In un ombra di ricordi

Un risveglio drammatico: l’inizio del viaggio.

Cosa pensai non appena mi affacciai alla finestra? Assolutamente nulla; solo la contemplazione di un posto a me sconosciuto.

Dei miei ricordi precedenti non avevo alcuna traccia, svaniti. Come ombre ai raggi del sole. L’unica cosa certa era la mia situazione: solo, in una camera di un ospedale ormai in rovina e spettatore di un panorama terrificante ma al contempo magnifico. Dalla finestra di quella camera ospedaliera infatti, scorsi quartieri desolati e una quiete alquanto spettrale; suscitata in parte dai toni crepuscolari molto scuri.

Non indugiai oltre. Decisi di avventurarmi all’esterno. Sembrava di essere come in uno di quei giochi horror, dove il protagonista ignaro della situazione circostante deve sopravvivere a situazioni fuori dall’ordinario raziocinio. Mi decisi e varcai la soglia di quella stanza. Aperta la porta non notai niente di ambiguo, ad eccezione di un’incisione sul pavimento raffigurante una freccia indicante una rampa di scale che si direzionava verso il basso. Seguii il segnale. Continuai a scendere per quelle scale scricchiolanti, fin quando non mi ritrovai nella hall dell’ospedale. Deserta. Mi guardai un po’ intorno e fu così che scorsi il registro infermieristico sul bancone. Di fianco trovai anche un cellulare; funzionante. Sbloccai il display.

«Le 18:30 del 15 ottobre… Bene, almeno ora so qualcosa.» Aggeggiandoci un po’, notai una chiamata persa. Ricevuta alle 17:22 del 15 ottobre, da parte di un certo Brian Gray. Tentai di richiamarlo, ma il dispositivo si spense. Profondamente deluso, lanciai contro il muro il cellulare e controllai il registro delle infermiere. Da quel poco che riuscii a leggere, l’ultima annotazione risaliva anch’essa alla medesima data.

«Ancora… Ah!» Una fitta lancinante mi colpì la testa, al punto tale da farmi barcollare un momento. La vista si offuscò, le immagini si sdoppiarono e bizzarre voci mi rimbombarono dentro.

Papà! Aiutami… – Il grido di una bambina-

Passato il senso di stordimento, dovetti riprendermi dall’orrida sensazione di disagio che mi rimase addosso.

Papà…

I dubbi mi assalirono, ma non mi rimase altro che andarmene da lì e cercare qualcuno che potesse aiutarmi. Per prima cosa, fu mia premura cercare un negozio di vestiti, il camice da paziente che indossavo iniziò ad essere alquanto sgradevole. All’esterno della zona ospedaliera, trovai ad un incrocio, un negozio ormai in rovina. Entrai. Curiosando un po’ qua e un po’ là, scovai fortunatamente capi della mia taglia: scarponi, jeans, una maglia color cachi e un bel giacchetto in pelle slavato. Nel vestirmi difronte allo specchio del camerino, mi osservai. Avevo la barba rossiccia ed incolta, qualche ruga sul viso e lunghi capelli grigio scuro. Non ero il massimo del sex appeal, ma altri pensieri ben più gravosi mi martellavano la testa.

Il sole, ormai calato, fece spazio alle tenebre. Esse inghiottirono rapidamente ogni cosa. Per mia fortuna però, alcuni lampioni si accesero. Necessitai tuttavia di una torcia. Nel negozietto non trovai niente di utile, perciò uscii e continuai nella mia ricerca. Il vento crescente riempì quell’immenso vuoto che mi circondava. Feci finta di nulla ed iniziai a correre per la città fantasma. Non so il motivo, ma l’istinto mi spronò a velocizzarmi. Tentativo dopo tentativo; fallimento dopo fallimento, mi fermai per riprendere fiato.

Il vento si placò di botto. I pochi lampioni accessi cominciarono ad andare ad intermittenza. Scattai in piedi, angosciato. Percepii come qualcosa di sgradevole stesse per accadere. Poi, uno spostamento. Qualcosa si mosse rapidamente in un vicolo vicino a dei cassonetti. Fu una frazione di secondo, però distinsi chiaramente l’ombra di una persona. La sensazione che provai in quell’istante fu così intensa… Adrenalina e paura si mischiarono perfettamente, rendendomi tanto folle da gettarmi all’inseguimento dell’ignota ombra. Entrai nel vicolo. Mi ritrovai difronte l’entrata di un palazzo con delle impalcature. I dubbi mi attanagliarono.

Cosa faccio: entro e rischio di avventurarmi senza neppure una torcia, oppure mi fermo qua?

Purtroppo mi convinsi di non avere altra scelta che continuare l’inseguimento.Entrai.Nonostante il fitto buio in cui m’immersi, riuscii a fare diversi metri senza scontrarmi in qalcosa e farmi male. In un fortuito accorgimento tuttavia, notai che il piede sinistro toccò qualcosa.

«Che cos’è? Non è possibile. Che sia… -feci pressione col pollice sull’oggetto tubolare, il quale reagì innescando una forte luce – sì! Una torcia! Che fortuna!»

Munito di torcia, quasi per miracolo, proseguii nella ricerca del possessore dell’ombra avvistata in precedenza. L’edificio, alquanto spettrale, era suddiviso in diversi piani. Io cercai un po’ dappertutto, ma niente. Finito di controllare il terzo ed ultimo piano, fui prossimo ad arrendermi.quando all’improvviso udii un rumore proveniente dal piano superiore. Di corsa salii le scale e arrivato al primo piano, vidi qualcosa di familiare: una freccia; come quella nell’ospedale.

La freccia pare essere l'unica linea guida per il protagonista. A cosa lo condurrà?

  • Alla scoperta del possessore dell'ombra che insegue. (11%)
    11
  • Al vivere un enorme pericolo. (33%)
    33
  • Al primo frammento della sua memoria perduta. (56%)
    56
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17 Commenti

  • Il nostro sconosciuto me lo sto immaginando un misto tra Joel di The Last of Us e Wolverine nel trailer del film Logan. Forse ho qualche problema. Vedo che siamo a Silent Hill un pochino. Complimenti.
    Forse il protagonista è un pò troppo calmo in questa situazione, ma potrebbe darsi che ci sia un motivo (anzi sono sicuro).
    Voto per andare avanti

  • Ciao la trama e’ coinvolgente ma ancora poco si sa sul protagonista o su dove si trovi al momento (ovviamente perche’ nemmeno lui lo sa ancora :D) percio’ ho optato su scoprire l’identita’ del padrone dell’ombra chissa’ che non riesca a chiarire qualcosa nella mente offuscata del protagonista 😀 a presto 🙂

  • Io, invece, non credo fosse descritta male la cosa. Il protagonista si sveglia senza memoria e si ritrova in una città fantasma, trovare una qualsiasi persona in quel luogo così silenzioso può senz’altro essere utile. Infine non mi ha infastidito il modo in cui hai descitto l’inseguimento, bravo.

  • Al primo frammento.
    Ciao,

    Una sorta di Myst in salsa, mi pare di capire, horror. Interessante.
    Ogni volta che commento qualche autore per la prima volta ho preso l’abitudine di premettere che tendo a scrivere troppo. Lo faccio soprattutto perché credo molto nella comunicazione tra noi e penso che il confronto sia utile (soprattutto a me ché ne ho bisogno! 😀 ).
    Quindi scusa se potrò apparirti inopportuna, sono un po’ imbranata ma non sono animata da cattive intenzioni.
    L’incipit è interessante e scorrevole, ma mi convince poco la ‘consecutio’ del protagonista. Insomma, per come la racconta sembra quasi obbligato a compiere certe azioni che a me non paiono poi così scontate: vede l’ombra di una persona e comincia a inseguirla? Continua l’inseguimento in un vicolo buio?
    Non so, io e molti altri che conosco avrebbero agito diversamente…
    Ecco, questa parte mi lascia un po’ perplessa.

    Ciao Ciao

    • Ciao Moneta, grazie di seguirmi e per aver lasciato un così interessante commento! Per quanto riguarda la consecutio… comprendo i tuoi dubbi, ma capirai più avanti il perchè delle sue azioni; è tutto calcolato (a regola XD). Ti aspetto per il prossimo capitolo, intanto appena riesco leggo la tua storia 😉 a presto!

  • Ciao Mingo, ho letto questo incipit tutto di un fiato.
    Mi piace molto come parte la storia, nel vivo di questa atmosfera inquietante e quasi opprimente. Sarei curioso di saperne di più sul personaggio, così ho optato per far risvegliare un frammento della sua memoria.
    Seguo volentieri, alla prossima

    • Ciao Fluo, mi fa piacere averti qui 😉 questa è una storia che ho in cantiere da non so quanto tempo ormai e spero di svilupparla al meglio ahah questa sarà una storia un pò particolare, soprattutto per l’atmosfera e la psicologia del personaggio… Appena riesco leggo la tua nuova storia 😉

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