CUORE INDIANO III

NUOVI COMPROMESSI

La mattina seguente fui svegliata dalla governante che delicata bussò alla porta.

Mi stiracchiai, ancora sognante per la focosa notte d’amore e notai stupita che il letto era vuoto al mio fianco.

Mi decisi a rispondere:< Venite avanti>.

La donna avanzò timida:< Mr Bennett vi attende per la colazione, vi aiuto a prepararvi>.

Avrei voluto correre prima dal mio piccolo ma non ebbi scelta, a malincuore dovevo cominciare a rispettare l’etichetta dell’alta borghesia e lasciare accudire mio figlio dalla nutrice. Tuttavia promisi a me stessa di prendermene cura subito dopo aver incontrato George.

Seduta di fronte a mio marito, l’entusiasmo che avevo provato fece presto a morire.

Si faceva servire la colazione dal domestico con  gelida aria di sufficienza borghese.

Non mi rivolse un sorriso, né uno sguardo innamorato come mi ero aspettata.

Perfino il tono della sua voce fu freddo, in enorme contrasto con l’impetuoso amante della notte appena trascorsa:<Dobbiamo definire la questione del bambino!>.

Strabuzzai gli occhi rischiando quasi di soffocarmi con il cibo:< Che cosa intendi dire?Mio figlio porta il tuo nome adesso!>.

Sfoderò un sorriso cercando di tranquillizzarmi:< E’ bene inteso che l’ho adottato e porta il mio nome, ma agli occhi della gente siamo stati entrambi a farlo!>.

Mi alzai battendo i pugni sul tavolo:< Come ti permetti di pensare anche lontanamente una cosa del genere?Questo è un inganno! Se me ne avessi parlato prima, avrei rifiutato la tua proposta di matrimonio!>.

Si alzò anche lui dal tavolo , interrompendo la colazione:< Andiamo Eleanor, sii ragionevole! Edward avrà tutto ciò che si può desiderare dalla vita. Apparterrà all’alta borghesia inglese, studierà e si creerà un ruolo di prestigio. Devi comprendere però, che data la mia illustre posizione, non posso permettere le malelingue sul mio conto né creare uno scandalo in società>.

Ero furiosa, dunque mio figlio rischiava di divenire un emarginato, anche se portava il nome del più illustre medico londinese, per la società aristocratica e borghese sarebbe stato sempre un selvaggio adottato da una caritatevole coppia inglese:< Non voglio ascoltare altro, mi avete deluso caro George e vi è bastato un solo giorno di matrimonio! Non oso immaginare il futuro cosa mi riservi!>.

Mi sentivo soffocare in quella stanza, non volevo rimanervi un solo attimo in più e uscì sdegnata, liberandomi della sua presenza.

                                         *****

La zia Annabel mi guardava angustiata.

Mi carezzava ora la testa, ora la spalla, cercando di calmarmi:<Eleanor cara, tu sai che ti reputo alla stregua dei miei figli. Da quando sei arrivata in casa mia, ho cercato di darti sempre il meglio, anche nelle situazioni più avverse!>.

Non potevo affermare il contrario, la zia si era dimostrata amorevole e degna della mia fiducia.

Mi guardò dritto negli occhi:< Io dico che George ti ama e continua a essere la tua scelta migliore. Cerca di capire che se avesse avuto un’alternativa, non avrebbe mai osato farti una proposta del genere>.

Allargò le braccia in un gesto teatrale:< Hai forse una soluzione migliore per garantire un futuro decente a tuo figlio?>.

A malincuore presi coscienza della verità delle sue parole.

Scossi la testa sconfitta:< Temo di no!>.

L’anziana sorrise contenta della mia risposta:< Vai avanti per la strada che hai intrapreso, piccola. Di tutti questi sacrifici sarai ricompensata un giorno. Agli occhi del Signore sei una buona madre!>.

 

Quella sera nell’intimità della stanza da letto, informai mio marito di accettare la sua versione sull’adozione del bambino.

Io e George c’eravamo recati in Virginia per far visita ai miei genitori.

Una loro serva indiana era malata e morente lasciava un bambino appena nato.

Mossa a compassione, avevo supplicato mio marito di portarlo con noi e adottarlo.

Morale della favola, agli occhi di tutti, l’illustre medico sarebbe stato ammirato come un grande benefattore ed io non sarei passata per la sgualdrina che si era barbaramente accoppiata con un selvaggio!

Ovviamente divulgando questa versione, pretendevo d’essere libera di mostrare in pubblico il mio bambino.

George accettò di buon grado:< E adesso a noi, bellissima e provocante ammaliatrice>.

Mi spinse, giocoso e provocatorio verso il letto:< Ho intenzione di dare un fratello al piccolo Edward>.

Nonostante mi lasciai coinvolgere piacevolmente nell’intenso amplesso, la mia mente rifiutava la possibilità di affrontare una nuova gravidanza.

Sentivo che se lo avessi fatto, avrei perso per sempre l’aspetto unico e prezioso che ancora mi legava a Neka.

 

 

Nel prossimo episodio:

  • Eleanor decide di affidare al fato il suo volere (21%)
    21
  • Eleanor prende delle precauzioni di nascosto per evitare una gravidanza (53%)
    53
  • Eleanor accetta rassegnata una nuova gravidanza. (26%)
    26
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218 Commenti

  • Ciao Monica / Sognatrice, dove sei finita? Torno dopo tanto tempo e mi rendo conto che anche tu sei sparita da THe iNCIPIT da mesi.
    Nella tua descrizione leggo che hai pubblicato un libro a dicembre, quindi davvero tanti tanti complimenti! 🙂

    Però – ehi – ci manchi! Torna da noi con Neka ed Eleanor!
    Un abbraccio.

  • Rimane scioccato… avendo a disposizione ancora due capitoli, ho pensato che l’ennesimo colpo di scena potesse starci bene ma anche perché avresti un ulteriore spunto per la quarta parte 😉 se non l’hai ancora capito, non mi stancherò mai di leggere te e di Eleanor e Neka. Sono stata via per un po’ e non ho potuto seguire la storia passo dopo passo ma, ti dirò, leggerla tutta insieme è anche meglio. L’unico appunto che ti faccio in questo capitolo è quello di eliminare: “e il suo razzismo”, penso che “già! L’uomo bianco” lo sottointenda da sé quel concetto.
    A presto.

  • Non so come io abbia potuto stare lontana da qui per così tanto tempo. Ho letto tutto d’un fiato, velocissima, ma rileggendo i passi dove hai saputo descrivere così bene la situazione di Eleanor, quello stupro casalingo, tutto il suo amore e la sua preoccupazione per il suo bambino…
    Sono felicissima che sia andata via dall’Inghilterra e che sia tornata in Virginia, così come ho provato brividi quando ha detto di aver sempre avuto un cuore indiano. Il cuore non ipocrita e non razzista dell’uomo bianco (almeno dell’uomo bianco come George).
    Torno e ti leggo. E scusami l’assenza, fin troppo prolungata.

    • Ah, e penso che il piccolo Edward debba per forza aver “sentito” sulla sua pelle che l’odioso George non era suo padre; mentre le cure di Eleanor probabilmente gli avevano già fatto sospettare che potesse essere la sua vera madre. Credo che i bambini queste cose le sappiano, in qualche modo.
      Quindi spero possa essere felice 🙂

  • Ciao,sono mancato per tre settimane, un impegno di lavoro. Esporre alla Fiera Homi a Milano. Piuttosto gravoso e che prende tutto il tempo. Adesso ricomincio, qualche giorno a leggere gli altri, poi vado avanti col mio.
    Sbaglio o questo capitolo è più corto? Trovo che i cinque anni di lontananza siano stati liquidati un pò frettolosamente. Voto che il bimbo sia felice, non riesco a concepire un’altra reazione.
    A presto

  • Ora che ci penso, sei stata fortunata: non hai ricevuto la visita di un rompiscatole che “ci ha lasciati” fra ottobre e novembre.
    Questo rompiscatole andava in giro, da un racconto all’altro, a sputare sentenze (ed io aggiungo: come se fosse antani con scappellamento a destra) riguardanti le storie degli altri. Alcune volte “aveva ragione” (come nella seconda parte del mio primo fantasy, del quale ti lascio il link di entrambe le parti: https://theincipit.com/2015/06/dark-fang-drago/ e https://theincipit.com/2015/08/dark-fang-drago-2/ ).
    Altre volte (IL PIU’ delle volte), invece, aveva torto marcio.

  • Rimane scioccato, perché la notizia è scioccante. È una fase normale che supererà.
    Ciao Sognatrice.
    Ho sbirciato i commenti sotto, ho letto che stai pubblicando. Complimenti e auguri, sono contento per te. Spero che aver condiviso parte del tuo lavoro con noi, su questo sito, ti sia stato utile. In bocca al lupo.
    Ciao a presto

    • Sono veramente onorata del tuo commento, grazie di cuore. Ma hai letto anche “Cuore indiano” e “Cuore indiano II”? Più in là, ho intenzione di farne una seconda edizione molto più approfondita e voglio migliorare il mio stile di scrittura. Ne sto facendo una vera passione, ma devo migliorare! Grazie di avermi letto.

      • “ho intenzione di farne una seconda edizione molto più approfondita”
        Che intendi con “seconda edizione”? Ma soprattutto, che ne dici di scrivere uno spin-off/prequel in cui racconti la storia di Neka prima dell’incontro con Eleanor?

          • Non sai come fare uno spin-off? Semplice: prendi un personaggio o un evento di una storia e scrive una che ruoti attorno ad esso.
            Ad esempio, un personaggio di “Breaking Bad” si chiama Saul Goodman e attorno a lui hanno fatto una serie chiamata “Better call Saul”, che è uno spin-off appunto di “Breaking Bad”.
            Un altro esempio è dato da “Torchwood”, spin-off di “Doctor Who” ideato dopo che il Dottore incontra la regina Elisabetta I d’Inghilterra e, dopo che il Dottore se ne va, la regina crea il Torchwood, attorno al quale hanno fatto la serie omonima.

  • Amici miei, vi devo dare una notizia, “Cuore indiano” sta per essere pubblicato con Youcanprint, quindi per essere corretta è autopubblicato ma ovviamente è stato editato e ha subìto la correzione delle bozze, mentre qui è nella versione “ruspante”!
    Non sono una scrittrice, quindi vada come vada era un regalo che volevo farmi!

  • Edward, poiché ha solo 5 anni, non credo che capirà appieno la rivelazione (non voglio mettere in dubbio l’intelligenza dei bambini di quell’età, poiché io sapevo già leggere prima di iniziare la scuola. 🙂 ).
    Purtroppo (per me?) la proposta del pubblico è in svantaggio. Per il momento.

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