Gli acchiappasogni

Dove eravamo rimasti?

Quale potrebbe essere per Michela il modo? Sfruttando il tempo che le rimane dei suoi dodici rintocchi non ancora scoccati. (60%)

Il labirinto dei sogni

Faticavo ad accettare che Diana avesse ragione. Che non ci fosse una soluzione. Ripensai alla mappa, a tutto ciò che quelle persone fecero per cercare di salvarsi. Mi bastò ripensare all’inizio. A chi, come me, ebbe a disposizione i suoi dodici rintocchi. Io i miei non li avevo ancora sentiti! Lo dissi a Diego e Diana. Lei non rispose, rientrò nel carrozzone richiudendosi la porta alle spalle. Diego rispose che non ce l’avrei fatta a scappare. Replicai che io ci sarei riuscita e me ne andai.

Camminando senza una meta precisa, mi fermai quando vidi dalla porta aperta di un carrozzone un uomo seduto vicino ad un tavolo. Stava scrivendo al lume di una candela. Si alzò e sparì dalla mia vista. Ciò che mi fece fermare fu che il libro aperto sul tavolo sembrasse brillare. Andai a vedere più da vicino, ma varcata la soglia tutto sparì.

A fare un po’ di luce in quell’oscurità, c’era soltanto il libro ai miei piedi. Mi chinai a raccoglierlo e notai che erano le parole a brillare. Mi bastò far scorrere le dita su una delle pagine per vedere quelle parole staccarsi dal foglio. Persero la loro forma e divennero una polvere brillante. Ebbi paura. Desiderai di ritornare al circo. La polvere cominciò a muoversi e davanti a me comparve una porta. Cigolando si aprì e ritrovai il circo. Mi bastò per capire che quella polvere realizzava i miei desideri, o sogni. Così sognai di tornare a casa. La porta si dissolse facendo sparire il circo. La polvere ricreò un orologio davanti a me. Brillava della stessa luce delle parole. Con una mano strinsi il libro aperto al petto, con l’altra presi l’orologio. Al contatto con la mia mano, l’orologio scaturì un raggio di luce che si propagò nel buio. Davanti a me rividi la strada dove lo raccolsi. Era notte, i lampioni erano accesi e in lontananza rividi i miei genitori.

Urlai i loro nomi e gli corsi incontro, ma sparirono. Mi guardai intorno per ritrovarli. Li chiamai ancora e ricevetti una risposta. Era la voce di mia madre. Mi concentrai sul suo suono e cominciai a camminare. Ma dovetti interrompere il mio cammino, perché la strada non c’era più. Davanti a me era comparso uno specchio. Grazie al silenzio, percepii dei rumori dall’altro lato. Decisi di rompere la superficie usando il libro. Misi l’orologio in tasca e con tutte e due le mani usai il libro come un sasso. Le schegge divennero polvere che fu sospinta da un forte vento. Gettai il libro a terra e mi riparai il viso con le braccia. Ciò che intravidi al di là dello specchio furono bagliori di luce simili al fuoco. Stavo per entrare in quel posto ma non riuscii a muovermi. Morfeo mi stava trattenendo per una spalla.

«I traditori come te hanno diritto solo a vedere le sbarre di una gabbia.» Non aggiunse altro. Mantenendo la sua presa sulla spalla mi portò via. Ma non gli permisi di fare più di qualche passo. Mi divincolai e corsi verso lo specchio. Saltai dentro, costringendolo a seguirmi.

Caddi tra le spighe di un campo di grano. Più in là c’erano alti mulini a vento. La luce crepuscolare li faceva apparire tetri. Cosi come fu l’apparizione di Morfeo che coprì quella visuale. Senza pensarci due volte mi rialzai subito e iniziai a correre. Mi voltai per vedere cosa stesse facendo Morfeo. Non si mosse, sollevò giusto una mano. Solo quando tornai a guardare davanti a me ne compresi il significato. Altri mulini a vento emersero dal terreno a sbarrarmi la strada. Il vento mosso dalle pale mi respingeva indietro. L’ultima cosa che volevo era farmi catturare.

Imitai Morfeo muovendo le mani per spostare i mulini, ma non funzionò. Al massimo fermai il vento bloccando le pale. Non ero abbastanza forte. Mi guardai intorno in cerca di una soluzione. Intanto Morfeo iniziò ad avanzare. E fu allora che pensai di metterlo in difficoltà. Mi inginocchiai e poggiai le mani sul terreno. Volevo che diventasse acqua. Ma finii io in difficoltà. Stavo morendo affogata.  Sognai che arrivasse un aiuto. Una mano si immerse nell’acqua e mi tirò fuori.

Riemersi asciutta e tenuta per mano da una figura sfocata. Mentre riconobbi la strada di prima. Alle mie spalle c’era lo specchio. Da lì uscì Morfeo che mi afferrò per l’altra mano. La figura sfocata mi aiutò a staccarmi da lui. Scappammo nella direzione opposta. Ci fermammo solo quando si aprì una voragine a sbarrarci la strada. Sapendo come muovermi, sognai di trovare un ponte per poter andare dall’altra parte. Quando comparve iniziai ad attraversarlo. Ma Morfeo urlò di rabbia e sbattendo un piede per terra distrusse il ponte. Io e la figura saremmo volati giù, ma lui fece comparire della terra che ci sommerse fino alle vita. Morfeo si avvicinò. «È tutto inutile, non puoi sfuggirmi. I dodici rintocchi suoneranno e sarà tutto finito. Così un’altra traditrice verrà punita.»

Non ebbe tempo di dire altro. Perché iniziò ad accadere qualcosa di strano. Il sogno stava cambiando. La terra sparì liberando me e la figura sfocata. Morfeo guardò quest’ultima stupito. Segno che quello che stava accadendo non era opera sua o mia.

Chi è questa figura?

  • Michela ha trovato una persona temuta da Morfeo. (75%)
    75
  • Chi ha salvato Michela dall'annegamento. (0%)
    0
  • L'uomo seduto alla scrivania, la polvere è sua. (25%)
    25
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95 Commenti

  1. Direi di creare un po’ di scompiglio nel mondo onirico, quindi voto per i gravi danni 🙂 In questo capitolo ho notato un certo senso di fretta, con tanti periodi brevi, rapidissimi passaggi da una scena all’altra e anche qualche refuso di troppo. Come già ti dicevo trovo che la storia sia diventata molto più interessante in questi ultimi capitoli rispetto all’inizio, ma forse hai ancora bisogno di dare un’aggiustatina alla forma e magari di dedicare più tempo alla revisione, prima di pubblicare il capitolo. Comunque la lettura resta piacevole e il viaggio nel mondo dei sogni, che Michela sta imparando a manipolare, regala bei momenti 🙂

    • Complimenti per l’intuito. In effetti non ho voluto aspettare e ho pubblicato subito l’episodio. Confesso che sto scrivendo questa storia usando lo Smartphone e puntualmente vengo fregata dal vocabolario. 😅 Mettici pure il voler raccontare tante cose insieme e questo è il risultato. Comunque è bello vedere che al di là di tutto questo racconto piace.

    • Ho pensato di riuscire a mostrare chi è Oniro. Più forte di Mofeo, interessato a Michela per capire le sue capacità, ma anche perché conosce la sua famiglia e sa che cosa sono in grado di fare gli acchiappasogni. Mi sa che fumoso e ingarbugliato non è il sogno, ma la mia idea.😂

  2. Ciao Danica,
    sono passata rendere la cortesia 🙂.
    Avevo già notato il tuo nick in commenti a diversi racconti, soprattutto quelli più vecchi, ma non avendo notizie di lavori in corso non mi sono soffermata.
    Trovo l’idea molto originale e ben congegnata, forse avrei approfondito un po’ di più gli ambienti che accolgono questa bella avventura, ma io sono una che ama le descrizioni e non faccio molto testo. Nei primi capitoli si nota una certa urgenza, come se avessi voluto mettere tutto per iscritto subito, per non perdere l’idea; questo dà in alcuni passaggi un senso di superficialità. Negli ultimi due episodi, però, le cose sono cambiate. I tempi si sono un po’ dilatati e hai dato spazio alla fantasia. Bello il sogno è gli accadimenti a precipizio in esso contenuti. Mentre leggevo mi facevo un’immagine mentale dell’ambiente descritto e mi domandavo come lo avessi visto tu, nella tua testa.
    Voto la persona temuta da Morfeo.
    Alla prossima!

  3. Al netto di qualche passaggio un po’ troppo rapido e asciutto, questo capitolo mi è piaciuto davvero tanto. Ho avuto quello che aspettavo dall’inizio della storia, un viaggio onirico pieno di situazioni bizzarre e suggestive, come la scena con i mulini a vento che come immagine è davvero forte. Spero che la storia continui così. Per il seguito voto per la persona temuta da Morfeo!

  4. Io voto l’uomo seduto alla scrivania semplicemente perché è presto per conoscere chi l’ha salvata dall’annegamento 😉

    Capitolo denso di trovate: mi è piaciuto un casino! L’unico appunto che posso fare è sulla domanda finale: parli di una figura ma l’unica che hai introdotto è quella che tiene per mano Michela; tuttavia non può riguardare quella perché tra le domande vi è “chi ha salvato Michela dall’annegamento” mentre se la figura fosse quella, la domanda non avrebbe senso 😉

    Ciao 🙂

    • La figura che tiene per mano Michela dovrà pur avere un’identità. E ho lasciato la scelta tra i personaggi comparsi in questo episodio. La persona che ha salvato Michela, e della quale si è vista solo la mano, mi era sembrata un’opzione fattibile. Così come l’uomo anziano visto all’inizio. O una persona arrivata nella parte finale a ribaltare la situazione. Mi sa che ho posto male la domanda. 😅

  5. Capitolo densissimo di azioni concitate, elaborate e fantasiose. Non è semplice condensare tutto quello che avevi da dire in soli 5000 caratteri.
    Leggere questo aggiornamento è stato a metà tra un viaggio nel paese delle meraviglie, un trip di droga e salto nel film Parnassus.
    Molti passaggi richiedono sicuramente più attenzione alla lettura per non rischiare di perdere il filo frenetico della trama.
    Detto questo, brava!
    Ci si legge.

  6. Ciao, ho recuperato ora la tua storia! La premessa è interessante e originale e la storia procede rapidamente, ma personalmente sento un po’ la mancanza di un contesto più ampio e di qualche descrizione in più che mi aiuterebbe a calarmi meglio nell’atmosfera del racconto. Per essere una storia a tema sogni trovo la narrazione un po’ troppo terra-terra, per capirci, ma magari è una scelta di stile. Comunque ti seguirò e per il prossimo capitolo voto per il tentativo di contattare la famiglia!

    • Ciao, non nego di aver scelto di usare descrizioni più “asciutte”. E forse ho esagerato, riducendole all’osso. 😅 Prendendo in prestito le parole del tuo commento dico che il mio è “uno stile terra-terra perché fatico a spiccare il volo”. È la prima volta che mi cimento con il tema dei sogni. E confesso che i primi tre episodi sono frutto di una scrittura “improvvisata”. E adesso che ci sto meditando sopra, fatico a trovare un modo per proseguire.
      Comunque ti ringrazio per il commento e benvenuto.

    • Ciao, felice anch’io di rivedere che sei ancora su TI. Già il fatto che del mio racconto ti sia rimasta una buona impressione è più che positivo.
      Comunque, in breve si può riassumere che Michela si è cacciata nei guai entrando nel mondo onirico. Ha conosciuto chi sono i cattivi della storia (Morfeo, Fobetore e Fantaso), e anche che non è l’unica ad essere finita in quel mondo. Scoprirà che ci potrebbe essere una via di fuga, e come hai visto in questo quarto episodio non è proprio chiaro come si faccia ad uscire da questo mondo perché nessuno vuole aiutare i cattivi.😉

  7. Ciao Danica,

    Mi dispiace apprendere che purtroppo non continuerai presto questa storia, perché la trovo interessante, tuttavia di capisco, io la mia scorsa storia l’ho trascinata molto a causa di eventi personali e non so neanche con che ritmi (spero decenti) continuerò questa ultima.

    entrerà nel carrozzone

    a presto,
    Istinto

  8. Ciao!
    Vedo che ormai non scrivi da tanto tempo, ma io comincio a seguire e attendo con pazienza che tu abbia risolto tutto con l’altra storia di cui parli ad AmoMarta. Perché questo racconto è davvero affascinante e, da ex studentessa di liceo classico, apprezzo anche tutti i riferimenti greci per i nomi dei personaggi. E niente, mi è piaciuto l’inizio in medias res, senza alcuna presentazione, e mi è piaciuto come sei andata avanti. Quindi aspetto.
    A presto, spero.

    • Quello che dici, in realtà, lo stanno già facendo i ragazzi che sono già lì. Ma non forzano la situazione per non rischiare che, liberandosi loro, possano liberare anche Morfeo e gli altri. Quindi Michela potrebbe anche provarci, sperando però che non le si ritorca contro niente. 🙂

  9. Incontrerà i “risparmiati” e il ragazzino – a proposito, gli avrei già dato un nome in questo stesso episodio per evitare di denominarlo troppe volte “ragazzino”.
    Sembra che questa tua storia faccia analogia col timore che tutti noi abbiamo che le lobby orientino le menti dei giovani, e del popolo in genere, a seguire degli scopi prefissati. Alla prossima 🙂

  10. Ciao Danica, bentornata con questo incipit che ha qualcosa di inquietante. Poi, le scene sono abbastanza violente…questi acchiappasogni non mi piacciono, però la tua storia sì. 😉 Seguo volentieri e dico ragazzino. 🙂
    Un abbraccio a presto

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