profondo attaccamento e rispetto) mi fermo a guardarli incantata.
    Storia delicata, da fiaba metropolitana.
    Ciao ciao

  70. ivano51 ha detto:

    Ciao Giulia,ho letto qualche altro commento,alcuni critici,io devo dire che mi piace,e anche come scrivi,lo capisco,il che è fondamentale. Bello quando hanno il momento di tenerezza,mi ha fatto tornare alla mente qualche dolce ricordo. Voterò per Chiara, anche perchè ho una figlia che sichiama così.
    A presto

  71. TiaShe ha detto:

    Ciao!
    Ero un po’ indecisa, perché trovo interessanti tutti e tre i personaggi, ma alla fine ho scelto Linda.
    Molto bello il momento in cui fratello e sorella si ritrovano ^__^ Alla prossima! 🙂

  72. JAW ha detto:

    Linda
    La quotidianità di gesti e sentimenti espressa delicatamente e in modo efficace.
    Ciao a presto

  73. Mika ha detto:

    Ciao! 😀
    Ops! Ho mandato le opzioni in pareggio, ma mi interessa conoscere il punto di vista di Davide… magari riesci a parlare di entrambi? 😉
    Alla prossima!

  74. Alexeiandras ha detto:

    Molto bello, mi incuriosisce molto il punto di vista di Linda! 😀

  75. Danio Mariani ha detto:

    Io direi Davide.
    Chiara è appena arrivata, e Linda in parte l’abbiamo già conosciuta.
    Ciao e al prossimo 🙂

  76. Giorgia Muscas ha detto:

    Davide, per sentire un’altra campana.
    Appoggio il commento di Napo. Ci sono dei momenti in cui sembra di leggere una lista della spesa (non me ne volere) tipo quando parli del cibo acquistato per mangiare assieme; ma la storia è interessante, c’è anche una buona dose di mistero che a me piace sempre, e i personaggi sono tratteggiati bene. Alla prossima 🙂

  77. Napo ha detto:

    Linda.
    Hai degli spunti interessanti, ma continui con questo stile da raccontino che sarebbe più adatto a una fiaba. Continua a scrivere e a leggere. Leggi in maniera critica, badando anche alla struttura dei testi che leggi.
    A presto.

  78. TomTheBuilder ha detto:

    Ciao. Ho deciso di leggere e commentare il tuo racconto, visto che tu hai letto e commentato il mio.
    Ho volato per la sorella che viene a trovarlo, anche se le tre opzioni non sono in linea con quanto mi aspettavo.
    Che dire? La trama c’è e mi incuriosisce.
    Su come è scritto, invece, avrei qualcosa da ridire. Non voglio però sembrarti “cattivo” o scortese o, peggio ancora, saccente.
    Però, con la massima umiltà e con lo spirito di migliorare una trama già buona, ti elenco le cose su cui, se fossi in te, lavorerei. Di seguito alcuni insignificanti esempi:
    – grammatica: se Chiara vuole bene a Giovanni, Chiara “gli” vuole bene, non “le” vuole bene;
    – coerenza dei tempi: “Una persona passa per Torino e “trova” sempre qualcosa di interessante, non “troverà”. Lascia stare che sia un modo di dire usato nel parlato (per quanto tempo ci lavori, troverai sempre qualcosa che non va), che poi, da ignorantone come sono anch’io, credo che quel “lavori” sia un congiuntivo. Se usi il presente indicativo devi continuare col presente;
    – coerenza nei personaggi: a un certo punto Giovanni diventa Davide. Se non è così, allora comunque era poco chiaro chi ha trovato lavoro in bar;
    – non spiegare troppo. Non dare tutte le informazioni di un personaggio, dosale nel corso della storia. La lettura diventa più interessante. Come dicono gli inglesi: “Less is more”;
    – coerenza di ambientazione. Se l’aria di Torino è già pungente e, passato aualche giorno, Giovanni Porta Linda a casa, come fa ad esserci afa nella sua stanza?
    Di positivo ti dico invece che i personaggi e il background che hai ideato per loro mi piacciono molto. Ottima fantasia.
    Ti chiedo umilmente perdono se mi sono permesso di farti alcuni rilievi, spero che non ti sia offesa. Il mio desiderio è aiutarti perché meriti. E merita la tua storia.
    Ancora mille scuse e aspetto con ansia il prossimo episodio.

    • GiuliaD97 ha detto:

      Ciao, grazie mille di aver letto e commentato 🙂
      Sono sempre felice quando qualcuno mi scrive commenti di questo tipo, se con gentilezza ovviamente, anche se io non sono una che commenta molto perchè non ho molta esperienza.
      Purtroppo troppo spesso ci si fa influenzare dal parlato anche quando si scrive e pur rileggendo risulta difficile trovare gli errori perchè si è soliti parlare in questo modo.
      Sul fatto di Giovanni e Davide nel primo capitolo mi sono accorda di aver sbagliato solo dopo aver pubblicato, comunque è Giovanni a lavorare 🙂
      Anche sul fatto di spiegar troppo hai ragione, vorrei far percepire i personaggi come li penso io, ma credo che alla fine anche descrivendoli molto ognuno se li immagina comunque come vuole 😉
      Cerco sempre di “copiare” da chi ha più esperienza di me il modo di scrivere, non solo descrivendo, ma anche trasmettendo sensazioni, però non è facile…ci vuole tanto allenamento 🙂
      Grazie ancora buona giornata

  79. Danica ha detto:

    Avrei detto che Linda non era tornata a casa e la nonna avrebbe chiamato Giovanni.
    Non so perché, ma l’idea della sorella di quest’ultimo a Torino mi fa pensare a un bel po’ di avventure rocambolesche in arrivo. 🙂

  80. ivano51 ha detto:

    Ciao,sono mancato per tre settimane, un impegno di lavoro. Esporre alla Fiera Homi a Milano. Piuttosto gravoso e che prende tutto il tempo. Adesso ricomincio, qualche giorno a leggere gli altri, poi vado avanti col mio.
    Ho votato che Linda non torna a casa, m’interessa più l’intrigo, con la sorella va tutto bene, almeno per adesso, o vorrai incasinare anche le cose tra loro?
    Un saluto e a presto

  81. Moneta ha detto:

    Viene la sorella.
    Tinte noir e gialle! Ma non è che la nonna diventa una specie di miss Marple??
    Scherzo, scusa. Episodio ben narrato. A me intenerisce sempre il rapporto tra fratello e sorella. Come disse il biondo ‘C’è aria di casa in quella foto…’

    Ciao ciao

  82. Mika ha detto:

    Ciao! 😀
    Facciamo entrare in scena la sorella! ^-^
    Alla prossima!

  83. TiaShe ha detto:

    Ciao!
    Io dico che arriva la sorella! 😉
    A presto! 😉

  84. Napo ha detto:

    Per il mio gusto i dialoghi andrebbero scritti in italiano colloquiale più realistico. Chi direbbe oggigiorno “Le lascio il mio recapito telefonico”?
    Sorella

  85. JAW ha detto:

    Guarda, ero indeciso proprio tra le opzioni in parità, poi ho fatto la mia scelta in base alla consecutio: dici che mentre si prepara la cena ancora non sa della notizia, ma se dovesse aspettare tre giorni, direi che potrebbe mangiare tranquillo.
    Quindi arriva la sorella.
    All’intreccio sentimentale si aggiunge li’intrigo e le cose si fanno sempre più interessanti.
    Ciao a presto

  86. fray ha detto:

    Chissà cosa tormenta precisamente Linda, spero che un ragazzo sensibile come Giovanni possa aiutarla.

  87. Giorgia Muscas ha detto:

    Mi piacerebbe che subentrasse Chiara perché Gíovanni potrebbe ragionare con lei sulla faccenda di Linda.
    Questo episodio mi ha ricordato Il Diario di Maya, un romanzo di Isabel Allende, perché la protagonista che prende una brutta strada ha appunto una nonna che la aiuta sino alla fine.

  88. Danio Mariani ha detto:

    Passano tre giorni e Linda non torna a casa, la nonna lo contatta per chiedere se ha notizie.

    Molto tormentato e indeciso questo ragazzo, forse l’opzione da me scelte potrebbe dargli una mossa.
    Ciao e a presto 🙂

  89. fray ha detto:

    Bel capitolo , sono curioso di conoscere la storia di Linda . Aspetto il prossimo capitolo

  90. TiaShe ha detto:

    Ciao Giulia!
    Scusa per il ritardo!
    Anche se in minoranza, io dico che andrà a chiedere spiegazioni direttamente a lei.
    Sono curiosa di conoscere la sua storia. 🙂
    Alla prossima!

  91. JAW ha detto:

    Ciao Giulia
    Cerca gli amici, magari ci scappa pure il rissino.
    A presto

  92. Moneta ha detto:

    Va a cercare gli amici? Penso di sì, poi dopo torna da lei e sa che domande farle.
    Entriamo nel vivo, in una vita ‘vera’ c’è sempre qualche aspetto non idiliiaco, qualche problama da affrontare. Se lo si affronta insieme è meno dura.
    Ciao ciao

  93. Danica ha detto:

    Mi associo alla maggioranza, curiosa di vedere la reazione della nonna. 🙂

  94. Mika ha detto:

    Ciao! 😀
    Mi è piaciuto molto questo aspetto della personalità di Linda. Per vederci chiaro, Giovanni si rivolgerà alla nonna (anche se, così facendo potrebbe mettere Linda nei guai, o provocare dolore alla donna, se è all’oscuro di tutto).
    Alla prossima!

  95. Napo ha detto:

    Per un tipo come Giovanni, la nonna è rassicurante.
    Un po’ troppo “raccontino” questo capitolo. Ti raccomando di curare di più la psicologia dei personaggi mostrandoceli attraverso le loro emozioni fatte di gesti, di atteggiamenti, di dettagli.

  96. Danio Mariani ha detto:

    Anche se più “pericoloso” rispetto a Linda, credo debba andare a cercare gli amici.
    Ciao e a presto.

  97. befana profana ha detto:

    oddio io mi aspettavo una vera ribelle, una che vuol cambiare la società nel profondo, o far saltare tutto, o vivere contro corrente. Bere con gli amici fino a vomitarsi addosso e non saper più dove ci si trova può essere un aneddoto simpatico se capita una volta, un sintomo di malessere psichico o sociale se è un’abitudine. io ne parlerei con Linda, cercherei di capire i suoi problemi. Prima di far intervenire altri e palesare il suo problema è meglio discuterne con lei.
    A presto

  98. Sognatrice75 ha detto:

    Bravissima Giulia, questo si che è un colpo di scena, non me lo sarei mai immaginato. Ho votato che va a parlare con Matteo. Complimenti e a presto!

  99. Giorgia Muscas ha detto:

    Onestamente io non associo l’alcol alla ribellione, ma immagino che la cattiva condotta di Linda sia da imputarsi al suo malcontento verso qualcosa che desidera cambiare e a cui appunto di ribella.
    Bella svolta con questo episodio, le cose si fanno complicate.
    Fossi in te curerei la punteggiatura. Ti consiglio di accorciare i periodi e usare qualche punto se no si arriva alla fine senza fiato 🙂

    Si rivolge alla nonna.

    • GiuliaD97 ha detto:

      Grazie Giorgia, sì è vero tendo a creare periodi piuttosto lunghi, cercherò di accorciarli 🙂 Per il fatto della ribellione sono stata molto a riflettere su che argomento trattare lasciando la scelta della ribellione che è ampia…poteva essere droga, alcool, qualcosa legato alla nonna, anticonformista a livello di idee…ho scelto questo perchè forse è più semplice sviluppare una storia meno tirata 🙂 certamente nbel prossimo capitolo ci sarà un approfondimento 🙂
      Grazie del commento

  100. ivano51 ha detto:

    Ciao Giulia, quello che mi è saltato all’occhio è la differenza tra Giovanni e Linda, lui a lavorare e pensare alla sorellina, e lei a bere fino ad ubriacarsi. Stavo per votare che andava a trovare gli amici,ma poi mi sono ricordato dell’opzione vincente, Che io non avevo votato, della nonna che si prende cura di loro. E allora ha prevalso di rivolgersi alla nonna.
    Ti auguro buona notte e a presto

  101. Moneta ha detto:

    Ma no: è una ribelle senz’altro.
    La nonna è dolce, ma che p… noia, passarci tutto il giorno.
    Si delinea una delicata storia di sentimenti. L’idea che dai, o almeno, l’idea che ho io leggendoti, è che i tuoi protagonisti siano ‘più giovani’ rispetto alle loro età anagrafiche. O meglio, non è esatto: è come se tu andassi oltre le corazze e le difese che da giovani alle prime armi tutti abbiamo eretto per sembrare forti e indipendenti. Insomma, ce li mostri come sono realmente, piuttosto che come vorrebbero apparire o come vorrebbero essere. Con me ottieni l’effetto che mi sento quasi una confidente di Giovanni, o una che legge il suo diario segreto.
    Brava e a presto
    Ciao ciao

  102. TiaShe ha detto:

    Ciao! ^__^
    Anche se in minoranza, ho votato che passa molto tempo con la nonna.
    Alla prossima! 😉

  103. SilviaBallerini ha detto:

    Io voto che Linda è una ragazza che passa la maggior parte del suo tempo con la nonna. Non so, è una cosa che mi ispira, mi piacerebbe leggere di una tipa così.

  104. Danica ha detto:

    Avrei detto che Linda passava il tempo con sua nonna. Anche se l’idea della ribelle è altrettanto interessante.
    Sono d’accordo con i commenti (es. quello di Napo) c’è molta descrizione. Comunque, è ovvio che ti seguo. 🙂

  105. JAW ha detto:

    Con due ‘bravi ragazzi’ una ribelle ci vuole!
    Ciao Giulia,
    Ho letto insieme i due capitoli, un incipit carico di energia e aspettative, un prosieguo nel quale di comincia ad affrontare il rompicapo della vita ‘da grandi’, senza un rassicurante cordone ombelicale a disposizione immediata. In questo secondo il cambiamento di pdv tra Davide e Giovanni mi ha un po’ disorientato, ma la scrittura rimane scorrevole e piacevole.
    Ciao a presto

  106. befana profana ha detto:

    Una ribelle, se passa tutto il giorno in casa con nonna non vivrà grandi avventure.
    Spero che vivranno spettacolari avventure al Valentino, quel parco è meraviglioso e magico, almeno per me 🙂

    Solo un appunto, scusa, odio fare la “maestrina” ma non posso trattenermi: necessitare in questo senso è transitivo, quindi: il calore DI CUI due cuori necessitano, non che. Sono maniaca, chiedo venia 🙂

  107. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Credo che, se Linda fosse una ribelle, potrebbe movimentare le cose. Magari non passerà tutto il suo tempo con la nonna, ma mi sembra che ci tenga molto a lei. Anche l’ipotesi che non sia davvero interessata all’amicizia dei due ragazzi è interessante, ma quella della ribelle mi ha attirata di più! 😉
    Alla prossima!

  108. pinkerella ha detto:

    Mi fa piacere vedere che sei tornata “carica”! 😉 Io dico ribelle, le altre due non so, non mi ispirano… ottimo capitolo, fluido e scorrevole. Alla prossima!!! 😀

  109. Giorgia Muscas ha detto:

    Non è interessata all’amicizia dei ragazzi. Vediamo cosa nasconde questa ragazza perfetta all’esterno ma con una vita ambigua. Magari la nonna coltiva una serra di cannabis all’interno della villa 😉 e sono ricche per quello.

  110. Danio Mariani ha detto:

    La vedo come una ribelle, le altre due opzioni non mi convincevano.
    A presto 🙂

  111. ivano51 ha detto:

    Ciao,vedo bene Linda come una ribelle,non è detto che anche la nonna non lo sia stata da giovane. Credo anche io che più dialoghi ci starebbero bene.
    In ogni caso si preannuncia una bella storia,brava.
    Buona notte

  112. Napo ha detto:

    Direi che, se questa storia deve essere un’avventura, facciamo che Linda non voglia l’amicizia dei due.

  113. Mika ha detto:

    Ciao!! 😀
    Molto carino questo incipit di presentazioni (forse leggermente appesantito dai periodi troppo lunghi, ma Napo ti ha già dato consigli in merito): sembra l’inizio di una grande avventura, che non vedo l’ora di vivere insieme ai tuoi personaggi!
    Voto la nonna!
    Alla prossima!

  114. ivano51 ha detto:

    Ciao,come detto sono venuto a leggere il tuo primo capitolo. Essendo secondo me l’amicizia sopra ogni cosa credo che mi piacerà molto. Io eviterei la nonna,anche se vincerà,perchè vorrei che se la sbrigassero da soli,senza nessuno che li curi o dispensi consigli. E quindi proprio per questo comincerei con un pò di zizzania e andrei verso la rissa.
    Buona serata e buon fine settimana

  115. Moneta ha detto:

    Non so, le opzioni mi mettono in crisi: amicizia e amore in poche ore sarebbe pretendere troppo, la rissa mi suona male, visto l’ambiente e i personaggi. Direi la nonna che fa da trait d’union a tre ragazzi che si vogliono emancipare, forse è la scelta che preferisco. Incipit interessante è coinvolgente, ho avuto l’impressione che la passione per i numeri di Giovanni avrà un ruolo… beh, se non lo pensavi prendilo come un suggerimento, mi pare di capire che la trama, almeno per ora, sia molto ‘fluida’.
    Ciao ciao!

  116. Giorgia Muscas ha detto:

    Devo esser stata l’unica a votare la rissa 🙂
    Bello questo incipit e divertente devo dire, grazie alla figura di Davide. Interessante il particolare che Giovanni arrivato a Torino abbia subito trovato lavoro, nella sua terra natia questo non sarebbe successo credo. Sembra il primo passo verso la sua personale ascesa ed è per questo che ho votato la rissa, per metterlo un po’ in difficoltà.
    Brava, ti seguirò.

  117. Sognatrice75 ha detto:

    Ciao Giulia, piacere di conoscerti. Io voto la nonna di Linda che si prenderà cura di tutti, perchè Giovanni mi ha fatto tenerezza li da solo, lontano dal suo paese, dev’essere dura ma anche perchè vorrei fosse proprio Linda il suo nuovo amore. La nonna andrà a sostituire la figura materna nelle cure di cui ha bisogno. A presto e ti seguo.

  118. TiaShe ha detto:

    Ciao Giulia!
    Alla fine hai scelto l’avventura! ^__^ Sono curiosa di scoprire dove ci porterà questa storia. Incipit carino! Per quanto riguarda la struttura del capitolo, sono d’accordo con Napo e condivido il suo commento.
    Io voto la nonna! ^_^
    Ti seguo! 🙂 A presto!

  119. GiuliaD97 ha detto:

    Chiedo scusa per l’errore che ho trovato rileggendo, nell’ultima parte è Giovanni che si scusa dicendo di essere impegnato al lavoro, non Davide. E’ stato un errore di distrazione dal momento che all’inizio avevo intenzione di chiamare il protagonista Davide 😉

  120. Danio Mariani ha detto:

    Ciao e bentornata con la tua nuova storia 🙂
    Ho votato per la coinquilina. La nonna mi sa troppo di favola, e se Linda ha un fidanzato difficilmente li avrebbe invitati.
    Aspetto il secondo, ciao 🙂

  121. Napo ha detto:

    Giulia, posso darti un consiglio? Prima di scrivere il secondo capitolo, fai un esercizio a tuo uso e consumo: prova a riscrivere il primo capitolo lasciando meno spazio al narratore. Lascia che siano le emozioni di Giovanni a mostrare al lettore i fatti, usa più dialoghi, fai ricorso a un flashback per mostrare la scena del distacco dai suoi. Per esempio, invece di descrivere Linda con il colore degli occhi e dei capelli, lascia che Giovanni immagini che fuori dall’aula, lontano dalle luci al neon, quei capelli avrebbero assunto al sole un bel colore castano chiaro, magari con riflessi ramati, eccetera.
    Sia ben chiaro, non sto criticando il tuo incipit che è formalmente corretto. Credo – ma sono uno dei pochi qui – che sia meglio avere consigli (non necessariamente da recepire) che non commenti asettici.
    L’ambientazione torinese fa pensare che l’avventura possa tingersi di mistero, magari per un tocco di esoterismo legato ai numeri 43 e 143. Vedrai tu.
    Nonna forever

    • GiuliaD97 ha detto:

      Ciao Napo, è proprio questi commenti che cerco proprio perchè riconosco di avere ancora diverse carenze, prima fra tutte il fatto di intromettermi troppo come narratrice. Forse è la paura di non riuscire a trasmettere l’immagine che ho in mente, ma allo stesso tempo facendo così rendo la descrizione troppo macchinosa. Grazie mille, spero continuerai a leggermi per commentare con i tuoi suggerimenti, buona giornata 🙂

  122. befana profana ha detto:

    Viva le nonne!
    Per il momento non riesco a immaginare quali avventure li possano attendere a Torino, ma io nella mia città natale ci faccio sempre un giretto volentieri: spero che sarà protagonista e non solo parte della scenografia.
    Alla prossima

    • GiuliaD97 ha detto:

      Da un anno vivo a Torino per l’università e la trovo davvero bellissima 😉 cercherò di renderla partecipe nella storia

      • befana profana ha detto:

        Io ci ho abitato solo i primi sei mesi della mia vita, la conosco solo da turista “ricorrente” (si può dire?) ma sono d ‘accordo con te: è bellissima e magica.
        Credo sia Dario argento che dice che sia una città dal fascino “demoniaco”.
        A te di decidere se la “magia” della città sarà benevola o meno nei confronti dei tuoi protagonisti 🙂
        Ciao

  123. pinkerella ha detto:

    Ciao Giulia, eccomi qui. 🙂 Ti leggo carica con questo incipit decisamente interessante. Beh, è un’avventura, no? Quindi, ovvio, che la vivremo insieme. Coinquilina di Linda e seguo. 😀

  124. SilviaBallerini ha detto:

    Andiamo sulla rissa! Le risse con le vecchiette sono sempre spassose!

  125. Red Dragon ha detto:

    Beh, che dire? Proviamo.
    Nonna di Linda.

    Ciao 🙂

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