Gli acchiappasogni

Dove eravamo rimasti?

Oniro manterrà la sua parola? Sì, farà ritornare a casa Michela. (100%)

Sogno da realizzare

Dopo aver riportato la ragazza nel mondo reale, Oniro mi tenne con sé. A differenza di Morfeo, non mi trattò male. Escludendo la libertà, non mi mancò niente. Creò un sogno nella quale dovetti rimanere in attesa di ritornare a casa. Così passai il tempo seduta sotto una quercia su una collina dalla quale potei osservare l’imitazione della mia città più in basso. In parte era come me la ricordavo. L’altra parte andò persa con i sogni e ricordi che Morfeo mi tolse. E con quello che mi rimase modificai la “mia prigione”, abbastanza da renderla confortevole. Quanti potevano dire di avere una cameretta vista cielo?
Ogni tanto Oniro veniva a trovarmi e mi portava qualche libro. Ma non mancava di fermarsi a raccontarmi della sua guerra con Morfeo. Col tempo persi le speranze che in una delle sue visite potesse portarmi un orologio, o un ricordo. Ogni volta mi sedevo sulla mia poltroncina bianca in attesa che Oniro cominciasse il suo ennesimo racconto.
Lui si appoggiò al tavolino accanto a me ad osservare il panorama. Ma stavolta ci fu qualcosa di diverso nelle sue parole. «Sai, un’altra parte della verità che non ti ho mai raccontato è che gli orologi sono mie creazioni. Anche se tutti credono che siano un’idea dell’orologiaio. Lui ha solo avuto l’astuzia di saper sfruttare “il potenziale” del mio oggetto. La mia “trappola” nelle sue mani è diventata una “chiave per fuggire”. Tieni.»
Oniro rimase per qualche secondo con l’orologio nella sua mano tesa verso di me. Fino a qualche tempo fa avrei reagito positivamente davanti a quell’oggetto. Ma senza un ricordo, o se Oniro non mi liberava, era inutile. Per non deluderlo lo presi in mano e, quando aprii il coperchio, notai che le lancette oscillavano come se si fossero incantate. Guardai Oniro in attesa di spiegazioni. Si limitò a dirmi che apportò qualche piccola modifica. «Per scoprire quante potenzialità avesse il mio orologio, ho provato a renderlo simile ad una bussola. La lancetta delle ore punta sui ricordi, e quella dei minuti sugli incubi. Perché non ti alzi e lo provi?»
«Vuoi dire che mi lasci tornare a casa?»
«Se l’orologio funziona e troverà il ricordo, sì.»
Mi alzai e, seguendo la lancetta delle ore, mi rivolsi nella direzione che avrei dovuto seguire. Il che equivaleva a saltare giù dalla collina. Oniro mi prese per mano e mi rassicurò che nei sogni non c’era rischio di farsi del male. Questo lo sapevo.
Saltammo e planammo in una strada conosciuta, quella dalla quale cominciò tutto questa storia. Era giorno e c’era gente, ma nessuno si sorprese della nostra comparsa improvvisa. Guardai l’orologio e la lancetta delle ore ruotò verso la mia destra. Attraversai la strada tenendo per mano Oniro. La lancetta indicava la via che incrociava quella dove ci trovavamo. Ci incamminammo, fino a quando incontrammo una ragazza dai capelli rossi che si guardava intorno impaurita. La lancetta indicava che lei aveva il ricordo. Quindi l’orologio funzionava. «Come faccio a prendermi il suo ricordo?»
«A questo ci penserò io.»
Dopo la rassicurazione di Oniro, ci avvicinammo alla ragazza. Lui riuscì a tranquillizzarla abbastanza da convincerla a seguirci in un angolo appartato. L’estrazione del ricordo non fu proprio indolore, ma Oniro ci riuscì al primo colpo. Poi mi porse la sfera scintillante e la presi in mano. Nell’altra mano avevo l’orologio che cominciò a ticchettare rumorosamente. Ruppi la sfera gettandola per terra. Non appena il vetro si frantumò, un fumo nero ci avvolse. Ritrovammo il sentiero brillante e ci misi piede sopra. Oniro sigillò la ragazza dentro una campana di vetro e poi venne da me. Ci incamminammo nella direzione indicata dalla lancetta delle ore seguiti dalla campana di vetro. Quella situazione mi riportò alla mente la storia delle persone del mondo reale che qui non ci potevano stare. «Perché hai deciso di tenere qui lei e rimandare me nel mondo reale?»
Oniro si fermò e io con lui. «Beh, perché il tuo ritorno a casa non sarà definitivo.»
«Che vuoi dire?»
«Che mentre sarai nel mondo reale, dovrai lavorare per me. Voglio che tu usi l’orologio che ti ho dato per intercettare gli acchiappasogni e rimandarli qui. Così che io possa rispedire indietro le persone che sarò riuscito a sottrarre a Morfeo.»
«E quando avevi intenzione di dirmelo?»
«Non appena trovavamo l’uscita. E visto che ci sono, ti ricordo anche che se non mi ubbidirai ti scoverò e ti riporterò qui … per sempre.»
«C’è altro?»
Oniro non comprese il mio sarcasmo, si toccò il mento con fare pensieroso. Poi ritornò in sé e mi guardò sorridendo. «No, non c’è nient’altro da dire.»
Una luce bianca cominciò a crescere d’intensità, quella era l’uscita. Appena intravidi il cancello aprirsi mi incamminai. Prima di attraversare per tornare nel mondo reale, mi voltai a guardare Oniro fermo dove l’avevo lasciato. Lui aveva solamente ampliato la mia prigione, di fatto non ero libera. Per esserlo veramente avrei dovuto conquistarmi quel diritto. E ci sarei riuscita ad ottenerlo. Dovevo solo capire come fare.

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117 Commenti

  1. Il finale ha ritmi più rilassati rispetto al resto della tua storia e questo è un bene, temevo in una chiusura frettolosa e invece sei riuscita a dare al racconto una buona conclusione. Se farai un seguito, come dal finale mi pare di capire sia tua intenzione, ti suggerirei di lavorare un po’ sugli aspetti più deboli (secondo me ovviamente) di questo, ossia il ritmo a volte troppo sostenuto e una certa tendenza a raccontare invece di mostrare. Se trovassi qualcuno che ti fa da beta reader ne trarresti giovamento, probabilmente. Comunque una bella storia che sono contento di aver letto, continua così 🙂

    • Ti dirò che, quando ho ripreso questo racconto, la scelta di comprimere la storia in alcuni episodi era voluta. E quindi ecco il ritmo sostenuto, e la storia più raccontata che mostrata. Arrivata agli ultimi due episodi questa esigenza non era più necessaria. Il finale aperto è capito. Ma non ci sarà un seguito, almeno fino a quando non me ne verrà in mente uno. 😀 Comunque, grazie per tutte le dritte che hai saputo darmi in ogni tuo commento.

  2. Avrei usato il discorso diretto anche all’inizio del capitolo, dove secondo me il riassunto del dialogo tra Oniro e Michela non rende bene l’idea del momento. Per il resto belle immagini potenti come sempre, soprattutto quella del bosco che diventa mare, e il capitolo in generale scorre meglio di altri, l’esposizione è più chiara e si riesce a seguire tutta l’azione per bene. Per il finale voto per rimandare a casa Michela senza troppe storie, in fondo ormai ne ha passate abbastanza!

  3. Eccomi 🙂 Ti confermo l’impressione che ho avuto negli ultimi capitoli, il racconto sta prendendo la sua forma ma è tutto un po’ troppo frettoloso e si fa fatica a tenere il filo tra un capitolo e l’altro. Questo in particolar modo non è stato semplicissimo da seguire perché c’è un solo dialogo in tutto il capitolo a spezzare un po’ il ritmo, e non è neanche un vero e proprio dialogo ma più che altro una narrazione interna… Io avrei tirato un po’ il freno a mano, anche se essendo vicino al finale capisco che sia difficile 🙂 Per il prossimo capitolo comunque andrei dal ragazzo del racconto, visto che è stato introdotto!

    • Ti ringrazio per la pazienza. Come ho scritto in altri commenti, questa storia non mi è riuscita proprio bene. Vorrei dire tante cose, ma lo spazio a disposizione si riduce sempre di più. A questo punto il racconto sta diventando più il riassunto dei miei pensieri su questa storia. 😅

    • Riassunto degli episodi precedenti … Michela riesce a fuggire dal circo e incontra Oniro (molto più potente di Morfeo), ma questo non le assicura sufficiente protezione. E infatti finiscono tutti e due nella trappola di Morfeo. Quest’ultimo la punirà privandola di tutti i suoi sogni, e non solo quelli. Perché quello che apparentemente sembra un sogno in realtà è altro. E penso che si sia intuito.
      Chiedo scusa se ho rallentato il ritmo. Comunque, grazie di essere sempre qui.

  4. Ciao Danica, ti ricordi di me? Prima o poi si torna su The Incipit, è troppo un bel posto! ahahah
    Seguivo già la tua storia, ma non la ricordavo tutta e l’ho riletta daccapo: sarò sincera, qua e là ho trovato qualche difficoltà a chiarirmi personaggi e intrecci onirici ma essendo un fantasy mi aspetto che presto tu chiuda il cerchio e dissipi i dubbi. Anche la storia che ho cominciato io sembra un fantasy in effetti… si vede che è il periodo giusto per raccontarsi storie pazze e magiche.
    Per adesso voto perché si liberi da Morfeo.
    A presto!!!

  5. Direi di creare un po’ di scompiglio nel mondo onirico, quindi voto per i gravi danni 🙂 In questo capitolo ho notato un certo senso di fretta, con tanti periodi brevi, rapidissimi passaggi da una scena all’altra e anche qualche refuso di troppo. Come già ti dicevo trovo che la storia sia diventata molto più interessante in questi ultimi capitoli rispetto all’inizio, ma forse hai ancora bisogno di dare un’aggiustatina alla forma e magari di dedicare più tempo alla revisione, prima di pubblicare il capitolo. Comunque la lettura resta piacevole e il viaggio nel mondo dei sogni, che Michela sta imparando a manipolare, regala bei momenti 🙂

    • Complimenti per l’intuito. In effetti non ho voluto aspettare e ho pubblicato subito l’episodio. Confesso che sto scrivendo questa storia usando lo Smartphone e puntualmente vengo fregata dal vocabolario. 😅 Mettici pure il voler raccontare tante cose insieme e questo è il risultato. Comunque è bello vedere che al di là di tutto questo racconto piace.

    • Ho pensato di riuscire a mostrare chi è Oniro. Più forte di Mofeo, interessato a Michela per capire le sue capacità, ma anche perché conosce la sua famiglia e sa che cosa sono in grado di fare gli acchiappasogni. Mi sa che fumoso e ingarbugliato non è il sogno, ma la mia idea.😂

  6. Ciao Danica,
    sono passata rendere la cortesia 🙂.
    Avevo già notato il tuo nick in commenti a diversi racconti, soprattutto quelli più vecchi, ma non avendo notizie di lavori in corso non mi sono soffermata.
    Trovo l’idea molto originale e ben congegnata, forse avrei approfondito un po’ di più gli ambienti che accolgono questa bella avventura, ma io sono una che ama le descrizioni e non faccio molto testo. Nei primi capitoli si nota una certa urgenza, come se avessi voluto mettere tutto per iscritto subito, per non perdere l’idea; questo dà in alcuni passaggi un senso di superficialità. Negli ultimi due episodi, però, le cose sono cambiate. I tempi si sono un po’ dilatati e hai dato spazio alla fantasia. Bello il sogno è gli accadimenti a precipizio in esso contenuti. Mentre leggevo mi facevo un’immagine mentale dell’ambiente descritto e mi domandavo come lo avessi visto tu, nella tua testa.
    Voto la persona temuta da Morfeo.
    Alla prossima!

  7. Al netto di qualche passaggio un po’ troppo rapido e asciutto, questo capitolo mi è piaciuto davvero tanto. Ho avuto quello che aspettavo dall’inizio della storia, un viaggio onirico pieno di situazioni bizzarre e suggestive, come la scena con i mulini a vento che come immagine è davvero forte. Spero che la storia continui così. Per il seguito voto per la persona temuta da Morfeo!

  8. Io voto l’uomo seduto alla scrivania semplicemente perché è presto per conoscere chi l’ha salvata dall’annegamento 😉

    Capitolo denso di trovate: mi è piaciuto un casino! L’unico appunto che posso fare è sulla domanda finale: parli di una figura ma l’unica che hai introdotto è quella che tiene per mano Michela; tuttavia non può riguardare quella perché tra le domande vi è “chi ha salvato Michela dall’annegamento” mentre se la figura fosse quella, la domanda non avrebbe senso 😉

    Ciao 🙂

    • La figura che tiene per mano Michela dovrà pur avere un’identità. E ho lasciato la scelta tra i personaggi comparsi in questo episodio. La persona che ha salvato Michela, e della quale si è vista solo la mano, mi era sembrata un’opzione fattibile. Così come l’uomo anziano visto all’inizio. O una persona arrivata nella parte finale a ribaltare la situazione. Mi sa che ho posto male la domanda. 😅

  9. Capitolo densissimo di azioni concitate, elaborate e fantasiose. Non è semplice condensare tutto quello che avevi da dire in soli 5000 caratteri.
    Leggere questo aggiornamento è stato a metà tra un viaggio nel paese delle meraviglie, un trip di droga e salto nel film Parnassus.
    Molti passaggi richiedono sicuramente più attenzione alla lettura per non rischiare di perdere il filo frenetico della trama.
    Detto questo, brava!
    Ci si legge.

  10. Ciao, ho recuperato ora la tua storia! La premessa è interessante e originale e la storia procede rapidamente, ma personalmente sento un po’ la mancanza di un contesto più ampio e di qualche descrizione in più che mi aiuterebbe a calarmi meglio nell’atmosfera del racconto. Per essere una storia a tema sogni trovo la narrazione un po’ troppo terra-terra, per capirci, ma magari è una scelta di stile. Comunque ti seguirò e per il prossimo capitolo voto per il tentativo di contattare la famiglia!

    • Ciao, non nego di aver scelto di usare descrizioni più “asciutte”. E forse ho esagerato, riducendole all’osso. 😅 Prendendo in prestito le parole del tuo commento dico che il mio è “uno stile terra-terra perché fatico a spiccare il volo”. È la prima volta che mi cimento con il tema dei sogni. E confesso che i primi tre episodi sono frutto di una scrittura “improvvisata”. E adesso che ci sto meditando sopra, fatico a trovare un modo per proseguire.
      Comunque ti ringrazio per il commento e benvenuto.

    • Ciao, felice anch’io di rivedere che sei ancora su TI. Già il fatto che del mio racconto ti sia rimasta una buona impressione è più che positivo.
      Comunque, in breve si può riassumere che Michela si è cacciata nei guai entrando nel mondo onirico. Ha conosciuto chi sono i cattivi della storia (Morfeo, Fobetore e Fantaso), e anche che non è l’unica ad essere finita in quel mondo. Scoprirà che ci potrebbe essere una via di fuga, e come hai visto in questo quarto episodio non è proprio chiaro come si faccia ad uscire da questo mondo perché nessuno vuole aiutare i cattivi.😉

  11. Ciao Danica,

    Mi dispiace apprendere che purtroppo non continuerai presto questa storia, perché la trovo interessante, tuttavia di capisco, io la mia scorsa storia l’ho trascinata molto a causa di eventi personali e non so neanche con che ritmi (spero decenti) continuerò questa ultima.

    entrerà nel carrozzone

    a presto,
    Istinto

  12. Ciao!
    Vedo che ormai non scrivi da tanto tempo, ma io comincio a seguire e attendo con pazienza che tu abbia risolto tutto con l’altra storia di cui parli ad AmoMarta. Perché questo racconto è davvero affascinante e, da ex studentessa di liceo classico, apprezzo anche tutti i riferimenti greci per i nomi dei personaggi. E niente, mi è piaciuto l’inizio in medias res, senza alcuna presentazione, e mi è piaciuto come sei andata avanti. Quindi aspetto.
    A presto, spero.

    • Quello che dici, in realtà, lo stanno già facendo i ragazzi che sono già lì. Ma non forzano la situazione per non rischiare che, liberandosi loro, possano liberare anche Morfeo e gli altri. Quindi Michela potrebbe anche provarci, sperando però che non le si ritorca contro niente. 🙂

  13. Intricato, veloce e avvincente. Il secondo capitolo mi piace molto. Sono parecchie le cose che mi intrigano : l’ambientazione circense, l’uso del contrappasso che fai per cambiare luogo, i nomi che sembrano provenire da un romanzo di inizio settecento…
    Ti continuo a seguire con piacere e sono curioso di sapere più su Fobetore.

  14. Incontrerà i “risparmiati” e il ragazzino – a proposito, gli avrei già dato un nome in questo stesso episodio per evitare di denominarlo troppe volte “ragazzino”.
    Sembra che questa tua storia faccia analogia col timore che tutti noi abbiamo che le lobby orientino le menti dei giovani, e del popolo in genere, a seguire degli scopi prefissati. Alla prossima 🙂

  15. Ciao Danica, bentornata con questo incipit che ha qualcosa di inquietante. Poi, le scene sono abbastanza violente…questi acchiappasogni non mi piacciono, però la tua storia sì. 😉 Seguo volentieri e dico ragazzino. 🙂
    Un abbraccio a presto

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